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ECONOMIA DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI

Asimmetria informativa: disuguaglianza informativa fra le parti coinvolte.

Selezione avversa: si manifesta prima della conclusione dei contratti.

 Azzardo morale: si manifesta dopo la conclusione dei contratti (opportunismo)

Circuiti intermediati: intermediari creditizi realizzano il trasferimento di risorse tra

unità in deficit e in surplus.

Circuiti diretti: modalità di collegamento degli operatori basata su meccanismi di

mercato.

Contratti finanziari: hanno duplice natura (attività e passività finanziaria) e sono

riconducibili a tre fattispecie di rapporti (credito, partecipazione al capitale di rischio e

assicurazione).

Mercati regolamentati: il funzionamento del mercato avviene nel rispetto delle regole

stabilite dall’autorità di vigilanza e dalle società di gestione dei mercati.

Mercati over-the-counter (OTC): non ci sono regole stabilite dalle autorità di vigilanza,

ma si adottano modalità e prassi comunemente accettate.

Mercati primari e secondari: nei primi sono scambiati strumenti di nuova emissione,

nei secondi avviene la negoziazione di strumenti finanziari già in circolazione.

Mercati dei capitali e monetari: nei primi si emettono/negoziano strumenti con

scadenza a medio/lungo termine, nei secondi a breve termine (inferiore a 12 mesi).

Modello original to distribute: le imprese bancarie concedono prestiti con l’intenzione

di venderli ad altre istituzioni/investitori, invece di detenerli fino alla scadenza.

Costi di transazione:

Costi informativi: oneri in termini di tempo e risorse dedicate all’acquisizione di

 informazioni.

Costi di transazione in s. stretto: rappresentati dai costi contrattuali e di

 negoziazione.

Rischio di prezzo: variabilità del valore delle attività in portafoglio per effetto di

 fattori di mercato o dei singoli emittenti.

Rischio di mercato; associato all’incertezza circa l’effettivo prezzo a cui è possibile

 monetizzare un’attività finanziaria rispetto al suo teorico valore di mercato.

Asset broker: intermediari che minimizzano i costi informativi e di transazione in senso

stretto, sfruttando economie di scala.

Asset transformer: intermediari che agiscono anche sul rischio di prezzo e di liquidità,

ad esempio banche e società di leasing.

Primary e secondary securities: rispettivamente impieghi e passività degli intermediari

(sono attività finanziari di secondo livello in quanto investite dall’intermediari in crediti

e titoli di imprese commerciali).

Intermediari creditizi bancari e non: i primi si caratterizzano per la raccolta di

risparmio tra il pubblico (acquisizione di fondi con obbligo di rimborso), mentre i

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secondi finanziano gli impieghi attraverso il capitale proprio e l’offerta di titoli di debito

(obbligazioni).

Sistema finanziario, struttura e funzioni: si compone di strumenti, operatori, mercati e

regole.

Funzione monetaria: agli operatori viene offerto un modo efficiente di effettuare i

 pagamenti, sia nella messa a disposizione dei mezzi di pagamento in termini di

quantità e qualità, sia nell’erogazione dei servizi di pagamento.

Funzione di intermediazione: trasferimento e movimentazione di risorse monetarie

 dagli operatori in surplus a quelli in deficit.

Funzione di diversificazione e suddivisione del rischio.

 Funzione di produzione e diffusione di informazioni.

 Funzione di trasmissione della politica monetaria.

 Funzione di riduzione delle asimmetrie informative.

Strumenti o attività finanziarie: contratti che esplicitano gli accordi, regolando il

trasferimento della moneta. Entrambe le prestazioni delle parti in causa sono

denominate in moneta e scadono in tempi diversi

Operatori: attività tipica è la detenzione e la negoziazione sistematica dei contratti

finanziari.

Mercati: insieme degli scambi di contratti finanziari, sempre più rappresentati da

luoghi “virtuali”, ossia circuiti telematici.

Capacità allocativa: efficacia nel canalizzare le risorse scarse verso impieghi finanziari

alternativi attraverso un processo di valutazione e selezione per scegliere opportunità

che offrono un maggior rendimento a parità di rischio, o un rischio minore a parità di

rendimento.

Unità istituzionale: soggetto con autonomia e capacità di decisione in relazione al

proprio patrimonio e alle proprie risorse finanziarie, presiede alla formazione e

ripartizione del reddito, al suo impiego, alla formazione del risparmio e

dell’indebitamento.

Sono raggruppate in settori sulla base dell’uniformità di comportamento nell’esercizio

delle loro funzioni principali: si distinguono le famiglie, le imprese finanziarie e non, le

istituzioni pubbliche e private.

Saldo finanziario: misura il risparmio che un soggetto/settore trasferisce o riceve dagli

altri soggetti. È la differenza tra il risparmio generato dalle attività correnti e la spesa

per investimenti: SF = S (risparmio) – I (investimenti).

L’intensità e la distribuzione tra categorie di operatori economici dei saldi finanziari

dipende da molti fattori: tra cui i più importanti sono la distribuzione del reddito e la

strategia di finanza pubblica (se lo stato sceglie un regime di bassa imposizione fiscale

si formeranno saldi positivi presso le famiglie e le imprese e saldi negativi nei conti

della pubblica amministrazione.

Le unità in deficit hanno un risparmio inferiore all’investimento e quindi accumulano,

emettendole, passività finanziarie. Hanno i seguenti saldi finanziari:

Imprese non finanziarie: tipiche unità in deficit SF < 0

 

Imprese finanziarie: per convenzione presentano una situazione di equilibrio SF

 

= 0

Amministrazioni pubbliche: SF < 0

 

Famiglie: SF > 0

  2

*il disavanzo nella pubblica amministrazione determina un’accumulazione di attività

finanziarie da parte del settore privato e viceversa*

Canale di finanziamento diretto: le unità in surplus detengono direttamente nel proprio

bilancio le passività finanziarie emesse dalle unità in deficit.

Canale di finanziamento indiretto: tra gli operatori finali si inserisce un intermediario

finanziario che crea separati e distinti rapporti, di investimento e di finanziamento.

Mercati aperti: anche detti organizzati, al loro interno si perfezione l’incontro diretto

tra le unità economiche, superando problematiche espresse dalla ricerca autonoma

attraverso la concentrazione delle esigenze di finanziamento/investimento, la

presenza di operatori specializzati, la standardizzazione dei contratti. Sono costituiti

dall’insieme delle strutture, delle regole e delle procedure che risultano funzionali allo

scambio di attività finanziarie.

Intermediari creditizi: rappresentano il gruppo principale, possono essere bancari e

non.

Bancari: sono abilitati allo svolgimento dell’attività di raccolta del risparmio tra il

 pubblico.

I secondi sono rappresentati dalle soc. di leasing, factoring, finanziarie di credito al

 consumo e finanziarie di credito rateale. Le principali fonti di raccolta sono

rappresentate dai mezzi propri, dall’indebitamento bancario e dall’emissione di

prestiti obbligazionari.

Intermediari di partecipazione e investimento: assumono partecipazioni nel capitale di

rischio di imprese non finanziarie.

Intermediari assicurativi: specializzati nella gestione dei rischi che vengono loro

trasferiti dagli operatori finali.

Funzioni della moneta:

Mezzo di regolamento degli scambi.

 Unità di conto dei contratti e mezzo di pagamento per saldare il debito.

 Scorta di liquidità.

Moneta merce: valore intrinseco, rappresentato dal costo di produzione, ed il valore

estrinseco, rappresentato dal valore di scambio, coincidevano.

Moneta segno: il valore estrinseco diverge da quello estrinseco.

Moneta: si caratterizza, a differenza delle altre attività, per conservare il proprio valore

monetario intatto. Affinché un bene venga scelto come moneta è necessario che

possieda alcune caratteristiche: sia altamente domandato, frazionabile, facile da

trasportare, il più possibile non deperibile, omogeneo, raro.

M = C + D BM = C + R m = M/BM M = m * BM

  

Moneta a corso legale: è rappresentata dalle banconote e dalle monete metalliche che

circolano all’interno di un sistema economico, la cui accettazione è imposta per legge.

Moneta scritturale: alternativa a quella legale, è rappresentata dall’insieme degli

strumenti e delle procedure di pagamento alternativi alla circolazione dei pezzi

monetari.

Strumento di pagamento: sostituto temporale della moneta che permette di ritardare

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l’esborso monetario ad un momento successivo alla conclusione dello scambio.

Procedura di pagamento: sistemi di trasferimento della titolarità della moneta

(bonifici, giroconti, procedure di incasso e pagamento ecc.).

Sistema dei pagamenti: si compone di una varietà di elementi (strumenti, norme,

procedure, produttori, istituzioni). Il suo organico è diretto ad assicurare l’efficienza e

l’affidabilità dei trasferimenti di fondi tra gli operatori economici.

Circuito interbancario: rappresenta l’architrave del sistema. L’attivazione richiede lo

scambio di documenti ed informazioni relative alle operazioni di pagamento e di

incasso eseguite per conto dei clienti, la compensazione dei debiti e crediti

interbancari e la liquidazione di eventuali sbilanci.

Schema di regolamento: il regolamento delle ragioni di debito e di credito delle

banche può configurarsi in tre modalità.

Schema bilaterale tramite conti correnti di corrispondenza: si caratterizza per

l’assenza di standardizzazione in quanto sono le stesse controparti che di volta in

volta si accordano circa le modalità di regolamento utilizzate.

Stanza di compensazione: il regolamento avviene a valere sui conti di un terzo

soggetto che assume il ruolo di agente di regolamento.

Schema di regolamento netto: ciascuna banca deve regolare, a fine giornata, solo il

saldo tra i pagamenti ricevuti e quelli inviati a tutti gli altri partecipanti durante una

giornata operativa. Questo schema si articola in tre fasi distinte:

1) Comunicazione al sistema delle operazioni effettuate dai partecipanti (trading);

2) Calcolo delle singole posizioni nette (clearing);

3) Regolamento delle posizioni (settlement)

La differenza rispetto allo schema bilaterale consiste nel fatto che i trasferimenti di

fondi avvengono non verso i singoli partecipanti, ma nei confronti della clearing

house.

Schema di regolamento lordo: prevede il regolamento immediato di ciascuna

operazione di pagamento. Il pagamento si compie mediante un trasferimento di

denaro, il beneficiario deve valutare la probabilità che si realizzi il suo pieno valore in

un dato tempo.

Settlement lag: è dato dallo sfasamento temporale tra il momento in cui il beneficiario

di un pagamento ne viene a conoscenza e il momento in cui ne ha la piena

disponibilità.

Credito infragiornaliero: è previsto un intervento della banca centrale, a titolo oneroso,

che fornisce liquidità per eseguire il pagamento.

Code di attesa: sospendono temporaneamente l’operazione di pagamento che non

trova immediata capienza e la inseriscono in una lista d’attesa.

Schema di regolamento ibrido: cerca di risolvere le problematiche legate alla gestione

della liquidità, salvaguardando i vantaggi del sistema di compensazione lordo,

attraverso la previsione di più momenti di regolamento su base netta e l’introduzione

di algoritmi di ottimizzazione dei pagamenti. 4

TARGET: trasferimento espresso trans-europeo automatizzato di regolamento lordo in

tempo reale è il primo sistema di questo tipo per i pagamenti in euro di importo

rilevante, gestito dall’Eurosistema. Consente di ricevere pagamenti in moneta di

banca centrale con definitività infragiornaliera, e quindi riutilizzare immediatamente i

fondi.

TARGET 2: rispetto al primo, il nuovo sistema assicura la piena parità tra gli utenti

delle diverse comunità bancarie europee, garantendo servizi uniformi e un piano

tariffario unico. Il sistema si caratterizza per essere in continua evoluzione.

Pagamento all’ingrosso: pagamento di elevato importo con rilevanza sistemica.

Pagamento al dettaglio: pagamento di limitato importo e contenuta urgenza.

Progetto SEPA: obiettivo prioritario dell’eurosistema per permettere di sfruttare

appieno, nei pagamenti al dettaglio, i vantaggi della moneta unica. Nell’area unica dei

pagamenti, infatti, tutte queste operazioni sono considerate “nazionali”.

Tasso overnight: tasso di interesse con scadenza più breve possibile e costituisce il

tasso sui prestiti interbancari della durata di un giorno.

Periodo di mantenimento: arco temporale con riferimento al quale deve essere

mediamente mantenuto il rapporto (coeff. di riserva) tra riserva obbligatoria e

aggregato assoggettato alla riserva medesima.

Cambio flessibile: il valore della valuta nazionale fluttua liberamente rispetto alle altre

valute poiché è il mercato dei cambi che ne stabilisce il valore in ogni momento.

Cambio fisso: il valore della valuta nazionale è ancorato a quello di un’altra valuta.

Prestito di ultima istanza: quando una banca si trova a corto di riserve liquide può

indebitarsi sul mercato dei prestiti interbancari, ma non sempre è in grado di reperire

la necessaria liquidità. In questi casi la banca si può rivolgere alla banca centrale per

ottenere finanziamenti che le consentano di superare la temporanea carenza.

Safety net (rete di sicurezza): la stabilità del sistema bancario dipende anche da

questa rete, che comprende l’assicurazione dei depositi, i coefficienti patrimoniali, i

requisiti di liquidità, nonché l’attività di supervisione operata dalla banca centrale.

Assetto operativo BCE: costituisce l’insieme delle modalità d’attuazione della strategia

di politica monetaria e dello strumentario a disposizione della BCE.

Fattori autonomi + Riserve bancarie = Operazioni di politica monetaria

Per orientare i tassi d’interesse a breve termine verso il livello stabilito l’Eurosistema

dispone di 3 strumenti:

Operazioni di mercato aperto: utilizzate per controllare i tassi a breve termine,

 determinare le condizioni di liquidità sul mercato e segnalare l’orientamento della

politica monetaria. Si definiscono di finanziamento se dirette a fornire liquidità al

sistema bancario, e viceversa, si definiscono di assorbimento se dirette a drenare

liquidità dal sistema. La procedura più diffusa è denominata asta standard, a cui

sono ammesse tutte le controparti che soddisfano i criteri generali di idoneità. Può

essere a tasso fisso o variabile; circa tre mesi prima della fine dell’anno viene

pubblicato il calendario delle operazioni più diffuse. L’asta veloce si svolge

nell’arco di 90 minuti, tra il momento dell’annuncio e la comunicazione dei risultati

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e il regolamento. Le operazioni bilaterali sono tutte quelle operazioni realizzate con

procedura diversa dall’asta.

Operazioni attivabili su iniziativa delle controparti: hanno l’obiettivo di dare

 sistemazione a posizioni di carenza o eccesso di liquidità che possono determinarsi

in modo imprevisto durante o alla fine di ogni giornata operativa.

Imporre l’obbligo della riserva obbligatoria: l’obbligo opera allo scopo di favorire la

 stabilizzazione dei tasi d’interesse del mercato monetario. L’aggregato soggetto a

riserva è determinato in relazione alle voci di bilancio relativi alle passività in veste

di raccolta di fondi, di depositi e di titoli di debito.

Banca universale: si caratterizza per un’estrema varietà e completezza di offerta,

opera sull’intero ventaglio delle scadenze, si configura come un intermediario che si

rapporta con tutti i segmenti di clientela e concentra in se l’operatività di una banca

commerciale, di investimento e private. In altri termini si tratta di un intermediario

multibusiness, multiclient e multiprodotto.

Banca mista: è meno netta la separazione tra banca e industria dal momento che non

è infrequente l’esistenza di partecipazioni di rilievo dell’impresa nella banca. Tra i

principali svantaggi vi è infatti quello legato al conflitto d’interesse che si possono

generare tra la banca e la clientela.

Gruppo bancario: è un modello organizzativo che vede una banca capogruppo e

diverse società ad esso appartenenti. Rende possibile l’offerta di un ventaglio ampio e

differenziato di prodotti e servizi e, in tal modo, di consolidare la presenza sul

mercato, di raggiungere praticamente tutti i target di clientela e di fronteggiare le

crescenti spinte concorrenziali.

Capogruppo: è una holding pure quando non svolge attività operativa, ma si occupa

della gestione strategica e del coordinamento del gruppo; è una holding mista quando

essa non attua una separazione tra la gestione operativa e quella strategica.

Subholding: società finanziarie alle quali vengono imputate partecipazioni in società

controllate appartenenti a raggruppamenti omogenei. Sono molto diffuse in gruppi

articolati e di grande dimensione, fungono da struttura intermedia tra la capogruppo e

le altre società.

Assetti organizzativi dei gruppi bancari:

Modello funzionale: caratterizzato da un alto livello di autonomia/imprenditorialità

 concesso alle controllate dalla capogruppo che svolge una contenuta attività di

coordinamento (avendo perciò una struttura interna più semplice). È una struttura

utilizzata di frequente quando in un mercato poco competitivo i gruppi procedono

ad accrescere la l

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MrDandro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Muré Giuseppina.
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