Diritto internazionale
Prof. Sergio Marchisio
I caratteri principali dell'ordinamento giuridico internazionale
L'ordinamento internazionale presenta caratteristiche diverse dai sistemi giuridici statali.
I soggetti
- Stato
- Organizzazioni internazionali
- Santa Sede
- SOM
- CICR
Nelle comunità statali gli individui sono i soggetti giuridici primari, mentre gli enti (pubblici e privati) dotati di personalità giuridica sono soggetti secondari. Nella comunità internazionale gli Stati sono i soggetti primari mentre gli individui assumono un ruolo secondario. Tuttavia, però, gli Stati agiscono tramite individui i quali esercitano attività non per contro proprio ma dello Stato. Questo è il caso della persona fittizia ossia un fenomeno per cui un individuo agisce non a titolo personale ma per nome e per conto di uno Stato (o gruppo di individui).
Le ragioni dell'attribuzione della soggettività internazionale alle organizzazioni internazionali è dovuta al presupposto che: gli Stati hanno preferito rinunciare alla gestione di alcune problematiche di carattere internazionale, favorendo il sorgere di particolari enti a cui affidare la risoluzione e la gestione di detti problemi per contro degli Stati.
Produzione, accertamento ed attuazione coercitiva del diritto
Sono le tre attività tipiche di ogni ordinamento giuridico. Queste attività sono di competenza di ogni Stato. Per quanto riguarda la produzione di norme giuridiche, ogni Stato pone in essere i comportamenti necessari per produrre e modificare norme giuridiche.
Gli ordinamenti giuridici interni sono composti da:
- Norme sostanziali che impongono ai destinatari specifiche norme di condotta;
- Norme di organizzazione che regolano la struttura e la vita degli ordinamenti.
Responsabilità individuale
Applicata nei sistemi giuridici interni. Stabilisce che: la violazione di una norma giuridica viene attribuita alla persona fisica o giuridica che, con il proprio comportamento, ha posto in essere la violazione. Sarà quella persona a subire le conseguenze sfavorevoli derivanti dalla condotta illecita.
Responsabilità collettiva
Applicata negli ordinamenti internazionali. Stabilisce che: quando l'organo di uno Stato violi norme di diritto internazionale, lo Stato leso può rivalersi contro l'intera comunità dello stato di appartenenza dell'organo.
Principi del diritto internazionale
Il diritto internazionale è un ordinamento giuridico realista che tiene conto dei rapporti di potere effettivi. Esso si basa sul:
- Principio di effettività secondo cui soltanto situazioni e pretese solidalmente costituite nella realtà possono acquisire rilevanza giuridica.
- Principio di reciprocità come fondamento delle norme internazionali. Le norme internazionali regolano i rapporti tra stati. Tali norme pur avendo come destinatari una pluralità di soggetti (norme consuetudinarie o pattizie) agiscono a livello bilaterale nelle relazioni fra stati. Hanno natura "sinallagmatica".
Quindi l'ordinamento internazionale è caratterizzato da norme basate sulla reciprocità ma anche da norme che stabiliscono obblighi nei confronti di tutti gli altri membri della comunità, che non si basano sulla reciprocità. Queste norme pongono obblighi "erga omnes", ossia norme che presentano alcune caratteristiche:
- Sono obblighi che proteggono valori fondamentali per la comunità;
- Sono obblighi di natura solidale che incombono su ogni membro della comunità;
- Ad essi corrisponde un particolare diritto che appartiene ad ogni stato;
- La tutela di questo diritto è effettuata per conto dell'intera comunità;
Modelli di diritto internazionale
Nella comunità internazionale convivono due modelli di diritto internazionale:
- Il "vecchio", tradizionale, detto Groziano basato su una visione statalista delle relazioni internazionali e caratterizzato da norme che mirano alla coesistenza e cooperazione tra Stati;
- Il "nuovo", più evoluto, detto Kantiano basato su una visione universalistica delle relazioni internazionali e pone l'accento sul principio di solidarietà.
L'evoluzione storica della società internazionale
L'origine della comunità internazionale è fatta risalire alla Pace di Westfalia del 1648 che pose fine alla Guerra dei Trent'anni. Già prima di Westfalia, le comunità esistenti intraprendevano relazioni internazionali e stringevano accordi. Nel Medioevo sorse un gruppo di norme sulla condotta delle ostilità belliche. La comunità si distingueva dall'attuale per la mancanza di entità politiche statali e la presenza di due centri d'autorità: il papa a capo della Chiesa cattolica e l'imperatore a capo del Sacro Romano Impero (800 d.C.).
L'attuale comunità sorge con lo Stato Nazionale. Questo è favorito dal susseguirsi di alcuni eventi storici: scoperta dell'America, diffondersi del protestantesimo e riforma protestantesimo.
La Comunità Internazionale portò alla formazione di un gruppo di Stati che lottavano per affermare la propria autonomia e indipendenza da ogni altra autorità. La Guerra dei Trent'anni ebbe inizio nel 1618 a causa del contrasto religioso tra cattolici e protestanti, ma ben presto si trasformò in un conflitto sull'egemonia politica e militare in Europa. I trattati di pace furono firmati nella città di Munster e Osnabruk. Essi prevedevano:
- Riconoscimento del protestantesimo a livello internazionale;
- Indipendenza degli Stati sul piano religioso dalla Chiesa cattolica;
- Attribuzione ai membri dell'impero dello Jus Foederationis ossia il diritto di stringere alleanza con potenze straniere e di muovere guerra, purché tali alleanze non andassero con la pace generale e l'Impero.
Westfalia segnò il declino della Chiesa cattolica e del Sacro Romano Impero e conseguentemente l'affermarsi di Stati autonomi e indipendenti.
Gli Stati più importanti
Stati europei, Stati Uniti e Stati Latinoamericano. Agli inizi gli Stati europei svolsero un ruolo predominante.
Relazioni esterne e capitolazioni
Gli Stati occidentali intrapresero con il mondo esterno relazioni basate sul regime coloniale nei confronti di quelle terre considerate terrae nullius ossia prive di un'autorità centrale organizzata, mentre con i veri Stati (Cina, Giappone, Impero Ottomano) intrapresero relazioni basate sul sistema delle capitolazioni. L'esempio è dato dal Trattato del 1740 tra Francia e Impero Ottomano.
Le capitolazioni erano accordi che i paesi occidentali strinsero con alcuni stati arabi e musulmani e servivano a disciplinare la convivenza dei cittadini europei e statunitensi sui territori non europei. Consistevano in privilegi concessi agli occidentali. Prevedevano:
- I cittadini occidentali non potevano essere espulsi dallo stato territoriale senza il consenso del loro console;
- Libertà di culto cristiano e libertà di commercio e scambio;
- In caso di controversie fra cittadini occidentali queste dovevano essere giudicate dal console e non dal tribunale territoriale il quale aveva competenza solo in caso di controversie tra cittadini occidentali e cittadini dello stato territoriale.
La distribuzione del potere
Il potere era esercitato in modo diffuso. Nessuno stato era in grado di imporre il proprio volere su altri membri. Vi era una situazione di uguaglianza sovrana fra Stati.
Precetti giuridici internazionali
In questo periodo si afferma la nozione di diritto internazionale detto anche Jus Gentium (diritto delle genti). Branca del diritto che regola la vita delle relazioni internazionali. Definito anche come il diritto della comunità degli stati, quindi un diritto al di sopra di essi e dei loro ordinamenti.
Il diritto internazionale si differenzia dal diritto interno per l'assenza di un'autorità centrale che emani legge e ne assicuri il rispetto.
Tentativi di limitare il predominio delle grandi potenze
Il primo è rappresentato dalla clausola che molti stati latinoamericani inserirono nei trattati di concessione, stipulati con stranieri, riguardanti lo sfruttamento delle risorse nazionali. Questa dottrina Calvo prevedeva che lo straniero rinunciasse alla protezione diplomatica dello stato di nazionalità accettando di sottoporre la controversia alla giurisdizione dello stato territoriale. Invece la dottrina Drago prevedeva che le grandi potenze non dovevano far ricorso alla forza al fine di recuperare i crediti vantati dei propri cittadini nei confronti degli stati più poveri. Di tale facoltà si avvalsero Gran Bretagna, Germania ed Italia nei confronti della Jugoslavia nel 1902 chiedendo il risarcimento dei danni.
Dalla prima alla seconda guerra mondiale
Gli avvenimenti che segnarono l'inizio di una nuova epoca furono:
- La 1 Guerra Mondiale coinvolse tutti gli stati della comunità e segnò il tracollo dell'egemonia degli stati europei e l'affermasi degli USA e nel 1917 la nascita dell'URSS;
- La nascita dell'URSS fu il primo stato a proclamare una ideologia differente dagli altri stati, basandosi sull'autodeterminazione dei popoli, uguaglianza sostanziale tra stati, internazionalismo socialista e un parziale rifiuto delle norme internazionali in quanto esse erano il prodotto della società borghese.
La Società delle Nazioni (Sdn)
Creata nel 1919 con il Trattato di Versailles. Vi aderirono solo pochi stati (42). Assenti gli USA per motivi di politica interna.
Il sistema del 1919:
- Non proibiva l'uso della forza armata, bensì poneva un limite temporale al ricorso alla guerra di tre mesi (cooling off) trascorso il quale era lecito dichiarare guerra.
I difetti del sistema del 1919
- Non erano vietate le misure coercitive diverse dalla guerra;
- Il divieto di ricorso non era assoluto ma condizionato dal limite temporale;
- Non esisteva un sistema di attuazione coercitiva del diritto nei confronti dello stato che avesse violato le disposizioni del patto. Si prevedeva un'azione collettiva degli stati membri su base volontaria;
- Le disposizioni del patto erano vincolanti solo per gli stati membri e non per i terzi;
Conseguenze della Seconda Guerra Mondiale (1945)
- Il 26 Giugno venne firmata a S. Francisco la Carta delle Nazioni Unite, entrata in vigore il 24 Ottobre 1945;
- Bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki;
- Istituzione (accordo di Londra) del Tribunale militare internazionale di Norimberga per la condanna dei crimini internazionali;
La creazione dell'ONU
Organo di mantenimento della pace e della sicurezza internazionale nonché di risoluzione pacifica delle controversie. L'art. 27 della Carta delle Nazioni Unite prevede che il CDS non può adottare decisioni su questioni sostanziali senza l'accordo dei Cinque membri permanenti ai quali è attribuito il diritto di veto. Il sistema di sicurezza collettiva può essere adottato solo se nessuno dei cinque membri esercita un diritto di veto: se concordano nel ritenere che una data situazione costituisca minaccia alla pace e alla sicurezza allora il CDS può adottare le misure necessarie nei confronti dello stato responsabile.
Dalla fine della guerra fredda ad oggi
Il crollo dell'URSS nel 1989 ha provocato lo scioglimento dei paesi socialisti. Sul piano internazionale gli USA sono la grande potenza che agisce per la soluzione delle controversie in modo pacifico, mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Tuttavia, l'intervento USA è un intervento "selettivo", cioè agisce nei modi in cui gli interessi statunitensi sono coinvolti.
Gli ex paesi socialisti si appoggiano agli stati occidentali. Questi formano il Gruppo dei 77 quando discutono su questioni economiche e il NAM quando discutono di questioni politiche.
Attualmente le relazioni internazionali sembrano caratterizzate dal declino della Sdn come organizzazione internazionale e dal conseguente rafforzamento di alleanze militari, come la NATO. Tre fenomeni emergono nell'attuale comunità internazionale:
- L'affermarsi di paesi del terzo mondo;
- L'affermarsi di enti non statali;
- Divario crescente tra paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo.
Lo stato e la successione tra stati
Lo stato come soggetto di diritto internazionale
Lo stato acquisisce la titolarità di rapporti giuridici nell'ambito dell'ordinamento internazionale, assumendo diritti e obblighi quando possiede:
- Un territorio stabile
- Una comunità
- Un governo inteso come autorità politica organizzata
Il governo deve esercitare:
- Sovranità interna: ossia controllo effettivo su un dato territorio e una comunità;
- Sovranità esterna: ossia indipendenza ed autonomia dello Stato da ordinamenti altrui.
(Gli elementi sono definiti dalla Convenzione di Montevideo)
Il riconoscimento di stati
Atto unilaterale con cui uno stato esprime la volontà di intraprendere relazioni internazionali con un nuovo stato. Esso attesta che gli stati che hanno proceduto al riconoscimento ritengono esistenti i requisiti necessari affinché un ente sia considerato soggetto di diritto.
Il riconoscimento ha valore dichiarativo e non costitutivo. Inoltre ha effetto preclusivo nel senso che, una volta effettuato, preclude allo stato che ha proceduto al riconoscimento la possibilità di contestare la situazione di fatto o di riconoscimento o di affermare che lo stato difetta di soggettività.
La prassi: gli stati richiedono, ai fini del riconoscimento, (anche) dei requisiti. In passato era sufficiente l'effettiva potestà d'imperio su un territorio, ma a partire dagli anni '30 sono stati inseriti:
- Rispetto di valori fondamentali della comunità
- Rispetto dei diritti umani e delle minoranze
- Processo pacifico di formazione dello stato
Tuttavia, vi sono situazioni definite "anomale" in cui uno Stato seppur presenti tutte le condizioni necessarie ai fini della soggettività, non viene riconosciuto. Ciò è dovuto al contrasto tra: principio di effettività e principio di legittimità di situazioni o fatti che siano incompatibili con alcuni valori della comunità.
Sovranità
Per sovranità si intende la capacità, il diritto, di esercitare in modo originario ed assoluto le funzioni dello stato. Essa comporta:
- Un potere d'imperio su una data comunità territoriale;
- Libertà dello stato di intraprendere tutte le attività considerate necessarie ai fini del benessere della comunità, purché tali attività non ledano diritti di stati terzi e siano svolte nel rispetto della tutela dell'ambiente;
- Libertà dello stato di scegliere l'organizzazione interna e la forma di governo migliore, tenendo conto del principio di autodeterminazione dei popoli.
Dal punto di vista "esterno" la sovranità è sinonimo di indipendenza ossia la capacità dello stato di provvedere al proprio sviluppo senza l'intervento di altri stati.
La successione tra stati
Si intende il mutamento di sovranità su un territorio. Consiste nella sostituzione nell'esercizio della potestà d'imperio dello stato successore ad un altro stato (successione in fatto tra stati).
La successione può essere:
- In fatto totale: quando il mutamento comporta l'estinzione dello stato precedente.
- In fatto parziale: quando il mutamento riguarda solo una parte del territorio senza comportare l'estinzione dello stato.
Successione giuridica
Ossia quando diritti ed obblighi dello stato predecessore si trasferiscono allo stato successore. La successione tra stati è regolata da due convenzioni: Convenzione di Vienna del 1974 sulla successione nei trattati e Convenzione di Vienna del 1983 sulla successione nei beni, archivi e debiti pubblici.
Successione nei trattati
Bisogna distinguere in:
- Trattati localizzabili ossia trattati che impongono obblighi e conferiscono diritti su un territorio. A questi viene applicato il principio della continuità dei trattati cioè lo stato successore subentra nei trattati "localizzabili" del predecessore.
- Trattati non localizzabili: occorre distinguere nel caso di incorporazione e mutamento di sovranità su una parte del territorio. In tal caso verrà applicato il principio della mobilità delle frontiere secondo cui i trattati stipulati dallo stato predecessore cessano di produrre effetti per la parte di territorio soggetto al mutamento di sovranità.
Nel caso di mutamenti che portano alla formazione di un nuovo stato si applica il principio della tabula rasa secondo cui il nuovo stato non è vincolato dai trattati precedentemente stipulati, salvo che non si tratti di trattati localizzabili.
Successione nei beni, archivi e debiti
Se questi si trovano nel territorio dello stato successore diventano di proprietà di quest'ultimo. Nel caso dei debiti, se non è previsto diversamente, dello stato predecessore, questi si distribuiscono in maniera equa tra i nuovi enti.
L'ambito spaziale di esercizio della sovranità
Il territorio costituisce la dimensione fisica entro cui lo stato esercita il proprio dominio esclusivo.
Modi d'acquisto del territorio
- Occupazione: di una parte di terreno non soggetta al dominio di alcun stato
- Accessione: ossia un processo fisico-naturale mediante il quale una porzione di terreno viene ad affiancarsi ad un territorio già esistente
- Cessione: ossia trasferimento di un territorio mediante accordo tra le parti in modo pacifico ed effettivo
- Conquista: occupazione di un territorio mediante il ricorso alla forza
La dottrina dell'uti possidetis
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