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Riassunto esame Diritto internazionale, prof. Nesi, libro
L’Onu: il diritto delle Nazioni Unite, di Marchisio
consigliato O RIGINI E CARATTERI GENERALI
Il fenomeno dell’organizzazione internazionale (= insieme delle forme associative della cooperazione
internazionale esistenti in un dato momento storico, create dagli Stati mediante accordi
internazionali e dotate di apparati organici permanenti al fine di realizzare obiettivi comuni
attraverso lo svolgimento di attività unitarie).
Si sviluppa rapidamente dopo il secondo conflitto mondiale, seguendo lo strumento dell’accordo.
E’ risaputo che i conflitti alterino gli equilibri, ecco perché si fa necessaria un’aspirazione alla
cooperazione internazionale senza limitazione della sovranità nazionale.
Gli Stati hanno dovuto così superare i limiti della Comunità Internazionale quale “società paritaria”
risalente alla pace di Westfalia (rapporti tra Stati indipendenti in base al principio del superiorem
non recognoscentes).
Essa infatti è una società sui generis in quanto l’individuo non ne fa parte in qualità di membro: sono
gli Stati i componenti primari. Ma essa è anche e soprattutto una collettività egualitaria, senza
sovrano, di semplice coordinazione, che traduce un ordinamento giuridico a funzioni decentrate.
Distinguiamo tra due categorie di unioni tra Stati in relazione ai mezzi impiegati per il
conseguimento degli scopi comuni:
Unioni semplici: coordinare le attività degli Stati membri, compiute da organi dei singoli soggetti
•
[organi comuni o'riunioni di organi];
Unioni istituzionali (o organizzate): provvedono all’attività unitaria mediante organi loro propri
•
creati dal trattato istitutivo [organi collettivi].
Il fenomeno si è manifestato (intorno al 1890) con l'istituzione delle prime commissioni fluviali (es.
Commissione europea del Danubio, Commissione centrale per la navigazione del Reno, la
Commissione internazionale per l’Elba e per l’Oder… tutte dotate di poteri regolamentari e funzioni
amministrative) ed unioni amministrative internazionali (es.
Unione Internazionale delle Repubbliche americane alle origini del panamericanismo; Unione
;
Internazionale telegrafica; Unione postale internazionale Unione internazionale per i trasporti ferroviari).
Il fenomeno si è poi consolidato nel XX sec. con la SdN (società delle nazione) e l’ILO
(Organizzazione .Internazionale del Lavoro). lOMoAR cPSD| 7389389
La designazione delle unioni con il termine Ufficio traduce un impegno dell’attività amministrativa
degli Stati membri, prassi che all’epoca esaltava molto l’aspetto burocratico.
Abbiamo poi l’Istituto internazionale di agricoltura (iniziativa diplomatica italiana 1905) che
pubblicava statistiche relative ai prodotti agricoli, commercio, prezzi e malattie, cooperazione e
credito agricolo. Erano escluse dalle sue competenze (dominio riservato Stati) questioni riguardanti
gli interessi economici, legislazioni ed amministrazioni. Seguiva il modello tripartito: assemblea,
comitato esecutivo, segretariato. La volontà si basava sulla ponderazione dei voti scegliendo tra
diverse classi di contributi finanziari.
SdN società delle nazioni (1919): nata per formalizzare i rapporti internazionali all’indomani del primo
conflitto mondiale ma anche per garantire lo status quo territoriale raggiunto nei negoziati di Parigi.
Era un organo di cooperazione internazionale, di salvaguardia contro la guerra. Si pone in continuità
con le altre esperienze, ma in realtà non era nulla di così innovativo.
Le novità riguardavano gli organi, in particolar modo il Consiglio (potenze alleate= Francia,
Giappone, Italia, G.B, USA= membri permanenti + rappresentanti di altri Stati membri designati
dall’Assemblea.
Semplici deliberazioni permettevano l’aumento dei membri permanenti e non) 1 ma soprattutto il
tentativo di realizzare un ente internazionale con fini politici generali per garantire la pace, intesa
come rispetto dell’ordine internazionale politico e territoriale sancito dai Trattati di pace.
Art. 10 Gli Stati membri si impegnano a rispettare l’integrità territoriale e l’indipendenza politica di
membri contro aggressioni esterne.
Art. 227 del Trattato di Versailles: la Germania deve riparare i danni integralmente e il Kaiser
Guglielmo sarà giudicato da un Tribunale speciale per l’offesa contro la morale internazionale e la
santità dei trattati.
La guerra veniva, pertanto, esclusa come mezzo di risoluzione delle proprie rivendicazioni. Prima
andava esperito la soluzione arbitrale o giudiziale o comunque sottoporre la questione al Consiglio.
1 Gli USA non entrarono mai nel Patto a seguito di rifiutata ratifica del Senato.
A cui seguì il progressivo disinteresse delle grandi potenze rispetto all’attività di un Consiglio
allargato alla penetrazione di piccoli Stati.
Art. 16 prevedeva in caso di violazione di tali obblighi da parte di uno Stato membro, l'interruzione
delle relazioni economiche e commerciali ed eventuali sanzioni militari, per cui il Consiglio poteva
effettuare raccomandazioni. lOMoAR cPSD| 7389389
La problematica sull’aggressione sviluppa delle evoluzioni con: il Protocollo di Ginevra sulla
soluzione pacifica delle controversie internazionali e il Patto Briand-Kellog (1928) sancisce la
rinuncia alla guerra come strumento di politica nazionale.
E’ significativo anche ricordare la cooperazione nel settore culturale e scientifico.
Nel 1942 la Francia propose di creare un organismo internazionale nel campo della cultura che sfociò
poi nell’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO).
Oppure la Conferenza di Bretton Woods con l’adozione degli statuti della Banca Mondiale (Bank) e
del FMI (Found).
Si arriva poi alla carta istitutiva dell’ONU adottata il 26.06.1945 dalla Conferenza di San Francisco.
L’ONU rientra quindi dal punto di vista giuridico, nell’ambito delle unioni di stati istituzionali o
organizzate, denominate organizzazioni internazionali, le quali denotano un’organizzazione tra
governi ( secondo la chiara definizione sancita dalla Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati del 1969).
Gli elementi comuni delle O.I sono:
Un accordo internazionale suggella un accordo tra stati in cui è consegnata la loro volontà per
•
realizzare fini comuni mediante un’attività unitaria. Dunque delinea un ente indipendente
internazionalmente parlando dotato di ordinamento e struttura stabile.
[ L’accordo non deve essere per forza formale. Può anche consistere in comportamenti associativi e
tacite manifestazioni di volontà. Es: CSCE la conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa
di Helsinki del 1975 che poi è diventata OSCE nel 1995].
Quanto alla soggettività internazionale, questa dipende da fattori rilevabili caso per caso (effettiva
partecipazione e conseguente titolarità di situazioni giuridiche soggettive nel diritto internazionale).
L’attività unitaria degli organi collettivi deve essere regolata da norme giuridiche internazionali e
•
non da norme appartenenti al diritto interno di uno degli Stati. Esistono anche trattati multilaterali
che si limitano a creare organismi la cui azione si svolge completamente nell’ordinamento interno
ma è ben altra cosa.
Ordinamento stabile e permanente che nasca con l’accordo istitutivo e che si traduca nella
•
struttura organica effettiva. Stabilità non è durata (che distingue invece le OI dalle conferenze o
riunioni periodiche)
Struttura organica solitamente tripartita: organo collegiale plenario di Stati, organo ristretto
•
esecutivo e un organo complesso, il segretariato, con al vertice un organo individuale da cui dipende
il complesso di uffici e funzionari. lOMoAR cPSD| 7389389
ONU
Onu è dunque un’organizzazione internazionale di Stati ha mantenuto in larga misura la sua
originaria natura di strumento di coordinamento della cooperazione internazionale, senza assumere
quella di organizzazione giuridica della CI nel suo complesso.
L’evoluzione è significativa: a partire dagli anni 1960 si avvia il processo di universalizzazione con il
processo di decolonizzazione ed autoderminazione.
E’ stato così sviluppato lo strumento della codificazione e lo sviluppo progressivo del diritto
internazionale e la Dichiarazione di principi dell’Assemblea generale.
Poi con la caduta del Muro ed il nuovo ordine mondiale si è come dissolto lo Stato- nazione e sono
però apparsi nuovi particolarismi, conflitti locali e la mondializzazione dei problemi insieme a
dinamiche quali il degrado ambientale, la tutela dei diritti umani fondamentali.
Nascono così i tribunali penali internazionali, prima quelli ad hoc per l’ex Iugoslavia e il Ruanda e poi
la CIG.
Nell’ultimo scorcio di secolo si registra invece una prassi destinata alla vigilanza di tregue ed
armistizi e alle operazioni per il mantenimento della pace.
La sovranità non può sperare di conservarsi se non costruendo poteri sovranazionali.
E’ infatti l’epoca della global governance che vede un’interazione mutevole di soggetti nella ricerca
di possibili soluzioni a molteplici problemi di convivenza.
FASI: Nel 1939 la SdN smette di fatto di funzionare.
Nel 1940 si delinea presso il Dipartimento di Stato americano il Comitato consultivo per la
pianificazione post- bellica (trattati di pace,problemi economici e sociali, sicurezza). Roosvelt
prefigurava un’organizzazione basata sulla centralità delle democrazie anglofone in mateira di pace
e dell’altro alcuni principi basilari quali il rispetto del diritto internazionale e così via.
Va così nominata la Carta Atlantica del 1941, dichiarazione firmata da Roosvelt e da Churchill
contenente un programma comune per le rispettive politiche nazionali e l’indicazione di scopi
condivisi per un mondo migliore. Elencava otto principi applicabili al dopoguerra:
Nessun mutamento territoriale può aver luogo se non per consenso liberamente espresso dalle
•
popolazioni interessate;
Diritto di tutti i popoli a scegliere la propria forma di governo e la reintegrazione della sovranità e
•
dell’autonomia di quanti per mezzo della forza ne furono privati;
Accesso libero di tutte le nazioni al commercio e alle materia priem mondiali;
• Cooperazione in campo economico e sociale
• Pace duratura contro la condizione di paura e di bisogno
• Libertà dei mari
• Abbandono all’uso della forza e disarmo delle nazioni che possono minare la pace
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Di una nuova organizzazione mondiale si inizia invece a parlare nel 1941 quando la Camera dei
rappresentanti degli USA si esprimeva a favore di un meccanismo internazionale volto a favorire
una pace giusta e duratura tra le nazioni del mondo.
Dopo Pearl Harbor l’alleanza atlantica venne consacrata con la dichiarazione sottoscritta a
Washington il 1-1-1942 e i membri si diedero il nome di Nazioni Unite.
I membri si impegnano a mettere in pratica i principi di cui sopra.
L’impegno bellico era fondamentalmente contro l’Asse. La Dichiarazione non fu firmata dall’Unione
sovietica ma tramite Molotov chiarì che si sarebbe resa disponibile.
Alla Conferenza di Mosca del 1943 le quattro potenze alleate con la Dichiarazione sulla sicurezza
collettiva si impegano a creare un’organizzazione internazionale generale, fondata sul principio
della sovrana uguaglianza di tutti gli Stati amanti della pace. Nel Senato americano passa la
risoluzione presentata dal senatore Connally favorevole alla creazione di un’org. Int. Post-bellica.
Nel dicembre del 1943 con la Dichiarazione di Teheran, Roosvelt, Churchill e Stalin si impegnarono
infine a sollecitare la partecipazione attiva di tutte le nazioni per eliminare la tirannia, l’oppressione
e l’intolleranza.
Alla fine del 1944 Corder Hull trasmise ai governi alleati il progetto statunitense, denominato
Tentative Proposals for a general organisation ed avviò i negoziati con i 5 Gendarmi: Francia, Urss,
UK e Cina (+USA). Giusto anche sottolineare come l’opinione pubblica fece sentire la sua voce.
Le 4 potenze a Dumbarton Oaks (dambartunoks) nei sobborgi di Washington nel 1944 per elaborare il
progetto sull’organizzazione internazionale generale. Ci furono due round:
Agosto-settembre tra Urss, Uk e USA
1) Settembre-ottobre tra Cina, USA e Uk
2)
Queste proposte delinearono in 10 capitoli la carta istituzionale delle Nazioni Unite: Il mantenimento
della pace e sicurezza internazionale
II principio della sovrano uguaglianza tra Stati, risolvere pacificamente le controversie, astenersi
dall’uso della forza e dalla minaccia, obbligo degli Stati ad assistere l’ONU in conformità alle azioni
intraprese nel rispetto della carta.
V struttura istituzionale dell’Assemblea generale in conformità al principio “uno stato, un voto”.
VII consiglio di sicurezza composto da 11 membri tra cui 4 permanenti ai quali aggiungere al
momento opportuno la Francia. La Conferenza non risolse tutte le divergenze.
L’URSS ad esempio voleva far entrare tutte e 16 le sue repubbliche federate e le potenze anglofone
che volevano attribuire ai membri permanenti il potere di veto nel C.S.
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A Yalta nel 1945 (Crimea) si riunirono Ch, Roos, e Stalin:
Dichiarazione di Yalta che affronta le divergenze di cui sopra. Bielorussia e Ucrania entrano in ONU
prive di personalità internazionale e Stalin accettò per il CS una formula di voto secondo la quale si
sarebbe deliberato a maggioranza di 7 membri e sulle questioni non procedurali sarebbe stato
necessario il voto dei 5 membri permanenti. Fu chiarito che tutti i membri, tutti tutti, si sarebbero
astenuti dal votare se parti di una controversia sottoposta al Consiglio. Gli statisti si accordarono
anche per una convocazione della futura Conferenza diplomatica di S. Francisco.
Quali requisiti servivano per farne parte? Avere dichiarato guerra alla Germania o al Giappone
prima del ’45 e aver firmato la dichiarazione del ’42. Cina (che si unì) e Francia furono invitate.
La conferenza di S. Francisco (aprile-giugno 1945) vide l’esclusione degli Stati in guerra con le
Nazioni Unite, gli stati neutrali e l’Italia cobelligerante. Vi erano 50 paesi. 51 con la Polonia furuno i
membri originari. Di che cosa si parlò?
Regime di amministrazione fiduciaria: compromesso tra il diritto di autoderminazione,
•
eguaglianza dei diritti, sviluppo dell’autogoverno delle popolazioni e avviamento dell’autonomia e
indipendenza del regime di amministrazione fiduciaria.
• Veto: si chiarì la formula di Yalta, nonché chiarire il non abuso del diritto di veto del membri
permanenti.
• Divieto generalizzato dell’uso della forza nelle relazioni internazionali integrato con il principio
delle legittima difesa individuale e collettiva contro un attacco armato
• Rapporto tra universalismo e regionalismo che porta al capitolo VIII, incoraggiando gli accordi
regionali compatibili con i principi dell’ONU. Priorità degl organismi regionali rispetto all’Onu nelle
situazione regionali
• Rafforzamento della CIG mediante il principio di giurisdizione obbligatoria in riferimento ad alcune
controversie.
• Limiti in campo economico: mera carattere promozionale in campo economico e sociale con
generico obbligo di collaborazione. Il Consiglio economico e sociale fu comunque elevato a rango di
organo principale delle Nazioni Unite.
• Diritti umani: il presidente Truman propose l’elaborazione di una dichiarazione universale di diritti
e venne istituita la Commissione dei diritti dell’uomo. Nel 1948 il progetto fu presentato
all’Assemblea generale che approvava la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo-
• Futuri emendamenti alla carta: eliminato il requisito dell’unanimità dei membri permanenti per la
convocazione della conferenza di revisione, anche se il procedimento di modifica resta molto rigido.
Al termine dei negoziati, la Carta delle nazioni unite fu adottata per acclamazione a giugno del 1945.
Seguì la procedura di formazione utilizzata per la conclusione di trattati istitutivi di organizzazioni
internazionali: vengono elaborati nell’ambito di una conferenza preparatoria a carattere
intergovernativo, precedente al progetto di statuto, il quale poi viene aperto alla firma.
lOMoAR cPSD| 7389389 SdN.
Questa Carta è totalmente diversa ed indipendente rispetto ai trattati di pace del ‘47 e al Patto della
Art.5 Convenzione di Vienna che stabilisce che le norme in essa contenute si applicano ad ogni
trattato che sia atto costitutivo di un’organizzazione internazionale con riserva di qualsiasi norma
pertinente dell’organizzazione. Le regole speciali di ciascuna organizzazione hanno così la
prevalenza sul regime comune dei trattati.
Nel diritto internazionale generale vige il principio della libertà delle forme: gli stati contraenti sono
liberi di concordare il procedimento di stipulazione che ritengono più idoneo alle loro esigenze. Per
la Carta si è seguito il procedimento solenne: sottoscrizione + ratifica. E’ entrata infatti in vigore a
partire dal momento in cui sono state depositate presso il governo USA le ratifiche dei 5 stati
membri permanenti del CS. Per gli stati firmatari che hanno ratificato la Carta successivamente,
essa è entrata in vigore dalla data di deposito delle ratifiche. La ratifica degli stati membri originari
deve avvenire in conformità alle rispettive norme costituzionali. L’eventuale violazione di diritto
interno sulla competenza a stipulare avrebbe potuto tradurre una causa di invalidità.
Perché “Carta”? Denota l’intenzione degli Stati firmatari di sottolineare il duplice carattere: accordo
internazionale ed atto c
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