Didattica della filosofia – prima parte
Negli anni '70 si sosteneva che le nuove scienze (umane e sociali) potessero svolgere le funzioni fino ad allora assegnate alla filosofia. Negli anni '80 la tendenza si invertì: la crisi dei valori portò alle domande esistenziali, e dunque all'importanza della filosofia. Negli anni '90 si sostenne la necessità di introdurre l'insegnamento della filosofia in tutte le scuole superiori, ridefinendo il proprio ruolo e il proprio metodo, considerando maggiormente la condizione esistenziale dei giovani e l'elaborazione di strumenti di pensiero.
A questo proposito, i Programmi Brocca introdussero maggior spazio alle discipline fondamentali, e l'entrata nei programmi del biennio di elementi di storia del pensiero.
Tre ambiti formativi della filosofia
- La strutturazione del pensiero
- La comprensione del proprio tempo
- La sedimentazione di atteggiamenti sociali positivi
È necessario quindi non solo sapere, ma apprendere strategie e rendersi conto di ciò che si sa. I Programmi Brocca prevedevano l'inserimento della filosofia nei curricoli di tutte le superiori, con programmi diversi per i licei e per i tecnici. A questi ultimi infatti si doveva limitare l'insegnamento a elementi di filosofia (etica e logica) per una buona “formazione dell'uomo e del cittadino”.
Questo provocò le obiezioni di alcuni docenti che si riunirono a Ischia in un convegno dal tema “La filosofia nella scuola di domani” nel quale si affermava che le finalità della filosofia sono comuni a tutti, ovvero il contatto con i testi, la contestualizzazione e loro valutazione nella dimensione storica, che dimostrerebbe la finalità nella comprensione della tradizione culturale e nell'attenzione al modello argomentativo.
Accanto a questi aspetti, molti individuano anche dei rischi legati a una perdita di qualità cui l'insegnamento della filosofia andrebbe incontro con studenti sprovvisti della preparazione di base. A questo proposito, si può vedere la filosofia come formazione di abilità: i contenuti possono essere semplificati senza rinunciare al rigore dell'approccio filosofico, mentre la valenza formativa deve essere conservata.
Infatti, la filosofia consente di usare un linguaggio, un metodo argomentativo e di analisi della realtà che ne è il fine principale. A proposito dell'integrazione dei saperi, ci sono tre livelli di insegnamento:
- Il collegio dei docenti deve elaborare un PTOF (Piano Triennale Obiettivi Formativi) che stabilisca le finalità generali dell'insegnamento
- Ogni consiglio di classe deve definire gli obiettivi comuni alle singole discipline
- Il gruppo di insegnanti della stessa disciplina deve individuare il contributo specifico della singola disciplina
L'importanza della programmazione è connessa all'esigenza di un rinnovamento della didattica della filosofia, ovvero l'acquisizione di abilità. Dare spazio alla didattica significa prevedere attività per la comprensione e il consolidamento: la programmazione diventa insostituibile per organizzare i tempi. I Programmi Brocca prevedevano che l'insegnante affiancasse agli argomenti prescrittivi alcuni itinerari tematici. Da quando la programmazione è stata definita nella forma attuale si sono succeduti due modelli principali.