Capitolo 1: Lo stato e società
Introduzione
Lo stato moderno si caratterizza per la presenza di un'organizzazione amministrativa atta al mantenimento della propria esistenza quotidiana.
Concetto di Stato
Weber – “Lo stato è quella comunità umana la quale, nell'ambito di un determinato territorio, pretende per sé (con successo) il monopolio dell'uso legittimo ella forza fisica.”
Elementi costituenti concetto di Stato
- Concetto di comunità umana: determinata associazione di persone che condividono un intento comune da realizzare.
- Il territorio: conteso sul quale l'autorità statale, la comunità umana esercita il proprio potere – pretendendo per sé (lo Stato) il monopolio dell'uso legittimo della forza fisica. Nessun altro al di fuori dell'organizzazione statale è autorizzato ad utilizzare la forza per imporre la propria autorità.
- Monopolio della forza fisica
Per poter esercitare il monopolio della forza fisica, il concetto di Stato deve far fronte a tre caratteristiche:
- Il Potere: capacità da parte di qualcuno di imporre la propria volontà.
- Autorità: diritto di esercitare il potere.
- Legittimità: riconoscimento dell'autorità.
Punti di vista
Sempre secondo Weber: Lo stato moderno si definisce non solo per la gestione del potere, ma anche per il modo tramite il quale esercita il potere – tramite l'organizzazione amministrativa. Per Stato si deve intendere un'impresa istituzionale di carattere politico nella quale, e nella misura in cui, l'apparato amministrativo avanza con successo una pretesa di monopolio della coercizione fisica legittima, in vista dell'attuazione degli ordinamenti.
- Impresa istituzionale: organizzazione attuata dall'uomo che viene istituzionalizzata dal regime che lo caratterizza (regole strutture).
- Di carattere politico: l'intento di base è quindi la gestione della comunità per fini collettivi.
Secondo le teorie marxiste, il suolo dello stato è quello di rappresentare gli interessi della classe dominante di una società e di operare conformemente ad essi. Engels: lo stato è lo strumento della classe più forte, economicamente dominante, che, per mezzo suo, diventa anche politicamente dominante acquisendo così un nuovo strumento per tenere sottomessa e sfruttare la classe oppressa. Lenin: stessa idea di Engels, riconosce nello stato un organo di oppressione di una classe da parte di un'altra.
Le origini dello stato
Gli stati moderni sono caratterizzati da confini geografici definiti entro cui opera un'istituzione politica ed amministrativa che ha il potere di imporre la propria autorità attraverso il ricorso alla forza. Secondo Brown, il ruolo della politica è quello di mantenere o stabilire l'ordine sociale e controllare la regolamentazione dell'uso della forza.
Valutando le società primitive alla luce di questi criteri, Mair ne ha descritto una sorta di politica minimale – esistenza e riconoscimento di regole sociali o morali alle quali sia giusto obbedire, la presenza di figure di mediatori nella regolazione delle controversie. Lo stadio successivo è stato quello del governo minimale – in cui sono emerse posizioni di leadership (individuale o collettiva) di carattere generale o determinate dal raggiungimento di fini specifici.
Per passare dalla sopravvivenza all'autosufficienza è stato necessario che si rendesse disponibile un surplus di risorse che è stato caratterizzato parallelamente dalla specializzazione delle funzioni, ovvero da quella che Durkheim definì: divisione del lavoro. Questa a sua volta ha creato opportunità per un'attività politica più estesa, compresa l'istituzione del controllo su un particolare territorio.
Teorie sulla formazione dello stato
Sono due le fondamentali correnti sulla formazione dello Stato: teoria del conflitto e teoria del contratto.
- Teoria del conflitto: gli stati sorgono come conseguenza degli scontri tra individui o gruppi di individui o tra società. Elemento comune a queste teorie è che gli scontri che hanno dato origine agli stati vertono sull'esercizio del potere. Con il risultato di concentrare il potere nelle mani di un gruppo che ha poi consolidato la propria posizione istituendo strutture politiche e amministrative – simile alla teoria marxista.
- Teoria del contratto: lo stato è il prodotto del bisogno individuale di protezione dagli inevitabili conflitti che si verificano nella società. Ad esempio, secondo il darwinismo sociale, gli individui più forti nella società prevalgono sugli altri e formano uno stato per rafforzare e mantenere il proprio dominio.
Esistono poi teorie che vedono lo stato come processo di integrazione. Quest'ambito storico si divide in due correnti principali:
- Integrazione come risultato della delimitazione della società: ne fanno parte le teorie della delimitazione secondo cui una società che non può liberarsi del surplus di popolazione tramite l'emigrazione a causa di barriere geografiche, cercherà di organizzarsi in maniera più efficiente in forma di stato.
- Integrazione come portatrice di benefici organizzativi: fanno parte le teorie dell'integrazione che prevedono che i benefici derivanti da una maggiore organizzazione conducono alla costituzione di uno stato. Tuttavia, per queste teorie, i legami con la formazione dello stato sono molto difficili da dimostrare.
Le teorie darwiniane possono essere utili per dimostrare la persistenza di uno stato piuttosto che la sua costituzione. Le teorie marxiste della lotta di classe offrono invece una spiegazione dello sviluppo dello stato capitalista.
Lo sviluppo dello stato moderno
Tre sono i passaggi chiave nella nascita dello stato moderno:
- La nascita del capitalismo
- L'avvento della rivoluzione industriale
- Lo sviluppo dello stato nazione
Dal punto di vista storico:
- Guerra dei 100 anni (da vita al primo abbozzo di concetto si stato, Inglese e Francese)
- Guerra dei 30 anni
- Pace di Westfalia nel 1648
Lo sviluppo dello stato capitalista
Secondo Braudel, lo stato capitalista è preceduto dallo sviluppo dell'economia di mercato e monetaria. Lo sviluppo di un'economia monetaria ha facilitato l'accumulazione di ricchezze da profitto, ovvero si è creato il capitale.
La rivoluzione industriale
Avvenuta grazie alla concomitanza di una serie di fattori:
- Processo di accumulazione del capitale
- Manodopera
- Materie prime
- Imprenditori
- Mercati
Tali requisiti erano presenti in Europa, in maniera più accentuata in Gran Bretagna. Il passaggio dall'economia di sussistenza basata sul baratto ad un'economia monetaria e l'apertura dell'economia di mercato avvennero in modo diffuso in Europa. In Gran Bretagna i requisiti sono progrediti più rapidamente grazie ad una serie di condizioni particolarmente favorevoli, in primis con il crollo del feudalesimo e il consolidamento di unità agricole molto più estese.
L'incremento della produttività agricola ha favorito la crescita della popolazione, ma i nuovi metodi agricoli richiedevano meno lavoro, creando in questo modo un surplus di popolazione che poteva fornire manodopera per l'industria ad alta intensità di lavoro. Dunque non tutti i cambiamenti sono avvenuti simultaneamente, né in termini temporali né in termini spaziali.
Il capitalismo europeo è stato accompagnato da un'altra forza, il nazionalismo, che si trova alla base della nascita degli stati-nazione.
La nascita dello stato-nazione
Le sue radici affondano nella storia del continente Europeo. Già nel tardo medioevo, Inghilterra e Francia potevano essere definite nazioni in cui la maggioranza della popolazione viveva in gruppi etnici, linguistici e culturali ad alta omogeneità. I più significativi esempi di nazionalismo europeo nel 19 secolo sono l'unificazione dell'Italia e della Germania. Come forza politico-sociale, il nazionalismo ha accresciuto la sua importanza a partire dalla fine del 18 secolo. Periodo del nazionalismo europeo: dal Congresso di Vienna 1815 fino al Trattato di Versailles 1919.
Il concetto di stato-nazione è divenuto modello per la costituzione degli stati moderni e di conseguenza, laddove non esiste un'identità nazionale è necessario crearla. Lipset indica gli Stati Uniti come la prima nuova nazione, poiché la costruzione dell'identità nazionale è partita da basi non del tutto omogenee, es – stessa lingua ma diverse religioni.
Generalmente sono ritenuti simboli dell'identità nazionale:
- Lingua
- Ideologia
- Cultura
- Bandiera
- Storia
- Inno nazionale
Ma il ruolo chiave nel processo di costruzione della nazione lo hanno avuto anche i leader politici, che si sono fatti rappresentanti della nazione ed in molti casi l'hanno condotta nella lotta per l'indipendenza dal dominio. Tuttavia, i ritardi nello sviluppo di buona parte dei paesi del terzo mondo dimostrano il parziale successo del modello capitalista mentre è legittimo affermare che il modello stato-nazione sia stato universalmente adottato o imposto.
La concezione marxista dello stato
Secondo Marx, lo stato è definito come il prodotto della lotta storica tra classi e come una sovrastruttura istituzionale fondata su basi economiche. Può quindi operare solamente nell'interesse della classe dominante. Ma una volta risolta la lotta, con l'emergere di una società priva di classi conseguentemente sparirà anche lo stato. Antonio Gramsci (neo marxista) ritrova nella capacità di generare consenso e nella minaccia dell'uso della forza i fattori principali della persistenza dello stato.
Miliband ha effettuato una distinzione tra governo e stato:
- Governo: parte più visibile ma non la più importante di uno stato.
- Stato: costituito da una molteplicità di componenti, come la polizia, l'apparato giudiziario, le istituzioni economiche, autorità locali ecc. Gode di un alto grado di autonomia che gli consente di operare negli interessi della classe dominante perché sempre neutrale.
Vi è dunque una continuità dello stato poiché la classe dominante viene reclutata da tutti coloro che hanno caratteristiche socio-economiche simili. Per i Marxisti, la presenza dello stato comincia a rappresentare un problema dal momento che lo stato stesso diviene un potere e di conseguenza non sparisce come previsto. Quel che è successo è che gli stati dell'Europa Orientale non si sono semplicemente indeboliti ma crollati, dove per crollato si intende un cambiamento che ha portato alla creazione di tanti nuovi stati.
Conclusione
Lo stato fornisce il legale di base tra politica e società in quasi ogni ambito. Il suo ruolo non si limita soltanto a fornire un quadro istituzionale, ma è più esteso e pervasivo in alcune società piuttosto che in altre.
Capitolo 2: Potere, autorità e legittimità
Conquistare il potere, prendere il potere, lottare per il potere sono espressioni che si riferiscono all'acquisizione della capacità di agire. Le grandi potenze e i grandi stati hanno maggiore capacità di azione che non le potenze minori e stati più piccoli. Equilibrio dei poteri: indica la contrapposizione tra le capacità di uno o più stati e quelle di uno o altri stati.
Definizione di potere
Per Bertrand Russel, il potere è la capacità di realizzare effetti desiderati – il potere viene messo in evidenza con il fine dell'azione intrapresa. Viene considerato come un processo. Ha dunque effetti desiderati ma anche non intenzionali. Gli effetti non intenzionali sono una conseguenza dell'uso del potere, ma poiché essi non erano previsti o non facevano parte degli obiettivi originari, non appartengono all'esercizio di potere.
Il potere esiste quando si manifesta, secondo Russel, in quanto viene considerato come un processo o un'attività. Max Weber definisce il potere (Macht) come ogni possibilità all'interno del rapporto sociale di affermare la propria volontà malgrado le opposizioni. L'uso weberiano del termine possibilità ci consente di considerare il potere in termini potenziali e non solo nelle sue manifestazioni in atto. Inoltre, implica che il potere si riferisce sempre ad un rapporto sociale.
Tipologie di potere
- Potere psicologico: nasce dal rapporto di attrazione-repulsione che si crea tra gli individui nel momento in cui si incontrano ed emerge una personalità dominante.
- Potere economico: interessa le attività produttive, forma di potere che fa riferimento al possesso o meno di risorse limitate, indiretta in quanto non c'è una imposizione diretta di una volontà.
- Potere ideologico: beni di natura non materiale, conferisce una certa identità sociale (appartenere a una determinata religione, status, casta ecc). Ideologia = visione del mondo. Potere di influenza.
- Potere politico: riguarda la guida della collettività in nome dei valori che essa apprezza di più. Definisce gli ambiti di dominio e consenso/legittimità che sono funzionali al raggiungimento di quel bene comune. Esso fornisce agli individui soggetti a tale potere la garanzia della sicurezza fisica. Forma di potere diretto.
- Potere simbolico: molto spesso è unito a quello ideologico, poiché trasmette particolari elementi di senso che sono legati a una particolare visione del mondo. Es- il crocifisso, simboli di partiti. Il potere dei media veicolano un insieme di simboli, è potere simbolico ed ideologico insieme in quanto esprime idee che hanno influenza sulla condotta degli individui e in quanto molto spesso riproducono simboli della cultura dominante.
Potere, autorità e legittimità
Chi esercita il potere? Come viene esercitato il potere? Perché viene esercitato il potere?
- Chi - Sono state date tre tipi di risposta ed identificano tre diversi ambiti specifici:
- Teoria elitista: (Mosca, Pareto, Michels) esercitato da una minoranza della popolazione che detiene il potere e persegue interessi che non necessariamente sono quelli della maggioranza della popolazione. Fa riferimento alla scuola neo-machiavellica italiana, idea che il gruppo minoritario possa governare una maggioranza deriva dal fatto che questo gruppo è coeso e socialmente identificabile, una minoranza si organizza molto più facilmente di una maggioranza.
- Teoria marxista: il potere è esercitato dalla classe sociale che controlla i mezzi di produzione. È definito dal possesso o meno dei mezzi di produzione quindi risorse economiche. La struttura della società derivano dal tipo di economia e struttura economica.
- Teoria pluralista: (Dahl, Poisby) viene esercitato in modalità diverse in base al contesto. Le decisioni all'interno di una società dipendono da gruppi diversi che si trovano all'interno della società, possono entrare in competizione tra loro, dominare o essere dominati un contesto sociale. La detenzione del potere può variare a seconda del contesto sociale, a seconda delle competenze messe in campo.
- Come – di solito associato alla forza fisica, ma può basarsi anche su altre risorse come la ricchezza, lo status, la conoscenza, il carisma e l'autorità. Inoltre, esso può prendere diverse forme quali la coercizione, l'influenza e il controllo attraverso tutte le diverse sfumature che tali concetti racchiudono.
- Perché – mezzo come fine. A tale scopo è utile associare i tipi di potere agli scopi. I principali sono:
- Potere politico: organizzare e dominare i propri simili al fine del bene comune.
- Potere economico: capacità di organizzare e sviluppare risorse.
- Potere ideologico: capacità di razionalizzare l'organizzazione attraverso un sistema di credenze e valori, obiettivo di organizzare le relazioni sociali in funzione di realizzare la visione del mondo che quel potere ideologico propone.
Secondo Hall, dove il potere politico, economico e ideologico si muovono nella stessa direzione, è estremamente probabile che si crei una grande energia sociale, che porterà a un mutamento nella società. Egli definisce questo processo come: potere di propulsione. Dove invece tra questi differenti tipi di potere vi sia un conflitto, non si verificheranno cambiamenti, oppure saranno molto lenti; ciò viene definito come: potere di stallo.
Weber sposta il fuoco dal potere (Macht) a quello che chiama Herrschaft cioè signoria o dominio ovvero: “la possibilità di trovare obbedienza, presso certe persone, ad un comando che abbia uno specifico contenuto”.
Pertanto, se inizialmente il potere è stato concepito semplicemente come capacità di agire o imporre la volontà di qualcuno, in seguito si è rivelato come un concetto che riguarda il dominio su altri da parte di un individuo o di un gruppo di individui, assumendo varie forme, implicando una varietà di risorse, costi e benefici per coloro che sono coinvolti da entrambi i lati del rapporto di potere. Elemento fondamentale del potere politico. Assume la connotazione di prestigio.
Teoria della socializzazione: prevede che le norme comportamentali si trasmettano di generazione in generazione attraverso un processo di apprendimento sia consapevole che inconscio. Si può quindi pensare che, attraverso la creazione di valori e norme politiche, la socializzazione contribuisca a creare una specifica cultura politica in ogni società. Le idee sulla socializzazione possono inoltre essere ricondotte al fatto che lo scopo di coloro che esercitano il potere o dominio è il controllo, dunque ogni aspetto della vita sociale è potenzialmente...
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