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Fonetica

Fonetica: è la scienza che studia i suoni prodotti e percepiti dagli esseri umani per comunicare verbalmente. Essa parte dal presupposto che se due suoni sono oggettivamente diversi allora devono essere considerati come due suoni e si occupa del significante in quanto tale. L'unità di base della fonetica è il fono, ossia la realizzazione concreta di un qualunque suono del linguaggio, esso è ricavato in base al principio della diversità. Il fono è puramente acustico ed è privo di significato.

Articolazioni della fonetica

Essa si suddivide in tre campi principali:

  • La fonetica articolatoria: essa studia la fase della produzione dei foni che descrive i movimenti compiuti dai vari organi dell'apparato fonatorio e le posizioni da essi assunte per ottenere il relativo suono, e fornisce i criteri e termini per la classificazione dei foni.
  • Fonetica acustica: essa studia la fase di trasmissione dei foni, descrivendo la consistenza fisica dei foni e della loro propagazione in un mezzo (generalmente l'aria).
  • Fonetica uditiva o percettiva: che studia la fase di ricezione dei foni, descrivendo l'anatomia dell'apparato uditivo, studia la fisiologia di quest'ultimo e come tali suoni vengono decodificati dal cervello.

Lingua scritta e lingua parlata

Le lingue sono sistemi primariamente orali anche se molte di esse conoscono anche la forma scritta. Tale primarietà della forma orale rispetto a quella scritta è dovuta al fatto che la forma orale è sempre quella che si manifesta (e impara) per prima, e più tardi, solo se l'individuo e la società in cui vive hanno raggiunto il livello culturale necessario all'alfabetizzazione anche nella forma scritta. I dialetti di solito non raggiungono la forma scritta poiché l'uso dello scritto è generalmente riservato alle lingue standard.

Trascrizione fonetica

Per trascrivere i foni non è sufficiente il normale alfabeto. Le ortografie tradizionali si basano teoricamente su un principio di corrispondenza biunivoca tra i suoni e le lettere dell'alfabeto utilizzato, ossia che uno stesso carattere grafico corrisponda sempre allo stesso suono e viceversa. Tuttavia, tale corrispondenza, se consideriamo le lingue moderne, non è più tale.

  • I rapporti tra i suoni della lingua e l'alfabeto utilizzato. Ad esempio, nelle lingue europee moderne si utilizza l'alfabeto latino che possedeva solo "lettere" corrispondenti ai suoni del latino ed era sprovvisto di caratteri adatti a rendere graficamente quei suoni che sono presenti nelle lingue moderne ma assenti in latino. Ciò ha provocato il ricorso ad alcuni stratagemmi come l'introduzione di nuovi segni o l'uso di gruppi di due o più lettere per indicare un unico suono.
  • Mentre il livello fonico delle lingue subisce nel corso dei secoli profondissime evoluzioni, quello ortografico tende alla massima conservazione.

Per rappresentare graficamente i foni si ricorre alla trascrizione fonetica, trascrivere significa rappresentare in forma grafica il suono di un singolo fono, di una sillaba di una parola, di un sintagma, di una frase, di un testo. Per fare ciò ci si avvale dell'alfabeto fonetico internazionale (IPA) in cui ogni simbolo corrisponde a un suono ben preciso. La forma trascritta va inserita tra parentesi quadre che segnalano che si tratta di una forma non ortografica e che si adotta il punto di vista oggettivo tipico della fonetica. Nel caso in cui si adotti il criterio fonologico si usano le barre oblique.

L'operazione di trasposizione dal suono alla grafia può avvenire partendo da:

  • Una forma fonica reale cioè una specifica sequenza di suoni prodotti oralmente da un determinato individuo in una determinata occasione. Tale sequenza rappresenterà una replica. In questo caso si tratta di una trascrizione descrittiva, che ha come obiettivo la rappresentazione fedele di una forma fonica reale per documentare gli usi fonici di un singolo individuo in quanto tale.
  • Una forma fonica ideale cioè una sequenza di suoni tipica di una varietà linguistica considerata indipendentemente dalle realizzazioni concrete e che rientra nella definizione di tipo. In questo caso si tratta di una trascrizione che può avere un senso prescrittivo o normativo se servirà a precisare la norma fonetica, ossia la pronuncia corretta della sequenza in questione nell'ambito della lingua al quale appartiene. Oppure può avere un senso generalizzante o astratto se riporterà graficamente quella che è ritenuta la pronuncia media di una classe di individui o di una comunità.

Una trascrizione fonetica si può classificare anche in base al grado di accuratezza della trascrizione stessa. Se la trascrizione è accurata e completa si parla di trascrizione stretta, in caso di una trascrizione più rapida e approssimativa si parla di trascrizione larga.

Apparato fono-articolatorio

È l'insieme delle strutture anatomiche che l'uomo utilizza per parlare ed è formato da organi che pur appartenendo primariamente agli apparati respiratorio e digerente svolgono anche funzioni fonatorie.

Apparato fonatorio

Gli organi dell'apparato respiratorio che sono coinvolti sono:

  • Polmoni, la cui funzione nella fonazione è quella di mettere in movimento l'aria e spingerla verso l'esterno.
  • Bronchi e trachea, che incanalano l'aria espiratoria proveniente dai polmoni e la dirigono verso la laringe.
  • Laringe, all'interno della quale si genera la voce. La parte centrale della laringe è detta "glottide" e contiene le pliche vocali, due pieghe rivestite di mucosa, che sono due estroflessioni delle opposte pareti laterali. Queste possono avvicinarsi l'una all'altra fino a ostruire tutto il canale o restare a riposo (durante la respirazione) e consentire il passaggio dell'aria. Lo spazio tra le pliche è detto rima glottidale.
  • Faringe, che appartiene contemporaneamente all'apparato respiratorio e digerente dove l'aria espiratoria prosegue verso l'esterno seguendo due percorsi, o attraverso le cavità nasali o attraverso la bocca.

L'apparato digerente comprende:

  1. Faringe
  2. Velo del palato o palato molle, che rappresenta la parte posteriore del palato e può restare sia inerte (durante la respirazione pende dal palato) e in questo caso l'aria raggiunge le cavità nasali, o spostarsi all'indietro e in questo caso l'accesso ad esse risulta occluso.
  3. Ugola, che pende dal margine inferiore del velo palatino.
  4. Palato duro, ossia la cupola ossea rivestita di mucosa che separa la cavità orale dalle cavità nasali.
  5. Alveoli, che sono dei rigonfiamenti posti alla fine del palato anteriore sopra i denti.
  6. Denti, di cui solo gli incisivi superiori e inferiori sono coinvolti nella produzione dei foni.
  7. Labbra che possono essere aperte o chiuse, distese o arrotondate.

Organi fissi e organi mobili

Gli organi fissi sono quelli che hanno la possibilità di compiere movimenti e di assumere diverse posizioni o atteggiamenti e sono: pliche vocali, velo palatino, lingua e labbra. Gli organi fissi sono al contrario quelli che non possono modificare la propria forma e posizione e sono: la faringe, il palato duro, gli alveoli, i denti e le cavità nasali. La cavità orale comprende: la lingua, il palato duro, gli alveoli, i denti, le labbra e le cavità nasali.

Il meccanismo laringeo

Il primo ostacolo che l'aria espiratoria può incontrare sono le pliche vocali. Se i muscoli vocali si contraggono le pliche si tendono, i loro margini liberi si pongono a contatto. L'aria espiratoria si accumula a ridosso delle corde vocali facendo aumentare la pressione subglottidale e quando la pressione diventa più forte della tensione muscolare l'aria "apre" le pliche e procede verso l'esterno. A questo punto la pressione subglottidale diventa inferiore alla tensione muscolare e le pliche si chiudono. Ogni ciclo di apertura e chiusura dura circa cinque millisecondi per le voci femminili e dieci per quelle maschili. La successione di questi cicli è detta meccanismo laringeo o vibrazione.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher clato di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e sociolinguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Puddu Nicoletta.
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