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Introduzione

Le lingue umane sono complessi sistemi di segni, dotati di un significante e di un significato. Le manifestazioni concrete delle lingue sono rappresentate da parole, che raggruppate formano frasi e testi. La parola scritta è formata da lettere, quella parlata da foni cioè da suoni.

La parola pane è un segno formato da un significato ben noto e un significante sonoro o grafico, le quattro unità p-a-n-e non hanno alcun significato e quindi non sono più dei segni.

Le scienze foniche si occupano proprio di queste unità minime in cui possono essere scomposte le parole, considerate però nella loro forma orale. Nella forma scritta tutte le parole italiane sono formate dalle sole ventuno lettere del nostro alfabeto, ma nella forma orale ci si scontra con un problema di vastissima portata.

Es: m-a-n-c-o-m-a-n-d-o il modo in cui i nostri organi si muovono e si posizionano per produrre queste due n non sono uguali. In italiano la consonante nasale si modifica in funzione del contesto in cui è inserita. Ma queste due consonanti devono essere considerate come due diversi suoni o come uno stesso suono nell’inventario dei suoni dell’italiano?

Fonetica e fonologia

La fonetica → se due suoni sono oggettivamente diversi vanno allora contati come due suoni. Foni unità foniche ricavate dal principio di diversità (due consonanti nasali dentale e velare saranno due diversi foni).

La fonologia → se due suoni non possono essere usati per distinguere due diverse parole allora vanno considerati varianti di un solo elemento dell’inventario. Fonemi sono unità individuate in base alla distintività (due consonanti considerate unico fonema).

La fonetica si occupa della descrizione dei suoni delle lingue, o foni, nella loro oggettività. Si distingue in: fonetica articolatoria (produzione dei foni); fonetica acustica (trasmissione); fonetica uditiva e percettiva (ricezione).

Lo studio della fonetica ha come oggetto la lingua orale, ma sono necessarie pubblicazioni scritte, attraverso la trascrizione fonetica (rappresentare in forma grafica il suono di un fono, di una sillaba, parola, sintagma…)

La trascrizione fonetica si avvale degli alfabeti fonetici. La forma trascritta va inserita in parentesi quadre ([ ]) che segnalano che si tratta di una forma non ortografica. Se si usa un criterio fonologico si usano le barre oblique (/ /).

La trascrizione fonetica può partire da: una forma reale (replica o token) → trascrizione descrittiva es. trascrizione di un brano di parlato reale o una forma ideale (tipo o type) trascrizione prescrittiva o normativa es. dizionario della lingua → italiana. Il ricorso alla trascrizione fonetica può rendersi necessario: in lingue prive di una tradizione scritta; per una resa grafica non ambigua.

Nel 1886 un’associazione francese di insegnanti propose un nuovo sistema di trascrizione che si è pian piano imposto come alfabeto fonetico universale: IPA.

La fonologia è quel ramo della grammatica che studia, all'interno d'una certa lingua, i suoni linguistici dal punto di vista della loro funzione (trasmettere significati) e della loro organizzazione in parole, a partire dalle unità distinte di suono, i fonemi. La fonologia studia insomma la competenza che normalmente i parlanti nativi hanno di quel sistema, appreso nei primi anni di vita, che serve a individuare e separare i suoni che distinguono significati da quelli che non distinguono significati.

La fonetica è la branca della linguistica e della glottologia che studia la produzione e la percezione di suoni linguistici (i cosiddetti foni), e le loro caratteristiche.

Capitolo 1: I suoni delle lingue

La forma fonica di una parola precede la forma scritta sia sul piano storico sia sul piano individuale. L’ortografia italiana e delle altre lingue però non è basata su di un’esatta corrispondenza tra foni e lettere (chi → ki).

L’apparato fonatorio è l’insieme degli organi umani che partecipano alla produzione dei suoni delle lingue, gli organi coinvolti appartengono primariamente agli apparati respiratorio digerente.

  • Polmoni: mettono in movimento l’aria
  • Bronchi e trachea: incanalano l’aria e la spingono verso la laringe
  • Laringe: genera la voce, al suo interno si trova la glottide che contiene le pliche vocali
  • Faringe: l’aria si dirama
  • Cavità nasali: fanno fuoriuscire l’aria
  • Palato molle o velo del palato
  • Ugola
  • Lingua
  • Palato duro
  • Alveoli
  • Denti: solo gli incisivi superiori e inferiori articolano i foni
  • Labbra

La laringe, il velo del palato, la lingua e le labbra svolgono un ruolo attivo nell’articolazione e sono detti articolatori mobili. Tutti gli altri sono articolatori fissi. Soltanto la parte della laringe detta glottide svolge un ruolo nella fonazione. Sui due lati della parte mediana della laringe si trovano due pieghe della mucosa, dette pliche vocali. Grazie all’azione dei muscoli queste possono avvicinarsi l’una all’altra fino a ostruire il canale, oppure restare a riposo e ben separate. Questo gioco di apertura e chiusura dovuto al contrasto tra la forza dei muscoli e la spinta dell’aria si svolge in rapidissima successione, dando luogo alla vibrazione della glottide che corrisponde alla sonorità o voce. Ma non tutti i suoni delle lingue prevedono l’attivazione della vibrazione glottidale.

Modi di articolazione

Quando gli organi mobili, che costituiscono il tratto superiore dell’apparato fonatorio, restano in posizione di riposo non interferiscono con il flusso dell’aria espiratoria. L’interferenza ci sarà quando uno degli organi mobili lascia la posizione di riposo e si sposta in direzione di un altro organo. A seconda di come si realizza tale avvicinamento si possono distinguere diversi modi di articolazione:

  • Occlusivo: occlusione del tratto fonatorio seguita da una brusca riapertura del canale (occlusione→esplosione). Es. pronuncia della t;
  • Fricativo: non si crea una occlusione completa ma lascia libero un breve spazio dove l’aria espiratoria continua a fluire verso l’esterno. Es. esso prolungando la s;
  • Affricato: chiusura del canale fonatorio seguita da una riapertura meno brusca dell’occlusivo (occlusione→frizione). Es. pozzo prolungando l’articolazione della z;
  • Nasale: occlusione orale accompagnata da una particolare posizione del velo del palato (abbassato lasciando fuoriuscire l’aria attraverso le cavità nasali);
  • Laterale: occlusione completa e successivo passaggio dell’aria attraverso la cavità orale. Es. palla prolungando la l;
  • Vibrante: brevissima occlusione seguita da una breve e debole esplosione e poi ancora da vari altri cicli di occlusione ed esplosione in rapidissima successione. Es. r;
  • Approssimante: movimento degli organi simile alle fricative ma senza produrre alcun rumore di frizione. Es. ieri avvicinando la lingua al palato.

Luoghi di articolazione

Ciascun modo di articolazione può essere attivato in un diverso punto dell’apparato fonatorio.

  • Labiale o bilabiale: i foni sono articolati con l’avvicinamento o il contatto tra le labbra. Es. ape.
  • Labiodentale: movimento del labbro inferiore in direzione dei denti superiori. Es. afa.
  • Dentale o alveolare: la punta o apice della lingua può muoversi in direzione della faccia interna dei denti incisivi superiori (apico-dentale→the) o più in alto verso gli alveoli (apico-alveolare→ida). Questa distinzione è rilevante per le fricative, in tutti gli altri casi l’articolazione è abitualmente alveolare.
  • Post-alveolare o pre-palatale: accostamento della lingua alla parte del palato. Es. oggi.
  • Retroflesso: punta della lingua innalzata e portata leggermente all’indietro. Es. tre.
  • Palatale: parte dorsale della lingua che si innalza arcuandosi in direzione del palato duro (dorso-palatale). Es. ogni.
  • Velare: movimento dorso della lingua verso il palato molle o velo del palato (dorso-velare). Es. ancora.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lola878 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Thornton Anna Maria.
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