RIASSUNTI BIOPROCESSI
1 CAPITOLO
Le BIOTECNOLOGIE sono tutte quelle tecnologie che prevedono l’utilizzo di
agenti biologici, microrganismi o prodotti del loro metabolismo (metaboliti).
Le BIOTECH migliorano i processi dell’industria alimentare, aumentando le rese
e la qualità.
I mezzi più usati per raggiungere tutto ciò sono le cellule e parti di esse incluse
le proteine e in particolar modo, gli enzimi che rappresentano i veri protagonisti
delle trasformazioni degli alimenti migliorandone le proprietà sensoriali,
l’aspetto e la conservabilità del prodotto.
Esempi:
- BIOTECH NELLA PRODUZIONE DEL PANE sono stai sviluppati ceppi di lievito
che contengono i geni di altri enzimi, quali amilasi che forniscono un impasto
più ricco.
- BIOTECH NELLA PRODUZIONE DEI SUCCHI DI FRUTTA possono essere
migliorati con l’aggiunta dell’enzima pectinasi. Questo enzima è prodotto
Aspergillus.
naturalmente da un ceppo di muffa
I MICRORGANISMI
I prodotti ottenuti dai MO possono essere:
- MO per uso alimentare (ovvero starter per fermentazioni);
- Metaboliti (quelli che derivano dal metabolismo primario o secondario);
- Enzimi (classe di costituenti molto importante);
- Prodotti complessi (coloranti, aromi ecc..)
Curva di crescita microbica
Le fasi sono:
1. LATENZA fase di adeguamento metabolico, il MO sintetizza nuovi
componenti, ATP, ribosomi ecc..
2. CRESCITA ESPONENZIALE aumento esponenziale del numero di cellule;
3. STAZIONARIA velocità di crescita uguale a 0 (la crescita si interrompe
perché le sostanze nutritive sono state consumate)
4. DECADIMENTO o MORTE
Terreni di coltura
I terreni di coltura si dividono in:
- TERRENI SINTEITICI materie prime pure. Impiegati in laboratorio. In
genere forniscoo crescita microbica e produzione di metaboliti limitate.
- TERRENI COMPLESSI materie prime in forma grezza. Sono più
economici.
BIOREATTORE
E’ un sistema isolato, circoscritto, dove il MO può crescere nelle condizioni
desiderate senza il rischio di contaminazioni esterne.
Le principali componenti del bireattore sono:
1. Agitatore costituito da pale che servono per l’agitazione della coltura
microbica.
2. Intercapedine esterna per far fluire l’acqua.
3. Valvole e aperture per il passaggio di sonde di misura di necessari per la
misura di T, pH ecc.
Come funziona:
L’agitazione avviene con le pale, fondamentale per miscelare le cellule e i
nutrienti ma anche per disciogliere al meglio l’ossigeno che viene fornito dal
basso sottoforma di bolle.
Nel caso si tratti di un MO anaerobio viene addizionato azoto al brodo coltura.
I sensori collegati a un computer permettono di raccogliere i dati. Il software
permette anche di definire un valore fisso (di T, Pressione e pH).
Nel momento in cui il sensore capta un calo di pH interviene per correggerlo. La
temperatura, durante la crescita cellulare tende ad aumentare, può essere
abbassata facendo passare acqua fredda.
Tramite una valvola è possibile raccogliere un campione di brodo coltura
mantenendone la sterilità e calcolando la concentrazione di cellule, nutrienti e
prodotti di fermentazione.
FERMENTAZIONE
Un esempio di produzione che utilizza cellule vive è la fermentazione, essa è un
processo ossidativo anaerobico svolto da numerosi organismi coinvolti nella
produzione di numerosi alimenti dove viene creata energia da carboidrati.
Trovano applicazione nell’industria alimentare anche i funghi pluricellulari come
le muffe, responsabili della maturazione di diversi prodotti. Queste favoriscono
lo sviluppo del gusto e dell’aroma dei prodotti stagionati grazie all’azione dei
propri enzimi (lipasi e proteasi).
Batteri, lieviti e funghi esplicano la loro attività per mezzo dei propri enzimi.
Gli enzimi sono utilizzati ampiamente anche isolati, quindi estratti dalle cellule.
Gli enzimi, nel campo alimentare, sono i mezzi attraverso i quali si possono
ottenere i prodotti alimentari trasformati e migliorati.
Esempi: chimosina utilizzata per la produzione di caglio per prodotti caseari; la
pectinasi aggiunta ai succhi di frutta; la bromelaina e altre proteasi utilizzate
per ammorbidire la carne. Tra gli enzimi separabili dal prodotto finito
(immobilizzati), ritroviamo la β-galattosidasi (lattasi) che idrolizza il disaccaride
lattosio nel latte e la invertasi usata per la produzione di glucosio e fruttosio dal
saccarosio.
Gli enzimi utilizzati per la trasformazione alimentare sono estratti dalla loro
fonte primaria: MO, tessuto animale o vegetale.
I MO rappresentano una delle più utilizzate fonti di enzimi: si moltiplicano
velocemente e si possono ottenere le quantità desiderate in tempi brevi.
La quantità di enzima contenuta nei MO è più elevata rispetto a quella presente
negli animali e nelle piante.
In base alle procedure di recupero, i prodotti della microbiologia industriale
possono essere suddivisi in 3 classi:
1. BIOMASSE MICROBICHE la procedura di recupero prevede la separazione
del filtrato colturale dalla biomassa.
2. METABOLITA ESOCELLULARE a questa classe appartengono gli acidi
organici, gli antibiotici, alcuni enzimi, metaboliti che sono estratti dal filtrato
colturale e successivamente purificati;
3. METABOLITA ENDOCELLULARE: a questa classe appartengono alcuni
enzimi, gli acidi nucleici, metaboliti per i quali si procede al recupero previa
rottura delle cellule, dopo aver separato il filtrato colturale.
Procedure per la separazione della biomassa
1. SEDIMENTAZIONE SPONTANEA: è una procedura impiegata solo in limitati
casi. Separazione dei lieviti, nei processi tradizionali relativi alla produzione di
bevande alcoliche.
FLOCCULAZIONE
2. : è una procedura basata sulla formazione di aggregati
cellulari. La tendenza a flocculare è una caratteristica naturalmente presente in
modifica del pH, addizione di
alcuni ceppi microbici, ma può essere favorita da:
un elettrolita (nitrati, cloruri di sodio, calcio, potassio, ferro, alluminio),
addizione di un polimero (adsorbimento delle cellule da parte del polimero, che
può essere sintetico o naturale). Il recupero degli agenti flocculanti non risulta
economico.
FLOTTAZIONE
3. : impiegata prevalentemente con i batteri ed è favorita
dall’immissione di gas nella brodocoltura. Le cellule microbiche rimangono
adsorbite sulle bolle di gas e risalgono nel fermentatore rimanendo
intrappolate nella schiuma, che viene rimossa procedendo al recupero delle
cellule.
CENTRIFUGAZIONE
4. : per la separazione di MO unicellulari basata sulla
sedimentazione gravitazionale forzata. Vengono utilizzati decanter e
centrifughe.
FILTRAZIONE
5. : impiegata soprattutto per MO miceliari. La filtrazione
convenzionale è effettuata con filtri di superficie (cellulosa) e di profondità
(lana di vetro), con ritenzione della fase solida sul filtro e permeazione della
fase liquida.
Recupero metaboliti extracellulari
Dopo la separazione del filtrato colturale, contenente il prodotto, si procede
con:
ESTRAZIONE : prevede il trasferimento del metabolita dalla fase acquosa
(filtrato colturale) ad altra fase (solvente);
CONCENTRAZIONE : per ridurre il volume;
FRAZIONAMENTO : consente di separare la frazione contenente il prodotto ed
eliminare una parte consistente di sostanze estranee.
Recupero metaboliti intracellulari (rottura delle cellule)
Le cellule o i tessuti impiegati sono dispersi in un mezzo liquido appropriato, in
genere una soluzione tampone contenente sali o altri componenti ottimali per
la stabilità del prodotto. Spesso le rotture cellulari sono eseguite con T
relativamente basse (410 °C).
I Metodi più diffusi:
CONGELAMENTO/SCONGELAMENTO
- : durante la fase di congelamento si
formano cristalli di ghiaccio che danneggiano e rompono le membrane cellulari.
SHOCK OSMOTICO
- : dopo il recupero le cellule sono risospese in un mezzo
ipertonico, ottenuto mediante l’aggiunta o di sali o di zuccheri che aumentano
la forza osmotica della soluzione. La soluzione è poi aggiunta a una seconda
soluzione ipotonica. Questo sbalzo di concentrazione, per effetto osmotico,
provoca un assorbimento veloce di acqua da parte delle cellule che si rompono.
LISI CON DETERGENTI
- : il trattamento con soluzioni contenenti detergenti
diluiti può provocare il danneggiamento delle membrane, interagendo con le
porzioni lipidiche e permettendo il rilascio del metabolita.
LISI CON ENZIMI
- : gli enzimi sono in grado di danneggiare la parete cellulare
e di permettere il rilascio del contenuto.
METODI PIU’ DRASTICI:
- SONICAZIONE : gli ultrasuoni possono lisare le cellule.
MORTAI e PESTELLI
- : metodo da laboratorio eseguito con materiale
congelato.
Successivamente dopo queste tecniche si procede con la separazione fisica
attraverso la: CENTRIFUGAZIONE, FILTRAZIONE, CROMATOGRAFIA.
CENTRIFUGAZIONE : metodo di separazione dei componenti di una
sospensione mediante l’effetto di una forza centrifuga. Permette il recupero
della biomassa dai fermentatori e la separazione dei corpuscoli solidi dopo le
operazioni di lisi o altre operazioni di separazione di una sospensione, in cui si
ha una fase solida e una liquida, oppure di una soluzione in cui le due fasi sono
liquide ma caratterizzate da una differente densità.
FILTRAZIONE : separazione di particelle mediante un setto con una
permeabilità selettiva (alcune particelle saranno in grado di attraversarlo, altre
no.
CROMATOGRAFIA : tecnica di separazione in cui ogni componente di una
miscela si ripartisce in modo differente tra due fasi contemporaneamente
presenti e fra loro immiscibili. Le due fasi in base alla loro natura sono definite
come: fase stazionaria, che rimane statica, e fase mobile che si muove
attraverso la fase stazionaria. I componenti, trascinati dalla fase mobile, si
ripartiscono tra questa e la fase stazionaria, permettendo così la loro
separazione.
2 CAPITOLO
M.O COME FONTE PROTEICA
Il MO da utilizzare deve essere: non patogeno, stabile, elevata velocità di
crescita, contenuto in proteina e acidi nucleici, trattamento finale delle
biomasse
BIOMASSE MICROBICHE
Le biomasse microbiche sono un insieme di organismi vegetali o animali
presenti in una determinata quantità, insieme formano una comunità
riproduttiva. Costituiti da carboidrati, proteine e grassi.
Le biomasse microbiche trovano applicazione:
- per il loro contenuto: come fonte proteica non convenzionale (in
alimentazione umana e animale) e per l’estrazione di metaboliti particolari
(lipidi, enzimi, acidi nucleici, vitamine, ecc.);
- per la loro attività: su substrati complessi (lievito per panificazione, colture
starter nel settore alimentare, colture insetticidi, ecc.). I MO entrano nella
catena alimentare (formaggi, funghi, lievito, alghe).
L’utilizzo delle biomasse microbiche presenta, in alcuni casi, limitazioni
d’impiego:
- Contenuto in acidi nucleici, che presenta ampia variabilità, nell’ambito dei
diversi gruppi microbici. Gli acidi nucleici potrebbero creare problemi a livello
metabolico nell’uomo e negli animali;
- Presenza di sostanze tossiche o cancerogene, che residuano dal
substrato;
- Digeribilità, che in alcuni casi è limitata (ad es. presenza di chitina);
- Presentano odori e sapori sgradevoli;
- Possibilità di reazioni allergiche
BIOMASSE DA BATTERI Hanno una crescita rapida. La scelta dei ceppi è
illimitata. pH di sviluppo 5-7. Buon profilo aminoacidico.
Esempi:
Processo BIOPROTEIN-PRONIN
Metilococcus capsulatus
MO:
Substrato: metano
Condizioni: 45°C 24h
Prodotto: biomassa ad alto contenuto proteico. Biomassa recuperata tramite
centrifugazione
Impiegh i: attualmente solo alimentazione animale (salmoni)
BIOMASSE DA LIEVITI raramente patogeni. velocità di crescita elevata
Esempi:
Processo SYMBA
Saccaromicopsis e Candida utilis
M.O:
Recupero: centrifugazione ed essiccamento
Substrato: residui delle lavorazioni delle patate
Impieghi:alimentazione animale
BIOMASSE DA MUFFE raramente tossici e crescita lenta
Esempi:
Processo QUORN
Fusarium
M.O:
Substrato: sciroppo di glucosio
Condizioni: pH 7
Impiego: uso umano. Sostituto delle proteine della carne. Molto diffuso
Le proteine del fungo vengono mescolate con aromi e con albume, e al
prodotto viene data una prima forma. In seguito il prodotto viene vaporizzato e
poi raffredato. Poi si da la forma finale e si procede al surgelamento.
SINGLE CELL PROTEIN (SCP)
Biomasse microbiche ad elevato contenuto proteico. Possono contribuire alla
risoluzione di problemi legati alla carenza delle proteine.
Uno degli esempi di SCP da alghe studiate come fonte alimentare è la:
SPIRULINA.
SPIRULINA
La spirulina è la miglior fonte di proteine vegetali, con un contenuto
proteico pari al 65%, più elevato di qualsiasi altro alimento naturale.
La Spirulina: (Arthrospira platensis Arthrospira maxima)
- è un cianobatterio fotosintetico e
- può essere coltivata in fotobioreattori e vasche
- può raddoppiare la propria biomassa ogni 2-5 gg
- è caratterizzata dalla struttura a spirale, che non dirama mai.
La spirulina in particolare ha:
una quantità di calcio presente superiore a quella contenuta nel latte di circa
-
8 volte;
- 34 volte più ferro degli spinaci. Principalmente è ricca di ferro organico
caratterizzato da alta biodisponibilità. Secondo numerosi studi, per tipologia e
quantità, il ferro della spirulina è in grado di competere con il ferro contenuto
nella carne;
- più di tre volte le proteine presenti nella stessa quantità di fagioli;
- contiene circa più di 20 volte il betacarotene presente nelle carote;
- vitamine quali tocoferolo, Β-carotene, inositolo ed alcune vitamine del gruppo
B;
- discreto contenuto di minerali, tra i quali non rientra però lo iodio, elemento
che abbonda soprattutto nelle alghe marine.
FOTOBIOREATTORI
Sono impianti i coltivazione e produzione di m.o foto sintetici che impiegano il
sistema BIOPLANTEC molto efficace per la coltivazione delle microalghe foto
sintetiche quali pirulina.
L’impianto realizzato in modo da permettere la coltivazione e il raggiungimento
di alte concentrazioni di m.o attraverso l’uso di tecnologie per il controllo
dell’illuminazione, T e pH.
Si possono fare cicli di luce, buio per l’effetto dei fotoperiodi. Luce e Carbonio
inorganico rappresentano i principali fattori di crescita di m.o fotosintetici.
BIOMASSE PARTICOLARI: colture insetticide da Bacillus thuringiensis
L’uso dei pesticidi per controllare gli insetti indesiderati/nocivi si è largamente
diffuso negli ultimi quarant’anni. Si riteneva che con il tempo, in relazione alla
quasi infinita varietà di mo, tutti i composti organici, compresi quelli di sintesi
non presenti in natura, potessero essere biodegradati. Con lo sviluppo dei
pesticidi sintetici è apparso evidente che non tutti i composti organici sono
biodegradabili, con conseguente accumulo nell’ambiente.
L’impiego indiscriminato di pesticidi, nel settore agrario, oltre a presentare
rischi non più sottovalutabili per la salute umana, può modificare in misura
significativa i già precari equilibri a livello ambientale.
Il controllo degli insetti dannosi tramite procedure che prevedono l’impiego di
batteri, funghi, protozoi e virus, in sostituzione degli insetticidi chimici,
presenta numerosi vantaggi:
- sono spesso specie-specifiche;
- hanno costi di produzione contenuti;
- non presentano problemi relativamente a eventuali residui a livello
ambientale.
In alcuni casi, una limitazione all’impiego delle colture insetticide è
rappresentato dalla difficoltà di sviluppare i processi per la loro produzione su
larga scala.
GLI ACIDI ORGANICI
Gli acidi organici sono ottenuti sia dal metabolismo aerobio sia da quello
anaerobio. In teoria, tutti gli acidi organici intermedi del ciclo di krebs possono
essere ottenuti per via microbiologica.
Acidi organici ottenibili dal metabolismo aerobio sono:
- Prodotti intermedi del metabolismo primario aerobio. Ottenibili dal ciclo di
krebs: ACIDO CITRICO, itaconico e fumarico. Non vengono
spontaneamente accumulati.
- Prodotti ottenibili per biotrasformazione sono ad esempio: ACIDO
GLUCONICO prodotto per ossidazione diretta del glucosio.
Acidi organici ottenibili dal metabolismo anaerobio sono:
- Prodotti finali del metabolismo anaerobico, di vera fermentazione. A
questa classe appartengono l’ACIDO LATTICO, PROPIONICO, BUTTIRRICO
e ACETICO. Per questi acidi grassi si ha sviluppo del microrganismo con
una fermentazione del metabolita.
ACIDO CITRICO
- Il 99% della produzione mondiale è ottenuta per via microbiologica.
- In genere per la sua produzione si sfrutta l’attività di alcune muffe, quali
l’Aspergillus niger l’Aspergillus wentii.
o
- Si ottengono buone produzioni usando come materie prime sciroppi di
melasse (da barbabietole o da canna), o altre fonti zuccherine quali glucosio,
fruttosio o idrolizzati d’amido.
- Fino all’80-90 % dello zucchero è trasformato in acido citrico.
- L’acido citrico è prodotto metabolicamente in condizioni aerobie nel ciclo di
Krebs e rappresenta uno degli intermedi delle 8 reazioni del ciclo.
- L’acido citrico è trasformato in isocitrico dall’enzima aconitasi. Questa
trasformazione è influenzata dalla concentrazione di alcuni ioni metallici,
specialmente di Fe2+, che è coinvolto nel meccanismo dell’aconitasi. In
assenza di ferro si verifica il blocco del ciclo di Krebs a livello della formazione
dell’acido citrico, generandone così un accumulo.
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