RIANIMAZIONE
IL POLITRUMATIZZATO
Gli eventi traumatici sono più di 8000 l’anno, e sono prevenibili.
POLITRAUMA = soggetto con lesioni associate a carico di 2 o più distretti corporei con
compromissione più o meno grave delle funzioni vitali.
I distretti corporei sono testa, colonna, torace, addome, bacino ed arti.
Tre le funzioni vitali: coscienza, respiro, circolo.
Nel politrauma le destinazioni all’arrivo al Pronto Soccorso sono la Terapia Intensiva o la Sala Operatoria
d’Urgenza.
COSCIENZA = capacità di relazionarsi con sé stessi, con i propri stimoli e con gli stimoli del mondo
esterno. È formata dalla vigilanza più contenuti di coscienza. Dipendono dal telencefalo (cellule
piramidali).
VIGILANZA = ritmo nictemerale, sonno-veglia.
La mortalità nel politrauma ha un andamento tri-modale.
Vi è un primo picco nei primi minuti sul posto (es. morte sul colpo a seguito di incidente stradale, poiché
hanno lesioni incompatibili con la vita). Tramite prevenzione primaria e secondaria si può diminuire
l’incidenza del primo picco di morte. Esempi di prevenzione primaria: codice stradale, multe...
prevenzione secondaria: casco, cintura di sicurezza, airbag. Fanno sì che l’evento avviene ma in forma
meno grave
Il secondo picco rappresenta l’”ora d’oro”, sono quelle legate non tanto al danno primario da quelle da
danno secondario, al mancato trattamento di un danno primario. Si può attuare prevenzione terziaria,
ovvero la prevenzione della comparsa del danno secondario.
Il terzo picco è quello tardivo, dovuto a infezioni, sepsi. Sono quelle mortalità che si vedono a distanza di
una settimana dal trauma.
OBIETTIVI
- Controllare le funzioni vitali
- Diagnosi rapida e completa delle lesioni, poiché il fattore tempo è fondamentale
- Trattamento tempestivo
- Prevenzione delle complicanze
PROBLEMATICHE EFFETTI OSSERVAZIONE
- Complessità e urgenza degli interventi assistenziali
- Elevato grado di incertezza e carico emotivo
- Necessità di numerose risorse
- Azione sinergica e coordinata TRATTAMENTO DECISIONE
- Aspetti organizzativi e gestionali complessi
METODOLOGIA (LOOP)
ATLS PNEUMOTORACE
Valutazione primaria e rianimazione:
A. (Airway): controllo vie aeree e rachide cervicale
B. (Breathing): ventilazione ed ossigenazione Raccolta di ari o liquido all’interno
C. (Circulation): circolazione e controllo emorragie dello spazio pleurico.
può esservi versamento di sangue
D. (Disability): valutazione neurologica (emotorace), acqua (idrotorace),
E. (Exposure): esposizione e controllo ambientale linfa (chilotorace), pus (piotorace).
PNEUMOTORACE IPERTESO: la PA
intra-pleurica è maggiore della PA
esterna. Comprime le strutture
Valutazione secondaria: mediastiniche, ovvero cuore e vena
- Anamnesi dinamica cava superiore e inferiore. Ho
un’alterazione cardiocircolatoria
- Esame obiettivo testa piedi grave oltre che alterazione
respiratoria. Comprimendo le vene
Rivalutazione continua: cave va ad alterare il ritorno venoso.
- Funzioni vitali Lo pneumotorace iperteso verrà
identificato da grande turgore
- Diuresi giugulare, fatica nel respiro. Muore
per grave insufficienza respiratoria e
Trattamento definitivo: shock cardiogeno.
- Sala operatoria PNEUMOTORACE APERTO: causato
da un foro, viene messo un
- U.T.I dispositivo per evitare che con
l’ispirazione l’aria entri dal foro
Nei traumi non si può controllare le vie aeree tramite piuttosto che dal cavo orale.
iperestensione del capo perché non si è a conoscenza di PNEUMOTORCE CHIUSO O
eventuali fratture del rachide cervicale. SEMPLICE: versamento di aria nei
Preferibilmente utilizzare la cannula orofaringea oppure tirare foglietti. Da tenere sotto controllo
perché può evolvere in iperteso (a
la mandibola in avanti per liberare la trachea. causa della ventilazione niv)
ACCOGLIMENTO IN UTI
1. Allertamento
2. Accoglienza
3. Valutazione e trattamento
ALLERTAMENTO
Ricezione chiamata
Costituzione trauma team
Allestimento sala di emergenza
A Collare cervicale – cannula orofaringea – aspiratore e sondini – materiale IOT – farmaci
per sedazione
B Set O2 – ventilatore meccanico – apparecchio RX torace – set drenaggio toracico
C Accessi venosi – prelievi ematochimici – infusione soluzioni saline calda – monitor con
cavi FC, PAO, SatO2
D Torcia elettrica
E Forbici taglia abiti – presidi per immobilizzazione fratture – sacco raccolta valori
personali
Passaggio di informazioni
Trasferimento barella-letto
Disposizione trauma-team
PERSONALE UBICAZIONE ATTIVITA’
Infermiere 1 Con il medico alla testa del A, B, D
paziente
Infermiere 2 A lato del paziente C
Infermiere 3 A lato del paziente C, E
Con l’innalzamento delle coste ho l’allargamento del torace per il respiro, se le fratture sono anteriori si
alzano ma rientrano, vi è un movimento paradosso, il lembo mobile o il volet toracico.
Il trattamento è la creazione di una via aerea sicura.
Nello pneumotorace la FiO2 è di 21% quindi posso somministrare ossigeno.
LO SHOCK
Lo shock nel trauma è quasi sempre di tipo emorragico, e nella maggior percentuale è di tipo ipovolemico.
Se ho una lesione midollare, ad esempio nella colonna, il midollo e il tono vascolare a valle della lesione
smette di funzionare. Meccanismo di compensazione: recettori alfa e beta
Lo shock neurogeno da solo non manda l’individuo in ipotensione grave.
L’emoglobina non è un parametro valido e rapido nello shock emorragico, poiché identifica la percentuale
non è questa che cambia ma la quantità di sangue.
La PA non è un segno rapido di shock, quando vi è un suo cambiamento rilevante siamo già nella fase
avanzata dello shock.
Nello shock emorragico per il ripristino dei liquidi è consigliato un accesso intraosseo.
SINDROME COMPARTIMENTALE: si hanno nelle fratture di tibia e
nelle fratture di avambraccio. Ti causa ischemia dell’arto e sofferenza
neurologica, vi è compressione sul nervo. È un gonfiore localizzato da
frattura che causa rilascio di liquidi, gonfiore, resistenza per il mancato
ritorno.
Può essere anche addominale: se supera i 22 mmHg ho una compressione
di tutti gli organi addominali
Nel trauma sono necessarie due vene periferiche grosse, piuttosto delle
centrali per la legge di Laplace: vi è meno resistenza al passaggio del
liquido negli accessi periferici e quindi la somministrazione di liquidi ev è più
rapida
EMORRAGIE
- VENOSE (costante)
- ARTERIOSE (zampilla)
- CAPILLARI
- ESTERNE (arteriose, venose,
- INTERNE
- INTERNE ESTERIORIZZATE
EMOTTISI: emorragie dalle vie gastriche
EMOFOTE: emorragia dalle vie respiratorie
Il sistema migliore per controllare l’emorragia arteriosa è la
compressione, oppure compressione di polsi, o utilizzo del laccio
arterioso. Nella chiusura con laccio il tempo di tenuta massima è
circa un’ora, poi è da rivascolarizzare l’arto.
POLSO: struttura arteriosa sottostante ad una struttura rigida
STATO DI COSCIENZA
Glasgow Come Scale: un paziente si considera in come con un punteggio inferiore a 8.
:è un acronimo le cui lettere stanno a
A.V.P.U. Alert, Verbal, Pain, Unresponsive
significare e FRATTURA DI BACINO
identificano ognuna uno stadio di coscienza
diverso in base al tipo di stimolo necessario per
evocare una risposta da parte del paziente. È una struttura che tende a sanguinamento abbondante
Alert (vigile): il paziente è sveglio e
OPEN BOOK: libro aperto, impatto anteriore, rompe a
cosciente; questo stato viene valutato livello sinfisi pubica e sacro iliache, il bacino si apre. Se la
positivamente se il paziente riesce a distanza dai lembi della frattura sacroiliaca è maggiore a 2
rispondere in maniera chiara a semplici cm sanguina come una milza rotta. Posizionare fascia
"Cosa è successo?" "Come
domande quali o pelvica sul territorio, salvavita. Sanguinamento
si chiama?". retroperitoneale o addominale.
Verbal (verbale): il paziente risponde
anche muovendo gli occhi o con atti motori EMI-BACINO: rottura su sacro-iliaca, su sinfisi pubica. Si
ma solo a stimoli verbali, ovvero se disinserisce un emibacino sull’altro, uno si sposta in alto
chiamato, mentre senza stimoli risulta non più sullo stesso livello.
confuso o assopito. Alla frattura di bacino posso avere lesioni: vescica, retto,
Pain (dolore): il paziente non risponde
retroperitoneo, (se sfugge una lesione rettale anche
agli stimoli verbali ma soltanto agli stimoli piccola in un trauma il paziente muore per shock settico),
dolorosi, scuotendo (nel paziente non uretra.
traumatizzato) e/o pizzicando la base del
collo.
Unresponsive (senza risposta): in
questo stadio il paziente non risponde né agli stimoli verbali né a quelli dolorosi e risulta quindi
completamente incosciente.
Valutare la risposta motoria.
Gli stimoli dolorifici vanno fatti su nervo facciale poiché se vi è lesione mielica di colonna dal collo in giù
non è sensibile al dolore.
Controllo delle pupille, della ricezione della luce.
Posso avere alterazioni sia della coscienza che dei nervi periferici.
1. DIAMETRO PUPILLARE: isocoriche e isocicliche
2. RIFLESSO NEUROLOGICO
3. CONTROLLO DELLA MOTILITA’
VALUTAZIONE PRIMARIA
Presidi aggiuntivi:
- Monitoraggio ECG
- CV
- SNG
- Monitoraggio
Radiologia convenzionale
Ultrasonografia
VALUTAZIONE SECONDARIA
Anamnesi dinamica:
- A ALLERGIES
- M MEDICATION
- P PAST ILLNESS
- L LAST MEAL
- E EVENTS
EMOSTASI
FASE VASCOLARE: vaso costrizione
FASE PIASTRINICA: migrazione e aggregazione piastrine nella ferita
FASE COAGULATIVA: formazione di un coagulo di sangue tra i mattoni di piastrine. È rappresentata da una
via intrinseca e una estrinseca:
- INTRINSECA: arrivano i fattori di attivazione e attivano il Fattore X, attiva il fibrinogeno in fibrina
- ESTRINSECA: sistema fibrinolitico (nel trauma viene alterato)
Presidi aggiuntivi:
- Radiologia convenzionale
- Ecografia – lpd
- TAC
- Procedure diagnostiche specifiche
Rivalutazione:
- Funzioni vitali
- Diuresi
Trattamento definitivo:
- Sala operatoria
- UTI SEGNI DI ALLARME
TESTA Cranio Avvallamenti
Base Otorragia, segno del procione,
Encefalo ematoma mastoideo
Coscienza Anisocoria, midriasi
Faccia Peggioramento (GCS),
confusione, agitazione, coma
Ispezione fratture/ emorragia
massiva, lesioni bulbi oculari
COLLO Tessuti molli Enfisema sottocutaneo,
Rachide ematomi pulsanti, deviazione
tracheale
Parestesie, motilità e sensibilità
4 arti, asimmetrie motorie
TORACE Attività respiratoria Dispnea
Lesioni polmonari FR > 29 adulto, enfisema
polmonare
ADDOME Parete Distensione addominale
BACINO Organi pelvici Segni di trauma maggiore
ARTI Vasi Emorragia arteriosa da ferite a
Ossa, articolazioni braccio e/o coscia
Fratture ossa lunghe,
amputazioni
VIE AEREE E VENTILAZIONE
PRIME PRIORITA’
Riconoscimento del problema:
Alterazione dello stato di coscienza Ostruzione vie aeree
Chirurgia maxillo-facciale Alterazione meccanica ventilatoria
Traumi del collo Alterazione meccanismi ventilazione/depressione
SNC
VALUTAZIONE:
- Osservazione
- Palpazione
- Percussione
- Auscultazione
TRAUMI DEL RACHIDE
TRATTAMENTO
Le tecniche comprendono:
- Mantenimento/ripristino della pervietà vie aeree
- Drenaggio pleurico
- Ventilazione artificiale ed ossigenazione
METODI
Mantenimento pervietà vie aeree
sublussazione mandibola
cannula oro-nasofaringea
Via aerea definitiva
intubazione endotracheale
via aerea chirurgica
Alternative:
ML
combi-tube
Il trattamento di emergenza è la cricotomia, (membrana tiroidea, cricoide, primo anello tracheale)
L’occlusione alta dà un problema inspiratorio (il paziente non tira dentro l’aria); nell’occlusione bassa il
paziente fa fatica a buttare fuori l’aria.
Se non ha un corpo estraneo nelle vie aeree può esserci occlusione parziale o completa.
Quella completa esiste se c’è occlusione del laribus laringeo (davanti alla glottide). Quella parziale
avviene invece quando il corpo estraneo entra in uno dei bronchi (tipico del bambino).
Nell’occlusione ad esempio da bolo alimentare bisogna invitare il paziente, se cosciente, a tossire.
FUNZIONE CARDIOCIRCOLATORIA SHOCK
Inadeguata perfusione d’organo e insufficiente ossigenazione tissutale
Riconoscimento dei segni precoci:
- Tachicardia
- Alterazioni del sensorio
- Vasocostrizione periferica: viene verificata osservando il tempo di riempimento capillare, sopra i 4
secondi è patologico (un circolo è andato, segno precoce)
- Diminuzione pressione differenziale
Identificazione cause:
- Shock emorragico
- Shock non emorragico:
Cardiogeno
o Pnx-ipertensivo
o Neurogeno
o Settico
o
Cause di arresto cardiaco: tachicardia ventricolare senza polso (focus ectopico cardiaco che va ad
altissima frequenza), fibrillazione ventricolare, asistolia, dissociazione elettro-meccanica (quella che si
vede nel trauma grave, c’è il complesso QRS si allarga e vi è assenza di polso centrale).
Ricerca sempre il polso centrale, poiché ad esempio il periferico a 80 mmHg può non sentirsi.
Ad esempio invece il polso carotideo è palpabile fino a 50 mmHg di diastolica.
ASISTOLIA: massaggio cardiaco + adrenalina in vena
FIBRILLAZIONE: defibrillare, viene la scritta sincrono, poiché defibrilla nella punta R dell’ECG.
Nell’emorragia abbondante vi è una stabilità della sistolica e diminuzione della diastolica.
ALTERAZIONI DELLA CONDUZIONE CARDIACA
Il nodo AV ha un po’ ridotta l’entrata del Ca2+ rapida
Determinanti della gittata cardiaca: pre
carico e post carico e contrazione BLOCCHI DI BRANCA
.
cardiaca
SHOCK EMORRAGICO Il blocco atrioventricolare di II grado (BAV di secondo grado) è un difetto
del sistema di conduzione elettrico del cuore. Il termine fa riferimento ad un
Shock emorragico altera il pre carico, blocco di conduzione tra l'atrio ed i ventricoli. La presenza di un blocco
diminuisce il contenuto rispetto il atrioventricolare di II grado è diagnosticata quando alla lettura
contenente, diminuzione della quantità di dell'elettrocardiogramma di superficie si evidenzia che uno o più impulsi
atriali (ma non tutti gli impulsi) non riescono a propagarsi ai ventricoli a
sangue circolante. causa di una conduzione alterata.
Nel trattamento vi è decompressione Il blocco atrio-ventricolare di secondo grado può essere di quattro tipi:
gastrica per diminuire compressione che un tipo Mobitz I (chiamato anche periodismo di Luciani-Wenckebach)
aumento del volume gastrico e tipo Mobitz II
diaframmatico va a influire sul cuore. tipo a conduzione costante
tipo blocco di grado avanzato/elevato
alcuni
In tutti i tipi, vi è una mancata conduzione ai ventricoli di battiti atriali
(onde P bloccate, cioè non in grado di dare il via ad un complesso QRS). Il
BAV di secondo grado, tipo Mobitz I, è in genere considerato una entità più
benigna rispetto al BAV di secondo grado, tipo Mobitz II.
Dopo la somministrazione di liquidi ho 3 situazioni:
- Rapida stabilizzazione: il paziente ha sanguinato in modo modesto, con la somministrazione di
liquidi io ho ristabilito una buona volemia
- Risposta transitoria: si stabilizza e poi ricomincia ad andare in shock ipovolemico, l’emorragia ha
ricominciato dopo una breve stabilizzazione
- Assenza di risposta: la somministrazione di liquidi non influenza lo stato del paziente
SHOCK CARDIOGENO
TAMPONAMENTO CARDIACO
Riversamento di liquido all’interno del sacco pericardico, salta la fase diastolica, poiché il cuore non riesce
a dilatarsi e a riempirsi di sangue.
VERSAMENTO PERICARDICO
Liquido di qualsiasi tipo che non altera la meccanica cardiaca, mentre il tamponamento cardiaco mi
compromette la meccanica cardiaca.
Il versamento pericardico diventa tamponamento quando mi altera la meccanica del cuore
SEGNI: polso paradosso (polso che sale e scende in concomitanza con la funzionalità respiratoria), turgore
giugulare, edema a mantellina, tachicardia compensatoria, ipotensione grave
SHOCK NEUROGENO
Lo shock neurogeno è una forma di shock causata da una vasodilatazione periferica collegata ad eventi di
natura cerebrale. Tale forma non deve essere confusa con un'altra simile, lo shock spinale. In diversi testi i
due elementi vengono associati ma nel caso dello spinale si osserva una perdita dei riflessi mediati dal
midollo. Dovuto a lesioni midollari, non sono shock importanti, non raggiungono pressioni basse, vi è
vasoplegia.
Sintomi: ipotensione e oligo-anuria. Più bradicardia e lesioni del midollo
SHOCK SETTICO
Lo shock settico, o shock setticemico, è una sindrome da shock dovuta ad una grave infezione con sepsi;
la sindrome è sistemica, cioè coinvolge l'intero organismo, anche se l'agente infettante può essere
presente solo in un particolare sito corporeo.
LIQUIDI CORPOREI
60% del peso di una persona: acqua corporea, distinta in liquido intra ed extra cellulare.
Liquido intracellulare: 40% peso corporeo
Liquido extra cellulare: 20% del peso corporeo. Si distingue in:
- Liquido interstiziale
- Liquido endovascolare 10%
Colloidi (di sintesi e di estrazi
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