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René Descartes

Appunti di Storia della filosofia basato su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Valentini dell’università degli Studi Guglielmo Marconi - Unimarconi, Facoltà di scienze dell'educazione e della formazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia della filosofia docente Prof. T. Valentini

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René Descartes

Cartesio opera tra il 1596 e il 1650. Il 1600 è il secolo durante il quale sottolinea la rottura delle chiese protestanti e si perde

un’unitarietà della conoscenza.

Vita e opere Renato Cartesio

Cartesio italianizzato in nacque a La Haye en Touraine nel 31 marzo 1596 ed è stato un

filosofo, si dedicò allo studio della fisica e fu un grande matematico. Nel 1605 fu messo nel collegio dei gesuiti a La Flèche

nell'Angiò e vi rimase fino al 1613.

Si laureo a Poites e incominciò la carriera di mercenario. Partecipò in parte alla "Guerra dei trent'anni". Dopo aver soggiornato

a Parigi, si stabili infine in Olanda nel 1629 per godere della libertà filosofica, religiosa di quel paese.

Nel 1633 disse di avere finito il Trattato della luce o Il Mondo ma decise di non plublicarlo a causa della notizia della condanna

di Galileo. Nel 1637 pubblicò il Discorso sul metodo con i Saggi (Diottrica, Meteore, Geometria); nel 1641 a Parigi, le

Meditazioni metafisiche in cui comprende le meditazioni, le obbiezioni, risposte di Cartesio alle obbiezioni.

Cartesio nel 1644 scrisse il Principia philosophie; nel 1649 pubblicò Le passioni dell’anima.

Chiamato dalla Regina Cristiana di Svezia nel 1649 Cartesiò andò a Stoccoltma ove morì l’11 febbraio 1650.

Filosofie principali del suo pensiero Cartesio parte dai dubbi del proprio io, li radicalizza fino all’iperbole e trova nell’io la

certezza assoluta sulla quale ricostruire l’edificio del sapere. Inaugura una filosofia del soggetto che trova poi in Kant e, più

ancora, in Fichte, la sua espressione più radicale.

Come Agostino, per non sprofondare nelle sabbie mobili dello scetticismo, Cartesio trova nell’interiorità più profonda l’appiglio

per uscirne, salire a Dio e rifondare tutto il sapere. Attraverso Cartesio l’intimismo agostiniano anima di sé un’importante

corrente di razionalismo moderno.

E iniziatore della filosofia moderna perché propose un nuovo metodo di indagine filosofica ('Il discorso sul metodo' e

'Meditazioni Metafisiche'), che tagli i ponti con la scolastica e con il metodo aristotelico tramite una riforma del sapere

sistematica e radicale, e fonda un sapere centrato sull’uomo.

E’ inoltre fondatore del razionalismo perché Fondatore del razionalismo perché ha una visione della filosofia che esalta la

ragione come unico strumento di conoscenza e perciò come strumento per raggiungere la verità.

Cartesio estese la concezione razionalistica di una conoscenza ispirata alla precisione, certezza delle scienze matematiche,

a ogni aspetto del sapere, creando a quello che oggi è conosciuto con il nome di razionalismo continentale, una posizione

filosofica dominante in Europa tra il XVII e il XVIII secolo.

Cartesio pratica con molta originalità la via agostiniana dell’interiorità.

La macchina del corpo (L’uomo macchina) Dopo avere trattato il Mondo, Descart si occupa dell’Uomo, basato sui

medesimi principi della fisica meccanicistica: Cartesio spiegava i fenomeni vitali, i procedimenti sensitivi con le medesime leggi

della fisica meccanica utilizzate per spiegare il mondo fisico.

L’uomo è perciò per lui una sperce di bio­meccanica che funziona molto bene poiché tutti gli organi collaborano ai suoi bisogni:

tutto però dipende dal cervello che per mezzo del sistema nervoso ordina il movimento, sia quello autonomo, neurovegetivo,

sia quello volontario.

Al centro del cervello, per Descartes è messa la ghiandola pienale (conarium), preposta alla percezione dei sensi esterni,

punto di contratto tra le res cogitans e la res extensa, cioè il pensiero.

Il Discorso sul metodo di Cartesio venne pubblicato nel 1637 come introduzione a tre opere dall’autore considerate più

importanti: la Diottrica, le Meteore, la Geometria. Nelle prime due parti Descartes racconta i suoi primi studi al collegio La

Flèche, le sue prime esperienze cuturali, sino all’esperienza del 1619 a cui Descartes fa risalire un momento fondamentale

della sua vocazione filosofica con percezione dell’unità delle scienze e la scoperta della sua missiome per riformare il sapere

in un corpo unitario con un metodo simile a quello della matematica.

Analisi del testo

Cartesio divide l’opera in 6 tappe con cui cotruisce questo suo metodo ossia questo suo castello interiore e sono 6 poiché

corrispondono a 6 giorni della creazione, 6 sono i pensieri e sono così suddivisi:

I Capitolo: Cartesio espone l’ importanza e il valore di un metodo scientifico.

II Capitolo: vengono esposte le regole principali del metodo (definizione teorica delle regole):

Cartesio riassume il discorso sul metodo in quattro regole:

1.Il principio di evidenzia ossia è accettare per vere soltanto quelle idee che ci appaiono chiare e distinte (es. la pioggia è

acqua);

2.Analisi ossia nel momento in cui queste idee non sono chiare bisogna eseguire una scomposizione di queste idee

rendendole distinte (es. la pioggia cade dal cielo, è un fenomeno meteorologico);

3. sintesi prevedere la ricomposizione delle idee originarie; è necessario collegare, attraverso una logica deduttiva, i problemi

più semplici in modo da poter ricostruire la complessità del fenomeno da analizzare (inverso regola dell’ analisi ­ es. la pioggia

è un fenomeno meteorologico perché dipende dai passaggi di stato);

4. l’enumerazione è riuscire a memorizzare il procedimento al fine di non ripetere il medesimo genere di operazione ogni volta

che vi si presentano idee complesse. (procedimento simile alla verifica del metodo sperimentale ­ es. è vero quello che ho

detto fin’ora; conclusione: la pioggia è un fenomeno meteorologico);

Questo metodo ci permette di tenere sotto controllo quelle che sono le forme complesse di conoscenza e attuare un metodo

conoscitivo che ci possa aiutare a superare quelle che sono le difficoltà della conoscenza.

Idea innovativa di Cartesio: La matematica universale (mathesis universalis) Queste regole furono applicate da Cartesio alla

matematiche per quella caratteristica della matematica che si occupa delle proporzioni in generale senza entrare nelle singole

discipline matematiche.

Cartesio vuole superare questa differenza di discipline riportandole alla loro radice comune che egli ritrova nella scienza dei

rapporti o proporzioni in generale; questa scienza delle Regole era nominata matematica universale.

La scoperta del nuovo metodo dà a Cartesio la possibilità di risolvere qualche complesso problema matematico discusso, e gli

consiglia la possibilità di ampliarlo a tutte le scienze fisiche.

Per Descartes la fisica richiede una base metafisica: e inoltre un itinerario spirituale appare confermare questa visione se

pensiamo che la prima stesuara di una metafisica è nel 1629­30.

III Capitolo: vengono analizzati i principi operativi del metodo (applicazione delle regole):

Cartesio morale, l’etica

Per concludere il discorso su c’è una connotazione secondo me importante riguardante la .

morale provvisoria

Ecco Cartesio parla della che prevede il rispetto di tre regole: 1) richiede di obbedire alle leggi e ai

costumi del paese. Egli dà vita al moderatismo, ossia non dovete immaginare ad una regola definitiva, c’è la sottolineatura del

fatto le persone si devono attenere a quelle che sono le regole che il gruppo di appartenenza segue; 2) è l’atteggiamento del

Cartesio

fermo e risoluto nel seguire una opinione una volta accettata. Questo atteggiamento è molto importante poiché fa

questo tipo di ragionamento molto spesso noi quando intraprendiamo una strada proprio per il principio del dubbio non

essendo certi del procedimento siamo tentati di zigzagare, se noi seguissimo questa volontà di zigzagare all’interno delle

scelte noi non riusciremmo mai a raggiungere un obbiettivo 3) consiglia di cercare di vincere se stessi piuttosto che la fortuna,

questo vuol dire di essere pronti a modificare i propri desideri più che l’ordine del mondo.

morale provvisoria Cartesio

Questa serviva a per dare risposta possibile a quello che è il problema concernente il problema

del comportamento dell’uomo.

discorso della morale provvisoria

Come vedete quindi questo poi fondamentalmente per almeno queste tre regole le

potremmo utilizzare benissimo come regole fondamentali di un principio etico, valido, sempre e comunque.

Per evitare il conflitto tra la fede e la sua filosofia Cartesio sviluppa una metafisica che dovrebbe dimostrare le due verità

fondamentali per la religione cattolica:

­ESISTENZA DI DIO

­IMMORTALITA' DELL'ANIMA

Se io, attraverso un metodo razionale, arrivo a dimostrare queste due verità, nessuno potrà dire che la mia filosofia contrasta

con la fede cristiana.

Il punto di partenza della metafisica è il DUBBIO METODICO (Il dubbio viene, da Cartesio, applicato a tutto tranne che al

metodo). e riflette in maniera approfondita sull’ anima e sull’ idea di Dio

IV Capitolo: problema del dubbio metodico

(fornisce le 3 prove) ossia i fondamenti di metafisica;

Dubbio di Cartesio

Il punto di inizio del discorso è il dubbio , inteso quale sospensione del giudizio, al fine che i pregiudizi non

interferiscano, non alterino le conoscenze.

Il dubbio può essere inoltre fonte di una sospensione definitiva di giudizio, di conoscenza che porta a quello che è lo

scetticismo ossia alla possibilità di potere procedere nella conoscenza.

Cartesio

Proprio per questo ragione nell’esaminare la posizione del dubbio individua due modelli di dubbio: 1) dubbio

iperbolico ossia quel dubbio che fa sospendere in modo definitivo il giudizio asserisce Cartesio questa è opera di un genio

maligno che ci inganna, che non vuole che noi possiamo cogliere, che possiamo accostarci a forme conoscitive. E questo ha

metodico

come atto finale la sospensione definita della conoscenza ossia lo scetticismo; 2) il dubbio , ossia un dubbio che

viene usato per una indagine di una verità assolutamente certa.

Il filosofo estende la metodologia del dubbio a qualunque ambito del sapere, per arrivare ad affermare che nessuna

conoscenza di ordine pratico si può sottrarre al dubbio.

Descartes articola il suo dubbio tramite un esame degli strumenti della nostra conoscenza, riprendendo anche critiche già

elaborate dalla tradizione scettica:


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher erica.depasquale di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guglielmo Marconi - Unimarconi o del prof Valentini Tommaso.

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