René Spitz e il 1° anno di vita del bambino
Le ricerche di Spitz rivolgono l'interesse soprattutto all'io, alla sua ontogenesi e struttura. Si propone di fondare la psicologia dell'io sull'osservazione diretta del bambino (sviluppo della tecnica di osservazione tramite film = screen analysis). Pur partendo dal pensiero freudiano ortodosso, la teoria di Spitz appartiene alle correnti neofreudiane che considerano lo studio del rapporto interpersonale come l'aspetto più essenziale del dinamismo psichico. In particolare, affronta il problema del rapporto oggettuale sotto l'aspetto genetico, seguendone le prime tappe evolutive, in rapporto alla maturazione degli apparati percettivo-motori e attraverso l'osservazione del bambino nel 1° anno di vita. Importante è l'introduzione di una metodologia nuova che avvicina la psicoanalisi alla ricerca sperimentale.
Introduzione teorica
Il rapporto diadico madre-bimbo è un modello originario di ogni relazione interpersonale e di ogni relazione interumana in genere.
Nascita e sviluppo del bambino
Durante il 1° anno, il bambino è occupato dal mantenimento della vita e dall'organizzazione dei meccanismi che la rendono possibile: incapacità di mantenersi con i propri mezzi e necessità di cura/protezione. Alla nascita, il pensiero non esiste (non esiste un io); il lattante si trova in uno stato indifferenziato, tutte le sue funzioni si differenziano in seguito, in base al processo di:
- Maturazione: svolgimento dei processi stabiliti filogeneticamente nella specie.
- Sviluppo: emergere di forme dinamiche e modi di comportamento risultanti dall'interazione fra organismo e ambiente interno ed esterno.
Fattori congeniti
Ogni individuo è munito del suo corredo genetico che si suddivide in tre parti:
- Ereditario: dato da geni e cromosomi.
- Influssi intrauterini durante la gestazione.
- Influssi legati al parto.
Il fattore ambiente
La particolarità della relazione madre-bambino consiste nel fatto che si sviluppa uno stadio in cui non esiste un rapporto ad uno in cui la relazione sociale è totalmente presente. Transizione tra stadio fisiologico (totale parassitismo del bambino) a uno stadio di simbiosi durante il 1° anno ad uno stadio psicologico con la successiva relazione gerarchica.
Relazione adulto/bambino
La personalità dell'adulto è strutturata in un'organizzazione nettamente circoscritta che presenta attitudini individuali sotto forma di iniziative personali in interazione circolare con l'ambiente; nel bambino non esiste un'organizzazione come l'adulto, non esistono iniziative personali, l'interazione con l'ambiente è puramente fisiologica.
Nell'adulto, l'ambiente è composto da un gran numero di fattori, gruppi, individui, oggetti (costellazioni dinamiche che formano campi di forza mobili e influenzano la personalità organizzata dell'adulto). Per il neonato, l'ambiente è costituito da un unico individuo (madre) perché non è percepito dal bambino come separato da sé; fa parte semplicemente di un insieme di bisogni. L'investigazione psichiatrica del bambino deve esaminare la struttura di questo sistema chiuso e semplice costituito dalla diade madre-bambino. La madre è intermediaria delle forze derivanti dall'ambiente.
Il metodo
Nel periodo preverbale, il metodo psicoanalitico vero e proprio non può essere applicato; si adotta il metodo dell'osservazione immediata e metodi della psicologia sperimentale (Baby test, analisi dei film, interviste genitori).
L'oggetto della libido
Obiettivo dell'indagine è presentare lo sviluppo dei primi rapporti oggettuali (libidici). Il rapporto oggettuale presuppone un soggetto e un oggetto; il soggetto è il neonato che viene al mondo in uno stato di non differenziazione e non dispone di funzioni psichiche, non esistono per lui relazioni oggettuali. L'oggetto libidico è quello da cui l'istinto può raggiungere i suoi fini; non necessariamente è esterno, può appartenere al corpo, ed è suscettibile di cambiare a volontà nel corso dello sviluppo.
Lo stadio pre-oggettuale
La situazione dominante è la non differenziazione che caratterizza l'organizzazione primaria del neonato, incapace di distinguere un oggetto dall'altro, il suo corpo dall'ambiente. Il mondo esterno è escluso dalla percezione del neonato, grazie a una soglia di percezione molto elevata; essa protegge il bambino dalle stimolazioni dell'ambiente; gli stimoli esterni sono percepiti solo quando superano la soglia di percezione e fanno irruzione nello stato di quiete del neonato, che reagisce con dispiacere.
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