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Introduzione

Perché parlare oggi di religioni del mondo classico?

  • Perché parlare oggi di religione?
  • Religione in che senso?
  • Religione studiata come fenomeno storico prodotto dell'uomo. Ha diverse sfaccettature, noi possiamo studiarne solo l'aspetto che si manifesta nella storia. No aspetto filosofico/teologico.

Religioni precedenti al pensiero illuministico con dicotomia ambito laico e religioso. Studio della religione come fenomeno storico → no giudizi di merito → basandosi sui documenti → no approccio filosofico/teologico che dà meno importanza ai documenti. Storia delle religioni del mondo classico: settore della storia antica.

La religione esiste in tutte le società → la religione è un'esigenza umana: è un modo di rispondere alle domande fondamentali. Perché esiste il dolore? Come posso essere felice? → ci interessa la storia delle domande, non il contenuto delle risposte (soprattutto non se la risposta sia "corretta" o meno).

Uso dei documenti per ricostruire un'epoca passata → per ricostruire i fatti storici → alla ricerca della "verità storica", rimanendo consapevoli che spesso essa è irraggiungibile, si procede per approssimazione.

Pirandello

L. Pirandello, Così è (se vi pare) 1917 atto I scena 2. Laudisi (…) Vi vedo così affannati a cercar di sapere chi sono gli altri e le cose come sono, quasi che gli altri e le cose per se stessi fossero così o così. Signora Sirelli: Ma secondo lei allora non si potrà mai sapere la verità? Signora Cini: Se non dobbiamo più credere neppure a ciò che si vede e si tocca!

Laudisi: Ma sì, ci creda, signora! Perciò le dico: rispetti ciò che vedono e toccano gli altri, anche se sia il contrario di ciò che vede e tocca lei. L. Pirandello, Così è (se vi pare) atto II scena 1. Laudisi: Voi, non io, avete bisogno dei dati di fatto, dei documenti, per affermare o negare! Io non so che farmene, perché per me la realtà non consiste in essi, ma nell'animo di quei due, in cui non posso figurarmi d'entrare, se non per quel tanto che essi me ne dicono.

Scetticismo e sofisti

Scetticismo – nascita nel V-IV sec a.C. all’epoca dei Sofisti. GOR GIA Gorgia da Leontini (483-375 a.C.) Fr 82 B 3, 1 Diels Krantz (= Sesto Empirico, Contro i matematici, VII, 65). Gorgia da Leontini fu anche lui del gruppo di coloro che escludono una norma assoluta di giudizio; non però per le stesse obiezioni che muoveva Protagora e la sua scuola. Infatti nel suo libro intitolato Del Non essere o Della natura egli pone tre capisaldi, l’uno conseguente all’altro: 1) nulla esiste; 2) se anche alcunché esiste, non è comprensibile all’uomo; 3) se pure è comprensibile, è per certo incomunicabile e inspiegabile agli altri.

  • Nulla esiste
  • Se anche esiste, non è comprensibile all’uomo
  • Se anche è comprensibile, non è comunicabile

Carr e la storia

CARR, Sei lezioni sulla storia, 1961. E. H. Carr, Sei lezioni sulla storia, trad. it. Torino 1966 (1961), p. 16: “È lo storico ad aver deciso che, dal suo punto di vista, il passaggio compiuto da Cesare di un fiumiciattolo come il Rubicone, è un fatto storico, mentre il passaggio del Rubicone compiuto prima o dopo di allora da milioni di altri individui non c’interessa minimamente“. Grande studioso del mondo moderno. Fatti storici paragonati a dei pesci sul banco del pescivendolo, lo storico arriva e li prende. >> Il fatto storico è invece scelto dallo storico. Ciò che è un fatto storico è una scelta dello storico. O del tempo.

Erodoto e Tucidide

ERODOTO, Storie, Proemio (V sec) → padre della storiografia. Erodoto, Storie, Proemio (484-430 a.C.) ἱQuesta è l’esposizione della ricerca ( στορίη, historìe) di Erodoto di Turi, affinché gli avvenimenti umani non siano dimenticati a causa del tempo, e le imprese grandi e meravigliose, compiute sia dai Greci sia dai barbari, non rimangano senza gloria, sia le altre imprese, sia il motivo per cui combatterono tra loro.

Nome proprio → evidenza, prende la parola con orgoglio. Ricerca: historìe. Fine: una delle definizioni di storia: combattere contro l’azione di usura del tempo. “sia dai Greci sia dai Barbari” → pov ellenocentrico → La selezione dei fatti viene compiuta dallo storico in base al contesto in cui vive.

TUCIDIDE, Storie → padre della storiografia scientifica. Tucidide, Storie I 1, 1-3 (1) Tucidide d’Atene ha narrato la guerra tra i Peloponnesiaci e gli Ateniesi, su come combatterono fra loro, avendo cominciato subito, sin dal suo inizio, e avendo previsto che sarebbe stata grave e la più degna di memoria tra le precedenti. Lo deduceva dal fatto che i due popoli vi si apprestavano all’epoca della loro massima potenza e con una preparazione completa, e che il resto delle genti greche si schierava o con gli uni o con gli altri, alcuni subito, altri meditando di farlo.

(2) Questo evento costituì un grandissimo sconvolgimento per la Grecia e per una parte dei barbari, e in un certo senso anche per la maggior parte degli uomini. (3) Infatti gli avvenimenti che precedettero il conflitto e quelli ancor più remoti era impossibile studiarli in modo attendibile, per la grande distanza cronologica: ma sulla base degli indizi cui io – che li ho osservati per molto tempo – sento di poter prestare fede, ritengo che non siano stati notevoli né sotto il profilo militare né per altri aspetti.

Selezione personale. Una guerra. A posteriori ci è ovvio che la guerra del Peloponneso è stata cruciale, al tempo non lo era → ha colto l’importanza dell’evento. Indizi: enunciati da Tucidide stesso. Impossibilità studio attendibile di un passato molto remoto per la grande distanza, mancanza di fonti. → Presa di posizione: La guerra del Peloponneso è la più importante. → la storia che ci viene raccontata non è universale e assoluta, dipende dalle scelte (pensate e ragionate, basate sui documenti etc) fatte dallo storico.

Tacito

TACITO, Annales. Tacito, Annales I 1, 2-4 (55-120 d.C. ca.). Ma scrittori famosi hanno ricordato la storia, nel bene e nel male, del popolo romano dei tempi lontani e non sono mancati chiari ingegni a narrare i tempi di Augusto, sino a che, crescendo l'adulazione, non ne furono distolti. Quanto a Tiberio, a Gaio, a Claudio e a Nerone, il racconto risulta falsato: dalla paura, quand'erano al potere, e, dopo la loro morte, dall'odio, ancora vivo.

Di qui il mio proposito di riferire pochi dati su Augusto, quelli degli ultimi anni, per poi passare al principato di Tiberio e alle vicende successive, senza rancori e senza favore (sine ira et studio), non avendone motivo alcuno (quorum causas procul habeo). Posizione politica molto chiara, schierato dalla parte del senato → atteggiamento negativo nei confronti degli imperatori. Dichiarazione programmatica in conflitto con ciò che effettivamente fa: sine ira et studio; quorum causas procul habeo.

Questione cruciale per lo storico: lo storico si pone davanti ai fatti in un contesto che influenza la trasmissione dei fatti.

Croce e la storia contemporanea

CROCE, La storia come pensiero e come azione, 1938. Benedetto Croce, La storia come pensiero e come azione, 1938: Il bisogno pratico, che è nel fondo di ogni giudizio storico, conferisce a ogni storia il carattere di storia contemporanea, perché, per remoti e remotissimi che sembrino cronologicamente i fatti che vi entrano, essa è, in realtà, storia sempre riferita al bisogno e alla situazione presente, nella quale quei fatti propagano le loro vibrazioni. “Ogni storia è storia contemporanea” → Empatia è impossibile non essere influenzati dalle proprie posizioni. Non si può colmare la distanza che ci separa dai fatti con “l’empatia”, ma distaccarsi completamente è impossibile.

C’è sempre un bisogno pratico alla base di un giudizio storico. Il bisogno pratico muove gli storici.

David e l'influsso tra storia romana e contemporanea

JAQUES LOUIS DAVID, I littori riportano i corpi dei figli a Bruto, 1789. Rappresenta la storia romana. Influsso reciproco tra storia romana e storia contemporanea in età imperiale. Es: i rivoluzionari si ribellano contro repubblica degenerata (come era successo a Roma). Storia raccontata da Livio (ma David rappresenta un momento non presente in quel racconto).

Eroe della storia romana repubblicana: Lucio Giunio Bruto, caccia Tarquinio il Superbo > 509 a.C. Figli tentano di far tornare T il S al potere.

Episodio emblematico è la presa di posizione di Bruto che decide di non intervenire e lasciare che la legge faccia il suo corso, anche nei confronti dei suoi figli, considerati uomini qualunque che hanno attentato alla repubblica. Giustiziati cruentemente. David dipinse questo quadro su commissione del Salon de Bosart, finanziato dal re. Ma già all’inizio dei disordini rivoluzionari → la figura di Bruto fu vista come riferimento al re e ancora di più a suo fratello che avrebbero voluto intervenire nei confronti dei rivoluzionari che attentavano allo stato.

→ Lettura al contrario: i rivoluzionari prenderanno la repubblica romana come proprio modello, qui invece Livio racconta che seppur Bruto non diceva niente mentre assisteva all’esecuzione dei figli, il suo volto parlava → non è del tutto impassibile. Nel quadro di David lo è → interpretazione personale. Padre: Re. Figli: rivoluzionari.

Direttori del Salon de Bosart decidono di non mostrare al pubblico il quadro perché ambiguo, potenzialmente pericoloso → protesta popolare (David dava già segno di schierarsi dalla parte dei rivoluzionari) → Salon obbligato ad esporre il quadro MA David deve fare modifica: eliminate le teste dei figli decapitate sullo sfondo. Esempio di come la storia può essere assolutamente “contemporanea” (cfr Croce), anche quando a fare storia è un artista. NB. l’artista non è tenuto a fare storia in modo “scientifico”. Ha un certo margine di libertà creativa.

Riepilogo

No esattezza assoluta nella ricostruzione del passato > i fatti storici non sono elementi oggettivi che lo storico si limita a raccogliere e “collezionare” > in un certo senso la verità storica non esiste (Come la verità in generale). I fatti certi che noi conosciamo sul passato sono in realtà frutto si una serie di selezioni operate da altri storici che hanno deciso quali fossero i “fatti storici”. La storia è sempre “contemporanea” > bisogna trovare la giusta misura tra distanza ed empatia.

  • Se prevale la distanza, la storia non ha più senso (il passato è morto e in un certo senso non esiste. Cfr distruzione dei monumenti e dei documenti)
  • Se prevale l’empatia, si perde obiettività e la storia scompare perché il passato è uguale al presente, diventa politica o pura propaganda (cfr distruzione dei documenti; Tacito) o sentimento o arte (Bruto e Cassio nell’Inferno Dantesco)

Sienkiewicz e Aristotele

HENRYK SIENKIEWICZ, Quo vadis, 1895. “Era circa mezzogiorno quando Petronio si destò. Come al solito si sentiva molto stanco. La sera prima aveva partecipato a un festino, dato da Nerone, che si era protratto fino a tarda notte. Da qualche tempo la sua salute era precaria, ed egli stesso ammetteva che la mattina, al momento del risveglio, si sentiva intorpidito e stentava alquanto a riordinare le idee”. No opera di storia.

ARISTOTELE, Poetica. Aristotele, Poetica, 1451 a 37 – b5 (…) L’opera del poeta non consiste nel riferire gli eventi reali, bensì fatti che possono avvenire e fatti che sono possibili, nell’ambito del verosimile o del necessario. Lo storico e il poeta non sono differenti perché si esprimono in versi oppure in prosa; gli scritti di Erodoto si possono volgere in versi, e resta sempre un’opera di storia con la struttura metrica come senza metro. Ma la differenza è che lo storico espone gli eventi reali (τ γενόμενα, tà ghenòmena), e il ο α ν γένοιτο, hòia àn ghénoito.

La giusta distanza

  • I fatti storici esistono?
  • Si può ricostruire la storia di epoche così lontane?
  • Le nostre fonti sono attendibili?

Equilibrio metodologico tra scetticismo assoluto e cieca fiducia nei fatti e nei documenti.

Storia delle religioni

Questione da studiare ancora più complessa perché non fatta solo di eventi. Sta in mezzo a tutti gli ambiti (economia, politica, guerra etc). La religione è ovunque ma proprio per questo è più difficile da afferrare. Dobbiamo quindi scinderla in due:

  • Aspetto storico (come prodotto umano), costituito dal mondo in cui nasce (greco e romano) → documentabile attraverso le fonti
  • Fede individuale, animo delle persone → non ricostruibile con precisione “scientifica”. Per tentare di ricostruirla bisogna metterci un po’ di empatia, fermandosi al punto giusto. È documentabile solo attraverso tracce materiali (es. riti).

Senofane

SENOFANE, Diels – Kranz, VI-V. Senofane, framm 12-14 Diels-Kranz (VI-V sec. a.C.)

  • Fr. 14 Ma i mortali si immaginano che gli dèi siano nati e che abbiano abiti, linguaggio e aspetto come loro.
  • Fr.15 Ma se i buoi < e i cavalli > e i leoni avessero le mani o potessero disegnare con le mani e compiere opere come quelle che gli uomini compiono, i cavalli simili ai cavalli, e i buoi simili ai buoi dipingerebbero figure di dèi e plasmerebbero corpi come quelli che hanno ciascuno di loro.
  • Fr.16 Gli Etiopi affermano che i loro dèi sono neri e camusi, i Traci che hanno gli occhi azzurri e i capelli rossi.

Ricorda che tutto è relativo. Gli uomini creano gli dei che gli servono. Gli dei hanno sembianze umane perché creati dagli uomini.

Le fonti

“dati di fatto, documenti”. Ciò che ci tiene coi piedi per terra e ci dirige verso quella distanza dandoci la voce antica impedendo che sovrapponiamo ad essa la nostra.

MA sono problematiche: dicono o troppo poco o troppo. Fonti archeologiche talvolta più problematiche di quelle letterarie (ma non meno importanti) perché sono mute.

Esempi

  • Frammento di cratere attico a figure rosse, attribuito a Euphronios, 510-500 a.C. Deduzioni (non induzioni): 1. è Eracle: pelle del leone; 2. rappresenta una sua impresa: al tempo era un personaggio molto rappresentato 3. impresa successiva alla prima: pelle di leone, che è la prima.
  • Patera di Parabiago, IV sec. d.C., Milano, Museo archeologico. 1. Difficoltà nell’interpretazione del soggetto: forse Cibele e Attes > culto orientale di origine Frigia. Figure circostanti non del tutto identificate → Lettura incompleta.

Osservazioni sui documenti

Osserviamo due esempi di fonti in cui:

  • C'è un eccesso di informazioni → patera di Parabiago
  • C'è una piccola disponibilità di informazioni → frammenti del vaso di Euphronios

Siamo nell'ambito del culto di Cibele (dea di origine frigia, orientale) che entra in Grecia nel VI a.C. → Si tratta di documenti che ci danno una serie di informazioni che possiamo confermare sulla base di altre informazioni che abbiamo.

Tema fondamentale è la necessità di contestualizzare sempre le fonti che troviamo, poiché il fenomeno religioso per sua natura si evolve (infatti la religione greca del VI a.C. non è la stessa del IV d.C.; il culto di Cibele in Grecia ha determinati caratteri e a Roma ne ha degli altri).

Patera di Parabiago - datato IV d.C. → età tardo antica. In questa figura complicata ci sono tutta una serie di simbologie relative al tempo: la figura posta all'interno della forma ovale è una personificazione del tempo, a sua volta retta dal titano Atlante che, secondo anche il mito più antico, reggerebbe il mondo sulle sue spalle. Accanto troviamo un obelisco intorno al quale si arrotola un serpente, anche questa figura allude allo scorrere del tempo.

I simbolismi legati al tempo sono relativi anche alla filosofia neoplatonica e, in generale, al filone filosofico/religioso. Spesso c'è difficoltà nell'interpretare le immagini: per esempio in questo caso troviamo la somma di una serie di elementi religiosi e filosofici molto complessi. Si aggiunge, inoltre, il contesto nel quale si trova questo documento → siamo nell'ambito del paganesimo “morente”, ovvero il IV d.C.: epoca complicata, in cui il rapporto tra Cristianesimo (diventato religione ufficiale dell'Impero) e paganesimo sono estremamente complicati → non si può dire che ci sia un trionfo netto del primo, né una remissione totale del secondo, a livello concreto → delle lettere private ci fanno capire che cristiani e pagani erano parenti, amici, ecc. → non si può fare una netta contrapposizione di queste due religioni, come verrebbe da fare semplicisticamente. Dopo l'Editto di Milano (313 d.C.) il paganesimo continua ad esistere, come ci mostra il documento.

Frammento di un vaso di Euphronios – datato VI a.C → epoca delle poleis. Ceramica attica → l'ambito di provenienza è quello di Atene. Ci fornisce il quadro di un altro contesto religioso completamente diverso rispetto a (1).

Il confronto tra i documenti (1 e (2 è significativo per poter cogliere l'evoluzione del fatto religioso.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/06 Storia delle religioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale_tvb_97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Religioni del mondo classico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Però Anna.
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