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Autori del cinema italiano neorealismo

Alessandro Blasetti

Gli uomini nuovi del cinema italiano guardano a lui come un padre.

Poetica: autodidatta. Influenzato dalle avanguardie.

Storia:

  • Opere principali:
  • Sole (1929): film propaganda, risposta ai piani quinquennali sovietici e celebrativo della modernizzazione applicata dal fascismo.
  • Resurrectio: omaggio al futurismo e alla pittura italiana contemporanea.
  • La tavola dei poveri (1932): primi movimenti di macchina impegnativi.
  • 1860 (1933): epopea garibaldina. Ha molta forza il paesaggio siciliano.
  • Vecchia guardia (1935): opera celebrativa del fascismo.
  • Albldaram (1935)
  • Ettore fieramosca (1938)
  • Un'avventura di Salvador Rosa (1940)
  • La cena delle beffe (1941)
  • La corona di ferro (1941)
  • Quattro passi tra le nuvole
  • Un giorno nella vita (1946): tema legato agli eventi bellici
  • Fabiola (1949): primo colossal girato a Cinecittà
  • Prima comunione (1950): si inserisce nel neorealismo
  • Altri tempi (1952) e Tempi nostri (1953): inaugura il filone di film ad episodi
  • Peccato sia una canaglia (1954) e La fortuna di essere donna (1955): commedia
  • Europa di notte (1959): inizia un filone di montaggio di numeri spettacolari ripresi dal vivo nei più famosi locali notturni d'Europa.

Camerini

Poetica: padre della futura commedia italiana. Usa la camera all’altezza dello sguardo dei personaggi, l’occhio si adatta ad essi. Promuove a livelli di narrazione alta vicende di persone comuni, dà un autoritratto dell’italiano popolare.

Storia: ultime opere hanno perso qualcosa, e vive di rendimento del passato, non esplora nuove strade.

  • Opere principali:
  • Rotaie (1929): budget ridotto. Commedia brillante con ispirazione sociale-realistica.
  • Gli uomini che mascalzoni
  • Darò un milione (1935)
  • Ma non è una cosa seria (1936)
  • Il signor max (1937)
  • Grandi magazzini (1938)
  • Due lettere anonime (1946): melodramma
  • Ulisse (1954) e Bella mugnaia (1955): notevole impegno spettacolare
  • Cappello a tre punte (1935)

Alberto Lattuada

Poetica: guarda con ottimismo alla realtà dell’Italia distrutta e fa sentire la sua cultura letteraria e i suoi amori per il cinema francese. Lattuada oscilla tra racconti concepiti con scopi educativi, che toccano problemi ecologici, morali o di influenze mediatiche. È un calligrafo. I suoi personaggi femminili sono forti ed emancipati.

Storia: dagli anni '50 allo sguardo che osserva ogni elemento della realtà con un occhio d’amore affianca uno sguardo per le figure di umiliati e offesi. Negli anni 60 realizza 11 film con un nuovo spirito, passando dall’analisi dei primi turbamenti sessuali dell’adolescenza alla trascrizione di opere letterarie contemporanee o cinquecentesche. Realizza un cinema colto, elegante dal punto di vista visivo, che mantiene forti legami con la letteratura europea e italiana. Fa parte della generazione dei "calligrafici", ed è quello che ha saputo più esplorare nuove strade ed elaborare prototipi di qualità.

  • Opere principali:
  • Il bandito (1946)
  • Il delitto di Giovanni episcopo (1947): tratto da D’Annunzio
  • Il mulino del Po (1949): uno dei suoi capolavori, film narrativo-epico, e incontro tra neorealismo e tentativo di inventare una nuova iconografia che tiene conto dei saperi e della forme del linguaggio cinematografico
  • Luci del varietà (1950): diretto con Fellini
  • Il cappotto (1952): furto del cappotto, racconta degli umiliati e offesi
  • La lupa (1953) e La spiaggia (1954): racconti di amore-passione
  • Guendalina (1957): scoperta dell’amore e della sessualità negli adolescenti
  • I dolci inganni (1960): ragazza che vuole perdere la verginità per una sorta di emancipazione sociale e ci riesce. Film molto criticato e censurato, venne tolto dalla circolazione e rimesso solo nel 1963 in una versione rimaneggiata.
  • Don giovanni in Sicilia (1967)
  • Cristoforo Colombo (1984): colossale biografia televisiva che vince un Emmy.

Mario Soldati

Poetica: forte cultura letteraria che da un certo momento in poi si farà più forte e viene a meno la fede nel cinema come espressione della sua creatività. Era un calligrafo.

  • Opere principali:
  • Le miserie del signo Travet (1946)
  • Policarpo ufficiale di scrittura (1959)

Luigi Zampa

Poetica: autore con grande coerenza stilistica e tematica, dimenticato per il suo situarsi nell’area della commedia. Subordina la ricerca stilistica e formale alla trasmissione di un contenuto e di una protesta. Ha un senso del ritmo e un senso dell’umorismo che tende al grottesco. Ha una visione dell’Italia che non lascia speranze. Punta alla realizzazione di commedie morali.

Storia: morte prematura di Brancati nel 1954 lascia un vuoto creativo e di crisi profonda in Zampa. Realizza opere di successo popolare con Alberto Sordi.

  • Opere principali:
  • Vivere in pace (1946)
  • L’onorevole Angelina (1947): da voce al senso di sbandamento e di sfiducia nello stato e nelle istituzioni da parte dell’uomo qualunque
  • Anni difficili (1949) e Arte di arrangiarsi (1953): traccia un dipinto di vizi e virtù degli italiani in una società dominata dal malcostume
  • La romana (1954)
  • Vigile (1960)
  • Il medico della mutua (1968)
  • La contestazione generale (1970)
  • Una questione di onore (1966): girato in Sardegna

Renato Castellani

Poetica: fa parte del neorealismo senza però rinunciare alla propria forte idea di regia e racconto. Viene considerato erroneamente come capostipite della dissoluzione ideologica e iniziatore del neorealismo rosa, solo perché i suoi personaggi sono mossi dalla forza della natura l’uno verso l’altro senza interrogarsi sul futuro, hanno la colpa di non avere consapevolezza ideologica per la costruzione del proprio destino.

Storia:

  • Opere principali:
  • Mio figlio professore (1946)
  • Sotto il sole di Roma (1948)
  • È primavera (1950)
  • Due soldi di speranza (1951)

Piero Germi

Poetica: guarda ai modelli del cinema americano e vuole trapiantarli nel contesto italiano. Parte dalle strutture consolidate dei generi per far emergere la sua impronta d’autore: una forte capacità di costruire le atmosfere e far sentire i rapporti tra persone e spazio. È un autore anticonformista. Riesce con naturalezza a conferire al racconto toni epicizzanti e attinge al mito. Ha un controllo stilistico e ideologico sulle sue opere di volta in volta adattato all’etica delle situazioni e dei personaggi. Cerca di raccontare i fenomeni di laicizzazione del sacro e la difficoltà di praticare la religiosità in una società che sta perdendo tutti i valori di riferimento. Ultima fase imbocca una pista anti-ideologica, un ritorno allo stato del buon selvaggio.

Storia: dopo il film d’esordio passa alla Lux

  • Opere principali:
  • Il testimone (1945): film d’esordio
  • Gioventù perduta (1947): adatta i moduli del noir americano a una storia che mostra i disastri provocati dalla guerra sulle ultime generazioni
  • In nome della legge (1949)
  • Il cammino della speranza (1950): sceneggiato da Fellini e Tullio Pinelli, percorre l’Italia da sud a Nord, protagonisti un gruppo di migranti siciliani
  • Divorzio all’italiana (1961): Oscar
  • Sedotta e abbandonata (1963)
  • Signore e signori (1965)

Carlo Lizzani

Poetica: è un regista di azione e non di psicologie e atmosfere. Le sue opere sono un coraggioso tentativo controcorrente di non affossare la memoria della Resistenza e della lotta partigiana evitando la monumentalizzazione retorica. La sua produzione successiva all'esordio evidenzia le doti professionali, la duttilità e la capacità di porsi al servizio della piccola storia e della grande Storia. Realizza una serie di film di ricostruzione storica dell’ultima fase del fascismo, e riesce a drammatizzare la cronaca.

  • Opere principali:
  • Achtung! Banditi!: opera di esordio guidata da uno spirito neorealista.
  • Cronache di poveri amanti (1954)
  • Lo svitato (1956)
  • Esterina (1959)
  • La vita agra (1963)
  • Il gobbo (1960)
  • L’oro di Roma (1961)
  • Il processo di Verona (1963)
  • Vita agra (1964)
  • Mussolini ultimo atto (1974)
  • Svegliati e uccidi (1967)
  • Banditi a Milano (1968)

Gianni Puccini

Poetica:

Storia: dopo la prima opera in costume, dalla fine degli anni 50 realizzò una serie di commedie che partecipano alla trasformazione del genere e osservano i primi mutamenti di costume degli italiani.

  • Opere principali:
  • Il capitano di Venezia (1952): opera di esordio, film in costume
  • Parola di ladro (1957)
  • Il marito (1958)
  • Carmela è una bambola (1958)
  • L'impiegato (1959)

Antonio Pietrangeli

Poetica: nelle sue opere esplora il mondo femminile, raccontandone l'integrità, la generosità, e così da pagare per raggiungere una qualche emancipazione rispetto al potere maschile. Negli anni 60 realizza delle opere con temi legati alla lotta della donna per l’emancipazione e l’acquisizione di un ruolo diverso nella società.

Storia: ai critici della sua generazione esordisce per ultimo.

  • Opere principali:
  • Il sole negli occhi (1953): fin da questo esordio egli si sa che i miei tratti stilistici che accompagnano la sua attività fino alla morte prematura nel 1968.
  • Adua e le compagne (1960)
  • Fantasmi a Roma (1961)
  • La parmigiana (1963)
  • La visita (1964)
  • Il magnifico cornuto (1964)
  • Io la conoscevo bene (1965): è rimasto un’icona degli anni 60 il personaggio di Adriana interpretata da Stefania Sandrelli.

Mauro Bolognini

Poetica:

Storia: realizza nove titoli in prevalenza commedie tra il 1953 e il 1959.

  • Opere principali:
  • Ci troviamo in galleria (1953)
  • La notte brava (1958)

Francesco Maselli

Poetica: fin dall'esordio tenta di adattare la lezione neorealista a un modo diverso di riflettere sulla storia individuale e collettiva: servendosi di una storia d'amore cerca di tracciare il comportamento della borghesia nell'ultima fase della guerra e della lotta di Liberazione.

Storia:

  • Opere principali:
  • Gli sbandati (1955): opera di esordio

Valerio Zurlini

  • Opere principali:
  • Le ragazze di San Frediano (1954): storia di iniziazione sessuale, di un ragazzo con una donna matura.
  • Estate violenta (1959)

Gillo Pontecorvo

  • Opere principali:
  • La grande strada azzurra (1959): primo lungometraggio che non suscita particolari reazioni entusiastiche da parte della critica, che lo classifica come un epigono di De Santis

Francesco Rosi

Poetica: è uno dei pochi registi che ha lavorato sulla temporalità e sulla pluridimensionale età del film, che ha fatto delle categorie spazio-temporali strutture portanti della sua ricerca. La rappresentazione del tempo nelle sue opere non è mai lineare ed è sempre un rapporto di coesistenza fra temporalità multiple. Inoltre nelle sue opere percepisce e rappresenta una temporalità propria del mondo meridionale e ne analizza la vocazione a scandire il tempo dell'intera società italiana e a proiettarsi verso scenari mondiali. Racconta sul sud a scandire e condizionare il tempo del paese, riuscendo ad assoggettarle a piegarlo alle proprie esigenze. Ha illustrato la volontà di capire la realtà attraverso il cinema e lo ha fatto attraverso il rigore e l'immediatezza di una scrittura visiva che tiene conto del cinema americano e si modella su nuove forme di comunicazione come l'inchiesta giornalistica o giudiziaria. Ha assimilato molto dal cinema di Visconti, ha guardato con attenzione ai generi americani e al cinema popolare. Non costruisce il racconto a incastro perfetto e rende significativo ogni gesto. Tenta di far sentire il mito nei gesti quotidiani, nel paesaggio e nella favola. Ultimi film tratta del potere malavitoso.

Storia: prima del suo esordio è assistente di Visconti per La terra trema.

  • Opere principali:
  • La sfida (1958): è tratto da un fatto di cronaca napoletana del presente, il regista conferisce all'episodio una dimensione tragica e mette a frutto la lezione neorealista con quella del noir americano.
  • I magliari (1959): arricchisce la lezione neorealista di un valore aggiunto di approfondimento sociologico, di passione civile e di fiducia nel potere del cinema come arma.
  • La sfida (1958): primo film dal quale mostra il mondo napoletano nei suoi elementi costitutivi di tragedia culturale
  • Salvatore Giuliano (1960): non vi è opposizione tra potere politico e potere mafioso, i volti di entrambi si confondono. I suoi film serviranno a capire le tappe e le tecniche dell'ascesa del potere
  • C’era una volta (1967): tratta del mito in una favola
  • Salvatore Giuliano
  • Lucky Luciano
  • Il caso Mattei
  • Tre fratelli
  • Dimenticare Palermo

I generi: commedia e forzuti

Totò

Poetica: indossa una maschera che si adatta a fatica a ruoli ben determinati: la sua forza e la sua genialità sono date dall'imprevedibilità dei gesti e di lessico che gli consentono di spezzare le regole. Interpreta una galleria di figure di italiani, spesso imbroglioni ma in fondo onesti, travolti sempre dalla storia a cui pagano un pesante tributo personale. Il lavoro di Totò è un viaggio sia all'interno dell'Italia che sta cambiando, sia dentro un contenitore linguistico che accoglie e parodizza tutti i linguaggi.

Storia: nel dopoguerra ha interpretato oltre 100 film per lo più con registi che hanno soltanto azionato la macchina da presa. Il suo regista privilegiato è stato Mattoli con cui ha girato 16 titoli.

Vittorio Cottafavi

Poetica: esplora le psicologie femminili, si interroga sulle forme del buon governo, sull'applicazione del via, sulle paure del presente. Le sue opere dei forzuti sono gioielli di bricolage, azione e invenzione cinematografica e spettacolare.

Storia:

  • Opere principali:
  • La rivolta dei gladiatori (1958)
  • Messalina vergine imperatrice (1959)
  • Le legioni di Cleopatra (1959)
  • La vendetta di Ercole (1960)
  • Ercole alla conquista di Atlantide (1961)

La commedia

Monicelli

Poetica: ambizioni drammaturgiche e spettacolari inedite e ha concordato con la storia monumentale. È un regista dotato di capacità di osservazione antropologica del gruppo, soprattutto nei confronti dei perdenti nati che nonostante tutto hanno la forza di andare avanti.

Storia: fonda una casa di produzione nei primi anni 60 per realizzare nella più completa libertà i propri film e mantenere quel carattere di prodotto artigianale che caratterizzerà il genere. Risulta l'autore più prolifico fra tutti gli autori che hanno contribuito a rinnovare nobilitare la commedia dal 1975 a oggi, che ne ha infatti girato quasi 25 film.

  • Opere principali:
  • La grande guerra: lo porta a contatto con la storia collettiva
  • I compagni (1963): ha come tema le lotte operaie nella Torino dell'ottocento
  • L'armata Brancaleone (1963): storie che parla del presente e della corsa degli italiani verso i paradisi di Cuccagna
  • La ragazza con la pistola (1968): racconta il difficile cammino di una ragazza siciliana nel compiere il salto dai costumi e condizionamenti medievali della sua terra alla libertà del mondo anglosassone.

Luigi Comencini

Poetica: tenta di esplorare con amore il mondo lontano, misterioso carico di dolore e di paura dei bambini.

Storia: è il primo autore della commedia a venir incoronato maestro del dopoguerra.

  • Opere principali:
  • Tutti a casa (1960): si affianca a Monicelli raccontando l'antieroico viaggio di ritorno di un gruppo di soldati all'indomani dell'8 settembre del 1943 e insieme il viaggio di risalita morale. In questo film vi è la memorabile interpretazione di Sordi del sottotenente Innocenzi.
  • La ragazza di Bube: esplora con questo film alla trascrizione del bestseller di Carlo Cassola.

Dino Risi

Poetica: è interessato a registrare con uno sguardo disincantato i fenomeni che stanno trasformando il paesaggio antropico, urbanistico, geografico dell'Italia e degli italiani. I suoi personaggi sono figure all'apparenza molto forti in realtà fragili, l'attore che meglio riuscirà a esaltare le caratteristiche del suo cinema sarà Gassman con cui creerà un sodalizio per quasi 20 film. I film ambientati nel presente imprimono un nuovo ritmo di montaggio sui film adattandoli ai tempi del rock e delle canzoni di Mina, Gino Paoli e Celentano, riuscendo così ad anticipare nuove forme di racconto per immagini in cui la musica determina il racconto della sua sintassi visiva è catturare l'atmosfera dell'epoca. È molto sensibile alle variazioni di comportamenti, gesti linguaggi dei giovani e dei non più giovani. Nei primi anni 70 si registra una svolta: i suoi film hanno dichiarate intenzioni ideologiche. L'ultima fase registica è quella degli anni di piombo, che significano per il regista la perdita di qualsiasi fiducia nella leggibilità del presente.

Storia:

  • Opere principali:
  • Una vita difficile: è l'esemplare storia di un italiano dalla liberazione agli anni del boom economico.
  • Vedo nudo (1969)
  • In nome del popolo italiano (1972)
  • Mordi e fuggi (1973)
  • Profumo di donna (1974)
  • I nuovi mostri (1977): parla di nuovi personaggi che sono emersi dal paesaggio dell'Italia del boom economico, e si sono dei mostri repellenti sia in senso fisico e morale, lo sguardo che si posa sull'Italia che ormai priva di qualsiasi tessuto connettivo.

Ettore Scola

Poetica: dal 1977 il suo cinema vuole metabolizzare la lezione dello straniamento brechtiano e usa le unità di luogo, tempo azione per misurarsi con la storia. Inoltre userà i luoghi per raccontare la vita di alcune generazioni. Il regista riesce a toccare nei momenti più felici la storia e l'identità italiana attraverso un'analisi dei rapporti sociali che si sviluppano in un contesto storico specifico.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher calime di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cinema italiano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Manzoli Giacomo.
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