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AUTORI DEL CINEMA ITALIANO

NEOREALISMO

Alessandro Blasetti

Gli uomini nuovi del cinema italiano guardano a lui come un padre

Poetica: autodidatta. Influenzato dalle avanguardie.

Storia:

Opere principali:

- Sole (1929): film propaganda, risposta ai piani quinquennali sovietici e celebrativo della

modernizzazione applicata dal fascismo.

- Resurrectio: omaggio al futurismo e alla pittura italiana contemporanea.

- La tavola dei poveri (1932): primi movimenti di macchina impegnativi.

- 1860 (1933): epopea garibaldina. Ha molta forza il paesaggio siciliano.

- Vecchia guardia (1935): opera celebrativa del fascismo.

- Albldaram (1935)

- Ettore fiera mosca (1938)

- Un’avventura di Salvador Rosa (1940)

- La cena delle beffe (1941)

- La corona di ferro (1941)

- Quattro passi tra le nuvole

- Un giorno nella vita (1946): tema legato agli eventi bellici

- Fabiola (1949): primo colossal girato a Cinecittà

- Prima comunione (1950): si inserisce nel neorealismo

- Altri tempi (1952) e Tempi nostri (1953): inaugura il filone di film ad episodi

- Peccato sia una canaglia (1954) e La fortuna di essere donna(1955): commedia

- Europa di notte (1959): inizia un filone di montaggio di numeri spettacolari ripresi dal vivo

nei più famosi locali notturni d’Europa.

Camerini

Poetica: padre della futura commedia italiana. Usa la camera all’altezza dello sguardo dei

personaggi, l’occhio si adatta ad essi. Promuove a livelli di narrazione alta vicende di persone

comuni, dà un autoritratto dell’italiano popolare.

Storia: ultime opere hanno perso qualcosa, e vive di rendimento del passato, non esplora nuove

strade.

Opere principali:

- Rotaie (1929): budget ridotto. Commedia brillante con ispirazione sociale-realistica.

- Gli uomini che mascalzoni

- Darò un milione (1935)

- Ma non è una cosa seria (1936)

- Il signor max (1937)

- Grandi magazzini (1938)

- Due lettere anonime (1946): melodramma

- Ulisse (1954) e Bella mugnaia (1955): notevole impegno spettacolare

- Cappello a tre punte (1935)

Alberto Lattuada

Poetica: guarda con ottimismo alla realtà dell’Italia distrutta e fa sentire la sua cultura letteraria e i

suoi amori per il cinema francese. Lattuada oscilla tra racconti concepiti con scopi educativi, che

toccano problemi ecologici, morali o di influenze mediatiche. È un calligrafo. I suoi personaggi

femminili sono forti ed emancipati.

Storia: dagli anni ’50 allo sguardo che osserva ogni elemento della realtà con un occhio d’amore

affianca uno sguardo per le figure di umiliati e offesi.

Negli anni 60 realizza 11 film con un nuovo spirito, passando dall’analisi dei primi turbamenti

sessuali dell’adolescenza alla trascrizione di opere letterarie contemporanee o cinquecentesche.

Realizza un cinema colto, elegante dal punto di vista visivo, che mantiene forti legami con la

letteratura europea e italiana.

Fa parte della generazione dei <<calligrafici>>, ed è quello che ha saputo più esplorare nuovo

strade ed elaborare prototipi di qualità.

Opere principali:

- Il bandito (1946)

- Il delitto di Giovanni episcopo (1947): tratto da D’Annunzio

- Il mulino del Po (1949): uno dei suoi capolavori, film narativo-epico, e incontro tra

neorealismo e tentativo di inventare una nuova iconografia che tiene conto dei saperi e

della forme del linguaggio cinematografico

- Luci del varietà (1950): diretto con Fellini

- Il cappotto (1952): furto del cappotto, racconta degli umiliati e offesi

- La lupa (1953) e La spiaggia (1954): racconti di amore-passione

- Guendalina (1957): scoperta dell’amore e della sessualità negli adolescenti

- I dolci inganni (1960): ragazza che vuole perdere la verginità per una sorta di

emancipazione sociale e ci riesce. Film molto criticato e censurato, venne tolto dalla

circolazione e rimesso solo nel 1963 in una versione rimaneggiata.

- Don giovanni in Sicilia (1967)

- Cristoforo Colombo (1984): colossale biografia televisiva che vince un Emmy.

Mario Soldati

Poetica: forte cultura letteraria che da un certo momento in poi si farà più forte e viene a meno la

fede nel cinema come espressione della sua creatività. Era un calligrafo.

Opere principali:

- Le miserie del signo Travet (1946)

- Policarpo ufficiale di scrittura (1959)

Luigi Zampa

Poetica: autore con grande coerenza stilistica e tematica, dimenticato per il suo situarsi nell’area

della commedia. Subordina la ricerca stilistica e formale alla trasmissione di un contenuto e di una

protesta. Ha un senso del ritmo e un senso dell’umorismo che tende al grottesco. Ha una visione

dell’Italia che non lascia speranze. Punta alla realizzazione di commedie morali

Storia: morte prematura di Brancati nel 1954 lascia un vuoto creativo e di crisi profonda in Zampa.

Realizza opere di successo popolare con Alberto Sordi.

Opere principali:

- Vivere in pace (1946)

- L’onorevole Angelina (1947): da voce al senso si sbandamento e di sfiducia nello stato e

nelle istituzioni da parte dell’uomo qualunque

- Anni difficili 81949 e Arte di arrangiarsi (1953): traccia un dipinto di vizi e virtù degli italiani

in una società dominata dal malcostume

- La romana (1954)

- Vigile (1960)

- Il medico della mutua (1968)

- La contestazione generale (1970)

- Una questione di onore (1966): girato in Sardegna

Renato Castelli

Poetica: fa parte del neorealismo senza però rinunciare alla propria forte idea di regia e racconto.

Viene considerato erroneamente come capostipite della dissoluzione ideologica e iniziatore del

neorealismo rosa, solo perché i suoi personaggi sono mossi dalla forza della natura l’uno verso

l’altro senza interrogarsi sul futuro, hanno la colpa di non avere consapevolezza ideologica per la

costruzione del proprio destino.

Storia:

Opere principali:

- Mio figlio professore (1946)

- Sotto il sole di Roma (1948)

- È primavera (1950)

- Due soldi di speranza (1951)

Piero Germi

Poetica: guarda ai modelli del cinema americano e vuole trapiantarli nel contesto italiano. Parte

dalle strutture consolidate dei generi per far emergere la sua impronta d’autore: una forte capacità

di costruire le atmosfere e far sentire i rapporti tra persone e spazio. È un autore anticonformista.

Riesce con naturalezza a conferire al racconto toni epicizzanti e attinge al mito. Ha un controllo

stilistico e ideologico sulle sue opere di volta in volta adattato all’etica delle situazioni e dei

personaggi. Cerca di raccontare i fenomeni di laicizzazione del sacro e la difficoltà di praticare la

religiosità in una società che sta perdendo tutti i valori di riferimento. Ultima fase imbocca una pista

anti-ideologica, un ritorno allo stato del buon selvaggio.

Storia: dopo il film d’esordio passa alla Lux

Opere principali:

- Il testimone (1945): film d’esordio

- Gioventù perduta (1947): adatta i moduli del noir americano a una storia che mostra i

disastri provocati dalla guerra sulle ultime generazioni

- In nome della legge (1949)

- Il cammino della speranza (1950): sceneggiato da Fellini e Tullio Pinelli, percorre l’Italia da

sud a Nord, protagonisti un gruppo di migranti siciliani

- Divorzio all’italiana (1961): oscar

- Sedotta e abbandonata (1963)

- Signore e signori (1965)

Carlo Lizzani

Poetica: è un regista di azione e non di psicologie e atmosfere. Le sue opere sono un coraggioso

tentativo controcorrente di non affossare la memoria della Resistenza e della lotta partigiana

evitandone la monumentalizzazione retorica. La sua produzione successiva all'esordio evidenzia le

doti professionali, la duttilità e la capacità di porsi al servizio della piccola storia e della grande

Storia. Realizza una serie di film di ricostruzione storica dell’ultima fase del fascismo, e riesce a

drammatizzare la cronaca.

Opere principali:

- Achtung! Banditi!: opera di esordio guidata da uno spirito neorealista.

- Cronache di poveri amanti (1954)

- Lo svitato (1956)

- Esterina (1959)

- La vita agra (1963)

- Il gobbo (1960)

- L’oro di Roma (1961)

- Il processo di verona (1963)

- Vita agra (1964)

- Mussolini ultimo atto (1974)

- Svegliati e uccidi (1967)

- Banditi a Milano (1968)

Gianni Puccini

Poetica:

Storia: dopo la prima opera in costume dalla fine degli anni 50 realizzò una serie di commedie che

partecipano alla trasformazione del genere e osservano i primi mutamenti di costume degli italiani.

Opere principali:

- Il capitano di Venezia (1952): opera di esordio, film in costume

- parola di ladro (1957)

- Il marito (1958)

- Carmela è una bambola (1958)

- L'impiegato (1959)

Antonio Pietrangeli

Poetica: nelle sue opere esplora il mondo femminile, raccontandone l'integrità, la generosità, e

così da pagare per raggiungere una qualche emancipazione rispetto al potere maschile. Negli anni

60 realizza delle opere con temi legati alla lotta della donna per l’emancipazione e l’acquisizione di

un ruolo diverso nella società.

Storia: ai critici della sua generazione esordisce per ultimo.

Opere principali:

- il sole negli occhi (1953): fin da questo esordio egli si sa che i miei tratti stilistici che

accompagnano la sua attività fino alla morte prematura nel 1968.

- Adua e le compagne (1960)

- Fantasmi a Roma (1961)

- La parmigiana (1963)

- La visita (1964)

- Il magnifico cornuto (1964)

- Io la conoscevo bene (1965): è rimasto un’icona degli anni 60 il personaggio di Adriana

interpretata da Stefania Sandrelli

Mauro Bolognini

Poetica:

Storia: realizza nove titoli in prevalenza commedie tra il 1953 e il 1959.

Opere principali:

- Ci troviamo in galleria (1953)

- La notte brava (1958)

Francesco Maselli

Poetica: fin dall'esordio tenta di adattare la lezione neorealista a un modo diverso di riflettere sulla

storia individuale e collettiva: servendosi di una storia d'amore cerca di tracciare il comportamento

della borghesia nell'ultima fase della guerra e della lotta di Liberazione.

Storia:

Opere principali:

- gli sbandati (1955): opera di esordio

Valerio Zurlini

Opere principali:

- Le ragazze di San Frediano (1954): storia di iniziazione sessuale, di un ragazzo con una

donna matura.

- estate violenta (1959)

Gillo Pontecorvo

Opere principali:

- La grande strada azzurra (1959): primo lungometraggio che non suscita particolari reazioni

entusiastiche da parte della critica, che lo classifica come un epigono di De Santis

Francesco Rosi

Poetica: è uno dei pochi registi che ha lavorato sulla temporalità e sulla pluridimensionale età del

film, che ha fatto delle categorie spazio-temporali strutture portanti della sua ricerca. La

rappresentazione del tempo nelle sue opere non è mai lineare ed è sempre un rapporto di

coesistenza fra temporalità multiple. Inoltre nelle sue opere percepisce e rappresenta una

temporalità propria del mondo meridionale e ne analizza la vocazione a scandire il tempo

dell'intera società italiana e a proiettarsi verso scenari mondiali. Racconta sul sud a scandire

condizionare il tempo del paese, riuscendo ad assoggettarle a piegarlo alle proprie esigenze.

Ha illustrato la volontà di capire la realtà attraverso il cinema e lo ha fatto attraverso il rigore e

l'immediatezza di una scrittura visiva che tiene conto del cinema americano e si modella su nuove

forme di comunicazione come l'inchiesta giornalistica o giudiziaria. Ha assimilato molto dal cinema

di visconti, ha guardato con attenzione ai generi americani e al cinema popolare. Non costruisce il

racconto a incastro perfetto e rende significativo ogni gesto. Tenta di far sentire il mito nei gesti

quotidiani, nel paesaggio e nella favola. Ultimi film tratta del potere malavitoso.

Storia: prima del suo esordio è assistente di Visconti per La terra trema.

Opere principali:

- La sfida (1958): è tratto da un fatto di cronaca napoletana del presente, il regista conferisce

l'episodio una dimensione tragica e mette a frutto la lezione neorealista con quella del noir

americano.

- I magliari (1959): arricchisce la lezione neorealista di un valore aggiunto di

approfondimento sociologico, di passione civile e di fiducia nel potere del cinema come

arma.

- La sfida (1958): primo film dal quale mostra il mondo napoletano nei suoi elementi

costitutivi di tragedia culturale

- Salvatore Giuliano (1960): non vi è opposizione tra potere politico e potere mafioso, i volti

di entrambi si confondono. I suoi film serviranno a capire le tappe e le tecniche dell'ascesa

del potere

- C’era una volta (1967): tratta del mito in una favola

- Salvatore Giuliano

- Lucky Luciano

- Il caso Mattei

- Tre fratelli

- Dimenticare Palermo

I GENERI: COMMEDIA E FORZUTI

Totò

Poetica: indossa una maschera che si adatta a fatica a ruoli ben determinati: la sua forza la sua

genialità sono date dall'imprevedibilità dei gesti e di lessico che gli consentono di spezzare le

regole. Interpreta una galleria di figure di italiani, spesso imbroglioni ma in fondo onesti, travolti

sempre dalla storia a cui pagano un pesante tributo personale. Il lavoro di Totò è un viaggio sia

all'interno dell'Italia che sta cambiando, sia dentro un contenitore linguistico che accoglie e

parodizza tutti i linguaggi.

Storia: nel dopoguerra ha interpretato oltre 100 film per lo più con registi che hanno soltanto

azionato la macchina da presa. Il suo regista privilegiato è stato Mattoli con cui ha girato 16 titoli.

Opere principali:

Vittorio Cottafavi (lo affronta Manzoli sul suo libro)

Poetica: esplora le psicologie femminili, si interroga sulle forme del buon governo,

sull'applicazione del via, sulle paure del presente. Le sue opere dei forzuti sono gioielli di

bricolage, azione e invenzione cinematografica e spettacolare.

Storia:

Opere principali:

- La rivolta dei gladiatori (1958)

- Messalina vergine imperatrice (1959)

- Le legioni di Cleopatra (1959)

- La vendetta di Ercole (1960)

- Ercole alla conquista di Atlantide (1961)

LA COMMEDIA

Monicelli

Poetica: ambizioni drammaturgiche e spettacolari inedite e ha concordato con la storia

monumentale. È un regista dotato di capacità di osservazione antropologica del gruppo,

soprattutto nei confronti dei perdenti nati che nonostante tutto hanno la forza di andare avanti.

Storia: fonda una casa di produzione nei primi anni 60 per realizzare nella più completa libertà ai

propri film e mantenere quel carattere di prodotto artigianale che caratterizzerà il genere. Risulta

l'autore più prolifico fra tutti gli autori che hanno contribuito a rinnovare nobilitare la commedia dal

1975 a oggi, che ne ha infatti girato quasi 25 film.

Opere principali:

- La grande guerra: lo porta a contatto con la storia collettiva

- i compagni (1963): ha come tema le lotte operaie nella Torino dell'ottocento

- l'armata Brancaleone (1963): storie che parla del presente e della corsa degli italiani verso i

paradisi di Cuccagna

- La ragazza con la pistola (1968): racconta il difficile cammino di una ragazza siciliana nel

compiere il salto dai costumi e condizionamenti medievali della sua terra alla libertà del

mondo anglosassone.

Luigi Comencini

Poetica: tenta di esplorare con amore il mondo lontano, misterioso carico di dolore e di paura dei

bambini.

Storia: è il primo autore della commedia a venir incoronato maestro del dopoguerra.

Opere principali:

- tutti a casa (1960): si affianca a Monicelli raccontando l'antieroico viaggio di ritorno di un

gruppo di soldati all'indomani dell'8 settembre del 1943 e insieme il viaggio di risalita

morale. In questo film vi è la memorabile interpretazione di sordi del sottotenente

Innocenzi.

- La ragazza di Bube: esplora con questo film alla trascrizione del bestseller di Carlo

Cassola.

Dino Risi

Poetica: è interessato a registrare con uno sguardo disincantato i fenomeni che stanno

trasformando il paesaggio antropico, urbanistico, geografico dell'Italia e degli italiani. I suoi

personaggi sono figure all'apparenza molto forti in realtà fragili, l'attore che meglio riuscirà ad

esaltare le caratteristiche del suo cinema sarà Gassman con cui creerà un sodalizio per quasi 20

film. I film ambientati nel presente imprimono un nuovo ritmo di montaggio sui film adattandoli ai

tempi del rock e delle canzoni di Mina, Gino Paoli e Celentano, riuscendo così ad anticipare nuove

forme di racconto per immagini in cui la musica determina il racconto della sua sintassi visiva è

catturare l'atmosfera dell'epoca. È molto sensibile alle variazioni di comportamenti, gesti linguaggi

dei giovani e dei non più giovani. Nei primi anni 70 si registra una svolta: i suoi film hanno

dichiarate intenzioni ideologiche.

L'ultima fase registica è quella degli anni di piombo, che significano per il regista la perdita di

qualsiasi fiducia nella leggibilità del presente.

Storia:

Opere principali:

- una vita difficile: è l'esemplare storia di un italiano dalla liberazione agli anni del boom

economico.

- Vedo nudo (1969)

- In nome del popolo italiano (1972)

- mordi e fuggi (1973)

- profumo di donna (1974)

- i nuovi mostri (1977): parla di nuovi personaggi che sono emersi dal paesaggio dell'Italia

del boom economico, e si sono dei mostri repellenti sia in senso fisico e morale, lo sguardo

che si posa sull'Italia che ormai priva di qualsiasi tessuto connettivo.

Ettore Scola

Poetica: dal 1977 il suo cinema vuole metabolizzare la lezione dello straniamento brechtiano e

usa le unità di luogo, tempo azione per misurarsi con la storia. Inoltre userà i luoghi per raccontare

la vita di alcune generazioni.

Il regista riesce a toccare nei momenti più felici la storia profonda, capendo le ragioni che hanno

condotto a mutamenti drammatici negli ultimi cinquant'anni di storia, dal fascismo alla Repubblica.

Negli anni 80 90 sceglie poi la strada del racconto minimalista, dell'osservazione di un cellula

rappresentativa.

Storia: ha compiuto un lungo apprendistato scrivendo barzellette per i giornali umoristici e ideatore

di scenette.

Opere principali:

- il sorpasso: il soggetto La sceneggiatura è scritta con Maccari.

- se permettete parliamo di donne (1964): opera di esordio in cui delinea nove ritratti

femminili rifacendosi al modello dei film di Pietrangeli.

- La congiuntura (1964): riprende i motivi del sorpasso con intenzioni più forti di denuncia del

fenomeno di trasferimento illegale di capitali all'estero.

- riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa? (1977):

rivisita Cuore di tenebra di Conrad mettendo a contatto confronto due modelli di civiltà.

- Il commissario pepe (1969): girato in Veneto, una regione sconosciuta da poco scoperta

grazie alla germi, dove rivela nuove doti da esploratore del sociale.

- Trevico-Torino: nei primi anni 60 girò un film quasi sperimentale, a Torino, sulle difficoltà di

integrazione di un ragazzo meridionale nella capitale dell'automobile.

- Ci eravamo tanto amati (1974): con questo film innesta una marcia in più al suo cinema e

raccoglie l'eredità dei suoi maestri per continuare esplorare la storia e i sentimenti privati.

- Una giornata particolare (1977): da questo film in poi il suo cinema vuole metabolizzare la

lezione dello straniamento brechtiano e usa le unità di luogo, tempo azione per misurarsi

con la storia. Inoltre userà i luoghi per raccontare la vita di alcune generazioni.

- La famiglia (1987)

- La terrazza (1980)

- il mondo nuovo (1982)

Nanni Loy

Poetica: contribuisce alla nobilitare il genere della commedia, si situa subito in una linea di confine

tra il territorio della commedia e quello con più nette ambizioni drammatiche. Il suo umorismo e

venato di spirito anglosassone, il sorriso lascia il passo all'amarezza dell'ironia, lo scetticismo, alla

riflessione sul male di vivere sulle difficoltà quotidiane della lotta dell'uomo comune per la semplice

sopravvivenza.

Opere principali:

- un giorno da leoni

- Le quattro giornate di Napoli: questi primi due film sono ricostruzioni storiche ambiziose e

con intenzioni spettacolari ed epicizzanti

- il padre di famiglia (1967)

Luigi Magni

Poetica: quale posto per la ricostruzione storica, la carica sanguigna e popolaresca con cui fa

muovere i suoi personaggi in base a potenti di ogni politiche sentimentali. Il suo cinema si muove

lungo l'arco della storia romana, in cui fa rivivere il gusto e l'iconografia delle stampe di Pinelli.

Pasquale Festa Campanile

Poetica: regista e scrittore molto prolifico, autore capace di percorrere con successo la strada

della commedia soft-erotica e di osservare mutamenti nei costumi sessuali degli italiani, senza

varcare i limiti di un elegante voyeurismo.

Opere principali:

- la costanza della ragione (1965)

- il merlo maschio (1972)

- rugantino (1973)

- Cara sposa (1977)

- il corpo della ragassa (1979)

- il ladrone (1980)

- nessuno è perfetto (1981)

- Bingo Bongo (1982)

- La ragazza di Trieste (1982)

Luciano Salce

Poetica: le sue opere hanno un umorismo intelligente e spesso sofisticato, accoglie i modi e le

forme più facile dell'avanspettacolo, del varietà e riesce ad utilizzare modi comici grossolani e facili

che apriranno la strada alla commedia degli anni 70.

Opere principali:

- il federale (1961)

- La voglia matta (1961)

- primi film della saga di Fantozzi

HORROR

Freda

Poetica: è convinto che l'orrore il terrore vadano individuate nelle nostre dimensioni quotidiane.

Storia:

Opere principali:

- i vampiri (1957): è il primo film gotico italiano ed è una storia di pseudo vampirismo.

- L'orribile segreto del dr. Hichcoch (1962)

- lo spettro (1963): con questi due film trasgredisce a tutte le regole e spinge nella

presentazione della mostruosità e della violenza sino a punti quasi insostenibili.

Mario Bava

Poetica: molto interessato al fantastico e inserisce l'ironia all'interno dei suoi film. L'uso diffuso

dell'ironia tempra l'atmosfera di paura. Riesce a muovere la macchina da presa con movimenti

complessi, che compongono dei piani sequenza che hanno il potere di trascinare lo spettatore

nella storia di facilitare l'accesso alla dimensione del fantastico.

Storia:

Opere principali:

- La maschera del demonio

- i tre volti della paura (1988): considerato 13 milioni di titoli realizzati tra il 1963 e 1968

- La ragazza che sapeva troppo (1962): questo film apre la strada al successivo cinema di

Argemto

- La frusta e il corpo (1963): ha come tema principale il sadomasochismo

Antonio Margheriti

Poetica:

Storia:

Opere principali:

- danza macabra (1963): esordisce con il nome di Anthony Dawson. In questo film lo

spettatore subito spinta di identificarsi nel protagonista che assiste impotente una serie di

delitti sempre più orribili morbosi. Il film ha l'atmosfera malsana morbosa dalla prima

all'ultima sequenza

- La vergine di Norimberga: tratta dell'orrore del nazismo.

- I lunghi capelli della morte (1964)

- Contronatura (1969)

Dario Argento

Poetica: la donna sarà l'oggetto del desiderio, la protagonista e la vittima per eccellenza. Nei primi

film viene paragonato a Hitchcock. I suoi film saranno concepite come perfette macchine narrative

lo spettatore coinvolto fin dalle prime immagini è chiamato ad assumere il punto di vista della

macchina da presa e anche quello dell'assassino. Argento anticipa la fortuna dello splatter

cinematografico e dei fumetti. I suoi film anticipano anche il cinema d'azione che porterà un'intera

generazione di registi americani a imporsi con immagini forti e violente sugli schermi di tutto il

mondo. Dalla fine degli anni 70 indagherà sulla magia nera, sulla parapsicologia, e sui fenomeni

extrasensoriali. Dagli anni 90 torna invece su racconti più classici.

Opere principali:

- l'uccello dalle piume di cristallo (1970): film d'esordio che non riscuoterà un particolare

interesse da parte della critica.

- Quattro mosche di velluto grigio (1971)

- profondo rosso (1975)

- Suspiria(1976)

- inferno (1980)

- tenebre (1982)

- La sindrome di Stendhal (1995)

- Il fantasma dell'opera (1999)

WESTERN

Sergio Leone

Poetica: il regista è affascinato d dei miti e dalla loro permeabilità in qualsiasi tipo di racconto. In

un primo tempo gli interessa scomporre il mito dell'eroe e della sua impresa per lasciar spazio a

suo piacere di raccontare smontare un meccanismo narrativo. Poi, fino a dopo il film, andrà alla

ricerca delle motivazioni profonde dei suoi personaggi, creerà personaggi che saranno sempre più

mossi da forti motivazioni ideali. Viene modificata da subito la prosodia, la sintassi narrativa e le

strutture temporali rispetto al western classico americano. In tutti i suoi film convivono più

dimensioni temporali. Rispetto al western classico nei suoi film si assiste a vere e proprie e cartoni

con spargimenti di sangue che invece venivano lasciati fuori scena.

Opere principali:

- per un pugno di dollari (1964): fino al basso costo interpretato da Clint Eastwood. Ispirato

da un film del 1961 di Kurosawa, si rivela uno dei maggiori successi internazionali del

cinema italiano di tutti i tempi.

- Per qualche dollaro in più

- il buono, il brutto, il cattivo

- C'era una volta il West

- giù la testa

- c'era una volta in America: in questo film è una summa delle sue concezioni, dei suoi amori

cinematografici e della sua visione della vita.

PADRI, FIGLI, NIPOTI (VISCONTI E SEGUACI)

Luchino Visconti

Poetica: nei suoi film l’immagine dispiega i propri poteri sinestetici e la propria capacità di

arricchire i poteri della parola. Visconti insegue un ideale di rigore formale. Ha come punti di

riferimento cinematografici Renoir. Ophuls, Sternberg, Ducicier. Ha una cultura impregnata di

forme e segni che confluiscono da tutte le arti. Manifesta un atteggiamento sprezzante nei

confronti degli autori degli anni 60.

Storia: dopo Rocco e i suoi fratelli Visconti inizia un ciclo di ricongiungimento con il romanzo

ottocentesco e con il mondo di appartenenza.

Opere principali:

- rocco e i suoi fratelli (1960): ultimo film a contatto con il monto popolare, e con cui mostra il

fenomeno dell’emigrazione interna da Sud al Nord

- Il lavoro (1962): parodizza Antonioni e l’alienazione

- Il gattopardo (1963): prova di potenza spettacolare, stile e capacità narrativa più

rappresentative della storia del cinema italiano. È un film monumento , la manifestazione

più alta della cultura viscontiana e della sua visione del mondo, un’opera a cui il cinema

continuirà ad ispirarsi per decenni.

- Senso (1954)

Franco Zeffirelli

Poetica: porta sullo schermo i classici del teatro shakespeariano, melodrammi o trascrizioni di

opere letterarie. Sembra non essere mai toccato dalle trasformazioni in atto

Storia: sviluppa una doppia carriera di regista lirico e cinematografo di successo.

Opere principali:

- Un thé con Mussolini (1999): film più riuscito dove ricostruisce un momento della propria

vita nella Firenze degli anni 30.

- Callas Forever (2002): film autobiografico che racconta l’ultimo anno di vita di Maria Callas.

Mauro Bolognini

Poetica: capacità di raccontare la storia dell’Italia unita attraverso eroi di diversa estrazione sociale

e trascrivendo opere letterarie. Nei confronti dei testi letterari ha sempre assunto un atteggiamento

umile, distaccato e spesso di servizio. Ha sempre focalizzato il suo sguardo sulle classi emergenti

che lottavano per uscire dall’anonimato in cui la storia li aveva oppressi per secoli, soprattutto ha

un fascino per le donne che iniziavano la loro ascesa sociale. È il regista che in modo più

sistematico e coerente ha cercato di raccontare i vari sistemi e la storia dell’Italia dopo

l’unificazione.

Storia: raggiunge il punto più alto della sua carriera negli anni 60, realizzando un gruppo di film

con grande qualità e varietà della soluzioni figurative. Lavora con il meglio delle forze creative e

professionali operanti in quegli anni

Opere principali:

- Il bell’Antonio (1960)

- La viaccia (1960)

- Senilità (1961)

- Agostino (1962)

- Metello (1969)

- Libera, amore mio! (1975)

Vittorio De Sica

Poetica: pone la macchina da presa al servizio dell’azione de gli attori, senza mai far sentire la

propria presenza. Non modifica il suo stile per adattarsi ai nuovi modelli narrativi. È spesso in

coppia con Zavattini.

Storia: forma il gruppo dei padri della commedia ancora nel pieno delle forze e ben integrati nella

fucina creativa. Lascia molti eredi.

Opere principali:

- Rose scarlatte (1940): esordio alla regia.

- Un garibaldino al convento

- Maddalena.. zero in condotta

- Teresa venerdì (1941)

- I bambini ci guardano

- Ladri di biciclette (1948): rende avventurosa e drammatica una storia all’apparenza

insignificante.

- Miracolo a milano (1951)

- Umberto D (1952)

- Scuscià (1946): ebbe un successo internazionale.

- La ciociara (1960)

- Il giudizio universale (1961)

- La riffa (1962)

- Ieri, oggi, domani (1963)

- Matrimonio all’italiana (1964)

Giuseppe De Santis

Poetica: crede nel cinama con fonte d’ispirazione, come linguaggio autonomo e come mezzo di

comprensione e trasformazione della realtà.

Storia: è un autore vittima della censura della politica e del mercato

Opere principali:

- Caccia tragica (1947): visioni d’insieme, racconto corale, movimenti ariosi e narrazione

epicizzante.

- Riso amaro (1949): ibridazione di codici del fotoromanzo e cultura popolare. Grande

attenzione al linguaggio del copro e al rapporto con il paesaggio.

- Roma ore 11 (1952): da questo film inizia l’ostracismo dei critici che lo accusano di

eccessiva ideologia.

- Italiani brava gente (1964)

Pasquale Squitteri

Poetica: è un regista d’azione, capace di disegnare l’ambiente della delinquenza organizzata del

Sud. Racconta un mondo che conosce e in cui si manifestano forme di degenerazione del tessuto

sociale e politico.

Opere principali:

- Io e Dio (1972): opera di esordio, film di forte denuncia civile

- Camorra (1972)

Renato Castellani

Poetica:

Storia: la sua carriera raggiunge un punto morto, ma negli anni 60 riprende quota grazie al

passaggio alla televisione e alla realizzazione di due memorabili biografie

Opere principali:

- Vira di Leonardo (1971)

- Giuseppe Verdi (1982)

Roberto Rossellini

Poetica: gusto per la sperimentazione che lo porta a rimettersi di continui in gioco. Passa dalla

zona grigia del fascismo all’antifascismo. Una fase della sua produzione è segnata dall’influenza di

Ingrid Bergmanm (solitudine individuale, vuoto esistenziale, silenzio di Dio).

Storia: abbandona poco a poco le storie per il cinema per esplorare le possibilità di costruire modi

nuovi di rappresentazione della storia, nuove misure e forme di racconto per immagini (con la

televisione).

Opere principali:

- La nave bianca (1942, un pilota ritorna (1942, l’uomo della croce (1943): 3 film di

propaganda, celebrazione della marina militare, aviazione e fanteria.

- Roma città aperta (1945)

- Paisa (1946)

- Germania anno zero (1947)

- Il cammino della speranza

- L’amore (1948)

- Francesco giullario di Dio

- La terra trema

- La paura

- Era notte a Roma (1961)

- Viva l’Italia (1961)

- La prise de pouvoir pr Loius XIV (1966)

- Gli atti degli apostoli (1969)

- Socrate (1970)

- Pascal (1971)

- CArtesius (1974)

- Anno Uno (1974)

Ermanno Olmi

Poetica: usa una maggiore affettività di Rossellini ed è capace di avvicinarsi ai personaggi ed

esplorarne e coglierne la storia decifrandone i segni dal volto. Il suo sguardo sa capire e

comunicare con forza i rapporti tra individuo e ambiente.

Storia: prima di esordire con regista ha alle spalle un decennio di attività documentaristica. È un

autodidatta che ha appreso da Rossellini la lezione dello sguardo sul mondo.

Opere principali:

- Il tempo si è fermato (1960): opera di esordio

- Il posto (1961)

- I fidanzati (1963): questi due film guardano agli effetti della trasformazione dell’Italia dopo il

boom economico

- E venne un uomo (1975): biografia di Giovanni XXIII

- I recuperanti (1974)

- L’albero degli zoccoli (1978): opera in cui memoria autobiografica e collettiva

contribuiscono alla realizzazione di un monumento alla civiltà contadina del cinema del

dopoguerra. Questo film diventa una dei maggiori successi internazionali del cinema

italiano di tutti i tempi, ma è anche oggetto di violente stroncature dalla critica di sinistra che

non accetta la morale sottomessa e passiva del proprio destino che emerge dal racconto.

Vittorio De Seta

Storia: è stato documentarista negli anni 50. È un racconto visivo, opera molto importante del

documentarismo cinematografico.

Opere principali:

- Banditi a Orgosolo (1961): opera di esordio

- Uomo a metà (1966)

- L’invitata (1970)

- Diario di un maestro (1972)

Fratelli Taviani (Paolo e Vittorio)

Poetica: nel loro cinema si ritrova cultura letteraria e modelli cinematografici basati sullo

straniamento brechtiano. I loro film mostrano la tensione stilistica e la fede nell’utopia , nel sogno di

un cambiamento e nell’avvento di nuove età di maggior eguaglianza sociale. Il loro cinema

raccoglie suggestioni cinematografiche e culturali da ogni parte.

Storia: i loro capolavori sono degli anni 80, questi film assumono un carattere più narrativo e un

andamento più epicizzante.

Opere principali:

- Un uomo da bruciare (1962): opera di esordio, ricostruzione della biografia del sindacalista

Salvatore Carnevale

- I sovversivi (1967)

- Sotto il segno dello scorpione(1969): ha un andamento polifonico, rende la massa

protagonista e mostra la difficoltà della parola nel cambiare la realtà.

- San Michele aveva un gallo (1971)

- Allonsanfàn (1974)

- Padre padrone (1977)

- La notte di San Lorenzo (1982)

- Kaos (1984)

- Good Morning Babilonia (1986)

- Fiorile (1992)

- La affinità elettive (1996)

- Tu ridi (1998)

- Anna Karentina (2000)

Valentino Orsini

Poetica: non è un regista rosselliniano, crede ancora che il cinema possa contribuire a modificare

la realtà.

Opere principali:

- I dannati della terra

- Corbari (1970)

- Uomini e no (1979)

- Figlio mio, infinitamente caro… (1984)

Giuliano Montaldo

Poetica: è un grande narratore che può passare con facilità dalla piccola alla grande storia.

Opere principali:

- Tiro al piccione (1970): opera memorabile per tensione morale e qualità dell’esito

drammaturgico.

- Gli occhiali d’oro (anni 80)

- Tempo di uccidere (anni 80)

Giuseppe Ferrara

Opere principali:

- Il sasso in bocca (1970): opera di esordio, prima di una serie di opere in cui raccoglie

documenti su eventi e figure che hanno segnato la storia nazionale.

- Faccia di spia (1975)

- Panaguilis Zei (1979)

- Cento giorni a Pelermo (1983)

- Il caso Moro (1986)

- Giovanni Falcone (1993)

- Segreto di stato (1994)

- Il caso Calvi (2001)

Lilliana Cavani

Poetica: le interessano le figure storiche per l’attualità del loro insegnamento, che offrono modelli

non violenti di contestazione degli ordini esistenti. Affronterà anche opere dove è la folla la

protagonista.

Storia: realizza importanti documentari e poi esordisce nel lungometraggio con Francesco

d’Assisi.

Opere principali:

- Il portiere di notte: film che è più influenzato dalla lezione viscontiana, storia di violenza

sadomasochistica.

- Pelle (1981)

- Interno Berlinese (1985)

Lina Wertmuller

Poetica: grande capacità di dominare gli stili e di passare dalla commedia al dramma sempre con

energia e carica passionale.

Opere principali:

- I basilischi (1963)

- Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972)

- Film d’amore e d’anarchia (1973)

- Travolti da un insolito destino in un azzurro mare d’agosto (1974)

- Pasqualino Settebellezze (1974)

- Io speriamo che me la cavo (1992)

Alberto Bevilacqua

Poetica: tenta di varcare le dimensioni oniriche

Opere principali:

- La califfa (1970)

- Questa specie d’amore (1971)

- Attenti al buffone (1975)

- Bosco d’amore (1981)

- La donna delle meraviglie (1985)

Damiano Damiani

Poetica: attività di documentarista e sceneggiatore. Prende spunto da storie di mafia e ha

interesse per la spettacolarizzazione della cronaca.

Storia: regista medio, capace di realizzare opere di successo e attento al pubblico. Tra anni 60-70

gira un film all’anno, 80-90 film cinema e televisione. Trae film da opere letterarie. Lavorato su

stereotipi siciliano e praticato tutti i generi. Da un certo momento in poi ha cercato di costruire

figure che difendono la propria identità e le proprie convinzioni.

Opere principali:

- Il rossetto (1960): poliziesco, opera di esordio.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher calime di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cinema italiano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Manzoli Giacomo.

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