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Regimi internazionali: Istituzioni e regole

Appunti di Regimi internazionali su Istituzioni e regole basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Galantini dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Regimi internazionali docente Prof. L. Galantini

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ESTRATTO DOCUMENTO

STATI STESSI

a. Negoziati = Procedimenti diplomatici pacifici per la risoluzione di una

controversia, condotti esclusivamente dagli stati stessi tramite le loro

diplomazie (Formula della conferenza bilaterale tra i soggetti interessati).

Mira a risolvere il contenzioso giuridico attraverso un accordo pacifico, sono

caratterizzati da :

̶̶ Segretezza̶̶No Terzi̶̶Assoluta parità giuridica tra stati̶̶

SOGGETTI SOVRANI TERZI

b. Buoni uffici = Iniziativa diplomatica di uno stato terzo che ha lo scopo di

avviare o riprendere i negoziati tra le parti. (Spesso c è già stato un tentativo

di conciliazione diplomatica ma è fallita).

Non entra nel merito del contenzioso è più di carattere procedurale e non

propone delle vere e proprie soluzioni.

c. Mediazione = Propone alle parti in lite delle risoluzioni avviando un tavolo

per le discussioni, lo stato terzo non si limita al contatto ma sottopone agli

organi di governo delle proposte da far approvare.

d. Conciliazione = Sono le parti in lite che scelgono a chi rivolgersi per la

risoluzione di una problematica. Uno stato/organo viene investito con questa

carica. Viene steso un report dopo un attività d indagine contenente una o

più proposte di soluzione che non hanno carattere vincolante, avranno pero ,

sulla base della procedura con cui le parti hanno deciso di attribuire ad un

terzo il ruolo di conciliatore, maggiore o minore rilevanza.

e. Inchiesta = si crea una commissione d inchiesta che va a stabilire/

accertare lo status quo della controversia ̶> le parti in contenzioso non

hanno nemmeno una base comune sulla quale valutarlo, non viene richiesto

alla commissione una soluzione ma solo l individuazione dell oggetto del

contenzioso di fatto

(Es: confine tra Cile e Argentina, di quanto è il confine, quali zone? )

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PROCEDIMENTI di risoluzione delle controversie

ARBITRARI E GIUDIZIARI

Elementi comuni ai due procedimenti:

- Si distinguono da quelli diplomatici perchè conducono le parti in lite ad una

soluzione vincolante ed obbligatoria per gli stessi e passibile di sanzione ove

non rispettata.

- In questi procedimenti ci sono tutti gli elementi normativi tipici della

funzione giudiziaria di ogni ordinamento normativo, sono, rispetto a quelli

diplomatici, dei processi disciplinati dalla corte e dai giudici.

Elementi obbligatori :

- A. Decisione o Arbitrato (fondato su considerazioni giuridiche e norme di diritto

internazionale diverso dai procedimenti diplomatici perchè ai fini della

risoluzione della controversia ci si baserà solo sulle norme di legge e non su

interessi geopolitici.)

- B. Presenza di un organo di giudizio indipendente e neutrale

- C. Garanzia del contraddittorio, ovvero le parti devono sempre avere il diritto di

far valere le proprie ragioni (prove, elementi..)

- D. Eguaglianza formale tra stati

DIFFERENZA TRA ARBITRALE E GIUDIZIALE

Entrambi sono due procedimenti che si esprimono tramite processo, caratterizzate dai 4

elementi precedenti.

̶> Il procedimento Arbitrale non è istituzionalizzato mentre il processo giudiziale è

istituzionalizzato.

Se il procedimento è istituzionalizzato significa che viene svolto e garantito da organi

giuridici internazionali pre-costituiti ed esistenti prima della causa, è permanente e svolge la

sua attività secondo regole procedurali pre stabilite.

GIUDIZIALE

Procedimento che giudica una controversia internazionale che pero ha delle

caratteristiche precise perchè nel processo di questo tipo il soggetto terzo

chiamato ad emettere la sentenza è :

- Un tribunale pre costituito al contenzioso.

- Permanentemente in vigore.

Non sono le parti a definire il procedimento decisionale è la corte stessa a

decidere (è la forma di neutralità più alta).

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ARBITRALE

̶> Il procedimento Arbitrale non si svolge in corti permanenti e viene

costituito in occasione della soluzione.

̶> se i crimini di guerra, contro l umanità, pace, genocidio..c è un eccezione

che prevede la creazione di tribunali ad hoc (intervento spontaneo).

Il procedimento Arbitrale è un procedimento atto a risolvere una controversia

di tipo internazionale caratterizzata dall intervento di un soggetto di diritto

internazionale terzo che sia scelto dalle parti in contenzioso e chiamato ad

emettere una sentenza con effetto vincolante : il LODO ARBITRALE

x. Obbligatorietà della sentenza (no compromesso come nei procedimenti

diplomatici)

x. Libera scelta delle parti per la composizione dell organo giudiziario

arbitrale, non è permanente e con regole definite, viene costituito sulla base

della libera scelta; con un trattato identificano la parte o con la clausola

compromissoria stipulata precedentemente : un articolo del trattato

sottoscritto che impegna gli stati firmatari, laddove insorga una controversia

sulle materie del trattato, a sottoporre ad arbitrato il contenzioso stesso

(materia economica, geografica, commercio)

x. Trattato generale di arbitrato è un trattato con cui gli stati,

preliminarmente all insorgenza del contenzioso, stabiliscono in caso di

contenziosi che verranno risolti attraverso il ricorso al processo arbitrale.

x. SVOLGIMENTO del procedimento

- Costituito da un collegio giudicante composto da un numero dispari di

giudici 3/5 in modo da garantire sempre una maggioranza e quindi una

sentenza. Sono gli stati in contenzioso a decidere la struttura della corte

arbitraria, almeno uno dei giudici deve appartenere a una delle nazioni in

contenzioso.

- La procedura decisionale è già definita nell atto di stesura del trattato

( accordo). La sentenza ha efficacia di giudicato, significa che è una sentenza

definitiva e non più appellabile, vi è solo un caso eccezionale di revisione se

ci sono scoperte successive alla sentenza di fatti nuovi che sono decisivi.

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TRIBUNALI INTERNAZIONALI PIÙ

IMPORTANTI

1. Corte internazionale di giustizia

Ha una competenza generale, si estende su tutte le attività trattate dalle

nazioni unite, NON si pronuncia su diritti umani o su crimini penali

perchè si pronuncia attraverso tribunali specifici costituiti ad hoc.

(navigazione, commercio, sviluppo, università, sanità, educazione, famiglia

sono i suoi campi )

2. Corte di giustizia dei diritti dell uomo

Organo del consiglio d Europa che si pronuncia sui diritti dell uomo in

riferimento ai paesi membri.

3. Corte africana

4. Tribunali ad Hoc costituiti

Creati in caso di violazione dei diritti umani e per crimini umani

internazionali, la corte internazionale NON è competente ma si affida a:

- Tribunale dell Aia per i crimini commessi in Jugoslavia- Tribunale per i

crimini commessi in Ruanda e Burundi per il genocidio di un milione di

cittadini Bunto- Corte penale internazionale per la Sierra Leone per la

riduzione in schiavitù dei minorenni a scopo militare.

5. Corte penale internazionale

Primo tribunale penale permanente che si occupa di crimini penali

internazionali :

15 membri fissi di diverse nazionalità di cui 5 sono sempre appartenenti agli stati

permanenti del consiglio di sicurezza, 9 anni di durata e imparzialità del giudizio, garantito

dal fatto che non possono più svolgere nessun altra attività.

- Competenza consultiva ̶> È chiamata ad emettere pareri su qualsiasi

questione giuridica di diritto internazionale che le sia sottoposta dai

membri delle nazioni unite, si traduce in pareri non vincolanti ma che

hanno comunque un ruolo di soft diplomacy perchè stabiliscono un

precedente rispetto ad una determinata materia.

- Competenza giudiziaria vincolante ̶> Per risolvere la controversia si

svolge un processo giudiziale, la sentenza è obbligatoria e definitiva, non

può essere appellata. Pagina 21 di 40

Chi ha il diritto di ricorrere alla corte per ottenere giustizia:

SOLO GLI STATI.

Deve esserci:

1. LA CONTROVERSIA GIURIDICA

2. ESISTENZA DI UN TITOLO DI GIURISDIZIONE

(manifestazione espressa delle parti a voler sottoporre la questione alla corte)

che può essere:

i. Un compromesso/accordo delle parti per sottoporre la controversia.

ii. Una clausola facoltativa di giurisdizione obbligatoria(paesi che hanno

sottoscritto il trattato, trovano tra le clausole questa che, come quella nei

trattati, li vincola a sottoporre il contenzioso solo alla corte di giustizia.

iii. Accettazione della competenza della corte in forma tacita: se una parte

viene coinvolta in un contenzioso ma non ha mai manifestato la propria

volontà di rivolgersi alla corte e, a seguito delle iniziative della controparte,

questa parte a sua volta partecipa e si costituisce davanti alla corte anche

senza aver espresso precedentemente, sorge automaticamente l accettazione.

̶ Il procedimento è avviato tramite notifica.

̶ La corte di giustizia si esprime tramite sentenza che deve essere :

MOTIVATA riporta le decisioni dei giudici.

INDICARE IL VOTO DEI GIUDICI minoranze, maggioranze o unanimità

DEFINITIVA E INAPPELLABILE ha valore di giudicato fa stato

VINCOLANTE PER LE PARTI in causa

OBBLIGATORIA devono rispettarne la validità.

La sentenza ha ora efficacia.

INADEMPIMENTO DELLA SENTENZA : Lo stato viene chiamato per imporre

in modo coercitivo la sentenza in oggetto.

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DISCIPLINA NORMATIVA DELLA FORZA

NELL’AMBITO INTERNAZIONALE

Premessa:

Il Divieto dell uso della forza armata è previsto negli articoli principali dello statuto

dell Onu, la guerra non è uno strumento riconosciuto dalla comunità internazionale.

La disciplina dell uso della forza militare si è sviluppata andando gradualmente ad eliminare

e codificare i pochi casi (Responsability to protect è uno di quei casi).

Per poter comprendere e applicare le norme che legittimano l uso della forza armata,

dobbiamo prima conoscere la casistica che contempla le violazioni al diritto internazionale.

Il ricorso all uso della forza armata è ammesso ma è regolamentato dalla

Risoluzione 3314 delle Nazioni Unite che stabilisce cosa significa aggressione

e giustifica una reazione militare armata :

̶> Invasione o attacco di un territorio di uno stato da parte delle forze

armate di un altro stato o un occupazione, anche temporanea, di un altro

stato.

(Last : Iraq-Qwait, Saddam invade il Qwait nel 1991)

̶> Bombardamento o utilizzo di armi contro il territorio di un altro stato.

(Last : Kim-Jong-Un ha lanciato un missile nel mare giapponese, se il

presidente Akihito avesse voluto, avrebbe potuto far valere il diritto di difesa

in caso di aggressione).

̶> Blocco navale dei porti o delle coste di uno stato.

(Nella prima guerra mondiale il blocco navale è stato centrale nel chiudere

l accesso alle coste Germaniche, soffrirono la carestia sia gli stati coinvolti sia

gli stati neutrali)

̶> Attacco alle forze armate di uno stato o ad una base armata.

̶> Utilizzo delle forze armate stanziate in uno stato, con il loro consenso e

quello dello stato ospitante, per aggredire un terzo stato.

̶>Utilizzo da parte di uno stato di bande armate irregolari al fine di

occupare un altro stato.

Distinzione tra forza internazionale ovvero la violenza bellica di qualsiasi tipo a patto che implichi

operazioni militari e forza interna che indica il potere del governo esplicato sugli individui.

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La minaccia dell uso della forza armata nei confronti di un altro stato o di un

popolo è considerata una violazione:

- L acquisto di una porzione di territorio in seguito alla minaccia non viene

riconosciuto.

- L uso della forza armata in funzione preventiva è vietato.

- L uso della forza contro una aggressione armata di carattere indiretto, non

è ammessa, l eventuale assistenza data a gruppi in lotta contro lo stato non

legittima l uso della forza.

- Il ricorso alla rappresaglia armata, non è vietata indiscriminatamente MA

se è diretta, generalizzata e viola norme precise.

I casi che ammettono LA MINACCIA dell uso della forza armata sono previsti nello statuto

Onu art. 6/7 (L intervento armato può essere legittimato solo al fine del perseguimento

della Pace, Sicurezza internazionale, Diritti Umani ). ̶> Articolo 24 dello

statuto delle nazioni

unite :

Il consiglio di sicurezza

ha il dovere e la

responsabilità di

garantire la pace e la

sicurezza.

Capitolo 7 dello statuto ONU agli aricoli 39/40/41/42 stabilisce i

provvedimenti a disposizione del consiglio:

- Misure di accertamento

- Misure provvisorie

- Misure non implicanti l uso della forza

- Misure implicanti l uso della forza

Pagina 24 di 40 ̶> Articolo 39 base che

stabilisce l accertamento.

Il consiglio può poi invitare le

parti a rispettare le misure

provvisorie stabilite.

(Minaccia di aggressione,

osservatori ONU verificano lo

spostamento di sfollati con

armi nei centri abitati e nei

confini, stabiliscono una

soluzione provvisoria).

Articolo 41, se di fronte alle

raccomandazioni, gli stati

rimangono inerti si può

decidere di optare per decisioni

che non prevedono l uso della

forza ma sono comunque

VINCOLANTI :

- Sanzioni economiche

(embargo economico che, anche

se è equiparato all uso della

forza armata, è lecito)

- Divieto di traffico aereo

- Blocco navale

- Condanna morale

(attribuisce una responsabilità

penale è presupposto giuridico

per l istituzione di un tribunale

ad Hoc).

Se queste soluzioni non funzionano, l articolo 42 stabilisce che si

intraprendano azioni di POLIZIA INTERNAZIONALE, non guerra, ma atti

qualificati come legittimi al fine di ripristinare la pace o mantenerla sulla

base di accordi pregressi, tramite forze armate.

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Chi interviene se è necessario?

La normativa dello statuto Onu 47 stabilisce che gli stati membri, che fanno

parte delle nazioni unite, hanno l obbligo di mettere a disposizione le forze

armate necessarie all azione per la creazione di una forza armata

internazionale sotto l autorità diretta del consiglio di sicurezza attraverso

la creazione di uno stato maggiore autonomo alle dirette dipendenze del

consiglio di sicurezza.

̶> Mai attuato, non abbiamo un esercito formato dai singoli paesi membri al

diretto comando di un organismo autonomo perchè gli stati non sono disposti

a cedere parte della loro sovranità (Forze militari, armamenti, intelligence,

tecnologie).

La soluzione del consiglio di sicurezza transita attraverso lo strumento della

delega dell uso della forza (armata) agli stati membri delle nazioni unite.

Con la delega si attribuisce ai membri delle nazioni unite, che sono tenuti a

rispettare lo statuto, il controllo politico-militare e decisionale sull attuazione

di politiche di peace keeping ed enforcement. Giuridicamente la delega non è

del tutto limpida, spesso durante le missioni si sono scoperti interessi, manca

una norma che disciplini.

Le deleghe si occupano anche di R2P, risoluzione 377 dell assemblea

generale è una risoluzione controversa che ha aperto una forte disputa

diplomatica tra consiglio di sicurezza e assemblea generale :

-Uniting for Peace-

Stabilisce che, se il Consiglio di sicurezza, in mancanza di unanimità dei

membri permanenti, non dovesse adempiere al suo compito primario di

mantenere la pace e la sicurezza internazionali, qualora si profilasse una

qualsiasi minaccia per la pace, violazione della pace o atto di aggressione,

l'Assemblea generale dovrà occuparsi immediatamente della questione e

indirizzare le opportune raccomandazioni ai Membri per deliberare misure

collettive da adottare, incluso, se necessario, nel caso di una violazione della

pace o di atti di aggressione, l'uso di forze armate, per mantenere o

ripristinare la pace e la sicurezza internazionali.

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Difesa o attacco?

Articolo 51 ribadisce il diritto naturale alla autodifesa/difesa di qualsiasi

stato in forma autonoma o collettiva.

Nessuna disposizione del presente Statuto pregiudica il diritto naturale di

autotutela individuale o collettiva, nel caso che abbia luogo un attacco

armato contro un Membro delle Nazioni Unite, fintantoché il Consiglio di

Sicurezza non abbia preso le misure necessarie per mantenere la pace e la

sicurezza internazionale. Le misure prese da Membri nell'esercizio di questo

diritto di autotutela sono immediatamente portate a conoscenza del Consiglio

di Sicurezza e non pregiudicano in alcun modo il potere e il compito

spettanti, secondo il presente Statuto, al Consiglio di Sicurezza, di

intraprendere in qualsiasi momento quell'azione che esso ritenga necessaria

per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionale.

LEGITTIMA DIFESA E TERRORISMO -problema-

Il terrorismo difficilmente è riconducibile ad uno stato sovrano, si tratta di

organizzazioni che non hanno personalità giuridica e non possono quindi

essere incriminate.

(99 Decisione dell amministrazione Bush, Convenzione di New York)

Nega l accesso e l attacco alle basi terroristiche fatta eccezione per il

riconoscimento palese della responsabilità, non prevenendo o intervenendo

(se gli stati non hanno intrapreso nessuna azione, Pakistan ospita bande

terroristiche, Sudan, Libia..)

Il diritto internazionale esclude la legittima difesa preventiva, dev essere solo

una risposta ad un attacco in atto e non minacciato (soglia del rischio di

guerra molto alta).

Intervento militare richiesto ad uno stato

Riconosciuto se effettuato su richiesta e con il consenso dello stato aggredito,

attivazione dei canali diplomatici (Yemen in crisi civile per la sua democrazia,

ha chiesto l intervento dell Arabia Saudita).

Intervento a protezione dei cittadini all estero

Prevede l ipotesi che uno stato intervenga militarmente nel territorio di un

altro stato senza la necessità di consenso e con le proprie forze armate per

salvare cittadini di cui sono a rischio i diritti fondamentali come la vita.

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Il caso più importante è la R2P (1950), se si verificano gravi violazioni dei

diritti umani insieme alla mancanza di effettività nell esercizio della sovranità

dello stato, si affermerebbe una responsabilità da parte dell Assemblea

Generale al fine di porre termine a tali violazioni, (non è una norma ma solo

una giustifica)

Affiancato all assemblea c è il Diritto Umanitario che prevede il dovere di

ogni stato di garantire la protezione dei diritti fondamentali dei propri

cittadini, riconosciuto nella sovranità effettiva (esecutiva, giudiziaria,

legislativa..).

Nel momento in cui, uno stato fallito non è più in grado di garantire i diritti

fondamentali e l assemblea generale riconosce la presenza di una grave

violazione, si interviene

Tutela dei diritti umani (violati in tempo di guerra)

Il diritto internazionale umanitario è una branca del diritto internazionale

pubblico che contiene la disciplina delle regole che mirano a proteggere i

diritti fondamentali della persona in tempo di conflitto armato.

Nasce all incirca nel 1860, perchè non esistevano le organizzazioni, con la progressiva affermazione

delle nazioni unite si creano un insieme di codici al fine di proteggere i diritti umani (le prime sono a

Ginevra con la Croce Rossa durante le guerre risorgimentali dell 800).

Parte dallo Ius ad bellum ̶> Principio di diritto alla guerra, sotto il profilo

giuridico era ancora un mezzo legittimo e quindi ci si preoccupa prima di

comprimere, limitare e disciplinare sempre di più le azioni militari e poi

anche di eliminare sempre di più in un evento bellico i danni e le violazioni

alla persona.

Si individuano i soggetti legittimati a compiere azioni armate, i sistemi

d arma, i criteri bellici e la conduzione del conflitto (es: non posso condurre azioni

militari in centri abitati se prima non ho provveduto mettere in sicurezza la popolazione

civile, tutela degli edifici/luoghi di particolare importanza culturale e umana, ciò che non è

oggetto di contesa militare).

Protezione da assicurare alle vittime della guerra, siano essi:

a. Combattenti che non sono più in grado di tenere le armi, feriti,

prigionieri, disertori.

b. La popolazione civile.

c. Combattenti che non sono classificati (mercenari ecc..)

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Fonti per la disciplina del diritto umanitario:

Dopo le guerre napoleoniche e le guerre risorgimentali apparirono delle convenzioni tra

stati nazionali, in particolare pero con la convenzione della Croce Rossa (Ora osservatore e

delegato per monitoraggio, controllo e rispetto delle norme di diritto internazionale)

< 1864 Convenzione di Ginevra per la tutela dei militari feriti in

campagna di guerra

< 1868 Convenzione di S. Pietroburgo si proibisce l uso dei proiettili

deformanti in campagna di guerra (cioè con un bossolo e un proietto che era

inciso di modo che si aprisse all impatto provocando una serie di ferite

impossibili da guarire)

< 1899 Convenzione dell Aia con la convenzione sulle guerre marittime

< 1925 Convenzione di Ginevra che proibiva l uso di armi asfissianti

batteriologiche o chimiche (tutt ora i militari hanno arsenali ben forniti)

< 1949, quattro convenzioni di Ginevra e protocolli aggiuntivi del 1977-

2004 che sono ad oggi il pilastro normativo per la tutela dei diritti umani.

Convenzioni di Ginevra disciplinano:

- Tutela le condizioni dei militari feriti e malati in campagna di guerra

- Tutela dei militari feriti, malati e naufragati nelle guerre marittime

- Tutela dei diritti umani dei militari prigionieri di guerra (tortura)

- Tutela dei diritti umani della popolazione civile in tempo di guerra

< 1954 Convenzione dell AIA sulla tutela dei beni culturali e dei

monumenti

Protocolli aggiuntivi 1/2

̶> Ampliamento dei limiti alla condotta militare armata di guerra in luoghi

civili.

̶> Distinzione tra conflitto armato internazionale si appiana, l estensione

della tutela dei diritti della popolazione civile arriva anche ai conflitti

nazionali. Pagina 29 di 40

< 1980 Convenzione sulle armi che possono causare danni indiscriminati,

utilizzo di sistemi d arma convenzionali

< 1996 Convenzione di Ottawa con la messa al bando della produzione e

stoccaggio delle mine anti uomo che sono

ancora in Afghanistan, Bosnia, Serbia,

Cambogia..

< Convenzione 1945 che stabilisce la

creazione della corte penale

internazionale, permanente, non ancora

ratificata dalla Cina, Stati uniti..

Prima delle convenzioni di Ginevra del 1949 la tutela dei diritti della persona

e del militare era esclusivamente di competenza dello stato di appartenenza,

prima si era assoggettati ad un atto bilaterale con un un protocollo

concordato di trattamento dei reciproci eserciti.

Dalla stipulazione del trattato si vincolano gli stati alla garanzia dei diritti

fondamentali dei militari in caso di guerra.

Questo trattato contiene una clausola: Maertens (dal nome del diplomatico

che l ha redatta), è un principio di diritto internazionale consuetudinario,

viene messa in pratica dagli stati prima ancora delle convenzioni del 49 e ha

valore ancora oggi.

Norma di chiusura in tutti i casi non compresi nelle norme adottate dalle

convenzioni allora presenti in campo di tutela dei diritti in tempo di guerra, la

popolazione civile e i militari restano sotto la tutela dei principi generali del

diritto naturale/consuetudinario delle genti.

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Soggetti beneficiari della convenzione di Ginevra del 1949:

Combattenti

= Membri delle forze armate regolari di uno stato individuabili per

l uniforme, la catena di comando e controllo.

= Membri di forze armate paramilitari (non regolari), milizie volontarie che

siano riconoscibili tramite una catena di comando e controllo, utilizzo di

distintivi specifici, uso aperto delle armi (non terroristico), rispetto delle leggi

di guerra nella conduzione delle operazioni militari (ius in bello).

- Protocolli aggiuntivi del 77 introducono che non è più necessario, ai fini

della qualifica di combattente legittimo, che i membri siano riconosciuti

ufficialmente dal governo avversario.

- Nell ambito dei combattenti legittimi rientra anche la categoria dei

combattenti non combattenti coloro che soccorrono i feriti, i reparti

logistici dietro le linee..

Combattenti illegittimi

= non hanno un ruolo riconosciuto e non godono della protezione delle

norme di Ginevra in quanto combattenti ma vengono tutelati in riferimento

alla normativa sui civili 4 (i mercenari, le spie..)

- Diritti garantiti ai soggetti : diritto alla cura, a non essere soggetti a

violenza fisica, a non essere lasciati alla mercè della popolazione. (gli

ospedali da campo e gli edifici primari non possono essere soggetti ad

attacco).

- Terza convenzione di Ginevra ̶> prigionieri che nel corso di un conflitto

armato cadono nelle mani di un avversario, godono delle tutele ̶> non

possono essere derubati dei loro averi, torturati, non hanno l obbligo di

fornire il loro status di militare se non la matricola e il grado, hanno il

diritto di essere internati in campi di detenzione che devono essere distanti

dalle zone di conflitto, devono essere alimentati e curati, non sono tenuti a

svolgere attività lavorativa di carattere militare (quella produttiva si), hanno

diritto alla piena tutela giuridica.

Popolazione civile

= la popolazione civile che si trova in un territorio che viene ad essere

occupato dalle forze armate, ha diritto al rispetto delle proprie convinzioni,

credo e religioni, non può essere discriminata. Ha diritto a pari trattamento

senza distinzione di sesso, età; non può essere utilizzata per scopi militari,

per occultamento di scopi militari (strumentalmente), non può essere oggetto

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di ostaggio e rappresaglia. Ha il diritto di mantenere i contatti con i propri

familiari tramite la croce rossa.

Sgombero della popolazione civile tramite accordi

Transito di alimenti di prima sussistenza e medicinali

Obbligo di garantire l assistenza agli orfaniRappresaglia

- La coercizione nei confronti del nemico per obbligarlo a rispettare lo ius in

bello è contemplata, scatta se quest ultimo viola le regole normative della

guerra ̶> ritorsione nei confronti del nemico che pero è strettamente

codificata.

- È vietata qualsiasi tipo di rappresaglia nei confronti dei civili, personale

sanitario, naufraghi, feriti, prigionieri..solo per le forze nemiche e solo

applicata con un criterio di proporzionalità

- Divieto assoluto di saccheggio e distruzione dei beni culturali, monumenti,

biblioteche

- Secondo l articolo 1 del protocollo aggiuntivo il conflitto non internazionale

(conflitto etnico, civile..) è un conflitto che si svolge sul territorio di un

unico stato o tra forze armate e dissidenti o tra forze armate e gruppi

organizzati in grado di avere il controllo su una parte di territorio.

Le 4 convenzioni di Ginevra contengono un articolo comune a tutte, l articolo

3 (letteralmente identico) basato sulla clausola Maertens mirata a garantire la

tutela più ampia possibile anche nel caso in cui le casistiche non siano

disciplinate ̶> stabilisce che nel caso in cui un conflitto non presenti un

carattere internazionale le parti contraenti sono vincolate e tenute ad

osservare alcuni principi di diritto consuetudinario :

- Tutti i soggetti che non partecipano all ostilità devono essere sempre

trattati con rispetto indipendentemente dal loro credo, etnia.. e sono

vietate durante il conflitto le violenze contro la vita dei non combattenti,

violenze contro l integrità corporale, le mutilazioni, le torture, i supplizi..

- I feriti devono sempre essere curati, il comitato della croce rossa è titolare

del diritto di iniziativa che le permette di intervenire sul territorio al fine di

garantire monitoraggio vigilanza e assistenza.

- Il primo protocollo limita ulteriormente i metodi e i mezzi di guerra, le

operazioni militari, lo status dei combattenti, i rapporti tra le forze armate e

la rappresaglia. Pagina 32 di 40

- Ha introdotto l obbligo per le parti di assicurare gli approvvigionamenti

necessari per la popolazione civile e l obbligo delle parti in lotta ad

accettare il soccorso umanitario attivato dalla comunità internazionale.

- Il comitato internazionale della croce rossa è responsabile della

registrazione e riconoscimento dei prigionieri di guerra (di solito vengono

occultati) responsabile delle missive, atti di decesso nel corso dei conflitti.

- La quarta convenzione relativa alla popolazione civile, già introduceva il

principio del non respingimento dei non rifugiati, ovvero di coloro che

fuggono e non possono essere tutelati dal proprio stato di appartenenza.

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CRIMINI PENALI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE

Crimini penali contro i diritti umani sono gli unici crimini umani riconosciuti a livello

internazionale, per gli altri casi interni ci si rivolge alla legge interna.

Sono oggetto di disciplina del diritto penale internazionale e quindi di sanzioni in quanto,

ancora una volta, trovano giustificazione nell art.1: vanno a minacciare la sicurezza, la pace

e i diritti umani internazionali.

I crimini commessi durante la seconda guerra mondiale dai militari e dal personale giudicati

a Norimberga e Tokyo hanno dato il via ad un opera di codificazione dei crimini

internazionali che è sfociato nel 1966 con il trattato che promulga il codice dei crimini

contro la pace e la sicurezza dell umanità ̶> raccoglie i crimini penali internazionali che

possono essere perseguiti dalla comunità a causa della loro gravità.

I crimini previsti sono :

i. Crimini di guerra ̶> (Corte di Roma è l unica corte permanente che

giudica le gravi violazioni delle convenzioni di Ginevra - Ius in bello

(bombardare strutture militari dopo che si sono arrese, svolgere azioni

militari in zone civili, utilizzazione di strumenti militari proibiti dalle

convenzioni, utilizzo di immobili civili protetti, riduzione in schiavitù

militare, uso di mine anti-uomo).

ii. Crimini contro l umanità ̶> Sterminio, massacro, riduzione in schiavitù,

deportazione, tortura, stupro, schiavitù sessuale, prostituzione sessuale,

sterilizzazione forzata, gravidanza forzata, apartheid, persecuzione per

ragioni linguistiche/religiose.

iii. Crimini contro la pace ̶> Un azione classificata come aggressione .

iv. Genocidio ̶> Crimini contro un determinato gruppo etnico

Strumenti a disposizione :

- Il primo soggetto è il tribunale del paese nel quale è avvenuto il crimine, se questo si

rivela incapace, il consiglio di sicurezza ne predisporrà uno.

- In accordo con le Nazioni Unite e gli stati coinvolti si costituisce un tribunale penale ad

Hoc per la valutazione dei crimini. (Casi di costituzione : Tribunale speciale indipendente

in Sierra Leone e Liberia, in pieno accordo con il governo, il primo caso di denuncia per

la riduzione in schiavitù dei bambini).

- Corte penale internazionale: frutto dei trattati a Roma che non è delle Nazioni Unite ma è

sorta perchè la maggior parte dei paesi hanno voluto promuovere la permanenza di un

tribunale, giudica solo gli stati firmatari mentre i Global Players non hanno firmato.

- Giurisdizione internazionale universale :Qualsiasi tribunale di qualsiasi stato avrebbe la

competenza a processare qualsiasi imputato di un crimine penale internazionale.

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Tutela dei diritti umani, La dichiarazione universale dei


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Mariaff

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10 mesi fa


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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze linguistiche per le relazioni internazionali
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mariaff di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Regimi internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Galantini Luca.

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