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Il capitale e il reddito nelle loro mutue relazioni

Capitale e reddito

Il capitale, inteso come stock di ricchezza, al momento della nascita dell’impresa ha un valore preciso oggettivo ma, quando viene investito, è costituito da una serie di beni materiali e immateriali. Alla fine di un periodo, il valore potrà essere solo stimato; il reddito può essere inteso come flusso di nuova ricchezza riferito ad un determinato arco di tempo ed è incorporato nel capitale essendo l'incremento che proprio il capitale subisce per effetto della gestione. Infatti, queste due grandezze sono interdipendenti.

Configurazioni del capitale

Il capitale può assumere diverse e numerose configurazioni che si differenziano per:

  • Gli elementi che lo costituiscono, quindi può essere configurato come:
    • Capitale di funzionamento formato da tutti gli investimenti in attesa di realizzo e gli elementi attivi; scomponendolo possiamo determinare:
    • Capitale fisso formato dalle immobilizzazioni, cioè dalle attività a lungo rigiro.
    • Capitale circolante formato dalle attività a rapido rigiro: lordo considerando solo le attività, netto sottraendo i soli debiti commerciali.
    • Capitale netto o capitale proprio espresso dalla differenza tra le attività e le passività.
    • Capitale investito netto, che coincide col fabbisogno finanziario, ottenuto sottraendo al capitale di funzionamento i soli debiti commerciali, o aggiungendo al capitale proprio i debiti finanziari.
  • I criteri con i quali si determinano gli elementi del capitale e per i diversi fini, quindi per:
    • Determinare il reddito di un periodo configurandolo come capitale di bilancio in quanto esso risulta dal bilancio d’esercizio.
    • Conoscere l’esito di una possibile liquidazione configurandolo come capitale di liquidazione ottenibile da una previsione di incassi delle attività e pagamenti delle passività.
    • Conoscere il valore dell’impresa configurandolo come capitale economico.
    • Conoscere il possibile prezzo di vendita dell’impresa ottenendo il valore di scambio del capitale.

Determinazione del reddito d’esercizio

Il reddito d’esercizio può essere determinato in modo sintetico mediante la differenza tra capitale netto iniziale e finale, o in modo analitico mediante la differenza tra ricavi e costi di competenza più il valore di tutte le rimanenze.

Caratteristiche del reddito

Il reddito è una misura non oggettiva ma convenzionale, in quanto esso ingloba al suo interno dati frutto di previsioni di possibili andamenti futuri.

Competenza di costi e ricavi

Il problema della competenza di costi e ricavi può essere risolto attraverso due impostazioni: una dice che bisogna prima fissare lo scopo per cui si vuole determinare il reddito e dopo i criteri più opportuni; l’altra invece consiglia di scegliere una serie di criteri più frequentemente adottati con i quali si possano ottenere informazioni di maggior rilievo in modo che i redditi di più esercizi, determinati con gli stessi criteri, siano paragonabili nel tempo e nello spazio.

Il bilancio d'esercizio

Scopo del bilancio

Il bilancio d'esercizio viene redatto sia per un fine conoscitivo nei confronti di soggetti interni all'impresa, come soci di maggioranza e amministratori che guidano l'impresa, sia per un fine informativo verso soggetti esterni all'impresa quali finanziatori, fornitori, piccoli azionisti che sono interessati a conoscere l'andamento dell'impresa. Proprio per tutelare questa seconda categoria, sia la normativa contabile nazionale, che i principi contabili nazionali formulati dall'organismo privato OIC e internazionali per le imprese più grandi e diffuse, impongono dei principi e dei criteri da rispettare per la valutazione delle singoli voci di bilancio e per la redazione dello stesso.

Principi contabili internazionali

I principi contabili internazionali IAS e IFRS devono obbligatoriamente essere adottati da società quotate e con strumenti finanziari diffusi, dalle banche e dagli enti vigilati, e dalle assicurazioni per il solo bilancio consolidato, mentre per quelle da queste controllate, ad esclusione di quelle che possono redigere il bilancio in forma abbreviata, l'uso è facoltativo.

Reddito imponibile

Il bilancio è anche la fonte di partenza per la determinazione del reddito imponibile su cui applicare le imposte, ma la normativa fiscale che lo tratta è assai diversa rispetto alla normativa civile e tende ad eliminare le incertezze in favore di valore il più possibile precisi.

Contenuto del bilancio d’esercizio

Descrizione del bilancio

Il bilancio d’esercizio descrive il patrimonio aziendale costituito dalle risorse di cui l’impresa si avvale di natura sia monetaria che non monetaria, il reddito d’esercizio quindi l’aumento o la diminuzione del capitale proprio per effetto della gestione e i flussi finanziari prodotti o assorbiti. Comprende, secondo l’art. 2423 c.c. in riferimento al bilancio destinato alla pubblicazione:

  • Lo Stato Patrimoniale che accoglie attiva, passività e patrimonio netto e descritto dall’art. 2424 c.c.
  • Il Conto Economico che accoglie costi e ricavi di competenza descritto dall’art. 2425 c.c.
  • Il Rendiconto Finanziario che descrive come si sono generati i flussi finanziari e descritto dall’art 2425.3 c.c.
  • La Nota Integrativa descritta dall’art. 2427 che fornisce le indicazioni sui criteri utilizzati per valutare le poste di bilancio.
  • Ulteriori documenti: la Relazione sulla gestione, la Relazione del Collegio Sindacale e la Relazione del revisore legale dei conti.

Normativa sul bilancio

  • Per quanto riguarda la normativa sul bilancio destinato alla pubblicazione, esistono le norme del Codice Civile e i Principi Contabili emanati dall’OIC che devono essere rispettati dalle società di piccole dimensioni. Queste sono quelle che per due esercizi consecutivi non superano 8,8 milioni di ricavi su vendite e prestazioni, 4,4 milioni di attivo e 50 dipendenti. Possono quindi esporre il bilancio abbreviato, limitare le informazioni in Nota Integrativa ed escludere il Rendiconto Finanziario.
  • Le società quotate e con strumenti finanziari diffusi, le banche e gli altri enti vigilati dalla Banca d’Italia e le assicurazioni relativamente al solo bilancio consolidato devono redigere il bilancio secondo i Principi Contabili Internazionali IAS/IFRS, e invece hanno la facoltà di scelta tutte le altre società.

Struttura del bilancio

In relazione al contenuto e alla struttura del bilancio, l’art. 2423 c.c., in riferimento alla redazione dello SP e del CE, dispone un ordine rigoroso che si avvale di classi progressivamente inferiori:

  • Macroclassi, individuate da lettere maiuscole.
  • Classi, individuate dai numeri romani che dettagliano le macroclassi e raggruppano le voci.
  • Voci, individuate dai numeri arabi che dettagliano le classi.
  • Sottovoci, individuate da lettere minuscole che dettagliano le voci.

Stato Patrimoniale

Lo Stato Patrimoniale previsto dall’art. 2424 c.c. è uno schema a sezioni contrapposte:

  • Attivo
    • Crediti vs soci per versamenti ancora dovuti.
    • Immobilizzazioni, classificate secondo il criterio della destinazione, dove sono iscritti gli elementi destinati a essere utilizzati durevolmente e comprende, secondo la classificazione per natura, anche i crediti finanziari iscritti alla classe III) Immobilizzazioni finanziarie con separata indicazione per i crediti esigibili entro l’esercizio successivo.
    • Attivo Circolante, classificato anch'esso secondo il criterio di destinazione ma, a differenza delle immobilizzazioni, vi sono iscritti gli elementi a rapido realizzo e rigiro e comprende, secondo la classificazione per natura, anche i crediti commerciali alla classe II) Crediti, anche con scadenza superiore a 12 mesi ma con separata indicazione per questi esigibili oltre l’esercizio successivo.
    • Ratei e Risconti.
  • Passivo
    • Patrimonio netto che comprende il capitale sociale, le riserve e l’utile o la perdita d’esercizio.
    • Fondi rischi e oneri destinati a coprire possibili perdite e debiti futuri.
    • TFR che è un debito certo determinabile con esattezza anche se non assimilato tra i debiti in senso stretto.
    • Debiti, ognuno individuato in una propria classe in relazione a cosa deriva; è vigente la separata indicazione per quelli esigibili oltre l’esercizio.
    • Ratei e Risconti.

Conto Economico

Il Conto Economico descritto dall’art. 2425 è uno schema in forma scalare:

  • Valore della produzione, indipendentemente dalla vendita.
  • Costi della produzione, relativi ai costi sostenuti per ottenere il valore della produzione con esclusione dei costi finanziari e delle imposte.
  • Gestione operativa: Differenza tra valore e costi della produzione.
  • Gestione Finanziaria: Proventi e oneri finanziari, già realizzati.
  • Rettifiche di valore di attività finanziarie, frutto della valutazione operate.
  • Risultato prima delle imposte, derivante dalla somma di A, B, C e D.
  • Gestione tributaria: Imposte sul reddito dell’esercizio, quindi IRES e IRAP.
  • Utile (perdita) dell’esercizio.

Nota Integrativa

La Nota Integrativa, disciplinata dall’art. 2427 c.c., contiene i principi generali e i criteri di valutazione adottati, le variazioni intervenute nelle singole voci, i fatti avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio e la destinazione degli eventuali utili conseguiti.

Relazione sulla gestione

La relazione sulla gestione ha il compito di informare sull’andamento della società evidenziando il risultato della gestione, le attività rivolte allo sviluppo produttivo, i rapporti con le imprese controllate, collegate e controllanti e quindi anche le rispettive azioni eventualmente alienate.

Redazione del bilancio

Principi generali

Sulla redazione del bilancio, l'art 2423 c.c. detta i principi generali di correttezza, veridicità e chiarezza, nel senso che gli amministratori non devono solo correttamente applicare le norme e dichiarare il vero, ma devono anche fornire le informazioni ai terzi in modo chiaro e comprensibile.

Principio di rilevanza

Il principio di rilevanza detta che è possibile derogare gli obblighi di rilevazione, valutazione, presentazione e informativa per garantire una rappresentazione veritiera e corretta qualora si abbiano voci poco rilevanti i cui valori variano scarsamente che potrebbero rendere più difficile la comprensione da parte di terzi.

Principi di redazione del bilancio

  • Prospettiva di funzionamento dell'impresa che è la prima cosa da accertare prima di valutare la congruità dei criteri utilizzati.
  • Prevalenza della sostanza sulla forma ovvero della reale entità economica e finanziaria rispetto all'operazione giuridica e patrimoniale che l'ha generata.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giovanni.master.picone di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ragioneria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Santosuosso Pierluigi.
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