SECONDO MODULO a partire da PAGINA 119 del libro di BALDARELLI E PIGIANI
DALLA CONTABILITA’ AL BILANCIO D’ESERCIZIO
Il passaggio dalle scritture di gestione al bilancio d’esercizio si avvale di alcuni elementi.
Le SCRITTURE DI ASSESTAMENTO hanno il compito di imputare al reddito d’esercizio tutti i costi e i ricavi di
competenza economica di quell’esercizio e separarli da quelli di competenza di altri esercizi (anno solare).
Esse si possono distinguere in:
▪ scritture di completamento, aggiungono quelle operazioni che fanno parte dell’esercizio ma che non sono
state ancora registrare perché la manifestazione finanziaria si avrà solo l’anno successivo (interessi maturati,
crediti/debiti da liquidare, stralcio crediti, tfr, imposte di competenza)
▪ scritture di integrazione, aggiungono operazioni di competenza dell’esercizio non rilevati per manifestazione
finanziaria futura (svalutazione crediti/debiti, ratei attivi o passivi, fondi oneri e rischi)
▪ scritture di storno o rettifica, tolgono costi o ricavi che hanno già avuto manifestazione finanziaria ma che
non sono ancora economicamente maturati (rimanenze, risconti)
▪ scritture di ammortamento, attribuiscono all’esercizio quote di costi pluriennali già rilevati che gravano
sull’esercizio
Queste scritture devono essere, affiancate dall’inventario (sia fisico che virtuale), nonché l’enumerazione di tutti i
beni che fanno parte del capitale di funzionamento dell’azienda: ad esempio, le materie prime rimaste in
magazzino, che rappresentano costi sospesi (periodo dell’anno solare), vengono inventariate, ovvero enumerate,
misurate e tradotte in valori.
L’INVENTARIO è un documento redatto al termine del periodo che si riferisce al 31/12 e descrive tutti i beni
materiali (prodotti e materie prime) e immateriali (brevetti e marchi) presenti e posseduti dall’azienda.
Per poter redigere questo documento è necessario effettuare una valutazione dei prodotti e dei beni in termini
economici in quel determinato momento (è una grandezza stock). Queste operazioni richiedono un processo di
valutazione che prevede due estremi: il valore passato (l’acquisto) e il valore futuro (processo di stima).
Il BILANCIO D’ESERCIZIO è un documento riepilogativo contabile annuale redatto sulla base dei principi contabili
e scaturisce dalla contabilità generale. Rappresenta la sintesi dell’intero sistema delle rilevazioni ed è obbligatorio
solo per le società di capitali, dal quale si evincono informazioni utili all’imprenditore e a terzi, al di fuori
dell’impresa (infatti ha scopi di pubblicità interna e esterna).
Viene redatto al termine del periodo amministrativo (31/12) allo scopo di rappresentare la situazione
patrimoniale e finanziaria dell’impresa e il risultato economico d’esercizio.
È formato da differenti documenti:
- Stato Patrimoniale e Conto Economico (conti complessi poiché sono il risultato di ulteriori differenziazioni di
conti semplici)
- Rendiconto Finanziario (documento equivalente al conto economico, ma di natura finanziaria, evidenzia il
flusso di cassa, ovvero la variazione manifestatasi in termini di conto corrente
- Nota Integrativa (illustra e descrive le varie operazioni di gestione)
- Relazione sulla gestione (illustra e racconta l’attività aziendale)
- Rendiconti sociali e ambientali
Esso ha come obiettivi:
➢ studiare l’andamento e il valore del reddito (utile o perdita) attraverso il Conto Economico
➢ studiare l’andamento del capitale di funzionamento attraverso lo Stato Patrimoniale
➢ può avere obiettivi di pubblicità (interna per i dipendenti o i proprietari o esterna per azionisti o fornitori)
Lo Stato Patrimoniale è un conto complesso che rappresenta il capitale di funzionamento* di una azienda.
Esso è un documento riepilogativo obbligatorio secondo il Codice civile che accoglie tutti i conti con ripresa di
saldo ossia tutti i conti con saldo diverso da 0 che vengono chiusi al 31/12 (riepilogati) e riaperti successivamente
al 01/01 dell’anno successivo. Pone in evidenza il patrimonio esistente alla fine del periodo amministrativo.
Deriva dalla Situazione Patrimoniale ma a differenza di quest’ultima nello Stato vengono iscritti gli elementi del
patrimonio al NETTO delle poste di rettifica (fondi ammortamento o svalutazione) in sezioni divise.
STATO PATRIMONIALE
(amministrativo-contabile)
Attività Passività e Netto
*Capitale aziendale o di funzionamento di una azienda = insieme dei beni economici positivi e negativi, a
disposizione (e non solo di proprietà), di diritto (usufrutto, pegno, affitto) e di fatto (possesso fisico) del soggetto
aziendale in un determinato momento (es. impianti, macchinari, debiti v/fornitori...); capitale investito perché
l’azienda possa funzionare.
L’insieme degli elementi positivi vengono chiamati attività, impieghi o investimenti;
l’insieme degli elementi negativi vengono chiamate passività, fonti (finanziarie o economiche) o finanziamenti;
mentre il capitale netto è l’insieme del capitale di finanziamento da parte dei soci o del proprietario, rappresenta
un debito d’impresa che deve essere restituito. Attività = Passività + Netto
Questa analisi del capitale aziendale di funzionamento si sintetizza in
e consente di ottenere il prospetto dello Stato Patrimoniale.
Il Conto Economico è un ulteriore conto complesso redatto in forma scalare che rappresenta il reddito* di una
azienda e mette in evidenza la formazione del risultato economico d’esercizio attraverso risultati intermedi:
il risultato della gestione della produzione (A-B) e il risultato della gestione finanziaria (C).
È un documento obbligatorio dal Codice civile che accoglie tutti i conti senza ripresa di saldo ossia che non
vengono riaperti al 01/01 (costi e ricavi d’esercizio) poiché hanno già contribuito al reddito e non vengono
riaperti. CONTO ECONOMICO
Costi d’esercizio Ricavi d’esercizio
*Reddito = variazione che subisce il capitale iniziale per effetto della gestione in un determinato periodo di
tempo. Questo si può definire come una grandezza variabile chiamata flusso e causata dalla gestione dell’azienda
e delle risorse di essa; inoltre, si riferisce ad un periodo di tempo più o meno lungo (grandezza dinamica) che
comprende più o meno azioni e operazioni.
Il reddito si può differenziare in base al riferimento temporale in:
un Reddito globale se riguarda e tiene in considerazione tutta la vita dell’azienda o
un Reddito d’esercizio se si riferisce ad un solo esercizio e quindi un solo anno solare.
La determinazione del reddito è intermittente per cui si utilizza il principio di competenza economica per fare in
modo di determinare la grandezza relativa al reddito di un determinato periodo. Un reddito positivo, quindi,
andrà a determinare un utile mentre un reddito negativo andrà a definire una perdita.
Le modalità di calcolo del reddito si dividono in:
- metodo diretto o analitico Componenti negativi (costi d’esercizio) + Reddito Alfa = Componenti positivi (ricavi d’esercizio)
- metodo indiretto o sintetico Reddito Alfa = Capitale Finale – Capitale Iniziale
Entrambi i metodi consentono di individuare un reddito negativo o positivo che andrà poi inserito nello Stato
Patrimoniale nella sezione del patrimonio netto con segno positivo o negativo.
Caratteri del reddito:
- flusso, non grandezza stock
- varia a seconda dell’effetto della gestione
- presuppone la presenza di un capitale (proprio)
- è riferito ad un periodo di tempo più o meno lungo
UNITA’ 8- 9 (Marchi capitolo 9 + Esercitazioni 11,12 di Baldarelli-Pigiani)
OPERAZIONI AZIENDALI – fattore lavoro
Caratteristiche del fattore lavoro:
▪ in Italia l’articolo 5 del Codice Civile coordina e descrive tutte le regole da seguire per far sì che tutte le
prestazioni lavorative avvengano secondo le norme.
▪ La prestazione lavorativa rappresenta un costo per l’azienda poiché il lavoratore presta la sua attività
all’azienda; l’azienda ha quindi un debito nei confronti del dipendente per cui successivamente remunera il
soggetto attraverso una uscita di denaro per estinguerlo.
▪ Il lavoratore è considerato “risorsa umana” perché fa parte dei fattori di una azienda ed è sottoposto a essa
“Si lavora per vivere, non si vive per lavorare”
▪ La prestazione lavorativa può essere di diverse tipologie a seconda della remunerazione:
o a tempo (si viene remunerati secondo le ore lavorative stabilite dal lavoratore e dal sindacato,
remunerazione oraria che si moltiplica per il numero di ore)
o a cottimo (prevede un risultato da ottenere, privilegia il risultato)
o a provvigione (es. le agenzie di viaggi che si basano sul numero di viaggi)
o a premio (non sostituisce le altre ma può essere in aggiunta alle altre poiché si riceve un premio)
▪ …a seconda della dipendenza del lavoratore:
o Lavoratore autonomo (es. notaio)
o Lavoratore dipendente (subordinato ad un dipendente)
Il lavoro dipendente può comportare differenti elementi all’interno della remunerazione:
- Retribuzione diretta = è costituita dalla paga base (oraria o minimo garantito) (Salari e stipendi VEN) + scatti
di anzianità + superminimi eventuali (in base al settore) + assegni familiari (Enti Previdenziali VFA) + altro
- Retribuzione indiretta = retribuzioni non direttamente commisurate alla prestazione lavorativa (13esima)
- Contributi sociali/previdenziali = riguardano il carico familiare (coniuge o figli a carico, maternità, malattia)
Si affiancano all’ente INPS (Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale) che sostiene i costi per le assicurazioni
e garantisce le pensioni. Il rapporto quindi non si ha tra l’azienda e il dipendente ma tra azienda e questo ente
nazionale.
L’importo è diviso in due parti: una parte è pagata dall’impresa in modo autonomo (che determina un costo e
un debito nei confronti degli Enti previdenziali e va inserito in contabilità in una scrittura a parte nel conto
Oneri sociali VEN che si chiude con il conto Enti Previdenziali VFP) e una parte è a carico del lavoratore (viene
sottratta dalla sua busta paga e va inserito come Enti Previdenziali VFP).
- Contributi assicurativi = riguardano gli incidenti sul lavoro (assicurazioni per eventuali incidenti)
Si affiancano all’ente INAIL (Istituto Nazionale per Infortuni sul Lavoro) che garantisce l’assistenza in caso di
eventuali infortu