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Lezione 1

CAPITALE: ASPETTO QUALITATIVO

L’attività di impresa si può svolgere solo se vi sono delle condizioni/fattori produttivi adeguati.

• Il capitale sotto l’aspetto qualitativo è rappresentato da un insieme eterogeneo di fattori

produttivi/beni di pertinenza dell’impresa.

I beni vengono definiti eterogenei perché possono essere di diversa natura:

- impianti, fabbricati, materie, crediti, merci…

Nell’ambito delle condizioni produttive di pertinenza dell’impresa si possono distinguere due tipi di

fattori produttivi:

1. Fattori produttivi generici: sono rappresentati dal denaro. Possiamo impiegare il fattore

produttivo generico (denaro) per acquistare fattori produttivi specifici.

2. Fattori produttivi specifici: sono merci, impianti, macchinari. Hanno specifiche caratteristiche

che le distinguono.

Da un punto di vista qualitativo i fattori specifici possono essere classificati in diversi modi:

Immobilizzazioni = rappresentano quei fattori produttivi che sono destinati ad essere

❖ utilizzati in modo durevole nell’attività di impresa.

Sono investimenti, ovvero impieghi di fattori produttivi generici per ottenere il fattore

produttivo specifico, in elementi/beni/condizioni produttive ad uso durevole, la cui

caratteristica principale non è legata quindi al tipo di bene ma al suo utilizzo e

destinazione.

Uno stesso bene, infatti, può essere considerato sia come “immobilizzazione” sia

come un diverso fattore specifico.

Immobilizzazioni materiali: tutto ciò che ha una materialità/tangibilità (impianti,

▪ macchinari)

Immobilizzazioni immateriali: tutto ciò che non ha una tangibilità (brevetto,

▪ licenze)

Immobilizzazioni finanziarie: elementi patrimoniali destinati ad un utilizzo

▪ durevole nell’ambito delle condizioni produttive (prestito di media/lunga

durata, investimenti durevoli)

Capitale circolante = insieme di investimenti in elementi patrimoniali ad uso non durevole,

❖ distinguibili in diverse categorie:

Rimanenze di magazzino: non sono beni destinati ad un uso durevole

▪ (prodotti, materie, merci)

Crediti verso i clienti: destinati alla vendita dei beni e servizi

▪ Attività finanziarie non immobilizzazioni: investimenti in titoli che non sono

▪ destinati ad un uso durevole.

Liquidità: fattore produttivo generico (denaro) che può essere investito per

▪ acquistare fattori produttivi specifici. 1

• L’investimento consiste nell’impiego di denaro con la prospettiva di un ritorno, in forma

monetaria, dell’investimento stesso, chiamato disinvestimento. L’investimento che deve

essere realizzato comprende il costo del fattore produttivo e tutti i costi aggiuntivi che si

andranno ad affrontare nel periodo di utilizzo del fattore produttivo.

Il ritorno monetario può essere un realizzo diretto o indiretto, a seconda del bene che si va a

considerare:

1. Realizzo diretto: quando il ritorno monetario arriva dalla vendita del fattore produttivo

acquistato con l’investimento.

2. Realizzo indiretto: quando il ritorno monetario non arriva dalla vendita del fattore

produttivo ma attraverso l’utilizzo del fattore per la produzione di un bene, che dovrà

essere venduto ad una cifra tale da avere un ritorno sull’investimento sostenuto

durante il periodo d’utilizzo dell’impianto.

CAPITALE: ASPETTO QUANTITATIVO

• Moneta: Fattore produttivo generico che consente di misurare il valore degli altri beni. È uno

strumento che facilita gli scambi poiché può essere utilizzata per acquistare qualsiasi tipo di

bene specifico di cui si ha interesse e/o bisogno. Attraverso la moneta, unità monetaria

comune, attribuisco il valore ai singoli beni che vanno a creare il capitale.

• Capitale-valore: è la valutazione quantitativa del capitale, i cui beni/fattori che lo

compongono passano dall’essere beni eterogenei a beni omogenei, perché vengono

omologati in valore dall’unità monetaria utilizzata.

Equazione patrimoniale: − =

❖ A = attività: sono i valori dei fattori produttivi, immobilizzazioni e capitale

▪ circolante, di pertinenza dell’impresa.

P = passività: sono i debiti/obbligazioni che l’impresa ha verso terzi, cioè sono

▪ valori passivi di pertinenza dell’impresa.

N = patrimonio netto: esprime la ricchezza netta a disposizione dell’impresa

▪ in un dato momento.

Si potrebbe considerare il totale delle attività A come il capitale lordo dell’impresa, che andrà a

diventare capitale netto quando si presentano dei debiti che vanno a gravare sull’impresa.

Equazione Deficit patrimoniale: = −

❖ D = deficit patrimoniale: corrisponde al capitale netto negativo, dovuto a

▪ situazioni in cui il patrimonio netto venga eroso da condizioni sfavorevoli

di gestione ed il valore delle attività risulti inferiore a quello delle passività

P. In presenza di un deficit di solito ci si trova in una situazione

irreversibile.

• Capitale netto o Capitale proprio viene denominato capitale a pieno rischio o capitale di

rischio perché è il capitale che è messo in gioco dalla società/privato o da terzi senza la

certezza che quest’ultimo possa essere rimborsato nella sua totalità. 2

STATO PATRIMONIALE

Lo stato patrimoniale è un prospetto che si riferisce al patrimonio capitale, inteso come: = +

e contiene informazioni sullo stato del patrimonio dell’impresa sotto un duplice aspetto:

Aspetto qualitativo: nell’elenco delle passività e delle attività

▪ Aspetto quantitativo: nel valore associato ai vari fattori elencati nelle sezioni.

Di norma lo stato patrimoniale viene rappresentato con lo schema della partita doppia, che presenta

due sezioni:

Sezione sinistra: comprende tutte le attività, si registrano

▪ le informazioni sulle modalità di utilizzo delle risorse

Sezione destra: comprende tutte le passività ed il capitale netto,

▪ si registrano informazioni sulle fonti di finanziamento

dell’impresa. 3

Lezione 2

REDDITO

• Reddito (R): è una variazione che il capitale netto subisce per effetto dell’attività di gestione

d’impresa. La variazione subita può essere positiva o negativa, per cui nel reddito si possono

avere: Utile: variazione positiva del capitale, ovvero un incremento del capitale netto

▪ (ricchezza) derivante dalle operazioni di gestione.

Perdita: variazione negativa del capitale, ovvero una diminuzione/decremento

▪ del capitale netto (ricchezza) derivante dall’attività di gestione.

• Reddito totale: è il reddito riferito all’intera vita dell’impresa, che si determina dunque

considerando la differenza tra il capitale finale di liquidazione ed capitale iniziale a

disposizione dell’impresa.

La differenza tra capitale finale e capitale iniziale non sempre esprime il reddito totale. Per la

definizione di reddito la variazione del capitale deve essere dovuta alla gestione dell’impresa,

quindi durante il calcolo del reddito totale si devono eliminare tutte quelle operazioni di

spostamento di ricchezza, ovvero i versamenti o i rimborsi di denaro al capitale proprio

dell’impresa, che non sono considerabili come nuovi apporti/sottrazioni di ricchezza e quindi

come variazioni di ricchezza vere e proprie.

Determinazione sintetica del reddito totale:

= − −

+ +

Viene chiamata determinazione sintetica perché da informazioni solo sul risultato finale del reddito,

ma non sulle cause del risultato. Per completare il calcolo della determinazione sintetica, si utilizza

il metodo di determinazione analitica, che va a indagare sulle cause che hanno portato ad un

determinato risultato/reddito: queste cause sono i costi ed i ricavi che si sono manifestati durante

l’intera vita dell’impresa.

Determinazione analitica del reddito totale:

❖ Costo: un impiego di risorse/sacrificio di ricchezza per l’acquisizione di fattori

▪ produttivi durevoli e non durevoli.

Ricavo: rappresenta la ricchezza che viene rigenerata attraverso la cessione

▪ delle produzioni allestite.

Il reddito totale non consente di avere informazioni e risconti periodici sull’andamento dell’attività

d’impresa, dunque crea problemi agli stakeholder, che non hanno la possibilità di capire se

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l’andamento gestionale è positivo o negativo. A livello pratico dunque il reddito totale non da benefici.

È necessario spezzare la gestione dell’impresa, unitaria nel tempo e nello spazio, e dividerla in

periodi di tempo più brevi, chiamati periodi amministrativi. Di solito il periodo amministrativo coincide

con l’anno solare, per esigenze pratiche, ma non è obbligatorio. Ad esempio le società calcistiche

hanno il periodo amministrativo che sta a cavallo tra due anni solari, terminando a Giugno.

• Esercizio: insieme delle operazioni che si sono verificate all’interno di un periodo

amministrativo.

Spesso nella pratica periodo amministrativo ed esercizio vengono usate come sinonimi, per quanto

concettualmente il periodo amministrativo è l’arco temporale considerato, mentre l’esercizio è il

contenuto dell’arco temporale considerato.

• Reddito di esercizio: è il reddito riferito ad un periodo amministrativo, ovvero è la variazione

subita dal capitale netto per effetto della gestione svolta all’interno di un periodo

amministrativo.

Determinazione sintetica del reddito di esercizio:

o

Reddito di esercizio = Capitale netto di inizio esercizio - Capitale netto di fine esercizio - nuovi apporti

di capitale netto durante l’esercizio + rimborsi di capitale netto durante l’esercizio + utili distribuiti

durante l’esercizio

La determinazione sintetica ci indica solo se abbiamo generato ricchezza (utile) o distrutto ricchezza

(perdita), quindi per analizzare le cause del risultato ottenuto bisogna passare ad una

determinazione analitica, meccanismo analogo utilizzato per determinare il reddito totale.

La determinazione analitica del reddito di esercizio:

Reddito di esercizio = Ricavi di competenza dell’esercizio - Costi di competenza dell’esercizio

Con il reddito di esercizio si va a spezzare la gestione dell’impresa intesa come sistema unitario,

infatti alcune operazioni possono manifestarsi senza andare a seguire l’andamento del periodo

amministrativo in cui originano. 5

Lezione 3

VALORI FINANZIARI

• Valori finanziari: si riferiscono alla moneta e ai suoi sostituti nello scambio. I valori finanziari

vengono chiamati anche valori numerari perché il loro valore si può quantificare, dunque

contare.

Nell’ambito dei valori finanziari, si parla di variazioni finanziarie perché ci possono essere entrate ed

uscite, quindi variazioni finanziarie attive e passive.

Valori numerari certi = Denaro: consente di misurare il valore di altri beni e non

▪ è soggetto a nessuna valutazione

Valori numerari assimilati = Crediti/Debiti di regolamento: in uno scambio

▪ sostituiscono temporaneamente il denaro, ma a differenza di esso sono

soggetti a rischi

Valori numerari presunti = Crediti/Debiti in valuta estera: con un grado di

▪ incertezza superiore rispetto ai valori numerari assimilati il loro valore non è

fisso ma variabile poiché la valuta dei singoli paesi varia a seconda del

mercato, quindi non è certo che al momento dell’incasso il valore del

debito/credito rimanga uguale al valore iniziale.

Crediti e debiti di finanziamento: si differenziano da quelli di regolamento perché questi scaturiscono

da una situazione di vendita/acquisto (scambio di beni/servizi), mentre i debiti/crediti di

finanziamento scaturiscono da rapporti di finanziamento, di prestito di denaro.

VALORI ECONOMICI

• Valori economici: fanno riferimento all’aspetto legato alla ricchezza aziendale.

Nei valori economici si possono collegare le variazioni economiche, che possono essere in negativo,

costi e diminuzione del patrimonio netto, oppure positive, ricavi e aumenti del patrimonio netto.

Costi d’acquisto dei fattori produttivi: costi che possono essere riferiti a fattori

▪ produttivi durevoli e non durevoli.

Ricavi di vendita dei beni/servizi: derivano dalla cessione delle produzioni

▪ allestite.

Capitale proprio: capitale/ricchezza netta a disposizione dell’impresa in un

▪ dato momento, con apporti e rimborsi di capitale, distribuzione e generazione

di utile e perdite.

CONTABILITÀ GENERALE 6

• Contabilità generale: costituisce il nucleo centrale del sistema delle rilevazioni

amministrative, che fanno parte del più ampio sistema informativo aziendale. La contabilità

è il cardine delle rilevazioni amministrative.

CONTABILITÀ = viene utilizzato lo strumento del conto per andare a rilevare

➢ le diverse operazioni.

• Conto: è un prospetto di quantità riferite ad un oggetto, esplicitato

nell’intestazione, che ne evidenzia la consistenza e le variazioni ed

è formalmente espresso con due sezioni, in DARE (sinistra) e

AVERE (destra).

GENERALE = si riferisce all’azienda nella sua

➢ complessità, quindi a tutte le operazioni aventi atto nell’azienda.

L’obiettivo fondamentale della contabilità generale è quello di determinare il reddito di esercizio ed il

collegato capitale di funzionamento. Questa determinazione avviene in modo simultaneo, andando

a spezzare/scindere i valori analizzati distinguendo la parte che contribuisce alla definizione del

reddito d’esercizio e la parte che va a generare capitale di funzionamento.

• Sistema di contabilità generale: insieme di conti non isolati tra loro che rappresentano un

vero e proprio sistema che si riferisce ad un oggetto complesso, come il capitale ed il reddito,

a seconda della natura dei conti che lo compongono.

Conti finanziari: tutti i conti di credito e di debito, che si riferiscono all’oggetto

➢ complesso del capitale d’impresa.

Funzionamento: nella sezione dare sono presenti le variazioni finanziarie attive/positive,

➢ quindi le entrate di moneta, l’aumento di crediti e la diminuzione di debiti; nella sezione

avere ci sono le variazioni finanziarie passive/negative, quindi le uscite di moneta,

l’aumento dei debiti e la diminuzione dei crediti.

Conti economici: tutti i conti che rappresentano costi e ricavi d’impresa e

➢ variazioni del capitale netto.

Funzionamento: nella sezione dare ci sono le variazioni economiche passive/negative,

➢ quindi i costi di esercizio ed i costi pluriennali, le rettifiche dei ricavi e la diminuzione del

capitale netto; nella sezione avere ci saranno le variazioni economiche attive/positive,

quindi i ricavi, le rettifiche dei costi e gli aumenti di capitale netto.

• Piano dei conti: elenco di tutti i conti che potenzialmente possono essere usati per la

rilevazione dei conti. Esistono due tipi di elenchi che fanno parte del piano dei conti, ovvero

l’elenco con riferimento a tutte le possibili attività ed un elenco con riferimento a tutte le

possibili passività.

• Metodo contabile: insieme di regole che consentono di far funzionare un sistema contabile,

per dare attuazione alle rilevazioni contabili. Il metodo utilizzato abitualmente è quello della

partita doppia.

• Metodo partita doppia: le operazioni aziendali che danno luogo alle rilevazioni contabili

sono analizzate secondo un duplice aspetto, un aspetto originario ed uno derivato, che

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possono cambiare a seconda del sistema considerato. Si utilizzano quindi due serie di conti,

riferite ai due aspetti, che funzionano in maniera antitetica, ovvero in modo opposto.

Aspetto originario: aspetto finanziario, collegato ai valori finanziari, cioè

▪ movimenti di denaro, crediti e debiti, fa riferimento all’aspetto che è di più

immediata percezione

Aspetto derivato: aspetto economico, che si riferisce alle cause dei movimenti

▪ finanziari; quindi, deriva dall’aspetto originario

Partendo dal funzionamento delle scritture dei conti economici si deriva il funzionamento delle

scritture economiche che, per seguire il principio dell’antiteticità del metodo della partita doppia, avrà

una scrittura invertita rispetto alla scrittura dei conti finanziari

Metodo della partita doppia = metodo di scritture bilanciante

Lezione 4

LOGICA DI FUNZIONAMENTO DELLA CONTABILITÀ GENERALE

Lo scopo della contabilità generale è ottenere informazioni in modo da calcolare quello che è il

reddito di esercizio ed il capitale di funzionamento dell’impresa.

• Bilancio: reddito di esercizio + capitale di funzionamento

LOGICA DURANTE L’ESERCIZIO

Durante l’esercizio si rilevano tutte le operazioni di esterna gestione, registrate da documenti

originari che evidenziano i rapporti tra l’impresa e terzi che danno luogo a variazioni finanziarie e

simultaneamente si analizzano le cause di queste variazioni finanziarie, attraverso lo studio

dell’aspetto economico derivato.

Obiettivo = controllare la dinamica monetario-finanziaria registrando TUTTE le operazioni avvenute

durante l’esercizio considerato, senza valutarne la competenza economica.

Schema rilevazioni: prima si rileva la variazione finanziaria poi si verifica la variazione economica

correlata

• Permutazione finanziaria: operazione che rileva solo l’aspetto originario e che trova il suo

bilanciamento in due variazioni finanziarie. Non segue lo schema usuale delle rilevazioni.

Esempio: vendita di merci con dilazione di pagamento

LOGICA DI FINE ESERCIZIO

A fine esercizio il focus consiste nella competenza economica delle operazioni registrate durante

l’esercizio, poiché non è detto che tutte le operazioni rilevate siano di competenza dell’esercizio

corrente.

• Competenza economica: si basa su una correlazione tra i ricavi ed i costi d’esercizio 8

Obiettivo = determinare il reddito di esercizio ed il suo correlato capitale di funzionamento. Tutto ciò

che non rientra nel reddito di esercizio va a comporre il capitale di funzionamento a disposizione

dell’impresa.

In sede di chiusura si ha un cambiamento dell’aspetto originario di osservazione dei fatti

amministrativi da rilevare in partita doppia. Durante l’esercizio l’aspetto originario di osservazione è

rappresentato dall’aspetto finanziario, nelle operazioni di chiusura invece l’aspetto originario diventa

l’aspetto economico.

DETERMINAZIONE REDDITO D’ESERCIZIO

1 STEP: INDIVIDUARE I RICAVI DI COMPETENZA

• Ricavo di competenza: un ricavo è di competenza dell’esercizio se il processo produttivo

che lo ha generato è concluso e se lo scambio materiale e di responsabile con terzi si è

concluso.

Errori associati alla competenza:

Il ricavo per essere di competenza NON deve essere necessariamente associato ad

✓ incassi/pagamenti

Il ricavo per essere di competenza NON deve essere necessariamente associato ad

✓ una rilevazione avvenuta nell’esercizio di cui si va a calcolare il reddito d’esercizio

2 STEP: INDIVIDUARE I COSTI DI COMPETENZA

• Costo di competenza: un costo è di competenza dell’esercizio se il fattore cui si riferisce è

stato utilizzato per realizzare la produzione che in seguito alla vendita ha generato un ricavo

(match principale = ricavi e costi si incontrano nel conto economico), oppure se il fattore cui

si riferiscono non avrà mai un relativo ricavo d’esercizio (costi non correlabili = costi di

competenza).

3 STEP: EFFETTUARE LE OPERAZIONI DI ASSESTAMENTO

1. Operazioni di imputazione: imputare all’esercizio i costi ed i ricavi di competenza che avranno

manifestazione finanziaria in futuro.

2. Operazioni di storno: stornare/sottrarre i costi ed i ricavi che hanno avuto manifestazione

finanziaria nell’esercizio, ma che sono di competenza dell’esercizio futuro attraverso le

rettifiche di storno. 9

Lezione 5

IMPOSTA VALORE AGGIUNTO - IVA

• IVA: è l’imposta sul valore aggiunto di un bene al momento della vendita/acquisto.

Rappresenta un debito o un credito nei confronti dell’erario che periodicamente deve essere

saldato. IVA a debito: a seguito di una vendita il produttore ha un debito verso l’erario.

▪ IVA a credito: a seguito di un acquisto il compratore ha un credito verso

▪ l’erario, l’imposta va a gravare sul

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silvjia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ragioneria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Gianluigi Roberto.
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