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Per soddisfare il fabbisogno finanziario si fa ricorso al finanziamento esterno. Il soggetto

finanziatore può essere la banca o altri intermediari finanziari. La durata può essere a breve

termine (<12 mesi) o m/l termine (>12 mesi).

Tra i finanziamenti a breve termine:

- Apertura del credito : si fonda sulla stipula di un contratto in cui l’impresa ottiene

disponibilità dalla banca di utilizzare una somma di denaro secondo la propria necessità

entro il limite del fido ottenuto. L’apertura del credito può essere a tempo determinato o a

tempo indeterminato, può prevedere delle garanzie, la banca offre dei servizi, oltre a quelli

di finanziamento, di incasso e pagamento. Ogni qualvolta che l’impresa effettua un

versamento sul c/c, si ha il rimborso e non si ha alcuna rilevazione specifica, non si rileva

nulla al momento della contrazione.

Il principale costo a carico dell’impresa è dato dagli interessi passivi liquidati

trimestralmente in via posticipata e le commissioni di massimo scoperto . Se risulta un

saldo positivo si registrano interessi attivi soggetti a ritenuta fiscale del 20%. Il rimborso del

finanziamento si ha a ogni occasione di reintegro. Se al 31/12 non risultano addebitati o

accreditati oneri o proventi finanziari, occorre integrare il loro importo stimato (banca c/ int.

passivi/attivi da liquidare).

- Smobilizzo crediti commerciali: consiste nell’ottenere disponibilità liquide

anticipatamente dalla banca l’importo dei crediti non scaduti. Possono riguardare : ricevute

bancarie (Ri. Ba.) -> anticipi s.b.f. su ri.ba. con la quale la banca anticipa l’importo delle

Ri.Ba. da riscuotere. La Ri.Ba. è un documento emesso dall’azienda fornitrice con il quale

incarica la banca di occuparsi di riscuotere a scadenza l’importo. (riba al dopo incasso)

fatture di vendita -> anticipi su fatture la banca cede in anticipo l’importo di fatture di

vendita, ma la somma anticipata sarà inferiore (attorno all’80%) per tutelarsi da parte di

eventuali rischi per insolvenze da parte del debitore (scarto di garanzia). Il costo sono gli

interessi passivi.

- Factoring : è un contratto con il quale l’azienda cede i propri crediti ad una società

finanziaria che provvederà ad incassarli dietro compenso. Il factoring si distingue a

seconda del momento in cui viene accreditato il credito in : factoring con accredito a

scadenza in cui il factor accredita l’intero importo solo dopo la scadenza del credito al netto

del compenso a favore del factor, factoring con accredito anticipato in cui il factor

anticipa il credito (max80%) al netto del compenso a favore del factor ma a sua volta può

distinguersi in base al rischio assunto dal factor in factoring pro-solvendo qualora il

debitore non paga alla scadenza il factor si rivolge al creditore, factoring pro-soluto il

factor si assume un maggior rischio fornendo garanzia all’azienda cedente del buon fine. In

cambio di un compenso più elevato. Il compenso a favore del factor comprende:

commissioni di riscossione in proporzione al valore nominale del credito, rimborso spese

fisse per ogni fattura ceduta, interessi maturati nel caso di factoring con accredito

anticipato.

Un finanziamento a m/l termine sono i mutui passivi , un’operazione di finanziamento per le

imprese che ricevono in prestito una somma di denaro dall’istituto di credito da rimborsare a

scadenza insieme agli interessi passivi maturati. Nella fase di istruttoria l’istituto finanziatore

controlla la situazione finanziaria dell’azienda, si procede con la stipulazione del contratto che può

essere con o senza garanzie reali. La concessione è in un unica soluzione, il rimborso può essere

in un'unica soluzione o graduale.

Oneri per contrazione mutui hanno la natura di costi anticipati e quindi devono essere ripartiti tra gli

esercizi di durata(vengono ammortizzati)

Finanziamenti : capitale proprio

Al momento della costituzione della società i soci provvedono ad apporti iniziali di capitale proprio

o di rischio, costituito da: denaro, beni disgiunti (immobili, crediti), misti o anche un’azienda

funzionante.

La sottoscrizione del capitale sociale è l’impegno a conferire, mentre la liberazione dei conferimenti

è l’attuazione del conferimento.

Con la sottoscrizione del capitale sociale per l’azienda sorge un credito nei confronti dei soci per

un valore pari al conferimento che gli stessi si sono impegnati ad apportare alla stipulazione

dell’atto costitutivo.

Per le società di capitale la normativa civilistica prevede un valore minimo di 120000€ per le spa e

sapa che ora è stato aggiornato a 50000€ e 10000€ per le srl.

Nelle società per azioni il conto “soci c/sottoscrizione” prende il nome di “azionisti c/sottoscrizione”.

Il capitale sociale è formato da azioni che sono titoli di credito. Il loro contenuto secondo l’art. 2354

c.c. è previsto : denominazione, data di costituzione, valore nominale …

Vengono anche disciplinati i diritti che hanno i possessori di azioni.

Il capitale di costituzione non può essere inferiore a 120000€ (art.2427 c.c.)

Alle società per azioni è imposto che al momento della sottoscrizione venga versato almeno ¼ dei

conferimenti in denaro vincolato fino a quando la società non risulta essere formalmente costituita

cioè quando l’atto costitutivo viene trascritto nel registro delle imprese. Gli amministratori devono

richiedere ai soci il versamento delle somme ancora dovute (soci c/decimi richiamati). (art.2342

c.c.)

Il conferimento degli apporti in natura si effettua immediatamente e per l’intero importo.

La valutazione dei conferimenti in natura avviene tramite una relazione giurata di un esperto

designato dal tribunale (art.2343 c.c.) per tutelare l’integrità del capitale sociale. Gli amministratori

devono nel termine di 180 gg dall’iscrizione della società controllare la valutazione contenuta nella

relazione e se sussistono fondati motivi, devono procedere alla revisione della stima. Se risulta

che il valore dei beni o dei crediti conferiti sono inferiori di oltre 1/5 a quello per cui avvenne il

conferimento, la società deve proporzionalmente ridurre il capitale , annullando azioni che risultano

scoperte. Tuttavia il socio può versare la differenza in denaro o recedere dalla società. Il socio

recedente ha diritto alla restituzione del conferimento qualora sia possibile in tutto o in parte in

natura.

Alla liberazione dei conferimenti l’azienda acquisisce la disponibilità di quanto i soci si sono

impegnati ad apportare alla stipulazione dell’atto costitutivo.

Nel caso di conferimento di un’azienda già funzionante, la differenza tra il valore d’apporto e il

valore del capitale dell’azienda conferita , se è positiva significa che è capace di generare

ricchezza e quindi ha un maggior valore che si chiama avviamento.

La costituzione di una società comporta dei costi accessori come la parcella del notaio(spese d’

Impianto) i quali hanno la natura di oneri pluriennali e in quanto tali devono essere capitalizzati in

periodi determinati per legge.

L’utile d’esercizio, al termine dell’esercizio dal confronto tra costi e ricavi emerge un’entità

positiva (utile) o negativa (perdita).

DESTINAZIONE UTILE :

• DISTRIBUZIONE AI SOCI

• ACCANTONAMENTO A RISERVE, la legge (art.2340 c.c.) impone che almeno il 5% degli

utili venga destinato a riserva legale fino a che il suo saldo non raggiunge il 20% del

capitale sociale, e obbligatoriamente vale anche per la riserva statutaria. Invece sono

facoltative l’accantonamento a riserva straordinaria se deliberato dall’assemblea, avanzo

di utili che contiene gli arrotondamenti fatti sui dividendi e altre riserve.

CAPITALE PROPRIO: CAPITALE SOCIALE

UTILE D’ESERCIZIO

RISERVA LEGALE Sono parti ideali del capitale

proprio RISERVA STATUTARIA

RISERVA STRAORDINARIA

• COPERTURA PERDITA DI ESERCIZI PRECEDENTI

• AUMENTO DI CAPITALE SOCIALE

• DISTRIBUZIONE A SOGGETTI CHE NON SONO SOCI (amministratori)la base di calcolo

è pari agli utili al netto dell’accantonamento a riserva legale.

• RINVIO DELLA DECISIONE

In caso di distribuzione di utili in corso al termine dell’esercizio si deve considerare dell’acconto già

versato.

La riserva legale non può essere utilizzata fino a che non raggiunge il 20% del capitale sociale a

meno che in caso di perdite non si siano esaurite tutte le riserve. In generale le riserve possono

essere utilizzate per un aumento di capitale sociale con emissione di nuove azioni o aumento del

valore nominale di quelle già in circolazione, coprire una perdita o distribuzione ai soci.

Per le società di capitali se la perdita risulta maggiore di 1/3 dei mezzi propri c’è l’obbligo di

copertura contabile della perdita attraverso la riduzione del capitale sociale.

Aumenti di capitale proprio

Avviene offrendo nuove azioni, ad un valore maggiore del valore nominale di solito. Non si

possono emettere nuove azioni se non sono stati effettuati interamente i conferimenti sottoscritti.

Il maggior prezzo fa parte del capitale proprio ma viene contabilizzato nella riserva sovrapprezzo

azioni dove il c.c. dispone che non può essere distribuita fino a che la riserva legali non ha

raggiunto un valore pari al 20% del capitale sociale , e deve essere versato integralmente.

La riserva conguaglio utili è una somma richiesta agli azionisti commisurata all’andamento

economico della società

Aumenti di capitale con versamenti di soci a fondo perduto, non c’è il vincolo di restituzione.

Diminuzione di capitale proprio

Può derivare da recesso o esclusione dei soci o per esuberanza. Il socio deve percepire la quota

che ha apportato più una parte delle componenti di capitale proprio in proporzione, utili.

Per esuberanza quando è eccessivo rispetto le esigenze dell’azienda tramite il rimborso di azioni

con uscita di risorse, liberazione dei soci dall’obbligo di effettuare versamenti ancora dovuti,

acquisto sul mercato di azioni proprie e successivo annullamento con riduzione del capitale

sociale.

Le imposte sul reddito

Le imposte hanno la natura di oneri sostenuti dall’impresa nella produzione del reddito assimilabili

agli altri costi d’esercizio, e come tali, da contabilizzare in osservanza dei principi di redazione del

bilancio.

Le imposte devono essere contabilizzate nell’esercizio in cui sono stati contabilizzati i costi e i

ricavi cui tali imposte si riferiscono, indipendentemente dalla data di pagamento delle stesse.

Imposte dirette: colpiscono le manifestazioni della capacità contributiva individuata nella

produzione del reddito o del patrimonio subito. Sono:

- IRES (imposta sul reddito delle società) è un’imposta proporzionale con aliquota del 27,5%,

grava sul reddito delle persone giuridiche (sostituisce l’IRPEG). La base imponibile per i

soggetti residenti è il reddito complessivo netto determinato dal TUIR, per i soggetti non

residenti sono i redditi prodotti in Italia. Il reddito d’impresa imponibile è determinato dal

reddito civilistico +/- variazioni aumentative e diminutive di natura fiscale previste dal

TUIR(testo unico imposte sui redditi).

- IRAP (imposta regionale sulle attività produttive), introdotta dal 1 gennaio 1998, si applica

sulle attività organizzate per la produzione di beni e servizi. È un’imposta reale e

progressiva che colpisce la ricchezza aziendale e l’aliquota è del 3,9%. La base imponibile

è il valore della produzione netta, quindi valore della produzione (punto A) del conto

economico) – costo della produzione deducibili (punto B) del c.e.).

- IRPEF colpisce il reddito delle persone fisiche in modo progressivo e a scaglioni.

La contabilizzazione delle imposte avviene in 3 fasi: 1) nell’esercizio in corso si versa un acconto

calcolato sull’imposta lorda complessiva relativa all’esercizio precedente, diviso in due rate, prima

il versamento del 40% entro il termine di versamento del saldo dovuto in base alla dichiarazione

relativa al periodo d’imposta precedente, e il 60% entro l’11esimo mese del periodo d’imposta in

corso (società di capitali) o il 30 novembre (per le società di persone). 2) al termine dell’esercizio si

determinano le imposte di competenza, 3) pagamento nel corso del periodo successivo delle

imposte al netto della ritenuta fiscale. Per le società di persone il pagamento è entro il 16 giugno,

per le società di capitali il giorno 20 del sesto mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta.

Bilancio d’esercizio

È un documento informativo sulla dinamica aziendale evidenziando ciascun esercizio il capitale di

funzionamento (sit. Patrimoniale e finanziaria) e il risultato economico (capacità dell’azienda di

operare in condizioni di economicità).

Ai fini esterni è rilevante per esternalizzare le performance aziendali e soddisfare le attese

informative delle diverse categorie di “portatori di interesse”(stakeholder)

Ai fini interni è rilevante perché derivano informazioni utili ai fini della programmazione e per

esprimere giudizi sulla gestione e formulare piani aziendali di andamento e comportamento.

Con il D.Lgs 139/2015 ,che ha recepito la direttiva europea 34/2013, si è voluto semplificare e

migliorare il quadro normativo per le piccole e medie imprese.

CATEGORIA STRUTTURA BILANCIO

PARAMETRI (almeno 2 su 3) nel

primo esercizio e

successivamente per 2 esercizi

consecutivi

MICRO – IMPRESE N. medio dip = fino a 5

Tot. Attività = fino a 175000€ Semplificato

Ricavi fino a 350000€

PICCOLE IMPRESE N. medio dip = fino a 50

Tot. Attività = fino a 4400000€ Abbreviato

Ricavi fino a 8800000€

GRANDI IMPRESE Tutte le altre Ordinario

PRINCIPI CONTABILI NAZIONALI emanati dall’organismo italiano di contabilità (OIC):

regolamentano in modo dettagliato i principi di redazione del bilancio richiamati dal codice civile.

PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI emanati dallo IASB si applicano per le aree non

regolamentate dall’OIC o in caso di dubbi.

I principi contabili nazionali formano un modello di logica deduttiva, dai principi più astratti e

generali a quelli più specifici. Infatti il codice civile stabilisce:

• la clausola generale ;

• principi o postulati generali che sono regole da applicare al bilancio nel suo complesso;

• principi specifici da applicare alle singole voci di bilancio;

ART. 2423 c.c. “il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo

veritiero corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico

d’esercizio.”

- Il bilancio deve essere chiaro, s’intende la comprensibilità delle informazioni nel bilancio,

purché provvisto di conoscenze tecnico-contabili di base, la corretta interpretazione

dell’impresa e della sua struttura patrimoniale e finanziaria.

È formale quando fa riferimento alla corretta applicazione delle norme stabilite per la

compilazione del bilancio. È sostanziale se da tutte le informazioni che consentono al

lettore di comprendere e ripercorrere il processo che ha portato alla determinazione dei

valori iscritti nel bilancio.

- Fornisce una rappresentazione veritiera, si richiede che le stime siano operate

correttamente (attendibili)

- La correttezza fa riferimento all’assenza di arbitrio, applicazione di principi e regole con

lealtà e buona fede.

Il principio generale della completezza informativa

Se le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non sono sufficienti a dare

rappresentazione veritiera e corretta, si devono fornire le informazioni complementari necessarie

allo scopo.

Il D.lgs n 139/2015 specifica che non occorre rispettare gli obblighi in tema di rilevazione,

valutazione, presentazione e informativa quando la loro osservanza abbia effetti irrilevanti al fine di

dare una rappresentazione veritiera e corretta.

Il principio di deroga

Se in casi eccezionali (non sono tipizzati), l’applicazione di una disposizione degli articoli seguenti

è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta, la disposizione non deve essere

applicata.

Si ricorrono ai principi contabili di generale accettazione, alla giurisprudenza, alla dottrina e alla

giurisprudenza inerente alle “speciali ragioni” richiamate dalla normativa previgente civilistica.

Un caso richiamato dall’OIC, è il cambiamento di destinazione economica di cespiti costituenti, il

patrimonio aziendale (un terreno originariamente agricolo, diviene edificabile, aumentando il suo

valore di riferimento), o l’eliminazione di vincoli, di natura archeologica, militare, paesaggistica,

economica, concernenti beni aziendali e tali da alterare il valore del bene stesso.

Nel caso venga fatto esercizio della deroga: è necessario indicare in nota integrativa delle ragioni

della deroga, indicazione in nota integrativa dell’effetto prodotto dalla deroga sul patrimonio netto e

sul risultato economico, iscrizione in una riserva non distribuibile (riserva ex art.2423 comma 4),

se non in misura corrispondente al valore recuperato degli eventuali utili derivanti della deroga

(direttamente attraverso la vendita, indirettamente attraverso l’ammortamento) .

ART.2423 – bis principi generali

“la valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva di

continuazione dell’attività nonché tenendo conto della funzione economica dell’elemento

dell’attivo o del passivo considerato.”

1- Ogni volta che si deve dare rappresentazione di stima si dovrà preferire quella più prudente

a parità di rappresentazione veritiera per garantire la conservazione del capitale.

PRUDENZA ESTIMATIVA si possono indicare esclusivamente gli utili realizzati alla

chiusura d’esercizio e si dovranno considerare perdite effettive o potenziali ;

2- Applicazione dei criteri di funzionamento e non quelli di liquidazione (ai vari elementi del

capitale viene attribuito un valore che tiene conto della continuità). Si presuppone la

CONTINUAZIONE ORDINARIA dell’attività, ossia di una prospettiva di durare. Sono

escluse ipotesi di cessazione dell’attività o di eventi straordinari (fusione o trasformazione)

che possono modificare l’assetto preesistente.

3- PREVALENZA DELLA SOSTANZA SULLA FORMA, il trattamento contabile dei fatti deve

basarsi più che sull’aspetto formale della conformità alle norme, sull’aspetto sostanziale;

4- Si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dell’esercizio,

indipendentemente dalla data di incasso e del pagamento.

Competenza economica:

per i ricavi, sono di competenza quando nell’esercizio sono stati svolti cicli produttivi relativi al bene

o servizio, indipendentemente dalla vendita o quando il bene o servizio è effettivamente stato

venduto.

Per i costi in base alla loro correlazione con i ricavi imputati.

5- Si deve tener conto anche dei rischi e delle perdite di competenza dell’esercizio, anche se

sono conosciuti dopo la chiusura di questo.

6- SEPARATEZZA DELLE VALUTAZIONE Gli elementi eterogeni compresi nelle singole voci

di bilancio devono essere valutati separatamente; ha lo scopo di evitare che ci sia

compensazione tra le perdite presunte e utili sperati derivanti dalla valutazione di tipo

complessivo.

7- PRINCIPIO DELLA COSTANZA DI APPLICAZIONE DEI CRITERI DI VALUTAZIONE , I

criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio all’altro perché

garantisce la comparabilità temporale dei bilanci d’esercizio.

In casi eccezionali è prevista la possibilità di deroga, indicando in nota integrativa i motivi e

l’influenza della deroga sulla situazione patrimoniale, finanziaria e risultato economico.

Funzione dei principi contabili:

- Interpretare in chiave tecnica le norme di legge in materia di bilancio;

- Integrare le norme di legge laddove risultano insufficienti

…valgono per le aziende industriali, commerciali e di servizi…

I principi contabili forniscono:

- Principi di dettaglio che consentono di definire i termini adottati dal legislatore;

- Criteri, metodi e procedure di applicazione per fattispecie previste o non previste dalla

legge;

- Criteri da adottare in casi definiti “eccezionali” dall’art. 2423 c.c.

- Elementi e dati (informazioni complementari) da includere in nota integrativa, necessari per

assicurare il rispetto della clausola generale;

NON SONO OBBLIGATORI

I postulati del bilancio secondo i principi contabili sono:

UTILITÁ: rappresenta una conseguenza derivante dall’applicazione dei postulati descritti

successivamente, quindi può essere considerato lo scopo ultimo del bilancio stesso (strumento

informativo);

PREVALENZA DELLA SOSTANZA SULLA FORMA : vedi sopra

NEUTRALITÁ: il redattore del bilancio nel compiere stime e congetture dovrebbe svolgere il suo

ruolo con imparzialità e competenza avendo per riferimento il maggior numero possibile di

destinatari, senza ricercare il soddisfacimento di interessi particolari;

PRUDENZA: regola asimmetrica di imputare al reddito ricavi realizzati e costi sostenuti e stimati,

come rischio di perdite future;

COMPARABILITÁ: in senso temporale intesa come confronto di bilanci di esercizio di una stessa

impresa ma di periodo diversi, in senso spaziale intesa come confronto di bilanci di diverse

imprese. È richiesta la costanza di applicazione degli aspetti sostanziali come l’applicazione degli

stessi criteri di valutazione sia aspetti formali come mantenere le stesse modalità di esposizione

delle voci, sia la segnalazione di operazioni straordinarie avvenute che modificano la struttura

aziendale (fusione).

COMPETENZA: vedi sopra. Come si calcolano i costi correlati? Per beni e servizi a fecondità

semplice con associazione causale diretta con i ricavi, per i beni e servizi a fecondità ripetuta

(impianti), per ripartizione in quote su base razionale e sistematica in mancanza di una

correlazione più diretta, alcuni costi sono di competenza anche se non correlati a ricavi allora si

parla di perdita di utilità futura (incendio di un impianto)


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mich3la_96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ragioneria generale e applicata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico delle Marche - Univpm o del prof Montanini Lucia.

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