Ragioneria generale ed applicata
La ragioneria è un modo per raccontare e descrivere quello che accade in azienda tramite la contabilità. Serve a chi la scrive per sapere quello che è stato fatto; serve anche agli stakeholders (i portatori di interesse, cioè chi ha interesse a sapere come va l'azienda) come investitori, banche, fisco, sindacati (guardano se l'azienda crea o distrugge occupazione), centri di ricerca e statistica (quando fanno ricerche di settore) fino agli stessi fornitori e clienti. Quindi l'azienda ha il dovere di tenere la contabilità per tutti questi motivi.
Tipi di comunicazione
- Contabilità generale: sono le scritture giorno per giorno.
- Bilancio d'esercizio: è il "riassunto" dell'esercizio.
Nella comunicazione bisogna prima pensare e poi capire come raccontare le cose che si vogliono dire. Nella ragioneria è la stessa cosa: prima si pensa al fatto aziendale poi si pensa alla tecnica, cioè a come scriverlo e riportarlo sui libri contabili. In ogni caso la cosa primaria è il fatto aziendale.
Le quattro fasi aziendali
In sostanza vi sono 4 fasi che un'azienda svolge:
- Finanziamento: Prima di aprire un'azienda c'è una fase precedente in cui si pianifica ogni cosa (tipo dell'azienda, collocazione, personale, verifica della domanda di mercato...). La prima cosa da fare comunque è procurarsi le risorse finanziarie. Vi sono due modi per finanziare l'azienda: in primo luogo il finanziamento può provenire dai soci stessi; in secondo luogo se non si è raggiunta una somma sufficiente si può ricorrere al sistema bancario (o altre fonti esterne) creando di fatto un debito verso coloro che ci hanno prestato il denaro. Quindi la cosa positiva è che abbiamo ottenuto i soldi, ma d'altra parte è sorto un debito.
- Investimento: La fase successiva è comprare le cose necessarie, cioè i fattori produttivi (quelli che servono alla produzione che si chiamano fattori produttivi specifici). La cosa positiva è che abbiamo ottenuto la disponibilità delle cose acquistate, ma la cosa negativa è che abbiamo speso denaro.
- Produzione: Finalmente otteniamo il nostro scopo, il prodotto. La cosa positiva è che abbiamo ottenuto il prodotto, quella negativa è che i fattori produttivi si sono consumati, chi più chi meno.
- Vendita: La cosa positiva è che vendendo il prodotto riotteniamo il denaro, quella negativa è che perdiamo la proprietà del prodotto.
Le cose positive e negative ogni volta citate non sono altro che le scritture contabili da inserire nella contabilità con il meccanismo della partita doppia: ogni operazione prevede due vicende (cosa positiva e cosa negativa; es: nel finanziamento c'è + denaro ma cresce anche il debito). La sintesi degli elementi positivi e negativi è il bilancio.
Precisazioni lessicali
- Esaminiamo il debito nell'operazione del finanziamento: la prima forma di finanziamento è quella "interna" proveniente dall'imprenditore o dai soci. Questo è un debito particolare, chiamato "capitale di rischio".
Caratteristiche del capitale di rischio
- Restituzione/rimborso: È variabile nei tempi. Quando l'imprenditore o i soci apportano i soldi non fissano una data di restituzione. Essa inoltre è eventuale: i soldi verranno rimborsati solo se ci saranno le condizioni, ovvero se l'azienda va bene e produce utili; in caso contrario, se l'azienda fallisce, i soci non hanno diritto ad alcun rimborso perché l'attività d'impresa è un'attività rischiosa.
- Remunerazione: Chi apporta i soldi vuole anche una remunerazione, non gli basta la restituzione dei soldi. La remunerazione però è vincolata al fatto che ci siano utili. Se l'azienda non produce utili i soci non hanno diritto ad alcuna remunerazione, quindi essa è eventuale, parametrata ai risultati economici dell'azienda.
La seconda forma di finanziamento è quella "esterna", proveniente dai terzi finanziatori (banche o terzi soggetti) detto capitale di credito o di terzi:
Caratteristiche del capitale di credito
- Restituzione: Deve essere certa ed avere una data prestabilita. La legge garantisce il diritto del finanziatore ad essere rimborsato.
- Remunerazione: È definita con certezza, cioè nel contratto è previsto il meccanismo con il quale si determinano gli interessi. La legge stabilisce comunque un tetto massimo all'interesse, oltre il quale diventa un tasso usuraio che è illegale.
Fattori produttivi
- Esaminiamo i fattori produttivi: sono gli strumenti utilizzati per la produzione. Il termine "utilizzati" significa che è un fattore produttivo tutto ciò che contribuisce ad ottenere il prodotto (quindi dalle materie prime al commercialista che ci ha aiutato ad aprire l'azienda).
- Esistono due categorie di fattori produttivi:
- Generico: Significa che serve per tutto, dal pagare le materie prime al pagare il commercialista. L'unico fattore generico è il denaro.
- Specifico: Sono tutti gli altri. Ogni fattore specifico assolve una particolare funzione al contrario del denaro che serve per tutto.
- I fattori produttivi specifici possono essere:
- Strutturali o pluriennali o durevoli: Sono i beni utilizzati più e più volte e per più di un esercizio.
- Di utilizzo quotidiano o rapido consumo o di esercizio/correnti: Tutto ciò che si consuma in un anno (esercizio).
Debiti da finanziamento e investimento
Infine, ragioniamo sui debiti che abbiamo incontrato: il debito da finanziamento e il debito dell'investimento; questi due debiti nascono in modo diverso ma si chiudono in maniera uguale (pagando):
- Per il finanziamento: nasce perché mi hanno prestato soldi (si chiama debito di finanziamento).
- Per l'investimento: nasce perché qualcuno mi ha messo a disposizione un fattore produttivo specifico (si chiama debito di funzionamento, perché mi danno qualcosa che mi permette di far funzionare l'azienda).
Contabilità
Ora che abbiamo chiare le vicende da raccontare nella contabilità, guardiamo il meccanismo logico della contabilità, cioè le regole della contabilità.
Mettiamoci nei panni di chi scrisse quelle regole: essi capirono subito che molte operazioni sono ripetitive (come ad esempio l'acquisto delle materie prime). Pensarono quindi ad un modo per dire al computer di riconoscere le operazioni di gestione.
Per capire come fecero facciamo un esempio: assumiamo che l'aula di lezione sia un'impresa. Per sapere cosa succede al suo interno basta mettere una telecamera. C'è un problema però: la telecamera registra 24 su 24 mentre il tempo in cui l'aula è usata per la lezione sarà circa 5-6 ore. Per aggirare il problema basta mettere un rilevatore ottico di movimento sotto la telecamera.
Trasferiamo l'esempio alla realtà aziendale: dobbiamo trovare un elemento che è sempre coinvolto in tutte le 4 fasi spiegate all'inizio del corso per essere sicuri quindi di registrare tutte le vicende aziendali senza tralasciare niente. Purtroppo non c'è un elemento che è coinvolto per tutte e 4 le fasi, ma il denaro è coinvolto in 3 su 4. Basta dire al pc quindi di registrare tutti i fatti di gestione in cui è coinvolto il denaro.
La contabilità registra solo i fatti in cui è coinvolto il denaro. Se il denaro non si muove, la contabilità generale non registra niente. Questa è la regola generale. Tuttavia presenta dei problemi: non registra la produzione perché il denaro non è coinvolto.
Si può quindi concludere che la contabilità generale è utilissima, ma non è l'unico strumento da utilizzare perché non registra la produzione (che è comunque ricavabile confrontando la fase successiva alla produzione con quella precedente alla produzione). In ogni caso però, non posso sapere in nessun modo quali modalità tecniche sono state utilizzate per svolgere la produzione.
Ritornando all'esempio è come se in mezzo all'aula ci fosse una colonna che impedisce di vedere una parte dell'aula. Per studiare la produzione, quindi per vedere la parte coperta dalla colonna, basta tenere la contabilità analitica o COAN.
Il ruolo del denaro e il sistema di contabilità generale
Riassumendo, il denaro è il valore originale che innesca tutto e il sistema di contabilità generale si muove solo quando si muove il denaro seguendo queste 3 fasi:
- Guarda se c'è stato un incremento o decremento di denaro;
- Guarda l'importo di tale variazione e registra il movimento del denaro;
- Esamina il motivo del perché si è mosso il denaro ed iscrive quindi la contropartita.
Breve excursus storico
Il sistema di contabilità generale è stato costruito in questo modo: c'era una riga che divideva un foglio a metà; a sinistra si registravano le cose positive, a destra quelle negative. Poi è sorta l'esigenza di essere più analitici: i mercanti tenevano un mastrino per il denaro del negozio ed un altro per il denaro tenuto in casa e quindi iniziarono a dare un titolo al mastrino. Oggi il mastrino è a forma di T con il titolo del conto scritto in alto. I movimenti positivi sono in DARE, quelli negativi in AVERE.
Perché si chiamano dare e avere: dare e avere sono i nomi dati dai mercanti nei primi mercati. Essi tenevano la contabilità del negozio mentre ai negozianti era affidato il compito di andare fisicamente nel mercato a vendere i prodotti del negozio. I mercanti quindi tenevano in questi mastrini cosa dovevano dare al negoziante e cosa dovevano avere dal negoziante.
Esempio di gestione aziendale
Iniziamo a vedere un esempio di gestione aziendale attraverso i seguenti punti:
- Il fabbisogno di finanziamento (cioè quello per far partire l'azienda) è di 500; 200 li apportano i soci (sono quindi "mezzi di rischio").
- I restanti 300 sono presi dalla banca ("mezzi di credito") dopo che è stato esposto al direttore della stessa il business plan (il quale prevede l'analisi economica della nostra azienda compreso il tempo stimato entro il quale sarà autosufficiente). Per ottenere il finanziamento i soci devono inoltre dare delle garanzie che sono date dal loro patrimonio personale oltre che quello aziendale.
- Viene acquistato un fattore produttivo specifico strutturale (impianto) per 100.
- Acquistiamo poi tre fattori produttivi specifici correnti: dipendenti, materie prime e altri servizi generali (acqua, gas ...) ognuno dei quali costa 50.
- Vendiamo prodotti per 200.
N.B.: l'investimento è più correlato alla vendita piuttosto che al finanziamento perché è con la vendita che sappiamo se la nostra attività è economica e quindi è fonte di guadagno.
Registrazioni attraverso i mastrini
Riportiamo qui di seguito le registrazioni attraverso i mastrini in due modi: prima in modo generale, poi ripetiamo le stesse operazioni in modo più specifico.
- Mastrini di natura finanziaria
- + Denaro - + Deb. di Fin.to -
- 1) 200 100 3) S) 500 200 1)
- 2) 300 50 4) 300 2)
- 5) 200 50 4)
- 50 4)450 S)
- Mastrini di natura economica
- + Fatt. Prod. Specb - + Vendita -
- 3) 100 250 S) S) 200 200 5)
- 4) 505050 3
Caso più specifico
Le operazioni sono le stesse, abbiamo solo usato più mastrini.
- Mastrini di natura finanziaria
- + Banca c/c - + Denaro -
- 1) 200 100 3) 5) 200
- 2) 300 50 4)
- 50 4)
- 50 4)
- + Capitale sociale - + Mutuo passivo -
- 200 1) 300 2)
- Mastrini di natura economica
- + Impianti - + Vendita -
- 3) 100 200 5)
- + Lavoro - + Materie prime -
- 4) 50 4) 50
- + Servizi -4) 50
Bilancio
Iniziamo a guardare il bilancio: per fare il bilancio usiamo anche il buon senso. La prima cosa da fare è confrontare la ricchezza all'01/01 con quella al 31/12: vediamo l'esempio del signor Rossi:
| 01/01/09 | 31/12/09 |
|---|---|
| Saldo c/c 17500 | Saldo c/c 24000 |
| Auto 12500 | Auto 10000 |
| Tot. Patrimonio 01/01 30000 | Tot. Patrimonio 31/12 34000 |
Il signor Rossi ha ottenuto un delta positivo di 34000 – 30000 = 4000. Lui potrebbe fermarsi a questo grado di analisi; per vedere le cose in modo migliore aumentiamo il grado di analiticità, facendo un confronto tra spesa e guadagni:
| Spese | Guadagni |
|---|---|
| Casa 22500 | Stipendi 35000 |
| Abbigliamento 2000 | Straordinari e premi 5000 |
| Utenze 2000 | |
| Energia 1000 | |
| Svago e altro 6000 | |
| Deprezzamento auto 2500 | |
| Tot Spese 36000 | Utile 4000 |
| Tot a pareggio 40000 | Tot a pareggio 40000 |
Il primo approccio è molto semplice (misura il patrimonio cioè la ricchezza), il secondo è la stessa situazione ma più analitica perché confronta spese e guadagni, fornendo una spiegazione sui movimenti che hanno determinato quella ricchezza. L'azienda fa proprio così, utilizza stato patrimoniale (SP) e conto economico (CE).
Lo stato patrimoniale mostra la ricchezza confrontando attività e passività:
- Attività: mostra i componenti attivi della ricchezza, cioè l'elenco dei beni, con relativo valore, di tutto ciò che ci viene utile in futuro.
- Passività: accoglie tutti i debiti dell'azienda.
Conto economico:
- Ricavi: vendite di beni e servizi.
- Costi (consumi): nel linguaggio comune usiamo spesso "prezzo" e "costo" come sinonimi (quanto costa?). Invece sono termini che indicano cose diverse. Noi intendiamo i costi come il consumo dei fattori produttivi, infatti al posto di "costi" la sezione del CE potrebbe chiamarsi "consumi".
Questo appena descritto è il bilancio contabile; i valori in esso contenuti vanno poi immessi nel bilancio civilistico.
Riprendiamo l'esempio di gestione del 04/03 e stiliamo il bilancio:
Stato patrimoniale
| Attività | Passività |
|---|---|
| Banca c/c 250 | Capitale sociale 200 |
| Cassa 200 | Mutuo passivo 300 |
| Impianto * 100 |
Conto economico
| Costi | Ricavi |
|---|---|
| Materie prime ** 50 | Vendite 200 |
| Lavoro 50 | |
| Servizi *** 50 |
Impianto*: esaminiamo gli impianti. Valgono 100, ma è possibile che dopo averlo usato un anno intero, valga ancora 100? Sicuramente no, varrà meno di 100. Inoltre, come fare per sapere quanto vale e come possiamo rimediare? Noi sappiamo fin dall'inizio che la contabilità non ci dice nulla sulla produzione per cui per la contabilità l'impianto ha ancora valore di 100. L'impianto va iscritto nelle attività per la parte restante e nei costi per la parte consumata. Per il momento lo mettiamo tra le attività.
Materie prime**: anche le materie prime si saranno consumate; verosimilmente saranno quasi tutte consumate. Nelle attività iscriviamo le rimanenze, nei costi le materie consumate. Questa volta è più verosimile che la parte consumata sia maggiore di quello che ci resta nel futuro, per cui per il momento le mettiamo nei costi.
Servizi***: per quanto riguarda i servizi, non è detto che li sfruttiamo tutti; ad esempio se paghiamo il 01/07 l'assicurazione auto annuale, alla fine dell'anno dovremo tenere conto del periodo di utilizzo e del periodo in cui lo dobbiamo ancora utilizzare.
Non possiamo dire nulla sull'economicità dell'azienda se non risolviamo prima queste questioni.
Scritture di assestamento
Esaminiamo questi 3 problemi uno per volta: prima di iniziare è bene rendere presente 2 cose:
- Le scritture di assestamento: queste scritture si eseguono alla fine dell'anno prima di stilare il bilancio per correggere quegli errori che la contabilità commette per il fatto che non considera la produzione. Queste scritture non rispettano le regole della contabilità in quanto sono eseguite dall'uomo per correggere gli errori della contabilità, ma mantengono comunque la logica funzionale dello SP e CE.
- Di seguito verranno presentate delle tecniche per correggere gli errori della contabilità: il metodo diretto viene eseguito quando abbiamo a che fare con fatt. prod. spec. immateriali; il metodo indiretto con quelli materiali. La tecnica diretta agisce nel mastrino del conto da modificare, quella indiretta agisce aprendo un nuovo conto come contrappeso; questo lo capiremo meglio tra poco.
Impianti
Esaminiamo le scritture di assestamento: gli impianti vanno iscritti per la parte residua nello SP tra le attività, per la parte consumata nel CE tra i costi.
Gli impianti possono consumarsi principalmente per due ragioni:
- Logorio fisico-tecnico: È il logorio del normale utilizzo; può essere ritardato usandolo in maniera appropriata e svolgendo manutenzioni preventive e regolari.
- Obsolescenza economica: Con il trascorrere del tempo l'impianto si svaluta rispetto ai nuovi macchinari presenti sul mercato. Il suo consumo può essere infatti determinato dalle quotazioni di mercato del macchinario e dal progresso tecnologico e talvolta, purtroppo, bisogna sostituirlo non per logorio fisico.
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