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Ragioneria bilancio

Appunti di ragioneria sul bilancio basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Rea dell’università degli Studi Gabriele D'Annunzio - Unich facoltà di economia, Corso di laurea in economia aziendale. Scarica il file in formato PDF

Esame di Ragioneria docente Prof. M. Rea

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PASSIVITA E ATTIVITA PER IMPOSTE DIFERITE

Sono rilevate come differenze temporanea imponibile e differenza temporanea

deducibile.

BILANCIO INTERNAZIONALE SEMPLIFICATO: PRINCIPIO IFRS FOR SMEs

Le caratteristiche qualitative di bilancio for SMEs sono identificate nelle seguenti:

a) Compressibilità (info comprensibile per gli utilizzatori).

b) Significatività(se può influenzare decisioni economiche).

c) Rilevanza (info se la sua omissione può influenzare decisioni economica).

d) Attendibilità (prive di errori).

e) Principio della prevalenza della sostanza sulla forma.

f) Prudenza(non stimare troppo i ricavi e valutare bene le passività).

g)completezza.

h) comparabilità.

i)tempestività(redatto nel arco temporale).

j)equilibri tra benefici e costi.

NB sembrano quasi tutti al Conceptual Framework però nello SMEs ci sono cose più

specifiche.

I IFRS for SMEs prevede i seguenti elementi:

a) un prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria.

b) alternativamente ho un singolo prospetto di CE complessivo oppure un CE separato

e un prospetto separato di CE complessivo

c) prospetto delle variazioni di patrimonio netto.

d) un rendiconto finanziario.

e) note (elenco dei principi contabili rilevanti).

Questo SMEs utilizza 2 criteri di riferimento:

Rilevazioni iniziali C.S (preminente)

Successive C.S solo in alcuni casi il F.V( per alcune attività e passività finanziare e

valutazioni successive riguardante casi particolari di attività non finanziaria).

Il IFRS for SMEs non è stato sottoposto al processo di omologazione(endorsement) da

parte dell’UE, per questa ragione in Europa NON POSSO ADOTTARE TALE PRINCIPIO

PER LA REDAZIONE DEL BILANCIO.

E’ stato adottato in qualche caso a livello internazionale soprattutto nei paesi

emergenti.

BILANCIO D’ESERCIZIO SECONDO IL CODICE CIVILE CIVILISTICO

La prima differenza che il bilancio civilistico non si preoccupa di esporre il bilancio per i

soggetti interessati.

I DOCUMENTI CHE COMPONGONO IL BILANCIO CIVILISTICO

1)SP

2)CE

3)RF

4)NI

A questi posto a corredo la relazione sulla gestione.

SP (STATO PATRIMONIALE)

Il codice civile obbliga la forma che deve essere a sezione divise e contrapposte.

Il modello dello SP è definito spurio (non lineare) o misto.

In generale nel SP civilistico il legislatore predilige una suddivisione non sulla natura

ma bassata sulla destinazione, questo criterio di classificazione riflette il principio della

continuità aziendale.

Nel complesso possiamo dire che lo SP civilistico da una informazione cadente sulla

situazione finanziaria dell’azienda. Non fa capire quale sia la capacità dell’impresa di

far fronte ai propri impegni.

CE (CONTO ECONOMICO)

Evidenza il risultato economico dell’esercizio.

Nonostante l’intento ha una serie di lacune:

- lo schema presenta una forma a scalare.

- si suddivide in 3 livelli (MACROCLASSI ) e 5 raggruppamenti. In particolare:

Macroclassi A e B = riguardano la gestione caratteristica e operativa dell’impresa. La

loro differenza tra Valore e costi della produzione.

Macroclasse C = gestione finanziaria.

Macroclasse D = attività finanziaria che non derivano da scambi.

RF (RENDICONTO FINANZIARIO)

Documento obbligatorio nel civilistico.

Contiene

- Ammontare delle disponibilità liquide all’inizio e alla fine.

- Flussi finanziari compressi operazioni con i soci.

Questo documento deve fornire info utili per valutare la situazione finanziaria della

società.

La capacita della società di poter onorare gli impegni futuri.

NOTA INTEGRATIVA

Ha contenuto obbligatorio che è stabilito dal codice civile dall’art 2427 e ha diverse

funzioni:

- Una funzione descrittiva cioè esplicita dettagliatamente i prospetti tabellari.

- Una funzione informativa perché alcune voci non si possono inserire nei

prospetti.

- Una funzione esplicativa perché la redazione del bilancio è formata da stime e

congetture che sono collegate a gestione trascorse e ipotesi future.

Notizie relative ai principi generali:

- Motivazione per il quale l’impresa ha valutato irrilevanti alcune informazione.

- Motivazione del principio del quadro fedele ( true and fair view).

- Motivazione sul criterio di valutazione (Deroga).

- Segnalazione di eventuali non comparabilità con esercizi precedenti nei

documenti contabili.

Informazione relative alle valutazione:

- Illustrazione dei criteri di valutazione adottati.

- Motivazione della valutazione dei criteri adottati.

- Informazione su quale metodo utilizzato per le rimanenze(LIFO, FIFO o MEDIA

PONDERATA).

Indicazione delle variazioni:

- Variazioni dell’attivo o passivo.

- Variazioni nelle poste del PN.

Dati e notizie su singole voci.

E Altri Informazioni:

- L’importo complessivo degli impegni che non risultano nello SP.

- Notizia sui dipendenti.

- Notizia su com’ è composto il Capitale Sociale.

- La proposta di come fa la distribuzione degli utili e copertura delle perdite.

Il codice civile non prevede una struttura definitiva per la NI tuttavia la

139/2015 ha previsto che le informazioni della NI che riguarda SP e CE siano

presentate secondo l’ordine indicato nei 2 prospetti.

Qualunque tipo di variazione del PN deve essere riportata nella NI, perché

permette una migliore chiarezza.

L’ultimo documento previsto è il documento della relazione sulla gestione: il contenuto

obbligatorio della relazione sulla gestione quando è stata recepita la direttiva 51/2003

questo documento è preposto alla descrizione fedele della situazione aziendale

nonché dell’andamento e del risultato della gestione, questa direttiva inserisce

ulteriori voci legate all’ambiente e personale ai fini della conoscenza gestionale, la

direttiva va verso il concetto di “performance”. Il legislatore prevede un contenuto

minimale di tale documento:

1) Attività di ricerca e sviluppo.

2) Rapporto con imprese controllate.

3) Numero e valore nominale delle azioni di società controllanti possedute dalla

società.

4) Numero e valore nominale della azioni di società controllanti acquistate.

5) Informazioni di rilievo avvenute dopo la chiusura dell’esercizio (abrogata dalla

139/2015, e questa voce verrà inserita nella NI.

6) Evoluzione prevedibile della gestione.

6 bis) valutazione della situazione Patrimoniale e finanziaria.

I PRINCIPI DI REDAZIONE CIVILISTICO

Principi generali o postulati (punto di riferimento della disciplina)

Altri principi generali. (regole di carattere generale ma contenuto più operativo)

Principi applicati. (sono regole generali a cui deve essere informato la valutazione

delle diverse poste di bilancio).

PRINCIPI GENERALI (POSTULATI)

Principio della chiarezza (- quadro chiara per lettore esterno, - distinta indicazione dei

singoli componenti del reddito e del patrimonio senza operare compensazioni, -poi ci

vuole una suddivisione netta dei componenti ordinari e estraordinari tramite la

separata classificazione dei componenti, -componenti della gestione caratteristica

rispetto alle altre gestioni ).

Principio veridicità correttezza ( principio del true and fair view).

Principio di rilevanza (aggiunto dalla 139/2015).

ALTRI PRINCIPI GENRALI

I principi che si desumono:

- Prospettiva di continuità aziendale.

- Prudenza.

- Competenza.

- Prevalenza sulla sostanza sulla forma.

- Valutazione separata degli elementi patrimoniali.

- Costanza dei criteri di valutazioni.

Prospettiva di continuità aziendale (Perdurare nel tempo cioè impresa come

istituto duraturo).

Prudenza (nella determinazione del reddito aziendale bisogna tener conto delle

perdite presunte e non degli utili sperati) (Patrimonio agli elementi dell’attivo occorre

Non bisogna

assegnare il valore minore agli elementi del passivo quello maggiore).

abusare di questo principio.

Competenza (si rilevano contabilmente le azioni attribuite all’esercizio al quale fanno

riferimento e non quando si concretizzeranno i movimenti numeri (cioè il pagamento

effettivo))

i ricavi devono essere riconosciuti quando si verificano le seguenti condizioni:

a) processo produttivo concluso b)scambio avvenuto sostanziale ma non formale.

La correlazione costi e ricavi può avvenire: causa effetto.

Obbligo di tener conto della prudenza (comprime un po’ il principio della competenza)

Prevalenza sulla sostanza sulla forma (rinnovato della 139/2015 la rilevazione e la

presentazione delle voci deve tener conto della sostanza dell’operazione o del

contratto. Esempio un contratto di leasing non è un contratto di locazione ma è

tipologia di finanziamento). Rispettare la legge!

Valutazione separata degli elementi patrimoniali (elementi eterogeni devono

essere valutate separatamente, per la completa intelligibilità eliminare la possibilità di

ricorrere a compensazioni valutative).

Costanza dei criteri di valutazioni (Non possono essere modificati (C.V)

“consistency”. Vantaggi:

1)rende comparabile il bilancio tra un esercizio e un altro (se utilizzo la consistency).

2) Annullo la discrezionalità degli amministratori (modifica a proprio piacimento).

Tuttavia tale principio può essere derogato solo in casi eccezionali, in questo caso è

necessario la motivazione nella NI.

PRINCIPI APPLICATI (CRITERI DI VALUATZIONE)

Il C.S principio generale (civilistico)

Successivamente su alcune poste è stata aggiunto il costo ammortizzato e F.V, si

posso prevedere deroghe al principio generale ma devono essere motivate nella NI.

IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI (Non sono tangibili)

E’ un costo che non si esaurisce in un solo periodo, ma i benefici si manifestano in più

periodi.

Principio del costo d’acquisto o di produzione ( escluso avviamento), a meno che lo

acquisto a titolo oneroso.

Ammortamento(ripartizioni dei costi per ciascun esercizio durante il suo uso)

Svalutazione (di valore) (principio riduzione di valore delle attività, cioè è il maggiore

tra F.V al netto dei costi oppure il suo valore d’uso), se il valore è inferiore a quello

contabilizzato si mette come perdita nel CE, tranne applicato al avviamento, ai costi di

impianto e di ampliamento e ai costi di sviluppo.

IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI (stessi criteri applicati alle immateriali, compressi

ammortamenti e svalutazioni, con l’unica differenza che questi beni sono tangibili e

sono permanenti nell’impresa non destinati alla vendita)

IMMOBILIZZAZIONI ACQUSITE IN LEASING

Applicazione del criterio metodo patrimoniale sia a leasing Operativo che Finanziario.

Il locatario contabilizza nel CE i canoni corrisposti.

Locatore contabilizza il bene nello SP con relativi ammortamenti.

Per una migliore trasparenza informativa il legislatore nel caso di leasing Finanziario

: informazioni sugli

dispone che il locatario inserisca nella NI queste informazioni:

effetti dell’applicazione del metodo finanziario.

INVESTIMENTI IMMOBILIARI

Investimenti di mezzi finanziari, effettuato da parte della società.

Rilevazione iniziale e valutazioni successive: costo d’acquisto.

Possono essere ammortizzate con le stesse regole delle imm. Materiali.

IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE

Le attività finanziarie immobilizzate (OIC 20) sono costituite da partecipazioni,

titoli ed azioni proprie.

Partecipazioni

1)

Investimenti in capitale di altre imprese, rappresentati da titoli azionari.

Rilevazione iniziale e valutazioni successive: costo o al metodo del patrimonio

netto (cioè per un importo pari alla corrispondente frazione del patrimonio netto

risultante dall’ultimo bilancio dell’imprese detratti i dividendi)

Partecipazioni in società controllate collegate :

Criterio del costo rettificato;

Metodo del patrimonio netto. ( E’ un importo pari alla frazione del patrimonio netto

risultante dall’ultimo bilancio delle imprese medesime, detratti i dividendi).

Partecipazioni in società controllanti altre imprese :

Criterio del costo.

Crediti

2)

Diritti ad esigere ad una data scadenza determinati ammontare da clienti e da altri

soggetti.

Altri titoli

3)

Titoli di debito pubblico, emessi da Stati sovrani e obbligazioni emesse da enti

pubblici o società.

Rilevazione iniziale e valutazioni successive:

Costo ammortizzato.

Strumenti finanziari derivati

4)

Strumento finanziario o altro contratto, regolato a data futura, il cui valore è

determinato da un altro elemento (prezzi, tassi, rating, ecc.) il cui valore cambia

Rilevazione iniziale e valutazioni successive:

F.V.

Anche per le immobilizzazioni finanziaria si applica le disposizioni relative alle

svalutazioni per perdite durevoli già viste per le imm. Imm e materiali.

RIMANENZE (minore, tra il costo d’acquisto è il suo valore realizzabile).

Macro-categoria dell’attivo circolante (rappresentato dai beni che partecipano ad

un unico processo produttivo a cui cedono la loro attività e si trasformano in

prodotti finiti, per ottenere profitti).

Beni destinati alla vendita o quelli che concorrono alla produzione nella normale

attività d’impresa (OIC 11).

Materie prime, sussidiarie e di consumo

1) Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati

2) …

3) Prodotti finiti e merci

4)

Valutazione al minore tra:

(l’applicazione del principio della prudenza ci portano a scegliere tra i valori

dell’attivo, i valori più bassi)

Costo storico;

Valore netto di realizzo desumibile dall’andamento del mercato.

Determinazione del costo storico

Costo d’acquisto

Beni acquistati: = prezzo + oneri accessori.

Costo di produzione

Beni prodotti: = costi diretti + costi indiretti imputabili.

Costo di acquisto dei beni fungibili :

Costo medio ponderato;

LIFO;

FIFO.

Determinazione del valore di realizzo :

Ricavo netto = prezzo atteso – oneri diretti.

Costo di sostituzione.

LAVORI IN CORSO SU ORDINAZIONE (Sono commesse cioè contratti che durano

più di un anno per la fornitura di beni e servizi)

Rilevazione iniziale e valutazioni successive:

Criterio della commessa completata: (orientato al principio della prudenza, i ricavi

vengono imputati solo alla consegna dell’opera mentre i costi sono imputati man

mano che si svolgono le attività)

-Ricavi di commessa: imputati a fine commessa;

costo di produzione

-Costi di commessa: rimanenze valutate al .

Criterio della percentuale di completamento : (prevale la competenza).

-Ricavi di commessa: imputati in ragione dell’avanzamento dei valori;

stato di avanzamento dei lavori

-Costi di commessa: rimanenze valutate a (in

ricavo maturato

proporzione al nell’esercizio).

CREDITI

Diritti ad esigere ad una data scadenza determinati ammontari da clienti e da altri

soggetti (OIC 15).

Verso clienti

1) Verso imprese controllate

2) Verso imprese collegate

3) Verso controllanti

4)

4)bis) Crediti tributari

5)ter) Imposte anticipate

6) Verso altri

Rilevazione iniziale e valutazioni successive:

Costo ammortizzato tenendo conto del Presumibile valore di realizzo. (Perdite

previste per inesigibilità rettifiche di fatturazione , sconto e abbuoni).

ALTRE ATTIVITA’ FINANAZIARIA CHE NON COSTITUISCONO IMMOBILIZZAZIONI

Partecipazioni e altri titoli valutate al costo d’acquisto o di produzione.

Strumenti finanziari derivati attivi valutati al F.V

DISPONIBILITA’ LIQUIDE

Depositi postali e bancari e assegni valutati secondo il principio del presumibile

valore di realizzo perché in condizioni normali corrisponde al valore nominale in

situazioni difficili tale valore è sposto a rischi (difficile esigibilità).

Il denaro e i valori in cassa valutati al valore nominale.

RATEI E RISCONTI PASSIVI

Ratei Attivi = crediti di proventi di competenza dell’esercizio, esigibile in esercizi

successivi.

Risconto Attivo = Costo sostenuto entro la chiusura dell’esercizio, ma di

competenza di esercizi successivi.

Valutazione in base alla ripartizione del ricavo o del costo per attribuire la quota

parte di competenza.

La ripartizione si effettua applicando il criterio del tempo fisico (in proporzione al

decorrere del tempo). Al termine dell’esercizio occorre una verifica sulla

recuperabilità.

PATRIMONIO NETTO (Differenza tra attività e passività di bilancio)

Esprime la capacità della società di soddisfare i creditori e obbligazioni.

- Capitale = Capitale sociale di costituzione e successive sottoscrizioni degli

aumenti di capitale.

- Riserva da sovraprezzo delle azioni = eccedenza del prezzo rispetto al valore

iniziale.

- Riserva legale = Quote dell’utile dell’esercizio che l’assemblea destina a tale

riserva.

- Riserve statutarie = Tutte le riserve previste dallo statuto.

- Altre riserve = Altre riserve che non sono state menzionate.

- Riserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari attesi = variazioni al

F.V degli strumenti finanziari derivati.

- Utili/Perdite portati a nuovi = risultati netti degli esercizi precedenti.

- Utile/Perdite dell’esercizio = risultato dell’esercizio che scaturisce dal CE.

- Riserve negative per azioni proprie in portafoglio = importi negativi delle

azioni proprie acquistate dalle società.

FONDI RISCHI ED ONERI (Passività di natura determinata, la data di

sopravvenienza e l’ammontare indeterminati).

All’interno si individuano:

- Fondi per trattamento di quiescenza ed obblighi simili = la pensione

integrativa.

- Fondi per imposte anche differite = passività per imposte probabili differite.

- Strumenti finanziari derivati passivi = IAS 39.

- Altri = tutto diverso da quelli precedenti.

Vengono, calcolati alla miglior Stima, solo Strumenti derivati passivi vengono

calcolati al F.V.

TFR (Trattamento di fine rapporto)

Corrisponde al totale dei singoli TFR maturati a favore dei dipendenti, alla data di

chiusura di bilancio.

DEBITI

Sono passività di natura determinata e di esistenza certa, obbligazione a pagare

ad una data stabilità.

Sono rilevate in bilancio secondo il criterio del costo ammortizzato.

RATEI E RISCONTI PASSIVI

Ratei Passivi = Debiti di competenza dell’esercizio, ma esigibili in esercizi

successivi.

Risconti Passivi = Proventi percepiti entro la chiusura dell’esercizio, di competenza

dell’esercizio successivo.

BILANCIO CIVILISTICO SEMPLIFICATO

Dopo la 139/2015 il bilancio civilistico ha 2 modelli di bilancio semplificati:

- Bilancio in forma abbreviata = Società che hanno : SP 4400000 Ricavi

8800000 Dipendenti 50

Semplificazioni : - Eliminazioni delle poste classificate in voci.

- Possibilità di comprendere alcune voci (le voci crediti vs soci per versamenti

ancora dovuti e la voce ratei risconti si possono mettere nella voce attivo

circolante crediti).

- Possibilità di ricomprendere la macro classe ratei e risconti all’interno dei

debiti.

A fronte di tali semplificazioni viene richiesto l’obbligo delle indicazioni separata

degli importi presenti nei raggruppamenti.

Il CE nella versione semplificata prevede una serie di raggruppamenti.

Il RF non è obbligatorio.

La NI prevede un numero contenuto di informazione minimo.

La Relazione sulla gestione può essere del tutto omessa.

- Bilancio delle microimprese = Società che hanno : SP 175000 Ricavi

350000 Dipendenti 5

Si parte dal bilancio in forma abbreviata ma con ulteriori semplificazioni.

- Esonero della NI.

- Esonero della Relazione sulla gestione.

Se si superano 2 dei limiti durante 2 anni successivi devo passare alla forma

abbreviata o forma ordinaria.

NB: talune informazioni relative alla NI e alla Relazione sulla gestione devono

essere riportate in calce allo Stato patrimoniale.

BILANCIO D’ESERCIZIO E NORMATIVE FISCALI

Esistono due concezioni di reddito:

- Reddito di Bilancio = contrapposizione tra costi e ricavi di competenza

dell’esercizio.

- Reddito Fiscale = contrapposizione tra costi deducibili e ricavi tassabili.

Su questa distinzione di reddito la normativa fiscale ha impostato 2 logiche:

- Binario Unico il risultato del bilancio rilevante, ai fini del reddito imponibili

per i fini fiscali.

- Doppio Binario non esiste dipendenza tra i reddito di bilancio e reddito

fiscale.

In Italia per il modello di successo civilistico è stata scelta una soluzione

intermedia.

Differenza tra criteri civilistici e fiscali possono essere 2 tipi:

- Differenze permanenti non sono recuperabili in esercizi futuri.

- Differenza temporanea possono essere riassorbite in esercizi successivi

(imposte differite (posticipare ad esercizi successivi il pagamento delle

imposte di competenza) o anticipate (anticipare il pagamento di una parte

delle imposte di competenza di esercizi successivi).

Queste voci vanno nel prospetto del CE.

Il meccanismo delle imposte (tasse) modello IAS/IFRS è simile al civilistico.

In realtà il passaggio ai principi IAS/IFRS fa sorgere problematiche di natura fiscale.

38/2005 cerca di offrire soluzioni, successivo intervento “Decreto Milleproroghe”

225/2010 cerca di realizzare il coordinamento tra la disciplina civilistica e le

disposizioni dei principi Internazionali definito “IAS alla Italiana”.

RICLASIFICAZIONE : Predisporre i valori di bilancio in classi significative di valori

tale da darci ulteriori informazioni rispetto a quelle di partenza (oltre che calcolare

gli indici). SP CRITERIO FINANZIARIO

IMPIEGHI FONTI

ATTIVITA CORRENTI PASSIVO CORRENTE (BREVE)

Li

Ld

Rm

ATTIVITO IMMOBILIZZATO PASSIVO CONSOLIDATO (ML/T)

Im

Ii

If PATRIMONIO NETTO

TOTALE IMPIEGHI TOTALE FONTI

(Capitale Investito) (Capitale Acquistato)

SP CRITERIO PERTINENZA GESTIONALE

IMPIEGHI FONTI

CICLO OPERATIVO CICLO OPERATIVO

STRUTTURA CARATTERISTICA STRUTTURA CARATTERISTICA

GESTIONE FINANZIARIA DEBITI FINANZIARI

GESTIONE ACCESSORIA PATRIMONIO NETTO

TOTALE IMPIEGHI TOTALE FONTI

SP CRITERIO MISTO

IMPIEGHI FONTI

ATTIVO CORRENTE CARATTERISTICO(ACC) POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

BREVE

-PASSIVO CORRENTE CARATTERISTICO(PBC)

CAPITALE CIRCOLANTE NETTO CARATERISTICO

(CCNc) POSIZIONE FINANZIARIA NETTA (ML/T)

ATTIVO IMMOBILIZZATO

-PASSIVO CONSOLIDATO CARATTERISTICO(PCC)

CAPITALE IMMOBILIZZATO NETTO CAR..

(CINc) PATRIMONIO NETTO

GESTIONE ACCESSORIA

TOTALE IMPIEGHI TOTALE FONTI

ATTIVITA CORRENTE CARATTERISTICA :

CAPITALE CIRCOLANTE NETTO CARATTERISTICO (CCNc) : E’ l’indicatore che

viene fuori tra l’attività corrente caratteristica e la passività corrente caratteristica.

Esprime la consistenza del fabbisogno finanziario netto originato dal ciclo

operativo.

CAPITALE CIRCOLANCTE NETTO (CCN) :

La differenza col CCNc è che nel CCN ci sono a nche valori di natura finanziaria

(Li,Ld), che si basa sulla solo scadenza, sulla sola liquidità e attività esigibilità delle

passività senza isolare la gestione caratteristica di quella finanziaria

POSIZIONE FINANZIARIA NETTA (PFN) : Esprime il grado di affidabilità e

solvibilità dell’impresa. CE a VP, VA, MOL

VALORE DELLA PRODUZIONE (VP) : Misura il risultato della produzione

complessivamente realizzata dall’impresa durante il periodo amministrativo, a

prescindere dalla sua destinazione di mercato.

VALORE AGGIUNTO (VA) : Ricchezza creata dall’impresa attraverso la propria

attività caratteristica. Cioè differenza tra il valore della produzione e i costi esterni.

MARGINE OPERATIVO LORDO (MOL) EBITDA : Quota reddito che rimane dopo

aver tolto i costi più rilevanti. Esprime quindi le condizioni di equilibrio economico

dell’impresa.

MARGINE OPERATIVO NETTO (MON) o REDDITO OPERTIVO (RO) : Misura la

capacità di ricchezza generata o distrutta dell’attività principale dell’impresa. Dopo

la riclassificazione il RO è uguale per tutti e tre tipi.

REDDITO NETTO : Differenza tra costi e ricavi al netto degli AMMORTANENTI,

ACCANTONAMENTI SVALUTAZIONI e TASSE.

CE a RICAVI, CdV, RIL

Per prima si calcola il costo del venduto che è la parte più complessa.

COSTO DEL VENDUTO (CdV) : Enucleare (lista dettagliata delle voci) il costo

sostenuto dall’azienda durante l’esercizio relativamente alla solo produzione

venduta.

RISULTATO INDUSTRIALE LORDO (RIL) : E’ differenza dell’operazione tra i ricavi

netti e il costo del venduto della sola GESTIONE CARATTERISTICA e al lordo degli

altri costi altre gestioni.

Consente di far fronte agli oneri delle altre gestioni.

CE a VP, Cv, MdC

VALORE DELLA PRODUZIONE (VP) : Misura il risultato della produzione

complessivamente realizzata dall’impresa durante il periodo amministrativo, a

prescindere dalla sua destinazione di mercato.

COSTI VARIABILI (Cv) : Sono costi che variano al variare della produzione,

mentre quelli fissi mi rimangono invariati.

MARGINE DI CONTRIBUZIONE (MdC) : (VP-Cv) E’ l’attitudine che ha il valore

della produzione a coprire i costi fissi, prima di avere il profitto.

4. L’ANALISI DI BILANCIO: ANALISI PER INDICI

4.1. PREMESSA

Le tecniche di analisi per indici e analisi per flussi possono essere ricondotte a due distinte, ma

complementari, prospettive di osservazione e studio della “situazione” aziendale:

Dimensione istantanea (o strutturale): esame della struttura aziendale (osservata nei sui aspetti

economici, finanziari e patrimoniali) riferita ad un periodo ed al suo modificarsi nel tempo (aspetto

economico, finanziario e patrimoniale) → analisi per indici

Dimensione dinamica (o situazionale): studio degli andamenti passati e prospettici della gestione

aziendale (dinamica aziendale) e delle grandezze che ne misurano risultati ed equilibri finanziari,

patrimoniali ed economici → analisi per flussi.

4.2. LA FUNZIONE SEGNALETICA DEGLI INDICI DI BILANCIO

Le classi di indicatori proposte in dottrina per effettuare l’analisi per indici sono svariate, ma saranno

oggetto di studio solo quelle più note e diffuse:

Indici della struttura finanziaria e patrimoniale: indagano la capacita di far fronte agli impegni

finanziari nel medio/lungoperiodo;

Indici di liquidità: evidenziano l’esistenza o meno, in un dato istante, delle condizioni di equilibrio

finanziario e monetario, nonché i presupposti per il mantenimento di tale equilibrio nel tempo;

Indici di rotazione e di durata: si riferiscono alle politiche di dilazione concesse ai clienti e ottenute dai

fornitori, alle rimanenze di magazzino e alla produttività del capitale investito (impiegato); come si

movimentano le risorse finanziarie e durata del ciclo finanziario;

Indici di redditività: pongono in luce l’attitudine della gestione a remunerare tutti i fattori produttivi

(indaga la sussistenza di condizioni di equilibrio economico, anche in chiave prospettica), riguardanti la

gestione finanziaria dell’impresa;

Indici di borsa: esprimono la redditività degli investimenti in capitale di rischio di società quotate in

borsa (sono calcolati su dati economico-finanziari e di mercato delle società con azioni quotate su

mercati regolamentati e si rivolgono agli investitori attuali e potenziali);

Indici di produttività e sviluppo: approfondiscono gli aspetti legati all'efficienza produttiva e allo

sviluppo aziendale.

4.6. L’ANALISI DELLA REDDITIVITÀ

L’analisi della situazione economica dell’impresa focalizza l’attenzione:

-Sul flusso dei ricavi di competenza dell’esercizio e dei correlativi costi;

-Nonché sullo studio dei “margini” che possono risultare da tale confronto.

mettono a confronto determinate

In particolare gli indici di redditività

configurazioni di reddito con il capitale che ha prodotto il reddito stesso . Quindi

l’indice di redditività e significativo solo se i due valori messi a confronto cono

congrui.

I principali indicatori di redditività, nelle diverse configurazioni che esso può

assumere, sono:

ROE netta globale del “capitale di rischio” investito

: espressione della redditività

nella gestione aziendale;

ROI operativa del “capitale investito” nella sola

: espressione della redditività

gestione caratteristica (operativa) dell’impresa ;

ROA lorda corrente del capitale complessivamente

: espressione della redditività

investito nell’impresa considerata prima del computo degli oneri finanziari e

tributari.

4.6.1. L’indice di redditività del capitale netto (ROE Return On Equity)

ROE = Rn / Cn Reddito netto Capitale netto.

E dato dal rapporto tra e

Il ROE (Return On Equity) esprime il tasso di ritorno del capitale di rischio investito

nell’intera gestione, in maniera diretta, attraverso apporti dei finanziatori o,

indiretta, tramite

l'autofinanziamento. In poche parole esprime il tasso di remunerazione del capitale

di rischio.

Al fine di attrarre capitali di rischio, il ROE dovrebbe tendere ad assumere un

impieghi alternativi redditi attesi dagli investitori.

valore superiore agli e ai

L’azionista o il potenziale investitore, in talune circostanze, potrebbe avere

interesse a conoscere aspetti particolari della redditività aziendale, per i quali può

venire a conoscenza ricorrendo ad alcune versioni modificative del ROE. Le

principali sono:

ROE lordo = (Rn + Imposte sul reddito) / Cn

Reddito al lordo delle imposte Capitale netto.

E dato dal rapporto tra il e il

Ha il vantaggio di rendere neutrali le conseguenza provocate dal prelievo fiscale

sulla redditività.

Quindi e utile per fare comparazioni nel tempo (per depurare il reddito dagli effetti

determinati a seguito di cambiamenti delle aliquote) e nello spazio (per depurare il

reddito dai diversi regimi fiscali esistenti). E accusato di falsare il risultato di

gestione con elementi eccezionali (straordinari).

ROE normalizzato = Rn +/–(Risultato gestione straordinaria –Imposte) / Cn

Si determina sottraendo al reddito netto il risultato della gestione straordinaria

(positiva o negativa) e il carico fiscale ad essa collegata. Si ottiene cosi una misura

elementi straordinari

della redditività aziendale non condizionata dagli di reddito, i

quali, in un ottica prospettica, possono essere considerati come non ripetibili e, di

conseguenza, non destinati ad incidere sulla futura redditività aziendale.

Infine, in presenza di un risultato di esercizio positivo, può risultare utile scomporre

il ROE in ragione delle due fondamentali destinazioni dell’utile di periodo:

Indice di autofinanziamento (o tasso di autofinanziamento)

Taf = Ur / Cn Utile riservato Capitale netto.

E dato dal rapporto tra (o accantonato) e

Esprime la tendenza alla “riservizzazione” e, conseguentemente,

all'autofinanziamento della gestione aziendale.

Indice di dividendo (o tasso di dividendo)

Td = Ud / Cn. Utile da distribuire Capitale netto.

È dato dal rapporto tra e

Esprime la tendenza alla remunerazione, ossia alla distribuzione dei dividendi da

parte dell’azienda.

4.6.2. L’indice di redditività del capitale complessivo investito nella

gestione caratteristica (ROI Return On Investment)

ROI = Ro / Ci Reddito operativo Capitale investito nella gestione

È dato dal rapporto fra il e il

caratteristica. Ci –investimenti extra

Il denominatore può scriversi anche in questo modo:

caratteristici.

Il ROI (Return On Investment) esprime il tasso di ritorno del capitale complessivo

investito nella gestione caratteristica. Esprime il rendimento del capitale

complessivo investito nella gestione caratteristica.

Esso può essere utilizzato per diverse finalità conoscitive:

-Permette di giudicare l'efficienza degli organi di governo dell’impresa, misurando

la capacita di ottenere risultati significativi dal capitale impiegato nella gestione

caratteristica;

-Assume un ruolo di rilievo nella relazione tra la redditività del capitale netto e

l'onerosità

dell’indebitamento;

-Si presta a confronti significativi nello spazio, fra aziende operanti nello stesso

settore ed aventi dimensioni analoghe, e nel tempo, relativamente alla medesima

azienda.

L’interpretazione del ROI può essere approfondita mediante la sua scomposizione

in 2 fattori.

Il ROI può quindi essere espresso attraverso 2 indicatori derivati:

ROI = ROS * Pci (Ro/V) * (V/Ci).

1. Indice di redditività delle vendite

ROS = Ro / V (imprese che producono beni di lusso)<rotazione

Reddito operativo Ricavi netti di vendita

È dato dal rapporto fra il e i corrispondenti

derivanti dalla gestione caratteristica.

Il ROS (Return On Sales) esprime il tasso di ritorno dei ricavi di vendita.

Esprime il rendimento percentuale delle vendite effettuate nell’esercizio

considerato.

2. Tasso di produttività del capitale investito (o tasso di rotazione del

capitale investito o Turnover degli investimenti) Pci = V / Ci (più vendite

a minor prezzo)>rotazione

Ricavi netti di vendita Capitale investito nella gestione

È dato dal rapporto fra e il

caratteristica.

Esprime la capacita del capitale investito di produrre ricavi. Da un punto di vista

economico, esprime il ricavo medio per unita di investimenti operativi ed assume il

ruolo di moltiplicatore della redditività operativa (poiché all’aumentare del valore

di Pci, anche il ROI aumenta).

ROE

Il misura la convenienza ad investire i mezzi monetari a titolo di capitale di

nell’intera gestione aziendale

rischio, (misura l’attitudine ad attrarre capitali),

ROI

mentre il misura la convenienza ad investire mezzi monetari, a qualunque

gestione caratteristica.

titolo, n ella

4.6.3. La relazione tra ROE e ROI

Per esaminare le relazioni tra ROE e ROI, possono essere prese in esame le

modalità attraverso le quali il ROE può essere scomposto. Le scomposizioni del

ROE proposte in dottrina sono numerose, le più conosciute nella prassi sono due:

fattori;

La scomposizione in addendi leva finanziaria).

La scomposizione in (meccanismo della

4.6.3.1. La scomposizione in “fattori”

L’analisi della redditività netta può essere innanzitutto eseguita scomponendo il

fattori:

ROE in 3 operativa dell’impresa

La redditività , espresso dal ROI,

-Ipotesi: investimenti gestione extra-caratteristica = 0

struttura finanziaria (Leverage);

-La , espressa dal Rapporto di indebitamento

peso degli oneri finanziari e degli altri componenti extra-caratteristici

-Il ,

espressi in termini di rapporto tra risultato netto e risultato operativo.

ROE = Ro/Ci * Ci/Cn * Rn/Ro

ROE = ROI * Rapporto di indebitamento (Leverage) * Tasso di incidenza della

gestione extra-caratteristica.

Da ciò si desume che il ROE dipende:

-Dalla redditività generata dall'attività caratteristica: se il ROI aumenta, aumenterà

anche il ROE;

-Dal modo in cui l’azienda decide di finanziarsi: per valori maggiori di 1, il Leverage

cresce effetto

all’aumentare dell'indebitamento dell’azienda, ma questo crea un “

moltiplicatore” sul ROI e quindi anche sul ROE;

-Dalla redditività delle gestioni extra-caratteristiche: più in particolare, dal “peso”

degli oneri finanziari conseguenti all’aumento del grado d’indebitamento. Infatti,

all’aumentare dell’indebitamento, aumenteranno anche gli oneri finanziari che

eroderanno in Rn e quindi il ROE.

Infatti, quando Rn/Ro assume valori inferiori ad 1, vuol dire che la gestioneextra-

caratteristica ha concorso negativamente alla determinazione del risultato netto

(Rn). Se invece assume valori maggiori di 1 vuol dire che le gestioni extra-

caratteristiche hanno fornito un apporto positivo alla composizione del Rn.

4.6.3.1. La scomposizione in “addendi”

L’analisi del ROE (più in generale, della relazione tra ROE e ROI) può essere svolta

addendi”

anche attraverso un secondo procedimento definito “scomposizione in e

leva finanziariaIl

meglio noto come meccanismo della ROE di pende da:

Redditivitàoperativa dell’impresa;

ROI =

-Ipotesi: investimenti gestione extra-caratteristica = 0

Quoziente di indebitamento

q = (Capitale di terzi / Capitale netto);

Tasso medio di finanziamento

i = (costo medio del capitale preso a prestito);

Coefficientedi defiscalizzazione;

(1 –α) =

-Ipotesi: α = 0 (incidenza degli oneri fiscali nulla) (1 –alfa) = 1

ROE = [ROI + (ROI –i) * q ] * (1 –α)

La relazione, cosìformulata, che lega ROE e ROI, apre una serie di interessanti

problematiche relative ai possibili effetti generati dal quoziente di indebitamento

(q). Se per il momento si tralascia l’incidenza degli oneri fiscali, l’analisi della

suindicata espressione consente di mettere in evidenza le seguenti relazioni:


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DETTAGLI
Esame: Ragioneria
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
Docente: Rea Michele
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher emanuele_94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ragioneria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Rea Michele.

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