Raffaello e l'arte romana
Durante il pontificato di Leone X, Giulio II e Clemente VIII, Roma si innovò con l'ampliamento di Palazzo Vaticano ad opera del Bramante, gli affreschi della Cappella Sistina da parte di Michelangelo e le celebri stanze di Raffaello.
Il ruolo di Raffaello
Poiché il Bramante e il Buonarroti furono impegnati presso altre corti nel corso dell'età dell'oro romana, Raffaello divenne il punto centrale dell'arte romana, grazie all'appoggio dei papi che vedevano nel pittore di Urbino il leader della concezione pittorica e scultorica della cristianità.
Raffaello si dedicò alla pittura, alla scultura e all'architettura, mettendo insieme queste tre arti. Nel periodo romano, una delle opere più importanti fu il ritratto di Leone X e Giulio II.
Ritratto di Leone X
Leone X con i cardinali, olio su tavola. Il ritratto non sembra ufficiale poiché il papa è ritratto nel bel mezzo della lettura di un libro. Da notare infatti il libro aperto e la lente di ingrandimento e, alle sue spalle, i due cardinali Giulio De Medici, futuro Clemente VIII, e Luigi De Rossi in una posa molto spontanea. I colori si basano su una sinfonia di rossi e il taglio dal quale è dipinto obliquamente rende il pubblico partecipe all'opera.
L'unico che guarda verso il pubblico è Giulio De Medici che, con il gesto di appoggiare le mani sul trono papale, sottolinea la dinastia con il papa Leone X, che invece guarda in punto diverso della stanza.
Ritratto di Giulio II
Giulio II, olio su tavola. Anche in questo caso, il pontefice non viene ritratto come di consueto. Raffaello innova questa tecnica ritraendolo come se lo spettatore fosse posto al suo lato, in modo da abbattere le barriere fisiche e psicologiche tra il papa e lo spettatore. È raffigurato sul trono papale con le pigne sui pomelli che sottolineano lo stemma della famiglia Della Rovere.
La novità fu che per la prima volta un papa fu ritratto da un punto di vista psicologico, assorto nei suoi pensieri.
Le logge di Raffaello
Alla morte del Bramante nel 1514, Raffaello prese il suo posto nella costruzione della seconda loggia nel Palazzo Vaticano. In una lettera ad Isabella d'Este, Castiglione specifica come fossero belle le logge costruite e dipinte da Raffaello. Le logge di Raffaello, formate da tredici campate, furono costruite e pensate come gallerie alle quali aveva accesso solo il papa. Erano state concepite come aperte sulla veduta di Roma, cosa che oggi non è più possibile poiché fu poi costruito nel '500 l'attuale residenza pontificia. I lavori di decorazione iniziarono nel 1517.
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