Jacopo Bellini: artista tardo-gotico
Lunedì 10 aprile 2017
Jacopo Bellini è un artista tardo-gotico, noto per la sua bottega dove si formano i più importanti artisti della seconda metà del '400 veneziani e veneti. Apprende le novità dal resto d’Italia perché ospita vari artisti. Dai fiamminghi apprende l’arte dell’olio e della tela; dal crescente interesse per l’antiquariato arriva a Venezia un genere di interesse per la statuaria e la medaglistica. È un personaggio di passaggio tra tardo-gotico e umanesimo e la sua bottega è il luogo in cui questo passaggio avviene. I suoi figli sono Giovanni e Gentile Bellini.
Gentile Bellini
Gentile Bellini aveva più fortuna economica, essendo stato nominato pittore ducale e incaricato di rappresentare gli eventi della città di Venezia. Le sue composizioni esaltano la città, al punto che l'evento stesso rischia di passare in secondo piano, poiché viene esaltato lo spazio urbano reale. Non c’è più la città ideale, è già Venezia, non ha bisogno di essere idealizzata, l’artista deve solo cogliere lo scorcio migliore. Il vedutismo veneto, i cui capisaldi sono Canaletto e Bellotto, inizia in questo momento. La veduta proviene dalla bottega di Bellini, che si differenzia in veduta della campagna urbanizzata e in città vera e propria. Lo spazio esterno ha stessa dignità di un ritratto o di una rappresentazione sacra.
Opere di Gentile Bellini
- Processione in Piazza San Marco: architetture della prima metà del '400, non c’è ancora la serie di logge che poi caratterizzerà Piazza San Marco.
- Miracolo della croce: la santa reliquia della croce cade in acqua, ma non affonda e rimane in piedi. Tutti si buttano per cercare di recuperarla, ma sfugge finché un frate la afferra e la porta in salvo. In basso a destra ci sono i donatori, personaggi importanti del Maggiore Consiglio (le famiglie che ne fanno parte sono definite nobili). L’evento protagonista passa in secondo piano, poiché viene rappresentato uno scorcio particolare con l’esaltazione di chi ha pagato l’opera e la collettività—> Venezia è abitata da persone che costituiscono un tutto.
- Ritratto di uno dei dogi: fatto da Gentile confrontato con lo stesso fatto da Giovanni. Nel primo c’è la linea di contorno, la figura è ancora costruita mediante il disegno quindi la limita, gli toglie il senso di realtà.
- Predica di San Marco ad Alessandria d’Egitto: realizzata con Giovanni, si distinguono le mani dei due fratelli.
Giovanni Bellini
Giovanni Bellini: la famiglia Mantegna e Bellini si uniscono. Mantegna porta a Bellini la razionalità, lo studio, l’amore per l’antichità classica, per il verosimile, per i materiali preziosi; Bellini porta a Mantegna la luce, i passaggi di colore, la dolcezza delle figure.
Opere di Giovanni Bellini
- Madonna col bambino: opera di Bellini che sembra fatta da Mantegna perché Bellini usa il disegno anche troppo. C’è un dialogo di affetti che è nuovo nella pittura.
- Trasfigurazione di Cristo: le figure fanno parte della natura, a tal punto che ci sembra quasi impossibile che un’apparizione della Trinità in questo modo possa avvenire in un paesaggio a cui siamo abituati—> cala evento straordinario nella quotidianità. Ci aspetteremmo un’atmosfera più strana, più lugubre, che suggeriscono la straordinarietà dell’evento. Fonde perfettamente paesaggio e figure, con un’attenzione quasi geologica (rocce estremamente realistiche). Ciò che distingue le figure e il paesaggio è la luce, che si rifrange di più sulle figure (come se fossero fatte di metallo o di marmo). Paesaggio umanizzato, non selvatico—> umanesimo è ciò che trasforma la realtà.
- Confronto con Orazione nell’orto: personaggi immersi nella natura che è come se si staccasse dalle figure. La luce veneta avvolge tutto, come se fosse un velo che armonizza, tranne nei punti in cui si vuole mantenere viva l’osservazione.
- Pala di San Giobbe: diretta conseguenza delle pale fatte da Da Messina, è una sola immagine che rappresenta uno spazio absidale che ricorda l’interno di una chiesa veneziana, con la Madonna sul trono di San Marco sollevata da un alto piedistallo in modo che i santi sono grandi uguali a lei ma più in basso. Tutto costruito attraverso la prospettiva, ma non ci accorgiamo della costruzione che viene annullata da luce e ombra. È una sacra conversazione perché i santi sono intorno alla Madonna. Personaggi rappresentati con realismo e dignità straordinari. Luce e colore definiscono le forme—> pittura tonale: eliminate completamente le ombre nere, le ombre sono solo delle sfumature di colore. I veneziani hanno notato delle cose grazie all’acqua, che produce delle rifrangenze uniche, quindi osservano un fenomeno a cui i veneziani sono abituati.
La committenza di Giovanni è esclusivamente veneziana.
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