Raffaello 1483-1520
Nasce a Urbino, figlio di un pittore abbastanza famoso alla corte di Federico da Montefeltro (Giovanni Sanzio). Lavora nella bottega di Perugino e nel 1500 è già un maestro riconosciuto. Lavora nell'Umbria e nelle Marche realizzando opere stilisticamente molto legate a quelle del maestro (vedi "Crocifissione").
Permanenza a Roma
Nel 1503 va a Roma per assistere all'incoronazione di papa Giulio II (parente della sua protettrice) che sarà molto importante per la sua produzione, così come il suo successore.
"Sposalizio della Vergine"
1504, tavola, Pinacoteca di Brera, Milano.
- Parallelo con l'opera di Perugino “La consegna delle chiavi a San Pietro”, realizzata alla fine del ‘400 conservata al Musée des Beaux-Arts di Caen.
- Raffaello doveva conoscere l’opera in esecuzione, e ne modifica la struttura: da grandioso motivo scenografico, Il tempio sullo sfondo, diventa il fulcro di uno spazio che si sviluppa circolarmente fino all'orizzonte; i personaggi in primo piano assumono pose più naturali.
- L'opera di Raffaello presenta più armonia e una maggiore compenetrazione tra le figure.
- L’edificio poi, manifesta nella circolarità dell’impianto a 16 lati e con peristilio, nella coerenza dei legami strutturali e nell’eleganza delle membrature, la complessa e aggiornata cultura architettonica di Raffaello, che gli consente di distaccarsi nettamente dal modello del più anziano maestro.
- Spazialità meno piatta.
- Superamento del maestro.
Raffaello a Firenze
Decide di soggiornare nel più vivace centro di elaborazione di una nuova cultura figurativa. Esplora la tradizione rinascimentale fiorentina, dalle fonti quattrocentesche alle opere più recenti di Michelangelo e Leonardo.
"Madonna del Belvedere"
1506, olio su tavola, Kunsthistorisches Museum, Vienna.
- Unisce la non definizione atmosferica di Leonardo alla plasticità e al dinamismo di Michelangelo.
- Il fascino delle composizioni piramidali e del linguaggio dei gesti e degli affetti, di cui Leonardo per primo si era servito, si manifesta in molte Madonne del periodo fiorentino di Raffaello.
- Vergine in posa contrapposta, la sua testa è lievemente inclinata, ed è una sorta di sole raggiante contro il celeste tenue del paesaggio lacustre alle sue spalle.
- La Vergine sorregge il bambino ancora troppo piccolo e privo di autonomia, che si protende e prende la piccola croce portagli da San Giovannino.
"Ritratto di Agnolo Doni"
I due coniugi Doni vengono ritratti contro un paesaggio che, pur partecipando ancora della dolcezza dei paesaggi umbri e serbando il ricordo di quelli del Perugino, non ha la forza evocatrice degli sfondi montuosi di Leonardo.
Per Raffaello, il paesaggio si pone come sfondo chiaro e luminoso che accresce la grazia, la delicatezza e l’intima consapevolezza dei soggetti. L’agiato mercante Agnolo Doni mostra il suo volto intelligente incorniciato dallo scudo berretto e dalla massa di capelli ricci. Busto di 3/4 verso destra, volge la testa lievemente dalla parte opposta, accompagnando lo sguardo.
"Ritratto di Maddalena Strozzi"
1506 circa, olio su tavola, Palazzo Pitti, Firenze.
- Dittico.
- Ricalca l’impianto compositivo della Gioconda di Leonardo, ma con intenti e risultati quasi antitetici, accentuando la descrizione dei lineamenti fisici come delle vesti, dei gioielli e dell’ambientazione paesistica.
- Senso della volumetria e pieno inserimento dei corpi nella spazialità.
- Carica psicologica; ognuno ha una caratterizzazione propria e precisa, senza però cadere nell'esagerazione o nella caricatura.
"Pala Baglioni"
1507, olio su tavola, Galleria Borghese, Roma.
- La signora Baglioni la commissiona in onore del figlio morto e per ricordare il proprio dolore.
- Rielabora il concetto della passione.
- o "Trasporto di Cristo morto".
- Figure incastrate e perfettamente modulate (vedi Pietà di Michelangelo).
- L’opera è una delle prime pale d’altare di Raffaello che rechi un soggetto narrativo, è evidente inoltre l’elaborazione delle forme ideate da Michelangelo nella Firenze dell’inizio ‘500.
- Moti dello spirito, sguardi, tensione muscolare in un senso plastico in cui ogni essere ha autonomia di pensiero e di azione.
- Maniera moderna.
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