Estratto del documento

Legenda: Le parti scritte più piccole sono poco importanti

Le domande in maiuscolo sono quelle che la prof. ha detto che potrebbe fare

Le date in grassetto sono quelle che la prof. ha detto di sapere

Le frecce in basso con l’asterisco sono dei collegamenti a ciò che verrà trattato

successivamente (o si ricollegano a sopra)

* Questi appunti sono trascrizioni fedeli delle lezioni di radio e di televisione di fine 2019,

riadattate e integrate con cenni dai libri.

RADIO:

La radio nasce nel 1895 (insieme al cinema) grazie a Marconi, il quale trasmette messaggi elettrici:

inventa il telegrafo senza fili. La radio è uno strumento importante per le comunicazioni sociali, che

ha avuto il suo momento di gloria tra gli anni ’20 e ’30.

CARATTERISTICHE DEL MEDIUM IN GENERALE: il medium trasmette qualcosa, informa, vende,

connette (soprattutto la radio). “Medium” significa: “collocarsi nel mezzo”, collegare

qualcosa/qualcuno con la massa amplificando il messaggio, “intermediare”, trasportare”. Serve per

far transitare e collegare informazioni.

Negli ultimi anni si è smaterializzato sia il messaggio sia il medium, con la costruzione di una rete in

cui il messaggio può viaggiare.

La medium (come persona) legge la mente e la mano per prevedere il futuro (non scientifico,

magicoide) -> quando la radio nasce è investita di un senso di sorpresa e magia, perché la gente può

sentire a distanza le voci.

Alla fine dell’’800 c’era la moda di ipnotizzare: la radio, più del cinema, si radica sull’inconscio

(irrazionale).

RADIO:

La radio è il primo mezzo di comunicazione di massa che va verso la globalizzazione perché connette

e avvicina il distante attraverso dati e supporti invisibili (immateriali -> si entra nel mondo del

magico; la radio viene da un sapere magico che fa parte dell’ipnosi).

Oggi la radio trasmette musica e informazioni di vario genere. Nel passato ha trasmesso fiction (soap

opera), musiche e programmi di finzione letti e adattati per la radio.

Tutto si basa sull’udito e sull’immaginazione (-> mondo dell’occulto, si hanno visioni interiori

mentali stimolate da suoni e parole).

La radio è un medium immateriale (non ha un supporto: il suono viaggia sull’etere) e, al contrario

di tutti gli altri media, non ha un corpo, un veicolo di trasmissione materiale (anche per questo è

incline al collegamento tra scienza e magia).

Inizialmente non era molto diffusa perché la radio materiale ha un costo. È il primo medium che

entrò in casa: rivoluzione del domestico -> percezione della gratuità e autonomia/libertà (perché

scelgo i canali quando voglio): si ascolta mentre si fa altro (a differenza degli altri media che

catalizzano l’attenzione). Inoltre, a differenza di altri media, non si deve guardare la fonte per la

fruizione, ma il suono arriva anche se non si vuole (acùsma, un tipo di sonorità che noi avvertiamo

ma del quale non vediamo la fonte) -> si ascolta con più attenzione; con la radio nasce l’ambiente

sonoro.

Le onde radio “fluiscono come l’acqua del rubinetto”: la radio è un servizio disponibile in casa

quando lo si desidera, che viene erogato finchè non si chiude il collegamento. Si tratta di una

comunicazione di massa quotidiana, abbondante e gratuita, a fruizione domestica.

Si sconvolgono inoltre i concetti di pubblico e privato: lo spettacolo era stato associato allo spazio

pubblico.

La radio pubblica ha forte presa sull’immaginario dell’epoca: riesce a veicolare efficacemente le

informazioni, anche pubblicitare, riuscendo a vendere i prodotti che promuove (anche perché chi

ascolta è più attento) -> dialettica tra merce e servizio: c’è sia vendita di prodotti sia di

idee/ideologie.

Da una parte era uno strumento democratico di progresso, ma dall’altra serviva a controllare e

plagiare (ipnosi).

FAMIGLIA: Il concetto di famiglia riunita nasce con i media (che uniscono), perché prima la famiglia

si sviluppava all’aperto -> la radio è il primo media che crea l’idea di famiglia moderna. La casa e i

rapporti familiari cambiano grazie alla radio e agli altri mezzi che nascono in quegli anni: il telefono

(la radio crea un’ambiente, il telefono serve esclusivamente per comunicare), la macchina

fotografica (diventa di massa, chiunque si fa fotografare e sa fotografare) e il fonografo (si potevano

registrare musiche e suoni, al contrario della radio ha un supporto): la casa diventa un luogo in cui

si sta molto di più.

La radio diventa un mezzo di comunicazione di massa, ma la massa della radio è diversa perché non

è addensata tutta in unico spazio (pubblico) ma sciolta nello spazio in luoghi diversi (privati) (

come

). Il collegamento è sotterraneo e sottomarino e la rete è fatta di molti nodi (le case).

nel digitale

POLITICA: Le dittature fanno della radio il principale mezzo di propaganda di massa. Questo perché

arriva anche agli strati sociali più bassi (rispetto alla stampa non servono competenze alfabetiche) e

perché viene centralizzata.

Come vedremo, nella 2^ Guerra Mondiale, sarà anche uno strumento per contrastare le dittature,

tramite frequenze occulte.

Nella radio c’è una rete piramidale discendente (è broadcasted, a semina larga): gli Stati hanno

ottenuto il diritto di riproduzione (vertice piccolo) e il messaggio poi viene distribuito largamente

(base larga).

La radio viene da subito percepita come sinonimo di libertà perché consente una fruizione

spontanea, gratuita e non ripetitiva, e rappresenta il trionfo dell’uso domestico della comunicazione

e della quotidianità rispetto al giornale ( ).

che presuppone alfabetizzazione e impegno

La radio produce la globalizzazione perché:

- c’è una rete di telegrafia sottomarina [roiter]

- nascono agenzie dell’informazione internazionali (es. Reuters, Ansa), centri di accumulo delle

informazioni che vengono poi fornite ai giornali

- nascono istituzioni che allocano le frequenze.

L’elemento che permette di svoltare dall’antichità alla modernità è l’invenzione dell’elettricità ->

nel 1799 Alessandro Volta inventa la pila, un sistema di accumulazione e sviluppo dell’energia

elettrica. L’altro elemento che completa la possibilità di inventare la radio è l’induzione

elettromagnetica di Faraday (nel 1831), che capisce che si può creare una forza motrice creando un

campo elettrico (non crei solo energia ma produci anche forza motrice) -> ipnosi.

MORSE: Morse capisce che può far corrispondere a ogni piccolo segnale sonoro (un segnale

corrisponde a un bit diverso) una lettera (+ lettere = messaggi) e viceversa: i segnali possono essere

tradotto in messaggi e viceversa. Inventò quindi l’alfabeto Morse (1838).

Lo strumento di trasmissione iniziale di Morse è il telegrafo, brevettato da lui nel 1844 -> con questo

strumento si ha il primo utilizzo dell’elettricità nella comunicazione e nei media. Viaggiava con i fili

(anche sottomarini) e richiedeva la mediazione pubblica di un operatore. Fu utilizzato anche nel

mondo navale e nelle guerre. È l’antenato della radio.

Il relativo lavoro di centralinista fu una delle prime professioni in cui veniva sfruttata la manodopera

femminile. L’operatrice faceva corrispondere una lettera a un suono, collegando le persone che

volevano parlarsi -> la mano trasmette segnali a lunghe distanze (è qualcosa di “magico”).

Hertz, a fine ‘800, prova l’esistenza delle onde elettromagnetiche, che esistono e si sviluppano dal

circuito elettrico e diventano un canale di propagazione (è la forza motrice) -> eliminazione fili.

Produce le onde -> ipnosi.

Marconi introdusse il telegrafo senza fili (1901) producendo le onde artificialmente e riuscendo ad

indirizzarle in direzioni precise. Il fatto che segna il vecchio dal nuovo è l’affondamento del Titanic;

in questo evento il telegrafo (senza fili) fu necessario per salvare vite; l’evento del Titanic fu il primo

evento mediatizzato.

La luce emette delle onde elettromagnetiche perché la luce è un movimento ondulatorio. Tutti

questi media che utilizzano la luce e danno importanza ai suoi effetti furono messi al centro

nell’immaginario culturale.

Il punto di vista negativo della nuova tecnologia è legato al fatto che alcune malattie, secondo il

pensiero dell’epoca, si sviluppavano in correlazione allo sfruttamento della luce nei media: l’isteria

è una malattia immaginaria prettamente femminile negli anni in cui con la luce si stava inventando

il modo di comunicare (es. cinema); queste donne, secondo la medicina del tempo, sviluppavano

uno strano alone luminoso ed esse erano plasmabili (imitavano oggetti e persone) -> si diffonde

l’idea che l’elettromagnetismo abbia delle conseguenze fisiche/psicologiche e abbia la capacità di

agire sui corpi (malattie legate all’elettromagnetismo). È come se le donne fossero le prime a

manifestare che questa grande connessione totale sappia contagiare e rendere tutti simili (ciò si

manifesta simbolicamente nell’isteria). Questo è il simbolo sul fatto che le novità che ci

razionalizzano la vita sono fonte di influenza invisibile e pericolosa.

La radio diventa centrale nella 2^ Guerra Mondiale perché sviluppa il potenziale di libertà -> si

cominciano a formare frequenze occulte e clandestine ( ) che devìano dai circuiti

oggi è il deep web

principali e permettono una connessione più spontanea e più libera su idee comuni (contro le

dittature, sono anticorpi al cambiamento) (la radio più famosa di quel periodo è Radio Londra). La

radio fu, quindi, uno strumento antiegemonico ( ).

cosa che la TV non fu mai

Ne “Le vite degli altri” si vede la centralità della radio in quel momento storico e l’idea del segreto

della parola (che è un vincolo di resistenza) -> collegamento tra isteria come simbolo dei pericoli

della globalizzazione e come anticorpo a questa situazione.

Comunicare significa scambiarsi dei messaggi con un significato sulla base di un codice comune (la

lingua). Quando si passa dalla comunicazione face to face alla comunicazione di massa, il codice

diventa molto importante, poiché la comunicazione di massa raggiunge tante persone e il raggio di

azione viene amplificato sempre di più, attraverso i media -> globalizzazione radiofonica.

La radio si basa sull’immaterialità del messaggio e del supporto, cosa che non si può dire della

stampa.

I vantaggi del medium immateriale:

- è di più facile ricezione (leggere non è per tutti, ascoltare lo è) -> propaganda

- diminuzione dei costi

L’’800 diventa il secolo dell’elettricità (sfera dell’irrazionale + sfera del razionale); questa permette

di potenziare enormemente la gittata dei messaggi.

Nel 1876 si ha per la seconda volta l’applicazione dell’elettricità alla comunicazione: Graham Bell

inventa il telefono; crea una rete di cavi di casa in casa.

Il telefono viene posto in un luogo specifico della casa, diventando un personaggio dell’abitazione.

La comunicazione via telefono inizialmente era mediata dalle centraliniste.

Nel 1879, Edison inventa il fonografo, uno strumento per la registrazione del suono su un cilindro.

Il telegrafo, il telefono e il fonografo sono dei servizi e non propriamente media (al massimo sono

media vuoti, che non hanno un contenuto proprio ma lo trasmettono *a differenza del giornale, del

cinema, della radio e della televisione che sono media pieni perché trasmettono ai riceventi un proprio

-> i media vuoti sono strutture di trasmissione che sono riempite con il messaggio). Questi

contenuto

tre strumenti sono antenati della radio e hanno contribuito alla sua invenzione (insieme

all’elettricità).

Per far sì che ci sia la radio, però, oltre ai suoni, si deve riuscire a trasmettere la voce umana: nel

1906, Lee De Forest (americano) inventa il triodo, una valvola elettronica (simile a una lampadina),

che serve a smistare i segnali, facendo passare attraverso l’elettricità segnali più complessi (come la

voce) rispetto al semplice bit dell’alfabeto Morse.

Dopo questa invenzione, la radio diventa centrale (a partire, appunto, dall’America), soprattutto nel

corso della 1^ Guerra Mondiale

-> i primi anni della radio sono contrassegnati dalla guerra, che porta con sé anche l’uccisione dei

soldati dall’alto (è più leggero che uccidere da vicino) -> prospettiva astratta -> la guerra è un

concetto e non qualcosa di violento.

Dopo il primo conflitto mondiale, vengono messi in commercio apparecchi radiofonici che non

possono trasmettere ma solo ricevere.

PERIODI DELLA RADIO:

- Anni ’10: utilizzo nella 1^ Guerra Mondiale

- Anni ’20: costruzione di enti ed emittenti radiofoniche; ci si pone il problema di chi debba gestirle

-> differenza forte tra America e Europa:

- in America si sviluppa la radio privata e nasce la RCA (Radio Corporation of America)

(1919), una grossa emittente che emette trasmissioni in cambio della vendita di

apparecchi da lei prodotti.

Negli anni ‘20 viene emanato un atto in America in cui si dice che l’etere è libera e

pubblica e chiunque può accaparrarsi delle frequenze e trasmettere, ma serve una

licenza (lo Stato la concede a chi compra frequenze: c’è un controllo su chi le compra

ma non su cosa trasmette) -> lo Stato non ha il monopolio.

- in Europa non c’è invece privatizzazione: la radio nasce come monopolio di Stato e

come un servizio pubblico (come acqua, gas, luce). Si sovvenzionava con gli

abbonamenti ma non con la pubblicità.

In Italia la radio si chiama EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) e la prima

trasmissione fu il 6 ottobre 1924, da parte di una donna.

Anche in Inghilterra c’è un monopolio statale: la BBC (British Broadcasting Corporation)

è l’unica radio inglese, e trasmette la prima trasmissione nel 1922.

La radio, in questo periodo, è quindi uno strumento per i regimi ( a Roma c’è il Centro radio

).

imperiale - antenato di Cinecittà

Gli anni ’20 e ’30 sono considerati gli anni d’oro per la radio.

- Anni ’50: questo periodo si lega alla storia del costume e a un nuovo modo di sfruttare l’etere,

poiché si diffonde la radio in modulazione di frequenza (l’FM, l’ascolto in stereofonia,

che è più semplice da ricevere e da trasmettere), usato in questo periodo per

trasmettere la musica (Elvis Presley è il simbolo).

Radio Wing, in America, fu una leggenda perché fu la prima radio che trasmetteva

Rock’n roll (che porta conseguenze visive di stile e di abbigliamento a partire da un

genere musicale).

In Italia, la trasmissione radiofonica più famosa del tempo era “La Bisarca” della

Settimana Incom (di Pietro Garinei e Sandro Giovannini): la tradizione melodica italiana

ritarda molto l’esplosione della musica giovanile.

Il primo Rock’n roll che si sente in Europa fu grazie a una radio pirata (radio

Luxembourg), che trasmetteva con un’angolazione di frequenza che permetteva anche

agli inglesi di sentirla -> questa radio diventa il simbolo della rivoluzione musicale

giovanile (la cosiddetta musica leggera); fa talmente tanta concorrenza alla BBC Radio

che questa fa un canale per i giovani (BBC One): in Europa si consoliderà una forma di

consumo radiofonica specificatamente dedicata alle nuove sonorità e ai giovani, che in

quegli anni divennero ribelli (-> Rock’n roll) -> la radio divenne alleata dei giovani

- Anni ’60: nasce Radio MonteCarlo, che portò in Italia una ventata di freschezza e aprì la strada alle

frequenze private (versione melodica della radio pirata; fu un po' come Radio

Luxembourg).

Vengono ridotti gli spazi necessari per l’apparecchio radiofonico, che viene introdotto

nell’automobile

- Anni ’70: fu introdotto il walkman (1979): la radio si può ascoltare per strada camminando. Da

questo periodo, poi, la musica sarà personale al 100% (cuffie) -> è il primo personal

medium (che sta con noi).

Arrivò in Italia la cultura del rock.

- Anni ’80: fu un decennio di cambiamenti, anche strutturali (in Italia si diffonde la radio a flusso).

Il sonoro (e la radio) è:

- personale

- manipolabile: si può rimpicciolire senza danneggiare la sua qualità (a differenza dell’immagine).

TRE ASPETTI DELLA RADIO: La radio, quindi, è il primo personal medium (medium personale), che

viene indossato (cuffiette) -> la radio si emancipa dal territorio domestico e diventa utilizzabile

ovunque: ha a che fare con la nostra sfera intima (come il telefono).

Il parametro sul quale giudichiamo un suono è se quel suono ci emoziona (la sensazione emotiva

deve essere adeguata a ciò di cui si sta parlando) -> il suono è evocativo, emotivo e simbolico: la

radio lavora sulle nostre emozioni profonde e ci chiede di immaginare ciò che ci dice (

ad es. l’11

settembre 2001 è stata prima la radio a comunicare l’evento e il suo messaggio è stato più evocativo rispetto

) ( ).

alle immagini per l’immagine, invece, il parametro è la sua veridicità

Il terzo aspetto della radio è la temporalità: la radio è sempre il presente, tutto ciò che non capiamo

al momento non lo sentiremo più (il libro si può rileggere, il film si può riguardare ecc.).

FUNZIONI DELLA RADIO:

La radio ha anche funzioni sociali, quali:

- funzione di accompagnamento (in macchina -> la fascia in cui

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 26
Radio e televisione Pag. 1 Radio e televisione Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Radio e televisione Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Radio e televisione Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Radio e televisione Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Radio e televisione Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Radio e televisione Pag. 26
1 su 26
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pensappunti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Grespi Barbara.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community