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S T I

TORIA DELLA RADIO E DELLA ELEVISIONE IN TALIA

1 L ’

A GRANDE STRADA DELL ETERE

1 L’ ALBA DEL NUOVO SECOLO

A nessuno può essere data la paternità esclusiva dell’invenzione della radio, alla quale hanno collaborato in

diversi (Marconi fine 800?). D S (P ’A M C ), nel 1916 aveva già

AVID ARNOFF RESIDENTE DELL MERICAN AROCNI OMPANY

intuito le potenzialità della radio e auspicava una scatola con amplificatore per ricevere diverse lunghezze d’onda.

Ma alla sua nascita, l’idea di poter ricevere suoni e voci all’interno delle mura domestiche era ancora un’idea

molto lontana. Si pensava piuttosto alla telefonia senza fili. La radio si sviluppa come mezzo bellico e di lì inizia

la sua trasformazione. Verso la fine degli anni ’20 con la creazione delle prime società di radiodiffusione, si

delineano 2 sistemi antitetici:

* M : , , , . In nel 1920 la stazione Marconi in Cornovaglia

ONOPOLIO PUBBLICO DEL BROADCASTING GB GER FRA ITA GB

trasmise il primo regolare servizio radiofonico della storia per 2 ore consecutive al giorno. Scartata

l’ipotesi del finanziamento pubblicitario, vennero poste le premesse per il monopolio pubblico e venne

costituita la B B C (BBC).

RITISH ROADCASTING OMPANY

* S : . In America il Concesso nel ’19 aveva cercato di far approvare , senza

ISTEMA PRIVATO DEL NETWORK USA

successo una legge che riservasse alla confederazione il monopolio delle radiodiffusioni, ma questa legge

era in contrasto con il Radio Act del 1912. Dunque, nacquero le grandi corporation prima fra tutte A & ,

T T

. Furono concesse fino al ’16 circa 8.500 licenze di trasmissione e questo fu possibile per l’estensione

RCA

del territorio americano che consentiva un più ampio sfruttamento delle bande. Nell’ottobre del ’20 la

Westinghouse ottenne una licenza di trasmissione per il servizio broadcast e la stazione iniziò a

KDKA

trasmettere nel novembre del ’20. Poco dopo S ricevette i finanziamenti per realizzare la sua Radio

ARNOFF

Music Box.

2 P OLITICI E IMPRENDITORI NEL MERCATO DEI SUONI

La prima legislazione italiana sulle comunicazioni senza fili risale al 1910: L. 395. che prevedeva l’inserimento

della radiofonia della sfera pubblica. Nel ’20 era stata creata l’Agenzia radiotelegrafica italiana del Gruppo

Marconi e nel ’21 la Società italiana per i servizi radiotelegrafici e radiofonici, sempre facente capo a M ,

ARCONI

grande scienziato, ma soprattutto imprenditore (cinico). Salandra lo nominò Senatore, ottenne il Nobel per la

fisica e si iscrisse al Partito fascista. Nel ’22 l’avv. Bonacci lamentava a Mussolini la mancanza di un ente che

gestisse la radiofonia italiana. La domanda di concessione presentata dal Gruppo Marconi, non ebbe tuttavia esito

positivo. Marconi, cercando di contrastare le iniziative di società straniere, scrisse direttamente a Mussolini. Il

duce emanò un decreto con il quale veniva riservata allo Stato l’impianto e l’esercizio di comunicazioni per

mezzo di onde elettromagnetiche con facoltà per il Governo di accordarli in concessione. Nel ’23 Marconi

incontrò direttamente Mussolini, ma la convenzione con Marconi non venne rinnovata. Il DL del ’23 fuse

insieme sotto il controllo dello Stato tutti i servizi radiotelegrafici e radiotelefonici. Questo atteggiamento del

Governo andando incontro alle società tedesca e Francese, andavano contro gli interessi di Marconi che avrebbe

voluto l’esclusiva per la sua Società. Mussolini nel, ’23 siglò un accordo con le società francese e tedesca per la

creazione di I RA . Marconi diede vita insieme ad altri personaggi del settore dell’industria radioelettrica

TALO DIO

alla società: .

RADIOFONO

3 L A PRIMA SOCIETÀ DI BROADCASTING

Nel 1924 nacque il M con a capo C C . C aveva ottimi rapporti con

INISTERO DELLE COMUNICAZIONI OSTANZO IANO IANO

M e nonostante il pessimo epilogo del 1° tentativo di far udire la voce del Duce per radio, il 27 ago del 24

ARCONI

nacque l’ (Unione radiofonica Italiana) costituita dalla RA (gruppo Marcomi) e dalla S . Nel

URI DIOFONO IRAC CDA

figuravano oltre a ingegneri della Western Electric, L (Vice presidente) e E M (ex direttore

UIGI SOLARI NRICO ARCHESI

) Presidente. Una soluzione di compromesso fra il Gruppo Marconi e i la Western Electric aveva dato vita alla

FIAT

prima società di broadcasting italiana. Al Presidente della A non sfuggì il valore potenziale della radio.

FIAT GNELLI

La F ebbe una partecipazione azionaria nell’ . Dal punto di vista giuridico furono emanati:

IAT URI

- 1924 – regio decreto legge n. 655 del 1 maggio – si definiscono i contenuti della radiodiffusione (concerti,

teatro, conversazione, informazione) e si definiscono le fonti di approvvigionamento finanziario (canone di

abbonamento e pubblicità)

1924 – regio decreto legge n. 1266 del 10 luglio – si definiscono i controlli del governo (in particolare il visto

- preventivo sulla diffusione di notizie che non pervengano dall’agenzia Stefani della Presidenza del

Consiglio). 1

GraziaV

Lo Stato concedeva l’esclusiva del servizio radioaudizioni per 6 anni all’ la quale si impegnava a trasmettere

,

URI

per 2 ore giornaliere comunicazioni del Governo. Si può ora parlare di vero monopolio.

2 L

A SCATOLA SONORA La storia della radiofonia, non può prescindere da un’analisi sul suo pubblico e le

abitudini di ascolto. Inizialmente l’interesse verso la radio era più per gli aspetti

tecnici che non per i contenuti. C’era un piccolo pubblico di amatori, lontano dal

concetto di massa che si avrà in epoca di regime fascista. Inizialmente i giovani

1 U ingegneri preferivano assemblarsi la radio da soli…La concorrenza straniera fece

N OGGETTO MISTERIOSO sì che le radio non vennero vendute che solo nei centri urbani e tra i ceti più

abbienti. Si delineano 2 tipi di pubblico 1) chi vuole ascoltare musica e notizie, 2)

radioamatori che vogliono anche ascoltare radio estere. Con l’avvento della

pubblicità: nascita della società nel 1926, mutò anche il pubblico del mezzo.

SIPRA

Dal ’25 il regime si accorge delle potenzialità della radio. IL dl del 1925 aveva

fatto aumentare il canone di abbonamento. Molti abbonati si lamentarono per il

servizio radiofonico scadente e molte critiche e timori venivano dai gestori dei

teatri i quali, temevano di perdere pubblico. Dopo la legislazione sulla stampa del

’23 voluta da Mussolini, vi furono ripercussioni sulla nascente informazione

radiofonica, l’URI non aveva una propria agenzia…Fino al ’26 si potevano

2 I trasmettere solo le notizie diffuse dalla S (unica agenzia autorizzata dal

L GIORNALE PARLANTE TEFANI

Governo). Dal ’26 cominciarono anche le trasmissioni per gli agricoltori, ma la

propaganda diretta era ancora il mezzo più efficace. Per una propaganda efficace

erano fondamentali omogeneità del pubblico e sensibilità al messaggio,

caratteristiche più presenti tra i giovanissimi e i bambini. Nel ’27 fu indetto un

referendum tramite questionario, per conoscere i gusti del pubblico: si palesava un

pubblico ristretto, di cultura medio-bassa e poco politicizzato.

Nei Dopolavoro furono installate varie radio per l’ascolto pubblico, ma l’interesse

V ERSO UNA RADIO DI

3 nei confronti dei programmi trasmessi era scarso. La Chiesa fu subito contraria

MASSA alla radio e nel ’27 vietò ai sacerdoti il possesso e l’ascolto della radio.

3 L

A PAROLA ELETTRICA

1 N UOVE DIMENSIONI INDUSTRIALI

Ci si rese conto che occorreva adeguare il sistema radiofonico nazionale a quello più avanzato degli altri paesi. Il

15 gen 1928 nasce l’ Ente italiano audizioni radiofoniche e la radio comincia ad imporsi come mezzo di

EIAR

comunicazione di massa. C aveva istituito un Comitato di vigilanza sulle radiodiffusioni. L’ aveva

IANO URI

cambiato nome, ma gli azionisti di maggioranza (Gruppo Marconi, , , ) era rimasto intatto. Nel ’28

SIRAC FIAT SIPRA

subentrò B (ossia una grande fetta dell’industria elettrica e radiotecnica). Dal ’29 al ’34 nel gruppo entrarono

ENNI

la (controllata dall’ ) e la (pubblicità – che divenne di possesso della ). Nel ’31 il Governo tramite un

SIP IRI SIPRA SIP

atto aggiuntivo alla precedente convenzione, con il quale proseguiva ad accordare all la concessione in

EIAR

esclusiva del servizio di radioaudizione circolare. Con DL del 1933 veniva approvato lo statuto dell’ che

EIAR

prevedeva tra l’altro : un presidente, due vicepresidenti, un segretario, un amministratore delegato e un comitato

direttivo eletti dal di cui 11 membri venivano eletti dall’assemblea degli azionisti e 4 dal Governo. Il

CDA

Presidente V fu artefice dell’aumento delle ore di trasmissione e orami il fascismo attribuiva alla radio un

ALLAURI

ruolo di primo piano. Gli apparecchi radio costavano ancora molto, poiché non c’era interesse da parte

delle aziende costruttrici di produrne di più economiche. Preferivano vendere

meno, ma a prezzi più alti. Fino al ’34 il costo della radio era proibitivo e il mezzo

L più diffuso era la radio galena (da assemblare). Solo nel maggio del ’37 fu

A MACCHINA

2 ’ immessa nel mercato al prezzo di lire 430 la Radio Balilla. Nonostante l’impegno

DELL ATTENZIONE dell’ per produrre programmi di qualità gli abbonati erano ancora

EIAR

pochi….soprattutto se paragonati al resto d’Europa. Negli anni ’30 nacqusro le

autoradio e gli autoradioraduni.

3 L L’attuazione della politica rurale venne assunta come uno dei principali obiettivi

A RADIO IN OGNI del Governo a partire dal ’29. Nel ’32 sottopose un promemoria a Mussolini

VILLAGGIO CIANO

2

GraziaV

nel quale erano indicati i termini di diffusione della radio nelle scuole rurali.

Nonostante l’opposizione da parte del Ministro delle finanze, proprio come

suggerito da C , nel 1933 con l. 791 venne creato l’ente radio rurale, il quale

IANO

si occupò anche della distribuzione delle radio nelle scuole. Ciò che rese fallace il

progetto di educazione e indottrinamento politico delle masse, fu la mancanza di

duttilità organizzativa e di spirito imprenditoriale.

Gli anni dal 1929 al ’34, sono gli anni della maturità fascista. Di fronte alla crisi

economica mondiale, Mussolini, propone i miti della ruralità della lotta

all’espansione demografica dell’efficienza dello Stato corporativo. La radio era

U NA VOLIERA DI VOCI E DI

4 ascoltata solo dalla piccola borghesia ed era un elemento di status symbol. Scopo

SUONI principale dell’ era l’intrattenimento. Nacque il varietà radiofonico. Nel ’36

EIAR

programma I 4 moschettieri con concorso a premi con raccolta figurine (feroce

Saladino).

Il pubblico diviene più esigente. In Italia, con grande ritardo rispetto agli altri

paesi, nel 1929 il Radioteatro fa la sua comparsa (L’anello di Teodosio di

U Chiarelli). Un altro genere diffuso negli anni ’30 fu la Radiosintesi. C’era richiesta

N GENERE

5 di maggiore qualità, ma molti autori disertarono i concorsi, poiché la radio non era

ARTISTICAMNETE considerata da loro uno strumento di qualità. Risposero, invece, giovani artisti

AUTONOMO teatrali, ma le loro iniziative furono ostacolate dalla mentalità conservatrice del

Regime.

Le conversazioni culturali e di attualità furono il genere più idoneo per la prima

incursione della radio nel campo della cultura. L’ fu costretta a scegliere i

EIAR

P propri collaboratori per conferenze etc. tra una lista di nomi del Ministero delle

AROLE ALLO STATO

6 comunicazioni. Nelle nuove trasmissioni, vi era una chiara operazione di ricerca al

NASCENTE consenso. La Chiesa, cambiando opinione, vide con favore la presenza di

predicatori ai microfoni. Si dava più spazio ad una radio parlata.

4 L

A PAROLA AUTORITARIA

Tra il 1935 e lo scoppio della 2° guerra mondiale, la radio divenne il mezzo di

comunicazione di massa che Mussolini aveva tardato a riconoscere.

Conseguenetemente fu creato un organismo accentrato per il controllo

dell’informazione e della cultura. G C fu messo a capo dell’Ufficio

ALEAZZO IANO

1 I PORTAVOCE DEL REGIME stampa (che poi divenne Min cult pop) nel 1933. Nel ’34 fu soppresso il Comitato

di vigilanza e fu istituita una Commissione per fissare direttive artistiche dell’ .

EIAR

Nel ’35 il sottosegretariato fu elevato a Ministero per la stampa e la propaganda.

L’ascolto pubblico era in notevole aumento.

Il banco di prova della radio in diretta, furono le grandi manifestazioni sportive.

La radiocronaca era un mezzo di informazione ideale per celebrare con la radio

eventi di regime. Nel 1935, ormai l’uso della voce non era lasciato al caso, ma

sapientemente adoperato. Il radiogiornale nacque a Milano nel 1929, in seguito

alla trasformazione dei notiziari che non rispondevano più alle esigenze di una

2 L informazione ampia e generale. Nel 1930, il Giornale radio (preceduto dal

A RADIO IN DIRETTA segnale orario), fu diffuso in 3 edizioni e nel 1935, nacquero 2 nuove edizioni e

cominciò a scandire il tempo degli italiani. Nel ’36, ad opera di Galeazzo Ciano,

nacquero le Cronache del regime, condotte da F D il quale,

ORGES AVANZATI

screditando la politica dei paesi esteri, metteva in luce un’immagine positiva

dell’Italia. Tra i principali argomenti trattati: la Guerra in Etiopia.

3 R Nel ’37 fu immessa sul mercato il modello Radiobalilla un modello più

ADIOBALILLA economico, ma che non decollò a causa della mancata cooperazione dei

produttori. Nel ’39 entrò in produzione la piccola Radio Roma, che però non fu

molto pubblicizzata, poiché la sua vendita non procurava grandi guadagni. Ma

ancora molti villaggi dell’entroterra non avevano una radio ed erano tagliati fuori

dal mondo. Nel ’40, la diffusione della radio era ancora limitata. La legge n. 881

3

GraziaV

del 1939 segnò la fine dell’egemonia del Partito sulla radiofonia rurale e in base

alle nuove norme si disponeva di incrementare la diffusione di apparecchi radio.

L’Ente radio rurale venne soppresso nel ’40 e incorporato nell’ .

EIAR

La propaganda radiofonica ebbe un maggior successo nei confronti dei paesi

stranieri e aveva lo scopo di produrre un’immagine positiva dell’Italia, inoltre, le

trasmissioni rivolte agli USA e America latina avevano lo scopo di rinsaldare il

4 P R legame con gli emigrati. Fu creata Radio Verdad destinata ai paesi di lingua

ARLA OMA spagnola che doveva figurare come una radio spagnola clandestina, ma che in

realtà trasmetteva da Roma. Il fascismo non riuscì a causa di una forte

disorganizzazione, a sfruttare la radio per un’efficace propaganda.

5 L F

A OLLA DOMESTICA L’ultimo strumento messo in atto dal Regime fu la politica culturale. Nel ’37 il

Ministero per la stampa e la propaganda fu trasformato in Ministero per la cultura

popolare che assunse il controllo di tutte le attività dell’ .

MINCULTPOP EIAR

Mussolini voleva fascistizzare in senso totalitario la cultura nazionale. Nel ’37 fu

istituito anche l’Ispettorato per la radiodiffusione e la televisione. Mussolini

incaricò ispettore G P . Il genere più ascoltato era la musica leggera,

IUSEPPE ESSION

T

RA SPETTACOLO E

1 ma veniva trasmessa anche la lirica. Nel’37 al proletariato urbano era dedicata la

PROPAGANDA trasmissione Dieci minuti del lavoratore. Le Cronache furono trasformate in

Commenti ai fatti del giorno nel 1938. Nello stesso anno fu istitutita l’Università

radiofonica italiana per la diffusione della lingua italiana all’estero. La radio fu

strumento anche di propaganda razziale. La radio era mezzo di svago e

divertimento e per tutti gli anni ’30 le trasmissioni di propaganda, furono,

comunque contenute.

Il regime cominciò a reprimere le voci dissenzienti anche con mezzi coercitivi. Fu

con l’inizio della Guerra civile spagnola che l’antifascismo (Carlo Rosselli), fece

2 T sentire la sua voce alla radio tramite una radio clandestina. Radio Milano era

AMBURI LONTANI situata in territorio spagnolo e i rapporti sulle sue trasmissioni riempirono gli

archivi del ministero.

L’obiettivo di Mussolini del milione di abbonati fu raggiunto (’38). Nel ’39 fu

lanciato dall’ un referendum sui gusti del pubblico, segno della

EIAR

3 A

NATOMIA DEL PUBBLICO consapevolezza dell’importanza del pubblico, tramite l’invio di un questionario a

tutti gli abbonati.

4 S OTTO LE BOMBE

Dopo il 10 giugno del ’40 l’ mette in onda un nuovo genere: la guerra. Nel ’40 l’Ispettorato per la

EIAR

radiodiffusione fu ristrutturato in 3 settori: interrno, estero e intercettazioni. Fu ridotta la diffusione di programmi

di intrattenimento e potenziata la trasmissione di programmi di contenuto propagandistico e giornale radio. Nel

’41 i Commenti cominciarono ad esaltare il sacrificio degli italiani, a minimizzare le perdite e a screditare il

nemico. Dal ’40 al ’42 l’aretino A intrattenne alla radio gli italiani indovinando il loro gusto e rivolgendosi

PPELIUS

con toni drammatici ed emotivi e spesso usando un tono disfattista relativamente alla imprese belliche italiane.

Mussolini non tollerava il realismo delle trasmissioni di A e questi, nel ’43 fu liquidato. I Commenti

PPELIUS

persero di credibilità e il gradimento del pubblico via via venne meno. Nel ’42 venne messo in onda I cinque

minuti del signor X che tendevano a puntualizzare aspetti e personaggi dello scenario bellico, sec

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nadia_87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof losito gianni.
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