Quaderno di packaging
Lezione 1
Il packaging prolunga la shelf-life di un alimento, lo promuove e consente di mantenere la qualità e la sicurezza dell’alimento. Ha peso anche nella fase di distribuzione. Il consumatore indirizza le scelte di distribuzione e si interfaccia con l’imballaggio.
Definizioni di base
Imballaggio: concetto di protezione meccanica.
Confezione: avvolgimento a diretto contatto con qualcosa.
Packaging: sistema coordinato con cui si predispongono gli alimenti per il trasporto, la distribuzione, la conservazione, la vendita e l’utilizzo finale.
Aspetti specifici del packaging
Imballaggio/contenitore primario: materiale o contenitore a diretto contatto con il prodotto; è concepito in modo tale da rappresentare per il consumatore finale una definita unità di vendita. Questo dev’essere sicuro, deve preservare la qualità, ma ha anche una funzione di vendita, poiché deve attirare il consumatore.
Alcuni esempi di imballaggio primario: latta delle conserve, cartone delle uova, bottiglie, vaschette per carni, vassoi, tappi ecc.
Imballaggio/contenitore secondario: sistema di contenimento di uno o più contenitori primari; non è mai a diretto contatto con l’alimento. Un esempio è la plastica per raggruppare una cassa d’acqua. Questo imballaggio ha varie funzioni; ad esempio per il trasporto. A seconda dei casi svolge un ruolo importante, poiché può influenzare o meno la qualità degli alimenti. Ad esempio i cracker sono confezionati singolarmente, e poi raggruppati in un’unica confezione di un altro materiale che raggruppa tutti gli imballaggi primari; questa confezione secondaria serve ad evitare che i cracker si sbriciolino e che si raffermino più lentamente.
Imballaggio/contenitore terziario: insieme di più imballaggi primari e secondari, predisposto per il trasporto e la movimentazione; è detto anche imballaggio di trasporto.
M.O.C.A.: Materiali ed oggetti destinati al contatto con gli alimenti; si indicano sia materiali per gli imballaggi, ma anche attrezzi da cucina, erogatori di bevande calde, guanti ecc.
Materiali composti multi-strato, come i tetrapak; i vari strati del tetrapak cambiano a seconda del prodotto: ad esempio non sempre c’è alluminio; in generale il materiale dev’essere adatto al prodotto. Anche i rivestimenti delle vaschette dei salumi sono materiali multi-strato.
Funzioni dell’imballaggio
La sicurezza di un materiale è un prerequisito, ed è regolamentata per legge. Le altre funzioni vengono attribuite volontariamente dall’azienda a seconda del prodotto, ma non vi sono obblighi di legge; queste funzioni sono contenimento, protezione, conservazione, logistica, servizio, funzione funzionale.
- Ogni materiale a contatto con gli alimenti deve essere inerte -> concetto di migrazione, trasferimento di sostanze dall’imballaggio all’alimento. Possibile rischio per il consumatore.
- Funzione di contenimento, importante soprattutto per i liquidi e le polveri, dato che non hanno forma propria.
- Funzione di protezione, ovvero prevenzione dai danni fisici e meccanici.
- Funzione di conservazione, ovvero la possibilità che il sistema intervenga arrestando e rallentando i cambiamenti biologici e chimici di un alimento.
- Funzione logistica, di cui non ci occupiamo.
- Silent seller - Funzione di comunicazione; l’imballaggio è il (venditore silenzioso).
- Funzione di servizio/convenience.
- Funzione funzionale; se parlo di imballaggio attivo, sono insieme di soluzioni che consentono di sequestrare sostanze indesiderate all’alimento o le rilasciano per migliorarne la conservazione. Un esempio sono le etichette poste all’interno per sottrarre ossigeno.
- L’imballaggio intelligente invece comunica con il consumatore, come le etichette che cambiano colore a seconda della temperatura di conservazione.
- Funzione ecologica.
Lezione 2
La sostenibilità si associa al settore del packaging. Quando si pensa ad una soluzione di packaging è necessario idearla secondo delle logiche che abbiano a che fare con concetti di energia rinnovabile e pulita. L’imballaggio ha la funzione di evitare che gli alimenti si perdano prima di arrivare sulla tavola del consumatore. È necessario conoscere molto bene il processo di produzione di un alimento.
Grafico del caffè: Questo grafico mostra le emissioni di CO2 di diverse bevande a base caffè, mostrando l’emissione di ogni fase di produzione di queste bevande. L’impatto più grande tra un caffè macchiato, uno nero e un espresso è quello del macchiato, poiché il latte proviene da allevamenti intensivi che generano emissioni molto importanti. In un caffè istantaneo gli impatti sono molto bassi. Se non voglio che le emissioni non diventino inutili, devo individuare soluzioni di packaging utili per la conservazione a lunghi periodi.
Una delle funzioni a cui risponde il sistema di packaging è di proteggere il prodotto con un’ottica ambientale. Ad oggi è vivo l’interesse verso le politiche che rendano il materiale di confezionamento sostenibile; entrano in gioco delle parole chiave.
- La prima di queste è la prevenzione, ovvero evitare situazioni di under-packaging e over-packaging; nel secondo caso far prevenzione può voler dire cercare di utilizzare la minima quantità di materiali per confezionare un materiale. Posso ad esempio ridurre lo spessore, modificare la forma per alleggerire l’imballaggio, attuando una politica di riprogettazione del packaging. Ad esempio una bottiglia in vetro, con etichetta in carta e tappo in metallo è fatta da 3 materiali diversi, quindi lo smaltimento del prodotto è di coltoso perché bisogna separare le varie fasi. Ora invece si usano bottigliette in plastica PET le cui componenti non vanno separate.
- Fare un packaging con materiali simili o uguali tra di loro è una politica di semplificazione. Barilla dal 2001 ha alleggerito i propri vasetti per le conserve alimentari, in modo da ridurre il vetro utilizzato. Per far sì che questi sopportassero lo stesso i processi di sterilizzazione dopo l’imballaggio, si è attuato un restyling della forma del vasetto. Anche le lattine in alluminio hanno avuto un alleggerimento fino al 9%.
La prevenzione in Italia è stata esposta nel decreto Ronchi del 97; successivamente sono state introdotte delle tasse per chi fa imballaggi e per chi le utilizza. Gli obiettivi per il 2030 è portare gli imballaggi al riciclaggio per almeno il 50%; l’Italia è già al 45%, mentre gli altri paesi europei sono circa al 20%, poiché prima esportavano i rifiuti. Il riciclo è un trattamento di rifiuti che mi permette di generare un materiale quasi uguale all’originale. La plastica riciclata non può essere utilizzata per nuovi imballaggi, così come la carta, mentre vetro e alluminio possono ritornare nel ciclo alimentare. La plastica viene riciclata per dare origine a prodotti di seconda vita come gli oggetti di arredamento.
Il riciclo aiuta anche a ridurre l’energia, poiché ad esempio per l’alluminio, per creare una lattina con alluminio riciclato utilizzerei solo il 5% dell’energia che dovrei utilizzare per ottenerla da alluminio vergine. Ci sono alcuni materiali che non si possono ancora riciclare; questi materiali vanno o sottoterra o nel recupero energetico, quindi nella termo-valorizzazione. Vi è anche la possibilità del riutilizzo, come ad esempio quello di una bottiglia in vetro dopo un lavaggio.
Adeguatezza tecnologica o idoneità funzionale del packaging alimentare
Idoneità funzionale è diverso da idoneità alimentare; l’idoneità funzionale è sinonimo di adeguatezza tecnologica, l’altra di adeguatezza legale. L’idoneità funzionale è parlare di caratteristiche di packaging utili per svolgere determinate funzioni.
Cosa s’intende per adeguatezza tecnologica o idoneità funzionale? L’idoneità funzionale indica la capacità che avrà un contenitore o un materiale di garantire la protezione e la conservazione richiesta per il prodotto, di offrire un’immagine gradevole o accattivante e di resistere alle normali condizioni di trasporto, di esposizione a scaffale o di impiego. Garantisce riciclabilità e sostenibilità ambientale. Bisogna mettere al centro l’alimento, le sue caratteristiche, il suo processo di produzione e consumo.