Cap.1 L’INCONTRO TRA SOSTANZA E CONSUMATORE
1. Principali tipi di droghe e loro effetti sul sistema nervoso centrale
2. Fattori che influenzano l’esperienza con la droga
3. Rischi, stili e modelli di consumo
4. Gli elementi chiave dell’addiction
Cap.2: LA DIFFUSIONE DELLE DROGHE: ASPETTI EPIDEMIOLOGICI E STORICI
1. Caratteristiche del consumo
2. L’uso di droghe lecite ed illecite in Italia
3. Tossicodipendenti che si rivolgono ai Servizi
4. Nuove droghe/nuovi consumi/ nuovi consumatori
Cap.3: PROCESSI PSICOLOGICI NELL’USO E NELL’ABUSO
1. Genesi ed evoluzione delle condotte di consumo
2. Principali teorie sull’uso non dipendente di droga
3. Conseguenze dell’uso e dell’abuso sullo sviluppo psicosociale
Cap.4: PERCHÈ LE PERSONE ASSUMONO DROGHE
1. Il bisogno di modificare e di espandere gli stati di coscienza
2. La ricerca di sensazioni forti
3. Il bisogno di facilitazione sociale
4. Il bisogno di eccitazione nelle attività di loisirs
5. Il bisogno di salvaguardare e migliorare l’immagine di sé
6. La ricerca di autonomia, di emancipazione, di sfida
7. Il bisogno di appartenenza e di prestigio
8. Il bisogno di aggrappamento e di controllo: i significati simbolici del fumo di tabacco
9. Il bisogno di ridurre gli stati di disagio e di regolare le emozioni
10. Le dipendenze non farmacologiche: dipendenze o condotte di addiction
11. Nuove tecnologie della comunicazione e nuovi stili di utilizzo degli strumenti
tecnologico-relazionali
Cap.5: TEORIE SULLA GENESI DELLA DIPENDENZA
1. Vizio, malattia, adattamento disfunzionale: l’evolversi dei modelli di riferimento
2. Tossicodipendenza come malattia (disease)
3. Tossicodipendenza come modalità di adattamento disfunzionale
Cap.6: IL PERCORSO DI USCITA DALLA DIPENDENZA
1. L’interruzione spontanea e assistita
2. Gli interventi farmacologici
3. I principali tipi di trattamento in ambito psicologico
4. Gli interventi socio-riabilitativi
Cap.7: ORIENTAMENTI E STRATEGIE NEL CAMPO DELLA PREVENZIONE
1. Gli interventi di prevenzione primaria
2. Gli interventi di prevenzione secondaria e di riduzione del danno
Capitolo 1: L’INCONTRO TRA SOSTANZA E CONSUMATORE 1
1. Principali tipi di droghe e loro effetti sul sistema nervoso centrale.
Definizione di droga
Le droghe sono accumunate da un’azione farmacologia di tipo psicoattivo che
può modificare l’umore, la percezione, l’attività mentale, e sono diverse in
ragione degli effetti, della dannosità, della considerazione sociale di cui
godono. Altri termini sono narcotico e stupefacente:
- il primo è corretto per sostanze che inducono narcosi e anestesia come etere
cloroformio, barbiturici oppio;
- il secondo è di più difficile definizione: una, che resta comunque
insoddisfacente, li definisce come sostanze in grado di dare dipendenza.
Il termine di sostanze psicotrope o psicoattive ci sembra più rigoroso
scientificamente poiché sicuramente tutte le droghe modificano l’attività
psichica. Resta il fatto che l’incertezza terminologica testimonia la malleabilità
culturale della droga.
Tipologie di droghe.
Possiamo classificare le sostanze sulla base degli effetti prodotti sul sistema
nervoso centrale, distinguendole in 4 tipologie:
- droghe che deprimono il SNC (alcol, barbiturici, benzodiazepine, solventi):
assunte in piccole dosi riducono l’ansia, la concentrazione e la memoria, danno
benessere e rilassamento e lieve euforia; assunte in d
osi più elevate, per es.
nell’alcool, diminuiscono l’autocontrollo, il senso critico, le inibizioni e
aumentano l’irritabilità e i comportamenti aggressivi.
L’assunzione ripetuta di tutte queste sostanze determina fenomeni di
tolleranza.
La dipendenza fisica è sempre presente, tranne che per i solventi, in misura più
o meno accentuata.
L’uso prolungato, anche a dosaggi terapeutici, delle benzodiazepine per il
trattamento dell’ansia e insonnia, produce dipendenza fisica.
L’associazione alcool-bezodiazepine- barbiturici, è mortale (azione centrale
inibente sul SNC)
- droghe che riducono il dolore (oppiodi naturali e di sintesi): riducono gli
stati di ansia e di angoscia, determinando sensazioni di calore e tranquillità,
riducono sensibilità alle reazioni emotive e al dolore.
L’assunzione regolare e quotidiana determina dipendenza fisica e tolleranza.
La brusca sospensione causa una sindrome di astinenza
- droghe che stimolano il SNC (anfetamine, cocaina, caffeina, nicotina):
diminuiscono la sensazione di fame e di fatica e perciò incrementano la
capacità di compiere attività fisiche ed intellettuali prolungate.
Bassi dosaggi producono eccitazione, euforia, aumento della vigilanza,
sensazione di aumentata energia.
Dosaggi elevati (non per la nicotina e la caffeina), possono produrre reazioni
violente, aggressive, disforia.
L’uso prolungato di queste sostanze genera tolleranza, dipendenza psichica e
nel caso della nicotina anche fisica.
- droghe che alterano la funzione percettiva (LSD, funghi,cannabis,
ecstasy): incrementano e modificano le esperienze sensoriali (illusioni e
allucinazioni), alterano il pensiero e inducono stati di euforia, possono produrre
ansia e panico. 2
Definizioni culturali e legali.
Uso di droga: di tutte le sostanze prima citate.
Uso illecito di droga: uso delle droghe illegali.
Uso socialmente disapprovato: delle legali.
Il criterio di pericolosità individuale e sociale è generalmente assunto dalla
legislazione per regolamentare le condotte di consumo: vi sono quelle illegali di
cui è assolutamente vietato l’uso, la produzione ed il commercio (eroina),
quelle legali poste sotto controllo soggette a restrizioni e limitate all’uso
medico (oppiacei di sintesi, anfetamine e barbiturici), quelle legali non soggette
ad alcuna forma di controllo (alcol, tabacco, tè, caffè).
Meccanismi di azione delle droghe.
L’azione psicoattiva ha un correlato metabolico che si attua attraverso
un’alterazione del messaggio chimico inviato tra neuroni del SNC che
attraverso l’interposizione della molecola di droga sul recettore, può esse
inibito o intensificato. Prima di tale modificazione a livello di neurotrasmissione
la sostanza psicoattiva deve entrare, attraverso il flusso sanguigno, nel
cervello, ove però la barriera ematoencefalica costituisce una barriera per le
droghe idrosolubili (la maggioranza però sono liposolubili). La sostanza
assorbita dal cervello produce il suo effetto psicoattivo fino a che non ritorna
nel flusso sanguigno attraverso il quale raggiunge il fegato ove viene
metabolizzata in un composto inattivo espulso poi dall’organismo.
2. Fattori che influenzano l’esperienza con la droga.
Gli effetti delle sostanze psicoattive dipendono sia dalle proprietà
farmacologiche sia caratteristiche biologiche e psicologiche del consumatore, e
sia dal contesto.
Qualità della sostanza e modalità di assunzione.
Si deve distinguere tra sostanza naturale o di sintesi o raffinata, tra quantità di
principio attivo, tra diversi dosaggi, tra diverse modalità di assunzione e
associazione o meno ad altre droghe: l’hashish ha più THC della marijuana, le
foglie di coca sono meno forti del crack, il vino meno dei superalcolici.
La via orale è la più sicura poiché il tratto gastrointestinale è una barriera che
stempera l’assorbimento e porta rapidamente al fegato. Per inalazione si ha
anche in questo caso un assorbimento parziale (una parte finisce anche in
questo caso nel gastrointestinale) molto meno diretto che per via endovenosa
in cui la sostanza raggiunge rapidamente sangue e cervello.
Il rischio di intossicazione è tuttavia maggiore in caso di inalazione o
se la sostanza è fumata: per via endovenosa infatti si ha una certa diluizione
nel flusso sanguigno, mentre nel caso in questione si ha un passaggio più
rapido e diretto a cuore polmoni e cervello.
Caratteristiche biologiche dell’assuntore.
- Sesso: le donne sono più sensibili all’alcol in quanto il loro corpo contiene
meno acqua che possa diluirlo. Riguardo a sessualità e alcol si distingue nelle
donne una dissociazione tra sensazioni soggettive e fisiologiche di eccitazione:
la donna che ha bevuto alcol crede di essere eccitata ma non lo è
fisiologicamente (si pensa sia il frutto di un’aspettativa culturalmente indotta),
mentre sembra che l’uomo si ecciti sia soggettivamente che fisiologicamente.
- Età: sono più sensibili anziani e bambini nelle prime fasi di sviluppo a causa
della ridotta capacità da parte del fegato di metabolizzare le sostanze. Stesso
discorso per la barriera ematoencefalica. 3
- Conformazione e stato fisico: gli effetti possono variare sulla base dei ritmi
circadiani, lo stato di salute e la consistenza corporea.
- Appartenenza etnica: gli asiatici reagiscono all’alcol con visibili vampate di
calore (facial flushing) accompagnate dall’aumento della densità ottica e del
battito cardiaco, nausea e diminuzione della pressione arteriosa. I caucasici si
dimostrano più a soglia alta in quanto le altre etnie a parità di dosaggio
mostrano evidenti segni fisiologici.
È interessante notare che la reazione di flush essendo considerata spiacevole
costituisce un deterrente fisiologico per molti orientali.
Caratteristiche psicologiche dell’assuntore.
Le caratteristiche psicologiche dell’assuntore riguardano il tipo di personalità,
lo stato psichico, le conoscenze che egli ha sulla sostanza e le aspettative: colui
che assume droga ha sempre delle idee abbastanza precise su come e quando
è opportuno usarla e in quali modi essa è in grado di influenzare la sua
esperienza.
Contesto del consumo.
L’esperienza con la droga risulta più piacevole in ambiente rilassante e sicuro,
familiare, ove non è richiesta vigilanza e non ci si debba dimostrare sobri.
Questo aspetto è studiato in relazione all’alcol che ha il vantaggio di essere
legale e lo svantaggio di non poter essere generalizzabile ad altre droghe:
l’alcol bevuto in compagnia disinibisce la socievolezza e da sensazioni di
piacere e benessere mentre da solo porta l’individuo a focalizzare la percezione
sulle sensazioni fisiche (sonno, vertigini, perdita di lucidità del pensiero).
Il contesto sociale in cui la persona entra in contatto con le diverse droghe è
importante nel facilitarne o inibirne l’uso. Esemplare in questo senso è un
studio sui reduci americani dal Vietnam ove la metà dei soldati aveva fatto
uso, almeno una volta, di oppiacei e di altre droghe. La maggior parte dei
veterani che avevano fatto uso di oppiacei al ritorno in patria ne interruppe
l’uso e solo pochissimi di coloro che erano diventati dipendenti continuò o ebbe
ricadute.
Ciò si può spiegare il fenomeno sulla base di 2 variabili situazionali:
1. la droga era più attraente in quanto più pura, fumabile e meno costosa.
2. le circostanze sociali della guerra sono caratterizzate da stati di animo
penosi ed estremi in cui si può sentire il bisogno di alterare la realtà e di far
fronte alle difficoltà; è anche un contesto in cui ci si può sentire più liberi di
intraprendere comportamenti normalmente disapprovati.
3. Rischi, stili e modelli di consumo.
Rischi a breve e lungo termine.
L’assunzione episodica della maggior parte delle droghe non ha in sé effetti
dannosi. I rischi del consumo moderato possono riguardare tempi di reazione o
il grado di controllo in certe attività (guidare) o l’amplificazione di stati
psicologici che possono sfociare nell’eccesso di ansia o aggressività. Il
consumatore può invece sperimentare una serie di effetti positivi che vanno da
sensazioni di rilassamento e benessere a miglioramento di prestazioni fisiche
sociali ed intellettuali. È altrettanto vero che nessuna sostanza può essere
considerata completamente sicura soprattutto in relazione a dosaggio e
frequenza.
Anfetamine, cocaina, cannabis, LSD in dosi elevate possono provocare dei veri
e propri stati psicotici mentre alcol e barbiturici possono provocarne a seguito
4
di una brusca astinenza. Molti stimolanti a basso dosaggio aumentano le
prestazioni mentre hanno l’effetto contrario ad alto dosaggio.
Rischi a breve termine: soffocamento per vomito causato da incoscienza;
overdose la cui probabilità è tanto maggiore tanto più alto è il dosaggio di
sostanze che deprimono il sistema nervoso centrale che possono causare un
collasso respiratorio, o quando queste sono assunte contemporaneamente.
Rischi a lungo termine: hanno a che fare con lo stile di vita del consumatore;
il lungo termine inoltre innesca alcuni specifici fenomeni come la tolleranza,
l’astinenza e la dipendenza.
Stili di consumo non dipendenti e dipendenti.
Per uso non dipendente ci si riferisce ad una tipologia di assunzione che può
essere episodica, saltuaria o regolare, in dosi moderate tali da non innescare
dipendenza e non pregiudicare le principali aree dell’attività quotidiana.
Numerose evidenze empiriche dimostrano che l’uso di droga non induce
necessariamente all’esclation della dipendenza: per ex. molti fanno un uso
controllato di droga limitando l’uso al week end, imparando a regolare il
dosaggio e riconoscere gli effetti della droga, evitando di guidare.
Si tratta di consumatori che sono in uno stato di drift, una sorta di via di mezzo
che prevede un basso coinvolgimento sia con la società “normale” sia con il
contesto della droga: sono soggetti che sono capaci di drogarsi all’occasione e
di rifiutare in altre in cui sarebbe inopportuno, è un consumo che non
interferisce negativamente con la loro vita quotidiana.
La permanenza in tale stato è influenzata sia da fattori personali che sociali:
avere o non avere amici consumatori, mancanza di entusiasmo o indifferenza
per gli effetto prodotti dalla droga, paura della siringa. È comunque una
condizione instabile che a seguito di eventi può virare sia verso la perdita di
controllo che verso l’esigenza di un maggior controllo.
Tipologie di consumatori.
I consumatori si possono distinguere in base alla relazione che hanno con la
sostanza, per cui si può avere:
Dipendenza o tossicomania implica una scarsa o assente capacità di
controllo sull’assunzione e una compromissione a livello della vita personale e
dell’integrazione sociale della persona:
- non è sempre facile distinguere tra dipendenza fisica e dipendenza
psicologica;
- alcune sostanze non danno dipendenza fisica, mentre altre sono
maggiormente in grado di indurre dipendenza fisica.
Nella persona tossicomane, l’uso di sostanze è legato a bisogni più profondi, ad
un equilibrio psicologico ed esistenziale in cui il rapporto esclusivo con la
sostanza, gli effetti che produce sul sistema delle difese, conducono ad un
coinvolgimento totale della persona. 5
In genere le sostanze psicoattive sono in grado di determinare dipendenza in
funzione:
- del grado di affinità recettoriale nei confronti dei recettori per i
neurotrasmettitori endogeni.
- della via di somministrazione adottata
- delle caratteristiche personali del soggetto
- della presenza di un contesto in grado di favorire in maniera più o meno
continuativa, il contatto tra individuo e sostanza.
Abuso caratterizzato dall’eccesso che, anche in assenza di dipendenza
uso
fisica, è reiterato e prolungato nel tempo e può condurre ad alterazioni e
danni di tipo fisico, psicologico, relazionale e sociale.
Consumo di sostanze episodico o saltuario che consente di mantenere il
uso
controllo della situazione e la possibilità di interrompere l’assunzione senza
conseguenze.
Per il consumatore, il consumo è spesso legato alla curiosità, alla ricerca di
nuove forme di piacere, alla moda, alla voglia di sperimentare gli effetti, di
fare esperienze.
Craving patologica”: intenso desiderio di assumere una
“Appetizione
sostanza accompagnato da una altrettanto intensa sofferenza se
l’assunzione non avviene.
Appare alterata la regolazione del sistema di gratificazione che è normalmente
attivata da attività di varia natura: cibo, sesso, sonno, che hanno come
effetto una sensazione di piacere le sostanze psicoattive agiscono sullo
stesso sistema simulando e rinforzando gli analoghi effetti endogeni.
Come la dipendenza fisica, si manifesta maggiormente con alcuni tipi di
sostanze (alcool, eroina, cocaina, nicotina) e con intensità differente in
funzione delle caratteristiche psicologiche (e non) dei soggetti.
Inizialmente il craving era stato concettualizzato come forte desiderio
compulsivo legato all’astinenza, successivamente il significato è stato esteso
a un desiderio che può manifestarsi in qualsiasi momento, definendolo come
uno stato motivazionale generalmente attivato da stimoli ambientali, che è
mediato dalle proprietà incentivanti connesse alle aspettative di effetti positivi,
connesse ad un’esperienza piacevole che può ripetersi.
Tolleranza una assunzione prolungata e costante, si manifesta
dopo
attraverso una riduzione degli effetti e nella parallela necessità di
aumentare le dosi per mantenere gli stessi effetti.
Astinenza sindrome conseguente alla brusca sospensione di una sostanza
in grado di determinare dipendenza.
Il tipo di sintomatologia e la durata variano in funzione delle caratteristiche
della sostanza, delle caratteristiche psicologiche del soggetto, del contesto
all’interno del quale il soggetto si trova.
La diagnosi di abuso e di d
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