Il periodo neonatale: gli indicatori del preadattamento all'interazione sociale
Preadattamento agli stimoli sociali
Il neonato ha una speciale sensibilità agli stimoli sociali. È dotato di un elaborato sistema di segnalazione dei suoi bisogni che agisce come richiamo dell'attenzione dell'adulto e ha regolarità temporali che rendono prevedibile il comportamento del piccolo. Queste ultime possono essere: cicli sonno-veglia, alternanza suzione-pausa durante l'allattamento. Questi facilitano l'instaurarsi di pattern d'interazione con l'adulto.
Le madri che tendono a stimolare il neonato alla suzione oppure a parlargli quando il piccolo è in pausa tra una sequenza di succhiate e quella successiva allunga le pause e succhiano più lentamente. Suzione-pausa, stimolazione-arresto, suzione-pausa, stimolazione-arresto, ... = dialogo caratterizzato da un'alternanza di turni (precursore di forme successive di conversazione).
I neonati di madri depresse tendono a succhiare il doppio di quelli di madri non-depresse. Il neonato discrimina e si orienta selettivamente verso i diversi tipi di stimolazione provenienti dagli altri esseri umani: voci e volti. Il partner adulto tende intuitivamente ad adattare il proprio comportamento (marcale espressioni facciali) in modo da favorire specifiche capacità ricettive del neonato. Il neonato mostra di preferire stimoli sociali di cui ha avuto precedentemente esperienza.
A 25 settimane di gestazione, il feto reagisce a stimolazioni di tipo uditivo modificando la propria attività cardiaca e motoria.
Elementi di continuità nel comportamento pre- e post-natale
Stimolazione tattile: attiva dall'inizio del feto. 24-28 settimane il feto può reagire ad odori, sapori, suoni, luminosità. A 8 mesi il feto manifesta stati comportamentali, movimenti e capacità di coordinazione senso-motoria simile a quella del neonato: piangere, aprire gli occhi, sbadigliare, emettere suoni vegetativi, succhiare il pollice, riflessi in pattern ciclici. (Suzione: 2 succhiate/sec – sonno e veglia – 6-7 mesi: 40 min.)
Processi di apprendimento e di memoria: il feto riconosce la voce materna. Feto di 36-39 settimane decelera quando sente una voce maschile. I nati pretermine a 34 settimane riescono a discriminare la voce maschile da quella femminile e da un brano musicale.
Neonato di 2-4 giorni riconosce la voce della madre. Preferisce la voce materna a basse frequenze. Preferisce la lingua materna rispetto ad un'altra lingua. Americani di madrelingua spagnola e inglese sottoposti a stimoli linguistici di felicità, tristezza, rabbia e neutri reagivano se emessi nella loro lingua.
Percezione olfattiva: un neonato di 4 giorni, allattato artificialmente, si orienta preferenzialmente verso l'odore del liquido amniotico materno rispetto al latte in polvere. Odori preferiti sono quelli introdotti nella dieta materna.
Sistema di segnalazione del neonato
- Pianto: manifestazione di diversi tipi di disagio (fame, stanchezza, dolore) distinguibili in base alle caratteristiche acustiche e dalla lunghezza delle singole fasi di riposo. Dolore: fase espiratoria lunga e fase di riposo lunghissima. Le donne adulte percepiscono meglio le differenze del pianto. All'inizio del secondo mese può indicare anche bisogno di attenzione.
- Espressioni facciali: fin dopo le prime ore di vita sono state osservate risposte facciali differenziate alla somministrazione di sapori amari, acidi e salati: arricciamento del naso e sollevamento del labbro superiore. Faccia da pianto: spalanca la bocca quasi quadrata. Espressione di broncio: sollevamento del mento che spinge all'infuori il labbro inferiore. Sorriso endogeno: sollevamento obliquo degli angoli della bocca a labbra chiuse o solo parzialmente aperte (dopo sonno attivo o pasto).
- Attenzione al volto e alla voce dell'adulto: sollevamento e corrugamento delle sopracciglia, apertura pronunciata degli occhi, parziale apertura della bocca. Può esprimere anche espressioni non corrette: disgusto del latte quando è sazio.
Attenzione selettiva
I neonati appaiono dotati di un apparato percettivo adatto a rispondere selettivamente, attraverso l'orientamento del capo e/o dello sguardo, ai diversi tipi di stimoli provenienti da esseri umani: voci, volti, odori. Rispondono preferenzialmente a stimoli umani rispetto a stimoli non-umani. I neonati di 2-4 giorni riescono a discriminare lingue diverse purché le frasi-stimolo non siano riprodotte all'indietro.
Le rappresentazioni schematiche del volto sono preferite a rappresentazioni che contengono gli stessi elementi (occhi, naso, bocca, sopracciglia) disposti in modo innaturale. Il volto umano rappresenta lo stimolo più complesso e attraente che il neonato incontra nella sua esperienza:
- Stimolo tridimensionale
- Contorni marcati e nitidi
- Elementi interni di contrasto
- Si muove
- È simmetrico
Certi studi credono che l'asimmetria tra la parte superiore e inferiore (maggior numero di elementi nella parte superiore) sia il motivo dell'attrazione. Soltanto a 9 minuti dopo la nascita i neonati orientano la testa e gli occhi significativamente più a lungo per seguire uno stimolo bidimensionale con le caratteristiche schematiche di un volto. I neonati guardano più a lungo una fotografia di un volto con gli occhi aperti piuttosto che quella di un volto con gli occhi chiusi.
Riconoscimento e preferenza per la voce, il volto e l'odore della madre
Il neonato di anche soli 2 giorni mostra di discriminare e preferire la voce materna a quella di un'altra donna sconosciuta, se è a basse frequenze. La voce materna è l'unico stimolo sonoro che giunge al feto attraverso un canale interno al corpo della madre, oltre che a quello esterno. Riconoscono il volto della madre fin dalle prime ore; i neonati di 12-36 ore di vita, davanti all'immagine videoregistrata della madre, aumentano il tempo di suzione. Se i volti vengono presentati con una lieve angolatura e quando l'attaccatura dei capelli è coperta da un foulard allora non la riconosce.
I neonati di 3 ore si orientano maggiormente verso il volto della madre solo se, nei primi 5-15 minuti dalla nascita, abbiano avuto l'esperienza dell'esposizione alla combinazione voce-volto della madre. Il neonato è sensibile agli odori della madre. Pure le madri riconoscono i loro figli dall'odore e dal contatto tattile.
Paradigma dell'abituazione
La presentazione di uno stimolo percettivo non familiare tende a produrre una risposta psicofisiologica e/o comportamentale nel neonato, ma con la presentazione ripetuta dello stesso stimolo l'iniziale risposta diminuisce progressivamente, testimoniando un processo di abituazione allo stimolo.
Paradigma della preferenza
A parità di condizioni di presentazione di due stimoli diversi, se il neonato orienta maggiormente lo sguardo o il capo verso uno dei due stimoli e fissa tale stimolo.
Imitazione neonatale
Quando l'attenzione del neonato viene sollecitata da un adulto che, posto davanti a lui, produce determinate espressioni facciali, il neonato tende a imitare attivamente tali azioni. Imitano il movimento delle dita, la protrusione della lingua e delle labbra. A meno di 2 giorni di vita i neonati appaiono in grado di imitare espressioni facciali di emozioni quali la sorpresa (spalancando gli occhi e la bocca), la tristezza (corrugando le sopracciglia e protendendo le labbra) e la gioia in meno di 2 minuti. Imitano vocalizzazioni e movimenti della bocca. Tendono a ripetere lo stesso gesto anche successivamente quando lo sperimentatore interrompe l'interazione limitandosi a guardare il neonato.
I neonati imitano le azioni delle persone, ma non quelle prodotte da oggetti che simulano gli stessi gesti (comportamento sociale). Il neonato impiega spesso un certo tempo prima di produrre la risposta imitativa, tempo in cui pare cercare i movimenti necessari per la risposta. Imita soprattutto se è sollecitato.
Alla base dell'imitazione sembra che vi sia il bisogno di comunicare con gli altri esseri umani. I neonati che imitano maggiormente nell'immediato periodo dopo la nascita sono anche quelli che a 3 mesi, durante l'interazione con la madre, distolgono significativamente meno lo sguardo da quest'ultima.
Forme rudimentali di differenziazione tra sé e gli altri
Grazie all'imitazione, i neonati riescono a distinguere i movimenti del proprio corpo dai movimenti di un'altra persona ed a sviluppare quindi una sorta di consapevolezza di sé. Già dal loro primo giorno di vita i neonati riescono a discriminare la stimolazione tattile autoprodotta dalla stimolazione tattile prodotta da una fonte esterna. Quando i neonati di 1-3 giorni sono esposti al pianto registrato di un altro neonato manifestano espressioni facciali di stress significativamente più frequenti e prolungate di quando sono invece esposti al proprio pianto registrato.
Pattern di interazioni differenti con le persone e con gli oggetti
Con la madre: luminosità nello sguardo, lievi movimenti delle mani e degli arti, accenni di sorriso, smorfie, vocalizzazioni. Con un oggetto: sguardo fisso. Imitano persone e non oggetti.
La transizione-chiave del secondo mese: le origini dell'intersoggettività
Entro le 6-8 settimane nel comportamento del lattante appaiono alcune radicali trasformazioni che rappresentano un cambiamento psicologico complessivo (neurologico, fisico, motorio, affettivo, cognitivo-sociale) e porta il lattante verso un nuovo livello di organizzazione comportamentale.
Progressiva diminuzione dei ritmi endogeni a favore dell'acquisizione di controllo esogeno (organizzazione regolata dall'interazione con l'ambiente esterno):
- Tempo trascorso in stato di sonno cala significativamente: la veglia aumenta e viene utilizzata in modo più attivo (50-60% delle 24h soprattutto nelle ore diurne)
- Sorriso sociale come risposta alla stimolazione sociale → "sorriso sociale precoce" in risposta a particolari stimolazioni tattili, uditive e visive con frequenza maggiore nelle prime 6-7 settimane.
Entro le 5 settimane non è più la sola voce umana, ma la combinazione di voce e faccia, a suscitare il sorriso nei piccoli. All'udire una voce umana senza vedere una faccia il lattante di 6-8 settimane orienta il capo e lo sguardo per cercare la fonte del suono e sorride soltanto dopo aver stabilito un contatto visivo con una faccia. Il sorriso sociale è innato: i lattanti ciechi a 2 mesi sorridono alla voce umana e alla stimolazione tattile. Dal momento della loro comparsa i sorrisi sociali del lattante diventano gradualmente più chiari e più specifici. Entro la fine del 2 mese, oltre al sorriso sociale, il lattante appare in grado di produrre una ricca varietà di espressioni facciali e vocali (gorgheggio – movimenti labiali di prelinguaggio).
- Picco marcato del pianto → funzione strumentale
Il sonno attivo si riduce a favore del sonno calmo: riduzione dell'attività motoria e fasi REM ridotte. Il neonato riesce a coordinare movimenti diretti a uno scopo producendo anche due pattern motori contemporaneamente (muovere ritmicamente le braccia e sorridere a una persona).
Verso la fine del secondo mese si verificano dei cambiamenti nello sviluppo del controllo della postura e controllo maggiore degli arti che permettono al lattante di vivere un rapporto più attivo con l'ambiente circostante. Avviene anche un calo di frequenza delle risposte riflesse che andranno a scomparire del tutto nel corso del 3-4 mese.
Capacità visive
- Capacità di mantenere l'attenzione visiva per un certo periodo di tempo (4-8 settimane)
- Capacità di seguire uno stimolo in movimento in modo fluido
- Capacità di percepire dettagli e colori (non completato nel testo originale)
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