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accomodamento, tramite il quale il loro sviluppo mentale progredisce gradualmente: dal basarsi solo sui sensi o sui

riflessi, il bambino passa al ragionamento e all'uso del pensiero simbolico.

Secondo Piaget i progressi dello sviluppo mentale nella prima infanzia sono dovuti reazioni circolari, cioè azioni che il

bambino ripete abitualmente, aiutano i piccoli a identificare le leggi fondamentali del mondo fisico:

reazioni circolari primarie: si sviluppano nei primi 4 mesi e sono incentrate sul suo stesso corpo, come

– l'abitudine di succhiarsi il pollice, sono le prime a comparire.

reazioni circolari secondarie: azioni incentrate su stimoli sonori o visivi presenti nell'ambiente esterno,

– iniziano ad apparire intorno ai 4 mesi.

reazioni circolari terziarie: compaiono intorno al primo anno di età, sono attività da piccolo scienziato e

– implicano l'esplorazione inventiva e flessibile delle proprietà degli oggetti.

Primi segni del pensiero (1 anno):

imitazione differita;

– gioco a fare finta;

– comparsa del comportamento strategico o consapevolezza mezzi/fini, con cui il bambino fa qualcosa di

– nuovo e di diverso per ottenere un certo scopo.

Permanenza degli oggetti: sapere che gli oggetti esistono anche quando non li vediamo più. Secondo Piaget si sviluppa

durante i primi ani di vita.

Errore A-B: con l'approssimarsi del primo anno di vita, il bambino cerca un oggetto nel nascondiglio A in cui è abituato

a trovarlo, anche se ha visto che l'oggetto è stato nascosto in un posto diverso B.

Teoria dell'elaborazione delle informazioni: lo sviluppo cognitivo è visto come un processo a tappe.

IL LINGUAGGIO: LA TAPPA FINALE DELLA PRIMA INFANZIA

Ogni linguaggio ha una sua grammatica, cioè un sistema di regole per organizzare le parole al fine di poter comunicare

i significati desiderati.

Teoria di Chomsky: il LAD, cioè il dispositivo per l'acquisizione del linguaggio che indica un'ipotetica struttura

cerebrale che permette alla nostra specie la comprensione e la produzione del linguaggio.

Secondo Skinner apprendiamo a parlare attraverso i rinforzi che otteniamo per il fatto di produrre specifiche parole.

La teoria dell'interazione sociale: spiega lo sviluppo del linguaggio enfatizzandone la funzione sociale e sottolineando

la passione che i bambini e gli adulti nutrono per la comunicazione reciproca.

Lo sviluppo del linguaggio avviene per tappe:

cooing: è la produzione di suoni modulati, formati da vocali ripetute; emissioni di vocalizzazioni che compare

– intorno ai 4 mesi;

lallazione: produzione di suoni formati da consonanti alternate a vocali che il piccolo si diverte a ripetere

– variando intonazione e ritmo e che precede la comparsa delle prime parole; compare intorno ai 6 mesi;

olofrase: prime e vere produzioni linguistiche, l'uso di frasi composte da una sola parola per comporre

– un'intera frase; compare intorno ai 12 mesi;

discorso telegrafico: combinazioni di più parole e costruzione frasi con elementi ridotti al minimo essenziale;

– compare verso i due anni.

4.LA PRIMA INFANZIA: LO SVILUPPO SOCIOEMOTIVO

L'ATTACCAMENTO: IL LEGAME D'IMPORTANZA FONDAMENTALE PER L'INTERO ARCO

DELL'ESISTENZA

Ogni specie è dotata di una risposta di attaccamento innata, cioè l'istinto del piccolo a essere fisicamente vicino alla

madre, che si manifesta in un momento specifico a poco tempo di distanza dalla nascita.

J. Bowlby scoprì che l'attaccamento è un bisogno umano fondamentale.

Teoria di Bowlby: l'amore per una figura di attaccamento primario è un bisogno innato, insito nel nostro patrimonio

biologico, e cruciale per lo sviluppo della persona.

Bowlby affermò che il comportamento di ricerca della vicinanza, cioè il bisogno del contatto fisico con una figura di

riferimento, viene attivato ogni volta che la nostra sopravvivenza è minacciata. Secondo lui le minacce alla

sopravvivenza possono essere di due tipi:

1. derivino da un'alterazione degli stati fisiologici interni;

2. derivino da pericoli provenienti dal mondo esterno.

Secondo Bowlby nei primi tre mesi di vita si stabilisce una fase di preattaccamento: prima fase della sequenza

evolutiva dell'attaccamento che corrisponde ai primi tre mesi di vita quando il bambino non manifesta ancora segni

visibili di attaccamento. È caratterizzata dal primo sorriso sociale: non è una dimostrazione di attaccamento verso una

singola persona perchè si manifesta automaticamente in risposta di qualsiasi volto umano.

Intorno ai 4 mesi il bambino entra in una fase di transizione, di attaccamento in formazione: seconda fase della

sequenza evolutiva dell'attaccamento che si estende all'incirca dal quarto al settimo mese quando il bambino inizia a

mostrare una lieve preferenza per la persona che più delle altre si prende cura di lui.

Intorno ai 7 mesi inizia la fase dell'attaccamento compiuto: periodo critico per lo stabilirsi dell'attaccamento umano;

dura dal settimo mese a tutta la toddlerhood; è caratterizzato da ansia da separazione, cioè quando il bambino si agita

visibilmente all'allontanarsi di una figura di attaccamento primario, dal bisogno di vicinanza fisica col caregiver e dalla

paura degli estranei, cioè quando il bambino inizia ad essere diffidente verso gli sconosciuti e rifiuta di essere preso in

braccio da persone diverse da quelle a cui è attaccato e che lo accudiscono abitualmente. Durante tutta questa fase i

bambini hanno bisogno di essere fisicamente vicini alla figura di attaccamento e si affidano al riferimento sociale, cioè

il comportamento con cui il bambino controlla che il caregiver sia presente sorvegliandone le espressioni facciali per

capire che cose deve fare nel corso di esplorazioni potenzialmente pericolose, per assicurarsi che sia presente e

controllarne il comportamento.

Dopo i 3 anni i bambini sono in grado di tollerare la separazione, in quanto sviluppano un modello operativo interno

del loro caregiver: la rappresentazione mentale di un adulto di riferimento, la quale consente al bambino di vivere senza

disagio la separazione fisica dalla figura di attaccamento, modello che portano con sé per tutta la vita.

Mary Ainsworth ha sviluppato la procedura della Strange Situation che implica una serie preordinata di separazioni e

di ricongiungimenti con una figura di attaccamento primario. L'attaccamento del bambino può essere classificato come:

Attaccamento sicuro: si ha quando un bimbo di un anno risponde con una reazione di gioia al ricongiungersi

– con la figura di attaccamento primario nella Strange Situation. Questi bambini usano la figura di attaccamento

primario come una base sicura da cui muovere per esplorare.

Attaccamento insicuro: deviazione della normale risposta di gioia al momento del ricongiungimento con la

– figura di attaccamento primario nel test della Strange Situation; è segno di problemi nella relazione caregiver-

bambino.

I bambini con attaccamento insicuro possono reagire così:

Attaccamento insicuro di tipo evitante: stile di attaccamento insicuro caratterizzato dall'indifferenza del

– bambino verso la figura di attaccamento primario al momento del ricongiungimento.

Attaccamento insicuro ansioso-ambivalente: stile di attaccamento insicuro, caratterizzato da un intenso

– disagio del bambino al momento della separazione e da rabbia e grande difficoltà a calmarsi quando si

ricongiungono con la figura di attaccamento primario.

Attaccamento disorganizzato: stile di attaccamento insicuro, caratterizzato da risposte come l'irrigidimento o

– la paura del bambino al momento di ricongiungersi con la figura di attaccamento primario.

Le interazioni caregiver-bambino sono caratterizzate da una buona sincronia: tale legame è influenzato dal

temperamento del bambino, cioè dal loro stile innato con cui ciascuna persona si rapporta al mondo, e dalle qualità

delle altre relazioni del caregiver; si sviluppa quando i bambini iniziano a rispondere sul piano emotivo alle figure che li

accudiscono intorno ai 2-3 mesi.

I CONTESTI DELLO SVILUPPO INFANTILE

Vivere una condizione di povertà durante i primi anni dell'infanzia può avere gravi conseguenze sul successivo sviluppo

cognitivo. Due programmi del governo federale USA rivolti alle famiglie e ai bambini a basso reddito hanno portato

progressi importanti per la scuola ai bambini provenienti da famiglie economicamente svantaggiate:

Head Start: programma federale americano per l'assistenza all'infanzia; offre in centri specializzati vari

– servizi, tra cui asili nido di buona qualità e altri interventi destinati ai bambini in età prescolare e provenienti

da famiglie a basso reddito, in modo da prepararli alla scuola.

Early Head Start: programma federale americano che offre servizi si consulenza e d'altro tipo ai genitori di

– bassa condizione economica e ai loro bambini al di sotto dei 3 anni.

IL PERIODO DELLA TODDLERHOOD: L'ETA' DELL'AUTONOMIA E DELLA VERGOGNA E DEL

DUBBIO

Il termine autonomia usato da Erikson, coglie l'essenza della toddlerhood, periodo cruciale dell'esistenza in cui ci

lasciamo l'infanzia alle spalle e incominciamo a sviluppare la capacità di osservare noi stessi, capacità che segna il

nostro vero ingresso nel mondo umano. Il bambino deve superare la sfida di compredere di essere un'individualità

separata.

Erikson ha usato le parole vergogna e dubbio per indicare la situazione in cui la spinta innata del bambino alla

conquista dell'autonomia si risolve in un fallimento.

Le emozioni autocoscienti, come l'orgoglio, la vergogna e il senso di colpa, il cui vero inizio si colloca intorno ai due

anni di età, rivelano la capacità di riflettere su se stessi, emergono in questo periodo e sono di cruciale importanza per la

socializzazione, processo con cui i bambini apprendono a obbedire alle norme della società e a comportarsi in modi

socialmente appropriati.

Per facilitare la socializzazione occorre evitare di ricorrere all'affermazione del potere e sviluppare invece un intenso

legame affettivo.

Elemento chiave nell'educazione di qualsiasi bambino è ricercare la buona concordanza, cioè sforzarsi di adattare lo

stile genitoriale agli specifici bisogni del bambino dettati dall'unicità del suo temperamento, riducendo al minimo

l'impatto delle sue debolezze e vulnerabilità e accentuandone i punti di forza.

5.LA FANCIULLEZZA: LO SVILUPPO FISICO E COGNITIVO

DUE GRANDI SFIDE DELL'APPRENDIMENTO

La fanciullezza ha la durata complessiva di un decennio e consiste in due fasi:

1. la prima fanciullezza: dai 3 ai 5 anni, fino al termine dell'asilo.

2. la media fanciullezza: dai 6 agli 11 anni, periodo della scuola elementare.

Lobi frontali e crescita lenta: la guaina di mielina continua a formarsi dopo i 20 anni. Anche la sinaptogenesi prevede

tempi molto lunghi per lo sviluppo e il pruning, soprattutto per quando riguarda la regione del cervello che è

responsabile del ragionamento e del pensiero riguardante le nostre azioni, cioè i lobi frontali.

Lobi frontali: regioni cerebrali poste frontalmente, responsabili del ragionamento e della pianificazione delle azioni.

Durante la fanciullezza i neuroni della corteccia visiva e di quella motoria sono già soggetti a un intenso processo di

pruning che incomincia intorno ai 9 anni quando il bambino entra nelle fase delle operazioni concrete.

LO SVILUPPO FISICO

Tappe nello sviluppo delle abilità motorie tra i 2 e i 6 anni:

A 2 anni: il bambino riesce ad afferrare oggetti piccoli con il pollice e l'indice; mangia da solo col cucchiaio;

– cammina senza bisogno di aiuto, già a 12 mesi; riesce a far rotolare una palla e a lanciarla in modo maldestro.

A 4 anni: taglia la carta con le forbici, disegna linee approssimativamente circolari; scende la scale alternando

– i due piedi; afferra al rimbalzo una grossa palla e la tiene stretta contro il corpo.

A 5 anni: scrive il suo nome in stampatello; può camminare in equilibrio su un parapetto senza tenersi stretto;

– lanci la palla da sopra la testa tenendo i gomiti piegati.

A 6 anni: copia brevi parole; fa salti di un metro su un piede solo, ma deve tenersi stretto a un corrimano;

– afferra e controlla con entrambe le mani una palla di 30 cm tenendo le braccia davanti al corpo.

La crescita fisica rallenta al termine dell'infanzia. I maschi tendono a essere leggermente più competenti delle femmine

nelle abilità motorie generali, e le femmine a essere leggermente superiori nelle abilità motorie fini. Lo stress e la

malnutrizione danneggiano lo sviluppo fisico rendendo i bambini troppo stanchi per impegnarsi nelle attività cruciali

per promuovere le abilità fisiche.

La prevalenza dell'obesità infantile, diagnosticata quando l'indice di massa corporea BMI (rapporto altezza / peso) ha

un valore superiore al 95 % della popolazione, è aumentata in misura drammatica negli ultimi 25 anni → declino

attività fisica.

L'obesità infantile ha effetti negativi sull'attesa di vita e costituisce un rischio per l'insorgenza anormalmente precoce del

diabete e delle malattie cardiovascolari.

LO SVILUPPO COGNITIVO

Lo stadio preoperatorio individuato da Piaget dura dai 3 ai 7 anni, lo stadio operatorio concreto dagli 8 agli 11 anni.

Nello stadio preoperatorio il pensiero si concentra sull'aspetto immediato delle sostanze e degli oggetti.

Nello stadio operatorio concreto il pensiero può ritirarsi dall'immediata percezione visiva e portare il ragionamento su

un piano più concettuale.

Nei compiti di conservazione, sviluppati da Piaget i bambini nello stadio preoperatorio credono che al cambiare della

forma, cambi anche la quantità della sostanza. Sono problemi ideati da lui e che coinvolgono tipi diversi di

trasformazioni; servono a valutare se il bambino è in grado di andare oltre l'immediata apparenza visiva delle sostanze e

capire le quantità o il numero restano immutati anche se cambi la forma. Il termine conservazione fa riferimento

appunto alla nostra consapevolezza del fatto che la quantità di una sostanza resta la stessa al cambiare della sua forma.

Secondo Piaget i bambini piccoli non riescono a cogliere il principio della conservazione per due ragioni:

1. I bambini piccoli mancano del concetto di reversibilità, cioè della comprensione che una certa operazione può

essere ripetuta nella direzione opposta.

2. Nei bambini piccoli prevale la concentrazione su ciò che nell'immediato cattura la loro attenzione.

Quando raggiungono lo stadio delle operazioni concrete riescono ad attuare il decentramento, cioè di tenere conto di

più aspetti nello stesso tempo.

La concentrazione influisce sul concetto di inclusione di classe, cioè capire che una categoria generale può abbracciare

sottocategorie, e la seriazione, cioè la capacità di ordinare in sequenza gli oggetti in base a un particolare criterio. I

bambini nello stadio preoperatorio credono nell'equivalenza fra l'apparire più grande e il contenere di più.

I bambini nello stadio preoperatorio mancano del concetto di costanza di identità, cioè non capiscono che le persone

sono le stesse anche se il loro aspetto esteriore può cambiare. Il loro modo di pensare è caratterizzato dall'animismo,

cioè il credere che gli oggetti inanimati siano vivi, e dall'artificialismo, cioè il credere che tutto quello che esiste in

natura è creato dagli umani.

Secondo Pieget i bambini piccoli sono egocentrici, cioè incapaci di capire che le altre persone possono avere idee e

prospettive differenti: assume che ciò conforta lui sarà automaticamente di conforto anche a voi.

Il passaggio dallo stadio preoperatorio a quello operatorio concreto avviene gradualmente: dapprima i bambini

applicano il pensiero preoperatorio a ogni area dell'esperienza, poi fra i 5 e i 7 anni il loro pensiero diventa meno

statico. Il livello di ragionamento cognitivo più alto viene raggiunto a 8 anni. I bambino impara a guardare oltre le

apparenze immediate, afferra la seriazione e le categorie, assume una posizione decentrata rispetto fisico e sociale.

Vygotskij era convinto che le altre persone stimolino la nostra crescita mentale.

Secondo lui l'apprendimento ha luogo nella zona di sviluppo prossimale, cioè la distanza tra la capacità di un bambino

di risolvere da solo un dato problema e quella potenziale a cui può arrivare se riceve un insegnamento da una persona

più esperta che funge da stimolo e sostegno, scaffolding, per promuovere gradualmente l'azione indipendente del

ragazzo.

Scaffolding: processo con cui si insegnano a un bambino nuove abilità, entrando nella sua zona di sviluppo prossimale

e adattando il proprio intervento al livello di competenza di volta in volta raggiunto dal bambino.

L'educazione secondo Vygotskij è un'esperienza collaborativa e bidirezionale, in cui entrambi i partner assegnano e

imparano, in uno scambio reciproco.

Teoria dell'elaborazione delle informazioni: gli stimoli provenienti dall'esterno vengono ritenuti per un tempo molto

breve nel deposito della memoria sensoriale; dopo gli elementi su cui si concentra l'attenzione entrano nel deposito più

importante, la memoria di lavoro. La memoria di lavoro è la sede in cui avviene l'azione cognitiva. È qui che

l'informazione raggiunge il livello della coscienza e viene elaborata o eliminata. La memoria di lavoro consiste in vari

contenitori di limitata capacità e di un processore esecutivo che ci permette di focalizzarci su ciò che dobbiamo

ricordare, e di manipolare il materiale presente nella memoria di lavoro in modo da prepararlo per l'immagazzinamento

permanente. Dopo che sono stati elaborati nella memoria di lavoro, i materiali da memorizzare entrano in un deposito a

lungo termine, da quale l'informazione può essere richiamata anche a distanza di tempo.

Questi cambiamenti possono spiegare perchè i bambini raggiungono lo stadio delle operazioni concrete all'età di 7 o 8

anni.

Le funzioni esecutive, attività dei lobi frontali che ci permettono di inibire le risposte immediate e di pianificare e

indirizzare il nostro pensiero. Vi sono tre tipi di funzioni esecutive che rendono il pensiero dei bambini diverso da

quello che avevano a 4 o 5 anni:

ripetizione: strategia di apprendimento che consiste nel ripetere l'informazione in modo da memorizzarla;

– capacità selettiva: strategia di apprendimento che consiste nel concentrare l'attenzione soltanto sugli aspetti

– rilevanti di uno stimolo, filtrando tutta l'informazione non necessaria.

Capacità di inibizione.

Il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD): i bambini hanno problemi con le funzioni esecutive come

l'inibizione delle risposte immediate e l'attenzione selettiva, e con la gestione del tempo. Colpisce maggiormente i

maschi ed è caratterizzato da irrequietudine e distraibilità eccessive a casa e a scuola.

IL LINGUAGGIO

Vygotskij vide nell'uso del linguaggio l'aspetto centrale dell'apprendimento. Secondo lui l'apprendimento ha luogo

quando le parole che un bambino sente pronunciare dai genitori vengono interiorizzate e diventano gli elementi di un

discorso che il bambino rivolge a se stesso.

Secondo Vygotskij il pensiero è in realtà il discorso interiore: modo in cui le persone imparano a controllare il proprio

comportamento e ad affrontare le sfide cognitive; consiste nel ripetere fra se le informazioni salienti o nel parlare a se

stessi.

Durante la prima fanciullezza le abilità linguistiche vanno incontro a una straordinaria espansione: si ha un notevole

miglioramento dell'abilità fonetica, e un aumento dei morfemi che compongono le frasi, aumenta anche la lunghezza

media dell'enunciato. Migliora anche la conoscenza della sintassi, ovvero delle regole grammaticali.

La conoscenza della semantica cresce in modo esplosivo. Gli errori che i bambini commettono comunemente nel

parlare comprendono:

l'iperregolarizzazione:errore che consiste nell'applicare le regole standard per la composizione dei verbi o dei

– plurali anche i termini che fanno eccezione;

la sovraestensione: errore che consiste nell'applicare un'etichetta verbale in un senso troppo esteso;

– sottoestensione: errore che consiste nell'applicare un'etichetta verbale in un senso troppo ristretto;

ABILITA' COGNITIVE SPECIFICHE

La memoria autobiografica, cioè la comprensione dei bambini di avere un passato personale, nei primi anni di vita

viene stimolata dai caregiver mediante conversazioni sul passato.

Intorno ai 4/5 anni i bambini iniziano a relazionarsi tra loro all'insegna della reciprocità.

Per teoria della mente si intende la comprensione che le altre persone hanno prospettive differenti dalla nostra. Viene

valutata mediante il test della falsa credenza. I bambini raggiungono questa tappa cognitiva verso i 4 o 5 anni.

Le abilità linguistiche, la sensibilità dei caregiver e la competizione con altri fratelli sono fattori correlati a uno sviluppo

precoce della TOM.

Test della falsa credenza: mentre il bambino e la vostra amica vi osservano, nascondete un giocattolo in un posto da voi

scelto (A). quindi fate uscire la vostra amica dalla stanza e, mentre il bambino vi guarda, spostate il giocattolo in un

altro nascondiglio (B). Quindi chiedete al bambino dove la vostra amica cercherà il giocattolo al suo rientro nella

stanza. Se il bambino ha meno di 4 anni, la sua risposta sarà nel nascondiglio B. → è come se il bambino non si

rendesse conto del fatto che ciò che lui ha visto non può essere nella testa anche della vostra amica. LA

6.FANCIULLEZZA: LO SVILUPPO SOCIOEMOTIVO

INQUADRIAMO LA SFIDA: LA REGOLAZIONE DELLE EMOZIONI

La regolazione delle emozioni è la capacità di controllare e gestire i propri stati emozionali in modo che non ostacolino

le nostre possibilità di vivere una vita piena e produttiva.

I bambini con tendenza a comportamenti esternalizzanti danno libera espressione alle proprie emozioni immediate e

si comportano in maniera aggressiva.

I bambini con tendenza ai comportamenti internalizzanti hanno problemi a gestire la loro ansia intensa e tendono a

ritirarsi dalla situazioni sociali mostrandosi timidi e insicuri.

LA PERSONALITA'

Susan Harter ha condotto ricerca sul modo in cui i bambini vedono le cose utilizzando i concetti di Piaget di stadio

preoperatorio e operatorio concreto.

Nello stadio operatorio concreto i bambini:

guardano le cose andando oltre le loro apparenze immediate e riescono a pensare in modo astratto ai propri

– stati inferiori;

abbandonano la loro visione egocentrica e capiscono di non essere il centro dell'universo.

Questi cambiamenti influiscono l'autoconsapevolezza, cioè il modo in cui il bambino vede se stesso.

Harter ritiene che, allo stadio delle operazioni concrete, i bambini comincino a valutare realisticamente le proprie

capacità e a giudicare se si piacciono o meno come persone. L'autostima, cioè la tendenza a vedersi in termini positivi

o negativi in seguito al confronto ad altre persone, diventa importante nella media fanciullezza per poi diminuire nell'età

scolare.

I termini di Erikson, industriosità contro senso di inferiorità che implicano la capacità di lavorare per conseguire i

propri obiettivi, colgono i senso della crisi relativa all'autostima che i bambini devono risolvere nella media

fanciullezza. Dal senso di inferiorità scaturisce l'industriosità, la passione per lavorare in vista di migliorare noi stessi.

Gli studi della Harter suggeriscono che nei ragazzi dei paesi di cultura occidentale l'autostima si fonda su cinque aree di

competenza:

1. competenza scolastica;

2. la condotta;

3. competenza atletica;

4. piacere ai compagni;

5. aspetto fisico.

I bambini con tendenza a comportamenti esternalizzanti sottovalutano le proprie difficoltà con le altre persone e

possono avere un'autostima eccessiva.

I bambini con tendenza ai comportamenti internalizzanti tendono ad essere autocritici e possono sviluppare un senso

d'impotenza appreso, cioè la sensazione di essere incompetenti e incapaci di fare le cose, di non avere alcuna

possibilità di cambiare il proprio destino per cui non tentano di farlo.

Il migliore modo per aiutare davvero ogni bambino sta nell'aumentare il suo senso di autoefficacia e promuovere una

visione realistica di sé e del mondo.

I comportamenti prosociali, cioè azioni in favore di altre persone che implicano la condivisione, il sostegno e il

prendersi cura di altre persone, fioriscono nel periodo prescolare e diventano più varie e mature man mano che il

bambino cresce. Quando entrano nello stadio operatorio concreto i bambini hanno ormai sviluppato la capacità di

assumere la prospettiva di un'altra persona, per cui possono adeguare il proprio aiuto al bisogno dell'altro.

I comportamenti genuinamente prosociali implicano altruismo, cioè un comportamento che mettiamo in atto per

ragioni non egocentriche e non egoistiche, sono motivati da un desiderio di aiutare gli altri che prescinde dal pensiero di

qualsiasi ricompensa e dipende dall'esperire un preciso stato emozionale.

Empatia è il termine usato per indicare che una persona prova la stessa emozione di un'altra.

Simpatia è il sentimento più attenuato che proviamo per un altro essere umano.

Per comportarsi in modo altruistico i bambini devono utilizzare la loro capacità di controllo sulle emozioni, così da

trasformare i propri sentimenti empatici in una risposta meno intensa dettata dalla simpatia.

La strategia migliore per favorire nei bambini le condotte altruistiche è l'induzione, che consiste nel portare un bimbo

che si è comportato male a sentire empaticamente il dolore che ha causato all'altra persona. È efficace perchè offre ai

bambini un preciso feedback su ciò che hanno fatto di sbagliato. L'induzione stimola il senso di colpa, cioè il sentirsi

male per aver causato un danno a un'altra persona.

Le tecniche educative che evocano nel bambino la vergogna, cioè l'umiliazione personale, sono controproducenti, in

quanto suscitano la sua rabbia e rendono meno probabile il suo agire in modo prosociale.

L'aggressività, cioè la tendenza ai comportamenti a danno di altri, è una caratteristica fondamentale dell'essere umano

che raggiunge il suo picco intorno ai 2-3 anni. I tassi di aggressione aperta (urli, colpi, ecc) diminuiscono man mano

che i bambini si avvicinano all'età scolare.

L'aggressione strumentale è un comportamento aggressivo che la persona mette in atto in vista di un determinato

scopo.

L'aggressione reattiva viene prodotta in risposta di una frustrazione o un'aggressione da parte di altri.

Per aggressione relazionale si intende un'azione aggressiva tesa a colpire le relazioni sociali di un'altra persona.

I bambini diventano particolarmente aggressivi attraverso un processo in due fasi:

quando a due anni sono molto vivaci, i caregiver possono rispondere in maniera dura e punitiva, provocando

– nei piccoli rabbia e aggressività;

durante la scuola il loro cattivo comportamento fa si che siano rifiutati dai compagni, cosa che accresce

– l'aggressività.

I bambini aggressivi possono sviluppare una distorsione attributiva ostile: tendenza a interpretare le motivazioni e le

azioni altrui come se avessero intenti aggressivi, mentre in realtà sono neutri.

LE RELAZIONI

Il gioco turbolento, in cui predominano la lotta e la corsa, è tipico dei maschi.

Il gioco di fantasia (o finzione), implica l'invenzione e l'interpretazione di una storia immaginaria; è il fare finta che

tipico di tutti i bambini che diventa reciproco intorno ai 4 anni, quando ha inizio il gioco collaborativo di fantasia,

inizia nell'ultima parte dell'infanzia e declina con l'ingresso nello stadio operatorio concreto.

La comparsa di questa forma di gioco dimostra lo sviluppo nei bambini in età prescolare di una teoria della mente, cioè

che comprendono che gli altri vedono le cose da una prospettiva differente.

Quando i bambini raggiungono lo stadio delle operazioni concrete il loro interesse si sposta sui giochi strutturati.

Secondo Vygotskij il gioco di finzione aiuta i bambini a :

fare pratica dei ruoli adulti;

– permette di acquisire un senso di controllo sulle;

– fa comprendere la necessità di rispettare norme e regole.

Il gioco con segregazione di genere: forma di gioco in cui maschi e femmine si associano solo tra membri dello stesso

sesso. Si sviluppa durante l'età prescolare, e al tempo della scuola elementare maschi e femmine giocano ormai in

gruppi separati. Il gioco fra maschi è tumultuoso, mentre quello tra femmine è più tranquillo e collaborativo. I maschi

tendono a giocare in gruppo e in modo competitivo, le femmine a giocare in coppia.

I giochi basati sui ruoli di genere stereotipati sembrano avere una forte base biologica, ma sono fortemente influenzati

dai genitori e dai pari quando i bambini giocano in gruppi composta da membri dello stesso sesso.

Secondo la teoria dello schema di genere, una volta che hanno compreso di appartenere a uno dei due sessi, i bambini

prestano particolare attenzione agli adulti del loro stesso sesso e modellano su di essi il proprio comportamento. Intorno

ai 5/6 anni, età in cui si impadroniscono della costanza d'identità, i bambini afferrano l'idea che se si è maschio o

femmina tali si resta per tutta la vita.

L'amicizia è una relazione a due che implica stabilire un buon rapporto con un altro, singolo, essere umano.

Sullivan riteneva che il migliore amico soddisfi quel bisogno evolutivo di conferme e di identità che emerge intorno ai 9

anni. Durante la fanciullezza si scelgono come amiche le persone che hanno interessi simili ai nostri. Gli amici

forniscono ai bambini un vitale supporto emotivo. La relazione simmetrica, reciproca, a cui diamo il nome di amicizia

implica la capacità di controllare le proprie emozioni.

La popolarità implica possedere le abilità sociali necessarie per conquistare il vertice della gerarchia sociale di

riferimento. Essere popolari riguarda l'aspetto sociale e coinvolge un gruppo.

bambini più popolari: compaiono spesso nel gruppo dei compagni preferiti e mai in quello dei compagni che

– non piacciono;

bambini mediamente popolari: compaiono alcune volte nel gruppo dei preferiti e magari una o due volte in

– quello dei compagni che non piacciono;

bambini rifiutati: finiscono spesso nel gruppo dei compagni che non piacciono e non compaiono mai in quello

– dei preferiti.

I bambini rifiutati tendono a essere molto deficitari nelle abilità sociali: possono avere problemi esternalizzanti e soffrire

di un'intensa ansia sociale.

I bambini impopolari, ansiosi e incapaci di reagire alle offese, sono vulnerabili al fenomeno del bullismo, cioè quelli

che vengono regolarmente scherniti, presi in giro e sottoposti a abusi fisici o verbali da parte di bulli.

Il bullismo è una situazione in cui uno o più bambini prendono di mira e molestano un particolare bambino,

sottoponendolo sistematicamente ad abusi.

I bambini in una bassa posizione nella gerarchia sociale del gruppo sono i tipici bersagli dei bulli: si trasformano in

vittime quando non riescono a reagire e restituire il colpo.

I programmi di prevenzione del bullismo (Olweus Bully Prevention Program) si sforzano di cambiare l'atmosfera

all'interno della scuola spostando le norme sociali a favore dei comportamenti prosociali.

L'addestramento alle abilità sociali è un intervento sviluppato per i bambini che hanno difficoltà a relazionarsi con i

loro coetanei; è utilizzato per aiutare i bambini che hanno problemi esternalizzanti: può insegnare ai maschi aggressivi a

modificare la propria rabbia.

7.I LUOGHI DELLO SVILUPPO: LA CASA E LA SCUOLA

LA CASA

La famiglia biparentale presenta oggi un'enorme varietà di forme:

famiglia tradizionale: formata da una coppia sposata o di fatto la cui unione resta intatta nel tempo;

– famiglia ricomposta: formata da genitori che si sono risposati e i cui figli crescono con un genitore acquisito;

– famiglia monoparentale: ha come capo famiglia un solo genitore, solitamente la madre.

Classificando i genitori in base a due diverse dimensioni, nutrimento e disciplina, Diana Baumrind individuò i seguenti

stili genitoriali:

genitori autorevoli: genitori con lo stile educativo migliore, in cui entrambe le dimensioni, nutrimento e

– disciplina, sono presenti in alto grado, quindi il bambino riceve molto amore ma anche regole ben precise.

genitori autoritari: genitori con uno stile educativo caratterizzato da molte regole ma scarsa attenzione ai

– bisogni dei figli, mentre assume un'importanza centrale l'obbedienza senza riserve.

genitori permissivi: genitori con uno stile educativo caratterizzato da scarse regole ma grandissima attenzione

– ai bisogni dei figli, i quali ricevono perciò molto amore ma ben poca disciplina.

genitori trascuranti/rifiutanti: genitori con lo stile educativo peggiore, caratterizzato da scarsa disciplina e

– scarso amore.

I bambini resilienti, quelli che riescono a recuperare da traumi vissuti nelle fasi precoci dell'esistenza e a costruirsi una

vita adulta ricca di soddisfazioni e successi, tendono ad avere un buon temperamento, talenti specifici e un buon legame

molto forte e sicuro con le figure di attaccamento.

Sandra Scarr ha proposto che tutto ciò che i genitori devono fare sia fornire ai figli un ambiente accettabile in cui


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Mecchina

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mecchina di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Lavelli Manuela.

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