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Capitolo 1

Le persone e il campo d'indagine

Chi siamo e cosa studiamo

La psicologia dello sviluppo è quella branca dello studio dello sviluppo che identifica le tappe universali della vita umana, esplora le differenze individuali nello sviluppo e in generale indaga su qualsiasi aspetto importante per i mutamenti evolutivi incessanti che avvengono lungo l'intero corso dell'esistenza. Affonda le sue radici nella psicologia dell'età evolutiva, che studia lo sviluppo dalla nascita fino all'adolescenza.

Caratteristiche dello studio dello sviluppo

  • È una scienza di carattere multidisciplinare (per giungere alla comprensione di ogni aspetto dello sviluppo, abbraccia campi diversissimi come le neuroscienze, le scienze infermieristiche, la psicologia e le politiche sociali).
  • Esplora le tappe fondamentali che ricorrono in modo prevedibile lungo l'esistenza umana.
  • Si focalizza sulle differenze individuali (proponendosi di scoprire le cause della variabilità individuale di tratti, temperamenti e talenti).
  • Esplora l'impatto delle abitudini di vita e delle transizioni da una fase di vita a un'altra (transazioni normative = prevedibili, tipo il pensionamento; transazioni non normative = atipiche, tipo il divorzio).

Il contesto: i fattori fondamentali che plasmano la nostra esistenza

Contesti dello sviluppo: fattori che plasmano lo sviluppo durante l'intero ciclo dell'esistenza; comprendono la coorte (gruppo di età a cui si appartiene es. '95), lo status socioeconomico (es. classe sociale), la cultura e il genere di appartenenza (maschile e femminile).

La coorte del baby boom postbellico è l'insieme delle persone nate tra il '46 e il '64 che, a causa dell'enorme grandezza numerica del gruppo (dovuta al miglioramento del tenore di vita dopo la fine della 2a Guerra Mondiale), ha contribuito alla rivoluzione di ruoli e atteggiamenti verso i vari stadi d'età.

Cambiamento del concetto d'infanzia

La prima infanzia non era considerata una fase di vita importante > Locke e Rousseau: introduzione del concetto di tabula rasa = i bambini possono venir plasmati in base a come li si educa > Stanley Hall introdusse l'adolescenza, età compresa tra la fanciullezza e l'età adulta > introduzione dell'adultità emergente (18-20 anni, dedicata alla ricerca del proprio posto nel mondo).

Cambiamento del concetto di età avanzata

L'attesa media di vita non era altissima > cambio esponenziale con la rivoluzione del 20esimo secolo per le conquiste della medicina > nasce la categoria degli anziani giovani (60-70 che si sentono e appaiono di mezza età e rifiutano di essere vecchi) > nasce la categoria degli anziani anziani (80 in su, fragilità e dipendenza).

Cambiamento del concetto di età adulta

Non c'è più la famiglia tradizionale degli anni '50 (l'uomo guadagna, la donna accudisce) bensì il divorzio è accettabile, cura dei figli a carico del padre, le donne possono far carriera, rapporti sessuali e figli anche senza matrimonio, diritti civili per le donne e per gli orientamenti sessuali divergenti.

Linea del tempo

  • Notevole incremento della durata media della vita (progressi medicina).
  • Rivoluzione degli stili di vita (rivoluzione femminile, aumento dei divorzi e delle famiglie monoparentali, maggiore libertà nello stile di vita).
  • Coorte del baby boom post bellico (concetto di adolescenza, anziani giovani e anziani anziani).
  • Emergere di nuovi stadi dell'esistenza (adolescenza, anziani anziani e adultità emergente).

Fattori dello sviluppo

  • Effetti dovuti allo status socioeconomico (livello d'istruzione e del reddito > povertà = nascere meno sani, frequentare ambienti meno buoni, vivere in luoghi più pericolosi, morire più giovani).
  • Distinzione tra paesi sviluppati (ricchi, elevato reddito medio generale, attesa di vita alta, tecnologia presente, accesso a studi superiori) e in via di sviluppo (lotta per la sopravvivenza, nessuna comodità né livello adeguato d'istruzione né assistenza sanitaria).
  • Effetti dovuti alla cultura (le persone, indipendentemente da quale nazionalità o gruppo etnico appartengono, sono portatrici di visioni del mondo differenti).
  • Distinzione tra culture collettiviste (più importanza all'armonia sociale, soddisfare i bisogni del gruppo) e culture individualiste (enfasi sull'indipendenza, competizione, successo personale).
  • Effetti dovuti al genere (incoraggiamento a intraprendere certi ruoli; differenza nel modo di prendersi cura degli altri, negli interessi professionali e stili di gioco).

Le teorie

Teoria

Prospettiva che si propone di spiegare perché qualcosa accada come effettivamente accade. Propongono la spiegazione di cause, quindi provando a prevedere il futuro.

Controversia natura-cultura

È la natura (tutto ciò che coinvolge genetica e biologia) o la cultura (cioè l’ambiente, inteso come il mondo nel senso più ampio) a determinare lo sviluppo, comprendente la formazione della personalità, i tratti e i talenti che ci distinguono?

Approcci a favore della "cultura"

  • Watson: teoria del comportamentismo tradizionale, forma estrema in cui la cultura può tutto. Psicologia come scienza pura, limitata allo studio di risposte osservabili e misurabili.
  • Skinner: il condizionamento operante è la legge generale dell’apprendimento che permette di spiegare ogni atto volontario. Ogni risposta che ottiene un rinforzo (ricompensa) viene appresa, le risposte non rinforzate si estinguono. Es. i comportamenti negativi dei bambini sono dovuti ai rinforzi dati dai loro genitori a tali comportamenti.
  • Bandura: comportamentismo cognitivo, teoria dell’apprendimento sociale. L’influenza di modelli provoca la loro emulazione (modellamento, modeling); l’apprendimento avviene tramite l’osservazione e l’imitazione di ciò che altri fanno. Introduce il concetto di autoefficacia (convinzione personale nella propria competenza, sensazione di essere in grado di svolgere un compito) come produttrice degli obiettivi.
  • Bowlby: teoria dell’attaccamento. Incentrata sull’importanza che assume, nelle prime fasi dell’infanzia, lo sviluppo di un attaccamento verso le persone che si prendono cura di noi, e nel corso di tutta la vita verso una persona specifica; ciò sarebbe funzionale alla sopravvivenza del soggetto e della specie. Bowlby era convinto dell’importanza della cultura ma non sminuiva la natura, in quanto la risposta di attaccamento è biologicamente programmata nella nostra specie per favorirne la sopravvivenza.

Approcci a favore della "natura"

  • Psicologia evoluzionistica: teoria che sottolinea il ruolo giocato nello sviluppo e nella vita umana dei comportamenti innati, specie-specifici per favorirne la sopravvivenza.
  • Genetica del comportamento: disciplina che ha come scopo la determinazione scientifica del ruolo dei fattori ereditari nel causare le differenze individuali di comportamento. Tra le strategie di ricerca adottate vi è lo studio di gemelli, finalizzata a determinare il contributo genetico a un dato tratto. Si studiano sia omozigoti che eterozigoti. MA abitiamo in spazi di vita molto diversi da quelli dei nostri fratelli e sorelle, anche se mangiamo dalla stessa tavola e dividiamo la stessa stanza. E tali ambienti sono in parte determinati dai nostri geni.

Combinazione di natura e cultura

Non ha senso separare "natura" e "cultura": la nostra costituzione genetica influenza e dà forma alle nostre esperienze di vita in due modi:

  • Forze evocative (esprime il principio per cui, data l’interazione tra natura e cultura, le nostre predisposizioni e tendenze genetiche evocano, ovvero suscitano, nelle altre persone particolari risposte) es. un bambino felice suscita sorrisi. Principio di bidirezionalità (le persone si influenzano vicendevolmente).
  • Forze attive (esprime il principio per cui, data l’interazione tra natura e cultura, le nostre predisposizioni e tendenze genetiche ci portano a scegliere attivamente gli specifici ambienti in cui viviamo). Per quanto un tratto sia determinato geneticamente, la sua espressione è dipendente al 100% dal mondo esterno; scopo della psicologia dello sviluppo è il favorire il corretto adattamento persona-ambiente, cioè scegliere l’ambiente adatto alle doti e capacità del soggetto.

Teoria dello sviluppo cognitivo di Jean Piaget

Teoria secondo la quale dall’infanzia all’adolescenza i bambini passano attraverso quattro stadi di crescita intellettiva qualitativamente diversi:

  • 0-2 sensomotorio (manipolazione degli oggetti per cogliere le proprietà fondamentali della realtà fisica).
  • 2-7 preoperatorio (la percezione è catturata dall’aspetto immediato degli oggetti: la realtà è ciò che vedi. Credenza di vita in oggetti inanimati, manca di conservazione).
  • 8-12 operatorio concreto (comprensione realistica del mondo, ragionamento su oggetti concreti, incapacità di pensiero astratto).
  • 12+ operatorio formale (pieno sviluppo del ragionamento che diventa ipotetico, scientifico, flessibile).

La crescita mentale avviene per assimilazione (comprensione degli stimoli ambientali tramite le capacità e le strutture mentali innate, cioè gli schemi) e per accomodamento (modifica degli schemi per incorporare nuovi stimoli, che è il modo con cui si cambia il modo di pensare).

Gli stadi psicosociali di Erikson

Lo sviluppo umano continua per tutta l’esistenza, è suddiviso in stadi con precisi compiti evolutivi da soddisfare (compiti psicosociali) che se superati permettono di proseguire lo sviluppo. Questi compiti traggono origine l’uno dall’altro, quindi il compito di un particolare stadio non può avere esito positivo se quelli degli stadi precedenti non hanno avuto soluzione positiva.

La teoria dei sistemi di sviluppo

Visione generale che sottolinea la necessità di ricorrere a una gamma di approcci teorici diversi per spiegare lo sviluppo. I suoi fondamenti:

  • Enfatizza la necessità di utilizzare più prospettive diverse (perché le nostre azioni hanno molte cause diverse).
  • Pone particolare enfasi sulle interazioni fra processi (ogni sistema e ogni livello di sviluppo è interrelato agli altri: le nostre predisposizioni genetiche influenzano la cultura a cui diamo vita e la cultura che viviamo influenza l’espressione dei nostri geni).

I metodi di ricerca

Due strategie di ricerca

  • Studio di correlazione: strategia di ricerca in cui si indaga la relazione tra due o più variabili. Possiede alcuni metodi di osservazione:
    • Osservazione naturalistica (metodo di rilevazione che implica l’osservazione diretta, in “natura”, dei soggetti e del loro comportamento). PRO: registrazioni dirette, non filtrate. CONTRO: effetto spettatore, richiede molto tempo.
    • Autodescrizione (metodo di rilevazione in cui si richiede ai soggetti di registrare o riferire, mediante appositi questionari, ciò che sentono e che fanno > problema della tendenza a porsi in luce positiva). PRO: facile somministrazione, tanti dati in poco tempo. CONTRO: produzione di risposte socialmente desiderabili.
    • Test dell’apprendimento (test standardizzati tesi a valutare abilità scolastiche). PRO: valutazione oggettiva. CONTRO: distorsioni da ansia, malessere ecc.
    • Valutazioni di un osservatore (le valutazioni di figure competenti, come insegnanti e genitori, costituiscono un valido metodo per misurare il comportamento infantile). PRO: facile da somministrare. CONTRO: gli osservatori possono essere soggetti a vizi di valutazione.
  • Esperimento: l’unica strategia di ricerca in grado di determinare se una certa variabile è causa di un’altra; implica l’assegnazione casuale (randomizzata) dei soggetti a gruppi di trattamento diversi, per poi registrare gli esiti delle due condizioni. Metodo: isolamento della variabile interessata (variabile indipendente) > assegnazione a caso dei gruppi: uno riceve il trattamento (la manipolazione della v. indipendente) mentre l’altro è sottoposto ad una condizione di controllo (senza intervento dello sperimentatore). La randomizzazione assicura l’eliminazione di qualsiasi differenza tra i partecipanti prima della selezione > se il gruppo che ha ricevuto la manipolazione differisce dal gruppo di controllo nella maniera ipotizzata dallo spettatore, il ricercatore è autorizzato a concludere che sia merito del trattamento.

Strumenti per lo studio dello sviluppo

  • Studi trasversali: in uno studio trasversale, gruppi di età differenti sono messi a confronto nello stesso momento rispetto al tratto o alla caratteristica che interessa esaminare. Danno info sulle differenze tra coorti o gruppi d’età, non concernono le differenze individuali.
  • Studi longitudinali: strategia di ricerca che comporta il testare, ripetutamente, a intervalli di tempo, soggetti appartenenti a uno stesso gruppo di età. CONTRO: enorme tempo, energie umane, fondi.

Valutazione critica delle ricerche

  • Considerare il problema dei partecipanti allo studio, ovvero del campione (i loro risultati sono generalizzabili?).
  • Considerare le misure utilizzate dallo studio (sono indici accurati del comportamento che si vuole valutare?).
  • Fare attenzione a possibili fattori causali alternativi (es. terza variabile).
  • Nell’esaminare studi trasversali, attenzione nell’assumere che rappresentano il modo in cui le singole persone cambiano.
  • Gli studi longitudinali facilmente non descrivono l’adulto medio, bensì persone oltre la media (per via della costanza al sottoporsi all’esperimento).

Due tipi di ricerche

  • Ricerca quantitativa (strategia standard per la raccolta dei dati, che implica lo studio di gruppi di soggetti e l’utilizzo di scale e parametri statistici > risultati di ordine generale).
  • Ricerca qualitativa (strategia per la raccolta dei dati usata meno di frequente che implica di ottenere, mediante interviste, informazioni che non posso essere quantificate su una scala numerica > risultati in ordine di unicità delle persone).

Capitolo 2

Sviluppo prenatale, gravidanza e nascita

La fecondazione

Apparato femminile

  • Utero: posizione centrale, ospita il feto al termine dello sviluppo, è rivestito internamente dell’endometrio, cioè una mucosa che si inspessisce preparandosi a una possibile gravidanza e si sfalda se la fecondazione non avviene (mestruazione).
  • Cervice uterina: il collo dell’utero, ovvero la sua porzione inferiore più ristretta.
  • Tuba di Falloppio: ciascuno dei sottili condotti che connettono le ovaie all’utero.
  • Ovaie: ciascuno dei due organi con forma a mandorla che contengono le cellule uovo, od oociti, della donna; le cellule uovo (gamete) sono le cellule contenenti il materiale genetico, con cui la madre contribuisce alla formazione del bambino.

Il processo della fecondazione

  • Ovulazione: l’uovo maturo viene espulso dalle ovaie grazie all’intervento degli ormoni, sostanze chimiche rilasciate nel sangue che inducono cambiamenti.
  • Le tube di Falloppio aspirano l’uovo spingendolo verso l’utero.
  • Fecondazione: nei testicoli maschili avviene una produzione continua di spermatozoi, che una volta espulsi tramite l’eiaculazione tentano di raggiungere la cellula uovo. Poche centinaia dei milioni prodotti raggiungono la cellula uovo e cercano di penetrarvi. Una volta che uno spermatozoo vi sarà riuscito, la composizione chimica dell’uovo cambia in modo da impedire l’ingresso di ulteriori spermatozoi.

Genetica della fecondazione

  • Cromosoma: filamento di DNA, localizzato nel nucleo di ogni cellula, lungo il quale si trovano i geni che trasmettono l’informazione ereditaria. Ogni cellula del nostro corpo è composta da 46 cromosomi, ad eccezione dei gameti.
  • Gamete: sono uova e spermatozoi, sono composti da 23 cromosomi in modo che la loro unione comporti la nascita di una cellula di 46 cromosomi.

Lo sviluppo prenatale

  • Prime due settimane dopo la fecondazione: periodo germinale.
  • La cellula risultante l’unione dei due gameti prende il nome di zigote, che compie la sua prima divisione dopo 36 ore dalla fecondazione, mentre continua a scendere dalla tuba di Falloppio. Quando raggiunge la cavità uterina si differenzia in strati, o foglietti, e prende il nome di blastocisti.
  • La blastocisti penetra e si annida nella parete uterina. Da lì cominciano a svilupparsi i vasi sanguigni che daranno poi origine alla placenta, l’organo attraverso il quale avvengono tutti gli scambi nutritivi fra la madre e il bambino.
  • Dopo l’impianto comincia il periodo embrionale, che dura dalla 3° all’8° settimana di gestazione. In questo periodo avviene la costruzione di tutti gli organi principali, come il tubo neurale (che darà origine alla spina dorsale, al cervello e ai neuroni). Subito dopo spuntano abbozzi di braccia, gambe, piedi, gomiti, curve dei polsi e dita.
  • Il periodo fetale è l’ultimo e terzo periodo dello sviluppo prenatale e va dalla 9° settimana fino alla nascita (sette mesi). È caratterizzato dalla sempre maggiore organizzazione degli apparati, dalla crescita della massa delle strutture e dallo sviluppo del cervello. Un periodo di gestazione così prolungato dà il giusto tempo ai neuroni per collocarsi nelle giuste posizioni: una volta fatto, le c
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher monego248 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Albiero Paolo.
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