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Stile di attaccamento come fattore predittivo

- Fattore predittivo del successo:

- evitante > distaccato, poco premuroso, indisciplinato;

- ansioso-ambivalente > si comporterà nelle relazioni come se avesse sempre

bisogno di amore;

- sicuro > solide basi per avere successo socialmente.

Questi risultati derivano da studi correlazionali e non vi è certezza che siano

effettivamente in relazione, quindi vanno interpretate con cautela.

Un attaccamento può comunque diventare da sicuro ad insicuro e viceversa in base ad

esperienze positive oppure traumatiche > un attaccamento sicuro nella prima infanzia

non garantisce che manterremo tale sicurezza per tutta la vita.

I CONTESTI DELLO SVILUPPO INFANTILE

L’impatto della povertà

- Impatto fisico (malnutrizione > blocco della crescita staturale; donne a basso reddito

> più probabile un bambino meno sano e sottopeso);

- Impatto cognitivo (manca di giochi adeguati > essere “indietro” all’inizio delle scuole

> meno probabilità di andare in strutture prescolari di qualità);

- Impatto psicologico (essere poveri rende depressi in quanto i soldi sono una

preoccupazione costante > non ci si può permettere di comprare ai figli le cose di cui

avrebbero bisogno per crescere bene es. giocattoli per favorire lo sviluppo).

Programmi per favorire lo sviluppo cognitivo dei bambini svantaggiati:

- Head Start: programma federale americano per l’assistenza all’infanzia; offre in

centri specializzati vari servizi, tra cui asili nido di buona qualità ed altri interventi

destinati ai bambini in età prescolare (da 3 a 5 anni) e provenienti da famiglie a basso

reddito, in modo da prepararli alla scuola;

- Early Head Start: programma federale americano che offre servizi di consulenza e

d’altro tipo ai genitori di bassa condizione economica e ai loro bambini al di sotto dei

tre anni.

Asili nido

- L’asilo nido non indebolisce il legame di attaccamento del bambino: l’attaccamento

dipende dalla qualità della “danza”, non dalla quantità (anche se per più tempo

nell’asilo, non si perde l’attaccamento);

- Più tempo si passa all’asilo, più i bambini diventano difficilmente controllabili da

caregiver ed educatori > le correlazioni in merito sono deboli. Comunque si consiglia

di non fare uso eccessivo del nido nei primi anni di vita del bambino; in caso il

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caregiver sperimenti depressione e quindi rischi di creare un attaccamento insicuro nel

bambino, potrebbe essere meglio se quest’ultimo non sperimenti troppa vicinanza.

Scegliere il nido: importante ne è la qualità, buona dotazione di giocattoli, rispetto

delle norme di sicurezza, sorveglianza dei bambini, stimoli, nutrimento ed amore in

abbondanza. Anche l’asilo più lussuoso è un fallimento se il personale non lavora col

massimo dell’impegno e dedizione (quindi fornendo ai bambini attenzioni premurose e

dovizia di stimoli).

Chiave: rapporto tra il numero degli educatori e dei bambini BASSO (pochi bambini

per ogni educatore).

LA TODDLERHOOD

Durante il secondo anno di vita, si manifestano due inclinazioni: il desiderio di

connessione e unione e il desiderio di autonomia (secondo compito psicosociale di

Erikson, nel quale il bambino deve superare la sfida di comprendere di essere

un’individualità separata).

Durante il secondo anno compaiono emozioni più complesse, che rivelano la capacità

di riflettere su sé stessi, come orgoglio, vergogna e senso di colpa (dette emozioni

autocoscienti). Queste emozioni sono essenziali per la socializzazione (processo con

cui i bambini apprendono a obbedire alle norme della società e a comportarsi in modi

socialmente appropriati).

Dall’anno e mezzo ai quattro anni d’età emerge l’adesione collaborativa (capacità

d’inibire i propri impulsi immediati e di aderire volontariamente alle richieste degli

adulti). Differenza: è più facile che i bambini obbediscano ad un comando sgradito es.

smettere di fare qualcosa, piuttosto che assecondare la richiesta di fare un qualcosa

che proprio non piace. Propensione femminile all’obbedienza e per i bambini di

carattere pauroso.

Interventi per favorire la concordanza tra temperamento e socializzazione:

- socializzazione di un bambino timido: i bambini troppo timidi vanno trattati con

sensibilità, affetto ed empatia, senza sottovalutare o ignorare il loro disagio,

impegnandosi in tutti i modi per stabilire con loro un attaccamento sicuro. Non

bisogna essere iperprotettivi (esponendo il piccolo pauroso alcune frustrazioni o

situazioni nuove egli può imparare a farvi fronte);

- socializzazione di bimbi esuberanti: mai usare la tecnica dell’affermazione del potere

(l’adulto in preda alla frustrazione urla, sgrida e infligge punizioni fisiche ad un

bambino) > provoca un minore sviluppo della coscienza ed è un fattore predittivo di

problemi comportamentali > la strategia più efficace è promuovere un legame di

attaccamento eccezionalmente forte e carico d’amore (ciò che il bimbo fa è per avere

amore). 22

CAPITOLO 5

LO SVILUPPO FISICO E COGNITIVO NELLA

FANCIULLEZZA

La fanciullezza si divide in prima fanciullezza (dai 3 ai 5 anni circa, cioè verso la fine

dell’asilo) e in media fanciullezza (dai 6 agli 11 anni circa, cioè copre il periodo della

scuola elementare).

Due grandi sfide (tappe) dell’apprendimento:

- l’apprendimento sociale: il bambino raggiunge l’età in cui è il momento che si

adegui alle particolari regole della società in cui vive;

- crescita dei lobi frontali: le speciali capacità che ci permettono l’apprendimento sono

causa del lungo sviluppo dei lobi frontali (ci vogliono circa due decenni prima che la

corteccia cerebrale raggiunga la completa maturazione; la sinaptogenesi e la

formazione della guaina mielinica continuano anche dopo i vent’anni).

LO SVILUPPO FISICO NELLA FANCIULLEZZA

I bambini si sviluppano secondo il principio della crescita cefalo caudale e della

crescita specifica rispetto alla massa.

Due tipi di abilità motorie:

- generali: comprendono movimenti che implicano l’attività di numerosi grandi muscoli

(es. salto, corsa, arrampicata); predisposizione maschile;

- fini: movimenti piccoli finemente coordinati (es. disegnare cerchi, scrivere);

predisposizione femminile;

Anche se ci sono propensioni, un adeguato addestramento sopperisce la “natura”.

Attenzione a spingersi troppo oltre (es. scrivere come gli adulti o sport troppo

complessi) è controproducente perché causa di frustrazione per i genitori e i bambini.

Minacce ambientali alla crescita e alle abilità motorie:

- stress (blocco della crescita, pubertà precoce);

- malnutrizione (dannosa per lo sviluppo di abilità motorie sia generali che fini,

sviluppo di ossa, muscoli e cervello).

Obesità infantile Viene diagnosticata quando il valore dell’indice di massa corporea è

uguale o superiore al 95° percentile nella rilevazione originale (effettuata negli Stati

Uniti). L’indice di rilevazione si chiama Indice di massa corporea o body mass index

(BMI) cioè rapporto tra altezza e peso di una persona.

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Paesi sviluppati: malattia dei bambini delle famiglie a basso reddito;

Paesi sottosviluppati: malattia dei bambini delle classi agiate;

I cibi ricchi di grassi sono quelli che incidono meno sul bilancio familiare; facile

reperibilità di snack confezionati, declino dell’abitudine di spostarsi a piedi o in bici.

Mancanza di tempo dei genitori > i bambini mangiano fuori > fuori i cibi sono più

grassi e più buoni.

Inattività fisica:

- bambini predisposti ad ingrassare > portati a passare più tempo inattivi (es.

guardando la televisione; la natura evoca la cultura) > più sono inattivi più

ingrassano. Se i genitori fanno come missione di vita il non far ingrassare il figlio,

quest’ultimo tenderà ad ingozzarsi di conseguenza. Le critiche continue al loro peso

non favorisce la loro autostima. Il diabete di tipo 2, in genere associato

all’invecchiamento e al sovrappeso, si manifesta in età eccezionalmente precoce.

LO SVILUPPO COGNITIVO NELLA FANCIULLEZZA

Si prendono in considerazione, nello sviluppo cognitivo di questa fase, lo stadio

preoperatorio (dai 2 ai 7 anni, incapacità di sottrarsi all’effetto delle percezioni

immediate e di ragionamento) e lo stadio operatorio concreto (dagli 8 agli 11 anni,

capacità di ragionare sul mondo in termini più logici, più simili all’adulto).

Strane idee sulle sostanze Il fatto che i bambini, fino ad una certa età, si fermino

alle apparenze è stato dimostrato dai compiti di conservazione sviluppati da Piaget

(conservazione si riferisce al fatto del capire che la quantità di una sostanza resta

invariata al cambiare della sua forma).

Piaget individua delle capacità che il bambino ancora non possiede ma emergeranno:

- reversibilità: nei compiti di conservazione ideati da Piaget, indica nel bambino la

conoscenza, dovuta al periodo operatorio concreto, che è possibile invertire con

un’azione opposta il cambiamento introdotto nell’apparenza esteriore di una data

sostanza (es. colore dello smalto, tinta di una parete, una pettinatura);

- concentrazione: capacità di fissare l’attenzione sulle caratteristiche visivamente più

salienti di una sostanza, senza tenere conto delle altre; i bambini tendono a

concentrarsi su un unico aspetto, cioè quello che più lo colpisce (compito di

conservazione dei liquidi, concentrazione solo sull’altezza del contenitore);

- decentramento: capacità di considerare più aspetti di un oggetto o di una sostanza;

comporta il ritrarsi dall’apparenza immediata e a tenere conto di tutti gli aspetti di una

situazione, capendo che l’aumento di una dimensione compensa la diminuzione di

un’altra;

- inclusione di classe: la comprensione del fatto che una categoria generale può

abbracciare vari elementi subordinati; (es. preferisci le Fruittella o le caramelle?)

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- seriazione: capacità di ordinare gli oggetti in base ad un particolare criterio (es.

l’attenzione del bambino si posa sui bastoncini maggiormente visibili, e non sulla loro

differente dimensione); i bambini non possiedono la capacità d’astrazione necessarie a

capire il concetto di “categoria” e non afferrano l’idea che sia possibile ordinare gli

oggetti in una serie.

Modi peculiari di percepire le persone

- i bambini mancano della costanza d’identità (cioè non capiscono che le persone

rimangono le stesse anche se possono apparire in modo differente dal solito es.

travestirsi da babbo natale);

- i bambini vivono l’animismo (non riescono a distinguere ciò che è vivo da ciò che è

inanimato). Il bambino sa di essere vivo e lo applica a qualsiasi oggetto;

- i bambini vivono l’artificialismo (credono che tutto ciò che esiste in natura sia creato

dagli umani). Avendo visto gli adulti compiere imprese prodigiose come spegnere la

luce e costruire case, un bambino generalizza all’intero universo lo schema “i grandi

controllano le cose”;

- i bambini vivono l’egocentrismo (incapacità di comprendere che le persone hanno

punti di vista diversi dai propri)

Fasi del pensiero

- I bambini applicano il periodo operatorio concreto ad ogni area dell’esperienza;

- Fra i 5 e i 7 anni il pensiero diventa meno statico (cominciano a vacillare sui compiti

di conservazione);

- Dagli 8 anni viene raggiunto un livello superiore di ragionamento (inizio del periodo

operatorio concreto). Per Piaget è un punto di svolta, perché il bambino impara a

guardare oltre le esperienze immediate, afferra la seriazione e le categorie, assume

una posizione decentrata rispetto all’universo fisico e sociale e abbandonano

l’animismo.

Critiche alla visione di Piaget

- Piaget sottovaluta le capacità cognitive dei bambini nello stadio preoperatorio;

- Ha dato troppa importanza all’egocentrismo dei bambini (non è così marcato);

- I bambini non abbandonano ad 8-9 anni la concezione animista (es. tutti abbiamo un

portafortuna per i viaggi in aereo o il posto dove gli alberi ci sussurrano).

Vygotskij Per Vygotskij, l’apprendimento ha luogo nella zona di sviluppo prossimale,

intesa come la distanza tra la capacità di un bambino di risolvere da solo un dato

problema e quella potenziale, a cui può arrivare se riceve un insegnamento da una

persona più esperta. Gli educatori devono adeguare il loro insegnamento alla zona

prossimale del ragazzo: al crescere delle competenze dovrebbero lentamente ritirarsi

in secondo piano e lasciare sempre più allo studente la responsabilità di dirigere un

particolare apprendimento. Questo procedimento adegua l’insegnamento ai giusti

tempi del ragazzo ed è stato chiamato scaffolding.

Svolgere efficacemente la funzione di scaffolding:

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- gli insegnanti si impegnano ad alimentare un attaccamento sicuro;

- suddividere i compiti cognitivi complessi in passaggi più semplici e meno

impegnativi;

- feedback non minacciosi (es. se il bambino sbaglia, l’educatore indugia e guardano

assieme l’alternativa corretta);

- continuare ad aiutare il bambino finché quest’ultimo non s’impadronisce del concetto

> ci si può spostare su un nuovo concetto;

- creazione di un quadro di riferimento su cui fondare il processo di apprendimento e

la motivazione (es. caspita, sembra davvero interessante! Non vedo l’ora di leggerlo!).

La memoria Modello della memoria: le informazioni, nel loro percorso per essere

memorizzate, passano attraverso una serie di depositi. Per prima cosa, gli stimoli

provenienti dall’esterno vengono tenuti per un periodo molto breve nel deposito della

memoria sensoriale, poi gli elementi su cui si concentra l’attenzione entrano nella

memoria di lavoro (la sede in cui avviene l’azione cognitiva, cioè dove l’informazione

viene elaborata o eliminata). La memoria di lavoro è consiste in vari contenitori di

limitata capacità e di un processore esecutivo che ci permette di focalizzarci su ciò che

dobbiamo ricordare e di manipolare il materiale presente nella memoria di lavoro in

modo da prepararlo per l’immagazzinamento permanente. Dopo l’elaborazione, le

informazioni entrano nella memoria a lungo termine.

Le funzioni esecutive Sono le attività dei lobi frontali che ci permettono di inibire le

risposte immediate e di pianificare e indirizzare il nostro pensiero.

Caratteristiche dei bambini più grandi:

- usano la ripetizione per memorizzare: una delle principali modalità con cui

apprendiamo nuove informazioni è grazie alla ripetizione (rehearsal), cioè il ripetere

più volte l’informazione fino a memorizzarla;

- capiscono come usare l’attenzione selettiva: la capacità di controllare i processi

dell’attenzione cosciente in modo da concentrarla su ciò che dobbiamo conoscere,

eliminando tutta l’informazione che non serve, prende il nome di attenzione selettiva

> i bambini tendono ad intasare lo spazio disponibile con molte informazioni

irrilevanti, quindi sono meno capaci di focalizzare l’attenzione;

- hanno maggiori capacità d’inibizione: l’autocontrollo è molto difficile per i bambini

piccoli (es. è loro impossibile mantenere un segreto).

Applicazione della teoria dell’elaborazione delle informazioni a casa e sul

lavoro

- stimolare l’attenzione selettiva (es. mettere una grossa stella a lato delle parole da

memorizzare per un test);

- sostenere attivamente strategie organizzative (es. aiutare a preparare, la sera, tutto

ciò che serve per la scuola del giorno dopo e insegnare che certi oggetti importanti

vanno tenuti sempre nello stesso posto); 26

Le funzioni esecutive (strategie d’apprendimento, l’attenzione selettiva e l’inibizione

del comportamento sono processi che migliorano gradualmente nell’arco di molti anni;

i bambini che hanno problemi a tenere concentrata l’attenzione e a obbedire posso

avere un disturbo col nome di deficit di attenzione/iperattività (o ADHD): quest’ultimo

è caratterizzato da irrequietudine e irritabilità eccessive (es. difficoltà a stare seduti

composti, concentrare l’attenzione) e, cosa più grave, ad inibire i comportamenti;

difficoltà ad obbedire, problemi con l’attenzione selettiva. È prevalentemente maschile

ed ha una forte componente genetica. È facile che venga fatto ricorso all’affermazione

del potere per educarli, quando invece necessiterebbero di molta sensibilità ed affetto

di cui il loro temperamento avrebbe particolarmente bisogno. Sono etichettati come

ribelli e molto aggressivi.

Interventi:

- farmaci ad azione psico-stimolante (aiutano a ridurre l’impulsività);

- i farmaci vanno abbinati ad interventi psicosociali (es. uso di rinforzi per

comportamenti appropriati);

- favorire il miglior adattamento persona-ambiente (non porre al bambino richieste

irragionevoli, es. risoluzione di compiti troppo difficili; costruire un ambiente privo di

elementi di distrazione durante le attività che richiedono concentrazione);

- offrire la possibilità di un regolare esercizio fisico (dà uno sfogo).

IL LINGUAGGIO

I singoli suoni che compongono le parole sono fonemi (ogni singolo suono sufficiente

ad individuare un diverso significato, in una data lingua es. in italiano, la P di pino e la

V di vino); le unità fondamentali di significato sono dette morfemi (la più piccola unità

di significato di una particolare lingua (es. in inglese, boys = boy + s)

Secondo Vygotskij, il discorso interiore è il modo in cui le persone imparano a

controllare il proprio comportamento e ad afferrare le sfide cognitive; consiste nel

ripetere tra sé le informazioni salienti o nel parlare a sé stessi.

Al compimento del secondo anno, il bambino comincia appena a mettere insieme le

parole, al tempo dell’asilo domina le regole del linguaggio adulto.

Man mano che i bambini crescono, cresce il numero medio dei morfemi che

compongono una frase (MLU, lunghezza media dell’enunciato) es. Me succo (2 MLU) >

io voglio succo (3 MLU) > Per favore, dammi il succo (5 MLU).

Comincia poi l’acquisizione della grammatica, ovvero delle sintassi (insieme delle

regole grammaticali) e l’impadronimento della semantica (comprensione del

significato delle parole).

Errori tipici dei bambini nel linguaggio:

- iperregolarizzazione: applicazione delle regole standard per composizione di verbi o

plurali anche ai termini che fanno eccezione (es. prenduto);

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- sovraestensione: applicazioni di etichette verbali in senso troppo esteso (es. cavallo

come qualunque creatura a quattro zampe);

- sottoestensione: restringere troppo il significato di una categoria verbale (es. la luce

è solo quella del sole, non delle lampadine).

Con la crescita, attraverso continui processi di assimilazione e accomodamenti, i

bambini correggono questi errori.

ABILITA’ COGNITIVE SPECIFICHE

Costruzione del passato personale

- Memoria autobiografica: capacità di ricordare eventi ed esperienze passate che

costituiscono la nostra storia personale; si stimola nei bambini con dello scaffolding,

con frasi tipo “Ti ricordi quando abbiamo fatto…): il bambino si rende conto di avere

un passato.

Capire la mente degli altri

- Due/tre anni: due bambini che si “parlano” non si capiscono a vicenda, è una

discussione tra monologhi;

- Quattro/cinque anni: i bambini si relazionano in virtù della reciprocità perché si

instaura la teoria della mente (TOM, comprensione che le altre persone hanno

credenze e prospettive diverse dalle proprie). Dimostrazione della TOM: test della

falsa credenza (il bambino e un’altra persona osservano una terza persona nascondere

un giocattolo. La seconda persona esce dalla stanza. Il bambino vede la terza persona

cambiare nascondiglio al giocattolo. La seconda persona rientra. Chiedendo al

bambino dove cercherà il giocattolo la persona n.2, egli risponderà nel secondo

nascondiglio, cioè dove solo lui l’ha visto. In alternativa, una bugia segna un passo

importante sul piano cognitivo. Test: la persona n.2 rientra nella stanza e prende il

giocattolo dal secondo nascondiglio, che solo il bambino aveva visto. I bambini di 18

mesi si stupiscono: vera età della manifestazione della TOM. I bambini con

attaccamento sicuro e accuditi da caregiver sensibili sviluppano precocemente la TOM,

così come avere fratelli e sorelle. L’autismo ne rende difficile il padroneggiamento.

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CAPITOLO 6

LO SVILUPPO SOCIOEMOTIVO

NELLA FANCIULLEZZA

REGOLAZIONE DELLE EMOZIONI

La regolazione delle emozioni è la capacità di gestire i propri stati emozionali, in modo

che non ostacolino le nostre possibilità di vivere una vita piena e produttiva.

Due tipi di bambini:

- bambini con tendenza a comportamenti esternalizzanti: difficoltà a superare questa

sfida, perché reagiscono alle emozioni immediate ed hanno spesso comportamenti

aggressivi (es. bambini che disturbano ad ogni occasione di socialità, fa a botte, è

prepotente e scatena il caos fra compagni e adulti);

- bambini con tendenza a comportamenti internalizzanti: problema opposto, cioè il

gestire un’ansia molto intensa. Tendenza al ritiro sociale, timidi e insicuri, spaventati e

depressi.

Una forte tendenza a uno dei due poli è universamente (di chiunque, ovunque) un

problema, in tutte le fasi della vita.

PERSONALITA’

Osservazione del sé Per Piaget, i bambini verso 7/8 anni entrano nel periodo

operatorio concreto e:

- guardano le cose oltre le apparenze immediate e riescono a pensare in modo

astratto ai propri stati interiori;

- abbandonano la visione egocentrica e capiscono di non essere il centro dell’universo.

Questi cambiamenti influenzano l’autoconsapevolezza (la capacità di autosservare le

nostre abilità e azioni assumendo un punto di vista esterno, e di riflettere sul nostro

stato interiore).

In questa fase, i bambini cominciano a valutare le proprie capacità e giudicare se si

piacciono o meno: diventa molto importante l’autostima (tendenza a vedersi in termini

positivi o negativi).

Per Erikson questa è la fase della media fanciullezza (dai 6 anni alla pubertà) e la sfida

correlata è quella dell’industriosità o senso d’inferiorità (scontrarsi con la realtà, capire

di non essere supereroi ma che bisogna lavorare per raggiungere i propri obiettivi > ci

rende vulnerabili al senso d’inferiorità, cioè di non essere all’altezza).

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Cinque aree di competenza dell’autostima nella cultura occidentale:

- competenza scolastica (bravura nelle materie accademiche);

- condotta (se si reputano obbedienti e buoni);

- competenza atletica (performance negli sport);

- piacere ai compagni (popolarità tra i pari);

- aspetto fisico (apparenza esteriore).

Non è un problema se ci si reputa scarsi in una dimensione per noi poco importante. Il

processo di sottovalutazione (non sono bravo a fare questo, ma eccello in quest’altro)

è di vitale importanza per l’autostima (che va costruita sulle basi delle aree

d’eccellenza).

Due forme di distorsione dell’autostima:

- bambini esternalizzanti: forte autostima > persone che hanno problemi a casa e a

lavoro perché non riescono a controllare la rabbia > io sono eccezionale, non c’è nulla

di sbagliato in ciò che faccio > immune ai feedback > non è in grado di cambiare >

perpetua i suoi comportamenti sbagliati;

- bambini internalizzanti: troppo severi nell’autocritica > in realtà neutre leggono un

fallimento personale > sviluppano un senso d’impotenza appreso (sensazione

acquisita di non essere in grado d’influenzare l’esito degli eventi, perciò rinunciano

senza tentare).

Favorire un’autostima realistica

- è controproducente esaltare il ragazzo con lodi tipo “sei straordinario” a caso:

devono essere coerenti con la realtà e scaturire da veri obiettivi raggiunti (rischio di

pensieri “sono bravo qualunque cosa faccia”;

- stimolare in senso di autoefficacia (posso avere questa competenza): tecnica della

zona di sviluppo prossimale (scaffolding) di Vygotskij;

- incoraggiare una percezione di sé accurata: internalizzanti > feedback realistici per

modificare la tendenza ipercritica e l’atteggiamento generale di sfiducia;

esternalizzanti > rinforzi abbondanti con buoni comportamenti, essere rigorosi ma con

gentilezza nel dare un feedback accurato sul loro comportamento sbagliato.

Bisogna orientare i bambini ad un senso di efficacia “Posso farcela!” perché nella fase

delle operazioni concrete tendono a vedere le proprie abilità come prefissate “Sono

fatto così” e non modificabili.

Il comportamento prosociale Sono azioni che implicano la condivisione, il sostegno

e il prendersi cura di altre persone > fase delle operazioni concrete: capacità di

assumere prospettive di altre persone > più frequenza del comportamento prosociale

con l’inizio della scuola elementare. Il comportamento prosociale ha variabilità

individuale (studi longitudinali: persone gentili e premurose già da piccole > alta

probabilità che sia predittivo della vita intera) sia variabilità culturale (es. culture

collettiviste > il sacrificio per gli altri membri della famiglia è la norma).

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Interpretare l’altruismo Origine del comportamento prosociale:

- per essere lodati;

- per evitare una punizione;

- dimostrare a chiunque il proprio successo (se dono posso permettermelo);

L’altruismo è un comportamento che mettiamo in atto per ragioni non egoistiche e

non egocentriche, è un desiderio di aiutare gli altri che prescinde dal pensiero di una

qualsiasi ricompensa.

L’empatia è il sentire esattamente la stessa emozione che un’altra persona sta

provando.

La simpatia è uno stato interiore necessario per l’agire prosociale; implica il sentirsi

male per una persona che ha bisogno d’aiuto.

I comportamenti prosociali hanno come prerequisito abbastanza fiducia in sé stessi da

credere di poter aiutare gli altri; accadono più facilmente con buon umore e una

buona autostima. Alcuni studi suggeriscono una componente genetica.

Favorire lo sviluppo di comportamenti prosociali

- rinforzare i comportamenti di gentilezza e premurosità;

- stile educativo dell’induzione: portare un bimbo che si è comportato male a sentire

empaticamente il dolore che ha causato nell’altra persona > l’educatore deve mettere

in rilievo gli aspetti morali dell’azione sbagliata per promuovere una risposta

simpatetica > l’induzione offre feedback precisi su ciò che è sbagliato, la punizione

diventa la stessa sofferenza causata all’altro, apre la possibilità di rimedio perché

stimola senso di colpa.

Vergogna: sentire di soffrire per un’umiliazione personale. Crea comportamenti di

evitamento (ritirarsi, nascondersi) e rabbia che suscita vendetta;

Senso di colpa: sentirsi male per avere causato un danno a un’altra persona o per

averne violato l’integrità morale. Provoca il bisogno di scusarsi e fare ammenda, e

stimola la crescita personale.

L’aggressività È la tendenza a compiere un atto ostile o distruttivo di qualsiasi tipo.

Picco verso i 2/3 anni (non hanno ancora sufficienti capacità d’inibizione) derivata

dalla frustrazione degli ordini degli adulti su cose impossibili (es. condividere giocattoli

di propria proprietà).

Diversi tipi di aggressione:

- aggressione strumentale: azione ostile avviata in vista di conseguire un certo

obiettivo. Tono emozionale freddo e calcolato;

- aggressione reattiva: azione ostile compiuta in risposta a una frustrazione o un

danno ricevuto. Tono emozionale furioso e disorganizzato;

- aggressione relazionale: azione ostile finalizzata a danneggiare le relazioni di una

persona (tipicamente femminile, emerge verso l’adolescenza sovrastando

l’aggressione fisica). 31

L’aggressività è frutto di fattori biologici e culturali, che percorre un percorso di due

tappe:

- il temperamento esuberante del bambino di due anni provoca l’applicazione di una

disciplina molto rigida (affermazione di potere > sgrida, umiliazioni, minacce) invece

di essere trattati in modo affettuoso, cioè ciò di cui avrebbero bisogno;

- a scuola il bambino viene rifiutato dagli insegnanti e dai pari: il bimbo si guadagna

l’etichetta di antisociale e attaccabrighe durante i primi anni della scuola elementare >

l’essere continuamente rifiutati stimola il loro fare ostile e aggressivo.

I bambini molto aggressivi hanno una diversa disposizione cognitiva rispetto alle

situazioni sociali: hanno una distorsione attributiva ostile (tendenza a interpretare le

motivazioni e le azioni altrui, anche se neutri, come avessero intenti aggressivi).

Tendenza maschile.

LE RELAZIONI

Il gioco Il gioco libero (non orientato allo sport) viene classificato in più categorie:

- gioco turbolento: gioco che comporta il darsi spinte, fare la lotta, colpirsi, senza però

intenzione di farsi del male. Caratteristico dei maschi;

- gioco di fantasia: gioco che implica l’invenzione e l’interpretazione di una storia

immaginaria;

- gioco collaborativo di fantasia: gioco di finzione in cui più bambini collaborano per

sviluppare e recitare una storia immaginaria (dimostra l’essersi sviluppato della teoria

della mente).

Perché i bambini giocano alla famiglia (gioco di ruolo)? Per Vygotskij:

- consente ai bambini di fare pratica dei ruoli adulti (addestramento al futuro);

- permette ai bambini di sperimentare una sensazione di controllo (in risposta alla

propria percezione di mancanza del potere in un mondo con le regole degli adulti, i

bambini creano un mondo illusorio in cui i loro desideri si realizzano);

- facilita la comprensione delle norme sociali (per quanto possa apparire senza senso,

esso si sviluppa sempre in ambito di limiti e regole ben definiti es. le bambine non

giocano alla famiglia con due mariti).

Aiutare i bambini col gioco Attenzione a che giochi di finzione pratica il bambino,

perché danno indicazioni sulle sue specifiche attitudini o paure (es. il bambino che

vuole giocare sempre a “ti ammazzo e ti taglio la testa” va smorzato con giochi di

fantasia più appropriati e meno violenti) > manipolazione del loro mondo fantastico

per farli impadronire di lezioni importanti. Attenzione a non fraintendere un puro gioco

non realmente aggressivo perché i maschietti ci si applicano volentieri e senza

intenzioni particolari. 32

Separazione del gioco femminile e maschile Dai tre anni circa i bambini mostrano

una netta tendenza a giocare con altri membri dello stesso sesso (gioco con

segregazione di genere). Esempi di distinzioni:

- i maschi corrono avanti e indietro; le femmine chiacchierano tranquille;

- i maschi giocano in gruppo e in modo competitivo; le femmine giocano in coppia e

collaborando;

- i maschi vivono in un mondo separato ed esclusivo (i maschi evitano i giochi

femminili come fossero un’aberrazione, le femmine sono più flessibili).

Cause del gioco infantile basato su stereotipi di genere

- base biologica (natura): a seconda della dose, l’esposizione prenatale al testosterone

sembra influire sulla “femminilizzazione” o sulla “mascolinizzazione” del cervello;

- socializzazione (cultura): l’ambiente rafforza la componente biologica (es. i genitori

usano come stile educativo l’induzione con le bambine e l’affermazione di potere con i

maschi; es. i genitori comprano bambole alle figlie e macchinine per i maschi es. i

genitori tendono a riprodurre gli stereotipi di genere quando giocano con i figli);

- cognizione (modo di pensare): i messaggi interni vengono rinforzati da un processo

interno di natura cognitiva > teoria dello schema di genere di Bem (spiegazione dei

ruoli di genere stereotipati che pone particolare enfasi sulla cognizione: è la teoria

secondo cui, una volta che ha acquisito il senso della propria identità di genere -

l’essere maschio oppure femmina- il bambino osserva e prende a modello

selettivamente gli appartenenti al suo stesso sesso. Ciò avviene verso i due anni e

mezzo).

Le amicizie L’amicizia è una relazione a due, che implica lo stabilire un buon rapporto

con un altro essere umano. L’essenza dell’amicizia sta nell’avere interessi comuni: ci

sentiamo attratti da persone che condividono la nostra visione del mondo. Il “migliore

amico/a” soddisfa quel bisogno evolutivo di conferme ed intimità che emerge introno

ai 9 anni, che funge da trampolino di lancio per le future relazioni sentimentali (amore

romantico).

Funzioni degli amici:

- funzione protettiva e di rafforzamento del sé che va evolvendosi, “isole di sicurezza”

in cui trovare conforto, che ci siano nel momento del bisogno;

- insegnano a controllare le emozioni e a governare i conflitti (l’amore degli amici è

condizionato: bisogna diventare in grado di modulare le proprie emozioni e adeguarsi

ai bisogni e richieste dell’altra persona);

Amicizia: legame con un singolo; è associato ad un buon controllo delle emozioni.

Popolarità: aspetto sociale, coinvolge la relazione con un gruppo, è associato a

persone estroverse, prosociali, ben adattati e con abilità interpersonali.

33

Categorie di bambini:

- i bambini più popolari (apprezzati da quasi chiunque). Nell’adolescenza, verso le

scuole medie, può anche essere che i ragazzi più popolari siano quelli più ribelli o

aggressivi;

- bambini mediamente popolari (posizione intermedia nella gerarchia sociale della

classe);

- bambini rifiutati (si distinguono in termini negativi) > i bambini che non si

conformano al gruppo vengono rifiutati (es. maschi molto tranquilli). Categorie di

bambini rifiutati sono i bambini molto ansiosi (tendono a disturbi internalizzanti cioè

ritiro, depressione e somatizzazione) e bambini con ansia sociale;

- bambini ignorati (non vengono mai nominati, né in positivo né in negativo).

Bullismo Situazione in cui uno o più bambini (o adulti) prendono di mira e molestano

un particolare bambino, sottoponendolo sistematicamente ad abusi fisici o verbali. Ciò

che conta per la vittima del bullismo è la sua posizione nella gerarchia sociale del

gruppo. Essere bersagli del bullismo fa aumentare l’ansia e la tendenza a diventare

vittime, finendo per creare disgusto verso l’ambiente in questione anche se

potenzialmente capaci. Maschi > aggressione fisica; Femmine > aggressione verbale.

Interventi per il bullismo:

- coinvolgimento dell’intera scuola in un progetto: lo scopo del programma è di far sì

che la non tolleranza verso gli abusi si imponga come norma comportamentale della

scuola;

- creazione di una commissione per la prevenzione del bullismo, composta da bambini

di tutte le classi: durante l’intero anno scolastico insegnanti e ragazzi sono all’erta per

rilevare possibili atti di bullismo nella loro classe.

34

CAPITOLO 7

I LUOGHI DELLO SVILUPPO:

LA CASA E LA SCUOLA

LA CASA

Gli stili genitoriali (Baumrind)

- genitori autorevoli: molta attenzione, nutrimento, stabilire limiti e regole. Moltissimo

amore e ragionevole grado di libertà. Richiedono ai figli standard di comportamento

molto elevati: vi sono regole ben precise da rispettare ma può capitare uno strappo

alla regola in caso di eventi particolari. Capiscono le regole vengono dopo i bisogni

delle persone;

- genitori autoritari: regole e disciplina applicate in modo inflessibile “Obbedisci alle

mie regole e fa ciò che ti dico”. Non esistono eccezioni e nulla è negoziabile.

Moltissimo amore mascherato da rigidità e freddezza;

- genitori permissivi: totale libertà e amore incondizionato. Nessuna regola né limite,

né la richiesta a svolgere una qualsiasi faccenda. Sono i bisogni dei figli a comandare;

- genitori trascuranti/rifiutanti: i peggiori, scarso amore e scarsa disciplina “ridurre al

minimo il coinvolgimento con i figli”. Figli ignorati, trascurati, abbandonati sul piano

emotivo.

Caso di genitori con stili differenti: non si sa se stili genitoriali opposti si annullino;

l’unica certezza è che le discussioni su come imporre la disciplina sono molto nocive

sulla vita familiare.

In base alla cultura in cui si vive, i genitori trasmettono ai figli principi totalmente

diversi.

I metodi educativi cambiano a seconda dell’ambiente: sono influenzati dalla difficoltà

della vita quotidiana (es. in una realtà difficile un genitore può diventare più severo

per aiutare i figli a sopravvivere).

Come rapportarsi ai genitori

- Apertura alle differenze culturali (non imponete ad altri i vostri valori);

- Gli ambienti difficili richiedono uno stile genitoriale più vigile e improntato alla

disciplina;

- Prima di accusare un genitore di essere eccessivamente permissivo/autoritario,

cercare di capire a quali pressioni è sottoposta la famiglia. Non avere un

atteggiamento giudicante: è più utile dare ai genitori attenzione e fornire loro un

valido supporto. 35

Ciò che diventiamo da adulti dipende principalmente dai geni? Vi è una

correlazione tra stile parentale e lo sviluppo del bambino. I genitori che svolgono con

competenza il proprio compito trasmetterebbero ai propri figli la predisposizione

biologica alla stessa competenza, la quale consentirebbe poi ai figli una buona riuscita

sul piano sociale. La personalità dei bambini determina, inoltre, il comportamento dei

genitori (un bambino facile da trattare ne evoca uno stile affettuoso e autorevole).

Il gruppo dei pari di Harris Secondo Harris, il modello relazionale che apprendiamo

dai genitori si trasferisce alle altre relazioni; l’apprendimento è contesto-specifico e

non possiamo utilizzare lo stesso pattern di comportamenti in ambienti diversi

(comportarsi a scuola come a casa). Inoltre, i messaggi che derivano dalla cultura in

cui si vive sono più forti dei valori insegnati dalla famiglia. Il fulcro centrale della

teoria è che gran parte dei comportamenti appresi derivano dalla relazione tra il

bambino e il contesto/persone con cui ha a che fare per gran parte del suo tempo,

piuttosto che dalla famiglia > se un bambino ha comportamenti sgradevoli non

giudicare subito i genitori > il comportamento di un bambino deriva da moltissimi

fattori (es. temperamento innato, gruppi dei pari, sesso, stile genitoriale).

Consigli per i genitori Dare ai figli molto amore, fissare standard elevati e imporre

regole coerenti. Essere flessibili, adattare la disciplina alle situazioni della vita e

soprattutto agli aspetti peculiari del figlio > non è possibile agire in modo da garantire

un futuro perfetto perché non dipende unicamente dall’educazione dei genitori >

concentrarsi sulla qualità della relazione col figlio.

Punizioni corporali Sono punizioni corporali tutti quei metodi usati per imporre la

disciplina che implicano un’azione fisica (es. sculacciata, schiaffo). La violenza non va

mai usata verso i bambini perché possono insegnar loro che è giusto picchiare. La

sculacciata induce nel bambino la vergogna: nell’immediato produce obbedienza, a

lungo termine inibisce il comportamento prosociale e lo sviluppo della coscienza. C’è il

rischio che eliminando la punizione fisica il caregiver faccia maggiormente ricorso a

forme di abuso verbale ancor più dannose di una leggera punizione fisica.

- Sotto i due anni, i bambini non possono rendersi conto di star facendo una cosa

sbagliata > MAI picchiare un bambino molto piccolo > sviluppa livelli basali di cortisolo

> predisposizione ad uno stato cronico di ansia e depressione

- Per un bambino in età prescolare è giusta una leggera pacca sul sedere soprattutto

se il bimbo compie azioni pericolose (es. attraversare la strada di corsa) ma sempre

accompagnate da una spiegazione verbale (non dovevi fare quella cosa perché…).

Abuso infantile Il maltrattamento infantile è un qualsiasi atto che minaccia il

benessere fisico e psicologico di un bambino.

- abuso fisico: azioni violente che lasciano sul corpo segni visibili, come i lividi;

- trascuratezza (o negligenza): venir meno del caregiver di attenzioni e cure adeguate

al bambino (es. abbandono, non abbastanza cibo, non iscriverlo a scuola);

- abuso psicologico (o maltrattamento emotivo): atti che causano gravi danni al

bambino sul piano emotivo, come terrorizzarlo o sfruttarlo;

- abuso sessuale: atti che coinvolgono forzatamente i bambini in pratiche sessuali (es.

stupro, incesto, palpeggiamenti -comprende pedofilia e pornografia-);

36

È difficile individuare dove sia il limite per non creare danni al bambino.

Fattori di rischio per l’abuso infantile

- problemi di personalità dei genitori (le persone commettono abusi sui propri figli

quando soffrono di disturbi psicologici es. possono avere aspettative irrealistiche come

stare seduti composti o avere cura del loro igiene personale ad un’età molto precoce);

- gravi condizioni stressanti nella vita quotidiana (i genitori che maltrattano i propri

figli spesso devono far fronte a un carico di problemi molto pesanti es. violenza

domestica, grave povertà);

- aspetti negativi del bambino (contributo del temperamento del bambino: i bambini

difficili sono esposti ad un rischio maggiore di abusi);

Conseguenze dell’abuso sui bambini

- attaccamento insicuro;

- difficoltà a scuola e nella socializzazione;

- predisposizione a diventare caregiver che a loro volta maltratteranno i bambini.

Si sottolinea che la maggior parte dei bambini abusati diventano col tempo capaci di

condurre una vita normalissima (non è una condanna, l’abuso).

Interventi per bambini abusati

- riferire ai servizi deputati alla protezione dell’infanzia in caso di sospetti di abusi;

- in caso di conferme, i bambini vengono allontanati dalla famiglia > se lo si lascia coi

genitori, potrebbe subire nuovamente abusi; se lo si allontana, l’essere separati da

una figura di attaccamento primario può lasciare ferite emotive profonde > è meglio

lasciare i bambini presso la loro famiglia d’origine e fornire supporto ai genitori perché

svolgano il loro ruolo in maniera positiva.

Il divorzio Le conseguenze del divorzio sui bambini sono svantaggi significativi sul

rendimento scolastico, socialità, salute fisica e mentale > spesso è il riflesso delle

difficoltà economiche in cui ci si va a trovare e non della rottura tra i genitori.

In genere, le difficoltà psicologiche che i bambini manifestano dopo un divorzio spesso

hanno avuto inizio prima della separazione (atmosfera tesa in famiglia > i genitori

dedicano meno tempo al figlio > l’educazione del figlio diventa meno competente ed

efficace).

L’elemento cruciale è la qualità dell’educazione del genitore affidatario.

È meglio che un bimbo viva in una famiglia divorziata piuttosto che in una famiglia

invischiata in continui conflitti > meglio divorziare subito che vivere male > va bene

resistere se c’è una convivenza pacifica 37

CAPITOLO 8

LO SVILUPPO FISICO NELL’ADOLESCENZA

Pubertà: insieme dei cambiamenti ormonali e fisici che segnano il passaggio

dall’infanzia alla maturità sessuale. In molte culture questo cambiamento viene

celebrato dall’intera comunità con una speciale cerimonia, detta rito di pubertà.

Da oltre un secolo, nel mondo sviluppato, è in corso il fenomeno del trend scolare

dell’anticipo puberale, cioè il progressivo abbassamento dell’età media di comparsa

alla pubertà. Come riferimento per l’inizio della pubertà, si utilizza il menarca per le

ragazze (la comparsa della prima mestruazione) e lo spermarca per i ragazzi (la prima

eiaculazione di liquido seminale contenente spermatozoi vivi).

Gli eventi della pubertà sono controllati da due centri di controllo:

- uno localizzato nelle ghiandole surrenali (sopra i reni) che inizia a secernere ormoni

verso i 6-8 anni con un picco ai 20 anni, gli androgeni surrenalici, determinano lo

sviluppo dei caratteri sessuali secondari (es. pelo pubico, cambiamenti della

pigmentazione e dell’odore del corpo).

- circa un paio di anni più tardi si attiva l’asse HPG (ipotalamo, ipofisi e gonadi) che

promuove i cambiamenti più evidenti.

Sequenza della pubertà: periodo d’inibizione per tutta l’infanzia > produzione di

ormoni ipotalamici che stimolano l’ipofisi a incrementare la sintesi di propri ormoni >

ovaie e testicoli producono estrogeni e testosterone (entrambi le gonadi producono

entrambi gli ormoni) > la concentrazione nel sangue di questi due ormoni scatenano

la trasformazione fisica > estrogeni, cambiamenti femminili (es. allargamento dei

fianchi, ingrandimento dell’utero e delle mammelle); testosterone, cambiamenti

maschili (es. allungamento del pene, barba e peli, aumento della massa muscolare) >

questi ormoni sono responsabili del desiderio sessuale, molti più estrogeni nelle donne

e molto più testosterone negli uomini.

La pubertà comincia in risposta ad un certo grado di ossificazione dello scheletro e

all’ormone leptina sensibile al grasso corporeo, oltre grazie all’esposizione alla luce del

sole e allo stress.

Cambiamenti fisici della pubertà

- Più afflusso di ormoni sessuali nel cervello > adolescenti più emotivi e propensi a

comportamenti rischiosi;

- cambiamenti fisici in tre categorie:

- caratteri sessuali primari (tutti i cambiamenti che coinvolgono i processi

riproduttivi (es. crescita del pene, mestruazioni);

- caratteri sessuali secondari (tutti i cambiamenti che non sono direttamente

coinvolti nei processi riproduttivi ma che rendono il nostro sesso distinguibile (es.

cambiamento della voce, pelo pubico); 38

- forte crescita corporea (drastico aumento di altezza e peso).

Femmine:

- parametri di riferimento: sviluppo del pelo pubico e del seno (perché facilmente

misurabili);

- primo segno: forte crescita fisica alla fine della fanciullezza per calare durante

l’adolescenza;

- l’utero cresce, la vagina si allunga e sui fianchi si forma un cuscinetto adiposo. Le

corde vocali si allungano. Il cuore diventa più grande e i globuli rossi portano più

ossigeno. Aumento di forza, resistenza, altezza e peso (anche se minore dei maschi).

Maschi:

- parametri di riferimento: sviluppo di pene, testicoli e pelo pubico;

- prima si sviluppano gli organi riproduttivi, anni dopo si modifica l’aspetto esteriore

(cambiamento della voce, crescita dei peli e il bisogno di radersi ecc.);

- cambiamenti favorevoli rispetto a dimensioni del corpo, forma e forza fisica (massa

muscolare);

- prima l’allungamento delle gambe e l’ingrandimento dei piedi, naso e orecchie prima

del resto della faccia;

- aumento dell’attività delle ghiandole sudoripare e l’ingrandimento dei pori > acne;

maschi più predisposti perché l’acne è mosso soprattutto dal testosterone.

Sequenza temporale della pubertà Le femmine sono in leggero anticipo rispetto ai

maschi, il cui sviluppo avviene leggermente più avanti ma prosegue più a lungo (es.

pubertà femminile dagli 8 anni ai 14/ pubertà maschile dagli 11 anni ai 18 fino ai 21);

ci sono enormi differenze individuali nelle tempistiche d’inizio e fine, oltre a differenze

legate al gruppo etnico di appartenenza.

Un elevato BMI predispone ad una pubertà precoce (attivazione della leptina).

Dal punto di vista evoluzionistico, uno stress intenso a livello familiare favorisce la

comparsa della pubertà per permettere al bambino di crescere e lasciare l’ambiente

inospitale (più stress > attivazione del segnale ipotalamico > pubertà).

Crescere in una famiglia monoparentale con a capo la madre incide sulla precocità

della pubertà.

Le ragazze che maturano precocemente:

- sono esposte a un rischio maggiore di sviluppare problemi esternalizzanti (scegliamo

amici che ci assomigliano > ragazzine dallo sviluppo precoce = amici più grandi >

facile che siano coinvolte in attività come bere e fumare);

- sono esposte a un rischio maggiore di ansia e depressione (mancato raggiungimento

del modello irraggiungibile proposto dalla cultura > insoddisfazione del proprio corpo

> bassa autostima). 39

La pubertà vista dall’interno Un “guazzabuglio” di emozioni (paura, orgoglio,

incertezza, imbarazzo, eccitazione) con intensa riluttanza a parlare di ciò che sta

accadendo.

- Il seno: la presenza del padre, in genere imbarazza la parte femminile durante

l’attuarsi dei cambiamenti fisici. Le ragazze sono orgogliose del seno che va

sviluppandosi, ad eccezione delle ragazze a cui non fa comodo (es. ballerine di danza

classica);

- Le mestruazioni: i media mettono eccessiva preoccupazione alle ragazze con le

mestruazioni a causa dell’eccessiva pubblicità di farmaci antidolorifici. Le mestruazioni

vengono vissute con sentimenti contrastanti;

- La prima eiaculazione: lo spermarca è un evento che può restare nascosto perché

non richiede istruzioni specifiche, ed è un evento di cui i ragazzi non parlano con

nessuno. Anche i maschi mostrano grande imbarazzo per i cambiamenti del proprio

corpo nei confronti del genitore di sesso opposto.

La pubertà in sintesi

- Le reazioni dei bambini alla pubertà dipendono dall’ambiente in cui avviene la loro

maturazione fisica (emozioni negative hanno più probabilità di svilupparsi quando un

determinato segno dello sviluppo es. mestruazioni sono viste con disprezzo a livello

sociale);

- Le ragazze con sviluppo precoce devono avere il giusto adeguamento tra persona e

ambiente (avere in età precoce un corpo adulto può essere pericoloso);

- È opportuno migliorare la comunicazione sul complesso fenomeno della pubertà (le

femmine, in genere, dato il bisogno di istruzioni e strumenti, hanno come guida le

madri; i maschi procedono allo sbaraglio).

Come ridurre i possibili problemi della pubertà

- discutere col figlio ciò che sta vivendo;

- iniziare a parlare di questi argomenti prima che suscitino un impatto emotivo troppo

forte (prima che i cambiamenti fisici comincino ad aver luogo);

- non prendere in giro i ragazzi per i cambiamenti che stanno attraversando;

- stimolare una ragazza precoce a farsi amici della sua età;

- la scuola dovrebbe fornire un’educazione adeguata sui processi della pubertà.

L’IMMAGINE DEL PROPRIO CORPO

Per un adolescente, la soddisfazione del proprio aspetto fisico supera d’importanza

qualsiasi altro fattore nel determinare se un adolescente si piace e si accetta

(soddisfazione del proprio aspetto = soddisfazione di sé come persona). A causa della

società, le ragazze hanno più probabilità di essere insoddisfatte. Queste

preoccupazioni hanno origini biologiche (gli ormoni sessuali intensificano la

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Psicologia dello sviluppo, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Albiero P.: Psicologia dello sviluppo, J. Belsky. Gli argomenti trattati sono i seguenti: tutti i capitoli del libro ad eccezione dell'ultimo (non richiesto per il superamento dell'esame) unito alla rielaborazione personale delle slides del professore e di appunti presi a lezione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze psicologiche sociali e del lavoro
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher monego248 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Albiero Paolo.

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