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Cap 1 – Lo studio dello sviluppo

L'approccio comportamentistico

L'approccio comportamentistico richiama la tradizione filosofica dell'empirismo, l'individuo è plasmato dall'ambiente e con capacità d'apprendimento illimitate. Il metodo ottimale di sperimentazione consiste in un grado di controllo assoluto della situazione sotto esame. B.F. Skinner è un famoso esponente di una corrente "radicale" di costruttivismo e sostiene che lo sviluppo sia il risultato di esperienze d'apprendimento che si susseguono e che avvengono grazie al condizionamento classico e operante. Dunque, lo sviluppo dell'individuo è imprescindibile dall'apprendimento e i meccanismi che presiedono a tale processo sono validi per l'intero ciclo di vita. Quest'ultimo punto ha sollevato delle critiche perché in questo modo lo sviluppo è considerato come un accumulo di cambiamenti e quindi in termini quantitativi.

L'approccio organismico

L'approccio organismico richiama la tradizione filosofica dell'interazionismo. L'individuo è un organismo attivo in grado di comprendere se stesso, gli altri e il mondo attraverso l'acquisizione di dati o informazioni che riceve dall'ambiente, con il quale intrattiene uno scambio bidirezionale. Il cambiamento è la caratteristica primaria del comportamento dato che quest'ultimo si modifica in relazione ai mutamenti che avvengono nell'individuo durante lo sviluppo. Il metodo ottimale è la sperimentazione e l'osservazione con un moderato grado di controllo. Lo sviluppo dell'individuo è inteso come la capacità di acquisire nuove abilità cognitive ed emotive, quindi ha una valenza qualitativa.

L'approccio psicoanalitico

Il metodo ottimale è la sperimentazione e l'osservazione con il minimo grado di controllo, inoltre si tiene conto della relazione osservatore-osservato. L'obiettivo non è capire quali sono le cause del comportamento e i suoi effetti, ma ricostruire la storia personale con il colloquio clinico. Il cambiamento è il risultato dell'esito di conflitti interni del tipo amore-odio e vita-morte. Lo sviluppo della persona procede per stadi come quelli di Freud a proposito dello sviluppo psicosessuale.

L'approccio ecologico

Bronfenbrenner teorizza 4 livelli "a matrioska" in cui sono incluse tutte le componenti dell'ambiente:

  • Microsistema: la famiglia, la scuola, il gruppetto dei coetanei. In questi contesti l'individuo comincia a strutturare le sue relazioni.
  • Mesosistema: associazione tra situazioni ambientali diverse, così ad esempio l'abilità che un bambino dimostra nel leggere e nello scrivere potrebbe essere legata alla relazione esistente tra scuola e famiglia.
  • Esosistema: lo sviluppo di un individuo dipende per esempio dal tipo di attività lavorativa dei genitori.
  • Macrosistema: politica sociale e dei servizi, ad esempio l'introduzione di una nuova modalità di assistenza alla maternità come può essere un corso pre-parto gratuito, può influenzare il rapporto madre-figlio e avere delle ricadute positive sullo sviluppo del nascituro.

Principi ispiratori del comportamentismo

  • Riduzionismo: un comportamento complesso è ridotto a una serie di comportamenti semplici.
  • Parsimonia: i meccanismi d'apprendimento funzionano allo stesso modo per l'intero ciclo di vita. Questo principio è stato criticato in quanto l'apprendimento non è indipendente dal materiale che dev'essere appreso né dalle conoscenze che l'individuo già padroneggia.

Principi ispiratori del maturazionismo

La maturazione è un meccanismo biologico fondamentale che determina il cambiamento cognitivo, emotivo e biologico dell'individuo. Egli presenta degli schemi di maturazione che secondo Arnold Gesell possono essere modificati da fattori ambientali (es. la denutrizione). Lo sviluppo è indipendente dalla pratica e dall'esercizio poiché è stato dimostrato che la comparsa di alcune abilità (camminare per esempio) si manifesta solo a una certa età e quindi l'esperienza al massimo può accelerare o rallentare questo fenomeno. Le differenze interindividuali quali intelligenza e temperamento sono per lo più dovute all'ereditarietà e hanno una base genetica.

Principi ispiratori del costruttivismo

L'individuo è attivo nel processo di sviluppo perché acquisisce e organizza in maniera costruttiva le informazioni che provengono dall'ambiente con il quale vi è un continuo interscambio e questo permette al bambino di costruire la sua personale comprensione della realtà. Il costruttivismo si afferma negli anni '60 e segue due orientamenti: individuale (teoria stadiale di Piaget) e sociale (scuola storico-culturale di Vygotskij). Secondo Piaget il pensiero infantile è qualitativamente diverso dal pensiero adulto dato che i bambini spesso costruiscono pensieri e credenze bizzarre. Lo sviluppo cognitivo riflette una serie di trasformazioni, ciascuna delle quali si configura come un miglior equilibrio tra individuo e ambiente.

Un esempio di differenze individuali sta nel temperamento, definito come uno stile di comportamento che ogni persona adotta di fronte a nuove esperienze e quando interagisce con l'ambiente, uno stato d'animo predominante e un livello di attività alto o basso. Secondo alcuni ricercatori è ereditario, ma anche costante perché si può notare dai primi giorni di vita e persistere fino in età adulta. Il carattere di una persona la rende popolare o al contrario oggetto di rifiuto agli occhi degli altri e al di là delle caratteristiche fisiche più o meno attraenti: il grado di popolarità infatti dipende per esempio dalla socievolezza, vivacità e disponibilità ad aiutare gli altri. Le differenze individuali sono anche viste come differenze nella velocità di acquisizione di precise abilità, siano esse sociali o linguistiche; nel caso del processo d'acquisizione della lingua materna, ogni bambino impiega un tempo differente che può variare anche di mesi e tuttavia chi inizia tardi a parlare quasi mai deve destare preoccupazione, perché in seguito non manifesterà carenze in ambito linguistico rispetto a chi è stato precoce.

Vantaggi e svantaggi della ricerca longitudinale

Tra i vantaggi annoveriamo la possibilità d'esaminare un soggetto durante il suo sviluppo e di valutare nel tempo i suoi progressi per quanto concerne l'acquisizione d'abilità cognitive, emotive e relazionali. Svantaggi sono la possibilità di perdere nel tempo necessario alla ricerca i soggetti esaminati, in quanto è probabile che l'individuo crescendo abbia cambiato luogo, modi e condizioni di vita e tra l'altro i cambiamenti riscontrati nelle osservazioni successive non è detto che siano il risultato dello sviluppo, bensì proprio di questa modificazione nello stile di vita.

Vantaggi e svantaggi della ricerca trasversale

Il vantaggio consiste nel poter rilevare nello stesso momento le differenze tra individui che hanno età diverse. Lo svantaggio è che non si possono rilevare i cambiamenti individuali in funzione del tempo, ovvero nel corso dello sviluppo di ciascun soggetto.

Metodo sperimentale e osservazione

L'esperimento è un metodo di ricerca che consente allo sperimentatore di intervenire attivamente per ottenere il fenomeno che vuole studiare; infatti nell'esperimento il ricercatore predispone una situazione di cui sono note le variabili, ne manipola una o più di queste variabili dette "indipendenti" e rileva se tale modificazione influenza o meno il comportamento indagato (variabile "dipendente"). L'esperimento prevede un gruppo sperimentale nel quale sono modificate le variabili indipendenti e un gruppo di controllo che non subisce nessuna modifica e non riceve nessun trattamento. Se i cambiamenti previsti nella variabile dipendente avvengono solo nel gruppo sperimentale, allora l'ipotesi della ricerca è confermata, altrimenti no.

Ulteriori aspetti tipici dell'esperimento sono la validità interna ed esterna: la validità interna è data dal controllo ottimale delle condizioni sperimentali e si ha quando la relazione tra variabile dipendente e indipendente è proprio quella ipotizzata dal ricercatore; la validità esterna è la possibilità di generalizzare i risultati di un esperimento condotto in laboratorio che per definizione è un ambiente artificiale.

L'osservazione è un metodo di ricerca complesso e impegnativo che prevede 3 fasi:

  1. Il ricercatore seleziona il fenomeno che intende indagare-osservare.
  2. Raccolta dei dati in modo preciso e completo.
  3. Codifica dei dati raccolti.

La validità dell'osservazione viene meno quando i soggetti osservati si comportano in modo innaturale perché si sentono o sanno di essere osservati. Altre fonti d'errore riguardano l'osservatore e le sue condizioni psicofisiche (fluttuazione dell'attenzione, stanchezza, affaticamento) e il rischio che possa influenzare i risultati con pregiudizi e aspettative, selezionando quelle osservazioni che concordano con gli obiettivi di ricerca. L'osservazione si differenzia dall'esperimento perché non prevede il controllo delle variabili indipendenti e perché lo scopo è prevalentemente descrittivo e non dimostrativo. L'osservazione è naturalistica quando avviene in un ambiente naturale nel quale si assiste a una manifestazione spontanea del fenomeno oggetto d'interesse, mentre è controllata se avviene in laboratorio dove il ricercatore fornisce stimoli per evocare il comportamento da studiare. In entrambi i casi è bene evitare pregiudizi e preconcetti ed adottare un atteggiamento distaccato.

Intervista e questionario

L'intervista e il questionario possono essere strutturati se sono a risposta chiusa, cioè se prevedono una risposta scegliendo tra quelle indicate come sì/no, vero/falso, oppure possono essere a risposta aperta quando richiedono una risposta elaborata: in questo caso è bene assicurarsi che chi si sottopone al questionario o all'intervista sia dotato di una sufficiente competenza linguistica scritta e orale; è anche necessario che le domande siano comprensibili e adattate al livello cognitivo dell'intervistato. Lo scopo è capire le motivazioni, le esperienze e le idee di bambini ed adolescenti e interrogare gli adulti che ci stanno a contatto circa la loro personalità e comportamento.

Piaget e il colloquio clinico

È uno strumento per indagare in profondità il pensiero infantile. Le domande sono predefinite, invece la modalità di svolgimento e la durata possono variare a seconda della collaborazione del bambino che può essere incentivata attraverso dei giochi; infatti lo psicologo non deve annoiarlo né porgli domande suggestive che possano indurre il minore a rispondere in modo conforme alle sue aspettative. Una variante del colloquio clinico è l'analisi del disegno di un albero, persona, famiglia.

Cap 2 – Lo sviluppo fisico e motorio

Le tappe dello sviluppo prenatale

All'ovulazione, fertilizzazione e impianto dell'uovo, seguono la fase embrionale e quella fetale. Quando nasce il neonato ha già alle spalle 9 mesi di vita "prenatale". La fase embrionale inizia alla III settimana e termina con l'VIII settimana di gestazione. Durante questo periodo l'embrione va incontro a delle modificazioni che lo porteranno a diventare feto e ad assumere pertanto caratteristiche umane riconoscibili. Le cellule si differenziano formando i diversi tessuti dell'organismo come quello muscolare e nervoso, si forma il cuore e a partire dalla V settimana è possibile riconoscere gli occhi, il midollo spinale e il cervello. Questa fase rappresenta il periodo di più rapida crescita di tutto il ciclo di vita.

La fase fetale comincia l'XI settimana e termina alla fine della gestazione. La testa del feto a questo punto non è più grande come il resto del corpo e cambia in proporzioni, i polmoni ci sono ma non funzionano perché sono ancora pieni di liquido amniotico e a partire dal V mese si può notare che il feto alterna periodi di veglia a periodi di sonno.

Strumenti per la diagnosi prenatale

La diagnosi prenatale è raccomandata soprattutto a genitori affetti da malattie genetiche o con famiglie nelle quali sono presenti perché potrebbero trasmetterle per via ereditaria al feto, oltre che nelle fasi successive di sviluppo del nascituro. Strumenti per la diagnosi prenatale sono l'ecografia fetale che consente di visualizzare il feto e valutare non solo la sua crescita, ma anche la presenza di eventuali malformazioni e l'amniocentesi che consiste nell'asportazione e analisi del liquido amniotico. Attraverso questi strumenti si può prevedere inoltre se il feto ha alterazioni cromosomiche a carico degli autosomi, come accade nel caso della sindrome di Down.

La motricità fetale

L'ecografia permette di osservare il comportamento del feto nell'utero materno e di rilevare la motricità fetale che è caratterizzata da schemi motori innati: sbadiglio, suzione, stiramento e deglutizione.

Crescita pre e post natale

Durante il periodo prenatale e nell'ambiente uterino l'aumento di peso e di statura è maggiore che in qualsiasi altro periodo del ciclo di vita; più precisamente, la velocità di crescita è massima nei primi 6 mesi di gravidanza. La crescita post natale è suddivisa in 5 fasi:

  • Fase neonatale (la nascita)
  • Prima infanzia (0-2 anni)
  • Seconda infanzia (2-6 anni)
  • Terza infanzia (6-10 anni)
  • Adolescenza (< 10 fino alla completa maturazione sessuale)

Una corretta alimentazione è fondamentale per garantire una crescita equilibrata, ragion per cui i genitori devono evitare verso il figlio sia carenze che eccessi alimentari.

Il repertorio comportamentale del neonato

È descritto in termini di postura e riflessi. Con "postura" s'intende la posizione del capo e degli arti da supino, mentre i riflessi sono risposte motorie primitive e involontarie: nel caso del riflesso di Moro per esempio, se il neonato viene spostato bruscamente o sente un rumore forte, inarca la schiena, distende gambe e braccia e infine le richiude al centro del corpo a mo' di abbraccio; se invece il neonato è tenuto in posizione eretta, allora manifesta un comportamento di marcia automatica detto "stepping"; toccandogli il palmo della mano, subito la richiude afferrando il dito o l'oggetto che lo ha stimolato. Riguardo alla postura, il capo è ruotato e gli arti sono flessi a causa dello spazio ridotto in cui è stato costretto a vivere nelle ultime settimane di gestazione.

Differenze tra teorie classiche e moderne nello spiegare il comportamento precoce del neonato

Secondo le teorie classiche il neonato è un organismo inattivo finché non viene stimolato, al contrario la moderna neurofisiologia sostiene che il neonato è in grado di recepire da solo le informazioni dell'ambiente grazie alle sue intrinseche capacità percettive:

  • Vista: è sensibile all'intensità delle fonti luminose.
  • Gusto: distingue i cibi salati da quelli dolci, preferendo quest'ultimi che contengono sostanze zuccherine.
  • Olfatto: riconosce l'odore della madre e reagisce ad odori acri e dolciastri.
  • Tatto: risponde a stimolazioni, soprattutto sulle mani, ai piedi e intorno alla bocca.
  • Udito: è particolarmente sensibile alla voce umana.

Il concetto di "stato" del neonato

H. Prechtl afferma che la maggior parte di ciò che il neonato è in grado di percepire dipende dallo stato in cui si trova. Gli stati che sono: 1) sonno profondo, 2) sonno attivo, 3) veglia attiva, 4) veglia tranquilla e 5) pianto/irrequietezza, si ripetono ciclicamente nel corso della giornata che nei primi mesi di vita è spesa perlopiù dormendo.

Principali tappe nello sviluppo della deambulazione

Lo sviluppo della deambulazione segue quello posturale e ha tappe che non sono rigide e che non costituiscono una sequenza universale, difatti ci sono bambini che saltano "l'andare a carponi" e raggiungono direttamente la deambulazione eretta, conquista che rappresenta senza dubbio una pietra miliare nello sviluppo del bambino perché gli consente di acquisire una maggiore autonomia. Il bambino impara a camminare da solo e con entusiasmo, nonostante difficoltà ed incidenti; inizialmente alza il piede più del necessario e cerca di procedere con le braccia aperte per bilanciare il corpo.

  • Fino al primo semestre di vita è incapace di spostarsi da solo, se non strisciando quando viene coricato sul ventre e aiutandosi con braccia e gambe.
  • In seguito impara a gattonare raggiungendo una buona coordinazione dei movimenti degli arti inferiori e superiori.
  • Verso i 9-10 mesi fa qualche passo sostenuto sotto le ascelle da qualcuno o appoggiandosi a sostegni.
  • A 1 anno è in grado di camminare se lo si tiene per mano e infine a 13 mesi cammina finalmente da solo.

Principali tappe nello sviluppo della prensione

La prensione sostituisce il riflesso di presa e si manifesta intorno al V mese d'età; la differenza sta nel fatto che è volontaria e successivamente coordinata dalla vista. Vi sono 3 tipi di prensione:

  • Cubito-palmare: il bambino afferra l'oggetto che gli interessa usando il mignolo, ma non il pollice.
  • Digito-palmare: si usano 3 dita, l'indice, il medio e il pollice.
  • Radio-digitale: l'oggetto è preso opponendo l'indice al pollice.

La prensione effettiva è preceduta da 3 modi diversi di avvicinamento all'oggetto che corrispondono alla progressiva utilizzazione delle 3 articolazioni interessate, ovvero spalle, gomito e polso. All'inizio interviene solo la spalla e la mano resta ferma rispetto all'avambraccio; in seguito l'articolazione del gomito consente lo spostamento.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Danilo p di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e tecniche di psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Carugati Felice.
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