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Appunti di Psicologia sociale. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO SOCIALE, Bambini, contesti, culture, I metodi per lo studio dello sviluppo sociale, Bambini in famiglia, Coetanei, amici, compagni di scuola, ecc.

Esame di Psicologia sociale docente Prof. C. Prestano

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- Sui diversi contributi di ciascun membro

- Sul contesto famiglia come sistema ecologico ricostruito soggettivamente da ogni membro

- Sull’ambiente culturale che trasmette i significati salienti per l’intera comunità familiare.

È risaputo che padri e madri mettono in atto comportamenti diversi nei confronti dei bambini,

tuttavia non si possono fondare conclusioni azzardate su modelli unilineari che influenzano lo

sviluppo del comportamento del bambino, poiché gli approcci ecologici dello sviluppo e la

psicologia culturale hanno prodotto diversi risultati che convergono nell’evidenziare come la

famiglia sia un sistema dinamico comprensibile solo attraverso l’analisi delle relazioni complesse

che si instaurano fra i membri e dei significati delle loro azioni.

La famiglia costituisce per il bambino uno spazio di vita caratterizzato non solo dalle interazioni,

ma soprattutto dalla condivisione delle pratiche e dalla loro ricostruzione sulla base delle norme e

dei valori culturali. Vi sono tre aspetti importanti:

- Il cambiamento e l’evoluzione della famiglia

- L’interconnessione tra il sistema familiare e altri sistemi sociali

- E le pratiche dialogiche e conversazionali.

La famiglia cambia continuamente: cambia nella struttura, nell’organizzazione dei ritmi di ogni

giorno e nelle dinamiche relazionali che si instaurano fra i diversi membri.

La sua stabilità si rintraccia nei miti si di essa che sopravvivono di generazione in generazione, e

nelle storie che, ripercorse collettivamente da adulti e bambini, costituiscono le radici del sapere

familiare, tipico di ogni famiglia e patrimonio comune di ogni suo membro. I miti e le storie sono il

fondamento delle ruotine familiari, eventi ricorrenti e prevedibili, partecipati da tutti, e dei rituali,

forme più consolidate e resistenti al cambiamento, spesso tramandante dalle famiglie di origine.

La famiglia non è un’unità sociale chiusa e isolata, in quanto tutte le azioni che in essa si svolgono

sono interdipendenti da altre azioni prodotte in altri contesti.

La conversazione, e il discorso che in essa si produce, costituiscono lo spazio all’interno del quale

si apprendono, si condividono, si costruiscono gli elementi portanti di ogni comunità socioculturale.

Le origini del significato sono rintracciabili nel discorso in interazione, che attraverso gli scambi, i

confronti fra i punti di vista, la negoziazione delle regole sociali rende possibile a tutti i membri la

partecipazione attiva alla vita in comunità e facilita il passaggio da novizi a membri esperti.

CAP. 4 Coetanei, amici, compagni di scuola

Il mondo delle relazioni fra pari è un mondo vario e sempre in costruzione; è difficile provare a

descriverne gli elementi principali, proprio perché ha caratteristiche mutevoli ed è dipendente da

vincoli strutturali e contestuali che ne plasmano i confini.

I bambini conoscono e iniziano a frequentare i loro coetanei non familiari, spesso molto presto, al

nido o attraverso i figli degli amici dei genitori; quindi si trovano immersi in un insieme di relazioni

con regole precise ma diverse di volta in volta, che essi devono apprendere, ma che soprattutto

contribuiscono, con la loro stessa presenza e con le loro azioni, a definire.

Alcuni studiosi della psicologia dello sviluppo si sono interessati al singolo individuo, misurando la

posizione all’interno di un determinato ambito relazionale, individuando lo status che il bambino

assume rispetto ai suoi coetanei: quello popolare, di un bambino amato e ricercato dai compagni,

spesso generoso, disponibile e capace di attivare strategie relazionali non conflittuali, oppure

quello di bambino rifiutato, aggressivo ma più spesso isolato, o quello invece che non assume ruoli

definiti, e che quasi si perde nel gruppo.

Una delle vie principali tramite cui il mondo delle relazioni in età evolutiva si rende comprensibile

allo studioso è relativa alle reti di relazioni che si costruiscono nei gruppi di coetanei.

Nella maggior parte dei casi, gli studiosi che adottano questa prospettiva hanno rivolto la loro

attenzione all’analisi delle relazioni che si sviluppano all’interno dei contesti scolastici o delle

istituzioni prescolari.

In questo modo, il singolo individuo non è più il focus per l’analisi dei comportamenti che assume,

poiché l’assunto di base è che questi stessi comportamenti non possono essere letti come

manifestazioni idiosincratiche di ognuno, ma come il risultato di una serie di eventi che hanno a

che fare con l’ecologia umana e con l’ecologia fisica del contesto all’interno del quale le relazioni

hanno luogo.

I cambiamenti nella composizione del gruppo costituiscono spesso momenti di difficoltà, ad

esempio nel passaggio da un ciclo di scuola ad un altro: quelle competenze che si rivelavano utili

in un gruppo possono risultare meno efficaci in un altro gruppo, diversamente composto e quindi ai

soggetti vengono richieste altre organizzazioni relazionali, per arrivare a fronteggiare le sfide che il

nuovo sistema ecologico pone ai suoi membri.

I lavori di ricerca hanno prodotto risultati molto interessanti, utili per chi vuole comprendere i

contesti dello sviluppo in cui si verificano relazioni fra coetanei.

La terza prospettiva cambia obiettivo, la lente di ingrandimento che dal singolo si era spostata sul

gruppo e sulle caratteristiche ecologiche del contesto, si rovescia, per non perdere nulla di ciò che

accade all’interno dell’insieme delle possibili combinazioni relazionali fra coetanei. L’ottica cambia,

il soggetto non è più il bambino visto dall’adulto, e lo sforzo è diretto a capire cosa significa per

quei bambini, in quel gruppo, in quella scuola, con quegli insegnanti, con quei vincoli di tempo e di

spazi, stare insieme e fare delle cose insieme.

Con quest’ottica, si nota che lo stare con i coetanei non significa solo assumere una posizione

piuttosto che un’altra, essere generosi o aggressivi, ma vuole dire trovare il modo di utilizzare le

pratiche che si mettono in atto per renderle efficaci ai fini di stabilire quel terreno comune di

condivisione che costituisce la cultura dei pari.

È nel gruppo costituito e retto da molte ore di frequentazione quotidiana che si stabiliscono le

routine di gioco, ripetute e prevedibili, tramite le quali i bambini stanno con i loro amici e coetanei

sapendo di radicare le proprie pratiche in una struttura comune di significati in grado di garantire a

ciascuno di trovare il proprio posto e di contribuire così alla cultura del gruppo.

Il gruppo dei pari funziona per tutto il periodo dell’adolescenza allo scopo di fornire a ogni membro

quella sicurezza e quella condivisione che sono necessarie per apprendere regole, affetti ed

emozioni utili alla regolazione del proprio comportamento con quello degli altri.

CAP. 5 La conoscenza sociale

La conoscenza sociale riguarda molti aspetti della vita di ogni giorno: l’interpretazione del pensiero

degli Altri, la capacità di agire in base alla Mente delle altre persone, il saper leggere la situazione

relazionale e il poter comprendere i significati di tali relazione, socialmente costruiti e culturalmente

trasmessi e condivisi.

È un tema al cuore della psicologia dello sviluppo sociale, su cui da sempre gli psicologi avanzano

l’antitesi fra posizioni diverse.

Al tema della conoscenza sociale vi sono diversi contributi, principalmente:

- Un livello di analisi individuale, dove molti lavori hanno evidenziato come lo sviluppo della

conoscenza sociale precede su basi maturazioniste, dipendenti dallo sviluppo di moduli

neuropsicologici che, intorno all’età di 4 anni, consentono ai bambini di comprendere il

funzionamento della mente e di svelare le false credenze, non riconosciute, invece, ad

un’età precedente.

Altre ricerche, centrate su un’ottica costruttivista, mettono in luce l’importanza

dell’esperienza individuale nello sviluppo delle teorie sulle menti degli atri, poiché le

informazioni che l’esperienza consente di raggiungere sono assimilate e accomodate alle

teorie sul funzionamento mentale già possedute dai bambini in quel momento dello

sviluppo.

- Un livello di analisi orientato al sociale, vede gli studiosi orientati verso un’opzione

sociocostruzionista, che evidenzia come la conoscenza sociale sia costruita attraverso gli


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AUTORE

Sara F

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Prestano Claudia.

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