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SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE

Psicologia Sociale

Psicologia Sociale,

Ricerche e Protagonisti della Psicologia Sociale

Capitoli da 1 e 2 – Tra Teorie e Scuole di Pensiero.

Psicologia Sociale Nordamericana:

 COMPORTAMENTISMO:

1. Solo il comportamento dell’individuo è reale, non possono essere presi in considerazione fenomeni non direttamente osservabili

(esempio: processi mentali).

2. Il “Sociale” è circoscrivibile all’influenza degli altri sui processi individuali Allport.

3. Tutto il comportamento umano può essere appreso attraverso rinforzi positivi (premi) e rinforzi negativi (punizioni) presenti

nell’ambiente nel quale un individuo è inserito.

MODELLO STIMOLO – RISPOSTA dato che la teoria del modello “stimolo-risposta” è limitante in quanto applicabile agli

animali e non agli esseri umani, poiché in essi non vi è l’intervento della psiche

nell’apprendimento.

MODELLO STIMOLO – ORGANISMO – RISPOSTA.

L’introduzione dell’organismo come parte influente

dell’apprendimento identifica il passaggio di molti

studiosi dalla corrente COMPORTAMENTISTA alla

corrente COGNITIVISTA.

 COGNITIVISMO:

Il cognitivismo inserisce il concetto di Organismo all’interno del modello Stimolo – Risposta identificandolo come l’elemento che interviene

nell’apprendimento.

L’Organismo è:

1. Attivo.

2. Guidato da spinte che derivano dalla sua stessa attività mentale.

3. La sua attività mentale è configurata come un sistema gerarchico di strutture, meccanismi e processi.

4. Elabora i dati che giungono dall’esterno al fine di costruire una rappresentazione del mondo utile per la messa in atto di azioni.

Gli Studiosi Markus e Zajonic, nel 1985, identificano una teoria in cui l’organismo non solo è un intermedio tra lo stimolo e la risposta, ma

ha, in primo luogo, la funzione sia di selezione degli stimoli a cui presta più o meno attenzione, sia delle risposte che intende fornire:

MODELLO ORGANISMO – STIMOLO – ORGANISMO – RISPOSTA.

Il cognitivismo, inoltre, identifica 4 concezioni di Social Cognizer:

1. Ricercatore di Coerenza.

2. Scienziato Ingenuo.

3. Economizzatore di Risorse.

4. Tattico-conoscitore Motivato. 1

RICERCATORE di COERENZA, Anni ’50 – ‘60:

Lo stato di incoerenza fra credenze o sentimenti è, di per sé, motivante al

ripristino della coerenza tramite cambiamento dell’atteggiamento.

Figura: Modello della Coerenza Cognitiva di Festinger e Heider (1957/58).

SCIENZIATO INGENUO:

i bisogni primari di un uomo sono, secondo Heider,il bisogno di una visione coerente del mondo e il bisogno di esercitare un controllo

sull’ambiente; queste necessità inducono l’individuo a considerarsi come uno Scienziato Ingenuo.

Ovvero l’individuo sottopone costantemente a una

verifica logico-razionale le sue ipotesi sul

comportamento altrui

TEORIA DELL’ATTRIBUZIONE.

L’Attribuzione Causale è un bisogno fondamentale in quanto conferisce significato al mondo, rendendolo meno incerto e più comprensibile.

Tipi di Attribuzione: Esperimento di Heider

a. Attribuzione Interna: è una spiegazione che identifica la causa di un’attribuzione quale interna all’individuo. e Simmel (1944)

b. Attribuzione Esterna: è una spiegazione che identifica la causa di un’attribuzione quale esterna all’individuo.

c. Stabilità: grado in cui le cause sono relativamente stabili e permanenti, rispetto a condizioni temporanee e

transitorie.

d. Controllabilità: identifica in quale misura le cause sono influenzate da attori (sforzo) oppure essere

imprevedibili (caso).

Compiere Attribuzioni:

a. Teoria dell’Inferenza Corrispondente:

Teorizzata da Jones e Davis (1965).

Essa cerca di attribuire l’azione compiuta da un attore a una caratteristica della personalità.

Si presuppone che le persone preferiscano le attribuzioni interne rispetto a quelle esterne perché ritengono che il primo sia più

affidabile al fine di avanzare ipotesi sul comportamento futuro.

Inoltre stabilisce una corrispondenza tra comportamento e personalità elaborando tre tipi di informazione:

1. Desiderabilità Sociale: coerenza dell’individuo nel personale e nell’ambito sociale.

2. Scelta: quanto determinati comportamenti siano scelti liberamente e quanto siano obbligati.

3. Effetti non Comuni: analisi di un comportamento quando ha un’unica sicura conseguenza, non una serie di possibili conseguenze. 2

b. Teoria della Covariazione:

Per introdurre il modello della covariazione di Kelley (1967), è necessario analizzare i limiti della Teoria precedente che lo studioso ha

cercato di affrontare. I limiti della teoria di Jones e Davis è che essa fa riferimento a eventi singoli e si focalizza solo sull’attribuzione

interna quando, invece, sia l’attribuzione interna sia esterna hanno la stessa importanza nella vita di tutti i giorni.

Il modello proposto da Kelley non solo analizza e spiega comportamenti molteplici, ma descrive dettagliatamente anche i processi che

conducono ad attribuzioni esterne e non solo a quelle interne.

La causalità viene attribuita utilizzando il Principio della Covariazione.

Se qualcosa deve essere considerata la causa di un comportamento

particolare, deve essere presente quando il comportamento è presente

ed assente quando anche il comportamento lo è.

Necessità di tre tipi di informazione:

Consenso: Reazione delle persone nella scena sia simile a quella della persona target.

Coerenza: Persona bersaglio (giudicata) reagisce in modo simile in situazioni differenti.

Distintività: Persona bersaglio reagisce in modo simile in contesti sociali diversi.

La presenza o l’assenza di una di queste ha implicazioni sulla probabilità di attribuzione disposizionale o situazionale.

1

Presente Situazionale

Consenso 2

Assente Disposizionale

Presente Disposizionale

Coerenza Assente Situazionale

Presente Disposizionale

Distintività Assenza Situazionale

1 Attribuzione Situazionale: Qualunque spiegazione che individui una causa interna all’individuo (personalità, umore, capacità, attitudini, sforzo).

2 Attribuzione Disposizionale: Qualunque spiegazione che individui una causa esterna all’individuo (azioni altrui, natura della situazione, pressioni sociali, caso). 3

Errori di Attribuzione:

Presto, però, durante gli esperimenti di psicologia gli scienziati si accorsero che i soggetti commettevano una serie di “errori” sistematici quando

si chiedeva loro di esprimere dei giudizi di causalità. Tale evento suggerì l’esistenza di strategie psicologiche alternative.

Gli “errori di attribuzione” descrivono la tendenza a compiere un tipo di attribuzione invece di un’altra; tali attribuzioni non sono necessariamente

errate, ma sono fatte in modo più veloce e meno scrupoloso.

a. Errore Fondamentale di Attribuzione:

è la salienza percettiva; la persona osservata è l’aspetto percettivamente più saliente della situazione, perciò un’attribuzione personale è

più accessibile.

Le attribuzioni interne sono compiute più frequentemente di quelle esterne, anche quando vi sono evidenti cause situazionali.

Esempio: Esperimento di John e Harris sui temi favorevoli o sfavorevoli al regime di Fidel Castro a Cuba.

Risultato: Nonostante esistesse una causa contestuale evidente per il comportamento osservato, che avrebbe ridotto la probabilità

che lo scritto riflettesse un’idea dell’autore, i partecipanti compiva un’attribuzione interna.

Ciò avviene, però, nelle culture occidentali. Studi compiuti da psicologi interculturali hanno rilevato che in altre culture la tendenza a

compiere attribuzioni interne non è così diffusa.

Errore Fondamentale alterato da Cultura, Motivazioni, Cognizione.

b. Effetto Attore-Osservatore:

tendenza ad attribuire il comportamento di altre persone a una motivazione interna ed il nostro comportamento a un’attribuzione esterna.

L’attenzione degli attori non è rivolta a sé stessi ma alla situazione, perciò è più accessibile un’attribuzione situazionale.

L’attenzione degli osservatori si concentra sugli attori quindi è, per loro, più accessibile un’attribuzione disposizionale.

c. Attribuzioni a Vantaggio del Sé:

Le attribuzioni interne sono più probabili per i successi, mentre le attribuzioni esterne sono più probabili per i fallimenti; tale

differenziazione di attribuzioni in base alla motivazione avvengono al fine di preservare nell’individuo la sua autostima.

Tali attribuzioni si applicano anche nei gruppi, al fine di far sentire l’individuo gratificato per l’appartenenza ad un gruppo.

d. Attribuzioni Intergruppo:

Le attribuzioni a vantaggio del proprio gruppo avvengono, spesso, discriminando gli altri gruppi minoritari.

Se i comportamenti positivi del gruppo minoritario sono sempre attribuiti a cause esterne e i comportamenti negativi a cause interne, il

gruppo minoritario si troverà ad affrontare una serie di stereotipi negativi, discriminazione e pregiudizio.

Attribuzione e Processi Sociali:

a. Formazione degli Atteggiamenti: avviene attraverso la percezione del sé.

b. Influenza Sociale: frequenza con cui ci si adatta al punto di vista della maggioranza, oppure di come si è influenzati dalla minoranza. 4

ECONOMIZZATORE COGNITIVO:

nei processi di elaborazione delle informazioni, le persone non tengono in considerazione tutti i fattori in gioco, ma utilizzano le EURISTICHE.

Tali strategie di pensiero permettono di risparmiare tempo ed energie cognitive, ma portano a distorsioni ed errori nel ragionamento e nel

giudizio sociale. Gli errori sono dovuti a proprietà del sistema cognitivo.

Cognizione Sociale: termine che descrive le modalità con le quali le persone codificano, elaborano, ricordano, utilizzano, le informazioni nei

contesti sociali allo scopo di comprendere il comportamento altrui.

Euristiche:

scorciatoie mentali che riducono i giudizi complessi a semplici regole empiriche; rapide e facili, non determinano un’elaborazione obiettiva delle

informazioni.

a. Euristica della Rappresentatività:

tendenza ad assegnare una serie di attributi a qualcuno, se risponde al prototipo di una certa categoria.

Fallacia della probabilità di base: tendenza a ignorare informazioni statistiche a vantaggio della rappresentatività.

origina problemi come lo stereotipo di genere e la discriminazione.

b. Euristica della Disponibilità:

tendenza a giudicare la frequenza o la probabilità di un evento in base a quanto facilmente vengono in mente esempi di tale evento.

Affine al concetto di Accessibilità misura in cui un concetto torna rapidamente alla mente.

Disponibilità riferita all’esperienza di accessibilità soggettiva di una persona.

Differenza Accessibilità misura oggettiva della rapidità con cui si ricorda qualcosa, escludendo che la consapevolezza

esplicita ne sia un componente necessario.

Effetto del Falso Consenso: tendenza a generalizzare le proprie opinioni all’intera popolazione.

c. Euristica dell’Ancoraggio:

tendenza a farsi condizionare dal valore di partenza (àncora) quando si danno giudizi quantitativi.

I giudizi, espressi su una vasta gamma di argomenti, sono influenzati in modo significativo dal punto d’inizio delle riflessioni.

L’àncora esercita un’influenza sul giudizio perché è la fonte di informazioni più disponibile in relazione all’argomento in questione.

TATTICO MOTIVATO:

Secondo Kruglanski gli individui sono persone sociali flessibili, che scelgono tra molteplici strategie cognitive basate su obiettivi, motivazioni,

bisogni; le persone agiscono in modo strategico nell’allocare delle risorse cognitive e decidere se comportarsi come economizzatori cognitivi o

scienziati ingenui.

L’individuo possiede molte strategie cognitive a cui fare ricorso in base a scopi o bisogni salienti in una determinata situazione è, quindi, in grado

sia di pensare ed agire rapidamente, sia di soppesare con cura le informazioni che coglie nella realtà.

L’elaborazione e la scelta del tipo di strategia cognitiva da impiegare è influenzata da:

1. Tempo 3. Importanza

2. Carico Cognitivo 4. Informazioni 5

 SOCIOLOGIA MICROINTERAZIONISTA:

1. Il soggetto è dotato di una mente capace di elaborazione simbolica.

2. Il soggetto si muove in un mondo di significati e non di stimoli oggettivi.

3. La realtà sociale non è stabile, è il risultato di continue stipulazioni tra insiemi di soggetti-agenti reciprocamente coinvolti. Gli attori

sociali sono sempre coinvolti in fluidi processi Costruzione e Ricostruzione della realtà. 6

Tra Psicologia Sociale Nordamericana e Psicologia Sociale Europea:

 GESTALT:

 Si sviluppa in Germania a partire dai lavori di Lewin, Koffka, Wertheimer, Kohler.

 Cerca di comprendere il funzionamento della mente studiando come le parti unifichino

nel tutto per formare l’esperienza cosciente.

 Insight: Consapevolezza del rapporto tra stato di coscienza ed evento (Kohler).

 Scuola prevalentemente conosciuta per gli studi sulla percezione, ma si è anche

occupata di: Concezione Olistica:

1. Psicologia Sociale e dei Gruppi. Il tutto è diverso dalla somma delle parti

2. Psicologia del Pensiero.

3. Psicologia Animale e Comparata.

 Gli studi, i metodi, l’impostazione fenomenologica, l’utilizzo dei costrutti della Gestalt sono tutt’oggi presenti in molteplici ambiti.

 Importante nella storia di tale scuola è il periodo storico in cui si è sviluppata; a causa della seconda guerra mondiale e dell’olocausto, i

maggiori esponenti (quasi tutti ebrei) della Gestalt, furono costretti a migrare in America dalla Germania nazista. Arrivati nel Nuovo

Mondo la loro psicologia si scontrò con il comportamentismo e il cognitivismo, ma gli autori non smisero le loro ricerche.

Psicologia Sociale Europea:

Compito della Psicologia Sociale è comprendere come le interazioni individuali si integrino nei loro contesti sociali.

Fattori Comuni alle Teorie Europee dovute ai traumi della storia:

1. Attenzione alla Dimensione Sociale:

Pone al centro il rapporto biunivoco di influenza tra il funzionamento psichico e i processi sociali.

2. Dimensione Ideologica:

Convinzione che la psicologia sociale non possa essere neutrale e a-valutativa di fronte a fenomeni che caratterizzano il periodo storico in

cui si sviluppa.

Il fallimento della psicologia sociale tradizionale deve congiungersi con la sua irrilevanza sociale, il suo agire in un “vuoto sociale”, evitando ogni

tipo di riduzionismo:

Psicologico: vede il soggetto come una tabula rasa che agisce in un ambiente vuoto, o dove il “sociale” funge solo da stimolo ambientale.

Sociologico: collega immediatamente l’input sociale all’output sociale.

Tre Teorie Importanti:

1. Teoria dell’Identità Sociale (Tajfel).

2. Teoria delle Rappresentazioni Sociali (Moscovici).

3. Socio-Costruttivismo. 7

Capitolo 3: Cognizione Sociale.

Cognizione Sociale:

termine che descrive le modalità con le quali le persone codificano, elaborano, ricordano, utilizzano le informazioni nei contesti sociali, allo scopo

di comprendere comportamenti altri. 8

Categorizzazione Sociale:

 Processo di comprensione di qualcosa sapendo a quali altre cose è equivalente e rispetto a quali altre cose è differente (McGarty, 1999).

 In passato si pensava esistessero delle categorie con precisi limiti, e la cui appartenenza era determinata attraverso caratteristiche

definite, se il soggetto aveva più, o meno, caratteristiche era “altro”.

 In seguito, poiché una categorizzazione limitata non permetteva di categorizzare gli essere umani in tutte le loro sfaccettature, nacque un

concetto di categoria molto più flessibile caratteri più o meno tipici di una categoria.

Tipicità: prototipo della categoria.

 Prototipi: membri più rappresentativi di una categoria.

 L’esistenza di prototipi, nella categorizzazione sociale, spesso porta alla nascita di Stereotipi.

Tale concetto nasce dalla correlazione illusoria che Negativo e Minoranza

siano necessariamente l’uno dipendente dall’altro.

 Le categorie hanno confini incerti e, se categorizzare qualcuno dipende dalla valutazione della propria rappresentatività rispetto al

prototipo, allora la struttura della categoria deve riflettere la variabilità nella tipicità.

 Struttura Omogenea: pochi tipi di persone molto simili tra loro.

 Struttura Eterogenea: molti tipi di persone diverse tra loro.

 Le categorie sono utili nella vita dell’individuo perché possono essere applicate a tutto e, inoltre, il processo di categorizzazione ha un

duplice scopo:

1. Fa risparmiare tempo ed elaborazione cognitiva, consentendo di comportarsi come economizzatori cognitivi.

2. Chiarisce e affina la percezione del mondo, creando significato, riducendo incertezza e consentendo di prevedere il comportamento

sociale.

 L’uso della categorizzazione si attiva in seguito a tre fattori:

1. Priorità Temporale: categorizza sulla base delle caratteristiche che si riscontrano per prime.

2. Salienza Percettiva: categorizza quando la differenza diventa saliente.

3. Accessibilità Cronica: categorizza in base a categorie come età, etnia, sesso etc.

 La categorizzazione porta a una maggiore accessibilità di informazioni coerenti con lo stereotipi e a una codifica selettiva di informazioni

target acquisite successivamente.

Gli stereotipi possono influenzare l’attenzione dell’individuo di ciò che ricorda in un determinato scenario sociale.

 I pregiudizi coerenti con uno stereotipo si applicano, in particolare, a distinzioni sociali importanti es: conducono a razzismo.

Gli individui tendono a ricordare dettagli positivi del prop

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nym.95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Camussi Elisabetta.
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