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psicologie dinamiche. L’introspezionismo titcheneriano è crollato sia sul piano metodologico

4-

(perché gli esperimenti, per quanto rigorosi, non sono replicabili con soggetti diversi)che sul piano

contenutistico (i contenuti mentali non coscienti sfuggono all’analisi della coscienza). Malgrado ciò

lo strutturalismo ha dato un prezioso contributo allo sviluppo della psicologia scientifica. per

1-

circa 40 anni è stato il sistema psicologico più organico e rigoroso e il punto di riferimento

obbligatorio svolgendo un utilissimo ruolo dialettico in quanto le altre correnti si dovevano

confrontare con l’opera di Titchener, chiarendola e arricchendola più del funzionalismo ha

2-

contribuito al riconoscimento della psicologia come scienza indipendente tramite il ricorso al solo

metodo sperimentale. lo strutturalista Kulpe può essere considerato un precursore dell’odierna

3-

scienza cognitivista che ha ripreso nuovamente a studiare la coscienza dando ragione

all’introspezione di Titchener.

Il soggettivismo titcheneriano (antropocentrismo - purismo) è l’antitesi dell’oggettivismo

watsoniano (Interesse per la psicologia animale- tecnologismo)che però eredita alcune componenti

epistemologiche e metodologiche del sistema titcheneriano: per la metafisica (tutto

1-l’avversione

ciò che non è sottoponibile alla ricerca di laboratorio), il criterio associazionistico, lo stesso della

2-

tradizione empiristica anglosassone. il descrittivismo elementistico, senza alcun approccio

3-

psicologico globalistico strutturalismo e comportamentismo nutrono la stessa profonda

4-

diffidenza per le interpretazioni del “senso comune”. il funzionalismo nordamericano è più ampio,

Lo si identifica con la scuola di

strutturalismo Cornell,

fluido meno definito e identificato con la scuola di Chicago, per cui estintasi, il funzionalismo è in

qualche modo sopravvissuto fino ad influenzare l’attuale psicologia. La scuola di Chicago iniziò a

tramontare con l’ascesa del comportamentismo subito dopo il manifesto watsoniano – 1913 . Da

un lato i comportamentisti si appropriarono dello “studio dell’apprendimento” e dell’ “l’istanza

utilitaristica” , inserendole in una prospettiva oggettivistica fino ad ottenere un sistema unitario

più coerente rispetto alle non coordinate concettualizzazioni funzionalistiche. D’altro canto

denunciarono , in nome dello sperimentalismo, le numerose componenti filosofiche del

funzionalismo, come lo studio della volontà o la disquisizione sui processi cognitivi superiori dei

“principii” di James. Anche Dewey (funzionalista) aveva dato molto spazio alle tematiche

filosofiche affermando che psicologia e filosofia sono consanguinee e che gli psicologia devono

affrontare il classico problema filosofico mente-corpo. Inoltre altre tematiche del funzionalismo si

sono inserite nel contesto psicologico dagli anni 20 fino ad oggi: il concetto di funzione che risultò

compatibile e necessario con il crescente interesse per i processi cognitivi superiori da parte della

gestalt e della psicologia cognitivistica (problem solving) relativa ad una in scendibile unità psico-

fisica e non ad una mente isolata dal corpo, alla totalità dei processi mentali, e non alla sola

coscienza. La psicologia moderna ha inoltre recuperato il concetto “adattamento dell’organismo

all’ambiente”.

E_LEARNING: LA NASCITA DELLA PSICOLOGIA IN GERMANIA

Slide : strutturalismo

E_LEARNING: LO STRUTTURALISMO

SLIDES VIDEOLEZIONI: wundt (da inserire)

Slide: funzionalismo

E_LEARNING: IL FUNZIONALISMO

james- da inserire (di nino dazzi)

SLIDES VIDEOLEZIONI

:

3. LA RIFLESSOLOGIA E LA SCUOLA STORICO-CULTURALE

1. Le origini della psicologia russa

Il primo laboratorio fu fondato nel 1886, il primo istituto di psic. nel 1912 e aperto nel 1914. Risentì

gli influssi europei, soprattutto di Wundt, in quanto univano ad un’impostazione sperimentale una

concezione spiritualistica della psiche. Gli avvenimento politici del 1917 produssero nella storia

della psic russa una frattura, dal 1917 si presentò come un complesso compatto sul piano teorico e

applicativo. Fu mal interpretata come psic marxista e non ha avuto la giusta valutazione per i reali

contributi allo sviluppo teorico e metodologico della psicologia.

2. La riflessologia

Riflessologia: cioè a processi puramente fisiologici ed

i processi psichici sono riconducibili a riflessi,

elementari. era considerato il padre della

Secenov, Bechterev, Pavlov. Secenov -1829,1915

fisiologia russa, formò un nutrito gruppo di fisiologi di fama europea.Aveva praticato la fisiologia

nei laboratori europei di Bois-Reymond e Helmholtz. Pubblicò un libretto : I riflessi del cervello”

dove espose la sua teoria materialistica dei processi psichici, di contenuto spiccatamente

antispiritualistico, il che gli valse varie censure zariste. La teoria dell’arco studiata

riflesso,

all’epoca, spiegava il comportamento secondo il meccanismo che: ad uno stimolo dell’ambiente

mediata dall’attività di un centro nervoso

corrisponde una reazione motoria dell’animale,

localizzato nel midollo spinale.Questa teoria poteva spiegare i processi comportamentali

involontari, automatici, come ritrarre la zampa da uno stimolo doloroso. Ma per i processi più

complessi Secenov suppose che dovesse intervenire l’attività di centri nervosi superiori localizzati

nel cervello.Con lo stesso meccanismo di base: Nel primo

stimolo centro nervoso reazione.

caso il centro nervoso era a livello del midollo spinale e si aveva il riflesso spinale, nel secondo

caso era a livello del cervello e si aveva il riflesso cerebrale. I processi psichici erano riconducibili

e la psicologia studiava l’analisi dei contenuti dell’attività psichica.Contenuti

a processi cerebrali

che vengono acquisiti durante lo sviluppo ontogenetico e sono quindi legati all’ambiente in cui

l’individuo cresce.La lingua, i ricordi, le emozioni, sono processi psichici legati al rapporto individuo

– ambiente, ma il meccanismo di rapporto con l’ambiente e di acquisizione delle conoscenze è

basato sui riflessi ed è oggetto di ricerca della fisiologia. La sua metodologia con apparati

:

elettrofisiologici si registrava l’attività elettrica prodotta da stimoli elettrici e chimici nei preparati

nervo-muscolo e nel cervello degli animali. , neuropsichiatra e psicologo,voleva

Becthterev

fondare una psicologia oggettiva e sperimentale, priva di riferimenti spiritualistici e introspettivi

(La psicologia oggettiva), dove l’oggetto di indagine era il comportamento umano nel suo

(associativi) su cui si fondava tutta l’attività psichica. Impiegava stimoli i cui

complesso e i riflessi

impulsi erano proiettati ai centri corticali diversi; se questi stimoli entravano in interazione tra loro

significava che anche i rispettivi centri corticali dovevano interagire tra loro . I riflessi erano alla

base di processi molto più complessi di quelli sociali.A le cui ricerche sui

differenza di Pavlov,

riflessi condizionati concernevano l’attività riflessa vegetativa, Becthterev privilegiò i riflessi

perché questo gli avrebbe permesso una conoscenza più approfondita del comportamento

motori

non solo degli animali, ma anche degli uomini. Adottò il per

CONNESSIONISMO NEURONALE

spiegare i processi psichici. I suoi allievi studiarono i riflessi associativi nella prima infanzia

(riflessologia genetica), criticati da Vygotskij per la riduzione di complessi processi evolutivi al

concatenamento di riflessi elementari. 1849 – 1936. le sue ricerche fino al 1900

Pavlov

riguardarono la fisiologia del sistema cardiovascolare e digerente, che gli valsero un nobel. Dopo

studiò i riflessi condizionati e fondò la teoria della attività nervosa superiore. Riflesso condizionato

= (l’animale saliva non solo quando entra in contatto

reazione in assenza dello stimolo relativo.

con il cibo ma anche quando “si aspetta” il cibo). Il comportamento è l’insieme dei processi riflessi

che regolano l’interazione individuo-ambiente e il riflesso condizionato ne è parte integrante.

processi elementari, riflessi incondizionati, risposte innate agli stimoli. Risposte che,

Primo stadio:

se sono organizzate fra di loro, rappresentano gli istinti.Secondo (proprio degli animali

stadio

superiori e dell’uomo): processi più complessi, riflessi condizionati, risposte acquisite. Sono proprio i

che consentono all’animale di reagire in maniera adattiva all’ambiente.

riflessi condizionati

L’animale non reagisce solo in presenza degli stimoli, ma può imparare a reagire, in maniera

anticipata, ad altri stimoli che segnalano gli stimoli a cui l’animale dovrebbe reagire

successivamente (“secrezione Es. di riflesso condizionato: cane: versiamo in bocca acido

psichica”).

che provoca una reazione di difesa, viene espulsa e il cane saliva (riflesso incondizionato: lo stimolo

produce una reazione). Poco prima di introdurre la soluzione acida nella bocca del cane per es.

suoniamo un campanello. Se si ripete solo questo suono si riproduce nel cane la stessa reazione

(riflesso condizionato)

Pavlov descrisse una serie di processi fisiologici alla base della formazione dei riflessi condizionati

(eccitazione, concentrazione…), dedotti in relazione al comportamento degli animali. Il cervello è

una scatola nera nella quale entrano gli stimoli ed escono le risposte in relazione ad essi. Nella

concezione comportamentistica il cervello è un meccanismo oscuro di cui non si conoscono i

processi e si descrivono solo le leggi di relazione tra stimoli e risposte.Pavlov invece fece una

descrizione dei processi, ma basata più su deduzioni che su osservazione diretta dei processi

cerebrali La teoria di Pavlov fu estesa anche allo studio del

“sistema nervoso concettuale”.

comportamento umano, in quanto i processi fondamentali relativi all’acquisizione dei riflessi

condizionati sono comuni agli uomini e agli animali, anche se l’uomo ha una caratteristica

superiore dell’attività nervosa, cioè la capacità di formare processi condizionati verbali. Aveva

distinto 2 diversi sistemi di segnalazione: 1-riflessi condizionati sopradescritti (comune a uomo e

animale) 2- utilizzo, come stimoli condizionati, di stimoli verbali per segnalare le variazioni

dell’ambiente e adattarne il comportamento (solo uomo). Altro tema centrale della scuola

pavloviana fu il basato sull’azione degli stimoli (cond. e incond.)

condizionamento interocettivo

sulle mucose degli organi interni. Fu approfondita da un suo allievo, . Dalla fine

Konstantin Bykov

degli anni ’50 c’è stata l’adozione delle tecniche neurofisiologiche e l’abbandono graduale

dell’impostazione concettualistica di Pavlov.Anochin “Biologia e neurofisiologia del riflesso

condizionato” 1978 ha rivisto la concezione pavloviana e le ricerche sui riflessi condizionati alla luce

della neurofisiologia moderna e della cibernetica.

3. La scuola storico – culturale

: Il problema principale affrontato è il rapporto tra il comportamento degli animali e

Vygotskij

quello dell’uomo, da una parte, e lo sviluppo delle funzioni psichiche dal bambino all’uomo,

dall’altra. sia in senso filogenetico (animale-uomo), sia in senso

La prospettiva è di tipo evolutivo,

ontogenetico (bambino-uomo). Nel primo anno di vita il bambino usa i simboli in base

all’interazione che ha con i propri genitori. In seguito userà i suoi simboli senza bisogno degli altri.

In “Pensiero e linguaggio”, uno dei classici della psicologia dei processi cognitivi, V. afferma che Il

pensiero ed il linguaggio hanno due radici genetiche differenti.

Sia nel bambino che nell’animale ci sono forme di attività intellettiva, indipendenti dal linguaggio,

che permettono l’adattamento e la soluzione di problemi. Sulle fasi di sviluppo si concentrano le

critiche di Vygotskij a Piaget (polemica Vygotskij-Piaget).

(Il linguaggio e il pensiero del fanciullo)

Secondo Piaget il linguaggio egocentrico del bambino è la

che passa dall’autismo iniziale alla progressiva

manifestazione immediata dell’egocentrismo,

socializzazione.

è tutto l’opposto:

Per Vygotskij il linguaggio egocentrico del bambino passa dalle funzioni

(passaggio da forme di attività sociale a forme di attività

interpsichiche a quelle intrapsichiche

individuale), quindi si sviluppa nel bambino nell’interazione con l’ambiente sociale.

collaboratore di V.,

Lurija, distingue tra il linguaggio come strumento di comunicazione e come

strumento di regolazione del comportamento.

E_LEARNING: LA RIFLESSOLOGIA1

E_LEARNING: LA RIFLESSOLOGIA2 da inserire

Slide la scuola storico culturale

E_LEARNING: LA SCUOLA STORICO-CULTURALE

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4. LA PSICOLOGIA DELLA GESTALT

1. Le origini e il concetto di Gestalt Può essere considerata come la

Psicologia della forma.1880-1967 Wertheimer, Kohler, Koffka.

risposta tedesca alla psicologia di Wundt, rifiutando il suo elementismo (scomporre ogni elemento

nei suoi aspetti elementari per ottenere unità semplici non ulteriormente riducibili. Si rifanno a

Kant per il suo concetto di un processo nel quale la mente non è passiva né deriva

sintesi a priori:

la propria attività da idee innate. Anche nell’opera di (l’aspetto specifico dei fenomeni

Brentano

psichici è la loro intenzionalità – Influenza della scuola di Graz e di Von

psicologia dell’atto). .

Ehrenfels.PRIMO IL TUTTO E’ PIU’ DELLA SOMMA DELLE PARTI

PRINCIPIO DELLA GESTALT:

SECONDO PRINCIPIO DELLA GESTALT:” Una stessa parte ha caratteristiche diverse se presa

COROLLARIO: e quindi,

singolarmente o inserita nel tutto, inserita in due diverse totalità può

Il modo di rapportarsi all’esperienza non parte più dal basso,

assumere caratteristiche diverse.

dall’analisi che frammenta,ma considera entità globali

alla finestra e vedo una casa, degli alberi, il

UNIFICAZIONE PERCETTIVA: Wertheimer 1923:”Sto

cielo, In via di principio potrei anche mettermi a contare e dire: “ Qui ci sono…327 tonalità di

colore.Ma ho davvero davanti a me il 327??” Ovviamente no

2. I primi lavori dei gestaltisti

Wertheimer nel 1912 pubblica il suo lavoro sul movimento stroboscopico, dove la corrispondenza

in un ambiente buio si

Fenomeno fi:

tra “realtà fisica” e “realtà percettiva” viene messa in crisi.

illumini mediante il raggio r1 emesso da un proiettore p1 un oggetto o1 posto sulla sinistra rispetto

all’osservatore; dopo alcuni secondi si spenga il fascio di luce di sinistra e, in rapida successione, si

illumini un oggetto o2 simile al precedente ma posto sulla destra dell’osservatore.il risultato

percettivo è quello di vedere un unico oggetto o1 che dalla posizione di sinistra si sposta

velocemente a quella di destra.Si deduce che quello che avviene nell’esperienza non può essere

spiegato da ciò che succede agli oggetti fisici, altrimenti l’osservatore dovrebbe vedere due oggetti

statici dove invece percepisce un unico oggetto in movimento. Si abbandonò quindi il modello

anche se all’inizio si pensò

basata sulla corrispondenza puntuale tra stimolazione e sensazione,

che il fenomeno fi potesse configurarsi come un’eccezione alla regola.Lo scopo dei gestaltisti in

questo periodo è quello di sottolineare, mediante l’individuazione di fatti

sperimentali,l’inadeguatezza dei modelli in cui il risultato percettivo è dato, come le tessere di un

mosaico, dalla giustapposizione di parti generate da sensazioni svincolate. Es: anello di

L’anello appare di un grigio omogeneo,però mettendo un oggetto sulla

Wertheimer – Benussi.

linea di separazione da una parte apparirà più scuro (fondo bianco) dall’altro più chiaro (fondo

l’organizzazione del risultato

nero): Ritornerà omogeneo una volta tolto l’oggetto. Perché

percettivo segue legge peculiari ed è indipendente dalla stimolazione.

3. La critica all’empirismo

Come l’associazionismo e il comportamentismo. Il problema è nel peso da attribuire all’esperienza

passata nella formazione di risultati percettivi e di fenomeni psicologici in generale.Uno psicologo

che segue l’empirismo, teorizza che gli oggetti che si presentano alla nostra esperienza si sono

formati così come appaiono,per il fatto che siamo abituati a vederli in tal modo.(tavoli sedie

persone)sono originati dall’apprendimento e nell’isolarli come tali è determinante la ripetizione

dell’esperienza. Invece i gestaltisti ritengono che gli oggetti siano originati in base ad

autodistruzioni dinamiche dell’esperienza sensoriale.Ed è quindi inefficace il ricorso all’esperienza

passata. Es: lavoro di se fosse vero che gli oggetti si formano nella nostra esperienza

Gottschaldt:

in base all’apprendimento dovuto alla ripetuta presentazione, dovrebbe succedere che gli oggetti

presentati più volte vengano riconosciuti con maggiore facilità di oggetti visti meno

frequentemente. Invece dopo aver presentato molte volte ai suoi soggetti figure come un esagono

e successivamente figure dove era compreso l’esagono, i soggetti non erano in gradi di

rintracciarlo. L’antiempirismo non si limita agli aspetti percettivi ma coinvolge ogni aspetto della

psiche umana

4. L’atteggiamento fenomenologico e la teoria di campo

Un introspezionista (vedi strutturalismo) veniva “allenato” a scomporre la realtà nelle sue

componenti (non vede “una tavola” ma un colore grigio con una luminosità media), un gestaltista

accetta invece l’esperienza in maniera diretta, ciò che deve essere preso in considerazione sono i

fatti così come ci vengono forniti dai nostri organi di senso (approccio fenomenologico). I

gestaltisti hanno definito come principi di unificazione formale le regole che descrivono il

comportamento delle parti presenti nel campo.

fissa i principi più generali:

Wertheimer

- vicinanza:

- somiglianza

- continuità

- chiusura

- …………………………………..

5. Il postulato dell’isomorfismo

Iso= uguale Morfè= forma . “Tra il piano della realtà fenomenica e quella dei processi fisiologici

per cui qualsiasi manifestazione del livello fenomenico (dalla

sottostanti c’è identità di struttura”,

semplice percezione di un oggetto alla più complessa forma di pensiero) trova un corrispettivo in

processi che presentano caratteristiche funzionalmente identiche (a livello cerebrale).ciò significa

che, se il nostro mondo fenomenico possiede una forma, una struttura, una dinamica, dobbiamo

trovare, a livello del sistema nervoso centrale, una forma, una struttura, una dinamica che le

rispecchino. Identità di struttura però non vuol dire che il nostro cervello lavori come un apparato

di registrazione in cui si riproducono copie fedeli delle entità presenti nell’esperienza, ma significa

che: se conosciamo le leggi che organizzano la nostra esperienza fenomenica, necessariamente

conosciamo anche le leggi che operano tra fatti che avvengono nel cervello. Due conseguenze: 1-

tutte le scoperte sui fatti fisiologici che non siano in grado di restituirci il dato

tipo euristico,

fenomenico, sono progressi di un sapere che non è ancora di tipo psicologico. 2-filosofico, il

mondo, quello che ci appare e su cui ragioniamo, è riconducibile in tutti i suoi aspetti, ad un unico

ordine coerente di principi.

La psicologia del pensiero e la psicologia sociale

6.

Gli aspetti dinamici, le gestalten si possono riscontrare sia nei processi del pensiero che in ambiti

di ricerca fra loro più disparati.

Nell’ambito della psicologia del pensiero per la gestalt le interpretazioni dinamiche fra le

componenti non sono così rigidamente predeterminate dalle condizioni dell’oggetto come accade

in percezione.

nel suo libro sulle scimmie antropoidi, ha introdotto il concetto di (intuire =vedere

Kohler insight

dentro. per cui vi è una ristrutturazione di tutte le esperienze passate e

la proprietà del pensiero

delle condizioni presenti che va al di là della semplice somma di esse e

consente una nuova “visione” del problema). Molti psicologi contemporanei ritenevano che i

processi di apprendimento e di pensiero si attuassero secondo un insieme di tentativi effettuati per

caso, per cui il raggiungimento dello scopo, cioè per es. riuscire a risolvere un problema, viene

ottenuto solo in seguito a reiterati e casuali tentativi che vengono corretti in seguito

all’osservazione dei risultati (procedimento rappresentato da Thorndike. Alla

per prove ed errori)

soluzione si giunge quindi attraverso un accumulo di esperienza in grado alla fine di imprimere la

risposta corretta per il problema presentato. egli tende ad

L’impostazione di Kohler è opposta:

attribuire intelligenza al soggetto che apprende, soprattutto per gli aspetti creativi , quelli cioè in

grado di cogliere i nessi chiave di una situazione.Osserva scimpanzé posti di fronte a problemi

(raggiungere il cibo posto al di là della gabbia ad una distanza irraggiungibile senza l’aiuto di uno

strumento)e si è visto che la soluzione per prove ed errori viene seguita solo in poche fasi, in quanto

in genere le azioni dell’animale tendono ad una soluzione ottenuta in seguito ad una strategia non

atto di intelligenza perché

casuale, per esempio raggiunge il cibo con un bastone e questo è un

instaura una ristrutturazione del campo cognitivo attraverso un atto di insight. Nel campo

cognitivo della scimmia il bastone è presente anche prima ma quando lo utilizza per risolvere il

problema il valore del bastone è mutato è l’unico oggetto, tra i presenti, che possegga la qualità di

essere funzionale ai fini della soluzione.Tra l’impostazione gestaltista e quella comportamentista

dovuto al carattere continuo o discontinuo dell’apprendimento, in quanto per i

c’è un disaccordo

primi aveva carattere di discontinuità, infatti si occupano più di soluzione di problemi (problem

e meno di apprendimento in generale. Anche segue l’impostazione di Kohler.

solving) Wertheimer

Secondo Wertheimer: -

Le proprietà del pensiero umano: il pensiero concreto precede quello

astratto -Il pensiero concreto si realizza in “strutture”, in Gestalten e dà luogo al pensiero

si proponeva di analizzare le condizioni che ci permettono di giungere ad un

astratto –Wertheimer

atto di intelligenza creativa, che ci permette di risolvere i problemi e che ha definito “pensiero

produttivo”. Vuole dimostrare come si possa più facilmente giungere a soluzioni quando si osserva

una situazione nella sua totalità e non come un insieme di parti.In questa prospettiva anche gli

errori hanno una connotazione positiva: se infatti la ricerca è guidata da una comprensione della

struttura del problema , deve essere sempre presente il criterio per decidere se il passo compiuto è

proficuo o inutile.Questo pensiero, che porta ad una ristrutturazione di campo, è chiamato

ed è ben diverso da un procedimento mnemonico o appreso passivamente,

pensiero produttivo

che Wertheimer definiva “soluzione suoi suggerimenti sono stati sviluppati da

bruta”.I Duncker,

anche lui convinto che guardare le cose troppo da vicino, con un atteggiamento analitico e dettato

dall’abitudine, allontani la soluzione. Solo raramente si ha un’immediata e completa

ristrutturazione del campo cognitivo (insight è più frequente che il processo di

totale)mentre

soluzione richieda una serie di successive ristrutturazioni (insight quali, anche se non

parziali)le

risolvono direttamente il problema, permettono di formularlo in maniera più adeguata.La fissità

è un atteggiamento che ostacola la soluzione perché attribuisce agli elementi della

funzionale

situazione solo quelle caratteristiche che per abitudine siamo soliti riscontrarvi. approfondì

Lewin

le ricerche. I gestaltisti si rivolgono essenzialmente ad alcuni aspetti della vita psichica come

percezione, pensiero, processi cognitivi, tralasciando processi come emozione, affetto, conflitto,

relazione con l’ambiente circostante.Però già Kohler,Koffka,Metzger ne avevano parlato ma non

avevano approfondito sperimentalmente queste discussioni teoriche.I motivi potevano essere di

tipo etico o tecnico, in realtà il motivo è la convinzione che eventi riguardanti la persona e la sua

relazione con l’ambiente non si possano sottoporre ad esame sperimentale, anche per la non

Lewin,

ripetibilità della situazione, il che renderebbe l’indagine non scientifica. nel 1931,mostra

invece come si possa costruire un sapere scientifico basato anche su eventi non ripetibili.Per

giungere infatti alla conoscenza scientifica si possono seguire due diverse impostazioni : 1- di tipo

oggetto di conoscenza solo eventi ripetibili )con elementi comuni): scienza di tipo

Aristotelico:sono

descrittivo-classificatoria. 2- in cui l’attenzione non è focalizzata sugli attributi

tipo galileiano

comuni ma sulle caratteristiche funzionali, sulle condizioni che costituiscono l’evento esaminato,

anche in un solo caso.In teoria non esiste quindi nessun fatto, per quanto irripetibile, che non possa

sottrarsi ad una spiegazione del genere, detta appunto Un altro pensiero

genetico-condizionale.

caratterizzante di Lewin è l’uso della topologia (branca della matematica) che si interessa a

in modo non metrico.Improntò così, con l’aiuto di costrutti topologici, un

relazioni di tipo spaziale,

linguaggio immediato e universale in grado di descrivere situazioni dinamiche concrete. Mediante

il costrutto “regione” (spazio racchiuso da un confine) si possono indicare situazione di tipo

psicologico, es: “leggere un libro”, “andare al cinema”, “fantasticare”. Per passare da una regione

ad un’altra a volte bisogna effettuare uno spostamento materiale, a volte solo psicologico

(locomozione) e bisogna superare una o più barriere (confini) a seconda delle condizioni in cui ci si

trova. La situazione, gli oggetti, le regioni, possono godere di valenza positiva o negativa.

Lettura fantasticheria (è facile =piacevole). Lettura tasse (meno facile= spiacevole). Tale

spinta, positiva o negativa, può essere descritta graficamente tramite un vettore a cui direzione,

intensità e punto di applicazione sono indicativi del tipo di tensione che si sta generando in quel

momento. B= bambino M=Marmellata. M ha una valenza positiva nei confronti di B, per cui se

nello spazio dato dall’interazione tra soggetto e ambiente non ci sono ostacoli, a B sarà facile

raggiungere M.

Se L ha valenza negativa (L=lavarsi le mani)e se nello spazio vitale non ci sono altre presenze, B

resterà con le mani sporche.

Situazione del tipo: “se ti lavi le mani (L) ti do la cioccolata (C) . Raggiungere C a valenza + significa

passare attraverso L a valenza -. Se il vettore positivo di C sarà in grado di superare quello negativo

di L Il bambino attuerà una locomozione attraverso L fino a C, giungendo così alla meta.In questo

modo Lewin descrive caratteristiche non solo dell’ambiente psicologico, ma anche della persona

stessa, che,intesa come regione o insieme di sub regioni interdipendenti con l’ambiente, è il luogo

il quale

in cui nascono tensioni che possono mutare l’equilibrio, può essere ristabilito solo

Ad originare nella persone tensioni e quindi valenze possono

mediante saturazione della valenza

essere sia elementi esterni (quell’oggetto mi attira per la sua bellezza), sia interni (sono stanco e

cerco una sedia), secondo una complessa struttura di regioni tra loro separate o interagenti a

seconda sia della situazione esterna che delle condizioni interne. Nella mente quindi, che non è un

sistema unitario ma strutturato, ci sono regioni con gradi di coerenza diversi.La persona è una

alcune fortemente connesse fra loro, altre meno, altre per

specie di gerarchia di regioni

niente.Questa struttura muta nel tempo a seconda dello sviluppo della persona, delle sue

condizioni di salute mentale e del suo stato psicofisico.Il grado di interdipendenza tra regioni è

stato provato originando una valenza in una regione (ad es. affidando un compito ad un soggetto)

mantenendola non saturata (interrompendo il compito) e poi vedendo quale altra regione sia più o

meno adatta a scaricare la tensione rimasta (compito sostitutivo). Si è così provato che regioni

simili per complessità, difficoltà, tipo di richiesta, sono più funzionalmente interdipendenti. Il

modello della personalità permette a Lewin di applicarlo anche alla psicologia genetica a quella

differenziale. di

Una delle differenze dinamiche tra il bambino piccolo e l’adulto è il grado

differenziazione, cioè di in genere non

articolazione in regioni e sistemi psichici diversi.Nell’adulto

è difficile operare una distinzione fra regioni periferiche e regioni centrali, mentre il bambino

piccolo presenta un’articolazione molto meno pronunciata ed è quindi un sistema molto più

unitario.

Schemi:

Il bambino debole di mente ha un grado di articolazione minore rispetto ad un coetaneo normale e

presenta anche una minore capacità di ristrutturazione dinamica rispetto a questo, una maggiore

rigidità nei suoi sistemi psichici. Una rappresentazione grafica presenterebbe un basso numero di

regioni e barriere molto più marcate. come estensione di quella sulla persona e

Lewin contribuì anche alla psicologia dei gruppi

l’ambiente.Dell’ambiente infatti fanno parte altre persone che possono generare un campo intorno

a sé. Se consideriamo il bambino B e la marmellata M, affinchè egli non si impossessi sempre e

comunque di M non è necessaria una barriera di tipo fisico (la dispensa etc) ma anche altre forme

di divieto meno materiali, come ad es. se la marmellata è situata molto vicina ad un campo

generato da un adulto A mediante il divieto di mangiare M.E’ ovvio che variazioni di intensità del

campo A possono generare variazioni nel comportamento di B. Oppure si può complicare lo

schema e pensare al gruppo come una serie di interazioni tra regioni (individui) ognuna in grado di

generare vari tipi di campi. A volte il gruppo è tanto forte da divenire esso stesso una regione

speciale in cui sono vietati o concessi comportamenti diversi da quelli riscontrabili fuori del gruppo.

Kurt (1886-1946) nasce a Berlino e si laurea con Stumpf con una tesi sul ritmo “Wertheimer

Koffka

era l’artista ispirato e appassionato, Köhler era il fisico un po’ riservato, che pensava moltissimo in

termini spaziali, e Koffka il logico di grande talento verbale che cercava di inserire tutto in un

sistema totale” (Fritz Heider). Principi della psicologia della Gestalt” (1935) è l’opera più estesa e

sistematica della teoria della forma

7. La psicologia della Gestalt negli Stati Uniti (1912-1935): una specie di

A causa del nazismo gli esponenti della Gestalt emigrarono in America

“Gestalt Psychology” fa un’appassionata polemica in difesa

lotta per la sopravvivenza.Kohler

della Gestalt.Infatti l’america viveva una fase di comportamentismo che era agli antipodi. Da una

parte la Gestalt privilegia l’organizzazione e la globalità dei fenomeni e utilizza un metodo di tipo

fenomenologico, che si interessa del pensiero e della percezione e non disdegna la parentela con la

filosofia; dall’altro c’è il comportamentismo che accetta solo indagini oggettive, misurabili, che

rifiuta entità come la coscienza,che analizza variabili estremamente semplici senza tener molto

conto del resoconto verbale dei soggetti, e che nel comportamento studia principalmente le

modalità dell’apprendimento. Kohler: “Non approvo la cautela e lo spirito critico come uniche virtù

di uno scienziato, come se tutto il resto contasse poco. Essi sono necessari come i freni, ma non

sono questi che ci muovono. Perché ciò solo in psicologia? E’ giusto ma se questa cautela diventa

eccessiva può portare ad uno scetticismo che arresta da subito le nuove attività. A volte, per

studiare l’esperienza umana siamo costretti ad usare nuovi concetti che possono sembrare un po’

vaghi. Il tempo e lo sviluppo della psicologia americana ha ammorbidito molto le posizioni iniziali

soprattutto per i risultati sulla percezione e sul concetto di organizzazione dei fenomeni psichici, la

considerazione di variabili più complesse. Soprattutto nella psicologia sociale gli americani hanno

accettato i metodi della Gestalt, per due motivi: 1- il comportamentismo era meno efficace nel

sociale non è possibile fare solo un’analisi quantitativa di fenomeni e variabili complesse, 2- i temi

della psic. sociale sono molto più concreti e pratici e vicine agli americani delle teoriche

affermazioni generali dei gestaltisti. A partire dagli anni 60 la riscoperta dei temi gestaltisti si fa

più consistente, soprattutto con i cognitivisti, che nasce proprio con lo scopo di spiegare quegli

aspetti organizzati, costruttivi, globali, dei fenomeni psichici che sfuggivano al metodo rigidamente

analitico-riduttivo dei comportamentisti.

Slide Gestalt

E_LEARNING: LA PROSPETTIVA DELLA GESTALT

TRASCRIZIONI VIDEOLEZIONI PRIMA PARTE

SLIDES VIDEO LEZIONI SECONDA PARTE

5. IL COMPORTAMENTISMO

1. Le origini del comportamentismo

Finora l’oggetto di studio della psicologia era stata la psiche. capovolge

Il comportamentismo

l’assunzione dell’oggetto di studio, in quanto ritiene che si debba occupare del comportamento

arrivando a disconoscere che ci si debba occupare della coscienza. E’ come se

osservabile,

proponesse una nuova disciplina con un nuovo oggetto di studio (tipo la “comportamentologia”).

L’oggetto psiche viene esplicitato nei suoi contenuti : emozione, abitudine, apprendimento,

personalità, e di ognuno di essi viene studiata la loro manifestazione nei termini di

osservabile

comportamenti emotivi, comportamenti abitudinari, comportamenti d’apprendimento, etc.Questo

per dare una fondazione scientifica alla psicologia e collocarla fra le scienze naturali. Il caposcuola

storico fu fu molto influenzata dal comportamentismo. Erano

Watson. La psicologia sperimentale

per la maggior parte psicologi nordamericani, solo negli anni 50 fu conosciuto in Europa.Nacque

ufficialmente nel con Watson (“la psicologia così come la vede il comportamentista”). Fu

1913

influenzato dall’orientamento funzionalista perché accolse la biologia darwiniana, perché spostò

l’attenzione dalla natura della coscienza ai suoi processi adattativi, sia per l’idea che l’uomo è un

animale che reagisce all’ambiente, sia per la fiducia nelle potenzialità applicative della psicologia.

Furono influenzati anche dalla sperimentazione sugli animali e questo era vantaggioso perché cosi

si potevano controllare variabili concomitanti (quantità e tipo di alimentazione, ore di riposo e di

attività), si lavorava su organismi meno complessi, si poteva conoscere esperienza passata e

vedere l’influenza sulle azioni compiute, c’era più libertà nelle procedure ( disponibilità maggiore

del soggetto) e si poteva manipolare più liberamente l’organismo.Watson comunque affermò che

la vera psicologia degli animali doveva considerare semplicemente il loro che

comportamento, era

proprio L’animale comincia

l’oggetto della psicologia.Egli negava infatti rilevanza alla coscienza.

così ad essere considerato una cavia ideale di laboratorio, ideale per la conoscenza psicologica

dell’uomo. danno un grande impulso alla costruzione di apparati di

Morgan e Thorndike

laboratorio per la sperimentazione animale. =Non

Morgan: “PRINCIPIO DI PARSIMONIA si può

attribuire un’azione ad una facoltà psichica superiore, quando essa può essere interpretata in

Allievo di James eseguì

riferimento ad un esercizio più basso nella scala psicologica”). Thorndike

ricerche con apparati quali il labirinto a T e la gabbia . l’animale,

Nel labirinto

(gabbia problema)

dopo aver percorso le gambe di tante T, si trova davanti a luoghi di scelta (dove la gamba della T si

incontra con il suo segmento orizzontale) e deve apprendere quale delle due decisioni è quella

giusta.Nella invece l’animale deve imparare che per uscire e poter trovare il cibo deve

gabbia All’esterno c’era un rinforzo e la gabbia poteva essere aperta attraverso

abbassare una maniglia.

un meccanismo piuttosto semplice, per esempio semplicemente una levetta, che l’animale poteva

attivare semplicemente urtandolo. Il gatto, introdotto nella gabbia, si esibiva all’inizio in tutta una

serie di comportamenti erratici, casuali e accadeva così, abbastanza casualmente, che operasse il

meccanismo che consentiva l’apertura della porticina, per cui usciva ed otteneva il premio.

Reinserito nella gabbia, si esibiva nuovamente in tutta quella serie di comportamenti erratici e

casuali , però in genere questa volta egli tendeva a rimanere in quella zona della gabbia dove si era

verificata poco prima l’apertura, e quindi usciva in un tempo un po’ più breve. Ripetendo ancora

l’operazione molte e molte volte, il comportamento del gatto diventava via via sempre più

efficiente ed imparava ad uscire dalla gabbia in un tempo sempre inferiore, sempre più breve.

Thorndike concluse che il loro addestramento si verifica gradualmente, attraverso una serie di

che portava al consolidamento delle reazioni che erano state

“tentativi ed errori”,

ricompensate.(legge approccio tipicamente comportamentista.In realtà

dell’effetto)con

l’intelligenza non consiste nel comprendere la relazione tra l’atto di premere la leva e la possibilità

di uscire,ma è più importante osservare che l’atto si verifica tanto più spesso quanto più ad esso è

associata una ricompensa.

Questa legge ci dice che: “Un’azione, accompagnata o seguita da uno stato di soddisfazione,

tenderà a ripresentarsi più spesso. Un’azione, seguita da uno stato di insoddisfazione, tenderà a

ripresentarsi meno spesso”. Questa legge sottolineava: 1- il carattere adattivo e utilitaristico

il cui manifestarsi appariva semplicemente collegato alla possibilità di venire

dell’azione umana

ricompensati., teoria negata anche da alcuni comportamentisti (Tolman, Guthrie).2-

(contro la Gestalt). Il comportamentismo metodologico non nega

l’apprendimento era graduale

che l’apprendimento potesse essere repentino e frutto di una comprensione improvvisa, ma dice

che non è dimostrabile, mentre il comportamentismo radicale nega che ciò si sia verificato.Secondo

le osservazioni di infatti, il tempo necessario al gatto per uscire decresceva

Thorndike

regolarmente e gradualmente, senza brusche cadute e ciò lo fece concludere che l’animale non

afferrava la soluzione ma procedeva a piccoli passi successivi, imprimendosi le risposte giuste e

cancellando quelle sbagliate.

La legge dell’”apprendimento per prove ed errori”,era stata enunciata da Morgan, però con una differenza

importante : riteneva che l’animale associasse l’idea dell’azione con le conseguenze

Morgan

dell’azione,mentre Thorndike pensa che non ci sia alcuna comprensione, da parte dell’animale, delle

conseguenze dell’azione, ma lo faccia in una maniera completamente automatica. Questa idea, della

trovò una conferma nelle ricerche che, in

formazione di un apprendimento puramente automatico,

Europa, stavano conducendo, in quegli anni, alcuni psicologi. Un proprietario ed addestratore di animali,

stupiva l’Europa, in quel periodo, con le prestazioni del suo cavallo, il cosiddetto “ cavallo intelligente Hans”

che, a detta del suo proprietario, era capace di eseguire operazioni aritmetiche: il proprietario presentava

all’animale, in genere sotto forma di cartoncini messi davanti agli occhi del cavallo , delle semplici

operazioni aritmetiche, per es. 2x2, e il cavallo iniziava a muovere lo zoccolo, cioè batteva lo zoccolo sul

terreno un numero corrispondente alla risposta corretta. Venne nominata una commissione d’inchiesta per

indagare il fenomenoi quali dichiararono che il fenomeno era genuino, nel senso che non c’era alcuna

evidenza che indicasse che il proprietario fosse un imbroglione. Fu riesaminato il tutto con metodo

sperimentale con Phungst che inizia col dividere le prove in una ed in una

condizione sperimentale

cioè divide la condizione in cui l’addestratore conosce la risposta corretta, e una

condizione di controllo,

condizione in cui invece egli propone al cavallo il problema, senza però conoscere qual è la risposta corretta

e Phungst può osservare subito, in questo modo, che il cavallo Hans, nel secondo caso, risponde in maniera

assolutamente casuale, non sa quando fermarsi con i movimenti dello zoccolo. A questo punto l’attenzione

di Phungst si sposta, per così dire, dal cavallo all’addestratore e nota che, quello a cui il cavallo risponde,

sembrano essere dei sottili segnali, quasi impercettibili, legati alla postura ,all’atteggiamento del

proprietario ,e cioè leggeri ammiccamenti del capo, come per esempio un leggero piegamento in avanti,

che indica al cavallo quando iniziare a colpire il terreno con lo zoccolo, ed un leggero sollevamento del capo

o un inarcamento delle sopracciglia che indica quando fermarsi. Il proprietario non è consapevole però di

questo tipo di condizionamento cui egli viene sottoposto. Ci sono quindi due messaggi importanti che

vengono ricavati da queste osservazioni:

1. Comportamenti anche complessi o apparentemente molto complessi, come questi relativi alla

matematica, in realtà possono essere spiegati sulla base di meccanismi sottostanti molto semplici ,

cioè dell’associazione E questo corrispondeva molto bene con il lavoro che stava

stimolo-risposta.

facendo negli stessi anni Thorndike con gli animali.

2. La seconda lezione è relativa al fatto che “anche il comportamento umano risulta essere

modificabile in una maniera tale per cui il soggetto non è consapevole della modificazione, cioè le

associazioni SR si formano senza che lui lo sappia.” E anche questo torna perfettamente bene con le

osservazioni che Thorndike stava conducendo negli stessi anni nella sua “gabbia-problema” .

2. Il comportamentismo watsoniano

Watson specifica differentemente l’oggetto della psicologia. Il comportamento è esplicitato nei termini

di adattamento dell’organismo all’ambiente, contrazioni muscolari, insieme integrato di movimenti,

azioni. cioè azione complessa manifestata

L’unità d’osservazione psicologica è per W. il comportamento,

dall’organismo nella sua interezza.

Questi comportamenti sono la combinazione di reazioni più semplici, di molecole costituite dai singoli

movimenti fisici che in quanto tali sono studiati dalla fisiologia e dalla medicina (molecolarismo e

riduzionismo).

I principi cui W. fa principale riferimento sono la frequenza, la recenza e il condizionamento.

1. tanto più spesso o tanto più recentemente un’associazione si è verificata, con

frequenza e recenza:

tanta maggiore probabilità si verificherà.

nell’organismo esistono risposte incondizionate a determinate situazioni

2. Il condizionamento

Sotto l’influenza di Pavlov e dei riflessologi russi Sečenov, che aveva affermato che gli atti della vita

cosciente e inconscia non sono altro che riflessi e Bechterev, interessato ai riflessi muscolari.

Ad es., un organismo affamato che riceve cibo sicuramente reagirà salivando (cibo = stimolo

incondizionato cioè eventi che si producono nell’ambiente provocando incondizionatamente una risposta).

Pavlov fu molto influenzato da Secenov Ritiene paura, amore e rabbia le emozioni elementari, definite

W. studia l’apprendimento nei bambini.

sulla base di stimolo dell’ambiente. A partire da quelle emozioni si costruirebbero le altre.

Il bambino gioca con un topolino, quando alle sue spalle gli viene fatto sentire un

W. e il piccolo Albert:

rumore violento. Il rumore è uno stimolo incondizionato, che genera paura, e l’associazione con un altro

stimolo (topolino) fa sì che il bambino sia condizionato ad avere paura anche del topolino.

W. prova così che le nevrosi non sono innate, ma sono una risposta emozionale appresa e ciò che è

appreso si può disapprendere

Per W. le stesse leggi che regolano l’apprendimento emotivo sono alla base di altre acquisizioni ed in

particolare delle abitudini. Il linguaggio viene appreso per condizionamento.

L’attività di pensiero è un risultato degli apprendimenti comunicativi (che non si esauriscono nel

linguaggio verbale, ma possono includere altre forme di comportamento) e non ha rilevanza e interesse

conoscitivo.

3. Il ruolo dell’esperienza e le grandi teorie dell’apprendimento

W. afferma che il neonato ha un repertorio di reazioni estremamente limitato, quali riflessi, reazioni

posturali, motorie, ghiandolari e muscolari, ma tali reazioni interessano il corpo e non solo tratti mentali. Il

bambino nasce senza istinto, intelligenza o altre doti innate e solamente l’esperienza successiva

caratterizzerà la sua formazione psicologica. (posizione

W. ritiene che l’uomo sia il frutto delle sue esperienze e che tutti alla nascita siano uguali

egualitaristica).

Lo studio della maniera in cui l’uomo acquisisce, attraverso l’esperienza, risulta fondamentale per

comprendere il repertorio di comportamenti motori, sociali e verbali che costituiranno la sua personalità

DA RIDURRE: che rischiava di

Tolman si differenziò dal comportamentismo watsoniano, ne critica il ”molecolarismo”,

identificare il comportamento con le contrazioni muscolari e di rimandarne lo studio alla fisiologia ed

accolse le idee cognitiviste e psicoanalitiche; al contrario, T. ritiene esista uno “specifico psicologico”

(avendo oggetto di studio unità di comportamento che non possono

caratterizzato dalla sua “molarità”

essere scomponibili).

Lo specifico non è di natura psichica, ma comportamentale.

Per T., se caratterizzassimo il comportamento di un topo che tira una cordicella per avvicinarsi del cibo, nelle

sole componenti motorie, avremmo dato una descrizione fisiologia; per una descrizione psicologica

dovremmo osservare che esso rivela “cognizioni” e “intenzionalità”: è cioè orientato verso scopi

(comportamentismo intenzionale) e la risposta che segue va considerata olisticamente.

Il comportamento è quindi interpretabile considerando alcuni fattori che sono variabili indipendenti: stimoli

ambientali, pulsioni fisiologiche, eredità, età, sesso, esercizio pregresso, etc.

In particolare osservando il comportamento, si distinguono 2 categorie di variabili:

1. quelle che si notano direttamente

2. delle quali si rilevano gli effetti, ma non la presenza, per es. i tratti

quelle intermedie,

temperamentali.

Affinché l’individuo sappia che la risposta porta allo scopo desiderato, la connessione deve essersi verificata

in passato e l’individuo deve averla appresa.

T. parla di intenzionalità del comportamento.

Lo scopo è presente se si verifica almeno una delle seguenti condizioni:

a dispetto delle variazioni nell’adattamento agli ostacoli intervenienti

costanza dell’oggetto-meta corrispondente alle posizioni differenti dell’oggetto-meta

variazione della direzione finale

quando l’oggetto-meta è tolto

cessazione dell’attività

Conoscendo i valori delle variabili indipendenti e i valori del comportamento effettivo, è possibile fare

inferenze sulle variabili intervenienti (proprietà che il soggetto attribuisce all’oggetto, connessioni di scopo,

capacità) che sono entità obiettive.

Le variabili intervenienti sono quei fattori inferiti e non osservati che mettono in relazione le variabili

indipendenti osservate con le variabili dipendenti.

Il comportamento non è più una relazione diretta tra uno stimolo e una risposta, ma diventa il risultato di

uno stimolo e di una variabile interveniente, che varia da soggetto a soggetto.

Hull accoglie il comportamentismo molecolare di Watson, da Thorndike l’idea che la ricompensa fornisse un

requisito fondamentale nell’apprendimento e da Tolman le variabili intervenienti.

Basandosi sul condizionamento classico, definisce una teoria ipotetico-deduttiva che tenta per la psicologia

la stessa sistemazione logica e matematica presente nelle scienze fisiche.

Il sistema consta di definizioni, postulati e teoremi e permette di fare previsioni non solo sulla direzione, ma

anche sugli aspetti quantitativi del comportamento.

La sua teoria apparve nel 1943 nell libro Principi del comportamento.

Skinner si oppone solo alle teorie che introducono concetti “mentalistici che rischiano di impostare processi

ipotetici.

S. si basò, riguardo l’arco riflesso, su ciò che è implicato negli esperimenti sui riflessi, assumendo che la

ricerca riflessologica non deve consistere tanto nello studio dell’arco, quanto nella rilevazione

nell’impostazione sperimentale di relazioni tra gli stimoli e le risposte.

È interessato all’osservazione del comportamento e alla sua relazione con le contingenze di rinforzo, ovvero

le occasioni in cui ad una determinata risposta ha fatto seguito una ricompensa.

La sua idea è che questo tipo di analisi possa spiegare ogni forma di apprendimento, incluso quello

linguistico.

S. studia il comportamento di ratti e piccioni in una gabbietta (skinner box) ed osserva che la risposta

seguita da rinforzo tenderà a presentarsi con sempre maggior frequenza.

Questo paradigma è detto (comport. emesso spontaneamente)e

condizionamento operante si differenzia

da quello di Pavlov (condizionamento classico o rispondente derivante da riflessi innati o appresi per

condizionamento classico) per il fatto che la risposta precede lo stimolo critico piuttosto che seguirlo.

Nel caso del cane di P., lo stimolo incondiz. (cibo) o condizionato (campanello) elicita, cioè provoca

necessariamente la risposta incondizionata; nel caso del ratto di S., l’organismo emette sempre più spesso

quella risposta cui ha fatto seguito un rinforzo.

S. mette in luce la manipolabilità del comportamento umano, denunciando da un lato il ruolo giocato dalla

famiglia, lo stato e la chiesa, e dall’altro proponendo di utilizzare a fin di bene quelle medesime regole di

manipolazione per la costituzione di una specie di repubblica platonica, retta dai sapienti.

4. L’apprendimento sociale e la formazione della personalità

ma valendosi di spunti psicoanalitici.

Miller e Dollard utilizzano la learning theory,

Un principio d’apprendimento è l’imitazione sociale, che gioca un ruolo centrale nelle acquisizioni sociali, a

partire dall’apprendimento linguistico, e contribuisce a mantenere la conformità sociale e la disciplina.

Il bambino acquisisce una tendenza ad imitare poiché è stato rinforzato nelle prime risposte di carattere

Progressivamente questa tendenza assume un valore sempre maggiore: il comportamento dei

imitativo.

modelli potenziali è il suggerimento per l’emissione di comportamenti simili che il soggetto deve quindi

avere già nel suo repertorio.

Bandura si interessa dei comportamenti aggressivi, dimostrando (in contrapposizione a Miller e Dollard)

come, pur con livelli bassi di frustrazione, si possa avere un bambino molto aggressivo, qualora gli si

mostrino modelli aggressivi fortunati.

Si è notato che i rinforzi intermittenti (dati solo ogni tanto) siano quelli maggiormente in grado di

mantenere comportamenti aggressivi.

Il rinforzo per Bandura agisce nella fase di mantenimento delle risposte, piuttosto che in quella di

acquisizione, e nella “prontezza” con cui la risposta viene data.

Nella teoria comportamentista dell’apprendimento sociale si sottolinea come modelli e rinforzi possano

agire non solo come incentivi, ma anche come inibitori. Un soggetto può mostrarsi socialmente inadeguato,

non solo perché ha appreso risposte scorrette, ma anche perché non ha sufficienti abilità sociali, non ha

appreso in maniera solida alcune risposte sociali necessarie.

Nella teoria del comportamento sociale di Staats viene attribuita particolare importanza agli stimoli

emozionali che sono collegati a risposte di carattere emozionale.

si ricollega alla classica teoria dell’apprendimento e al ruolo che essa attribuisce a concetti quali il

S.

condizionamento rispondente ed operante e rinforzo, ma allarga l’analisi a fenomeni come le differenze

individuali, gli apprendimenti cognitivi, l’acquisizione di atteggiamenti, l’attrazione, il pregiudizio, la

comunicazione e la persuasione, il conformismo, la leadership, che sono tipico oggetto d’interesse della

psicologia sociale.

Staats fa l’esempio di un animale che si avvicini ad una femmina in calore e che riesca a montarla, tale fatto

rinforzerà una serie di comportamenti elicitati da uno stimolo che ha una valenza emozionale positiva, col

risultato che, alla fine, l’animale avrà appreso un certo numero di comportamenti.

Le analisi della personalità proposte da Bandura, Staats e Mischel riprendono idealmente l’affermazione

watsoniana per cui la personalità non è altro che una costellazione di comportamenti.

Slide comportamentismo

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6. FREUD E LA PSICOANALISI

1. Definizione e campo della psicoanalisi

Il termine psicanalisi compare nel in uno scritto di Freud

1896 “L’ereditarietà e l’etiologia della

Può essere intesa come: rivolto all’indagine delle modalità in cui si

nevrosi”. 1-un metodo

manifestano i processi psichici e basato sull’assunto che la nostra vita psichica sia caratterizzata

2-una tecnica terapeutica che analizza le difese e le resistenze che il

da processi inconsci

nei confronti dei propri desideri, pensieri e tendenze inconsci che sono alla base

soggetto instaura

dei suoi disturbi.3- in cui confluiscono i risultati delle precedenti osservazioni

impostazione teorica

sistematiche in ambito psicoterapeutico e ancora i risultati derivati dall’impiego del metodo

Il

psicanalitico in altri campi. L’aspetto teorico e l’osservazione empirica non sono momenti distinti.

processo psichico è soggetto alle leggi dell’inconscio, che è un mondo dotato di senso e che appare

all’osservazione diretta mediante un insieme di fenomeni che si esprimono in codice e che

necessitano quindi di una chiave interpretativa.L’aspetto inconscio e le sue espressioni vengono

dedotte da ciò che è osservabile, cioè: verbalizzazione del soggetto,azioni, manifestazioni

mimiche.Freud ha individuato l’importanza che riveste anche nella vita adulta il mondo simbolico

della primissima infanzia (teoria della sessualità infantile). Il modo con cui si sviluppano le prime

relazioni, richieste, desideri, anche nel neonato,è collegato al processo di rimozione e al

meccanismo difensivo inconscio che allontana dalla coscienza fantasie, pensieri, desideri,

Freud: “ Ciò che interessa è un quadro attendibile e completo degli

ritenuti spiacevoli o pericolosi.

anni dimenticati della vita del paziente… L’analizzato deve essere portato a ricordare qualcosa che

ha rimosso, il compito dell’analista è costruire, dalle tracce che il paziente ha lasciato dietro di sé, il

materiale dimenticato” Quindi il terapeuta non può dare nulla di suo: è il soggetto in analisi che,

gradualmente, nel rapporto che ha instaurato con l’analista, si riappropria delle parti dimenticate

che sono ancora attive in lui, e questo gli fa capire che è lui l’unico depositario di una conoscenza

che non sapeva di possedere. L’analista ha solo la funzione di aiutare il soggetto e svelare gli

Lavoro di

elementi che sono il lui presenti, utilizzando il materiale fornito dal paziente stesso.

ricostruzione dell’analista = lavoro dell’archeologo nel dissotterrare una città sepolta. Come il

primo ristabilisce i dipinti murali di un tempio dai resti trovati fra le rovine, così il secondo trae le

sue conclusioni dai frammenti di ricordi e dalle manifestazione dell’analizzato. L’analista lavora

comunque in condizione più favorevoli dell’archeologo per vari motivi, ma soprattutto perché

mentre nel lavoro archeologico spesso pezzi importanti sono andati distrutti, nel lavoro analitico

tutto l’essenziale si è preservato ,anche se sembrava completamente dimenticato è solo sepolto e

reso indisponibile alla persona, ma è sempre presente. quegli affetti – positivi o

Il paziente tende a trasferire sull’analista tutti quegli stati emotivi,

negativi – e che ancora sono attivi condizionando la vita adulta,nelle

che ha vissuto nell’infanzia

relazioni con gli altri. (TRANSFERT o translazione =riattivarsi di antiche situazioni affettive ed

emotive infantili, cariche di significati e di valore per il soggetto, che trovano nella relazione

analitica il terreno ideale per esprimersi Ed è proprio attraverso l’analisi della situazione di

transfert che si può recuperare ciò che è stato dimenticato ed inoltre si possono liquidare i sintomi

– idee fisse- ansie- fobie- che avevano la funzione di sostituire altri elementi non accettabili dalla

coscienza e quindi rimossi. Tali resistenze, che sono quindi meccanismi di difesa, non possono

essere aggredibili in maniera diretta, ma bisogna esplorare i frammenti di ricordi, le idee che

emergono senza un legame apparentemente logico, i sogni, determinate azioni involontarie ,i

lapsus, che fanno trapelare i significati ad essi sottesi. soprattutto quegli elementi inconsci che

Ciò che appartiene alla sfera inconscia è indistruttibile,

non sono mai entrati nel mondo della coscienza e non sono quindi stati modificati o attenuati. Ciò

anche se nascosto. Con il modello della

che appartiene al passato resta sempre presente,

stratificazione, ciò che appartiene ad uno strato inferiore (per es infanzia) può servirsi di elementi

più recenti per riformulare le proprie richieste. Come l’archeologo anche l’analista deve stabilire,

insieme all’analizzando, l’epoca a cui risalgono determinati ricordi,oppure se un elemento

appartenga ad uno strato o sia giunto lì a causa di perturbamenti avvenuti in seguito. Si opera

1- – nel tempo la realtà psichica

quindi sulla realtà psichica secondo due prospettive: diacronica

evolve mantenendo il mondo dell’infanzia ancora presente nei pensieri e negli affetti dell’adulto. 2-

la realtà psichica tiene presenti i vari strati su cui è costruita ed ogni evento comporta

sincronica -

una modifica del campo psichico. e si contrappone alle psicologie che mantengono

La psicoanalisi è una psicologia del profondo

l’equivalenza psiche – coscienza. Pone l’accento sulla dialettica, sullo scontro-incontro fra inconscio

e coscienza, interpretando quest’ultima nel rapporto difensivo che essa intrattiene con la sfera

inconscia. Per la psicoanalisi l’inconscio è costituito da quell’insieme di vissuti e di pensieri che il

l’inconscio quindi non è un

soggetto porta sempre di sé e che può condizionare la sua condotta;

mondo istintuale biologico, ma un mondo con una propria natura simbolica e che deve essere

affrontato con un modello teorico autonomo rispetto alle scienze naturali.

2. Le origini e il senso della psicoanalisi in quanto il pensiero evoluzionistico forniva una

Freud si interessò alla teoria darwiniana

spiegazione all’origine all’evoluzione degli esseri viventi, basata essenzialmente sulla possibilità

adattiva della specie e sulla lotta per la sopravvivenza. Il riferimento era di tipo biologico ed ogni

spiegazione era basata su metodi di ricerca delle scienze naturali e quindi dotate di rigore

scientifico importante a quell’epoca. La (Brucke, Helmholtz,Du Bois-

scuola fisica di Berlino vista come

Reymond, Ludwing) voleva abolire ogni pensiero non-scientifico e si richiamò alla fisica,

l’unica disciplina che potesse garantire rigore sul piano dell’osservazione sperimentale per la

spiegazione di tutti i fenomeni e comprese quindi anche il comportamento umano nell’ambito dei

fenomeni fisici e anche di quelli psichici (fisiologia-fisica). L’uomo è come una macchina, funziona

cioè secondo processi governati da forze fisiche che si contrappongono, si uniscono e si

bilanciano.Lo stesso per i fenomeni psichici; l’unica differenza tra la macchina e l’uomo è che

questo è dotato di assimilazione. Il concetto di energia si andò sostituendo progressivamente a

quello di forza perché più si adattava al controllo, ripetibilità del fenomeno, etc. Quindi le

prospettive della scuola fisica facevano riferimento ad un’impostazione razionalistica, basata sulla

ricerca empirica e sulla osservazione sistematica. A queste teorie fece riferimento Freud da

studente, ma dopo la laurea si convinse che la pura fisiologia non era sufficiente a spiegare una

serie di fenomeni psicologici che sembravano sfuggire all’osservazione impostata dalla scuola

fisica. Freud aveva frequentato anche le lezioni dello psichiatra Meynert che inseriva nel proprio

modello anche le idee di Questi sosteneva la preminenza della psicologia sulla fisiologia

Herbart.

proponendo, per la prima volta, un complesso modello di studio psicologico che faceva uso della

quantificazione e della misurazione degli eventi psichici e attribuiva grande importanza al concetto

, più precisamente di La nostra vita psichica è costituita in minima parte

di inconscio idee inconsce.

da idee coscienti; al di sotto della soglia della coscienza rimangono attive innumerevoli altre idee,

pronte ad arrivare alla sfera della coscienza quando particolari circostanze facilitino tale processo.

Questo è ripreso da . A Vienna negli anni 80 la posizione dei fisiologici era avversata da

Meynert

Brentano, docente di Freud. In quel periodo la crisi delle scienze generali avviò un ripensamento

anche per la fisiologia e la neurofisiologia, ritenuti insufficiente a spiegare i fenomeni psichici.

iniziò a dubitarne e formulò un modello di spiegazione diverso da

Freud nello studio dell’isteria,

quello dei suoi maestri, cercando un nuovo tipo di approccio basato sullo studio del mondo psichico

e accettando da una parte le scoperte scientifiche precedenti e il rigore nell’osservazione, dall’altra

trasponendo tale rigore nello studio dei fenomeni psichici. Così l’insieme dei processi

psicopatologici (isteria, fobie, psicosi) diventa oggetto sia di riflessione teorica che di pratica clinica

e Freud stabilì che ogni comportamento psichico fosse determinato da più processi appartenenti

non più intesa come un insieme di cieche forze ma come un mondo

ad una dimensione inconscia,

che rimane nascosto alla dimensione cosciente, pur influenzandola.Così egli superò l’ostacolo per

cui si poteva parlare solo di ciò che è direttamente osservabile, in quanto egli deduceva la

dimensione inconscia dagli effetti (osservabili) che provocava su vari fenomeni (sintomo, sogno etc)

3. L’opera di Freud e il suo sviluppo

alcuni disturbi (tipo isteria) convinse Freud che alla base di alcune

L’osservazione costante di

alterazioni funzionali (cecità temporanee, convulsioni)non era riscontrabile un’alterazione organica

ma Egli capì infatti che la vita psichica non è riducibile soltanto

avesse un’origine psichica,mentale.

ad una serie di energie biofisiologiche che la regolano, ma ha una maggiore complessità che si

manifesta simbolicamente.In quel tempo anche un medico francese, che fu docente di

Charcot,

Freud,conduceva ricerche nel campo dell’ipnosi ritenendo che

applicata alla cura dell’isteria,

questa avesse una base psichica e che avesse origine da determinati traumi psichici che in seguito

dessero origine a sintomi organici. (una particolare tecnica suggestiva che pone il soggetto

L’ipnosi

ipnotizzato in uno stato simile al sonno) Ben

poteva far comparire e scomparire i sintomi isterici.

presto però si rese conto che tale metodo incideva semplicemente sui sintomi senza incidere sulle

cause, spesso associate a qualche esperienza traumatica. quindi, insieme a Breuer,

Freud adattò

invitando contemporaneamente il soggetto in stato ipnotico a

una variante del metodo ipnotico,

ricordare quelle particolari esperienze dolorose che venivano ipotizzate come la cause dei sintomi

nevrotici.Questo detto (catarsi=liberazione) fu il primo passo verso la futura

metodo, catartico

e a Breuer di giungere a due risultati molto importanti:

scienza psicoanalitica e consentì a Freud 1-

i sintomi isterici sono i sostituti di normali processi psichici, che si verificano quando, di fronte ad

una situazione traumatica, non si verifica un’adeguata reazione emotiva e quindi, gli effetti del

trauma,non venendo liquidati al momento opportuno, rimangono prigionieri all’interno

dell’apparato psichico. Il sintomo isterico è quindi il sostituto di una reazione psichica normale

non verificatasi. 2- Esistenza di un collegamento simbolico tra i sintomi e i ricordi traumatici

che, finalmente riattivati, consentivano la scomparsa o l’attenuazione dei sintomi stessi.

rimossi

Ma il metodo catartico (“Studio sull’isteria”di F. e B.) i sintomi infatti

presentò dei punti deboli:

scomparivano per un certo periodo , per ricomparire a cura sospesa, ed inoltre si verificava una

forte dipendenza nei confronti della figura del terapeuta. Sul piano teorico i due autori non furono

d’accordo: entrambi ritenevano che gli elementi psichici all’origine dei disturbi fossero patogeni,

ma secondo B. perché originato in uno stato ”ipnoide” in cui il soggetto cadrebbe spontaneamente

e quindi riducibile ad una predisposizione organica; per F. invece perché il loro significato si

contrapponeva alla coscienza e portava ad una difesa da parte del soggetto.Non più una

spiegazione di tipo organico, quindi ma di tipo psichico. Inoltre Freud era convinto che molti

pensieri e tendenze erano incompatibili con la vita cosciente in quanto fortemente associati a

significati della in particolare ricordi e vissuti infantili ancora presenti nella vita

vita sessuale,

adulta.Breuer reagì a questo negativamente, rifiutando sia l’impostazione di metodo di Freud che il

definita da Freud come

riferimento alla sessualità infantile e alla teoria della libido un’energia

psichica presente sia a livello autoerotico che nelle relazioni che il soggetto intrattiene, a partire

1895 al 1900 si acuiscono le difficoltà di Freud nei confronti

dalla figura materna.Dal

dell’ambiente scientifico ufficiale, medico e psichiatrico. Egli sosteneva che esiste un mondo

psichico sconosciuto alla dimensione cosciente che si manifesta nella nevrosi ma che è

individuabile attraverso l’analisi dei “sogni, che sono nella normalità e che

lapsus, motti di spirito”

(non accettabili dalla coscienza del

rappresentano un compromesso tra tendenze perturbanti

soggetto) e (che ne vuole negare l’esistenza). Concezione freudiana

le forze rimoventi dell’Io

dell’attività “

onirica: il sogno è l’appagamento allucinatorio di un desiderio infantile”. L’analisi

con il metodo delle “associazioni diventò il cardine dell’interpretazione

dei sogni, libere”,

psicoanalitica. Nel 1899 scrisse “L’interpretazione dei sogni” dove viene impostato il primo

modello della psicoanalisi. I sogni, i ricordi apparentemente sconnessi che si affacciano alla mente

del soggetto, i ricordi della vita passata, costituiscono anelli di una lunga catena che lo fanno

riappropriare dei valori che gli appartengono. La rinuncia di ogni atteggiamento critico da parte

del soggetto costituisce la base del metodo delle associazioni libere.

Il sogno era diventato un prezioso strumento per la conoscenza della vita psichica inconscia. La

da un’aspirazione

forza motrice che presiede alla formazione della scena onirica è costituita

inconscia che veicola desideri e tendenze rimossi durante la veglia i quali, entrando in contatto con

i resti diurni (i residui di pensieri, propositi, tendenze agenti durante lo stato di veglia stessa), pone

le condizioni per l’appagamento dei desideri inconsci. I pensieri onirici latenti che agiscono “ al di

sotto della scena manifesta” (ciò che il soggetto effettivamente vede quando sogna) vengono

trasformate in immagini e scene, spesso strane e incomprensibili, dal lavoro onirico che presiede

alla manipolazione dei pensieri rimossi. A questo processo di trasformazione concorre anche

un’istanza critica – – che continua l’opera di arginamento delle aspirazioni inconsce,

la censura

opera che la rimozione svolge allo stato di veglia. La scena onirica quindi nasconde in sé una serie

di significati non direttamente accettati da parte del dormiente. Il materiale onirico inoltre subisce

una che ha lo scopo di rendere il sogno più coerente e comprensibile e

elaborazione secondaria

aumenta di incidenza a mano mano che ci si avvicina al risveglio ed è presente totalmente quando

si racconta il sogno.

L’analisi dei sogni, la teoria dinamica della formazione del sogno, il metodo delle associazioni

E si collegano alla teoria della

libere sono i capisaldi della tecnica interpretativa psicoanalitica.

che, insieme alla dinamica del transfert e della sua funzione, forma alcuni dei

sessualità infantile

temi centrali della dottrina Freudiana.

“Frequenti (la dimenticanza temporale di

Atti mancanti e azioni casuali: atti psichici dell’uomo

parole e nomi, i frequenti lapsus verbali o di lettura, la perdita di oggetti, atti di autolesione

apparentemente accidentali, oppure movimenti che si eseguono d’abitudine, come canticchiare

soprappensiero e altro ancora)hanno un significato ignoto al soggetto ma rintracciabile mediante

l’analisi, in quanto Il campo dell’osservazione

espressione di intenzioni rimosse dalla personalità.”

psicoanalitica si allarga così enormemente comprendendo tutti gli accadimenti della vita psichica,

ed ogni atto è il risultato del confluire di più fattori che devono essere stabiliti contestualmente, di

volta in volta. Sono molti gli argomenti presenti nell’opera freudiana: il e la sua

complesso edipico

incidenza nella vita infantile ed adulta, la teoria delle pulsioni libidiche e distruttive, il narcisismo,

il confronto tra principio del piacere e principio della realtà.

Dal 1900 al 1910 la dottrina psicoanalitica uscì dall’isolamento e iniziò a suscitare un forte

interesse costituendo un primo gruppo di psicoanalisti che formarono la Società Psicoanalitica di

Vienna.

4. Il messaggio psicoanalitico

Freud mise in luce la connessione dialettica esistente tra il mondo dell’inconscio e il mondo della

e della ragione. Veniva così ribaltato il cogito cartesiano: la ragione doveva ammettere

coscienza


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Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Psicologia Generale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Storia della Psicologia, Legrenzi. Gli argomenti analizzati sono: la psicologia nel pensiero greco, Aristotele, Ippocrate, Empedocle, la psicologia dal Medioevo al Rinascimento, la rivoluzione scientifica e il dualismo cartesiano.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia clinica della persona, delle organizzazioni e della comunità
SSD:
Docente: Dazzi Nino
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Dazzi Nino.

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