CAPITOLO 1
NON SOLO CONOSCENZE
1.1 LA COGNIZIONE EPISTEMICA
due tipi di conoscenza per portarea termine un compito:
-dichiarativa (su informazioni del dominio);
-procedurale (su strategie da impiegare);
più recentemente = terzo tipo di "intuizioni", che influenzano l'elaborazione cognitiva
nell'apprendimento e problem solving: "credenze epistemologiche".
Studi su questo tipo di credenze da '90, precedentemente solo riferimenti: Kitchener
1983= livello epistemico nei processi di soluzione di quei problemi che la letteratura
chiama "mal definiti"/ Flavel 79= metacognizione non sufficiente per giungere a decisioni
sagge e meditate in merito a problemi complessi.
Bisognava introdurre un più alto livello di monitoraggio, definito "meta- metacognitivo"
per capire come si controllasse la propria soluzione nei processi decisionali nell'adulto;
questo livello si riferisce al conoscere sul conoscere (si riferisce al piano epistemico
delle assunzioni sulla conoscenza e sul sapere): un individuo può ritenere che esista
una realtà oggettiva, conoscibile e conosciuta/un altro può essere convinto che esistano
differenti combinazioni che portano ad accertare la natura dei problemi e delle soluzioni
secondo modalità differenti.
Kitchener 83 = modello di elaborazione cognitiva a tre livelli:
-livello cognitivo: compiti di base (percepire, memorizzare) con cui si costruisce
conoscenza;
-livello meta-cognitivo: processi implicati nel monitoraggio quando si è impegnati sul
piano cognitivo: es si sa come memorizzare/adottare strategie particolari per scopo;
-livello epistemico: processi attraverso cui si riflette sulla natura dei problemi + si
controlla il valore di verità delle alternative di soluzioni; conoscenza dei limiti, del il grado
di certezza e dei criteri per conoscere; opera a un meta-meta livello (non riguarda le
strategie disponibile alla soluzione, ma dice se il problema stesso è risolvibile e a quali
condizioni); non conoscenza su se stessi o gli altri, o sulle strategie, ma conoscenza
sull'eventuale limitatezza delle nostre strategie cognitive, sui modi attraverso cui le
soluzioni possono risultare vere e su quando la correttezza di un ragionamento intorno
un problema porta ad una soluzione corretta.
Schoenfeld 83: parla di "forze" (di cui non necessariamente consapevoli) che guidano
azioni di individui impegnati a risolvere problemi matematici; considerava tre categorie di
analisi al fine della caratterizzazione di ciò che è implicato nella soluzione di problemi
matematici:
1) categoria risorse (conoscenza posseduta, attivabile o meno) costituita da:
-fatti e algoritmi ;
-competenze che includono l'uso di procedure di routine e attuazione di euristiche
"locali";
2) categoria controllo (selezione e di impiego tattiche), comprende:
-monitoraggio;
-valutazioni;
-presa di decisioni;
attività cognitive consapevoli;
3) categoria dei sistemi di credenze (non necessariamente consapevoli) riguardanti:
-iI sè;
-l'ambiente in cui si agisce;
-l'argomento;
-la disciplina (matematica).
Le convinzioni su cosa è utile nella disciplina studiata determinano le risorse cognitive
disponibili quando apprendono + rendere inaccessibili parti dell'informazione
immagazzinata nella memoria a lungo termine.
Perkins, Simmons 88: individuato quattro diversi "frames" (sistemi di schemi
internamente coerenti e parzialmente indipendenti):
1) frame del contenuto: riguarda fatti, definizione, algoritmi associati a un'area del
sapere, accompagnati da conoscenza meta-cognitiva riferita al contenuto specifico;
prestazioni tipiche a questo livello = ricordo di fatti e descrizioni di esemplari in
riferimento al vocabolario del dominio in questione.
2) frame problem solving: strategie di soluzione a problemi dominio-specifiche e generali
+ processi autoregolativi per soluzione; prestazioni a questo livello = soluzione comuni
problemi presenti nei libri di testo;
3) frame epistemico: norme e strategie dominio-specifiche e generali riguardanti
validazione delle asserzioni dominio, infatti il contenuto = valutato alla luce delle norme
del frame epistemologico; prestazioni tipiche a questo livello = portare evidenze a
sostegno di opposizione, fornire spiegazioni e proporre test di validazione di
osservazione.
4) frame dell'indagine: include credenze e strategie dominio-specifiche e generali per
ampliare o mettere in discussione la conoscenza entro un determinato dominio;
prestazioni a questo livello = espressione pensiero critico e creativo.
Sono necessarie le conoscenze da tutti e quattro i frames per comprendere i concetti
(livello che più interessa = epistemico: paragonabile al terzo livello di elaborazione
cognitiva Kitchner + terza categoria dei fattori Schoenfeld: riguarda norme generali
aventi a che fare con il fondamento di concetti + i vincoli di un dominio, es in fisica =
teoria coerente con le evidenze).
Le "scienze dure" richiedono standard molto alti di coerenza tra modelli proposti e ciò
che descrivono, ma molti studenti non sviluppano una particolare sensibilità a questo
tipo di coerenza: debolezza di un frame epistemico naif:
-concezioni intuitive mascherano le osservazioni contrarie (portano a modificare ciò che
si vede perché non risulti in contrasto);
-concezioni intuitive hanno priorità sulla coerenza interna di insieme di dati: ee oggetti di
massa diversa cadono a velocità diverse = non coerente con altre informazioni, eppure
saldamente condivisa;
-non viene considerato il fondamento delle regole del dominio (percepite come regole
del gioco, capita una volta non occorre tenerne più conto);
-si tende a confermare ciò che si pensa.
Una "pedagogia della comprensione" deve focalizzarsi su tutti e quattro i frames nelle
loro interconnessioni e influenze.
Greeno 89: per comprendere i processi di pensiero ha parlato di "epistemologie
personali e sociali" come fattori che orientano le attività mentali e differiscono tra
individui e gruppi sociali; "prospettiva della cognizione situata": pensiero = collocato in
contesti fisici e sociali (relazione che coinvolge l'agente in una situazione, non come
attività di mente solitaria).
1.2 CREDENZE E CONOSCENZE
termini "conoscenze" e "credenze" = impiegati in modo poco rigoroso;
Abelson 79: distinzione ripresa da Nespor 87 tra "belief system" e "knowledge system":
condividono parecchi aspetti, ma sette tratti per distinguerli:
-elementi (concetti, proposizioni ecc) di un sistema di credenze non sono consensuali
(possono risultare differenti da quelli di un altro sistema dello stesso dominio): es.
rispetto al "gap generazionale" i giovani = sistema di concetti che addossano la causa
alla ristrettezza di vedute degli adulti/adulti = alla ribellione e immaturità di giovani; altro
tratto che si accompagna = credenze sono a diverso grado di "consapevolezza" della
possibilità di costruzione di alternative (per alcuni la credenza è opinabile, per un
bambino babbo Natale non contempla realtà alternative);
-i sistemi di credenze riguardano in parte l'esistenza o meno di alcune entità concettuali
(Dio, complotto) non tipicamente riscontrabili nei sistemi di conoscenze;
-i sistemi di credenze spesso includono rappresentazioni di "mondi alternativi": il mondo
che c'è e quello che dovrebbe esserci; si può considerare tale mutamento radicale come
una sorta di problem solving, ma a livelli più astratti di quelli studiati dalla psicologia
cognitiva (in quanto non si tratta di trovare una sequenza di regole da applicare una
situazione per una meta, ma di abbandonare vecchie regole e stabilirne delle nuove per
ottenere lo stato desiderato);
-i sistemi di credenze si basano fortemente su componenti valutative e affettive:
coesistenza di aspetti cognitivi e motivazionali che possono stabilire una fitta rete delle
connessioni, ritrovate assai raramente nei sistemi di conoscenza;
-sistemi di credenze tendono a includere una quantità considerevole di episodi
dell'esperienza personale o a tratti dal folclore se riguardano le convenzioni culturali, o
dalla propaganda se si riferiscono alle convinzioni politiche; è la forza degli episodi che
vengono raccontati a costruire la prova di una credenza (molti sistemi di conoscenza
invece non hanno bisogno di episodi in quanto si basano su fatti e principi generali);
-l'insieme dei contenuti incluso in un sistema di credenze è molto "aperta": non è chiara
la linea di confine per escludere ciò che sta al di fuori del sistema in quanto non
pertinente (in un sistema di conoscenze c'è apertura, ma più limitata);
-le credenze possono essere mantenute con gradi diversi di certezza.
Nespor 87 ha utilizzato questi tratti dell'analisi delle credenze degli insegnanti e la sua
influenza sulla pratica didattica quotidiana; caratteristiche relative alla non con
consensualità e all'apertura = più utili per contraddistinguere i modi in cui le credenze
sono organizzate in sistemi/le altre proprietà = si prestano a puntualizzare la sola
differenza tra credenze e conoscenze; tratti distintivi applicati alle credenze degli
insegnanti:
1) presunzioni esistenziali: un insegnante può usare termini come abilità, maturità,
pigrizia non come descrittivi ma come etichette riferite a un'entità degli studenti: es per
alcuni imparare matematica = pratica ed esercizio, quindi insuccesso = pigrizia, quindi
devono essere forzati a lavorare di più/per altri apprendere in matematica = dipende da
maturità individuale, quindi non si può forzare la maturazione (ma solo favorire la
comunicazione tra studenti a diversi livelli di maturità);
2) alternatività: l'insegnante può agire sulla base di un modello ideale di insegnamento
(che magari non riesce mai a raggiungere) che guida la formulazione degli obiettivi da
perseguire + la gestione;
3) aspetti affettivi e valutativi: credenze degli insegnanti relative alla propria disciplina =
regolatori di quantità di energia nelle attività: es se docente di storia ritiene che la
conoscenza dei fatti = obiettivo primario, allora = più energie a trasmettere informazioni
fattuali;
4) immagazzinamento episodico: episodi esperienza da studenti continuano a
inquadrare la comprensione degli eventi anche dopo: se si è imparato meglio la
matematica attraverso attività concrete = si cercherà di far capire il valore pratico della
disciplina;
5) non consensualità: caratteristica di un insieme di credenze composte da elementi
discutibili per principio = minore malleabilità di un sistema di conoscenze: il mutamento
di un sistema di convinzioni è una conversione piuttosto che l'effetto di una buona
contro-argomentazione;
6) apertura: caratteristica del sistema di credenze ma non di quello di conoscenze:
assenza di chiare regole logiche per determinare la pertinenza credenze rispetto agli
eventi reali, nonché la loro applicazione a tipi differenti di fenomeni.
Fenstermacher 94: necessità di maggiore chiarezza concettuale nella distinzione:
conoscenze godono di uno status epistemologico più alto rispetto alle credenze
(asserzioni giustificabili + sostenibili da prove).
Nella letteratura in psicologia sociale:
-conoscenza = informazione priva di elementi valutativi/"affect" = sentimenti, emozioni o
valutazioni associate alle informazioni;
-credenze = valutazioni positive o negative in merito a vari aspetti (oggetti concreti +
idee astratte + posizioni): es chi convinto che l'energia nucleare =costosa e dannosa, e
altre fonti energetiche = meno nocive e da utilizzare: conoscenza: "ci sono fonti
alternative di energia meno nocive per l'ambiente"= affermazione, priva di elemento
valutativo /credenza: convinzione della piena verità dell'affermazione; credenze =
mattoni di costruzione degli atteggiamenti, alla cui base = serie interconnessa di
credenze (tratto che unisce credenze e atteggiamenti = elemento valutativo).
Distinzione appare un po' artificiosa, specialmente se si sostiene che sono soprattutto le
componenti affettive e valutative a distinguere i due costrutti; problematico sostenere
che le conoscenze non riguardano il piano dell'affettività o che le credenze non hanno
nulla a che fare con la cognizione.
1.3 PERCEZIONE DELLE DIFFERENZE TRA CREDENZE E CONOSCENZE
1) Alexander, Dochy 95: indagato sulla percezione delle differenze tra credenze e
conoscenze su gruppo americani + europei, a tre diversi livelli di expertize (matricole,
laureandi ed esperti), per verificare se la concettualizzazione del credere *del conoscere
varia in base al contesto culturale di riferimento / analizzare implicazioni per la ricerca e
la pratica educativa; si attendevano che la differenziazione avvenisse sulla base delle
convinzioni personali o di un parametro riferito alla maggiore o minore soggettività della
natura dei due elementi; hanno sollecitato l'esplicitazione di concezioni tacite relative alle
credenze e alle conoscenze attraverso compito: scelta, tra cinque rappresentazioni,
quella che meglio esprime la relazione tra i due costrutti:
-prima = le due entità erano viste come separate;
-secondo = indicava conoscenze come una componente delle credenze;
-terzo = rappresentava credenze come inserite nelle conoscenze;
-quarta = i due costrutti erano del tutto sovrapponibili e indistinguibili;
-quinta = vedeva alcune dimensioni delle conoscenze integrate con credenze (ma altri
aspetti distinti);
compito = seguito da domande che chiedevano di espandere le concezioni, a partire dal
significato attribuito ai termini conoscenze e credenze + sostenere rappresentazioni che
preferivano, portando esempi a supporto e esprimendo se ritenevano modificabili
credenze e in quali condizioni; risultati:
a) maggior parte vedono i due costrutti sovrapposti anche se con alcune dimensioni
specifiche
b) più facile manifestare la propria concezione delle conoscenze rispetto quella delle
credenze (forse legato alla scarsa attenzione alle credenze nell'ambiente di istruzione);
studenti americani distinguevano i contenuti di insegnamento in tre categorie: idee
credute ma ritenute non verificabili/informazioni apprese ma non credute/concetti
appresi e anche creduti (solo in questo gruppo = evidente che la conoscenza poteva
essere giudicata priva di valore); somiglianza nelle definizioni al termine conoscenze tra
americani ed europei: "ciò che è appreso", "ciò su cui si è d'accordo", "fattuale",
"esperienziale", quindi associate alle informazioni oggettive (frutto apprendimento);
termine "credenze": per americani = "soggettive", "sentimenti", "personali", "valori"/per
europei = "non dimostrate", "pensieri"; quindi convinzioni soggettive e personali ma a cui
si è attaccati : "conoscenze sono rappresentazioni di fatti da una teoria; le conoscenze
sono ciò che tu credi di essere assolutamente vero, possono essere costruite attraverso
l'apprendimento e l'esperienza; credenze hanno natura più soggettiva e implicano una
base di conoscenze certe o una base su assunzioni";
c) il retroterra culturale ed educativo = influenza le rappresentazioni dei due costrutti:
americani ai primi due livelli di expertize= distinzione tra i due costrutti in termini di
convinzioni religiose delle credenze/europei = distinzioni in termini di esperienze di tipo
scientifico e matematico + di possibilità di verifica esterna (conoscenze); differenze
culturali anche per giustificazioni al mutamento di credenze: americani = interessati a
fattori psicologici/europei = riflessione su aspetti informali o sul potere dell'istruzione
formale; osservata interazione culturale per le risposte degli esperti: esperti americani
sottolineano cautela e variabilità nelle loro scelte e verbalizzazioni/esperti europei =
maggiore omogeneità e sicurezza nelle risposte; diversità culturale pure in riferimento
alle differenze tra studenti universitari: americani = si basano su giustificazioni e
evidenze di tipo religioso per esprimere concezioni + risposte meno ricche degli
olandesi.
2) Alexander: altra indagine: a confronto le concezioni tacite relative alle conoscenze e
credenze di studenti e insegnanti Stati Uniti/Singapore: è emersa:
a) similarità nelle percezioni: rappresentazione grafica maggiormente scelta per
esprimere relazione = alcune dimensioni integrate tra i due costrutti, ma altri aspetti
distinti (giustificazione di studente americano: "spesso ci formiamo opinioni senza
sapere nulla di fatto su un particolare argomento; molte conoscenze non le usiamo
quando ci formiamo delle opinioni (questo è rappresentato dalla conoscenza che non si
sovrappone alle credenze); quelle credenze che si sviluppano dalle nostre conoscenze
sono la parte dove c'è la sovrapposizione"; seguiva la scelta di credenze che erano
parte delle conoscenze; bassa percentuale per i due costrutti di come entità non legate;
solo asiatici vedevano interdipendenza tra conoscenze e credenze: le une non possono
esistere senza le altre (riflesso posizioni filosofiche orientali).
b) conoscenze = con termini quali "fatti", "informazioni fattuali", "apprese", "acquisite",
"provate", "verificate"; soprattutto a Singapore = utilità della conoscenza imparata
scuola; studenti e insegnanti americani (meno di Singapore) = conoscenza ha minor
coinvolgimento emotivo, "cosa che sai ma su cui non devi essere d'accordo"; credenze
= con termini quali "vere", "non provate", "intuitive", "personali", "soggettive", "legate alla
fede", quindi associate a valori, morale ecc.
C) il ruolo cultura nello sviluppo crede
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