Estratto del documento

Introduzione

L’obiettivo di questo volume è trasmettere conoscenze su concetti, metodi e tecniche utili per condurre una sperimentazione nella scuola che abbia come mission lo sviluppo dei protagonisti del percorso educativo. L’insegnante che rende partecipe la scolaresca del senso e dello scopo delle attività didattiche valorizza le proprie capacità e implementa il diritto di ogni persona ad essere protagonista di un percorso formativo che ha come scopo l’arricchimento delle capacità umane. Questo obiettivo può essere favorito da una buona conoscenza del metodo sperimentale che, in campo educativo, è indispensabile per descrivere e spiegare, prevedere e controllare i processi di insegnamento/apprendimento.

Chi svolge attività sperimentali a scuola deve considerare 3 importanti dimensioni: lo sviluppo della persona, le capacità umane, i diritti umani. Queste sono in forte relazione tra loro e di particolare importanza per coloro che si occupano di programmazione e valutazione didattica.

Avere da parte degli insegnanti la padronanza di certi strumenti, che favoriscano la messa in atto di un’adeguata programmazione e valutazione didattica e di controllo delle proprie capacità, fa innalzare la qualità dell’insegnamento. Questa condizione rappresenta una forma di tutela qualitativa del diritto all’istruzione, oggetto del II comma art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948, sancito dall’art. 13 del Patto Internazionale sui Diritti Economici Sociali e Culturali (1966) e negli artt. 28-29 della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia (1989).

L’utilizzazione del metodo sperimentale per descrivere e spiegare, al fine di prevedere e controllare le condizioni di insegnamento/apprendimento, migliora lo standard di qualità dell’insegnamento stesso. Ciò vuol dire migliorare e potenziare le capacità degli alunni, obiettivo quest'ultimo che l’insegnante può perseguire e raggiungere solo migliorando e potenziando le sue stesse capacità.

Molti insegnanti ancora oggi non conoscono il metodo della sperimentazione: tuttavia, per promuovere una cultura della sperimentazione è necessario entrare dentro il pensiero sperimentale.

Il materiale presente all’interno del testo è stato utilizzato nell’ambito di un corso di aggiornamento, sulla sperimentazione didattica, rivolta a insegnanti della scuola materna, elementare e media. Il corso ha assunto il carattere di una sperimentazione didattica. I partecipanti sono stati informati della doppia finalità del corso, impartire conoscenze sul metodo sperimentale e contemporaneamente partecipare ad una ricerca sperimentale. I corsisti sono stati divisi in 4 gruppi e per ogni gruppo è stata pianificata una diversa e specifica metodologia di studio.

Per la parte teorica del corso sono state redatte 4 dispense, per ciascuno degli argomenti affrontati, che delineano il percorso di una sperimentazione; questi testi costituiscono i capitoli di questo volume.

Per la valutazione dell’apprendimento sono stati predisposti quattro test criteriali, che hanno avuto anche un valore didattico. Il corso è stato suddiviso in 4 giornate di studio pomeridiano. Al termine di ogni unità di lavoro i diversi gruppi venivano riuniti ed invitati al confronto sugli argomenti studiati e alla valutazione del lavoro svolto. Ciascuno potrà verificare in prima persona se il metodo d’insegnamento che ha seguito è stato valido e confrontare i propri risultati con quelli ottenuti dai colleghi che hanno seguito una diversa procedura didattica. Al termine del corso è stato effettuato un confronto tra i metodi di lavoro seguiti da ciascun gruppo e i risultati ottenuti.

Sommario delle dispense

  • I dispensa: La sperimentazione didattica: il porsi del problema e le operazioni preliminari. La definizione delle variabili e la formulazione delle ipotesi.
  • II dispensa: Il disegno sperimentale.
  • III dispensa: Il controllo delle variabili.
  • IV dispensa: La raccolta e la valutazione dei dati. I test di profitto scolastici: definizione e scopi. Il test sociometrico.

Le fasi della ricerca scientifica

  • Identificazione del problema consiste nell’individuare l’area all'interno della quale si vuole fare ricerca (spesso si verifica la serendipità, cioè la scoperta casuale di qualcosa di interessante utile ai fini della ricerca).
  • Pianificazione del piano sperimentale riguarda la formulazione delle ipotesi, l’oggetto da osservare, bisogna scegliere il campione e la metodologia da utilizzare.
  • Osservazione e sperimentazione consiste nella raccolta di informazioni che saranno oggetto di studio nelle tappe successive.
  • Analisi e interpretazione dei dati consiste nel rendere quantitativi e cioè comprensibili i dati qualitativi.
  • Comunicazione dei risultati consiste nel pubblicare, cioè mettere a disposizione della comunità scientifica quei risultati che altri ricercatori potranno d’ora in poi riprodurre, contestare o confutare.

Capitolo I: Avvio di una sperimentazione

Presentazione e guida ai lavori di gruppo

Il corso ha assunto il carattere di una sperimentazione didattica (riguardo l’approccio psicomotorio), cioè un lavoro educativo condotto tenendo conto delle regole del metodo sperimentale. Il metodo sperimentale, originariamente utilizzato nei laboratori, è divenuto oggetto di studio e modello di lavoro anche per quei ricercatori che si pongono il problema di una conoscenza scientifica di fenomeni sociali e culturali non riproducibili in laboratorio.

In pedagogia l’esigenza della sperimentazione è stata per lungo tempo soddisfatta grazie agli apporti specifici di altre scienze, in particolare dalla psicologia. Lay individua nel metodo sperimentale la procedura adatta per esercitare un controllo delle tecniche didattiche e insiste sulla necessità di sviluppare la ricerca nell’ambito dei gruppi-classe, considerando la classe un vero e proprio laboratorio.

Attualmente sono sempre più numerosi i pedagogisti e gli educatori che ritengono imprescindibile per lo sviluppo della ricerca in campo educativo l’adozione del metodo sperimentale. Ma la pedagogia sperimentale dopo qualche spettacolare progresso iniziale è passata attraverso una fase di estrema incostanza, o addirittura di incoerenza, da attribuirsi alla reciproca mancanza di aperture tra teorici della pedagogia, insegnanti, ricercatori.

È dalla constatazione del perdurare di questa sostanziale estraneità tra ricerca e insegnamento che è sorta l’esigenza di trasferire l’esperienza del mondo sperimentale in un corso sulla metodologia della sperimentazione didattica. La conoscenza e l’utilizzazione delle procedure sperimentali costituisce per l’insegnante uno strumento concettuale e operativo di fondamentale importanza per accrescere la propria professionalità.

Mancando l’insegnante della formazione necessaria per procedere al controllo e alla comunicazione del proprio lavoro, questo rimane un fatto “privato” scarsamente utilizzabile ai fini di accrescere la conoscenza sui processi educativi. L’incremento di questa conoscenza è però indispensabile per migliorare il processo educativo e la nostra capacità, come insegnanti, di educare.

Obiettivo generale del corso è trasmettere la conoscenza di concetti, metodi e tecniche congrui con l’esigenza di rendere “controllato” e “pubblico” il lavoro dell’insegnante.

I DISPENSA: La sperimentazione didattica

Definizione del problema e operazioni preliminari

L’idea di condurre una ricerca scientifica, e in particolare una sperimentazione didattica, nasce sempre in seguito all’emergenza di un bisogno (che nasce da uno squilibrio cognitivo e che consiste nel trovare una risposta a delle domande che possono avere diverse origini), quindi:

  • Sperimentare per andare verso radicali innovazioni;
  • Sperimentare per trovare nuove soluzioni didattiche a problemi concreti;
  • Sperimentare per verificare la bontà delle innovazioni già introdotte;
  • Sperimentare per verificare la bontà delle innovazioni prima di introdurle nella scuola.

Le fasi per affrontare il processo di sperimentazione sono i seguenti:

  1. Reperimento delle fonti bibliografiche: obiettivo di questa fase è acquisire la conoscenza della letteratura concernente il problema preso in esame (biblioteche nazionali, regionali, comunali, universitarie o di fondazioni culturali);
  2. Ricognizione delle condizioni strutturali della scuola in cui dovrà essere attuata la sperimentazione: obiettivo di questa fase è valutare alcuni fattori:
  • Dinamica organizzativo-istituzionale (n° classi, organico insegnanti, personale ATA, turni, dirigenza, ecc.);
  • Strutture architettoniche (n° aule, caratteristiche dei locali e degli spazi);
  • N° alunni e condizioni socio-economiche-culturali;
  • Strutture e servizi presenti nel quartiere utili ai fini della sperimentazione.

In assenza delle condizioni necessarie, si deciderà se:

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
Riassunto esame Psicologia dell'Educazione, prof. Gulì, libro consigliato Apprendere la Cultura della Ricerca Scientifica di Quartuccio Pag. 1 Riassunto esame Psicologia dell'Educazione, prof. Gulì, libro consigliato Apprendere la Cultura della Ricerca Scientifica di Quartuccio Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia dell'Educazione, prof. Gulì, libro consigliato Apprendere la Cultura della Ricerca Scientifica di Quartuccio Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia dell'Educazione, prof. Gulì, libro consigliato Apprendere la Cultura della Ricerca Scientifica di Quartuccio Pag. 11
1 su 13
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marilu1312 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Gulì Vincenzo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community