La problematica essenziale del libro
La problematica essenziale del libro è che cosa sia lo sviluppo.
Capitolo 1 - Che cos'è lo sviluppo?
La psicologia dello sviluppo è quella che più di tutte si è interrogata su questo argomento. In questo capitolo vengono analizzate le principali linee concettuali e teorie di questa branca della psicologia.
1.1 Cambiamenti vs invarianti nello sviluppo
Una linea concettuale è rappresentata dalla tematica riguardo al fatto se lo sviluppo implichi cambiamenti o, al contrario, esistano strutture, funzioni proprie di processi che non cambiano nel corso dell'evoluzione. → cambiamento vs non cambiamento nella psicologia dello sviluppo.
È necessario stabilire se quando si parla di psicologia dello sviluppo si debba implicare in modo necessario e sufficiente il concetto di cambiamento. Oppure se esistono fattori, caratteristiche, processi che non cambiano nel corso della vita mentale del soggetto e che quindi, indipendentemente dalle epoche dell'esistenza, rimangono fenomeni invariati, costanti, che possono essere ritrovati dalla gestazione, dalla nascita, fino alla morte.
A questo punto viene richiamato il concetto di invarianti funzionali introdotto da Piaget nel 1936. Piaget ne parla riguardo la nascita dell'intelligenza e il suo sviluppo (epistemologia genetica). Secondo Piaget questa evoluzione è garantita da tre processi che si ritrovano invariati nel corso di tutta la vita dei soggetti. Piaget respinge l'ipotesi preformista, secondo la quale esisterebbero forme fisse fin dall'origine e per tutto il corso dell'esistenza. Al contrario ipotizza che lo sviluppo sia articolato da parti variabili che mutano nei processi evolutivo di adattamento. Sono le parti invariabili che rimangono le stesse per tutto il corso dello sviluppo e che ne sono il motore stesso.
Questi funzionamenti invarianti sono l'organizzazione e l'adattamento. Per quello che riguarda l'adattamento, esso è il prodotto di tre invarianti funzionali: assimilazione, accomodamento e equilibrazione. → L'adattamento è un equilibrio fra assimilazione e accomodamento. [imitazione = assimilazione, gioco = accomodamento?]
Lo sviluppo quindi, secondo Piaget, presenta sia componenti invarianti, sia strutture e processi che mutano, cambiano progressivamente e incessantemente lungo il corso della vita che possiamo definire strutture/processi varianti, che cambiano nel ciclo vitale.
1.2 Individuale vs sociale nello sviluppo
Lo sviluppo indica un concetto che riguarda la singola individualità o, al contrario, implica qualcosa di sociale, fin dalle origini della vita? A questo proposito si ricorda la teoria "storico culturale" di Vygotskij. Secondo questa teoria lo sviluppo è sia sociale che individuale allo stesso tempo. Lo sviluppo è storico nel senso che ha un inizio e una fine. Alcuni processi sono destinati a scomparire. La caratteristica fondamentale delle funzioni e strutture psichiche è che hanno origine dal sociale. Le strutture/funzioni della mente sono prima una proprietà che è presente nel sociale e, successivamente, attraverso una serie di passaggi storici diventano funzioni/strutture presenti nella mente del singolo individuo. Es: sviluppo del linguaggio. Introiezione ("vrascivanie"): cammino delle funzioni verso l'interno, trasformazione. Queste trasformazioni implicano:
- La sostituzione delle funzioni
- L'alterazione delle funzioni naturali
- La comparsa di nuovi sistemi funzionali psicologici che nella struttura generale del comportamento assumono il ruolo che prima era svolto da strutture separate.
Secondo Vygotskij il fenomeno che si osserva nel caso del linguaggio e dei suoi processi può essere generalizzato a ognuna delle funzioni psichiche che sono presenti nella mente dei soggetti (attenzione, memoria, apprendimento, intelligenza, pensiero, problem solving, motivazioni, volontà, emozioni, affettività, coscienza). Si tratta quindi di una legge generale dello sviluppo. L'interiorizzazione è il prodotto di processi storici.
1.3 Sviluppo come insieme di processi "stadiali vs continui"
Lo sviluppo è continuo, progressivo o stadiale, discontinuo? Nell'ipotesi che lo sviluppo sia qualcosa di continuo, l'azione formativa non deve essere calibrata in relazione agli stadi di sviluppo dei soggetti. L'importanza dell'apprendimento è di primo piano e lo sviluppo è una conseguenza dei processi di apprendimento. Questo è il punto di vista dei teorici del comportamentismo classico e operante.
L'idea invece che lo sviluppo sia caratterizzato da mutamenti stadiali sottolinea l'importanza delle fasi nelle quali i soggetti si trovano nel corso della loro crescita. Il successo delle azioni formative dipende quindi dal momento evolutivo nel quale vengono fatte. L'ipotesi delle differenze stadiali nello sviluppo è sostenuta da molteplici teorici della psicologia dello sviluppo. È il punto di vista tipico di chi sostiene teorie sullo sviluppo di tipo evolutivo (Piaget, teorie psicanalitiche, certi aspetti della teoria storico culturale di Vygotskij).
John Flavell: cambiamenti quantitativi e/o qualitativi. Caratteristiche delle curve di sviluppo. Quando di notano dei cambiamenti evidenti siamo probabile note di fronte a mutamenti stadiali. Esempi di cambiamenti qualitativi e quantitativi nello sviluppo del vocabolario. Criterio della rapidità o subitaneità di certi cambiamenti. Necessità di pensare a stadi di sviluppo distinti anziché a uno sviluppo progressivo. Criterio della sequenzialità: la successione delle fasi e degli stadi deve avere un carattere logico, necessario e sufficiente, per cui determinati stadi devono necessariamente seguire altri. Necessità logica. Criterio della strutturazione: il fenomeno esaminato è legato strettamente a molti altri che caratterizzano la struttura e le funzioni mentali dei soggetti in quello stadio indagato. Al punto che è possibile individuare una relazione di insieme che è possibile definire strutturazione. Il cambiamento è strutturato, coerente, interconnesso, articolato necessariamente e sufficientemente.
In sintesi, le caratteristiche evolutive che presentano aspetti di tipo stadiale devono presentare uno o più criteri quali: differenze quantitative, differenze qualitative, subitaneità/rapidità, sequenzialità, strutturazione. La presenza di questi criteri rivela se lo sviluppo preso in esame presenta caratteristiche stadiali o non stadiali.
Che cos'è dunque lo sviluppo? Al termine del capitolo possiamo affermare che:
- Lo sviluppo comprende processi che cambiano e che restano invariati
- Lo sviluppo è qualcosa di individuale e sociale allo stesso tempo
- Lo sviluppo può assumere caratteristiche stadiali (vedi criteri) o non stadiali (processo progressivo e continuato)
Capitolo 2 - I problemi dei metodi
2.1 Dall'inizio della vita fino all'età dei giovani adulti: problematiche metodologiche
Lo sviluppo non riguarda solo la ricerca su soggetti in età infantile, o ragazzi, o adolescenti. In tali periodi della vita è facile rilevare numerosi cambiamenti senza necessità di specifici strumenti di analisi. Mutamenti di natura permanente fisica implicano anche variazioni rilevanti sul piano dei comportamenti. L'aumento quantitativo delle cellule nervose si associa a nuove organizzazione e nuove architetture. Tali mutamenti fisici sono alla base, e implicano anche cambiamenti comportamentali. Lo sviluppo prosegue lungo tutto il periodo della vita delle persone. A questo proposito, nella psicologia dello sviluppo, si è affermato un vero e proprio ambito di indagine detto "ciclo di vita".
2.2 La scelta dei metodi in relazione ai livelli di rigore richiesti per ottenere osservazioni e dati precisi, scientificamente solidi
Attorno ai 20 anni i cambiamenti fisici diventano meno evidenti. Nonostante questo i cambiamenti comportamentali e mentali non cessano di proseguire incessantemente. Tali cambiamenti sono più sottili e difficili da evidenziare e richiedono metodi di indagine più raffinati e attendibili. Prima dei venti anni il metodo elettivo per capire i processi di sviluppo è l'osservazione naturalistica. Dopo i sedici-venti anni le probabilità di errore diventano più elevate. Necessità di metodi di raccolta dei dati più controllati e rigorosi per ridurre le probabilità di errore di inferenze. Il metodo più preciso e con minori probabilità di errore è metodo sperimentale.
2.3 Esempi di ricerche nelle quali è stato utilizzato il metodo sperimentale su soggetti adulti e nei primi mesi di vita
Vengono riportati due esempi di utilizzo del metodo sperimentale. Si dimostra come certe caratteristiche, strumentali e procedurali, possono essere applicate solo con soggetti adulti. Problema delle tecniche di presentazione degli stimoli. Tecniche di neuroimmagine: tomografia a emissione di positroni o PET, risonanza magnetica nucleare o RM, registrazioni dell'attività bioelettrica del cervello mediante elettroencefalogramma o EEG, potenziali correlati a eventi o ERP. Esempi: elaborazione dei significati delle parole nei soggetti adulti e sviluppo del linguaggio nei bambini. I due esempi dimostrano come il metodo sperimentale debba essere adattato al periodo di sviluppo dei soggetti.
2.4 Metodo longitudinale, trasversale e longitudinale-sequenziale: alcune sintetiche osservazioni
Il metodo longitudinale consiste nell'esaminare gli stessi soggetti a età diverse della loro vita. L'ipotesi è che i cambiamenti che si osservano sono verosimilmente da attribuire ai fattori di sviluppo. Gli studiosi tendono ad utilizzare poco questo metodo poiché è molto dispendioso.
Il metodo trasversale consiste invece nello studiare soggetti di età diverse nello stesso periodo di tempo. L'ipotesi è che i cambiamenti che si rilevano nei soggetti di età diverse siano attribuibili alle differenze evolutive determinate dalle età di appartenenza. Questo metodo è molto meno dispendioso.
Per sfruttare al meglio i vantaggi di entrambi i metodi è stato elaborato un metodo misto: il metodo longitudinale-sequenziale. Questo metodo consiste nel prendere due, tre gruppi di soggetti di età diverse e studiarne simultaneamente i cambiamenti lungo periodi successivi della loro vita.
2.5 Ulteriori metodi di indagine: una rapida panoramica
Tecniche quasi sperimentali: consentono di utilizzare tutti gli accorgimenti del metodo sperimentale, esclusi importanti fattori che non possono essere manipolati dallo sperimentatore.
Il metodo correlazionale studia quando due o più variabili sono legate tra loro. Questa indagine non ci dice nulla sui nessi causali tra due o più variabili, evidenzia solo una possibile correlazione.
Metodo clinico (Piaget).
Batterie di test.
Capitolo 3 - Quando "nasce" la mente? Un'ipotesi possibile
3.1 La "nascita" della mente del soggetto
Quando nasce il soggetto come entità psicologica? Probabilmente prima della nascita come organismo biologico, durante la gestazione. La mente del soggetto, qualcosa di relativamente indipendente dal sistema nervoso e dal cervello, è già presente nella mente e nelle rappresentazioni mentali della madre e del padre. I desideri e i processi dei genitori costruiscono un'entità psicologica specifica che va a comporre la mente del soggetto futuro. Il nuovo organismo infatti crescerà all'interno di questo progetto e di quest'atmosfera psicologica.
Chiedersi quando avvenga la nascita della mente del soggetto può sembrare un quesito poco scientifico, privo della possibilità di poter essere falsificato. Esistono tuttavia una serie di fatti sui quali costruire tale ipotesi di una nascita della mente del soggetto prima dell'inizio della sua effettiva gestazione fisica nel corpo della madre.
3.2 La "nascita" della mente, alcuni esempi
3.2.1 Il caso di Marcel Proust
Jean-Yves Tadié risale al 1589 per individuare le tracce che porteranno alla nascita di Proust il 10 luglio 1871.
3.2.2 Il caso di Frank Lloyd Wright, settore architettura
La madre aveva sempre sognato di avere un figlio maschio architetto. Quadri nella cameretta del figlio.
3.2.3 Il caso di Louis Isidore Kahn, ambito artistico ingegneristico
Il suo talento fu suggestionato dall'ambiente architettonico dove fu concepito.
3.2.4 Il caso di Konrad Lorenz, il fondatore dell'etologia contemporanea
La casa dei Lorenz era considerato un "paradiso verde". Amore per la natura e gli animali.
3.3 Mitologie antichissime sulla nascita del soggetto prima della sua gestazione
L'Iliade e l'Odissea sono piene di esempi nei quali gli eventi che avrebbero caratterizzato la vita di una persona erano già preannunciati prima della sua nascita. Altro esempio: Prometeo Incatenato di Eschilo. Somiglianza, anche comportamentale, tra genitori e figli. Le proprietà genetiche di un soggetto possono determinare gli esiti, le scelte, le modalità di pensiero, l'emotività e le motivazioni che poi vanno a costituire la vita di ogni persona.
3.4 Credenze religiose sulla nascita del soggetto prima della gestazione
Analisi di alcuni passi della Bibbia e delle opere di Claude Lévi-Strauss (antropologia ed etnologia). Studi sul matrimonio e sull'incesto → le strutture etno-antropologiche guidano i processi mentali attraverso i quali i soggetti procedono nella scelta del partner per generare una nuova vita. La mente del soggetto, presente in quella dei futuri genitori, si forma così già a partire da questi sistemi di parentela elementari.
Capitolo 4 - Le rappresentazioni mentali dei futuri genitori e la gravidanza e nascita
4.1 Le rappresentazioni mentali dei futuri genitori, soprattutto della madre
Quando una donna scopre di essere incinta subisce un notevole cambiamento nella sua organizzazione mentale. Probabilmente questi cambiamenti non sono universali, ma riguardano le madri delle culture occidentali post-industriali. Anche il padre subisce delle variazioni, ma non della stessa intensità di quelle della madre.
4.2 La teoria della costellazione materna
Teoria di Daniel N. Stern. La costellazione materna è un organizzatore psichico che determina nella futura madre una nuova serie di azioni, tendenze, sensibilità, fantasie, paure e desideri. Questa nuova organizzazione è temporanea e ha una durata variabile. Nel periodo che è attiva diventa l'organizzazione dominante. La costellazione materna riguarda tre discorsi, quello della madre con sua madre, quello della madre con se stessa e quello della madre con il bambino: trilogia materna. Daniel Stern ritiene che il processo di formazione della costellazione materna possa iniziare anche prima dell'inizio della gravidanza e possa durare anche anni.
La costellazione materna implica quattro questioni: il tema della vita-crescita, il tema della relazionalità primaria, il tema della matrice di supporto e il tema della riorganizzazione dell'identità. Questi quattro temi e i loro compiti correlati costituiscono la costellazione materna, mentre i tre discorsi collegati sono la trilogia materna. Stern ritiene che le caratteristiche e i processi di strutturazione della costellazione materna abbiano origine soprattutto nelle caratteristiche sociali e culturali delle società moderne. Dunque, l'organizzazione delle società guidano lo sviluppo delle menti degli umani che ci vivono. I fattori antropologici ed etnologici entrano direttamente nello sviluppo dei soggetti.
4.3 Il tema vita-crescita
La madre è in grado di tenere in vita il figlio, farlo crescere e prosperare fisicamente? Paura del neo mam...
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