IL PARENTING
Con il termine Parenting viene designata la funzione genitoriale che include le risposte alle richiesta
di cure fisiche, organizzazione di un ambiente accogliente e sicuro, la promozione delle relazioni
interpersonali e il favorire la comprensione del mondo circostante.
I rilievi degli etologi hanno influenzato la Teoria dell'attaccamento di Bowlby, secondo cui ogni
adulto è geneticamente predisposto a rispondere ai segnali di disagio che vengono da un bambino e
ad occuparsi di lui, cosi come i bambini con le loro caratteristiche sono in grado di innescare le cure
degli adulti.
Secondo LeVine esistono alcune funzioni che sembrerebbero comuni a tutti quei nuclei familiari,
indipendentemente dalle caratteristiche del contesto ecologico di vita e queste funzioni
corrispondono a tre obbiettivi che gli adulti considerano prioritari per i figli: La sopravvivenza, il
benessere economico e l'autorealizzazione. Le pratiche di cura dei bambini sono ancorate al
contesto ecologico di vita delle famiglie tanto da far assumere differenti strategie educative da parte
dei genitori. Il parentig può essere definito come:
1. Multideterminato: le cure genitoriali e la qualità della relazione sono determinate da diversi
fattori (influenze reciproche, stress ecc). Inoltre, un altro fattore è importante è quello cognitivo-
motivazionale e l'identificazione dei fattori cognitivi è di estrema importanza in quanto influenza
sua la tonalità emotiva della relazione che i comportamenti disciplinari.
2. Il parenting non è una causa ma il prodotto delle transazioni all'interno del sistema familiare.
3. L'approccio ecoculturale delle funzioni genitoriali: assumere una prospettiva ecoculturale
significa prestare attenzioni alle variabilità dei contesti che modellano le esperienze di vita
degli adulti.
Capitolo 1 Le cure genitoriali
Un neonato non può sopravvivere senza cure genitoriali, e queste rappresentano la condizione
essenziale affinchè egli possa svilupparsi. Anche se tutte le specie animali provvedono alla cura
della prole, quella umana favorisce anche la funzione dello sviluppo culturale e inoltre l'uomo
costituisce una specie mista, in quanto è precoce nello sviluppo cerebrale ma tardivo per lo sviluppo
del sistema motorio.
Esistono qualità genitoriali universali che possono essere considerate espressioni del patrimonio
genetico della specie umana.
Il Parenting Intuitivo è quella pratica di accudimento del neonato che nell'uomo è radicata
biologicamente e si riferisce a quelle risposte del genitore che appaiono evolutivamnete adeguate
per l'età e le abilità del bambino: il genitore sa cosa fare per accudire il bambino e quale modalità
educativa utilizzare.
L'interesse per la figura genitoriale nasce insieme alle teorie dello sviluppo infantile e anche molti
filosofi e pensatori se ne sono interessati. Tra questi, in particolare, Locke e Rousseau: il primo
considerava il fanciullo come “padre dell'uomo”, ritenendo che il bambino diventerà il risultato
diretto delle sue esperienze e la società e la famiglia hanno il compito di trasmettergli i valori, le
abilità e le conoscenze; mentre per il secondo lo sviluppo del bambino si svolge naturalmente in
quanto esistono caratteristiche individuali già preformate e il compito dei genitori è limitato e si
pone l'obiettivo di evitare che la natura buona del fanciullo venga corrotta.
Un importante contributo teorico viene dato da Schaffer che illustra le teorie della socializzazione:
la prima teoria si rifà al pensiero di Rousseau, circa il carattere preformato della personalità del
bambino e l'ambiente educativo è utile quando favorisce l'espressione del potenziale di sviluppo dei
bambini con un intervento minimo da parte degli adulti; la seconda teoria si rifà a Locke e quindi
assegna ruolo prioritario all'esperienza. La terza teoria è quella della conflittualità e postula
l'esistenza di forze interne al bambino che danno origine e direzione alle sue azioni ma che sono
limitate dall'ambiente e dal sociale (es. psicoanalisi). La teoria della reciprocità, infine, tiene conto
di dati come la scoperta della complessità dell'essere umano alla nascita e delle influenze che il
bambino esercita sin da subito.
A partire dagli anni 40 nascono una serie di modelli che accentuano dimensioni psicologiche
diverse e che riprendono linee teoriche fondamentali della psicologia infantile e una sintesi di questi
modelli è fornita da Scolar per ciò che riguarda i metodi di disciplina familiare. La disciplina può
essere orientata amorevolmente quanto sottintende forme positive e negative, mentre è basata sul
potere quando include la punizione fisica o tutti quei comandi che esercitano un controllo sui
comportamenti dei bambini o degli adolescenti. Inoltre la disciplina può essere calorosa quando
include quei comportamenti che comunicano emozioni positive.
Rohner propone un modello che concepisce il parenting lungo un continuum di variabilità
comportamentale: dall'accettazione, all'aggressività fino al rifiuto.
Baumrind classifica i genitori anche sulla base della responsività nei confronti del bambino o delle
attese di maturità che vengono a lui rivolte. La prima caratteristica si riferisce alle azioni del
genitore che incoraggiano l'autonomia; le richieste di maturità invece sono assimilabili all'idea del
controllo con cui i comportamenti vengono disciplinati attraverso regole e ammonimenti. Con
questa distinzione, l'autore, pone l'accento sull'aspetto critico dei processi di socializzazione: essi
hanno il fine di favorire l'espressione dell'individualità del bambino, la formazione dell'identità e
della competenza però avvengono dentro un contesto che richiede obbedienza in seguito a
determinate regole interiorizzate grazie ad uno stile educativo coerente.
Anche per i teorici dell'attaccamento l'aspetto centrale della relazione è la responsività ma essi
pongono l'attenzione sulle precoci interazioni familiari e su una modalità definita parentig
responsivo o sensibile.
Maccoby e Martin utilizzano i termini di contingenza e responsività intesi come comportamento del
genitore che segue quello del bambino ed è in grado di modellarlo rispondendo in maniera
differente ai comportamenti desiderabili o meno. La contingenza consiste nel fornire un controllo e
nella sensibilità ad adattarsi ai segnali e ai bisogni del figlio.
Altri autori hanno introdotto la distinzione fra pratiche e stile educativo: le prime sono azioni del
genitore che hanno un effetto diretto sullo sviluppo di specifici comportamenti del bambino, mentre
il secondo è il clima emotivo all'interno del quale le azioni vengono espresse, ed entrambi sono
influenzati dai sistemi di valori e dagli obiettivi che guidano i genitori nell'educare i figli.
Ad oggi è possibile delineare due orientamenti di ricerca di parenting: uno molare e uno molecolare.
I primi descrivono la relazione genitoriale attraverso attributi globali che hanno l'effetto di alterare
le risposte del bambino, mentre i secondi cercano di descrivere le singole azioni del genitore e gli
effetti che producono in base alle caratteristiche evolutive del figlio e le reciproche interazioni tra
bambino e genitore.
Esistono del parenting, aspetti universali delle cure parentali e Bornstein ne individua alcuni: la
modalità di allevamento, la modalità fisica legata allo sviluppo motorio, la modalità sociale
(interazione visiva), la modalità didattica (interesse ambiente circostante), la modalità materiale
(varietà e tipologia di oggetti) e la modalità linguistica.
Queste modalità racchiudono i principali comportamenti con i quali i genitori accompagnano i
progressi evolutivi dei figli e ne promuovono l'adattamento nei diversi contesti e il loro carattere
sembra essere universale.
Capitolo 2 Ecologia del parenting
Fino agli anni settanta le ricerche psicologiche si erano basate sulla relazione madre-bambino,
trascurando le caratteristiche sociale e culturali in cui si svolgeva la vita familiare. Vygotskij aveva
invece riconosciuto condizioni di vita differenti modificando le traiettorie evolutive dei bambini e in
particolare il loro sviluppo cognitivo. Inoltre, egli introdusse il concetto di “Zona di sviluppo
prossimale”, secondo cui se un genitore riconosce le abilità del bambino può fornirgli nuove
occasioni per fargli apprendere altre abilità. Un'altra prospettiva è quella di Bronfenbrenner che ha
creato la teoria dei sistemi ecologici, secondo la quale il contesto non è più unitario, e quindi il
processo evolutivo non è limitato a una sola situazione ambientale, ma include interconnessioni tra
più situazioni ambientali. Si considera congiuntamente individuo-processo-contesto inteso come
concetto di “Campo”, che interagisce in un dato momento con la persona in sviluppo e le sue
passate esperienze. L'ambiente ecologico è definito come uno o più strutture sovrapposte incluse
l'una nell'altra. Bronfenbrenner definisce Microsistema la dimensione più interna dove si sviluppa
anche il parenting: le relazioni assumono due direzioni, sia a partire dal bambino e sia verso il
bambino. Il Mesosistema, invece, si riferisce alle connessioni tra i microsistemi del bambino
(scuola). L'Esosistema indica un livello in cui il bambino non fa esperienze dirette me ne subisce
l'influenza (lavoro genitori). Il Macrosistema è il livello più esterno e comprende le caratteristiche
di una determinata cultura e il complesso di credenze e usanze.
Il sistema culturale non può essere considerato omogeneo al suo interno ma la cultura include altre
sottoculture, classi sociali, famiglie con modelli comportamenti e credenze che poi si riflettono sul
parenting. La prospettiva ecologica indica nel cronosistema la dimensione temporale lungo la quale
avvengono i cambiamenti.
Nel microsistema familiare si realizzano lunghi reciproci scambi interpersonali che coinvolgono
l'adulto e il bambino: entrambi si influenzano a vicenda e il loro comportamenti possono essere
descritti sia come azioni che come reazioni all'ambiente sociale. Il concetto che meglio descrive le
relazioni dinamiche all'interno del sistema genitore-figlio è quello di “transazione”: processo
attraverso il quale l'individuo e il suo ambiente si trasformano in modo reciproco e cumulativo.
Quindi, non solo genitore e bambino si influenza a viceversa ,a gli effetti prodotti da questa
interazione alterano i nuovi comportamenti attuati da entrambi e l'ambiente esterno.
Nel modello transazionale di Sameroff lo sviluppo sociale viene concepito come il prodotto di
molteplici scambi tra adulto e bambino e il percorso evolutivo prende forma da queste influenze
reciproche. Le trasformazioni riguardano sia i comportamenti manifesti che fattori cognitivi con i
quali gli individui cercano di dare significato alle interazioni sociali. Secondo i teorici
dell'elaborazione delle informazioni sociali questi fattori cognitivi sono di particolare interesse nello
studio delle interazioni educative. I processi attribuitivi intervengono quando il genitore cerca di
comprendere quali siano le cause dei comportamenti del figlio. Vengono distinti in locus interni ed
esterni al bambino in funzione alla loro stabilità in base al loro controllo. Le attribuzioni funzionano
come filtro interpretativo in modo automatico e mediano le relazioni tra comportamenti del
bambino e reazioni emotive e non del genitore.
Patterson e Fisher hanno studiato il parenting da un punto di vista transazionale e ritengono che non
si debba ricercare nella mente ciò che determina le risposte del bambino, ma nelle dirette interazioni
sociali. Patterson descrive il “Ciclo della coercizione” come quella sequenza di scambi caratterizzati
da livelli di conflittualità sempre maggiori. Il ciclo si basa sulle influenze reciproche e sugli effetti
del rinforzamento negativo che agiscono come vere e proprie trappole comportamentali sui
comportamenti del bambino o del genitore. Processo: il genitore dice al figlio di svolgere una
determinata attività---> rifiuto---->genitore ripete il comando------>rifiuto----->reazione del
genitore cruciale di frustrazione o cedimento. Queste ripetute esperienze in casa modellano un
contesto che favorisce la genesi di comportamenti antisociali sin dalla prima infanzia. Una volta che
i modelli coercitivi si sono formati tendono ad estendersi al altri contesti di vita. La teoria
interazionale sociale ha anche il merito di aver rimarcato il ruolo attivo del bambino e le influenze
bidirezionali che rendono il parenting il risultato cumulativo della storia relazionale e non un fattore
determinate dello sviluppo infantile.
Il Temperamento del bambino viene definito come l'insieme delle differenze comportamentali su
base biologica che compaiono precocemente e mostrano una certa stabilità nel tempo. Il
temperamento si riferisce allo stile del comportamento e riguarda caratteristiche che sono almeno in
parte di origine biologica e relativamente stabili. Per le sue caratteristiche non può essere ne buono
e ne cattivo ma in alcuni bambini può avere caratteristiche che può alterare i genitori e una scarsa
compatibilità tra lo stile temperamentale del bambino e le richieste situazionali renderà i compiti
che il bambino affronta troppo difficili o poco divertenti. Altre dimensioni tipiche del temperamento
sono l'emozionalità e la socievolezza: la prima quando è negativa e la seconda quando è bassa
vengono associati ad un temperamento difficile. Tutte le dimensioni del temperamento hanno un
effetto circolare sul parenting: caratteristiche del bambino sono percepite positive o problematiche
dal genitore e ne influenzano i comportamenti e sono a loro volta modificate dalle reazioni
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