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Prefazione

Il parenting è quella funzione genitoriale di attività rivolte dagli adulti ai piccoli che include:

  • Rispondere alle richieste di cura fisica;
  • Organizzare un ambiente accogliente e sicuro;
  • Promuovere le relazioni interpersonali;
  • Favorire la comprensione del mondo circostante in modo che il figlio diventi un adulto autonomo e competente.

Nell’uomo il parenting varia in base ai contesti ambientali e culturali, le funzioni della famiglia assumono caratteristiche diverse rispetto agli obiettivi, ma esistono anche degli obiettivi e delle funzioni universali della famiglia:

  • Sopravvivenza;
  • Benessere economico;
  • Autoregolazione.

Alcune considerazioni sul parenting:

  • È multideterminato;
  • Non è una causa, ma il prodotto delle transazioni all’interno del sistema familiare;
  • Va considerato l’approccio ecoculturale delle funzioni genitoriali.

Le cure genitoriali

Una cerniera tra natura e cultura

Da un punto di vista biologico i genitori trasmettono al figlio parte del loro patrimonio genetico, mentre da un punto di vista adattivo hanno il compito di organizzare l’ambiente fin quando egli non sarà in grado di sopravvivere da solo e inoltre devono favorire lo sviluppo culturale.

L’uomo è una specie mista: precoce per lo sviluppo cerebrale e dei sistemi sensori, tardivo per lo sviluppo del sistema motorio. Questo comporta una durata maggiore delle cure parentali nell’uomo rispetto agli altri mammiferi. Ogni specie è dotata di meccanismi biologici che spingono i genitori a prendersi cura dei loro piccoli. Per gli etologi anche nell’uomo vi sono tali processi che attivano comportamenti di cura della prole.

Secondo Lorenz è lo stesso aspetto fisico del neonato ad indurre protezione; per i teorici dell’attaccamento anche il legame affettivo tra adulto e bambino è dato da processi innati. Papousek e Papousek denominano parenting intuitivo le pratiche di accudimento del neonato che nell’uomo sono radicate biologicamente: i genitori sanno in modo inconsapevole cosa fare per accudire i bambini e quali modalità educative utilizzare, ad esempio, il baby talking.

Altre forme interattive di parenting spontaneo (comportamenti educativi) sono: stabilire e mantenere uno stato di allerta; presentare attività e stimoli semplici; consentire un numero ampio di ripetizioni delle prove; cambiare in maniera progressiva i compiti proposti in modo che vi sia una difficoltà crescente; incoraggiare i tentativi del bambino con lodi e altri rinforzatori; essere sensibili ai segnali che indicano i suoi limiti di tolleranza alle attività di apprendimento.

Teorie psicologiche e cure infantili

Locke considera il fanciullo “padre dell’uomo” ma, seguendo una prospettiva ambientalista, ritiene che ciò che il bambino diventerà è il risultato diretto delle sue esperienze. Rousseau afferma che lo sviluppo del bambino si svolge naturalmente in quanto le caratteristiche individuali di base sono preformate; il compito dei genitori e degli educatori è limitato e si pone l’obiettivo di evitare che la natura essenzialmente buona del fanciullo possa essere corrotta.

Schaffer illustra le teorie della socializzazione che spiegano come le giovani generazioni acquisiscano attraverso l’esperienza e l’educazione i comportamenti, le conoscenze, i valori che consentono nell’infanzia di adattarsi alla vita familiare, e in seguito, di realizzarsi come adulti.

  • Il primo modello (Laissez-faire) propone che un ambiente è educativo quando favorisce l’espressione del potenziale di sviluppo di ogni bambino, con un intervento minimo da parte degli adulti.
  • Il secondo modello (stampo d’argilla) segue la tradizione filosofica dell’empirismo tracciata da Locke e assegna un ruolo primario all’esperienza. Si sottolinea la plasticità del bambino, ricettivo all’azione dell’educazione e l’influenza degli stimoli ambientali.
  • Il terzo modello è quello della conflittualità e postula l’esistenza di forze interne al bambino che danno origine e direzione alle sue azioni, ma che vengono contrastate dai limiti posti dall’ambiente familiare e sociale.
  • Il quarto modello (reciprocità) supera i limiti delle precedenti visioni e tiene conto dei dati quali la scoperta della complessità dell’essere umano alla nascita e le influenze che il bambino esercita sull’ambiente circostante.

Le cure genitoriali che seguono la nascita sono organizzate intorno a ritmi fisiologici del bambino e alla regolazione delle sue funzioni biochimiche. È sorprendente come anche le abilità del genitore si evolvano, a partire da una miriade di microscambi sociali. I comportamenti dei genitori si adattano alle caratteristiche individuali del figlio e ogni coppia genitore-bambino sviluppa il suo stile di interazione. L’adattamento reciproco rappresenta il tema di base che si sviluppa lungo il corso dell’interazione genitore-bambino.

Parenting: complessità di un costrutto

Una sintesi di questi modelli è fornita da Socolar a proposito dei metodi di disciplina familiare: le diverse azioni con le quali i genitori cercano di favorire i processi di socializzazione in senso sia reattivo, come risposta ai comportamenti inadeguati del figlio, sia proattivo, per incoraggiare i comportamenti positivi.

I principali modelli di funzionamento genitoriale secondo Socolar

  • Symonds: accettazione-rifiuto; dominanza-sottomissione.
  • Becker: calorosità-ostilità; restrittività-permissività; coinvolgimento ansioso-distacco tranquillo.
  • Schaefer: accettazione-rifiuto; controllo fermo-controllo debole; autonomia psicologica-controllo psicologico.
  • Baumrind: autorevole; autoritario; permissivo; rifiutante-trascurante.
  • Tecniche di disciplina: orientate amorevolmente; positive; negative; potere-assertività.

La disciplina orientata amorevolmente sottintende forme positive (esprimere affetto/attenzione, ragionamento verbale, lodi e premi) e negative (comunicare disappunto, limitare le attività, sottrarre premi o attenzione). La disciplina basata sul potere include la punizione fisica, le sgridate, i comandi ostili e tutte quelle forme, verbali e non che esercitano un’azione di controllo sui comportamenti dei bambini o degli adolescenti. Si devono considerare anche le differenze individuali dei genitori. Ad esempio, la calorosità ha un’influenza positiva sullo sviluppo infantile, insieme all’affettività e al controllo.

Tassonomia delle funzioni genitoriali

Vi sono aspetti universali delle cure parentali ma vi è anche una variabilità culturale tipica dell’uomo.

Modalità di funzionamento genitoriale secondo Bornstein

  • Modalità di allevamento (nurturant): funzione alla sopravvivenza del piccolo, livello delle richieste biologiche e fisiche ed è riconosciuta come un obiettivo primario dalla maggior parte dei genitori. Molte attività cambiano in funzione dei contesti culturali.
  • Modalità fisica: è legata allo sviluppo motorio, dal controllo della deambulazione ai movimenti fini della mano (anche queste in base alla cultura).
  • Modalità sociale: interazioni visive, fisiche o affettive tra adulti e bambini. Include anche la regolazione delle emozioni.
  • Modalità didattica: promuove un interesse per l’ambiente circostante e spinge ad agire attivamente con comportamenti quali l’orientamento dell’attenzione sugli oggetti, la descrizione delle loro caratteristiche o la dimostrazione di come si svolgono alcune attività.
  • Modalità materiale: regola la regolazione dell’ambiente intorno al bambino, la varietà e la tipologia degli oggetti di cui dispone, ma anche la collocazione di ausili che possono essere di facilitazione o di contenimento del movimento e delle esperienze.
  • Modalità linguistica: comprende le attività fisiche di cura e le interazioni didattiche. Avviene lo sviluppo di tutti i repertori di abilità, da quello motorio a quelli cognitivo, emotivo e sociale.

Ecologia del parenting

La prospettiva ecologica

Vygotskij ha riconosciuto che condizioni di vita differenti, come vivere in orfanotrofio, con un genitore o entrambi, in comunità rurali o urbane, comporta una modificazione delle traiettorie evolutive differenti, in particolare lo sviluppo cognitivo. Un genitore attento e sollecito riconosce le abilità del bambino, ne incoraggia l’attenzione, il gioco autonomo, gli fornisce nuove occasioni per apprendere nel corso delle esperienze quotidiane. Questo in altre famiglie non avviene.

Le più note teorie evolutive per molto tempo hanno rimarcato le influenze dirette della famiglia e del parenting sullo sviluppo. Gli approcci contestuali, a partire dalla teoria dei sistemi ecologici, di Bronfenbrenner correggono questa visione riduttiva dei fattori di cui tenere conto per comprendere lo sviluppo psicologico e spingono i ricercatori ad assumere un’ottica più complessa.

Il contesto non viene più considerato unitario ma viene esteso nel senso di includere le interconnessioni tra più situazioni ambientali, nonché le influenze esterne che derivano da condizioni ambientali di carattere più generale. Secondo Bronfenbrenner la psicologia deve tener conto non solo della peculiarità dell’individuo in uno specifico momento e della sua storia evolutiva, ma anche degli aspetti dinamici del contesto (ambiente fisico, eventi che vi hanno luogo, familiari e altri partner sociali) che, a loro volta, cambiano nel tempo. L’individuo viene inteso come unità biopsichica in cambiamento nelle sue interazioni con l’ambiente: la stessa biologia del bambino rappresenta il contesto che fa da motore dello sviluppo.

L’ambiente ecologico è descritto come una serie di strutture sovrapposte incluse l’una nell’altra: in esso le interconnessioni tra i livelli sono importanti quanto le caratteristiche dell’ambiente stesso.

Bronfenbrenner definisce microsistema la dimensione più interna: in esso le interazioni tra il bambino e le persone, gli oggetti, le attività sono dirette e proprio a questo livello ritroviamo il parenting. Il bambino partecipa a diversi microsistemi oltre a quello familiare: la scuola, il gruppo di coetanei, ecc.

Il secondo livello è il mesosistema, si riferisce alle connessioni tra i microsistemi del bambino: ad esempio interazione insegnanti e genitori.

L’esosistema indica un livello in cui il bambino non ha esperienze in prima persona, ma nel quale subisce l’influenza indiretta attraverso i microsistemi prossimali, ad esempio i comportamenti dei genitori. Alcuni fattori al di fuori della famiglia che influenzano il parenting sono: il contesto lavorativo del genitore, le reti di sostegno, la comunità.

Il macrosistema è il livello più esterno: comprende i precedenti ed è caratteristico di una data cultura (stili di vita, credenze, conoscenze, sistemi simbolici, strumenti, leggi).

Reciprocità e processi transazionali

Transazione: processo attraverso il quale l’individuo e il suo ambiente si trasformano in modo reciproco e cumulativo. Ciò significa che non soltanto il comportamento del bambino influenza quello del genitore e viceversa, ma anche...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mary1789 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e delle relazioni familiari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Larcan Rosalba.
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