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Riassunto esame Psicologia delle relazioni familiari e dei processi di sviluppo, docente Prino, libro consigliato Parenting, Psicologia dei legami genitoriali, Benedetto e Ingrassia

Riassunto per l'esame di psicologia delle relazioni familiari e dei processi di sviluppo, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Prino, Parenting. Psicologia dei legami genitoriali, BEnedetto e Ingrassia. Gli argomenti trattati sono i seguenti
teorie attaccamento, evoluzione psichica della famiglia, diventare padri, diventare madri ecc

Esame di Psicodinamica dello sviluppo e delle relazioni familiari docente Prof. L. Prino

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(riguardare gli stili di attaccamento)

-Maccoby e Martin: analisi del comportamento in termini di contingenza.

Usano la nozione di contingenza o responsività: comportamento del genitore

che segue quello del bambino ed è in grado di modellarlo, rispondendo in

maniera differenziale ai comportamenti desiderabili o meno. (ad esempio,

madre risponde al sorriso del bimbo di 20 settimane con sorrisi ed espressioni

verbali dolci che producono effetto di fare aumentare la frequenza dei

rinforzo.

comportamenti del bimbo= Altre risposte del piccolo, come pianto

estinzione,

irrequietezza, vengono ignorate= rimanendo invariate o

diminuendo nella frequenza con cui compaiono.)

La contingenza esiste anche nel fornire un controllo e nella sensibilità.

Le 4 tipologie di stile genitoriale di Baumrind nascono dall'unione della

responsività o contingenza e dalle richieste di maturità.

-Darling e Steinberg: distinzione tra

 pratiche educative : azione del genitore che hanno un effetto diretto

sullo sviluppo di specifici comportamenti del bambini.

 stile educativo : è il clima emotivo all'interno del quale le azioni

vengono espresse.

Entrambi sono influenzati dai sistemi di valori e dagli obiettivi che guidano i

genitori nell'educare i figli.

Azioni educative intervengono direttamente

: modo attraverso cui i genitori

per aiutare i figli a raggiungere obiettivi di socializzazione.

Gli effetti dello stile sono indiretti.

Emerge che c’è una mancanza di una definizione unitaria di parenting, si

possono delineare due orientamenti: (Darling e Steinberg)

modelli molari:

1. descrivono la relazione genitoriale attraverso attributi o

qualità globali che hanno l'effetto di alterare le risposte del bambino,

sensibile, adeguato, distaccato,

comportamento del genitore definito

iperprotettivo, sufficientemente buono.

oppure definito da Winnicot

(Concezione criticata da Thomas e Chess: concezione deterministica)

approccio molecolare:

2. cerca di descrivere analiticamente le singole

azioni o pratiche del genitore e gli effetti che produce in funzione delle

caratteristiche evolutive del figlio e le mutue e reciproche influenze tra

bambino e genitore.

L’attaccamento (riquadro):

“La teoria dell’attaccamento considera la propensione a stringere relazioni

emotive intime con particolari individui come una componente di base della

natura umana, già presente in forma germinale nel neonato e che permane

durante la vita adulta e vecchiaia. 7

Nella prima infanzia i legami sono con i genitori(o i loro sostituti), che vengono

ricercati perché diano protezione, conforto e sostegno.” Bowlby

“Sebbene cibo e sesso svolgano un ruolo importante nelle relazioni di

attaccamento, la relazione esiste di per sé e svolge una funzione chiave per la

sopravvivenza, è cioè una funzione di protezione.” Bowlby

Bowlby aveva notato che molte specie alla nascita sono dotate di un sistema di

comportamenti, geneticamente inscritti, che favoriscono la prossimità e il

contatto dei piccoli con alcune figure preferenziali.

comportamenti di segnalazione o avvicinamento

Questi (piangere,

sorridere o aggrapparsi all’adulto) svolgono l’importantissima funzione di

richiamare vicino qualcuno che possa svolgere funzioni di cura.

comportamenti di cura

A loro volta, i garantiscono accudimento e difesa dei

pericoli e sono attivati da segnali specifici per ogni specie (come le espressioni

facciali o il tipo di pianto nel bimbo).

I bimbi imparano dall’esperienza a differenziare le figure che si prendono cura

base sicura: è

di loro, in particolare a riconoscere quella che diventa una

ricettiva ai segnali comunicativi del bimbo e sensibile nel comprendere se ha

bisogno di cure fisiche o di conforto. strange situation

Usando una particolare procedura osservativa, la

(Ainsworth), è possibile valutare la qualità dell’attaccamento con i genitori o

altre persone significative, nella prima infanzia, a partire dal primo anno di vita.

attaccamento sicuro

Bimbi classificati con si mostrano tranquilli in presenza

dell’adulto, che in genere è la madre, giocano attivamente e si impegnano ad

esplorare l’ambiente. Ricercano il genitore se hanno paura e si avvicinano per

essere confortati.

Coloro che invece si adattano facilmente alla situazione di assenza del gen, non

modello di

ne cercano il contatto, lo ignorano quando torna, presentano un

tipo insicuro-evitante .

attaccamento insicuro-ambivalente

Bimbi con continuano a tratti a giocare

durante la separazione del gen, si mostrano spaventati ma soprattutto non

riescono a calmarsi quando egli è presente. Il legame è caratterizzato da ansia

e incertezza, perché non sanno cosa possono aspettarsi dalle interazioni e dal

contatto con il genitore. modelli operativi interni

Bowlby con il concetto di indica un’organizzazione

coerente con le figure di riferimento(da una madre sensibile e coerente si

aspetterà calorosità e sostegno).

Lo stile relazionale dell’adolescente con i propri amici, il legame intimo

hanno alla base

dell’adulto con il partner o il modo di essere del neogenitore,

questi modelli operativi sviluppati nell’infanzia con le proprie figure di

attaccamento.

C’è una continuità tra un legame parentale sicuro nell’infanzia e il modo di

concepire da adulti relazioni affettive positive e stabili. 8

Le prime indagini per verificare la similarità dei modelli di attaccamento in

culture diverse da quella nordamericana furono avviate nella metà degli anni

60 da Ainsworth che ritrovò anche in bambini africani, in Uganda, la presenza

di 3 stili (sicuro, evitante e ambivalente) osservati in contesti occidentali con la

strange.(con maggior prevalenza di quello sicuro rispetto agli altri). Studi

comparativi in Israele, Giappone e Cina, confermarono l’idea del carattere

universale dei processi di attaccamento.

Tuttavia la Ains aveva notato differenze legate al contesto ambientale, come la

attaccamenti multipli

presenza di oltre quello esclusivo con la madre.

Questa evidenza contrastava con l’idea di Bowlby del

monotropismo (tendenza innata a sviluppare un legame primario con una sola

persona).

Solo nel 3% dei casi è la madre l’unica a prendersi cura dei figli. (persino

allattamento può essere diviso tra più donne).

“Le culture definiscono in larga misura fin dove il bimbo potrà esplorare e

attraverso quali abilità egli diventerà competente” Grossmann

Occidente sicuro

Anolli in un bimbo è considerato se autonomo, determinato

nelle scelte, in grado di orientarsi nell’ambiente, di affrontare le contrarietà e di

far valere il suo punto di vista.

cultura Giapponese sicuro

Nella al contrario, bimbo mostra un orientamento

verso il gruppo: non tende ad affermare sé stesso e le proprie idee, ma tiene

conto delle esigenze e valori collettivi. La sua competenza quindi non si misura

con l’autoaffermazione ma con la capacità di condivisione e partecip sociale.

Fine riquadro-

1.4-Tassonomia delle funzioni genitoriali

In tutte le culture i neonati hanno i medesimi bisogni biologici e di

sopravvivenza e i gen si occupano di organizzare le cure perché si adattino

all’ambiente. Il parenting garantisce gli obiettivi di adattamento(alimentazione,

protezione). Vi sono aspetti universali del parenting, ma vi è anche una

variabilità culturale.

Bornstein: individua nelle funzioni genitoriali un insieme di attività che vedono

coinvolti genitori e bambini all'interno dei naturali contesti di interazione,

9

attività che possono essere descritte attraverso categorie indipendenti.

Modalità di allevamento (nurturant): sopravvivenza del

1) funzione di

piccolo, si svolge a livello delle richieste biologiche e fisiche. Molte

attività cambiano in funzione dei contesti culturali (es. nanna: paesi

occidentali, dormono da soli; paesi orientali, no. Nei paesi poveri cibo e

soddisfare sete sono problemi pressanti, nei paesi industrializzati invece

il problema è l’obesità).

Modalità fisica: sviluppo motorio,

2) legata allo dal controllo della

deambulazione ai movimenti fini della mano (bambini africani precedono

gli americani nell’imparare a stare seduti o a camminare, ma non nel

gattonare o salire le scale. Abilità limitata dall’assenza o minore

disponibilità di scale, mentre la posizione seduta viene agevolata con

coperte arrotolate messe in buche che fungono da sostegno). Altre

comunità non occidentali non incoraggiano affatto i bimbi a gattonare e

camminare per proteggerli. (isola di Wogeo, Nuova Guinea, prima dei 2

anni non è consentito spostarsi da soli.)

Modalità sociale: interazioni visive, fisiche o affettive tra

3) si riferisce alle

adulti e bambini. Abbracciare, cullare, parlare o sorridere al bambino

sono forme di parenting molto intense nella prima infanzia. Questa

modalità sociale include anche la regolazione delle emozioni. Attraverso

scambi non verbali (gesti o segnali del viso) gli adulti aiutano i figli a

riconoscere gli stati emotivi, propri e altrui. (la paura è seguita da

Dopo i 18 mesi, le

comportamenti materni che esprimono tenerezza).

interazioni includono anche interazioni verbali . Anche la socializzazione

delle emozioni è influenzata dalla cultura (giappone mostra meno gli stati

emotivi rispetto all'europa. In un asilo Giappo il pianto veniva scoraggiato

e ridicolizzati o emarginati i bimbi). (asilo nido di Monza, mamma

Ghanese con figli disperato l’ho mette nella fascia sulla schiena, bimbo

d’incanto si calma e osserva il nido dal suo luogo protetto e sicuro)

Modalità didattica:

4) promuove un interesse per l'ambiente circostante e

spinge ad agire attivamente quali orientamento dell'attenzione su un

oggetto, descrizione caratteristiche o dimostrazioni di come si svolgono

alcune attività. Questa forma di parenting aumenta dopo il primo anno di

vita. (qualità di queste esperienze influenza a breve e lungo termine lo

sviluppo: le madri che parlano molto, danno suggerimenti e rispondono di

frequente nel primo anno di vita del bimbo, hanno figli che a 4 anni

ottengono punteggi elevati ai test di livello nelle aree cognitiva e

linguistica)

Modalità materiale:

5) regola l'organizzazione dell'ambiente intorno al

bambino: varietà e tipologia degli oggetti di cui dispone ma anche

collocazione di ausili che possono essere di facilitazione o di

contenimento del movimenti e delle esperienze. ( culture occident, si usa

il box o sdraietta che consentono al bamb interazione precoce, di tipo

visuo-motorio, con giochi sofisticati che producono suoni con un

vantaggio, si pensa, per lo sviluppo percettivo e cognitivo ma ocon una

limitazione del movimento ed esplorazione ambiente)

Modalità linguistica:

6) attraversa tutti i domini. Il linguaggio fornisce una

cornice all'interno della quale si sviluppano le altre abilità, da quello

motorio “dai cammina da solo” a quello cognitivo “questa è la mano”,

emotivo e sociale”è arrivato papà, sei contento?” 10

In conclusione, nella proposta di Bornstein queste categorie racchiudono i

principali comportamenti con i quali i genitori accompagnano i progressi

evolutivi dei figli e ne promuovono l'adattamento. Nessuna delle categorie è

prevalente su altre, anche se in un dato momento una può essere più utiledi

altre. 11

Capitolo 2: ecologia del parenting

2.1-La prospettiva ecologica-

Vygotskij: ha riconosciuto che condizioni di vita differenti (crescere in famiglia o

in orfanotrofio),

modificavano le traiettorie evolutive dello sviluppo cognitivo dei bambini.

Crescere con un genitore attento e sollecito che riconosce le abilità che il

bimbo già possiede, ne incoraggia attenzione gioco autonomo ecc. in altre

famiglie invece, un ambiente più povero o caotico può essere meno favorevole

a sostenere la curiosità e gli interessi dei bambini.

Bronfenbrenner: non considera più il contesto unitario, accoglie da Lewin l'idea

di considerare individuo-processo-contesto, congiuntamente.

 Il contesto è considerato “spazio di vita” o “campo di vita” che

interagisce con la persona in sviluppo e con le sue passate esperienze.

 L'individuo viene inteso come unità biopsichica in cambiamento nelle sue

interazioni con l'ambiente.

 Ambiente ecologico: descritto come una serie di strutture sovrapposte

incluse l'una nell'altra (contesto sociale, famiglia, bambino/genitore,

parenting)

Ecologia del parenting (fig 2.1 pag 49): Utilizzando la metafora di Horowitz,

1987, immaginiamo come una serie di scatole in cui si guardi dal centro fino ad

uno sguardo sempre più ampio verso le strutture esterne. parenting al

centro, bambino/genitore, famiglia, contesto sociale.

Bronfenbrenner 1979:

Microsistema: dimensione più interna,

1. è il primo livello, contiene le

interazioni tra l'individuo in via di sviluppo e le persone, le attività sono

due

dirette e a questo livello si trova il parenting. Le relazioni hanno

dimensioni: partono dal bambino (es. il pianto) sia verso il bambino e

queste influenze bidirezionali regolano il sistema di adattamento

reciproco. Si è pensato che il gruppo dei pari fosse più influente nello

sviluppo, ma non gli si può attribuire tutta questa importanza perchè

anche la famiglia è fondamentale.

Mesosistema:

2. connessione tra i microsistemi del bambini. Si pensi alle

interazioni tra insegnanti e genitori o tra parrocchia e la famiglia. I

mesosistemi a volte creano continuità nell'esperienza dei bambini

(attraverso i compiti scolastici), altre volte creano discontinuità o

contrasto perché le credenze o i modelli comportamentali di un

microsistema (la famiglia), sono differenti da quelli dell’altro (la scuola o il

gruppo dei pari), come può accadere nelle famiglie migranti.

Esosistema:

3. terzo livello in cui il bambino non ha esperienze in prima

persona, ma del quale subisce l'influenza diretta attraverso i microsistemi

prossimali (es. comportamento del genitore). Fattori che influenzano il

contesto lavorativo del genitore

parenting: (ambienti stressanti rendono

irritabili i genitori che a casa sono meno pazienti e disponibili con i figli),

reti di sostegno (qualità del parenting migliore quando i genitori ricevono

aiuto da parenti o amici. Le madri, in particolare sono più sollecite e

punitive), comunità (aree

meno degradate, periferie delle città, rendono

12

più probabile l’escalation verso la delinquenza e il disadattamento

sociale. Rischi maggiori quanto più sono problematiche le famiglie, e

quindi, psicopatologia di un membro, abuso di sostanze, disoccupazione,

ecc).

maltrattamento, disciplina violenta

Macrosistema:

4. è il livello più esterno, comprende le caratteristiche di

una data cultura (stili di vita, credenze, conoscenze, sistemi simbolici,

strumenti, leggi ecc). Secondo Bronfenbrenner, i fattori culturali hanno un

effetto a cascata attraverso le interazioni con tutti gli altri livelli.

Il sistema culturale non può essere considerato omogeneo al suo interno. La

cultura include sottoculture, classi sociali, famiglie con modelli

comportamentali e credenze che si riflettono sul parenting.

cronosistema, dimensione temporale

La prospettiva ecologica indica nel la

lungo la quale avvengono i cambiamenti che alterano la vita delle famiglie .

Alcune trasformazioni coinvolgono direttamente il bambino (nascita

fratello/sorella, perdita genitore), altre di caratteristiche più ampie come

cambiamenti ambientali (calamità, guerre ecc) che alterano drasticamente la

vita delle famiglie.

Man mano che i bimbi crescono, le interazioni all’interno dei contesti ecologici

diventano più complesse e anche la qualità del parenting si modifica:

dall’infanzia all’adolescenza i figli diventeranno capaci di reagire ai

cambiamenti ambientali e di plasmare a loro volta i contesti e la cultura.

Migrazione, contesti ecologici e sviluppo (riguadro):

Per i bimbi e adolescenti che hanno vissuto l’esperienza della migrazione, lo

sviluppo avviene in contesti culturali non omogenei.

sistema familiare,

Da un lato il dove sono mantenuti lingua, usi, conoscenze,

valori tradizionali (come indossare il velo, mangiare riso con le bacchette) e

dall’altro quello della società che li accoglie (il gruppo dei pari, istituzioni

educative, i mass media).

Le pratiche educative in famiglia sono la base per il primo apprendimento

inculturazione

culturale ( ) e grazie a esse i genitori trasmettono ai figli le

abilità e le conoscenze che sono espressione della loro identità etnica e

religiosa e che mantengono vivo, anche in un paese straniero, il legame con la

cultura di origine. acculturazione

Per i genitori diventa palese il processo di cambiamento ( ) a

cui la famiglia va incontro: la lingua, le abitudini, gli orientamenti si modificano

più velocemente nei figli che negli adulti, procurando un senso di perdita, di

disagio (traducono l’italiano agli adulti), di contrasto (acquisizione di costumi e

modelli occidentali). (bere alcolici o indossare minigonna sono difficilmente

accettati da un genitore mussulmano).

Secondo alcuni studi, ciò che sta a cuore alle famiglie migranti è il rispetto e la

sottomissione alle figure autorevoli (padre, marito, suocera), i legami con la

famiglia estesa, la trasmissione dei valori culturali e religiosi.

2.2- Reciprocità e processi transazionali reciproci scambi

Nel microsistema familiare si realizzano sequenza di

interpersonali, secondo processi dinamici che coinvolgono adulto e bambino:

sono una sorgente di influenza e un insieme di risposte stimolate

13

dall’ambiente.

Ad esempio, Il sorriso di un bambino, è contemporaneamente una reazione agli

eventi sociali (il volto della mamma) e uno stimolo che provoca una successiva

risposta del genitore (come un’esclamazione di gioia).

Il concetto che descrive le relazioni dinamiche nel sistema genitore-figlio, è

transazione

quello di : processo attraverso il quale l'individuo e il suo

ambiente si trasformano in modo reciproco e cumulativo. Cioè non solo il

comportamento del bimbo influenza quello del gen e viceversa, ma che gli

effetti dell’interazione alterano, i nuovi comport attuati da entrambi.

-Novak: i cambiamenti sono sia qualitativi che quantitativi (es. sorriso: sorride

bimbi, aumenta sorriso mamma, tale sorriso accresce sorrisi del bimbo. Prima

aumenta e poi si può trasformare in risata).

Modello transazionale di Samerof

- : lo sviluppo sociale viene concepito

come il prodotto di molteplici scambi adulto/bambino e il percorso evolutivo

prende forma da queste influenze bidirezionali. Critica la relazione gerarchica.

Le trasformazioni non riguardano solo i comportamenti manifesti, ma includono

fattori cognitivi con i quali gli individui cercano di dare significato alle

interazioni sociali.

Gli adulti interpretano i segnali e i comportamenti e li valutano.

processi attributivi

I intervengono quando il genitore cerca di comprendere

quali siano le cause dei comportamenti del figlio.

-Classificazione di Weiner: le cause vengono distinte lungo alcune dimensioni

 (locus),

fattori interni o esterni al bambino cioè intelligenza e personalità.

 condizioni situazionali, in base a stabilità o controllo

Le attribuzioni funzionano come filtro interpretativo, in maniera automatica:

mediano le relazioni tra i comportamenti del bambino e le reazioni emotive e

disciplinari del genitore.

Queste influenze devono essere intese secondo processi transazionali in cui

entra in gioco la personalità e lo stato affettivo del genitore e del bambino, i

sistemi di credenze e lo stato affettivo del genitore e del bambino.

-Patterson e Fisher: studiano il parenting da un punto di vista transazionale

analizzando i modelli o “cicli” in cui si consolidano nel tempo i comportamenti

di adulti e bambini. Ciò che determina le risposte non deve essere cercato nella

dirette interazioni sociali

“mente” del bimbo, o adulto, ma nelle regolate da

specifici fattori. Queste influenze sono studiate in contesti naturali con l’analisi

funzionale degli episodi.

ciclo della coercizione

Patterson, : descrive la sequenza di scambi

caratterizzati da livelli di conflittualità sempre maggiori. Il ciclo si basa sulle

influenze reciproche e sugli effetti del rinforzamento negativo che agiscono

come trappole comportamentali sui comportamenti del bambino o del genitore.

Ciclo della coercizione:

1. il g. si rivolge al b. perchè svolga un'attività spesso non divertente o

gratificante. Se il bambino obbedisce l'interazione continua in modo

sereno 14

2. il b. può ignorare il comando o protestare

3. il g., impaziente, ripete il comando in varie forme senza che il b.

obbedisca. C’è aumento del tono della voce e b. assiste a cambiamento

dell’intensità emotiva.

4. il b., nonostante le richieste, ignora ancora il comando. Il g. insiste ma il

b. ha più tempo per dedicarsi all'attività piacevole in corso e tardare nella

richiesta

A questo punto è fondamentale la reazione del genitore ..

 cede non facendo seguire nessun intervento disciplinare valido: funziona

rinforzamento negativo,

come e cioè la cessazione delle richieste

spiacevoli del gen rendono persistente la disobbedienza del bimbo e

apprende che, se si ostina, il gen “lascia correre” e quindi i suoi comandi

in futuro potranno essere ignorati.

 escalation: dopo ad aver usato inefficaci modi verbali il g. perde il

controllo e colpisce il bambino. Il bambino ubbidisce, ma fa si che il

(“trappola” del

genitore continua ad adottare modelli punitivi in futuro.

rinforzamento negativo)

Questi modelli coercitivi sono molto comuni e modellano in casa un contesto

che favorisce la genesi dei comportamenti antisociali.

Queste azioni coercitive rafforzano nel gen la convinzione che i “metodi forti”

siano necessari.

Questi modelli coercitivi, nelle famiglie svantaggiate o afflitte da problemi

psicosociali (conflitti coniugali, violenza, dipendenza da sostanze,

è 3 volte maggiore

psicopatologia del gen) la loro frequenza rispetto alle

famiglie non problematiche.

Queste ripetute esperienze modellano in casa un contesto che favorisce la

(questi modelli si estendono poi a scuola

genesi dei comportamenti antisociali.

e con i coetanei, dove i bambini saranno poi provocatori con gli insegnanti e

pessimi studenti).

La teoria interazionale sociale ha rimarcato il ruolo attivo del bambino e le

influenze bidirezionali che rendono il parenting il risultato cumulativo della

storia relazionale e non un fattore determinante dello sviluppo infantile.

Parkin e Kuczynsky: individuano un limite, la validità generale del modello che

si basa prevalentemente su dati ricavati da campioni clinici.

Altre teorie sono a sostegno degli effetti transazionali: Bornstein, Haynes studio

vocabolario aumenta quanto

sullo sviluppo delle interazioni linguistiche, il

quello utilizzato dalle madri per parlare ai rispettivi figli.

Barkley: studio in bambini iperattivi/disattenti, un trattamento farmacologico è

seguito da un decremento del parenting punitivo. 15

-Teoria sociointerazionale-

Patterson

Gli studi di favoriscono l'evoluzione in chiave processuale dei

fondamenti dell'apprendimento sociale.

Nella sua teoria sociointerazionale si distinguono:

 un micromodello: descrive alcuni schemi ricorrenti (cicli) di gestione

educativa (spesso fallimentari)

 un macromodello: analizza le traiettorie di sviluppo dei

comportamenti antisociali nell'infanzia e nell'età adulta.

La loro integrazione è necessaria per sapere che la disciplina inefficace, il

monitoring inadeguato sono correlati a esiti evolutivi negativi nel bambino e il

macromodello non spiega in modo esauriente perché il bambino mantiene

questi comportamenti nel corso del tempo, infine i macromodelli non

affrontano la questione da un punto di vista evolutivo.

L'analisi parte dalle interazioni familiari e poi segue nello sviluppo le

traiettorie dei bambini problematici riconoscendo gli effetti dei fattori di

.3- Il contributo del bambino

2

Thomas e Chess: studi sul temperamento infantile. Chess, pediatra americana:

“molti genitori sono ambientalisti fin quando non hanno un secondo figlio” cioè

credono che i figli diventeranno ciò che l’educazione familiare li renderà.

In realtà, i bambini già dopo le prime settimane di vita si presentano in misura

diversa attivi e socievoli, inibiti o irritabili.

temperamento differenze

Gli psicologi hanno definito l'insieme delle

comportamentali, su base biologica, che compaiono precocemente, mostrando

una certa stabilità nel tempo e rappresentano la base dell'individualità.

(madre che chiede al figlio di prendere un pezzo di torta dal frigo. Il bimbo

esegue richiesta perché vuole fare un piacere alla madre o perché desidera

avere una fetta di torta o perché gli piace sentirsi utile, motivazione. Bimbo

esegue richiesta perchè ha capito perfettamente il linguaggio, si ricorda dove

sta la torta e perché ha la competenza motoria suff per aprire frigo, tagliare

torta con coltello, abilità. C’è anche un modo particolare con cui ogni bimbo

eseguirà questa semplice azione. Ci sarà il bimbo che scatta veloce, corre, fa

un sacco di rumore e rischia di far cadere la torta, e il bimbo che ci penserà un

attimo, si alzerà con calma e si avvierà lentamente, chiedendo dove sono le

cose, il tutto con fare tranquillo. Questi stili rappresentano, secondo Thomas e

il temperamento

Chess, )

Il temperamento dipende dal livello di attività motoria che i bambini mostrano

dall'infanzia.

Il temperamento non è né buono né cattivo, ma risulta adattivo o disadattivo

16

secondo il grado di accordo con ambiente circostante.

-Concetti chiave del temperamento spiegato ai genitori-

il temperamento si riferisce allo stile del comportamento. È il

1. modo in cui un bimbo si pone di fronte a diverse attività e vi si impegna.

il temperamento riguarda caratteristiche che sono di origine

2. biologica. Subiranno influenza parenting e altri fattori ambientali.

le caratteristiche del temperamento sono relativamente stabili

3. nel tempo. Dal momento che il comportamento dei bimbi è funzione sia

delle caratteristiche innate sia delle influenze ambientali, i tratti

temperamentali saranno varie nelle diverse situazioni.

il temperamento non è né buono né cattivo. Alcune caratt temp

4. potrebbero essere più facili da tollerare rispetto ad altre a seconda delle

età e delle situazioni.

i bambini con sviluppo normale e in piena salute presentano

5. caratteristiche temperamentali che possono alterare i genitori. Il

bimbo potrebbe presentare tratti temperamentali che potrebbero rendere

difficile il compito del gen. Ciò non significa che il bimbo sia, iperattivo o

che abbia disturbi emozionali, ne che voi siate cattivi genitori.

la goodness of fit si riferisce alla “bontà dell'adattamento”, cioè

6. la coincidenza tra le caratteristiche del bambino e le richieste

dell'ambiente. Buona coincidenza si ha quando le richieste e le

aspettative sono in linea con lo stile temperamentale e con le capacità

del bamb. Scarsa aderenza potrebbe contribuire a un contesto genitore-

figlio e a un crescendo di problemi comportamentali. Imparare i

riconoscere lo stile di temperamento del vostro bambino potrebbe

aiutarvi ad accomodare i vostri approcci educativi al fine di raggiungere

un buon adattamento reciproco.

una scarsa compatibilità tra lo stile temperamentale del bambino

7. e le richieste situazionali renderà i compiti che il bambino deve

afrontare troppo difficili o poco divertenti. Un genitore sperimenta

le difficoltà dei figli insieme a loro. Sarà importante essere presente,

condividere le loro difficoltà, senza pensare, come a volte succedono, che

loro le creano a voi.

Oltre ai livelli di attività, altre dimensioni tipiche del temperamento sono:

 emozionalità

l' (quando è negativa è caratterizzata da espressioni

negative come piangere, mostrarsi arrabbiati ecc)

 socievolezza : indica l'orientamento verso le persone e l'attenzione che il

bambino riceve dal contesto

Emozionalità negativa e bassa socievolezza sono associate ad un

temperamento difficile.

La bontà dello stile temperamentale non dipende solo dalle caratteristiche

dell'individuo, ma è in relazione al contesto.

Tutte le dimensioni del temperamento hanno un effetto circolare sul parenting:

17

se le caratteristiche del bambino sono percepite come positive dal genitore, ne

influenzano i comportamenti e sono a loro volta modificate dalle relazioni di

quest'ultimo.

Genitori con figli dal temperamento difficile hanno più elevati livelli di stress e

sono meno soddisfatti e fiduciosi di riuscire a occuparsi del figlio.

Thomas e Chess pensavano che vi sia una predisposizione biologica che

determina nei bambini profili comportamentali diversi prima che l'ambiente e il

parenting li modifichino e che influenza la bontà dell'adattamento.

Il temperamento definisce le caratteristiche della persona , ma non rappresenta

un tratto che predice il futuro.

parenting/temperamento

Gli effetti del non sono lineari, ma complessi, in

quanto i comportamenti educativi hanno un'influenza differente in bambini con

esempio sono le pratiche di socializzazione durante

diverso temperamento. Un

i pasti (bimbi che stanno seduti con difficoltà, piangono o si ribellano) più le

strategie del gen per farlo mangiare.

Gli esiti di queste esperienze sullo stile alimentare che il bimbo mostrerà in

futuro, non dipenderanno unicamente dai comportamenti del gen, ma da

interscambi tra il temperamento infantile e le caratteristiche del parenting.

genere del bimbo l’ordine di nascita

Studiosi si sono chiesti se il e influenzino il

suo sviluppo.

Efetto del genere sulla percezione che gli adulti hanno di un neonato:

-Condry, ha fatto vedere a studenti universitari un video di un bambino che

“paura” bambina

piange, il pianto veniva considerato di se si trattava di una e

“rabbia” bambino.

di se si trattava di un

maschi tendono ad avere punteggi più alti delle bambine nel

-Eaton e Enns, i

livello di attività.

Ricerche confermano che, i genitori tendono ad incoraggiare i figli ad assumere

“appropriati al genere”.

comportamenti

L'efetto dell'ordine di nascita :

-psicoanalista Adler, convinto dell’influenza delle esperienze precoci sul futuro

dell’individuo: il primogenito per l'amore esclusivo dei genitori prova gelosia

alla nascita del secondo figlio. Il secondo figlio per avere avuto accanto un

fratello maggiore, verso il quale sviluppa sentimenti ambivalenti (ammirazione

e desiderio di emulazione, rivalità e competizione).

Le dinamiche tra fratelli, a volte favoriscono i secondogeniti che si presentano

determinati, desiderosi di affermarsi e di eccellere sui fratelli maggiori, mentre

in altri casi lamentano senso di inferiorità e problemi psicologici.

personalità del primogenito

Non esiste una e le differenze nei profili di

personalità dipendono da una costellazione di fattori interni alla famiglia, ma

anche esterni (socializzazione e scuola).

primogeniti

-Bee: rispetto ai fratelli, i sono oggetto di:

 maggiori pressioni perchè arrivino al successo

 un linguaggio più complesso durante la prima infanzia 18

 un'educazione più restrittiva e intrusiva

 un ambiente più centrato sul bambino

 una disciplina più coercitiva (più punizioni)

Dalle ricerche emerge che il primogenito nella prima infanzia riceve maggiori

attenzioni rispetto ai fratelli. Il coinvolgimento nelle cure e nell'accudimento

rimane invariato.

La disciplina esercitata dai genitori sembrerebbe influenzata dalla posizione dei

figli. orientamento sistemico:

-Psicologi di vi è un livello globale di funzionamento

della famiglia che è qualcosa di più complesso delle transazioni che avvengono

nelle diadi genitore-figlio.

Il funzionamento di un sottosistema produce cambiamenti anche negli altri.

La qualità di interazione tra i fratelli correla con quella tra i genitori (mamma e

papà calorosi, calorosi anche tra fratelli).

I cambiamenti all'interno della famiglia modificano gli scambi tra b. e g.: alla

nascita di un fratello diminuiscono il tempo e le interazioni positive tra la madre

e il primogenito.

-Dunn e Plomin: ambiente condiviso

Nel contesto familiare c'è un (condizioni comuni a tutta la

ambiente non condiviso

famiglia) e un (altre esperienze, personali per ogni

membro della famiglia).

parenting diferenziale indica che i modi con cui i genitori

Per questo si ha :

interagiscono con ciascun figlio non sono simili.

condizioni comuni a tutti i membri,

Nel contesto familiare vi sono cioè

l’ambiente condiviso : livello istruzione genitori, risorse disponibili come libri

o spazio per i compiti.

esperienze non comuni a tutti, l’ambiente non condiviso

Altre sono cioè :

condizioni non replicabili tra i figli come l’ordine di nascita, la preferenza del

gen per il figlio maschio(o femmina)ecc.

Tutto questo rende il parenting, differenziale, cioè unico e irripetibile per

ciascun figlio.

-Deater: la dimensione del controllo genitoriale non varia tra i figli, mentre la

calorosità è collegata al profilo comportamentale.

-Plomin e Daniels: l'ambiente non condiviso è molto importante per

comprendere la variabilità psicologica individuale (anche tra gemelli) ed è il

risultato di una lunga storia di interazione.

genetica del comportamento

Secondo la (Plomin), la natura e la cultura

sono entrambe molto importanti per lo sviluppo umano:

Molte ricerche hanno cercato di separare il contributo dei fattori biologici o

ambientali nel determinare somiglianze e differenze tra gli individui.

Molte ricerche sono state sono state condotte a livello familiare (individui senza

legami biologici, come genitori o figli adottivi, o fratelli con corredo genetico

19

nel tentativo di

simile o identico, come i fratelli dizigoti o monozigoti)

confrontare i profili psicologici verificare se la similarità fosse maggiore

e

quando anche le caratteristiche genetiche erano identiche (caso dei gemelli

monozigoti).

Se consideriamo i gemelli monozigoti, essi possiedono il medesimo patrimonio

genetico (genotipo), tuttavia, anche se vivono nella stessa casa, non

condividono lo stesso ambiente.

Plomin ha osservato che le correlazioni nelle loro capacità cognitive e nei

fattori di personalità sono molto basse.

2.4-Le caratteristiche del genitore e altre determinanti

modello processuale del parenting primi modelli

-Belsky: ( ) elabora uno dei

processuali a partire da una rassegna sui fattori familiari e sociali più spesso

associati al maltrattamento infantile e le raggruppa in 3 dimensioni

caratteristiche del genitore:

1. storia personale, esperienze familiari, modelli

educativi appresi dal genitore.

caratteristiche del bambino:

2. pianto, bambini nati prematuri con

menomazioni.

caratteristiche del contesto:

3. reti sociali, familiari. In alcuni casi sono di

supporto, mentre in altri possono essere fonte di stress che incide

negativamente sulle qualità delle cure.

Ad es il pianto del bimbo se percepito fastidioso può sollecitare non cure

amorevoli e adeguate, ma indifferenza e persino violenza corporale.

Anche i bimbi nati prematuramente o con menomazioni fisiche possono

mettere a dura prova i genitori.

Belsky nota dagli studi sul maltrattamento una costante: circa 1/3 dei gen

violenti o trascuranti, aveva a sua volta subito le medesime esperienze

nell’infanzia.

Questo modello assume che le pratiche genitoriali siano influenzate da

ciascuno di questi domini e che per spiegare un adattamento equilibrato tra

adulto e bambino bisogna prenderli in esame tutti.

La trasmissione intergenerazionale del parenting :

Secondo i teorici dell'attaccamento i comportamenti di cura non sono

influenzati dal passato, ma i MOI (modelli operativi interni) organizzano le

aspettative e le emozioni legate alla propria figura d’attaccamento (il gen) e

diventano un riferimento per le future relazioni intime.

Dalla propria madre calorosa e sollecita un individuo apprenderà modelli che

potranno orientare, in futuro, le interazioni con i propri figli (ad esempio, come

consolare il pianto).

Tuttavia, il modello operativo si modifica, così come si evolvono tutte le

relazioni: se le interazioni non sono più positive, anche il legame sarà

influenzato negativamente. modello di parenting

Dishion e McMahon

- : propongono un che

include: 20

il sistema motivazionale del genitore

1. : credenze e valori che sono

fattori cognitivi che spesso agiscono implicitamente ma in concreto

influenzano le pratiche e l'ecologia dello sviluppo. Sono conoscenze che

derivano dall'esperienza e orientano i comportamenti dei genitori, ma

possono modificarsi inglobando altre conoscenze.

l'abilità di gestire attivamente il comportamento del figlio

2. (gestione comportamentale), attraverso le pratiche disciplinari, le regole.

il monitoring

3. : insieme di comportamenti genitoriali che implicano

l'attenzione e il controllo di ciò che riguarda il bambino. Attraverso il

monitoring il gen organizza un contesto rispondente alle esigenze

evolutive del figlio.

la qualità emozionale della relazione

4. : al centro del modello,

interconnessa alle altre dimensioni e che influenza sia l'adattamento dei

genitori sia il clima familiare.

Vi sono aspetti dinamici e contestuali del parenting: esso di modifica

dall'infanzia alla giovinezza dei figli e richiede un continuo adattamento dei

comportamenti dei genitori.

Il monitoring assume forme indirette in età scolare e adolescenziale quando i

ragazzi sono verbalmente interattivi e quindi i gen utilizzano le discussioni sulle

amicizie dei figli, come trascorrono il tempo libero lontani da casa ecc.

La qualità del parenting quindi, non prescinde dal contributo del figlio alla

relazione.

La mancanza di sorveglianza del bimbo al parco può essere legata al fatto che

il gen non creda sia necessario controllarlo (monitoring), laddove un altro gen

invece potrebbe trovarsi sempre in prossimità del figlio perché lo considera

troppo piccolo per stare sull’altalena senza aiuto.

È un insieme diverso di idee che riguardano le caratt individuali dei figli, gli

obiettivi rilevanti per il loro sviluppo, i compiti di cura della fam, le finalità

dell’educazione.

Sigel e Lisi sistemi di credenze (beliefs)

, le definiscono : sono conoscenze

che derivano dall’esperienza, orientano i comport dei gen.

Le credenze sono fortemente influenzate da fattori ecologici e culturali.

Abidin

- : importanza dei sistemi motivazionali e delle credenze del gen, in

articolare le idee su di sé e sulle proprie capacità di fronteggiare le

responsabilità educative. autoefficacia genitoriale

convinzioni sono note come sono

Queste ,

legate al dominio del parenting ed esprimono fiducia e l'orientamento

motivazionale dell'adulto rispetto alle esigenze dei figli. “riesco a capire quando

il neonato ha le coliche”.

Le caratteristiche dell'ambiente includono le opportunità concrete di vita,

fattori che possono variare la qualità percepita della vita familiare.

concetto di stress

All'interno di questo modello è fondamentale il che attesta il

21

disequilibrio che si crea tra le richieste poste dall'individuo e le sue capacità di

affrontarle. qualità della relazione matrimoniale.

Un altro fattore importante è la

Elevati livelli di stress agiscono negativamente e modificano la capacità del

genitore di affrontare i problemi quotidiani e di tollerare i comportamenti dei

bambini.

Abidin parenting disfunzionale,

chiarisce: Questo porta ad un aumento di ma

livello troppo basso di stress

anche un comporta questo tipo di parenting, che

porta ad un disinvestimento affettivo, nella trascuratezza o in scarsi

comportamenti di vigilanza e di sollecitudine nei confronti del bimbo.

Gli effetti delle variabili contestuali sullo stress percepito sono mediati da un

rilevanza di ruolo:

insieme di credenze incluse nella dimensione costrutto

relativo all'idea di sè come genitore e varia individualmente come prodotto

della personale storia di attaccamento e dalle aspettative sulla genitorialità.

Queste credenze fungono da moderatori rispetto allo stress.

(Abidin)È importante tenere distinte la relazione tra i coniugi e il

parenting , i due genitori potrebbero essere coinvolti e mostrare qualità

educative adeguati rispetto ai figli anche se non sono sereni e appagati dal

matrimonio.

L'alleanza genitoriale (Abidin) è connessa al grado di partecipazione e di

supporto che ciascuno potrebbe avere dall'altro genitore nei compiti e nelle

responsabilità di cura dei figli.

2.5- Parenting e cultura

Tutti gli aspetti del parenting sono influenzati dalla cultura.

Erikson (psicoanalista anni ‘40):

- studio sulle pratiche di allevamento dei

sioux

bambini presso i (cacciatori di bufali che vivevano nelle praterie) e gli

yurok (montanari che vivevano di pesca), mette in evidenza come ciascuna

“qualità”

società fondi le che i bambini da adulti dovranno possedere (i primi

spirito guerriero e fierezza, i secondi i principi della collaborazione e le regole

per contribuire alla vita della comunità).

Donne Sioux incoraggiano il sentimento di fiducia dei propri bimbi, allattati per

divieto,

anni. Prima lezione è il appreso anche a suon di percosse sulla testa, di

mordere il capezzolo materno durante l’allattamento. Più avanti il bimbo

imparerà a rispettare e onorare le donne della tribù, specie le sorelle.

Donne Yurok invece, svezzano precocemente i figli, li stimolano a camminare al

più presto ed evitano che si sentano troppo coccolati. Bimbi devono essere

pazienti e accorti come deve essere un pescatore, mangiare lentamente e

poco, sottomettersi a regole di purificazione. Anche vita sessuale no orientata

alla conquista ma all’economia: grave colpa scegliere moglie il cui prezzo non

sia adeguato alle sue tasche e metterla incinta prima di aver finito di pagare le

rate. -.- bambini in 6

Beatrice e Whiting

- : progetto in varie culture per analizzare 22

culture .

Le sei comunità differivano per la frequenza con cui i bambini condividevano gli

spazi e le attività con i coetanei, oppure con i più piccoli verso i quali

svolgevano anche funzione di sorveglianza e accudimento:

 intenso coinvolgimento con i coetanei = caratteristiche di personalità

aggressività e egoismo.

 bambini coinvolti con i più piccoli= socievoli e solleciti.

Questo lavoro è considerato una vera pietra miliare nello studio del parenting

in prospettiva culturale, perché mette in luce gli stretti rapporti tra organizz

pratica vita familiare (modi di cura dei bimbi ) e diversi fattori ecologici:

caratteristiche fisiche ambiente (clima, flora e fauna), la storia delle comunità

(migrazioni/guerre), i sistemi di produzione e l’economia.

Questo modello psicosociale ha avuto il merito di avere dettagliato alcuni dei

fattori che definiscono la cultura, passando da una descrizione generica del

livello macrostrutturale a un'analisi più circoscritta dell'ambiente di vita

prossimo ai bambini. Questo modella trascura il fatto che la cultura nasce e si

costruisce attraverso le interazioni degli individui.

natura culturale dello sviluppo

-Rogoff (sulla scia di Vygotskij): analizza la

e i rapporti con l'educazione. Nei diversi contesti i bambini imparano quelle

abilità che sono considerate socialmente rilevanti osservando gli adulti e

sfruttando il loro insegnamento. Ogni società costruisce un proprio curriculum

culturale.

Nelle famiglie si realizza una sorta di apprendistato naturale attraverso la

partecipazione guidata dei bambini alle interazioni con gli adulti.

nicchia evolutiva

Super e Harkness

- , nozione di : cioè un’analisi più

dettagliata del contesto prossimale del bambino.

nicchia 3 sottosistemi

La comprende interagenti:

1. l'ambiente fisico e sociale (abitazione e persone che circondano

bimbo, strumenti che ha a disposizione ecc)

2. le pratiche e i modi di cura dell'infanzia

3. la psicologia del caregiver (credenze del gen sui bisogni del bimbo,

l’orientamento affettivo)

I gen si pongono obiettivo diversi per i loro bimbi e in base ad essi scelgono

come allevarli.

Gusii del Kenia

Ad es tra i , le madri dedicano un lungo periodo di cura ai loro

bimbi, con atteggiamento molto protettivo.

Mentre nei paesi industrializzati, i gen non hanno motivo di preoccupazione

della sopravvivenza dei loro figli che possono dedicarsi ad attività di gioco,

lettura di libri figurati e uso precoce pc.

La nicchia è un sistema aperto in quanto si adatta alle caratteristiche del

bambino e agli elementi del contesto storico.

Il parenting, pur trasmesso tra generazioni, si trasforma in maniera dinamica

incorporando elementi di novità. 23

-Weisner: le routine che i genitori stabiliscono nell'ambiente di vita del bambino

riflettono le credenze (o “psicologie ingenue”) modellate dalla cultura. Le

routine sono un modo valido per indagare il pareting e l'ecocultura familiare.

Kegitcibasi

- (psicologa di origine Turca): sottolinea i rapporti stretti tra

cultura, orientamenti educativi e sviluppo di sé.

3 modelli familiari

Individua in cui emergono forme di parenting:

modello di interdipendenza totale:

1. tipico delle culture in cui

l'economia è povera e le risorse sono limitate. I membri condividono lo

sforzo sin dalla più giovane età. Vengono valorizzate collaborazione e

obbedienza. Viene favorito lo sviluppo del sé interdipendente, tipico delle

culture a orientamento collettivistico

modello di indipendenza:

2. orienta le società più avanzate, in cui non vi

figli, non sono bene per

sono problemi per le risorse economiche,.. i

economia della famiglia ma sono una risorsa di tipo affettivo . Il valore

dominante è la promozione dell'autonomia di ciascuno. Si sviluppa un sé

indipendente, tipico delle culture individualistiche

interdipendenza psicologica

3. : nato dallo sviluppo socioeconomico e

dalle spinte verso l'urbanizzazione. L'autonomia economica dei figli non

impoverisce il sistema familiare, anzi è funzionale al loro adattamento

sociale. La vicinanza affettiva con i genitori, cioè lo sviluppo di un sé

autonomo e relazionale, che coniuga l'affermazione del sé e un forte

senso di coesione familiare. 24

Capitolo 3: Transizioni evolutive e parenting

3.1- Ridefinire i compiti di cura

I cambiamenti che avvengono nel sistema genitore-figlio sono continui e

transizioni evolutive

dinamici, appaiono più marcati durante le che

accompagnano la crescita del figlio. individuale

L'interdipendenza delle relazioni fa sì che ogni cambiamento diventi

familiare.

significativo anche a livello

Secondo gli psicologi vi sono alcuni cambiamenti che sono normativi

(prevedibili) che scandiscono il ciclo di vita della famiglia.

ciclo di vita della famiglia

-Hill, principali eventi che scandiscono il :

 nascita del primo figlio

 allevamento dei figli piccoli

 periodo della scuola

 adolescenza

 transazione all'età adulta

 uscita dei figli dal nucleo familiare. normativi,

In realtà non sono presenti solo eventi ma vi sono cambiamenti

legati a eventi critici inattesi oppure fattori macrostrutturali, cioè sociali e

culturali (famiglie a basso reddito gravidanza spesso è precoce, anche

nell’adolescenza. Famiglie con reddito medio-alto, dove la donna impegnata

nella formazione e lavoro, sceglie di mettere da parte la gravidanza anche dopo

35-40 anni).

Nelle fam avviene anche una serie di piccoli cambiamenti, le

microtransizioni , ovvero i movimenti di riadattamento che le famiglie

compiono costantemente Breunlin

Daily stress ovvero piccoli eventi critici quotidiani che segnano la vita

“ ”,

personale e familiare e che se affrontati in modo non adeguato, a lungo andare

possono incidere negativamente sulla qualità dei legami e sul benessere

psicologico dei membri.

-Teorie sistemiche: sottolineano gli aspetti dinamici dell'assetto familiare, che

mutua in funzione di eventi che possono avvenire al suo interno. Questi

cambiamento alterano il funzionamento della famiglia e la transazione

comporta la necessità di fare fronte all'evento. 25

-Forehand e Wierson: cambiamenti evolutivi dall'infanzia all'adolescenza:

Prima Media Prima Media

fanciullezza fanciullezza adolescenza adolescenza

Compiti di Dalla Padronanza Sviluppo Processo di

sviluppo dipendenza nelle situazioni dell'identità individuazione

primari all'indipendenz scolastiche personale della famiglia

a

Sviluppo Organizza Pensiero Metacognizion Pensiero

cognitivo semplici rappresentativ e astratto

catene causali o concreto

Ragionamento limitato orientato alle Conformismo Assunzione di

morale regole una

prospettiva

Sviluppo Limitate Aumento delle Interazione Interazioni

sociale interazioni interazioni con i coetanei sentimentali

Sviluppo Emozioni Affettività Affettività Regolazione

emotivo guidate da quasi stabile positiva affettività

stati esterni stabile

Sorgente Caregivers Genitori e Coetanei e coetanei

primaria di (genitori) insegnanti genitori

rinforzamento

-Famiglia in psicologia-

 è un microsistema sociale e intergenerazionale in evoluzione con

caratteristiche proprie.

 è ritenuta capace di reagire a stress prevedibili e imprevedibili

 l'entrata, l'uscita e lo sviluppo dei membri costituiscono eventi critici

prevedibili in base ai quali è possibile periodizzare il tempo familiare

 la crescita della famiglia è legata al suo effettivo superamento di tali

eventi critici 26

3.2- La transazione alla genitorialità

La nascita di un figlio comporta cambiamenti anche a livello psicologico. Non è

un evento del tutto sereno, ma determina una crisi che coinvolge i singoli

genitori e la vita coniugale.

Nei primi mesi i neogenitori attraversano momenti di confusione e di incertezza

nell'adattarsi ai bisogni del neonato.

La capacità di adattamento non dipende solo dalle risorse e dall'esperienza del

genitore, ma anche dalla salute e dalle caratteristiche temperamentali del

neonato.

primi 3 mesi

I dopo il parto sono critici per la transazione: nelle prime

settimane vi può essere carenza di autostima nella madre, ma in seguito

aumenta il senso di efficacia e si attenua la percezione negativa del

temperamento.

Entrambi i coniugi possono sentirsi inadeguati e le madri possono attraversare

momenti di depressione, fattore di rischio per la qualità del parenting.

Nei primi 3 mesi di vita del bambino le madri depresse appaiono poco

stimolanti e si rivolgono a lui senza entusiasmo e senza contatto visivo e fisico.

Queste emozioni sono accompagnate da senso di rifiuto e ostilità verso i figli e

sfociano in interazioni trascuranti.

Tuttavia una psicopatologia non equivale ad inadeguatezza del parenting,

infatti la presenza di fattori di protezione riduce l'instaurarsi di relazioni

disfunzionali.

Vi sono differenze tra padri e madri alla nascita del primo figlio: il primo

adattamento influenza in misura minore il padre, ma su entrambi incidono i

fattori di personalità e le relazioni con la famiglie di origine.

rapporto tra i coniugi

La qualità del favorisce la transizione alla genitorialità.

autoefficacia coniugale

-Caprara, Regalia e Scabini definiscono come la

capacità di saper comunicare apertamente con il proprio partner, di offrirgli il

supporto necessario, di risolvere i problemi legati alla vita coniugale e di

superare i disaccordi relativi all'educazione dei figli.

basso senso di efficacia coniugale

Un influenza negativamente il parenting.

Fattori di rischio:

 giovane età del genitore (16-18 anni): lo sviluppo psicologico

incompleto della ragazza può essere aggravato dallo stress delle

27

responsabilità genitoriali con l'aumento dei livelli di ansia, di depressione

e senso di impotenza. gravidanza in adolescenti che

-Horowitz e coll, hanno trovato che La

soffrivano depressione era 3 volte più probabile rispetto alle coetanee che

non ne soffrivano.

Queste madri, ancora troppo giovani, non hanno una conoscenza realistica

delle esigenze o delle capacità di un bambino piccolo e possiedono aspettative

sui figli a cui non corrispondono:

 adattamento psicosociale dei padri adolescenti : la transazione alla

genitorialità rende questi adolescenti meno soddisfatti e più vulnerabili

alla depressione. Fonte di stress per preoccupazione della responsabilità,

il futuro e il lavoro, la rinuncia ai propri progetti per lo studio e la

formazione, ma anche ansie per il futuro del bimbo e salute della madre.

28

L'autoefficacia del genitore:

- senso di efficacia personale

Il (o autoefficacia) include i giudizi e le

convinzioni che una persona esprime riguardo alla propria abilità nel riuscire

a gestire adeguatamente le situazioni che incontrerà e a raggiungere i

risultati prefissati. teoria di Bandura

Concetto che deriva dalla , spiega le aspettative e la

fiducia di poter allevare ed educare i figli in modo valido, nonostante

l'impegno e le difficoltà.

Le madri con alta efficacia:

 sono più abili a prestare attenzione ai segnali del bambino

 sono più calorose ed educano in maniera non punitiva

 di fronte alle difficoltà anche un orientamento (coping) di tipo attivo e

centrato sui problemi

Bassi livelli di efficacia sono correlati con:

 depressione materna

 elevati livelli di stress

 stile di coping passivo

 sentimenti di impotenza

Nel complesso, molti studi confermano che un’alta autoefficacia è fortemente

correlata alla capacità delle madri di fornire ai figli un parenting positivo e un

ambiente di crescita stimolante e sereno.

Le convinzioni di efficacia genitoriale si modificano in relazione alle diverse

fasi dello sviluppo dei figli e quindi ai compiti educativi che ne derivano.

Dopo la prima infanzia, accudimento, giochi e insegnamento routine familiari

lasciano il posto all’insegnamento delle regole sociali o al sostegno di attività

scolastiche.

In adolescenza, gli obiettivi di sviluppo dei figli e dei gen devono essere di

nuovo ridefiniti per autonomia e indipendenza dei figli.

I gen di bimbi “difficili”, per nascita prematura, disabilità ecc, sperimentano

direttamente quanto siano poco efficaci i loro sforzi nel rispondere ai bisogni

del bimbo. 29

3.3- L'infanzia (9-18 mesi)

Età compresa tra i 9 e i 18 mesi, si passa dalla dipendenza neonatale ad una

crescente capacità di interazione sociale e di autonomia.

Si sviluppa il linguaggio, si inizia a spostare da solo, si affinano i gesti

intenzionali.

Muta il rapporto con il contesto fisico e quello con l'adulto.

controllo dare limiti

Nel parenting entrano a fare parte le dimensioni del e del ai

comportamenti infantili.

LeVine

- : la prima funzione di socializzazione è la sicurezza e la protezione del

bambino dai pericoli, mentre in seguito i genitori indirizzeranno i loro sforzi

sulla trasmissione di modelli familiari e societari.

due anni

Intorno ai , quando il movimento è autonomo, gli interventi verbali

dei genitori sono ricchi di proibizioni e divieti;

anni successivi

Negli diminuiscono ed iniziano ad essere presenti le prime

regole sociali (“dai un bacio alla nonna”, “sii gentile con il tuo amichetto”)

Infine, con lo sviluppo, i contenuti delle regole si spostano su norme di

comportamento. compliance (obbedienza)

Lo sviluppo della alle richieste dei genitori

consente al bambino di scoprire in quali situazioni è opportuno mettere in atto

o evitare certi comportamenti.

Carenza di controllo e custodia inadeguata sono fattori di rischio.

potenziale ludico

L'ambiente, per il bambino, è ricco di (bottigliette di

plastica, scarpe ecc offrono opportunità di gioco sempre nuove e diversificate).

Il gioco rappresenta l'attività spontanea per eccellenza, una modalità naturale

di apprendimento che coinvolge soprattutto i fratelli.

Le relazioni che il bambino stabilisce in questa fase con il caregiver sono

fondamentali per l'adattamento: un attaccamento sicuro con i genitori fornisce

una base sicura da cui muoversi per esplorare l'ambiente.

Un attaccamento insicuro ostacola la ricerca di indipendenza.

referenzialità

9-10 mesi riferimento

si osserva un fenomeno noto come o

sociale

:

il bambino, in presenza di estranei o oggetti sconosciuti, si rivolge con lo

sguardo alla madre per osservarne le reazioni emotive e orientare in base ad

esse le sue risposte.

Il riferimento sociale non sarebbe possibile senza la capacità di compiere sottili

discriminazioni tra le varie espressioni facciali e gli altri indizi sociali.

È significativo che questo riferimento all'adulto come fonte di informazioni in

si osserva solo

situazioni di incertezza sia un fenomeno selettivo, in quanto

con le persone familiari che sono una base sicura. 30

routine in casa

Le (sonno, pasti, uscite e ricorrenze) consente al bambino di

strutturare le esperienze, persone e sequenze di azioni in script che li

organizzano in modo prevedibile.

ambiente familiare coerente e organizzato

Un è il primo contesto per la

socializzazione di norme o standard di comportamento. Questa strutturazione

compliance

favorisce la e la regolazione delle emozioni.

Le ricerche indicano che coloro che mantengono regolarità e coerenza delle

pratiche quotidiane e che rispondono in modo sensibile ai bisogni del bambino

hanno figli che apprendono più precocemente l'autocontrollo comportamentale

e la regolazione delle emozioni.

In seguito la comprensione emotiva si arricchisce di altre abilità: capacità di

riconoscere e inferire le esperienze emozionali degli altri e di regolare

l'emozionalità in modi adeguati.

Parlare con il bimbo delle emozioni proprie e altrui favorisce lo sviluppo della

competenza emozionale.

3 strategie

-Denham: identifica che favoriscono lo sviluppo emotivo:

modeling (i diversi partner sociali che interagiscono con il bimbo fin

1. dalle prime settimane, mostrano reazioni emozionali come mimica del

volto, espressioni verbali ecc che vengono osservate dal bimbo)

reazioni contingenti alle risposte espresse dal bambini: cambiano

2. con lo sviluppo; dal parenting fisico nelle prime settimane (abbracciare

durante il pianto o cullare), alle lunghe discussioni con i

ragazzi/adolescenti.

3. insegnamento

L'espressione delle emozioni positive da parte dei genitori correla con

l'espressività positiva dei bambini.

Le reazioni positive favoriscono il riconoscimento delle emozioni e la loro

espressione in modi socialmente accettabili.

allenatori emotivi

-Gottman: i genitori si fanno coinvolgere

empaticamente nei sentimenti dei figli e non reagiscono negativamente (ad es

ansia) né minimizzano ciò che i bambini provano.

supportivi

Quando i genitori NON sono (puniscono, respingono, minimizzano

paure, tristezza e rabbia) i figli mostrano minore competenza nelle abilità

regolatorie. distress psicologico

Queste reazioni parentali si associano ad alti livelli di e di

aggressività nel bimbo.

Infine, l'insegnamento intenzionale del lessico delle emozioni è considerato da

molti genitori un aspetto importante nello sviluppo (discussioni, spiegazioni, i

racconti di aventi vissuti dal bambino o da altri, sono tutte modalità che

favoriscono i diversi aspetti della competenza emozionale).

Nel secondo anno di vita l'acquisizione del linguaggio è un'altra conquista:

quando il vocabolario supera le 50 parole le espressioni diventano più

31

complesse anche da un punto di vista sintattico infatti combinano insieme 2-3

parole (vieni-mamma, palla-mia).

-Bornstein: ampio studio condotto in 3 paesi. Francia, Giappone e Stati Uniti.

Osservato come cambia lo stile linguistico delle madri al termine del primo

anno di vita dei bimbi, con andamento che è comune.

Interagiscono con espressioni verbali più di frequente con i bimbi più grandi: a

13 mesi, diminuiscono le espressioni affettive, tipiche dei primi mesi

(vezzeggiativi, rime, suoni onomatopeici) e aumentano le espressioni

informative, come le domande.

baby talk madrese

Infatti il (o ), caratteristica universale delle prime

interazioni linguistiche tra madre e bambino, si riduce in questa fase.

-Feldman: ha messo in evidenza i rischi di ritardo a cui vanno incontro i bambini

ambiente svantaggiato.

quando vivono in madre presentava lievi deficit cognitivi

Ha studiato ambienti familiari in cui la ;

le madri si mostravano scarsamente supportive nei confronti del bambino e

parlavano loro di rado.

I figli a 2 anni mostravano segni di ritardo linguistico e cognitivo.

Feldman, avviò diversi programmi di educazione domiciliare con l’obiettivo di

modificare quei comportamenti materni

L'intervento sul parenting è prezioso anche dal punto di vista preventivo.

Comportamenti dei genitori favoriscono lo

Ricerche confermano quali

sviluppo linguistico :

l'uso di espressioni compatibili con i progressi del bambino, periodo 12-36

1. mesi sviluppo del vocabolario avviene princip per esperienza diretta.

Adulto indica ed etichetta ogni nuovo oggetto “guarda il gatto”

ostensione,

modalità definita in seguito accompagnata da forme

linguistiche più complesse.

richiamare l'attenzione del bambino sugli eventi dell'ambiente sia per

2. indicarli sia per denominarli.

3. i genitori tendono a stimolare l'apprendimento facendo modo che lo

stimolo verbale accompagni il comportamento attentivo del bambini

il rinforzamento contingente delle espressioni linguistiche del bambino

4. che inizia dalle semplici ripetizioni da parte delle madri. 32

-L'obbedienza del bambino :

Fino ai 18 mesi circa, elevati tassi di disobbedienza. (incapacità di

comprendere richieste del gen)

Obbedienza aumenta nel corso dell'infanzia.

Studio di Lombardo : indagate strategie valide per gestire la disobbedienza.

Proposti ai gen episodi ipotetici e dovevano indicare l’intervento che

ritenevano più utile.

Strategie efficaci

1. : dire in maniera calma

Interventi coercitivi

2. : arrabbiarsi

Interventi permissivi

3. : non agire e lasciare il corso dell’evento.

La verbosità

4. : lunghe spiegazioni verbali

interventi verbali

I genitori preferiscono gli .

Il comportamento del figlio ha influenze sulle reazioni del genitore.

evitare l'escalation dei comportamenti oppositivi:

Metodi per

1. rinforzo positivo dell'obbedienza

2. il “time out” per i comportamenti gravi , prevede che, quando si

presenta comport problematico, il bimbo venga allontanato da

fatto sedere in un

qualunque sorgente di rinforzamento positivo, ad es

angolo per un breve periodo di tempo.

3. uso di comandi chiari e specifici , un’azione per volta in forma

positiva, “prepara lo zaino per domani”, al posto di istruzioni generiche.

Quando i gen modificano il loro stile interattivo, anche i livelli di

3.4- La fanciullezza (5-12 anni)

Le transizioni evolutive coincidono con l'ingresso nel mondo della scuola.

Nella rete delle relazioni sociali vengono introdotti anche gli insegnanti.

Il gioco è organizzato in regole e si creano le prime relazioni di amicizia.

pensiero logico

Compare il e l'ampliamento del vocabolario e la descrizione di

sé diventa più completa grazie allo sviluppo cognitivo.

Influenza del parenting su diverse aree dello sviluppo cognitivo (attenzione,

memoria, problem solving):

parlare con il proprio bambino di ciò che è accaduto favorisce la

1. rievocazione e il ricordo di eventi.

la responsività materna nel corso della prima infanzia predice lo sviluppo

2. del linguaggio a due anni.

la frequenza con cui i genitori leggono o guardano libri illustrati insieme

3. al bambino correla positivamente con l'ampiezza del vocabolario e la

comprensione dei concetti.

i bambini riescono a risolvere un problema dopo aver osservato un

4. procedimento simile nel corso di un'attività svolta con il proprio genitore.

le interazioni tra adulti e figli migliorano in questi ultimi le conoscenze in

5. specifici domini quali le scienze e la matematica.

Le modalità interattive del genitore si modificano in funzione del livello di

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione (SAVIGLIANO - TORINO)
SSD:
Docente: Prino Laura
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher saretta.chiaramonte di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicodinamica dello sviluppo e delle relazioni familiari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Prino Laura.

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