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Psicologia dello sviluppo - Appunti Appunti scolastici Premium

Appunti di Psicologia dello sviluppo per l’esame della professoressa Lavelli. Gli argomenti trattati sono i seguenti: che cos'è la psicologia dello sviluppo, la psicologia dell'educazione, la predisposizione innata di interagire, la corteccia cerebrale.

Esame di Psicologia dello sviluppo docente Prof. M. Lavelli

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ESTRATTO DOCUMENTO

(superiore a 7 sono in ottime condizioni vitali – inferiore a 7 il piccolo deve essere

rianimato e monitorato).

Viene prelavata anche una goccia di sangue dal tallone del neonato per eseguire i test

genetici che permettono di individuare alcuni difetti metabolici.

SONNO: i neonati dovrebbero di norma dormire 18 ore su 24 ed ogni 3-4 ore si svegliano.

6 mesi: dormono 6 ore per notte - 1 anno: 12 ore per notte + pisolini mattina e

pomeriggio - 2 anni smette il sonno mattutino

FASE REM: il bambino entra immediatamente in questa fase – fase più profonda – quella

dove si sogna.

I bambini difficilmente dormono tutta la notte; intorno ai 6 mesi molti bambini sviluppano la

CAPACITA’ di AUTOCONSOLARSI cioè di calmarsi da soli e di rimettersi a dormire dopo

che si sono svegliati. Le bambini hanno maggiore capacità di autoconsolarsi dei

maschietti. I bambini non sono in grado di apprendere di autoconsolarsi o a regolare i

propri comportamenti durante i primi mesi di vita, quando l’attività cerebrale è dominata dai

riflessi. Si è studiato che i genitori che prendevano immediatamente in braccio il piccolo

erano quelli i cui figli raramente apprendevano ad autoconsolarsi.

Dormire insieme: in Giappone, la madre ed il padre spesso dormono separati in modo da

fornire a ciascun figlio la compagnia di un genitore durante il sonno; così facendo il

bambino diventerà un adulto capace di affetti profondi e fortemente legato alla famiglia.

SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante): morte inspiegabile durante il sonno di

un lattante. La sindrome è più frequente fra: nati prematuri o sottopeso – latanti della

popolazione nativa americana e afroamericana – più i maschi – adulti che fumano –

dormire con la faccia verso il basso. La causa potrebbe essere una variante genetica che

influenza lo sviluppo del sistema nervoso autonomo il quale regola il ciclo respiratorio.

Avvengono con maggiore frequenza fra il 2 e il 5 mese di vita  causa forse della

scomparsa del riflesso che porta a scuotere la testa in risposta a problemi respiratorio.

CAPACITA’ UDITIVA: presente prima della nascita.

Esp. Delle donne incinte hanno letto una storia ai loro bambini durante le ultime 6

settimane di gravidanza. Una volta nati si è notato che i bambini riconoscevano la storia:

succhiavano di più il ciuccio.

Il neonato discrimina:

• contrasti fonetici di moltissime lingue

• parole plurisillabiche diversamente accentuate

• linguaggio diretto al bambino (vs. linguaggio per adulto)

PERCEZIONE VISIVA: loro vedono sfuocato (intorno all’anno di età vedono come gli

adulti). Paradigma dello sguardo preferenziale: principio secondo cui gli esseri umani fin

da piccolissimi sono attratti dalle novità ma, sono portati a perdere interesse dopo un po’

di tempo per l’oggetto nuovo.

Costanza di grandezza: capacità di percepire un oggetto come rimanesse della stessa

grandezza, indipendentemente dalla distanza da noi. Capacità innata.

Fino alle 8 settimane loro guardano i contorni. Dopo i 2 mesi guardano occhi e bocca.

Preferiscono la visione frontale rispetto a quella laterale, per gli stimoli in movimento,

simmetrici.

I neonati preferiscono le facce di persone e suoni rispetto ad altre cose: percezione dei

volti. Nei primi giorni di vita preferiscono la foto della madre rispetto a quello di donne

sconosciute.

I piccoli guardano maggiormente i volti belli: bambini belli, uomini affascinanti,…

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Es. esperimento della lampadina con faccia, faccia mischiata e vuota. Preferiscono

la faccia… i neonati non guardano gli elementi singoli ma tutta la complessità.

Es. faccia della mamma: i neonati non riconoscono la faccia della mamma se

quest’ultima mette una fascia per coprire l’attaccatura dei capelli.

Percezione della profondità : capacità di vedere i dislivelli non è innata. Intorno ai 6-7

mesi iniziano ad avere paura dell’altezza.

SEQUENZA CEFALO-CAUDALE: prima i bambini riescono a sollevare la testa, quindi a ruotare

la parte superiore del corpo, poi a stare seduti senza un appoggio ed infine sono in grado di

alzarsi  dalla testa verso i piedi

SEQUENZA PROSSIMALE-DISTALE: i bambini riescono a muovere le spalle prima di avere il

controllo delle braccia e di riuscire a comandare i movimenti delle dita  dalle porzioni più vicine

al centro del corpo verso quelle più esterne

SEQUENZA SPECIFICA RISPETTO ALLA MASSA:  il controllo motorio investe prima le parti

più grandi poi quelle più fini

Afferrare: segna il primo contatto del bambino con il mondo esterno. La capacità di stare

seduto, che si sviluppa attorno ai 6 mesi, rende più facile e costante l’abilità del bambino di

afferrare. Queste capacita può dipendere anche da fattori culturali e dall’esperienza.

I neonati IMITANO: esperimento: se ad un neonato faccio la lingua per 10-12 volte il

bambino spontaneamente la rifà, impiega del tempo per riprodurla come se facesse fatica.

Neuroni specchio: scoperti da un gruppo di italiani. Neuroni che si attivano al solo

vedere. Si sta studiando se funzionano così anche ai neonati, oltre che ai scimpanzé.

3 LEZIONE (9 ottobre 2012)

NEONATO: preadattamento all’interazione sociale

I piccoli degli esseri umani sono preadottati ad interagire con le altre persone.

INTERSOGETTIVITA’ (capacità di entrare in contatto con le altre soggettività e capire le

loro emozioni) tra persone diverse. Inizia a svilupparsi verso il secondo mese di vita.

INTERSOGGETTIVITÀ PRIMARIA : forma semplice di intersoggettivi di

scambio di emozioni di base e affetti (6-8 sett.)

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LATTANTE ADULTO

Avvia a mantenere il contatto visivo Rispecchia, ripete enfatizzando

Segnala i propri stati affettivi Imita

Risponde in modo contingente Si sintonizza affettivamente

Imita e/o prova ad imitare Eventuale opposizione all’azione del

lattante

ORGANIZZAZIONE ENDOGENA: temporale – innata  organizzazione regolata

dall’ambiente esterno (sorriso endogeno si trasforma in sorriso esogeno: più aperto e in rx

agli altri)

Ad ogni passo di sviluppo c’è una svolta:

CERVELLO:

6-8 settimane la CORTECCIA funziona maggiormente (sviluppo corticale è quello

più evoluto). Se un bambino è lasciato da solo senza stimoli (bambini abbandonati) il

cervello non essendo stimolato non permette al bambino di comportarsi come gli altri,

anche se a livello celebrale sono uguali.

FATTORI BIOLOGICI sono uguali – FATTORI AMBIENTALI meno stimolanti

2 mesi: interazione più profonda con gli altri.

Tempo di veglia: stanno più tempo svegli e quindi hanno più tempo per interagire

Controllo posturale: controllo della postura, riescono a tenere di più l’asse simmetrico e

riescono a coordinare maggiormente il movimento della testa.

Attenzione visiva: più profonda  visione nasale

1 mese: contorni – mento

3 mesi: occhi – bocca

Sorriso sociale – cooing (tubare)  tubare: produzione di suoni modulari, formati da vocali

ripetute – 4mese. Tubano quando sono contenti di interagire. Spesso il sorriso sociale e il

tubare avvengono contemporaneamente.

Comunicazione faccia a faccia con un adulto

6 mesi: lallazione  produzione di suoni formati da consonanti alternate a vocali (8 mesi i ricercatori erano in

grado di capire dai suoni di lallazione se il bambino era francese oppure cinese).

11 mesi: olofrase  una parola che accompagnata da gesti, dice tutto.

Discorso telegrafico  prima frase in cui iniziano a combinare le parole.

• Per lo sviluppo delle abilità cognitive esiste una differenza sostanziale tra conoscenza attiva e

passiva del linguaggio: i bambini capiscono frasi molto più complesse di quelle che sono in grado di

comporre.

IDS (linguaggio rivolto al bambino): parole semplici – toni esagerati – vocali molto allungate – tono più acuto

 questo linguaggio riesce ad attrarre l’attenzione del bambino.

GIOCO SOCIALE: dopo i primi 6 mesi c’è l’introduzione dei primi giochi sociali: struttura

ritmica in 2 fasi, separate da pausa e accompagnate da verbalizzazioni dell’adulto che ne

sottolineano il significato. (es. gioco del cucù, gioco del dare e prendere, …).

La regolarità e la ripetitività delle azioni di gioco facilitano l’anticipazione delle azioni o

l’iniziativa del lattante (dagli 8-9 mesi).

Anche attraverso il gioco sociale il lattante sperimenta un senso di connessione con

 l’altro nella compartecipazione emotiva e dell’attenzione.

7 4 LEZIONE (10 ottobre 2012)

4 -6 mesi: alternanza dell’attenzione sulle persone con l’alternanza degli oggetti

7-8 mesi: il bambino inizia a gattonare, muovendosi nello spazio iniziano a scoprire

nuove cose. Si afferma la capacità di coordinare e di condividere la propria prospettiva con

quella dell’interlocutore. Guardano dove gli altri guardano.

GELOSIA: da alcuni studi è emerso che i bambini di 7-8 mesi possono soffrire di

gelosia.

INTERSOGGETTIVITA’ SECONDARIA : condivisione di attenzione, stati

affettivi e attenzione in relazione al mondo esterno.

Comprensione dell’altro come possessore di stati mentali (attenzioni, emozioni, intenzioni)

che possono essere seguiti, condivisi e influenzati. Affermazioni di competenze sociali

triadiche.

RIFERIMENTO SOCIALE: (10 mesi) riferimento al volto dell’adulto come fonte di

informazioni in una situazione ambigua o sconosciuta. (es. se la mamma sorride, loro si

tranquillizzano)

ATTENZIONE CONDIVISA: emerge la capacità di seguire la direzione, sguardo e

indicazione, dell’attenzione dell’adulto

COMUNICAZIONE INTENZIONALE: capacità di influenzare l’attenzione, gli stati affettivi

e le azioni di un adulto (esibizione, gesti comunicativi)

11 mesi: GESTO di INDICARE: prima lo fanno per CHIEDERE poi per

DICHIARARE qualcosa a qualcuno (per invitare l’altro a guardare una determinata cosa)

9-12 mesi: Verso i 9 mesi i bambini capiscono che possono fare le azioni per un

fine (es. capricci strumentali)

La SENSIBILITA’ dell’ADULTO in interazione con il bambino è fondamentale per la

QUALITA’ dell’esperienza di intersoggettività  per lo sviluppo delle relazioni interpersonali

e per lo sviluppo della cooperazione del bambino con le altre persone in relazione al

mondo esterno.

Stati della mente: sono le emozioni, le idee, le false credenze ovvero tutto ciò che fa

parte dell’esperienza interna del soggetto.

VIDEO: GAIA in INTERAZIONE con la MADRE a 6 settimane

Mamma: distanza giusta dalla bambina. Parla lentamente. Tocca la sua faccia per

attirare la sua attenzione. Enfatizza le emozioni.

Bambina: guarda negli occhi la mamma. Mostra il sorriso sociale alla mamma come

risposta. Fa delle vocalizzazioni e la mamma dice: “è? Cosa?” come se fosse un

interlocutore.

Mani asimmetriche  SINCRONIA TEMPORALE

FOTO: il bambino tende ad imitare le espressioni della madre e la mamma

rispecchia la faccia del bambino. C’è risposta da parte della mamma: il bambino

capisce che una sua azione provoca un effetto nell’altro. SENSO DI AGENTIBILITA’

(sviluppo del sé).

VIDEO: GAIA in INTERAZIONE con la MADRE a 10 settimane

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Bambina: mantiene il contatto visivo con la madre come segnale di avvio per la

comunicazione. Imita.

Madre: ripetizione enfatizzata. Tratta la bambina come se stessa dialogando.

FOTO di CULTURE DIVERSE

Non è presente la diade. Contatto a pelle come difesa immunitaria. Nei gruppi dove

la vita umana è in condizioni più difficili aumenta la possibilità che la madre muoia

più facilmente allora i fratelli, amici si prendono cura di loro quando la mamma è

ancora in vita.

I bambini africani a 9-10 mesi iniziano a camminare – noi a 12 mesi; sincronia nel

parlare non botta e risposta. In India fanno delle pratiche di massaggi con l’olio per

VIDEO: INTERSOGGETTIVITA’ SECONDARIA

sviluppare le difese immunitarie.

Il bambina coordina il suo interesse con quello della mamma.

GESTI SIMBOLICI: sono precursori del linguaggio

La mamma culla la bambola e la bambina ripete la stessa azione.

5 LEZIONE (11 ottobre 2012)

6 LEZIONE (16 ottobre 2012)

TEORIA PIAGETIANA

PLAGET: 1896 Ginevra: benestante (anche Vigosti è nato nello stesso anno)

1996: per il centenario di Plaget, si è tenuto un evento a Ginevra, dove erano presenti tutti

gli psicologi dello sviluppo del mondo.

Teoria chiamata anche EPISTEMOLOGIA GENETICA:

Epistemologia: scienza che si occupa di studiare come si attivano i processi di

conoscenza

Genetica: di capire come si originano le conoscenze nell’individuo

CONOSCERE: non è uno stato innato  processo costruito tra l’oggetto che non si

conosce e il soggetto.

⇒ Il soggetto è ATTIVO  TEORIA COSTRUTTIVISTICA

Le origini della conoscenza nascono dalle azioni/dal fare QUINDI la conoscenza non è

preformata ma si costruisce nel rapporto costante con l’ambiente in cui si vive.

FUNZIONI: garantiscono le continuità del processo di conoscenza e sono sempre gli

stessi processi.

STRUTTURE mentali: che mediano le azioni del bambino e la sua conoscenza sul

mondo. Cambiano secondo gli stadi.

ETA’ NOME DELLO STADIO DESCRIZIONE

0-2 anni SENSO – MOTORIO Il bambino manipola gli oggetti per cogliere le

proprietà fondamentali della realtà fisica. Questo

stadio termina con lo sviluppo del linguaggio.

2-7 anni PRE – OPERATORIO La percezione del bambino è catturata dall’aspetto

immediato degli oggetti. “Ciò che vedono è per i

bimbi tutta la realtà”. Credono, fra le altre cose, che

gli oggetti inanimati siano vivi e che, se l’aspetto di

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un liquido cambia (per esempio, se da bicchiere

largo e basso viene versato in uno alto e stretto),

cambi anche la sua quantità.

8-12 anni OPERATORIO I bambini hanno una comprensione realistica del

CONCRETO mondo. Il loro pensiero è sulla stessa lunghezza

d’onda di quello degli adulti. Sono in grado di

ragionare e formulare concetti su oggetti concreti,

ma sono incapaci di pensiero astratto, scientifico.

+12 anni OPERATORIO Il ragionamento raggiunge il pieno sviluppo:

FORMALE assume carattere ipotetico, scientifico, flessibile,

completamente adulto. Il pieno potenziale cognitivo

umano è stato raggiunto.

STADIO SENSO-MOTORIO

Il bambino manipola gli oggetti per cogliere le proprietà fondamentali della fisica.

Questo stadio termina con lo sviluppo del linguaggio.

PLAGET è influenzato dalla CIBERNETICA e dalla TEORIA DEI SISTEMI (organismo

come insieme in rapporto con l’ambiente).

SISTEMA tende ad auto-governarsi ed a mantenere l’equilibrio. Noi teniamo all’equilibrio,

stato più stabile.

DINAMICA: scienza che studia il cambiamento.

ORGANIZZAZIONE: tendenza dell’individuo ad integrare, coordinare ed organizzare le

proprie strutture mentali in modo coerente.

INTELLIGENZA è la capacità di adattarsi con l’ambiente in cui viviamo e tendiamo a

modificarlo in base all’esperienza.

SOGGETO  SITUAZIONE AMBIENTALE: processo in fase di ASSIMILAZIONE:

incorporea nelle strutture mentali i dati dell’esperienza

Es. lattante di 5 mesi che vuole prendere un oggetto posto sul piano davanti:

stenderà il braccio, afferrerà l’oggetto e lo metterà in bocca.  il bambino non dovrà

applicare uno schema senso-motorio nuovo.

SITUAZIONE AMBIENTALE  SOGGETTO: processo in fase di ACCOMODAMENTO:

Es. se al bambino viene messo un giornale, quindi qualcosa di più pesante, prova a tirarlo

per una pagina, che inevitabilmente si romperà. La pagina retta se stropicciata emetterà

rumore  facilmente il rumore gli piacerà e rifarà questo nuovo schema senso-motorio.

Davanti ad una situazione nuova i bambini fanno numerosi tentativi – errori finché

giungono ad uno schema senso-motorio di loro gradimento.

Esempi di accomodamento:

• Usare un programma nuovo

• Imparare a sciare

• Studiare cose nuove per mettere in dubbio le cose che già si sanno

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Noi conosciamo attraverso i processi di assimilazione e di accomodamento; tali processi

durano tutta la vita.

Ci può essere assimilazione senza accomodamento? Sì, esempio:

• Se noi sappiamo leggere continuiamo ad assimilare ma la tecnica di leggere è

sempre la stessa

MODELLO STADIALE dello sviluppo cognitivo

Ogni STADIO riflette un particolare tipo di struttura sottostante.

STADIO: struttura mentale che cambia a seconda dello sviluppo cognitivo

Schemi di azione – reazioni circolari: allungo – afferro – ruoto – porto alla bocca.

La sequenza stadiale segue una gradualità legata alle varie fasi del bambino  costruzione

che avviene grazie all’ambiente.

Processo di sviluppo discontinuo: salto di livello  ci sono periodi in cui i bambini sono

più motivati a passare di stadio.

1) STADIO SENSO-MOTORIO: dai 0 ai 1,5/2 anni

a. 1 sottostadio (0 – 1,5 mesi): esercizio dei riflessi

b. 2 sottostadio (1,5 – 4 mesi): reazioni circolari primarie  reazioni circolari

primarie (centrate sul corpo): ripetizione di un’azione occasionale che ha

prodotto un risultato piacevole  costituzione di schemi d’azione

c. 3 sottostadio (4-8 mesi): reazioni circolari secondarie (centrate sulla realtà

esterna)

Es. palestrina: si agita, tocca, suona, piace, rifà l’azione, …

Assimilazione: il bambino possiede già lo schema di toccare gli oggetti della

realtà Accomodamento: non tutti gli oggetti della palestrina si muovono e così, può

scoprire che tirando scenderanno solo alcuni oggetti.

d. 4 sottostadio (8 – 12 mesi): differenziazione mezzi/fini. Schemi di azione

coordinati in funzione di uno scopo

Es. a 11 mesi DICHIARA una cosa

Intersoggettività secondaria: SOGGETTO + INTERLOCUTORE

e. 5 sottostadio (12 -18 mesi): reazioni circolari terziarie: “sperimentazione

attiva” che permette di scoprire nuovi mezzi

f. 6 sottostadio ( 18 – 24 mesi): comparsa della funzione simbolica: transizione

all’intelligenza rappresentativa  dall’azione si passa alla rappresentazione –

interiorizzazione delle azioni fatte o viste.

• Imitazione differita

• Gioco simbolico  es. fa finta di bere una tazza di thè

• Linguaggio: pensiero post-operativo

2) STADIO PRE OPERATIVO: 2-7 anni  azioni isolate interiorizzate: rappresentazioni

3) STADIO delle OPERAZIONI CONCRETE: 7-12 anni  operazioni (logico-

matematiche, spazio-temporali, parte-tutto) limitate a oggetti concreti: pensiero

logico

4) STADIO OPERATORIO FORMALE: 12 anni - …  operazioni astratte: pensiero

ipotetico-deduttivo

SVILUPPO della NOZIONE di PERMANENZA dell’OGGETTO

E’ la capacità del soggetto di capire che se un oggetto viene coperto continuerà ad

esistere anche se non si vede. 11

4-8 mesi: solo se parzialmente coperto l’oggetto viene cercato, perché se scompare

dal campo visivo cessa di esistere

8-12 mesi: anche se completamente coperto, l’oggetto viene cercato, ma errore A-NONB

(esistenza dell’oggetto ancora legata all’azione su di esso)

Es. il bambino posto sul seggiolone sta interagendo con il suo papà. Il papà gioca con la

pallina alla destra del bambino; il papà copre la pallina alla destra. Il papà sposta la pallina

alla sinistra del bambino, lasciando la tazza alla destra. Ripeterà l’azione più volte. Il

bambino indica la pallina nella posizione A.  questo succede perché i bambini conoscono

il mondo attraverso l’azione: inizialmente hanno avuto successo cercando la pallina nella

posizione A allora rifanno la stessa azione.

Altri ricercatori credono che la causa di questo sta nel fatto che i bambini hanno una

piccola quantità di memoria di lavoro ossia la memoria di breve termine (capacità di fare

operazioni mentali all’istante).

12-18 mesi: scomparsa ERROREA-NONB, ma non ancora piena rappresentazione

dell’oggetto come entità indipendente dallo spazio.

18 mesi: rappresentazione dell’oggetto come permanente

CRITICA

• Primato sull’azione: il bambino sembra che capisca secondo alcuni studiosi

• Non sembra che a 8 mesi ci sia perdita di contatto sensoriale con l’oggetto

Es. di BAILLETGEEN: lattanti e rapporto con oggetti per vedere se hanno

conoscenze innate

Bambino seduto sul seggiolone: asse davanti si alza

o Quando si è abituato all’asse, gli fanno vedere un pannello blu messo in

o orizzontale  il bambino non dà segni particolari

Fanno partire l’asse ma tolgono di nascosto il pannello blu  i bambini a 4

o mesi mostrano manifestazioni di sorpresa

Es. CAMIONCINO: il bambino si trova a metà piano

Pannello a metà piano

o Pannello che non permette di vedere la discesa – il camioncino non sbuca

o più fuori  Il bambino dà segni che sta aspettando il camion (principio base

della fisica)

Ipotesi teorica noinnatista: i lattanti interpretano ed anticipano gli eventi che

avverranno

PERCEZIONE della PROFONDITA’: PRECIPIZIO VISIVO

già a 2 mesi, percezione della profondità come situazione insolita (decelerazione del

battito)

dai 6-7 mesi, quando i lattanti iniziano a gattonare, utilizzo degli indizi di profondità e

prime reazioni di paura (accelerazione del battito cardiaco)

a 9 mesi, reazione di paura si modula secondo la reazione affettiva con la madre

es. piano solido vuoto

Secondo la faccia della mamma i bambini si allontanavano o si avvicinavano

o (RIFERIMENTO SOCIALE) in atto a partire dal 10 mese

I bambini più paurosi o non vanno o sono lenti ad avvicinarsi

o 12 8 LEZIONE (17 ottobre 2012)

9 LEZIONE (18 ottobre 2012)

ATTACAMENTO

Attaccamento: relazione che ha caratteristiche ben precise

Figura di adattamento primario: la persona con cui si ha la reazione effettiva più stretta

da bambini ed adulti.

BOWLY

Secondo B., il modo in cui siamo trattati dai genitori nei primi anni di vita può creare i

fondamenti per diventare adulti capaci di amare e di conseguire realizzazioni, oppure può

causare ferite emotive durature. Nel periodo in cui i bambini incominciano a camminare,

hanno bisogno di sentire la vicinanza fisica di un adulto che li accudisce; ogni alterazione

è causa di problemi nelle fasi successive.

Legame d’accamento: legame affettivo significativo e duraturo che si instaura tra il

bambino e una persona specifica.

• Motivazione primaria: ricercare la vicinanza con la figura d’attaccamento per

sopravvivere

• Risultato di schemi comportamentali pre-programmati: protezione

• Si forma in un periodo critico

La relazione di attaccamento è basata sul SISTEMA MOTIVAZIONALE PRIMARIO ossia

legame affettivo e duraturo ed emotivamente significativo che il bambino instaura con una

persona specifica (solitamente la madre), determinato da una predisposizione innata a:

• ricercare e mantenere la vicinanza con tale persona

• segnalare il bisogno di attenzione o aiuto in momenti di difficoltà

⇒ non è un legame basato sulla necessità di nutrirsi

• È selettivo: implica la ricerca della vicinanza fisica, fornisce benessere e sicurezza,

se interrotto produce angoscia e separazione.

Studi sugli effetti drammatici delle precoci esperienze di separazione del bambino

piccolo dai propri genitori (come per esempio quando il bambino veniva lasciato da solo

in ospedale).

Funzione biologica: garantire la protezione dai predatori/pericoli.

L’attaccamento è una caratteristica biologica iscritta nel codice genetico, in quanto

favorisce la sopravvivenza. La RICERCA di VICINANZA (contatto fisico con una figura di

riferimento) viene attivato ogni volta che la nostra sopravvivenza è minacciata.

Le caratteristiche per definire la relazione di attaccamento sono:

1. ricerca di vicinanza fisica alla figura di attaccamento, specialmente in condizioni di

stress emotivo

2. manifestazione di benessere come risultato della vicinanza e riferimento alla figura

di attaccamento come “base sicura” per l’esplorazione dell’ambiente

3. protesta per la separazione 13

VIDEO: girato in ospedale. Roberson, lavorava nelle equipe di Bowlby. Preoccupati

dell’angoscia della separazione figli-madre in ospedale girarono un filmato per

sensibilizzare a cambiare gli orari di apertura alle mamme.

Comportamenti di attaccamento: inizialmente la bambina non mostrava angoscia e

timore quando la mamma era lì presente con lei. Invece quando rimase da sola con

l’infermiera iniziò a piangere e non voleva essere toccata dall’infermiera.

Orsetto: oggetto di transizione  mantiene la presenza di una persona che non è

presente

La bambina cerca di autoconsolarsi: dito in bocca – si stropiccia gli occhi come per

nascondersi.

I comportamenti di attaccamento sono geneticamente determinati, svolgono la

funzione di garantire la vicinanza del bambino alla figura di attaccamento:

a. comportamenti di segnalazione

b. comportamenti di accostamento

Sistemi dei comportamenti di attaccamento: l’organizzazione interna dei

comportamenti di attaccamento, funziona come un sistema di controllo di tipo cibernetico:

si attiva quando la distanza dalla figura di attaccamento diventa eccessiva o si prolunga

nel tempo, mantenendo in equilibrio le tendenze a esplorare l’ambiente e a ritornare alla

“base sicura”.

L’attaccamento è una danza tra il piccolo e l’adulto che si muovono attraverso questa

perfetta sincronia che inizia quando il bambino inizia a rispondere sul piano emotivo alla

figura di riferimento. Bowlby riteneva che il formarsi di un attaccamento sicuro dipendesse

anche dalla capacità dei genitori di danzare insieme ai figli, cioè dalla loro sensibilità ai

segnali del bambino.

Anche se in generale genitori sensibili tendono ad avere bambini con legami di

attaccamento sicuro e viceversa, è possibile comunque che genitori sensibili abbiamo a

che fare con bambini con attaccamento classificato come insicuro e viceversa; questa

perché i bambini differiscono per temperamento, ovvero il loro stile comportamentale

innato di approccio col mondo. Quindi il fatto che un bambino sviluppi un attaccamento

sicuro o insicuro è si un fattore biologico e innato (in base al temperamento) ma è anche

un fatto culturale in quanto una madre molto sensibile può portare un bambino che per

temperamento sarebbe a rischio di attaccamento insicuro a stabilire invece un legame

sicuro.

Fasi di sviluppo dell’attaccamento:

1. PREATTACAMENTO : orientamento e segnali senza discriminazione della

persona (nascita – 2 mesi) 14

2. ATTACAMENTO in FORMAZIONE : orientamento e segnali diretti verso una o

più persone discriminate MA non protesta alla separazione (2 mesi – 7/8 mesi).

SORRISO SOCIALE

3. ATTACAMENTO COMPIUTO : mantenimento della vicinanza a una persona,

discriminata mediante locomozione e segnali, cioè manifestano il legame di

attaccamento ( 8 mesi – 2 anni)

Angoscia di separazione – paura degli estranei

4. formazione di un rapporto reciproco corretto secondo lo scopo e formazione dei

modelli operativi interni ( dai 18 mesi in poi)

RIFERIMENTO SOCIALE: il comportamento con cui il bambino controlla il caregiver sia

presente sorvegliandone le espressioni facciali per capire che cosa deve fare nel corso di

esplorazione potenzialmente pericolosa; si associa con l’inizio di andare a carponi e con

l’attaccamento compiuto.

Modelli operativi interni: prime esperienze di relazione con la figura di attaccamento

rappresentazioni mentali

• di sé

• degli altri

• delle reazioni fra sé e gli altri costruite sulla base delle prime esperienze di

relazione con la figura di attaccamento

Relativamente stabili, guidano il nostro modo di rapportarci agli altri e le nostre aspettative

nelle relazioni con gli altri.

Si sviluppano intorno ai 3 anni, quando il bambino inizia a vivere senza disagio la

separazione fisica dalla figura di attaccamento.

SCELTA della figura di attaccamento:

La relazione di attaccamento non è necessariamente esclusiva e riferita alla madre. Fattori

rilevanti delle figure di attaccamento: qualità dell’interazione, sensibilità delle risposte

dell’adulto.

Fattori non rilevanti alla scelta delle figure di attaccamento: sesso, legame biologico con il

lattante, soddisfazione delle necessità fisiologiche.

FREUD

Stati dello sviluppo psicosessuale  ogni stadio è centrato su una specifica parte del

corpo (zona erogena) su cui è investita l’energia pulsionale dell’individuo. Ordine lineare di

sviluppo prestabilito, con possibilità di regressione.

1. Stadio orale (nascita – 18 mesi): BOCCA (succhiare, mordere, masticare). Prime

esperienze di piacere e dispiacere

Legame affettivo precoce che il lattante instaura con la madre è determinato da una

motivazione secondaria (bisogno pulsionale del mangiare).

LORENZ

Imprinting: esperimento sulle oche selvatiche: le uova sono solite schiudersi vicino alla

mamma. Una volta nati, i piccoli, seguono la mamma (sentimento innato).

Esperimento: Lorenz sposta la mamma e si mette al suo posto

• Si mette un guanto giallo e le oche lo seguono

• Rimane senza maschera e lo oche lo seguono ancora

15

HARLOW

Hanno fatto un esperimento con degli scimpanzé piccoli; hanno messo due surrogati di

mamme

• Una con il pelo

• L’altra senza pelo ma con il latte

Le scimmie mangiavano velocissime e andavano verso la mamma con il pelo.

Poi costruirono un robot che emetteva luci e suoni; le scimmie piccole spaventate

andavano dalla mamma con il pelo a costo di non mangiare per giorni.

AINSWORTH

STRANGE SITUATION: procedura sperimentale standardizzata utilizzabile dai 12 ai 24

mesi. La metodica prevede che un bambino di 1 anno e un adulto di riferimento,

solitamente la madre, entrino insieme in una stanza con molti giocattoli. Dopo che il

bambino ha avuto il tempo di esplorare, fa il suo ingresso nella stanza un’altra persona

adulta, sconosciuta al piccolo. Dopo una breve conversazione con la nuova arrivata, la

madre esce mentre il bimbo rimane da solo nella stanza con la sconosciuta. Qualche

minuto più tardi la mamma ritorna e conforta il bambino. Poi il piccolo viene lasciato

completamente da solo per un minuto, quindi fa il suo ingresso la persona sconosciuta, e

infine rientra la madre. Osservando attraverso uno specchio unidirezionale le reazioni del

bambino allo stress crescente provocato dalle continue separazioni e ricongiunzioni con la

madre, gli psicologi classificano l’attaccamento del bambino come:

1. SICURO (64%)

Madre come BASE di SICUREZZA, una sorta di ancora, da cui partire per

avventurarsi nella stanza ad esplorare i giocattoli. Quando la mamma esce questi

bambini possono talvolta diventare molto agitati, ma a volte anche no. Al ritorno

della madre i loro occhi si riempiono di gioia.

VIDEO: Lisa con attaccamento SICURO

Fin quando la mamma è presente la bambina si muove velocemente per esplorare)

Quando vede la nuova persona lei è impaurita, ritorna dalla mamma e le consegna la

ciambellina gialla per segnare il confine della relazione.

La bambina non accetta la consolazione da parte della persona estranea: vuole la

consolazione della mamma.

Quando la mamma rientra le va subito incontro e si fa prendere in braccio. La mamma la

bacia e lo stress della bambina scompare.

Dito in bocca = auto-consolazione. 16

2. INSICURO

a. Evitante (19-20%)

I bambini appaiono eccessivamente distaccati. Raramente mostrano segni di ansia di

separazione e non manifestano tante emozioni. Sono poco reattivi e apatici, quasi fossero

VIDEO: Iva con attaccamento evitante.

Concentrata sui giochi.

Quando la mamma entra la bambina è indifferente, non mostra desiderio di vederla.

Strofina gli occhi, continua a toccarsi i capelli, palla stretta.

di legno.

b. Ansioso - ambivalente (12%)

Si aggrappano alla madre, sono molto nervosi e troppo spaventati per esplorare

liberamente la stanza e i giochi. Questi bimbi sono colti da un grave disagio

quando la mamma lascia la stanza. Al suo ritorno manifestano emozioni

contradditorie: si aggrappano a lei ma poi la colpiscono con rabbia. Sono

spesso inconsolabili, cioè il rientro della figura di attaccamento primario non

riesce a consolarli

VIDEO: attaccamento morboso: vuole a tutti i costi essere vicino alla mamma.

Sono bambini inconsolabili.

Quando la mamma è andata via e poi è ritornata, la bambina ha pianto di rabbia. La

bambina non si fa prendere in braccio. Può capitare che certi bambini picchiano la

mamma o si voltano poiché la rabbia, la tristezza sono forti.

Tutte le energie del bambino sono mobilitate a controllare la presenza della mamma.

c. Disorganizzato

E’ difficile capire il fine delle sue azioni. Si bloccano dinanzi a certe azioni.

Non sempre sono bambini che hanno subito abusi, spesso sono bambini che hanno dei

disturbi psichici legati a malattie genetiche. 10 LEZIONE (23 ottobre 2012)

LINGUAGGIO

CONFRONTO DELLE TEORIE SULLO SVILUPPO DEL

Comunicazione: trasmissione di informazioni che tenga conto della sorgente e della

destinazione

Linguaggio: codice comunicativo tipicamente umano che consente di modulare lungo una

gamma illimitate di sfumature idee, intenzioni, concetti e prescinde dalla modalità di

trasmissione.

CHOMSKY

Secondo Skinner i bambini imparano a parlare imitando i modelli degli adulti che hanno

vicino. 17

Chomsky cerca di confutare tale teoria: i neonati, per iper corretivismo, tendono a parlare

senza conoscere le varie declinazioni  QUINDI l’apprendere la grammatica è una cosa

innata

LAD: dispositivo innato per l’acquisizione del linguaggio  possesso di una grammatica

universale, permette ai bambini di:

• Percepire regolarità nelle espressioni udite

• Utilizzare le regole grammaticali per generare frasi

Il modo in cui il nostro programma genetico per il linguaggio trova espressione pratica

dipende completamente dall’ambiente (funzione attivante) in cui ci troviamo a nascere. Se

il bambino è poco sviluppato, il dispositivo si attiverà più tardi.

COMPETENZA: capacità di analizzare gli input linguistici e la padronanza delle regole

grammaticali precede l’uso effettivo QUINDI è il contrario di Plaget, il quale pensava, che

si apprendesse per tentativi – accomodamento. PIAGET

TEORIA COGNITIVA COSTRUTTIVISTICA –

IPOTESI COGNITIVA sull’acquisizione del linguaggio: il bambino comprende ed usa certe

strutture linguistiche solo quando le sue capacità cognitive lo mettono in grado di farlo.

Il linguaggio segna il passaggio tra l’intelligenza senso-motoria all’intelligenza

rappresentativa. Inizialmente è egocentrico, poi comunicativo e sociale.

VYGOTSKIJ

TEORIA INTERAZIONISTA SOCIOCULTURALE –

Secondo Vygotskij, a differenza di Piaget, sono le persone che circondano il bambino che

stimolano la crescita mentale e non è un semplice superamento (autonomo del bambino)

di tappe.

Secondo V., l’apprendimento ha luogo nella ZONA di SVILUPPO PROSSIMALE ovvero la

distanza fra ciò che il bambino riesce a fare da solo e il suo livello di potenziale,

determinato in base alla capacità di risolvere problemi che dimostra sotto la guida di un

adulto.

⇒ Gli educatori devono adeguare perfettamente il loro insegnamento alla zona

prossimale del ragazzo.

Al crescere delle competenze del bambino, l’insegnante dovrebbe lentamente

ritirarsi in secondo piano e lasciare sempre più allo studente la responsabilità di

dirigere un particolare apprendimento.

SCAFFOLDING : processo con cui si insegnano al bambino nuove abilità, entrando

 nella zona di sviluppo prossimale e adattando il proprio intervento al livello di

competenza di volta in volta raggiunto dal bambino

 Esempio di scaffolding è il madrese, la lingua parlata dagli adulti ai bambini molto piccoli: permettere

al caregiver di penetrare nella zona prossimale del bambino e funge da scaffold per le emergenti

abilità linguistiche del piccolo.

Educazione è un processo BIDIREZIONALE: educatore che si adegua allo sviluppo

delle competenze dell’educando e dell’educatore.

CULTURA di RIFERIMENTO: i bambini fanno propri i sistemi di segni (es. segnaletica

stradale, gestualità convenzionale, …) vivendo in quel contesto.

PROCESSO di INTERAZIONE del LINGUAGGIO

1. Interazione sociale: segni (gesti convenzionali e parole) utilizzati dall’adulto

nell’interazione col bambino

Segni = mezzi di interazione sociale 18

Il bambino inizia a interiorizzare questi segni e i significati generati dallo scambio

verbale

2. Acquisendo parole si acquisiscono concetti

Segni = mezzi di organizzazione e funzionamento psichico individuale

Adulto ha un ruolo fondamentale perché può agire nella zona di sviluppo prossimale  tutti

i bambini hanno un livello di sviluppo attuale e il supporto dell’adulto aiuta il bambino a

raggiungere un livello di sviluppo maggiore. 11 LEZIONE (24 ottobre 2012)

CONFRONTO TRA PIAGET - VYGOTSKIJ

PIAGET VYGOTSKIJ

Ambiente è mondo fisico Ambiente è mondo sociale

Conoscenza è universale Conoscenza è storica

Pensiero paradigmatico: ciò che è Pensiero narrativo

condiviso

Processo di sviluppo: intrapsichico Processo di sviluppo: interpsichico

Prima imitazione, poi linguaggio Inizialmente il bambino ripete le cose senza

capire il significato, progressivamente si

appropria del linguaggio.

INDIPENDENZA del LINGUAGGIO:

1. PLAGET: TEORIA COGNITIVISTICA il linguaggio si sviluppa tra i 18-24 mesi,

quando il bambino ha già sviluppato l’intelligenza senso-motoria e passa

all’intelligenza rappresentativa e si afferma in imitazione differita, gioco simbolico e

primi schemi verbali.

Focus: dimensione individuale

Ad un certo momento il bambino inizia a parlare da solo (riflesso dell’egocentrismo

infantile)

Ambiente: mondi fisico

Conoscenza: universale e spiegazione

2. VYGOTSKIJ: TEORIA SOCIOCULTURALE critica a Plaget  il linguaggio si

sviluppa nell’essere in interazione con altre persone, il bambino NON può essere

pensato da SOLO.

Focus: dimensione sociale

Ad un certo momento il bambino inizia a parlare da solo (strumento fondamentale

per il pensiero).

Ambiente: mondo sociale

Conoscenza: storia e comprensione di significati BRUNER

TEORIA INTERAZIONISTA SOCIOCULTURALE –

Lo sviluppo del linguaggio non potrebbe aver luogo senza interazione sociale precoce fra il

bambino e l’adulto significativo.

FORMAT: microcosmo formato di attenzione e di azione condivisa ripetuta più volte nella

diade.

Es. cucù: mamma copre la faccia – aspetta un po’ – fa cucù – leva le mani dal viso  due

fasi di formato: scomparsa – comparsa

• Comprendere le azioni e le espressioni della madre dal significato che hanno nella

sequenza d’interazione 19

• Produrre progressivamente le medesime azioni ed espressioni

Il LAD non può entrare in funzione senza il LASS (Language Acquisition Support

System) = aiuto fornito da un adulto che entra con il bambino in un “formato” di attenzione

e azione condivisa, e struttura l’input del linguaggio così che possa interagire con il

“dispositivo di acquisizione del linguaggio (LAD)”.

• Permette al bambino piccolo di entrare nel mondo della comunità linguistica e della

cultura a cui il linguaggio dà accesso.

Il ruolo di interazione adulto-bambino nello sviluppo del linguaggio, fin dal primo anno di

vita, fornisce 2 tipi di supporto:

1. Possibilità di partecipare attivamente all’interazione/conversazione con l’altro

significato: importanza dei turni e dei gesti convenzionali

2. Esposizione a un modello linguistico analizzabile: scandire bene le parole per

far sì che il bambino le ripeta

Produzione prelinguistica nella 2° metà del 1 anno:

6 mesi ca.: LALLAZIONE CANONICA = emissione di sequenze sillabiche consonante-

vocale in cui sono ripetute le stesse sillabe (es.mama – dadada)

10-12 mesi ca.: LALLAZIONE VARIATA: concatenazione di sillabe diverse (es.dadu)

PROTO-PAROLE: funzione comunicativa specificata da utilizzo costante in un

determinato contesto (es.dada prodotta per richiesta)

PRIME PAROLE: formate da schemi fonetici già sperimentati nella lallazione, solitamente

in forma cv x 2 (es.papà); caratteristiche: intenzionali – individuano un referente specifico

(oggetto, azione, evento) – decontestualizzazione – foneticamente simili a vere parole.

RUOLO della LALLAZIONE:

• Aiuta il bambino ad esercitarsi nella formazione dei diversi suoni linguistici

• Dà la possibilità al bambino di sentirsi emettere determinati suoni, e quindi di

esercitarsi nel “gioco” di modulare il volume, l’intonazione e il ritmo.

COMPARSA della LALLAZIONE INTENZIONALE

• Comportamenti di esibizione

• Produzione di gesti comunicativi deittici (chiedere un oggetto o un aiuto in

un’azione, dirigere l’attenzione dell’adulto su un oggetto/evento esterno, per

condividerne l’interesse)

• Produzione di vocalizzazione di richiesta

Indicatori di intenzionalità:

Contatto visivo con l’interlocutore e alternanza sguardo tra interlocutore e oggetto

o esterno

Persistenza dell’atto comunicativo in caso di insuccesso

o

Comparsa dell’indicate comunicativo:

• 1-2 mesi: estensione dell’indice spontanea

• 6 mesi: estensione dell’indice per esplorare gli oggetti

• 9-11 mesi: estensione dell’indice usata intenzionalmente come gesto comunicativo

Sviluppo dei gesti comunicativi:

a. Gesti deittici: dai 9-11 mesi  indicare – mostrare – dare – richiesta ritualizzata (ma

l’oggetto si ricava dal contesto) 20

b. Gesti rappresentativi: 12 mesi  ciao con la mano (il gesto è uguale in ogni

contesto) 12 LEZIONE (25 ottobre 2012)

18-20 mesi: SVOLTA VERBALE: salto di qualità e svolta verbale nell’esperienza

intersoggettiva.

Interazione tra:

• qualità dell’esperienza intersoggettiva precedente

• scaffolding degli adulti di riferimento

LOLLOFASE: una parola per indicare una frase (es. acqua per indicare che vuole un

bicchiere d’acqua)

A quell’età riescono a combinare ca 50 parole

CATEGORIA PAROLE

Oggetti

Cibo Acqua, mela, biscotti

Animali Gatto, cane, cavallo

Parti del corpo Bocca, naso, occhio

Nomi di persone Mamma, papà, proprio nome, nomi di

persone significative

Parole sociali/funzionali No, ciao, grazie, più, ancora, via

azioni Aprire, mangiare, andare

Esplosione del vocabolario: in media imparano 9 parole al giorno.

24 mesi: prime combinazioni di 1 o più parole.

SVILUPPO DEL SE’ CONCETTUALE: auto riconoscimento allo specchio, uso del proprio

nome, poi dei pronomi possessivi e personali ed inizio delle emozioni autocoscienti.

⇒ Emergere dell’autoconsapevolezza

SVILUPPO LESSICALE: la padronanza delle prime parole dimostra l’avvenuta

comprensione dei 2 scopo principali del linguaggio:

1. comunicare

2. rappresentare nella mente oggetti, azioni ed eventi organizzandoli in

CATEGORIE:

• sovraestensione: estendono il significato di un’etichetta verbale a un campo

troppo vasto. Es. cavallo: lo estendono a tutti gli anni con 4 zampe

• sottoestensione: restringendo troppo il significato ad una categoria verbale.

Es. cagnolino: solo il proprio e non tutti.

“Esplosione del vocabolario” attorno ai 20-24 mesi (ma può emergere con ampie

differenze individuali: già a 18 o anche a 30 mesi).

18-20 mesi Dalle 0 alle 50 parole

24 mesi Dalle 50 alle 600 parole

36 mesi Mediamente 400 parole

SVILUPPO MORFOSINTATTICO 21

1. OLOFRASE: unica parola per una frase intera – SEQUENZE UNITARIE DI

PAROLE: nograzie – chiè

Dopo aver imparato 50 parole (circa a 20 mesi)

2. FASE TRANSIZIONALE PRESINTATTICA (“linguaggio telegrafico”): due parole in

successione (es. mamma più, mamma calza)

• Non c’è il soggetto e il predicato

• Bagaglio di parole + maggiore capacità di pensiero

Dai 2 ai 3 anni c’è “esplosione della grammatica”

3. ENUNCIATI NUCLEARI: predicato + elemento nominale, soggetto e/o

complemento (24 ai 30 mesi)  no articoli

4. ESPANSIONE DEL NUCLEO: aggettivi, avverbi, pronomi (27-30 mesi): aggettivi,

avverbi, pronomi

5. STRUTTURE SUBORDINATE E BINUCLEARI (es. guarda cosa fa il gatto!) dai 30-

36 mesi

MORFOLOGIA:

LEGATA: struttura grammaticale – tutto ciò che è declinazione (singolare/plurale,

o maschile/femminile)

I bambini sono più capaci ad usare il singolare e dicono prima le forme femminili. Le

forme verbali che vengono utilizzate prima sono il presente indicativo, l’imperativo

ed il participio passato.

LIBERA: preposizioni, articoli, pronomi.

o L’articolo che viene usato per prima è LA. Viene prima utilizzato il pronome

possessivo e poi quello personale. Le proposizioni usate prima sono A, CON.

3 anni inizia la MEMORIA AUTOBIOGRAFICA: è il ricordo degli avvenimenti della nostra

storia individuale. La m.a. è favorita da una particolare conversione:

Infanzia: “Ti ricordi di quando abbiamo preso il treno per andare dalla nonna?”

Periodo prescolare: “Che cosa abbiamo fatto sul treno, quando siamo andati dalla nonna?”

4-5 anni: possono essere i bambini ad avviare la conversazione sul passato.

13 LEZIONE (30 ottobre 2012)

STADIO PREOPERATORIO

ETA PRESCOLARE: SVILUPPO DELLA COMPETENZA EMOTIVA E SOCIALE

CONSAPEVOLEZZA RAPPRESENTAZIONALE DI SE’: coincide con la formazione del

sé concettuale, indicato da:

a.Autoriconoscimento allo specchio attorno ai 18 mesi

b.Uso del proprio nome, pronomi possessivi e personali, descrizione proprie fisiche

Sé categorico: (18-30 mesi): concetto che permette di definirsi in termini di categorie.

SVILUPPO DELLE EMOZIONI AUTOCOSCIENTI (18-36 mesi)

• Imbarazzo

• Empatia

• Invidia

• Orgoglio

Poi, verso i 30 mesi, dal confronto con il proprio comportamento e le norme sociali:

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elisa.tn di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Lavelli Manuela.

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