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Lezione del 3 ottobre 2012

Psicologia dello sviluppo

La psicologia dello sviluppo descrive e spiega i cambiamenti che si verificano in funzione dell’età e dell’esperienza nel comportamento e nelle competenze relative ai diversi ambiti psicologici (motorio, percettivo, emotivo, sociale, ...). Si focalizza su:

  • Esplorare le tappe fondamentali lungo l’esistenza umana, dall’imparare a camminare al lavoro, ...
  • Le differenze individuali
  • Indagare sulle transizioni normative (es. pensionamento) e sulle transizioni non-normative (es. divorzio, morte di un figlio, ...)

Psicologia dell’educazione

La psicologia dell’educazione applica le conoscenze sui processi dello sviluppo psicologico nei contesti educativi e scolastici per:

  • Promuovere le condizioni di benessere psicologico favorevoli ad un sano sviluppo mentale
  • Favorire i processi di apprendimento
  • Affrontare condizioni di rischio ed eventi critici

Interazione innata

Gli esseri umani hanno la predisposizione innata di interagire con gli altri esseri umani:

Pianto

Pianto: segnale con cui a ogni età comunichiamo agli altri i nostri sentimenti, raggiunge il suo picco tra le 6 e le 8 settimane dopo la nascita e cala drasticamente a 4 mesi, quando i bambini usano il pianto in modo selettivo per esprimere i loro bisogni. Più i suoni sono acuti, maggiore è l’attivazione fisiologica che affligge chi li percepisce (maggiore gravità del problema). Un intenso aumento del contatto fisico madre-figlio produce un effetto calmante sul bambino.

Interventi per calmare il pianto: ciuccio, tetta, biberon, qualsiasi cosa che soddisfi il bisogno di succhiare, stretto contatto. Tenerlo in fasce non è come il genuino contatto umano, pelle contro pelle, che si crea col portare il bimbo in braccio, tenerlo vicino, massaggiarlo e cullarlo.

Colica

Colica: è dovuta principalmente al malfunzionamento dell’apparato digerente che è ancora immaturo; si verifica con maggior frequenza nei bambini le cui mamme sono ansiose o fumatrici. Intorno al 4o mese le coliche spariscono. Bisogna preoccuparsi se il bambino fa pianti eccessivi dopo il 5o mese.

Contatto

L’essere umano è la specie più indifesa da neonato e deve essere allevato dalla sua specie. Orientamento, riflesso, temperamento: già dal 3o giorno un neonato può essere definito di temperamento irascibile/irritabile, calmo o di lenta attivazione.

Un massaggio prima di andare a dormire può aiutare il bambino a non avere problemi di sonno ed un massaggio con moderata pressione favorisce l’aumento di peso dei bambini nel primo mese di vita. Il massaggio può favorire la crescita dei bambini prematuri. La marsupioterapia può aiutare la crescita dei bambini nati prematuri.

Sviluppo cerebrale

Il cambiamento avviene attraverso vari stadi: in un certo periodo il bambino è ad un certo punto. È un processo continuo ed evolutivo/discontinuo. Lo sviluppo è un dominio generale e specifico (avviene in certe aree e quindi il bambino non può essere definito in un determinato livello).

Corteccia celebrale: strato più esterno del cervello, segnato da pieghe e solchi, è la sede di ogni percezione, azione e pensiero consapevole. Il cervello dopo la nascita quadruplica; la velocità è massima durante l’infanzia.

Plasticità celebrale: il cervello umano è in grado di modificare e riorganizzare la propria struttura in funzione dell’esperienza del soggetto nell’ambiente, soprattutto nella prima fase dello sviluppo ma anche in fase adulta.

Processo: sinaptogenesi (formazione di nuove connessioni sinaptiche) e pruning (potatura: perdita delle connessioni neutrali e delle sinapsi - il fenomeno ha inizio nel 1o anno di vita). Avere neuroni maggiori, inizialmente, fa sì che possano essere indirizzati in caso di deficit celebrale.

Esempio il linguaggio è di norma rappresentato in particolari regioni dell’emisfero sinistro. Se un lattante o un bambino piccolo subisce una lesione all’emisfero sinistro, l’emisfero destro può diventare dominante rispetto al linguaggio.

Processi experience-expectant: strutture neurali preparate a incorporare informazioni dall’ambiente e, in base a tali informazioni, a svilupparsi in una direzione piuttosto che in un’altra.

Processi experience-dependent: formazione di nuove connessioni sinaptiche nel cervello come prodotto dell’esperienza (di interazione in un determinato contesto). Ottimizzano l’adattamento individuale alle caratteristiche del contesto cui il soggetto partecipa.

Natura e cultura

Gli esseri umani sono predisposti biologicamente con gli esseri umani e apprendono dall’esperienza di interazione che è sempre organizzata secondo un modello culturale. L’esperienza a sua volta modifica le strutture celebrali del soggetto. Già l’esperienza prenatale e neonatale individuale influenza lo sviluppo celebrale del neonato e modifica le capacità innate del piccolo adattandolo al suo ambiente di riferimento.

Esempio esperimento:

  • Gruppo di mamme mangiano aglio
  • Gruppo di mamme mangiano l’anice

I neonati sono attratti dalla verdura che la mamma ha mangiato in gravidanza e “schifano” quella non mangiata in gravidanza. I bambini riconoscono la voce della madre grazie a due canali: pelle della pancia e onde nel liquido della placenta.

I caratteri genetici del bambino condizionano l’ambiente che si crea intorno al bambino e quindi la sua esperienza. I 3 tipi di correlazioni genotipo-ambiente:

  • Passiva: i genitori trasmettono fattori sia genetici che ambientali
  • Reattiva: i caratteri genetici del bambino provocano reazioni delle persone che gli stanno attorno (forze reattive)
  • Attiva: i bambini/ragazzi selezionano attivamente i propri ambienti sulla base delle proprie predisposizioni genetiche (forze attive)

Interazione tra natura e cultura

Non ha senso separare i due concetti, perché è la nostra natura che dà forma alla nostra cultura in due modi:

  • Con forze evocative: il nostro temperamento suscita negli altri delle risposte definite (es. un bambino sempre felice susciterà sorrisi in chiunque incontri)
  • Con forze attive: noi scegliamo attivamente gli ambienti in cui viviamo, sulla base delle nostre predisposizioni genetiche (es. un bambino che ama leggere, sceglierà sempre ambienti in cui potrà leggere e diventerà sempre più bravo)

Inoltre, per potersi esprimere, la natura ha bisogno della giusta cultura (es. se un bambino del terzo mondo nasce con un QI altissimo, nel suo ambiente potrebbe essere del tutto irrilevante e passerà la vita a lavorare nei campi). Per questo la psicologia dello sviluppo ha l’obiettivo di favorire il giusto adattamento persona-ambiente, ovvero creare il giusto ambiente per le proprie capacità.

Coorte

Coorte: gruppo di età a cui apparteniamo, composto da tutte le persone che sono nate nello stesso periodo e sono quindi nostre compagne di viaggio lungo l’esistenza.

Malnutrizione

Per definire la malnutrizione gli studiosi spesso analizzano una condizione definita ritardo della crescita staturale, cioè una statura più bassa rispetto alla media dell’età, condizione dovuta da gravi carenze nutritive croniche che provocano anche carenze cognitive e dell’apprendimento. Nel 1980 circa la metà dei bambini dei paesi poveri sotto i 5 anni manifestavano un ritardo della crescita staturale. Nel 2000 la proporzione è scesa al di sotto di un terzo.

La malnutrizione infantile è un chiaro indicatore della povertà o ricchezza di un Paese: un paese ricco come l’USA ha un numero abbastanza elevato di casi che però contiene grazie a degli interventi federali che garantiscono alla maggior parte delle famiglie in serie difficoltà dei pasti caldi o dei buoni con cui poter acquistare cibo.

Lezione del 4 ottobre 2012

Periodo fetale e neonatale

Zigote: fino alle 2 settimane

Embrione: fino alle 8 settimane

Feto: dalle otto settimane fino alla 40ma (pretermine sotto alla 30ma settimana)

Peso: +2,5Kg è nella norma, -1,8Kg è prematuro grave (può avere ritardi del linguaggio e cognitivi). Il sottopeso è dovuto in genere a un tempo di gestazione più breve e quindi a una nascita prematura.

Mortalità infantile

Mortalità infantile: morti nel primo anno di vita. Il feto a 28 settimane succhia il pollice non intenzionalmente: dopo che l'ha provato, lo rifà perché gli piace. A 28 settimane, "linea di demarcazione", il cervello e gli altri organi sono totalmente formati.

Elementi di continuità tra il periodo fetale e neonatale

  • Movimenti e capacità di coordinazione senso-motoria: riflessi (12-14 sett.); risposte motorie a stimoli tattili (8 sett), odori, sapori, suoni, luce (24-28 sett); pianto, apertura occhi, sbadiglio, aggiustamento posturale, suzione pollice (28-30 sett.)
  • Alternanza regolare di stati di sonno tranquillo, sonno attivo e veglia
  • Capacità di apprendimento, battito cardiaco, voce della madre, lingua materna

Organizzazione endogena

Feto di 37 settimane discrimina le voci femminili da quelle maschili e le sequenze di sillabe diverse. Preferisce gli odori già introdotti in utero attraverso la dieta materna. A certi stimoli, il neonato risponde con riflessi e movimenti ritmici. I riflessi sono attività automatiche; non essendo coordinate dalla corteccia, non sottostanno al controllo conscio.

  • Grasping (presa palmare)
  • Rooting (rotazione del capo): dito vicino alla bocca, lui si gira per mangiare
  • Suzione: quando un bambino viene allattato fa un numero fisso di succhiate e poi si riposa; il numero di succhiate dipende dal bambino
  • Ricerca del seno materno: qualsiasi cosa gli sfiora la guancia il neonato si gira con la testa per succhiare.
  • Stepping (marcia automatica): dopo un mese e mezzo non c’è più
  • Babinsky (estensione dita del piede)
  • Del nuoto
  • Moro: dopo un rumore forte, il bambino alza le braccia e gambe come per aggrapparsi

Questi riflessi scompaiono con lo sviluppo della corteccia e sono spesso sostituiti da movimenti volontari. Già a 4 mesi non si ha più il riflesso di succhiare, ma il bambino succhia in risposta alla presenza di un rinforzo cioè all’avvicinarsi del seno materno.

Freud e la fase orale

Freud: primi due anni di vita "fase orale": tutto quanto va portato immediatamente alla bocca. Fra l’anno e mezzo e i due anni c’è un meccanismo innato nei neonati grazie al quale diventano molto schizzinosi rispetto ai cibi  valore adattivo. Questo è un comportamento temporaneo che diminuisce la probabilità che il bambino metta in bocca cose pericolose. A 6 mesi, il bambino inizia a mangiare cose solide.

Stati comportamentali

Stati comportamentali: sonno, veglia, pianto, ... Regolarità temporale degli stati: ciclo sonno-veglia. Quando si fanno le varie prove i neonati devono essere in uno stato tranquillo.

  1. Sonno calmo (respiro regolare e lento)
  2. Sonno attivo (fase REM, respiro irregolare, sorrisi endogeni)
  3. Veglia tranquilla (espressioni facciali di concentrazione e attenzione)
  4. Veglia agitata
  5. Pianto (sistema di segnalazione di fame, stanchezza, dolore e bisogno di attenzione)

I neonati appena nati hanno un libretto oltre al peso, deve essere annotato l’indice di benessere (indice di Apgar)  battito cardiaco, tono muscolare, pianto, respirazione, colorito che va da 0 a 2 nel primo minuto di vita, e poi di nuovo a 5 minuti dalla nascita. Superiore a 7 sono in ottime condizioni vitali – inferiore a 7 il piccolo deve essere rianimato e monitorato. Viene prelevata anche una goccia di sangue dal tallone del neonato per eseguire i test genetici che permettono di individuare alcuni difetti metabolici.

Sonno

I neonati dovrebbero di norma dormire 18 ore su 24 ed ogni 3-4 ore si svegliano. A 6 mesi: dormono 6 ore per notte - 1 anno: 12 ore per notte più pisolini mattina e pomeriggio - 2 anni smette il sonno mattutino. Fase REM: il bambino entra immediatamente in questa fase, la fase più profonda, quella dove si sogna. I bambini difficilmente dormono tutta la notte; intorno ai 6 mesi molti bambini sviluppano la capacità di autoconservarsi, cioè di calmarsi da soli e di rimettersi a dormire dopo che si sono svegliati. Le bambine hanno maggiore capacità di autoconservare dei maschietti. I bambini non sono in grado di apprendere di autoconservarsi o a regolare i propri comportamenti durante i primi mesi di vita, quando l’attività cerebrale è dominata dai riflessi. Si è studiato che i genitori che prendevano immediatamente in braccio il piccolo erano quelli i cui figli raramente apprendevano ad autoconservarsi.

Dormire insieme: in Giappone, la madre ed il padre spesso dormono separati in modo da fornire a ciascun figlio la compagnia di un genitore durante il sonno; così facendo il bambino diventerà un adulto capace di affetti profondi e fortemente legato alla famiglia.

SIDS

SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante): morte inspiegabile durante il sonno di un lattante. La sindrome è più frequente fra: nati prematuri o sottopeso, lattanti della popolazione nativa americana e afroamericana, più i maschi, adulti che fumano, dormire con la faccia verso il basso. La causa potrebbe essere una variante genetica che influenza lo sviluppo del sistema nervoso autonomo il quale regola il ciclo respiratorio. Avvengono con maggiore frequenza fra il 2o e il 5o mese di vita  causa forse della scomparsa del riflesso che porta a scuotere la testa in risposta a problemi respiratori.

Capacità uditiva

Capacità uditiva: presente prima della nascita. Esp. delle donne incinte hanno letto una storia ai loro bambini durante le ultime 6 settimane di gravidanza. Una volta nati si è notato che i bambini riconoscevano la storia: succhiavano di più il ciuccio. Il neonato discrimina:

  • Contrasti fonetici di moltissime lingue
  • Parole plurisillabiche diversamente accentuate
  • Linguaggio diretto al bambino (vs. linguaggio per adulto)

Percezione visiva

Percezione visiva: loro vedono sfuocato (intorno all’anno di età vedono come gli adulti). Paradigma dello sguardo preferenziale: principio secondo cui gli esseri umani fin da piccolissimi sono attratti dalle novità ma sono portati a perdere interesse dopo un po’ di tempo per l’oggetto nuovo.

Costanza di grandezza: capacità di percepire un oggetto come rimanesse della stessa grandezza, indipendentemente dalla distanza da noi. Capacità innata. Fino alle 8 settimane loro guardano i contorni. Dopo i 2 mesi guardano occhi e bocca. Preferiscono la visione frontale rispetto a quella laterale, per gli stimoli in movimento, simmetrici. I neonati preferiscono le facce di persone e suoni rispetto ad altre cose: percezione dei volti. Nei primi giorni di vita preferiscono la foto della madre rispetto a quella di donne sconosciute. I piccoli guardano maggiormente i volti belli: bambini belli, uomini affascinanti, ...

Esempio esperimento della lampadina con faccia, faccia mischiata e vuota. Preferiscono la faccia… i neonati non guardano gli elementi singoli ma tutta la complessità. Es. faccia della mamma: i neonati non riconoscono la faccia della mamma se quest’ultima mette una fascia per coprire l’attaccatura dei capelli.

Percezione della profondità

Percezione della profondità: capacità di vedere i dislivelli non è innata. Intorno ai 6-7 mesi iniziano ad avere paura dell’altezza.

Sequenze di sviluppo

  • Sequenza cefalo-caudale: prima i bambini riescono a sollevare la testa, quindi a ruotare la parte superiore del corpo, poi a stare seduti senza un appoggio ed infine sono in grado di alzarsi  dalla testa verso i piedi.
  • Sequenza prossimale-distale: i bambini riescono a muovere le spalle prima di avere il controllo delle braccia e di riuscire a comandare i movimenti delle dita  dalle porzioni più vicine al centro del corpo verso quelle più esterne.
  • Sequenza specifica rispetto alla massa:  il controllo motorio investe prima le parti più grandi poi quelle più fini.

Afferrare: segna il primo contatto del bambino con il mondo esterno. La capacità di stare seduto, che si sviluppa attorno ai 6 mesi, rende più facile e costante l’abilità del bambino di afferrare. Queste capacità possono dipendere anche da fattori culturali e dall’esperienza. I neonati imitano: esperimento: se ad un neonato faccio la lingua per 10-12 volte il bambino spontaneamente la rifà, impiega del tempo per riprodurla come se facesse fatica.

Neuroni specchio: scoperti da un gruppo di italiani. Neuroni che si attivano al solo vedere. Si sta studiando se funzionano così anche ai neonati, oltre che ai scimpanzé.

Lezione del 9 ottobre 2012

Neonato: preadattamento all’interazione sociale

I piccoli degli esseri umani sono preadottati ad interagire con le altre persone. Intersoggettività (capacità di entrare in contatto con le altre soggettività e capire le loro emozioni) tra persone diverse. Inizia a svilupparsi verso il secondo mese di vita.

Intersoggettività primaria

Intersoggettività primaria: forma semplice di intersoggettività di scambio di emozioni di base e affetti (6-8 sett.).

Lattante Adulto
Avvia a mantenere il contatto visivo Rispecchia, ripete enfatizzando
Segnala i propri stati affettivi Imita
Risponde in modo contingente Si sintonizza affettivamente
Imita e/o prova ad imitare Eventuale opposizione all’azione dell’attante

Organizzazione endogena: temporale, innata  organizzazione regolata dall’ambiente esterno (sorriso endogeno si trasforma in sorriso esogeno: più aperto e in risposta agli stimoli esterni).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elisa.tn di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Lavelli Manuela.
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