Psicologia dello sport
La psicologia dello sport è una disciplina psicologica che studia il comportamento umano nel contesto dell'influenza tra sport (inteso come attività fisica a scopo ricreativo, educativo, agonistico) e sviluppo psicofisico. Questa scienza è nata tra il dipartimento di psicologia e il dipartimento di educazione fisica e si sviluppa tra il laboratorio e il campo da gioco.
Gli obiettivi della psicologia dello sport sono: promozione del benessere psicofisico e ottimizzazione delle risorse psicologiche associate alla performance.
Abilità psicologiche importanti nello sport
Le abilità psicologiche nello sport non riguardano solo il carattere dello sportivo, ma comprendono anche una parte di psicologia che si può allenare e modificare. Le abilità psicologiche su cui lavorare sono sei:
- Modulazione dell’arousal: livello di attivazione fisiologico e psicologico del soggetto che varia tra due estremi: il sonno profondo e la massima agitazione.
- Controllo dell’attenzione: ci sono quattro tipi di attenzione ordinati da due parametri: (interna o esterna) e direzione (ampia o ristretta).
- Gestione dell’ansia: l’ansia ha tre effetti: blocco o irrigidimento, impulsività (le gambe vanno da sole), fuga.
- Regolazione delle immagini mentali: prospettive che abbiamo del futuro. Non possiamo non farci un’idea, pensare a come andrà la partita.
- Modulazione dei pensieri: dialogo interno, le cose che si pensano prima, durante e dopo la gara. È importante saper modulare il pensiero: non trascinarsi l’errore e la paura di sbagliare.
- Motivazione e goal-setting: trovare la leva motivazionale dell’individuo. Il goal setting è la tecnica che ci permette di gestire la motivazione.
Tutte le abilità sono collegate tra loro e una influenza l’altra.
Comunicazione e leadership
Sono fondamentali perché, pur avendo tutte e sei le abilità, se non si è in grado di trasmetterle non servono a niente.
L’approccio relazionale e ipertestuale
Contesto
L'intreccio di relazioni, ruoli, funzioni con cui lo psicologo interagisce, ha un ruolo fondamentale nello sportivo. I due contesti più importanti per lo sportivo sono: sistema società sportiva e sistema famiglia. Il sistema psicosportivo comprende ed integra i due sistemi precedenti, al cui centro si trova lo sportivo.
Approccio
Può essere sia concettuale, significativo per lo sportivo, sia pratico: posizione raggiunta dallo sportivo nei confronti dello sport.
Strumenti
Qualunque strumento o tecnica psicologica per costruire un setting adeguato. L'idea di setting comporta non solo un aspetto materiale, ma anche un dispositivo mentale che lo psicologo deve essere in grado di attivare.
Ipertesto
Strumento qualitativo che ci permette di leggere le motivazioni che spingono uno sportivo in un’unica direzione. È un testo virtuale composto da parole, immagini in una testualità sempre aperta e mai definitiva. Non ha né inizio né fine, ma circolarità; è anche reversibile e possiamo entrarci da più vie ugualmente importanti.
Approccio dello sportivo nei confronti dello sport
- Agon: sono tutti i giochi di competizione, dove la componente agonistica è fondamentale. Situazione di confronto con sé stessi o con un rivale. È l’abilità o lo sforzo usati per superare ostacoli. L’esito della gara dipende da sé stessi.
- Alea: sono tutti i giochi d’azzardo in cui si rischia e ci si mette nelle mani di qualcosa che non si può controllare. L’esito del gioco dipende da un fattore esterno e imprevedibile.
- Mimicry: sono i giochi di ruolo nell’infanzia, il ballo in maschera, lo stemma della squadra. Rappresentazioni simboliche che hanno un significato extra-sportivo. Rappresentare qualcosa di diverso da quello che si è o si ha.
- Illinx: sono i giochi in cui c’è un’alterazione della percezione del tempo e dello spazio. Ricerca di qualcosa che ti stravolge, in cui devi mantenere il controllo.
Definizione della motivazione
La motivazione è l’orientamento a svolgere un determinato compito. La motivazione è un complesso di diverse matrici che spingono i giovani a praticare uno sport. Queste matrici sono: amicizia, sensazione di potere, controllo sugli altri, raggiungimento di uno status migliore, orientamento alla riuscita, orientamento al compito, indipendenza, divertimento, raggiungimento di una buona forma fisica.
Motivazione intrinseca ed estrinseca
La motivazione intrinseca fa sì che lo sport in sé sia già un premio; lo sport è appagante: o perché impari e migliori, o perché ti diverti. La motivazione estrinseca vede lo sport come un mezzo per riconoscere premi e riconoscimenti.
Motivi primari e secondari
I motivi primari si costruiscono nei primi anni di vita attraverso le esperienze: competenza-autodeterminazione, gioco-piacere-divertimento. I motivi secondari arrivano con la preadolescenza: affiliazione-potere-conoscenza.
Principio di ribasso e principio additivo
Il principio di ribasso si verifica con l’aumento dell’intensità della motivazione estrinseca (risultato, soldi) e comporta un conseguente calo della motivazione intrinseca. È importante alimentare entrambe le motivazioni. Il principio additivo si verifica durante l’infanzia (fino a 7 anni). Al contrario del principio di ribasso, l’aumento della motivazione estrinseca comporta l’aumento della motivazione intrinseca. I premi esterni e i sensi di competenza alimentano lo stesso “serbatoio”, poiché il bambino non è ancora in grado di distinguere il suo interno dal mondo esterno.
Il triangolo sportivo
Il triangolo sportivo è formato dallo sportivo, dal suo allenatore, e dai suoi genitori e viene considerata l’unità di lavoro per lo psicologo dello sport. Può accadere che lo sportivo si trovi in mezzo tra i pensieri dell’allenatore e quelli dei genitori, creando una situazione negativa, in cui il ragazzo non sa chi ascoltare e chi scegliere.
Goal-setting tridimensionale
Si utilizza uno strumento di lavoro psicologico: il goal-setting tridimensionale, che serve per approfondire gli obiettivi dell’allenatore, il feedback dello sportivo e le aspettative dei genitori.
Le informazioni necessarie per la compilazione del goal setting tridimensionale si ricavano da colloqui mediati dallo psicologo:
- Colloqui individuale con il giocatore
- Colloqui con l’allenatore o con lo staff
- Colloqui individuali con i genitori
- Colloqui tra allenatore e giocatore
- Colloqui tra genitori e allenatore e staff
- Osservazione degli allenamenti e di situazioni informali
La motivazione e il senso di riscatto
Il senso di riscatto è liberarsi da qualcosa. Il messaggio relazionale consiste nel dimostrare qualcosa a qualcuno per poi passare a dimostrare qualcosa a se stessi. Il riscatto è diverso dalla rivalsa, che significa farla pagare a qualcuno. Inoltre, riguarda la trasformazione della propria identità, oltre che della propria condizione.