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Le organizzazioni e l'ambiente

Definizione di ambiente organizzativo

L’ambiente delle organizzazioni non è il clima interno. È ciò che si trova oltre i confini dell’organizzazione, che fornisce materie prime e altre risorse all’organizzazione e ne assorbe i prodotti-servizi. Ma il termine ambiente è ambiguo. Noi siamo interessati alla descrizione degli aspetti della totalità che hanno rilevanza come spazio vitale dell’organismo considerato. Quindi ciò che noi chiamiamo ambiente dipenderà dai bisogni, dalle spinte e dagli obiettivi dell’organismo e del suo apparato percettivo. Sebbene si tratti di un’esemplificazione eroica dalla quale possono scaturire errori di prospettiva, tuttavia risulta possibile vedere l’organizzazione come il risultato dell’interazione fra tre sistemi: l’individuo, l’organizzazione e l’ambiente inteso come l’insieme delle altre organizzazioni.

  • Ambiente come fonte di risorse: Risorse economiche (da investitori, committenti, clienti) + Materie prime (materiali e immateriali) + Forza lavoro (risorse umane) + Conoscenze e tecnologie + Legittimazione sociale
  • Ambiente come insieme di vincoli: Esperienze e aspettative dei clienti + Concorrenti + Leggi e regolamenti + Prassi, mode, convenzioni + Trend di sviluppo socio-economico
  • Ambiente come rete di relazione tra organizzazioni: L’ambiente è concepito come rete di relazioni (network) tra organizzazioni che concorrono sinergicamente al perseguimento di un obiettivo o hanno un interesse verso l’insieme delle azioni dell’organizzazione
  • Ambiente come prodotto: Ambiente come luogo di destinazione delle attività dell’organizzazione (clienti-fruitori dei prodotti-servizi dell’organizzazione), ma anche esito dei processi di selezione e interpretazione della realtà circostante.

L’ambiente organizzativo è l’insieme degli elementi e delle forze esterne all’organizzazione che sono in grado di influenzarne il comportamento; può essere distinto in 2 livelli:

  • L’ambiente di riferimento, o “task environment”: Comprende fattori ed elementi che hanno un impatto diretto e rilevante sull’organizzazione nel perseguimento dei suoi obiettivi (sindacati, banche)
  • L’ambiente generale: Comprende fattori e forze che possono influenzarne indirettamente il comportamento. Settore legale + settore fisico + settore economico + settore tecnologico + settore sociale + settore politico + settore culturale

Le organizzazioni sono dei “sistemi aperti” in interazione dinamica con l’ambiente esterno e non si possono capire il comportamento e la struttura di un’organizzazione senza considerare il contesto in cui opera.

Evoluzione dei paradigmi e delle prospettive delle teorie organizzative

  • Paradigma della razionalità (1900-1940): Industrialismo
  • Paradigma sistemico (1950-1970): Modernismo
  • Paradigma culturale (etnografico) (1980): Interpretazionismo simbolico
  • Paradigma della frammentazione (1990): Post modernismo

Paradigma della razionalità (1900-1940)

Metafora castello: visione eliocentrica dell’organizzazione concepita come sistema chiuso da confini certi ed impermeabili.

  • È possibile definire con chiarezza i confini organizzativi
  • Per progettare l’azione organizzativa è sufficiente definire con chiarezza obiettivi, strategie e attività da svolgere. In conseguenza si disegna la struttura formale.
  • I problemi e le criticità da affrontare sono di natura prevalentemente interna
  • L’organizzazione è sostanzialmente autosufficiente (la sua azione prescinde dagli apporti esterni)
  • L’ambiente è omogeneo (condizioni analoghe): la differenza tra le organizzazioni dipende dalle scelte di obiettivi e di metodi impiegati

Input ⇒ Organizzazione ⇒ Output

Paradigma sistemico (1950-1970)

Organizzazione come sistema aperto: è vista come sistema organico, un insieme organizzato e sensibile delle variazioni ambientali (turbolenze).

  • I sistemi sociali sono dotati di specificità difficilmente governabili:
    • Rivalutazione dell’importanza delle dimensioni affettive, umane e relazionali nella vita lavorativa
    • Scoperta della crucialità delle relazioni tra organizzazione e ambiente (permeabilità) ai fini della sopravvivenza e dello sviluppo delle imprese
  • Rilevanza dei concetti di ruolo ossia di ciò che ciascuno fa nella relazione con gli altri, definito nel suo significato funzionale (a cosa serve)
  • Si allarga l’ambito di osservazione e di analisi al di là dei confini di una singola organizzazione estendendo a quel complesso di fattori e soggetti che circondano l’organizzazione e che ne influenzano il funzionamento (STAKEHOLDERS)

L’ambiente indica un insieme di attori, fenomeni e accadimenti che, pur estranei e differenti rispetto all’organizzazione oggetto di interesse, esercitano (o potrebbero esercitare) su di essa una notevole influenza.

Nella progettazione organizzativa ci si interroga su come l’organizzazione può:

  • Adattarsi alle richieste contingenti dell’ambiente
  • Intervenire attivamente definendo il proprio ambiente esterno (e proteggendosi dalle turbolenze)
  • Gestire tensioni e conflitti che sorgono dal confronto tra molteplici e diverse prospettive-interessi

Modelli diadici dell’ambiente e l’organizzazione dell’ambiente

  • Modelli diadici: Caratterizzata dalla centralità dell’organizzazione focale, ovvero incentrale l’analisi sul mutamento dell’organizzazione individuale; il focus è sulla singola organizzazione e il suo management, verso l’ambiente esterno
  • Organizzazione dell’ambiente: Più attenta ad analizzare, con metodi diversi, la struttura e la composizione dell’ambiente; l’ambiente diventa centrale nello spiegare il comportamento organizzativo

Modelli diadici

L’analisi è incentrata sul mutamento dell’organizzazione individuale, pur riconoscendo che per capire il comportamento delle organizzazioni bisogna considerare anche l’ambiente.

  • Centralità dell’organizzazione + Incertezza dell’ambiente (e tentativo di controllo) + Capacità di adattamento all’ambiente

Al management è richiesta una diversa competenza: dal controllo alla gestione dell’incertezza:

  • Flessibilità, adattamento (negli stili di gestione e nelle decisioni)
  • Accesso alle e interpretazione delle informazioni
  • Mediazione di interessi ed esercizio di influenza (potere non gerarchico)

Modello dei sistemi meccanici e organici (Burns e Stalker)

Condizioni ambientali differenti richiedono un diverso modo di funzionare dell’organizzazione.

  • Ambienti stabili ⇒ Sistemi meccanici: Suddivisione elevata dei compiti + enfasi su autorità e controllo + comunicazione formale discendente + relazioni verticali, obbedienza ai superiori (gerarchia) + potere da posizione
  • Ambienti dinamici ⇒ Sistemi organici: Bassa specializzazione + bassa formalizzazione + enfasi su esperienza + flessibilità nella definizione dei compiti + orientamento diffuso alla soluzione dei problemi + decentramento decisionale + forte interazione laterale + attenzione agli obiettivi

Teoria dei costi di transizione (Williamson)

Le organizzazioni come strutture per governare le relazioni di scambio, con l’obiettivo principale di stipulare e garantire contratti affidabili ed efficienti; l’unità di analisi non è più il bene prodotto, ma la transazione, ovvero lo scambio, regolato da qualche forma di contratto, che riguardi beni e servizi con fornitori esterni, prestazioni di lavoro dipendente, etc. Questa teoria definisce l’azienda come una struttura di governo (a differenza della teoria neoclassica, che vedeva l’azienda come una “scatola nera”, in funzione della produzione).

Per le imprese, il governo attraverso l’organizzazione e il governo attraverso il mercato sono modalità alternative al fine di minimizzare i costi di transizione valutando se e cosa è più conveniente:

  • Governare attraverso l’organizzazione (make)
  • Governare attraverso il mercato (buy)

Strutture di produzione ⇒ Strutture di governo delle relazioni di scambio

Unità di analisi: il prodotto ⇒ Unità di analisi: la transizione

Trasferimento di prodotti (beni-servizi) tra unità (OU, organizzazioni, lavoratori, fornitori, clienti) e regolati da un contratto o patto

Azione manageriale attraverso la ⇒ Azione manageriale: il mercato di riferimento

gerarchia ed entro lo spazio fisico allo scopo di minimizzare i costi di transizione dell’impresa (all’interno dei suoi confini) e garantire contratti affidabili ed efficienti

«Make or buy»?: In quali condizioni a un’impresa conviene produrre in proprio (make) invece di ricorrere al mercato (buy)?

La teoria sostiene che ogni problema formulabile in termini di contrattazione può essere analizzato per individuare possibili azioni di economizzazione dei costi di transazione; vi sono 3 aspetti fondamentali della transazione:

  • Incertezza: Attiene all’affidabilità, con la quale un bene necessario o un servizio sono...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/06 Psicologia del lavoro e delle organizzazioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AliceDP97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia delle organizzazioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Farnese Maria Laura.
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