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Potere, controllo e regole formali

Il potere

Il potere è la capacità di un soggetto, individuale o collettivo, di conseguire in modo intenzionale determinati scopi in una sfera specifica della vita sociale, ovvero di imporre la propria volontà, nonostante la possibile opposizione o resistenza di un altro soggetto o gruppo di soggetti.

  • L'esercizio del potere può avvenire solo all'interno di una relazione sociale (rapporto tra attori, con una controparte da influenzare).
  • Il concetto di potere è inseparabile da quello di dipendenza.
  • L'esercizio del potere dipende dall'equilibrio tra le parti (non è unidirezionale, né assoluto, né statico): interdipendenza e dinamismo.

Il potere è usato più frequentemente sotto condizioni di moderata interdipendenza. In condizioni di ridotta o nessuna interdipendenza, vi è scarso o nessun bisogno di sviluppare potere o di esercitare influenza (Pfeffer). Si distingue dal concetto di autorità, intesa come la facoltà di un individuo o di un gruppo, attribuita in base a certe loro caratteristiche o alla posizione che occupano, e riconosciuta consensualmente dalla collettività in cui la esercitano, di emanare comandi che obbligano, vincolano o comunque inducono uno o più soggetti appartenenti alla medesima collettività ad agire in un determinato modo. Se chi subisce il potere lo approva e vi si sottomette di sua volontà, tale potere diventa di fatto autorità.

Legittimazione del potere

  • Potere come bisogno fondamentale dell'individuo.
  • Potere come risorsa, come qualcosa che si possiede.
  • Potere come relazione sociale caratterizzata da rapporti di dipendenza (dinamica del campo):
    • Far sì che qualcuno faccia qualcosa che altrimenti non avrebbe fatto.
    • L'abilità di influenzare la condotta degli altri e di resistere alle influenze indesiderate messe in atto nei propri confronti.

Sulle possibili evoluzioni del conflitto incidono i margini di influenza reciproca (possibilità di controllo, distanza tra gli elementi, rigidità delle situazioni preesistenti). Nelle teorie classiche per potere si intende la possibilità di trovare obbedienza da parte di qualcuno in relazione a un comando su un determinato contenuto. L'autorità si basa sul riconoscimento di legittimità, necessità, e utilità che qualcuno emani comandi finalizzati a orientare l'azione.

Secondo Weber esistono tre fonti principali di potere che si differenziano in base ai fondamentali della sua legittimità (fonti del potere):

  • Potere tradizionale: Storia, antichi ordinamenti. L'obbedienza è legata al rispetto della tradizione.
  • Potere carismatico: Carisma. L'obbedienza è legata al possesso di particolari caratteristiche o al fascino personale.
  • Potere legale-razionale: Regole. L'obbedienza discende dal rispetto di regole e statuti formali, in relazione ai quali si valuta la conformità dell'ordine. L'autorità discende dall'occupare una posizione formale e legittima di autorità (gerarchia) e si avvale della burocrazia.

Le organizzazioni e il potere

Due forme di potere organizzativo:

  • Il potere nelle organizzazioni, che individui o gruppi esercitano all'interno di una determinata organizzazione.
  • Il potere delle organizzazioni, che esse esercitano nei confronti dell'ambiente esterno e verso altre organizzazioni.

Il potere organizzativo è l'abilità di produrre effetti su entità collettive e organizzate e su coloro che ne fanno parte; vi sono varie fonti di potere organizzativo, tra cui:

  • L'autorità formale
  • Il controllo delle risorse scarse
  • Il controllo dei processi decisionali
  • Il controllo della conoscenza e dell'informazione
  • Le alleanze e i reticoli di alleanze e di network

Bacharach e Lawler sottolineano come la posizione strutturale sia determinante per accedere al potere; i legami tra attori possono fornire l'accesso a due risorse fondamentali: le informazioni e le persone. Le organizzazioni sarebbero coalizioni composte da coalizioni, infatti sia i gruppi formali interni ed esterni cercano di utilizzare l'organizzazione: quelli interni per migliorare la propria posizione, quelli esterni per influenzare la società. Una forma diversa di potere è definita potere professionale, che deriva dal possedere una conoscenza esperta o dal detenere importanti informazioni. Il potere è spesso stabile e autoperpetuante, in quanto coloro che lo detengono possiedono anche le risorse per mantenerlo nel tempo.

Thompson: le organizzazioni cercano di reperire potere nei confronti di coloro da cui dipendono; per far questo, ricorrono a diverse strategie:

  • Contrattazione: negoziando un accordo per lo scambio di prestazioni future.
  • Cooptazione: assorbendo nella leadership dell'organizzazione nuovi soggetti, al fine di allontanare minacce alla sua stabilità.
  • Coalizione: attraverso la creazione di associazioni con altre organizzazioni presenti nell'ambiente.

Attraverso queste strategie, un'organizzazione può minimizzare il potere che gli elementi dell'ambiente esterno esercitano su di essa, riducendo, al contempo, l'incertezza. Alcune volte il potere non è legittimo (A non è legittimato ad esercitare il suo potere su B) e se sono situazioni frequenti, questo può danneggiare l'organizzazione. Tramite diversi studi, si è dimostrato come i reali rapporti di potere tra gli attori chiave di un'organizzazione non rispecchino la struttura organizzativa formale.

Quindi, emerge una concezione del potere come fenomeno complesso, inteso in maniera del tutto diversa come scambio strutturalmente squilibrato di possibilità d'azione e di comportamento tra un insieme di attori individuali e/o collettivi. Questo perché gli attori sono dotati di razionalità limitata, hanno obiettivi molteplici e talvolta contraddittori e cercano di cogliere le opportunità che il contesto organizzativo offre loro per accrescere i propri margini di libertà aumentando la propria capacità di azione.

Il potere come capacità d'azione e come controllo dell'incertezza

Il potere può essere definito in maniera del tutto diversa: uno scambio strutturalmente squilibrato di possibilità d'azione e di comportamento tra un insieme di attori individuali e/o collettivi. Il potere ha natura:

  • Relazionale: è un rapporto tra attori e non un attributo di questi; è inseparabile dalla relazione nella quale le asimmetrie di risorse si concretizzano e vengono messe in luce, trasformandosi in capacità d'azione.
  • Indipendente: legato all'interdipendenza tra gli attori.
  • Multilaterale: non è imposto da chi lo possiede a chi non lo possiede, non è separabile dai processi di scambio e coesiste con essi.

Crozier e Friedberg definiscono il potere nel senso strumentale, ovvero la capacità di un attore di strutturare i suoi processi di scambio con altri attori in modo favorevole ai propri interessi.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/06 Psicologia del lavoro e delle organizzazioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AliceDP97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia delle organizzazioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Farnese Maria Laura.
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