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Il parent training

Counseling e formazione per genitori

Loredana Benedetto

Ed. Carocci

Cos’è il parent training?

Intervento nato nell’ambito dei disturbi del comportamento infantile. I genitori sono agenti di

primaria importanza nello sviluppo dei figli e deve essere fornita loro l’opportunità di cambiare il

modo di interagire e promuovere lo sviluppo di comportamenti positivi.

Si propone di modificare lo stile relazionale e gli atteggiamenti che influiscono negativamente sui

comportamenti dei bambini. I fattori che hanno contribuito all’affermarsi di tale modello sono:

- Fondamento empirico e sperimentale: analisi comportamentale, uso di un linguaggio che fa

riferimento a eventi concreti; l’efficacia viene valutata con misurazioni ripetute; i genitori

possono verificare i risultati delle loro strategie ed eventualmente modificare queste ultime.

- Risultati positivi che produce

- Centralità della relazione genitore-bambino

Si può spostare l’attenzione dal rimedio alla prevenzione, cioè molti problemi possono essre

contenuti se i genitori ricevono un valido supporto psico-educativo.

Nell’affrontare un particolare problema, lo psicologo non potrà limitarsi all’analisi del

comportamento e all’indicazione di modelli educativi che sostituiscano le modalità non corrette di

gestione del rapporto, ma dovrà altresì ricorrere ad altri strumenti, come le griglie strutturate e le

registrazioni sistematiche.

L’analisi comportamentale delle interazioni educative

L’analisi comportamentale per molto tempo ha escluso il coinvolgimento dei genitori, privilegiando

come setting dell’intervento lo studio dell’analista.

Ma col tempo ci si è resi conto che quando si studiano gli effetti di variabili come l’attenzione

sociale, i contatti affettivi, le espressioni verbali, sembra utile coinvolgere i genitori.

Questa ottica comporta:

- insegnare ai genitori i principi operanti

- osservare e registrare cosa succede

Tutti i comportamenti sono il risultato internazionale dell’individuo e vengono analizzati in

relazione alle variabili antecedenti e conseguenti che li influenzano in maniera contingente.

L’attenzione viene posta principalmente sui comportamenti osservabili e sulle condizioni

contingenti in cui si manifestano. Un rilievo particolare viene dato al contesto sociale prossimo e

alle interazioni con gli adulti significativi.

L’azione educativa è resa efficace per mezzo dell’insegnamento sistematico dei principi

comportamentali. L’insegnamento pratico risulta molto più vantaggioso dei metodi verbali. Un

coinvolgimento diretto dai genitori è da preferire: l’insegmnamento di abilità è più utile della

semplice trasmissione verbale dei contenuti. È importante non trascurare di rinforzare ogni successo

che il genitore ottiene. Anche altri metodi di insegnamento sono utili, come il modeling ed il role

play, i supporti audiovisivi, gli homeworks, i manuali di autoistruzione.

Vi sono tre modelli di intervento:

- consultazione individuale: il singolo genitore o la coppia si rivolge allo specialista con il fine

di affrontare uno specifico problema del bambino

- situazione strutturata: prevede un contesto estremamente controllato per osservare e

modificare le interazioni genitore-bambino.

- Gruppi educativi: coinvolgono più genitori in cicli di incontri che variano per durata,

contenuti e tecniche utilizzate.

Un aspetto innovativo di questo approccio è la realizzazione dell’intervento in contesti naturali.

Nell’ambiente familiare vengono condotte le osservazione, con un’analisi dettagliata del

comportamento del genitore, del bambino e delle loro interazioni.

Il setting terapeutico presenta alcune peculiarità rispetto al contesto familiare, come una elevata

strutturazione, necessaria per facilitare i comportamenti attentivi del bambino o per controllare che

le conseguenze siano efficaci. Il contesto familiare fornisce opportunità più ricche ma anche più

variabili.

Se il comportamento deve essere modificato, l’intervento deve avere luogo quando e dove il

comportamento stesso si manifesta.

Disegno a inversione:

- baseline: il comportamento viene osservato in modo da ottenere una misurazione che funga

da riferimento (A)

- nella fase sperimentale viene applicato il trattamento (B)

- nella fase successiva si ripristinano le condizioni originarie. Se eliminando il trattamento il

comportamento ritorna ai livelli precedenti si può ritenere che i cambiamenti siano

conseguenti all’intervento (A’)

- l’intervento viene impiegato nuovamente se produce i cambiamenti che erano già stati

osservati (B’)

Disegno a baseline multipli:

- si misurano più comportamenti in modo da ottenere più linee di base

- il trattamento viene inserito su un comportamento alla volta

- se i singoli comportamenti si modificano dal momento in cui viene attuato l’intervento, si

ritengono influenzati dallo stesso intervento

Le linee di base possono valutare:

- differenti variabili in uno stesso soggetto

- la stessa variabile in soggetti diversi

- la stessa variabile in differenti situazioni

E’ necessario controllare il cambiamento e lo si può fare rispondendo a quattro quesiti diversi

1. generalizzazione temporale: il programma produce cambiamenti duraturi?

2. generalizzazione del setting: i comportamenti si presentano anche in altri contesti?

3. generalizzazione del comportamento: i genitori sono in grado di utilizzare le strategie con

più comportamenti?

4. generalizzazione verso altri figli: le nuove strategie, sono adoperate anche con loro?

I programmi per l’autismo e i deficit di sviluppo

1. PORTAGE:

Piano educativo globale per lo sviluppo del bambino disabile. Comprende sei aree: socializzazione,

linguaggio, autonomia, livello cognitivo, livello motorio, stimolazioni infantili. L’intervento

domiciliare viene suddiviso in tre momenti: discussione con i genitori, parte pratica, scambio di

informazioni su eventuali problemi. Il programma non propone ricette da applicare rigidamente

senza tenere conto della peculiarità della famiglia ma sono richieste al contrario ingegnosità,

creatività e flessibilità per adattare le attività e trovare soluzioni personali.

L’azione di recupero diventa più dispendiosa e inefficace quanto più viene iniziata tardivamente.

Un lavoro accanto alle famiglie richiede un’attenzione a molteplici aspetti quali:

- comprendere le problematiche nella loro globalità

- costruire una relazione di fiducia

- insegnare ai genitori ad osservare il comportamento del loro bambino

- essere sensibile ai cambiamenti

2. YOUNG AUTISTIC PROJECT

Programma intensivo di Lovaas dalle seguenti caratteristiche:

- la concettualizzazione dell’autismo su base organica e la descrizione comportamentale dei

sintomi

- la programmazione dell’intervento al fine di ampliare il repertorio dei comportamenti

adattivi e di controllare quelli disfunzionali

- l’inizio precoce dell’intervento, che ha in fine di modificare l’ambiente in cui il bambino

cresce, per rendere ottimali le condizioni di apprendimento nonostante le alterazioni

neurofisiologiche

- trasferimento dell’intervento dall’istituzione ai contesti naturali

- programma intensivo che coinvolge il bambino e i suoi genitori in quasi tutti i momenti

della giornata

La formazione degli operatori, degli insegnanti e degli educatori è una fase chiave del programma.

3. TEACCH

Questo approccio pone al centro i bisogni psicologici dei genitori e la loro funzione di supporto ai

programmi educativi e sottolinea il primato dell’educazione rispetto alla psicoterapia tradizionale. I

familiari sono riconosciuti come esperti dei problemi del bambino, con una specifica competenza.

Altri principi cardine:

- individualizzazione e flessibilità dei programmi, valutazione accurata delle abilità del

soggetto

- apprendimento strutturato (ad es. organizzazione fisica degli ambienti, che può aiutare a

decidere quale sia il comportamento opportuna da mettere in atto)

Le attività a casa sono precedute da due fasi:

- informativa

- diagnosi estesa (in questa fase i genitori possono osservare il lavoro di un operatore tramite

uno specchio unidirezionale e commentare ciò che si sta svolgendo insieme ad un educatore)

Svantaggio sociale e disadattamento

Il disadattamento sociale e scolastico è correlato allo svantaggio socioculturale, alla povertà, a un

basso q.i.

Il progetto più conosciuto per la prevenzione dei rischi connessi alle carenze socio-ambientali, è

l’Head Start (cominciare dall’inizio), cui fece seguito l’Home Start.

Questo, coinvolgeva i bambini per otto settimane presso asili in cui erano proposte attività per lo

sviluppo psicomotorio, cognitivo e del linguaggio. Partecipavano anche i genitori che miglioravano

l’alimentazione e le condizioni igieniche a casa.

I limiti sono legati all’impossibilità di evidenziare benefici a lungo termine se non si mantenevano i

bambini in un ambiente educativo di buon livello. La soluzione fu quella di coinvolgere in modo

più sistematico i genitori (Bronfenbrenner: intervento ecologico).

Sembrerebbe che i parent training possano compensare le carenze della stimolazione dei primi anni

di vita.

Lutzker propone un approccio “eco comportamentale” per insegnare agli adulti le abilità necessarie

per accudire i figli ed evitare le difficoltà quotidiane che possono scatenare la negligenza e l’abuso.

Il programma è articolato

- training sulla relazione genitore-figlio per favorire la compliance

- __ __ sulle abilità di base

- pediatria comportamentale

- riduzione dello stress dei genitori

- problem solving

Il p.t. sarebbe un intervento settoriale limitato; modifica alcune attività dei genitori che incidono

sullo sviluppo dei bambini.

Alcuni bambini presentano difficoltà di adattamento sociale. Oltre a non rispettare le regole comuni,

possono mostrare reazioni sproporzionate agli eventi e indifferenza rispetto alle conseguenze dei

propri comportamenti; non provano sentimento di rimorso. In alcuni casi si possono mostrare

divertiti, compiaciuti.

Patterson propone un modello che analizza l’origine di questi problemi e che prende in esame gli

effetti multipli di diversi fattori di rischio - ciclo della coercizione. I punti chiave di questo processo

sono:

- influenza reciproca genitore-bambino

- effetti del rinforzamento negativo

- escalation di intensità dei comportamenti

Le interazioni familiari possono diventare un contesto per l’apprendimento di comportamenti

antisociali.

Il p.t. si propone di rompere questo processo coercitivo, ma è necessario un intervento precoce.

Metodi inefficaci di disciplina:

- comportamento verbale del genitore

- ricorso alla punizione

- rinforzamento (nel caso in cui viene prestata attenzione ai comportamenti da eliminare)

- permissività

- incoerenza

I programmi preventivi hanno lo scopo di evitare che i comportamenti antisociali si sviluppino con i

familiari e dopo si estendano a scuola con insegnanti e coetanei, dove sarebbe difficile recuperare i

comportamenti antisociali. Non tutti i genitori rispondono al trattamento, perché non vogliono

prenderne parte o perché il p.t. non risolve problemi sociali e psicologici che possono affliggere la

famiglia.

Il p.t. di Patterson per bambini e ragazzi si propone di evitare il ricorso all’istituto, tentando la via

del recupero sociale a partire dalla famiglia. L’intervento dura circa 4 mesi e si svolge in gruppo

(20-30 ore. E’ previsto follow-up per il mantenimento a 3, 6 e 12 mesi dalla fine del programma).


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AUTORE

Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Psicologia dell'educazioneParent Training. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Il parent training. Counseling e formazione per genitori, Cos’è il parent training?, L’analisi comportamentale delle interazioni educative, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Murdaca Anna Maria.

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