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Psicologia dell'adolescenza – Preadolescenza Appunti scolastici Premium

Appunti di Psicologia dell'adolescenzaPreadolescenza. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: La scelta dei modelli identificativi è connessa con l’insieme dei giudizi e delle valutazioni che il
preadolescente ha di sé e con la gestione della propria immagine corporea e sociale. Erikson... Vedi di più

Esame di Psicologia dell'adolescenza docente Prof. R. Larcan

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ESTRATTO DOCUMENTO

Rispetto alla scala dei Problemi di Ansia/Depressione i dati ottenuti mettono in evidenza come le femmine

• di 14 anni ottengono dei punteggi medi più elevati sia rispetto ai maschi della stessa età, che rispetto alle

femmine e ai maschi più piccoli, tranne per l’età di 12 anni in cui i maschi ottengono punteggi medi

superiori delle femmine. Con l’aumentare dell’età i problemi d’ansia sono frequenti nelle ragazze

piuttosto che ne ragazzi.

Rispetto all’influenza della variabile età sul funzionamento comportamentale-emotivo sono emerse

• differenze significative in cinque scale: sembra che l’età incrementi i punteggi in modo quasi sempre

costante.

Rispetto alle differenze di genere, le femmine manifestano punteggi più bassi in tutte e quattro le scale

• Problemi di pensiero, Comportamento deviante, Comportamento aggressivo e Problemi di

esternalizzazione rispetto ai maschi.

Il DSF

I ragazzi del campione hanno una rappresentazione fortemente positiva della famiglia che non si differenzia

rispetto all’età dei ragazzi. Fanno eccezione:

La famiglia vissuta come fortemente esigente soprattutto dai ragazzi di 12 anni.

• Le femmine percepiscono la loro famiglia significativamente più accettante rispetto ai ragazzi.

L’IPPA

Non si sono riscontrate differenze statisticamente significativa tra le 4 fasce d’età dei ragazzi nei confronti

• dell’attaccamento con i genitori e i pari.

Sono emerse differenze di genere statisticamente rilevanti nelle scale relative alla Fiducia e alla

• Comunicazione con i pari in cui le femmine hanno ottenuto dei punteggi medi superiori a quelli dei

maschi, mentre nei confronti dei genitori non si sono riscontrate delle differenze tra i maschi e le femmine

del campione. ☛ ☚

CONCLUSIONI

Conferma della letteratura: i maschi hanno punteggi più alti nelle scale Esternalizzanti rispetto alle

• femmine, che ottengono punteggi più elevati nelle scale dei problemi Internalizzati e dell’Ansia/

Depressione e tali punteggi tendono ad aumentare con l’età.

I problemi esternalizzanti tendono ad aumentare con l’età indipendentemente dal genere.

• I risultati di questo studio, hanno contribuito a mettere in evidenza che i fattori che in generale nella

• preadolescenza favoriscono un buon adattamento e sviluppo sono la buona qualità della comunicazione

familiare e la presenza di una famiglia stabile che fornisce il contesto di “base sicura” per affrontare gli

inevitabili problemi della crescita. Quindi non è tanto in gioco la ricerca di prossimità quanto la fiducia

nella disponibilità e compartecipazione dei genitori.

In questa fase di transizione il legame con i genitori sembra più in primo piano rispetto a quello con i pari

• nell’influenzare il comportamento emotivo-adattivo del preadolescente.

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PUNTI FORZA

La ricerca affronta un tema rilevante della psicologia dello sviluppo e della psicopatologia, ovvero quello di

osservare la relazione tra il legame di attaccamento con i genitori e con i pari e i comportamenti emotivo-

adattivi dei preadolescenti. ☛ ☚

PUNTI DEBOLEZZA

Considerando i pochi studi italiani condotti con lo YSR in preadolescenza, i risultati ottenuti dalla ricerca

non possono essere generalizzati all’intera popolazione, ma rappresentano una base di partenza per

successive ricerche. 2

FATTORI DI PERSONALITÀ E COMPORTAMENTO DISADATTIVO: IL RISCHIO PSICOLOGICO IN

PREADOLESCENZA

Lo studio del comportamento disadattivo in età evolutiva riveste molta importanza poiché può risultare un

buon predatore di problematicità in età adulta (prevenzione primaria e secondaria). Inoltre è cambiato il

modo di concepire l’etiologia del comportamento disadattivo, è stata superata la tradizionale concezione del

rapporto di causalità lineare tra agente etiologico e un esito disadattivo, ma vede lo stesso come prodotto di

comunicazione tra sistemi diversi e come modalità individuale di gestione del compito evolutivo. Ecco che

diventa interessante ragionare sulle caratteristiche individuali che possono costituire fattori di rischio e di

resilienza rispetto alla possibilità di trasformare comportamenti trasgressivi propri dell’adolescenza in

condotte stabilmente devianti.

I contributi teorici sul comportamento disadattivo in adolescenza possono essere sostanzialmente suddivisi in

due categorie: teorie che considerano il comportamento disadattivo adolescenziale in continuità con il

comportamento antisociale adulto oppure teorie che considerano i comportamenti disadattavi adolescenziali

episodici e transitori. Sono state individuate due categorie di indicatori di comportamento disadattivo:

comportamenti di internalizzazione e comportamenti di esternalizzazione.

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OBIETTIVI DELLA RICERCA

La ricerca ha inteso verificare la predittività si una serie di fattori di rischio e di resilienza nella sviluppo del

comportamento disadattivo aggressivo in preadolescenza.

Modello probabilistico multicausale fattori di rischio e di protezione vengono analizzati nella loro

interazione dinamica. L’aggressività come fenomeno multidimensionale e multicomponenziale. Le variabili

legate all’individuo, ai suoi comportamenti e all’ambiente in cui vive costituiscono i tre fattori che in

interazione tra loro influenzano fortemente la formazione delle strutture cognitive di autoregolazione della

condotta. Obiettivi della ricerca:

1. Verificare il potere predittivo degli indicatori delle pratiche genitoriali, dell’atteggiamento nei confronti

della famiglia, dell’atteggiamento verso il gruppo dei pari e dei fattori di attaccamento rispetto

all’indicatore di comportamenti aggressivi di Achenbach (I studio).

2. Verificare il potere predittivo degli indicatori di autoefficacia relazionale, di prosocialità, della diffusione

della responsabilità, della prospettiva temporale e dell’atteggiamento anti-sociale rispetto all’indicatore

di comportamenti aggressivi di Achenbach (II studio).

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METODOLOGIA

I° studio

Hanno partecipato 206 preadolescenti con un’età media di 12,24. I partecipanti sono stati reclutati all’interno

di 5 diversi istituti scolastici di Roma e provincia.

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STRUMENTI

 YSR: punteggio totale dei comportamenti esternalizzanti aggressivi;

 Pratiche genitoriali sia della madre sia del padre: è costituito da 7 item per la versione madre e 7 per

la versione padre fornisce una misura del grado di oppressività e distruttività esercitato da ciascuno

dei due genitori separatamente;

 Atteggiamento nei confronti del Gruppo-Famiglia: è costituito da 6 item che misurano la tendenza

a proteggere la famiglia. All’aumentare del punteggio aumenta il grado di protezione;

 Atteggiamento nei confronti del Gruppo-dei-Pari: è costituito da 6 item che misurano la tendenza a

stare assieme al gruppo di pari. All’aumentare del punteggio aumenta il grado di affiliazione;

 Kerns Security Scale: è costituita da 15 item per la versione madre e 15 per la versione padre che

misurano il grado di sicurezza nella relazione con la figura di attaccamento.

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RISULTATI

L’insieme dei predittori spiega una porzione significativa della variabilità osservata nell’indicatore di

comportamenti aggressivi.

I comportamenti aggressivi dei preadolescenti tendono ad aumentare con l’età, mentre non ci sono

• relazioni significative con il genere sessuale.

Una pratica genitoriale particolarmente oppressiva e distruttiva da parte della madre rappresenta un forte

• fattore di rischio che aumenta in modo considerevole i comportamenti aggressivi dei preadolescenti,

mentre quella del padre non ha effetti significativi.

I fattori di disponibilità della madre sono un fattore di protezione. Quello del padre ha l’effetto opposto.

• L’atteggiamento positivo verso il gruppo dei pari sembra rappresentare un fattore di protezione, quello nei

• confronti della famiglia è meno significativo.

II° studio

Hanno partecipato 205 preadolescenti di età media di circa 12,20 anni, reclutati all’interno di 5 diversi

istituiti scolastici delle province di Roma e Frosinone.

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STRUMENTI

 YSR: punteggio totale ai comportamenti esternalizzanti aggressivi;

 Prosocialità: dal questionario viene ricavato un unico punteggio totale che indica la tendenza a

mettere in atto comportamenti prosociali;

 Disimpegno Morale: dal questionario si ricavano 8 indicatori di meccanismi che vengono utilizzati

per giustificare la proprie azioni immorali;

 Standford Time Perspective Inventory-Short Form: dal questionario vengono ricavati 3 indicatori:

a) Futuro;

b) Presente Edonistico;

c) Presente Fatalistico;

 Auto-efficacia Relazionale: il questionario è costituito da 36 item. Facendo un’analisi fattoriale

esplorativa, emergono 2 fattori che possono essere definiti così:

a) Autodeterminazione;

b) Autoaffermazione;

 Atteggiamento Anti-sociale: si ricava un punteggio unico che rappresenta la media delle risposte

fornite dai soggetti. All’aumentare del punteggio aumenta anche l’atteggiamento favorevole nei

confronti dei comportamenti anti-sociali.

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RISULTATI

Anche in questo studio l’insieme dei predittori spiega una porzione significativa della variabilità osservata

nell’indicatore di comportamenti aggressivi.

L’età è in ancora in relazione positiva con l’aumentare dei comportamenti aggressivi, mentre il genere

• sessuale non riporta nessuna relazione significativa.

Nessuno dei fattori di Autoefficacia relazionale e Comportamenti prosociali ha relazioni significative con i

• comportamenti aggressivi.

Il fattore Diffusione della responsabilità, Presente edonistico e Presente fatalistico e Atteggiamento

• antisociale sono associati all’aumento dei comportamenti aggressivi.

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CONCLUSIONI

I comportamenti aggressivi dei preadolescenti tendono ad aumentare con l’età, mentre il genere sessuale

• non riporta nessuna relazione significativa.

La maggior parte degli adolescenti che sperimentano comportamenti pericolosi lo fanno per poco, mentre

• altri restano profondamente coinvolti in tali attività.

Tali comportamenti non si verificano mai isolatamente ma tendono ad associarsi per effetto di influenze

• personali, ambientali e normative.

Un fattore protettivo forte è la presenza di persone che guidino lo sviluppo delle capacità di

• autoregolazione .

Una pratica genitoriale oppressiva e distruttiva da parte della madre rappresenta un forte fattore di rischio.

• Un atteggiamento positivo nei confronti del gruppo sembra rappresentare un fattore di protezione.

• I giovani che percepiscono i genitori come rifiutanti e a basso supporto emotivo hanno maggiori problemi

• comportamentali aggressivi.

I fattori di Disponibilità della madre sono un fattore di protezione. Quello del padre ha l’effetto opposto.

• Atteggiamenti di Diffusione della responsabilità e la presenza di una prospettiva temporale orientata alla

• gratificazione immediata dei bisogni sono fattori di rischio.

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PUNTI FORZA

Strumenti

Gli strumenti utilizzati in entrambi gli studi sono recenti, di comprovata validità statistica e fanno riferimento

a diversi modelli teorici.

Campione.

Il campione di ogni studio, seppur non molto numeroso, è ben suddiviso rispetto all’età e al genere. Inoltre il

fatto di essere composto da studenti frequentanti scuola di Roma, centro e periferia, e scuole di provincia

aumenta la validità ecologica della ricerca.

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PUNTI DEBOLEZZA

Risultati.

Lo studio riscontra dei limiti interpretativi rispetto alla comprensione dello sviluppo del comportamento

disadattivo in termini di processualità e rispetto al livello esplicativo delle relazioni significative tra

caratteristiche di personalità e comportamento disadattivo. Solamente una ricerca di tipo longitudinale, che

implica osservazioni ripetute sugli stessi individui per un determinato periodo di tempo consentirebbe

l’interpretazione dei risultati in termini di inferenze causali.

QUANDO SI È IN GUERRA CON IL CIBO.

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) si sviluppano in genere nella fase adolescenziale, anche se

studi recenti parlano della comparsa di tali comportamenti già nella fase preadolescenziale, in cui si ha:

1. maturazione fisica e sessuale

2. modificazione dei processi di pensiero

3. aumento dell’autonomia dalla famiglia

4. ridefinizione della propria identità

L’adattamento sociale e la personalità vengono influenzati dalla percezione che l’adolescente ha del proprio

corpo, dell’impressione che produce sugli altri. Il peso diventa quindi il modo con cui valutare le

modificazioni che stanno affrontando, un elemento concreto e apparentemente controllabile per definire la

propria identità. Le cause di sviluppo dei DCA sarebbero imputabili all’interazione delle pressioni sociali

individuali con una predisposizione genetica cui si aggiungono fattori psicologici individuai e/o relazioni

familiari. ☛ ☚

OBIETTIVI DELLA RICERCA

Si parte dalla considerazione che l’adolescenza è di per sé un periodo a rischio a causa delle modificazioni

fisiche e psichiche in atto che può generare un forte disagio che può esprimersi attraverso l’eccessivo

interesse per il peso e le forme corporee. L’individuazione precoce di comportamenti a rischio permette di

diminuire la probabilità (prevenzione primaria e secondaria) che questi disturbi insorgano o che tendano a

cronicizzarsi.

Identificare i comportamenti a rischio che sono messi in atto da ragazzi e genitori quando si mangia.

• verificare quale di questi comportamenti siano predittori di una patologia alimentare.

• ☛ ☚

METODOLOGIA

526 soggetti (263 maschi, 263 femmine) delle classi medie-inferiori 2005/06, esclusi i ragazzi con patologie

organiche e stranieri; età media maschi 11.98, femmine 11.94.

Sono state individuate 4 classi professionali dei genitori (ceto medio-alto) :

lavoratori dipendenti,

• lavoratori in proprio,

• dirigenti e impiegati,

• imprenditori e liberi professionisti.

PROCEDURA

La somministrazione è avvenuta durante lo svolgimento del normale orario delle lezioni, dopo aver spiegato

l’importanza del loro aiuto agli studenti, e le istruzioni. Si è cercato di mantenere tutte le condizioni

ambientali, psicologiche e relazionali per una corretta rilevazione. Alla fine della somministrazione sono stati

consegnati i questionari ai genitori, e sono stati videoregistrati i pasti dei ragazzi a mensa.

☛ ☚

STRUMENTI

Scala di auto somministrazione per fanciulli e adolescenti (SAFA, in particolare la scala per la

• valutazione dei DCA). È composta da una serie di scale che permette una iniziale valutazione dello stato

psichico tra 8 e 18 anni sulla base dei punteggi ottenuti, la scala permette la costruzione di un profilo

psicopatologico.

Questionario autosservativo ragazzi (QAR) composto da 39 items, costruito sulla base del materiale

• videoregistrato e delle indicazioni della letteratura. Sono state selezionate le condotte più frequenti che

sono diventate le domande del questionario. Gli items sono stati distinti in 3 categorie:

1. sguardo: cosa si guarda a tavola

2. azioni: cosa si fa

3. parola: cosa si dice

utilizzando una scala LIKERT a 5 punti (mai-spesso) per rilevarne la frequenza.

Questionario autosservativo genitori (QAG) composto da 28 items, aggiunti items specifici riguardanti

• sia le condotte che i genitori hanno con il cibo, che quelle che hanno i figli a tavola. Tre categorie: azioni,

sguardo, parola. Scala LIKERT temporale a 5 punti.

Questionario anamnestico genitori (QG): rileva dati descrittivi della famiglia, tratti di personalità legati

• al disturbo, influenze ambientali e sociali e presenza di patologie organiche.

ANALISI DEI DATI

Elaborazioni statistiche elaborate con SPSS 13.0 per Windows 2000. È stata utilizzata l’analisi della varianza

fattoriale per verificare la presenza di differenze di genere e di età, e i punteggi medi di anoressia e bulimia.

Analisi della regressione multipla con metodo STEPWISE sono stati utilizzati per verificare il peso dei

comportamenti alimentari dei ragazzi durante i pasti.

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RISULTATI

Tramite la scala per il disturbo del comportamento alimentare il campione è stato suddiviso in tre gruppi:

normale 196 soggetti, età media 12,3 dei maschi e 11,91 delle femmine,

• a rischio 248 soggetti età media maschi 11.82, età media femmine 11.96,

• patologico, 82 soggetti, età media maschi 12,12, femmine 11.96.

Nel gruppo dei patologici c’è un gruppo significativamente maggiore di femmine. Tale dato è da mettere in

relazione con la maggiore pressione sociale a cui sono sottoposte le ragazze a causa dell’aspetto fisico.

BULIMIA E ANORESSIA DIFFERENZE DI GENERE ED ETA’ ➙

Emergono differenze solo legate al genere.

• I ragazzi (bigoressia) hanno punteggi maggiori nelle scala Bulimia e le ragazze nella scala Anoressia.

• La scala Bulimia risulta essere moderatamente correlata con l’età: con l’aumentare dell’età aumentano le

• condotte bulimiche , il contrario avviene per l’anoressia.

RELAZIONE TRA BODY MASS INDEX E DISTURBI ALIMENTARI ➙

Le scale Bulimia, Anoressia e Accettazione del corpo e il Body Mass Index sono correlate, all’aumentare del

peso aumentano le condotte sintomatologiche.

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CONCLUSIONI

Esistono dei comportamenti alimentari percepiti dai ragazzi che possono essere considerati e ulteriormente

studiati come predittori di disturbi alimentari.

BULIMIA

Nella bulimia le condotte sono:

condotte caotiche, inusuali e disregolate.

• condotte solitarie.

Si parla di bulimia multipulsiva in quanto le condotte impulsive si esplicano in vari ambiti della vita degli

individui = disregolazione più diffusa. Invece il dato riguardante le condotte solitarie e l’aumento della

sintomatologia bulimia è in linea con la letteratura che evidenzia come i pazienti bulimici presentino una

tendenza all’isolamento e al ritiro sociale.

Nell’anoressia le condotte riguardano disinteresse per il cibo, una difficoltà nel mangiare correttamente

ANORESSIA

Nell’anoressia le condotte sono:

Disinteresse per il cibo o una difficoltà nel mangiare correttamente (selezione di cibi, lo sminuzzare il

• separare in modo rigoroso il cibo).

Comportamenti solitari.

Ai comportamenti di isolamento sociale si associano elevati standard di performance accademica.

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PUNTI FORZA

È la prima ricerca che cerca di identificare i comportamenti che i ragazzi hanno a tavola come possibili

• segnali della presenza di una difficoltà.

Risulta interessante l’aver voluto osservare anche i comportamenti dei genitori, come possibili concause

• nell’insorgenza o nel mantenimento di tali disturbi.

La metodologia scelta risulta essere abbastanza accurata e origine di un’attenta analisi della letteratura.

• ☛ ☚

PUNTI DEBOLEZZA

Stratificare un campione di indagine sull’intero territorio nazionale per le variabili socio demografiche

• standard considerate contribuirebbe ad estendere la validità ecologica di questo studio.

I questionari autosservativi definiti in questo studio costituiscono un buon punto di partenza per la

• definizione di uno studio successivo di scale predittrici di disturbi alimentari.

I MIEI PENSIERI SULL’ALCOL: IMMAGINI MENTALI E COMPORTAMENTO DEI

PREADOLESCENTI NEI CONFRONTI DELL’ALCOL

Tra i comportamenti dei giovani che preoccupano di più genitori e istituzioni nelle società occidentali vi

sono quelli relativi al consumo di alcolici, tra i giovani si ritrovano infatti le percentuali relative maggiori di

consumo di alcolici e queste sono in costante aumento. Alcuni studi evidenziano che i ragazzi tendono ad

avere una grande varietà di immagini e pensieri riguardo a comportamenti dannosi e che tale varietà tende ad

aumentare con l’età e suggeriscono che la progettazione di programmi d’intervento e prevenzione deve

prendere in considerazione la peculiarità dei comportamenti considerati e delle rappresentazioni ad essi

associate. Inoltre gli studi evidenziano come la partecipazione ad attività rischiose per la salute tende ad

essere associata a credenze più positive.

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OBIETTIVI DELLA RICERCA

Lo scopo del presente contributo è indagare le immagini mentali e rappresentazioni che i ragazzi nella prima

adolescenza (12-15 anni) hanno delle sostanze alcoliche, delle conseguenze date dall’assunzione di tali

sostanze, e più in generale, dei vari comportamenti connessi all’alcol. Vengono indagate le seguenti ipotesi

quindi le seguenti ipotesi:

Esistono differenze nella produzione qualitativa e quantitativa delle immagini mentali in riferimento

• all’età e al genere;

Esiste una relazione tra il tipo di immagini mentali prodotte e l’effettivo comportamento adottato nei

• confronti dell’alcol;

Le produzioni immaginative e il comportamento del soggetto sono influenzate da variabili legate al

• monitoring e agli stili genitoriali. ☛ ☚

METODOLOGIA

Il progetto, attuato in diverse scuole medie, è stato condotto nell’anno scolastico 2004-2005 e ha coinvolto

230 studenti. Durante il normale orario scolastico sono stati somministrati diversi strumenti auto-valutativi

predisposti per la ricerca. Successivamente sono stati effettuati colloqui di restituzione attraverso report

generali relativamente ad ogni singola classe e, su richiesta, sono stati organizzati seminari informativi sia

agli studenti sia ai docenti. I ragazzi hanno un’età compresa tra 12 e 15 anni e un’età media di 13,22.

☛ ☚

STRUMENTI

Lo studio ha previsto, oltre a un questionario biografico, la somministrazione di due strumenti:

Questionario sul Controllo Genitoriale. Il QCG è costituito da 11 item che valutano due dimensioni del

• parental monitoring: il sostegno e la supervisione. Attraverso queste due dimensioni è possibile

determinare quattro differenti stili genitoriali:

permissivo,

✓ supportivo,

✓ autorevole,

✓ autoritario.

Mental Images Thouths Associations Questionnaire – Children. I comportamenti indagati sono otto:

• 2 comportamenti che implicano l’utilizzo della tecnologia e che comunque possono condurre a

✓ comportamenti di dipendenza come l’uso dei videogiochi e del cellulare;

3 comportamenti potenzialmente salutari come fare sport, curare la propria igiene e indossare il casco;

✓ 3 comportamenti dannosi per la salute come il bere, il fumare sigarette e usare marijuana.

✓ 1

Le elaborazioni statistiche sono state seguite con il pacchetto statistico SPSS 13.0 per Windows. Il

questionario sulle immagini mentali con il programma NUDIST VIVO. Le codifiche sono state compiute da

due giudici indipendenti. ☛ ☚

RISULTATI

LA RAPPRESENTAZIONE DEL COMPORTAMENTO ➙

Il MTAQ-C ha permesso di indagare le rappresentazioni o immagini mentali associate all’alcol.

Le risposte codificate sono state definite in due categorie principali: esiti (positivi e negativi) e concetti

• (positivi e negativi).

Le risposte relative agli esiti sono quelle che enfatizzano uno scopo del comportamento o un suo

✓ effetto sul sé e sugli altri

quelle relative al concetto si riferiscono ad una definizione o giudizio sul comportamento stesso.

Il campione ha prodotto rappresentazioni che tendono prevalentemente al giudizio negativo della sostanze

• alcolica.

Per quanto riguarda il genere i maschi forniscono un maggior numero di risposte a concetto positivo e di

• risposte definite come altro.

Le femmine forniscono una percentuale maggiore di risposte codificate come concetto negativo ed esito

• negativo.

I ragazzi di 14 anni forniscono un maggior numero di risposte a concetto positivo ed esito negativo.

• I ragazzi più piccoli, invece, forniscono una frequenza maggiore di risposte a concetto negativo e ad esito

• negativo.

Concetti positivi del comportamento alcolico L’alcol risulta essenzialmente buono e piacevole.

• Esiti positivi del comportamento alcolico I ragazzi individuano soprattutto la funzione socializzante del

• bere, quella curativa e di disinibizione comportamentale. Diversi studi rilevano che gli studenti delle

scuole superiori o gli studenti universitari considerano ubriacarsi un comportamento appropriato nei

contesti sociali oppure nelle feste. I ragazzi associano il bere al divertimento, alla soddisfazione personale,

al fatto di renderli interessanti e socialmente estroversi, mentre le ragazze alla riduzione della tensione o

semplicemente quando sono nervose o quando vogliono dimenticare i propri problemi, mentre i ragazzi

sono più inclini ad abusare dell’alcol quando sono con il gruppo dei pari e per ricercare sensazioni forti.

Concetti negativi del comportamento alcolico Le produzioni sembrano essere abbastanza stereotipiche,

• si riferiscono ad una rappresentazione sociale negativa o a un giudizio morale negativo.

Esiti negativi del comportamento alcolico Interessante ci sembra come l’esito negativo più proposto dai

• ragazzi sia relativo agli incidenti stradali (esito delle campagne informative).

DALLE IMMAGINI AL COMPORTAMENTO

La valutazione del coinvolgimento dei ragazzi con l’alcol è stata valutata con la domanda generica:

“Generalmente bevi vino, birra o altre bibite alcoliche?”

Solo il 38,3% dichiara di non aver mai bevuto. Questi primi risultati confermano quanto presente in

• letteratura in merito al coinvolgimento precoce del giovane italiano, confrontato con la media europea,

rispetto al consumo di alcol.

Più della metà ha risposto che beve alcol identificandone il consumo con le occasioni importanti, feste e

• ricorrenze.

Non si delinea una popolazione a rischio.

• I maschi registrano una frequenza superiore rispetto alle femmine.

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Sara F

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Appunti di Psicologia dell'adolescenzaPreadolescenza. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: La scelta dei modelli identificativi è connessa con l’insieme dei giudizi e delle valutazioni che il
preadolescente ha di sé e con la gestione della propria immagine corporea e sociale. Erikson ha introdotto il concetto di “attaccamento secondario”... ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'adolescenza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Larcan Rosalba.

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