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Effetto dei cambiamenti corporei

Le rapide trasformazioni fisiche rendono all’improvviso sconosciuto il proprio corpo e questo

mutamento scuote necessariamente la fiducia dell’individuo circa la stabilità del terreno su cui

poggia. La consapevolezza dei mutamenti corporei è però anche motivo di orgoglio per la

percezione di distanza dal mondo dell’infanzia e di progressiva appartenenza a quello degli adulti.

I cambiamenti avvengono a diverse età nei diversi soggetti e questo causa a volte problemi di

adattamento dovuti al confronto naturale con i coetanei. Effetti psicologici di una maturazione

sessuale precoce. Maschi: propensione ad assumere un ruolo di responsabilità e di leadership,

determinando una maggiore fiducia in se stessi e senso di sicurezza. Femmine: effetti meno duraturi

nel tempo. Tendenza ad aggregarsi a gruppi di età maggiore, appaiono indipendenti e sicure di sé,

ma anche più propense ad assumere comportamenti adultizzati a volte di tipo antisociale. In

generale comunque, si nota un bisogno tipico dell’adolescente di comprendere ed assimilare le

modificazioni fisiche attraverso il continuo ricorso alla propria immagine allo specchio e anche

attraverso il confronto con gli altri. La mentalizzazione del corpo, intesa come riflessione sul corpo,

provoca a volte paure piuttosto comuni nell’adolescenza che poi scompaiono con l’acquisizione

della definizione della propria identità e con lo stabilizzarsi della crescita. Fra queste paure:

dismorfofobia (convinzione di avere qualcosa di anomalo nel proprio aspetto a cui si associa il

pensiero di apparire brutti). Timore ipocondriaco di essere portatori di malattie fisiche o

psicologiche.

Lo sviluppo delle pulsioni libidiche

Prospettiva psicoanalitica: ruolo di attivatore delle energie istintuali alla pubertà (Anna Freud, Peter

Blos...). La concezione di adolescenza come fase turbolenta deriva essenzialmente dalla concezione

psicoanalitica, la quale lascia però sullo sfondo le dinamiche socio – culturali dando maggior rilievo

alle sole dinamiche intrapsichiche e istintuali. Secondo Freud, l’adolescenza equivale alla conquista

della genitalità: se finora la pulsione sessuale era fondamentalmente autoerotica, ora trova l’oggetto

sessuale. Le pulsioni hanno la tendenza a riemergere di continuo, per questo è necessario il ricorso

da parte dell’Io di meccanismi di difesa quali la rimozione ecc…l’esito positivo di questa crisi è

l’organizzazione della sessualità matura e genitale e la subordinazione delle pulsioni all’affettività.

Secondo Anna F., dall’esito del conflitto tra le istanze dell’Es e le funzioni dell’Io dipenderà la

formazione di sintomi nevrotici o la strutturazione armonica della personalità. Tra le difese tipiche

dell’adolescenza troviamo: ascetismo (rinuncia ad ogni piacere dei sensi per dedicarsi a ideali

religiosi e morali) e intellettualizzazione (spostamento degli affetti alle discussioni intellettuali in

modo da poter affrontare il conflitto intrapsichico).

Secondo Blos, vi sono 5 fasi dell’evoluzione adolescenziale:

- preadolescenza

- prima adolescenza

- adolescenza vera e propria

- tarda adolescenza

- post – adolescenza

dal superamento delle diverse fasi dipenderà la costituzione di relazione oggettuali mature.

L’IDENTITÀ ADOLESCENZIALE

Due principali aspetti: idea che un individuo ha di sé (senso di identità / sé ideale) e ciò che

l’individuo è (sé reale). Nella formazione del senso di identità, appaiono 3 modi differenti di

conoscenza che si esprimono: nell’idea di sé cercata (in cui i ragazzi si impegnano nella ricerca di

esperienze nelle quali mettersi alla prova, interesse per la vita di relazione, emozioni, recedono

attività note e sicurezza familiare) e nell’idea di sé riflessa (ricerca di una maggiore coerenza in cui

si intreccino le qualità personali con le esperienze fatte. Immagine di sé = esperienze passate +

aspettative future).

Il modello di Erikson

Cerca di coniugare la prospettiva sociologica con quella antropologica e con quella psicoanalitica. Il

fulcro della siua concezione si basa sul concetto di crisi di identità. Importanza dei rapporti tra

funzioni dell’Io, relazioni interpersonali, modalità di allevamento, caratteristiche socioculturali

dell’ambiente più ampio. La ricerca dell’identità è un bisogno che si manifesta maggiormente

nell’adolescenza. La crescita è vista come un processo evolutivo contrassegnato da momenti critici.

Schema in 8 stadi. Vedi tab.8.2 pag. 229. Erikson parla di identità dell’Io e delle sue funzioni di

mediatore tra le spinte dell’Es e quelle dell’ambiente. La percezione della propria continuità nel

tempo e nello spazio e il simultaneo riconoscimento di tale continuità da parte degli altri,

rappresenta il sentimento cosciente di avere un’identità personale.

Il periodo adolescenziale è dominato dalla tensione fra identità e dispersione dell’identità ed è

caratterizzato dalla messa in discussione di tutte le conquiste precedenti. Da un lato l’individuo si

trova a dover abbandonare alcuni modelli di identificazione del passato, dall’altro, deve scegliere

cosa essere e cosa diventare in base ai suoi valori, alle opportunità e alle capacità. In questa fase il

pericolo è quello di confondere il proprio ruolo, di non riuscire ad integrare in una sintesi originale

le proprie identificazioni e i propri ruoli nelle diverse situazioni. Si parla in questo caso di identità

diffusa (personalità frammentaria che non si fonda su un solido nucleo aggregante).

Si parla anche di identità negativa, ricerca di un’identità fondata su quelle identificazioni e quei

ruoli che , sebbene socialmente indesiderabili e pericolosi, vengono comunque privilegiati.

Se la crisi d’identità si conclude positivamente, il risultato sarà: coerenza e continuità (stabilità

interna pur al variare delle esperienze), accettazione dei propri limiti, senso di reciprocità (coerenza

tra immagine di sé auto ed etero percepita).

Stati di identità

Marcia ha cercato di operazionalizzare il modello di Erikson sottoponendolo al vaglio della ricerca

empirica. Ha così definito 4 principali stati d’identità: diffusione, esclusione, moratoria e

raggiungimento dell’identità. Questi stati derivano dall’intersecarsi di impegno e esperienza: nella

vita dell’adolescente si affacciano nuove esperienze che possono essere affrontate con maggiore p

minore impegno e ogni tipo di impegno si concretizza in uno stato di identità.

identità realizzata: esperienza positiva + valido impegno.

blocchi d’identità: troppa pressione verso impegni seri che impedisce la sperimentazione.

diffusione d’identità: esplorazione incerta + impegno poco soddisfacente. L’individuo non ha

scelto.

moratoria dell’identità: situazione di stallo. L’individuo non sa operare una scelta.

Alcuni autori hanno criticato il concetto di crisi d’identità. Le crisi, secondo questi autori, possono

essere contemporanee e non sequenziali. Ogni adolescente può trovarsi a dover affrontare diverse

crisi e dall’intrecciarsi dei risultati di queste crisi deriverà l’identità.

LO SVILUPPO COGNITIVO DELL’ADOLESCENTE: IL PENSIERO OPERATORIO

FORMALE

Lo sviluppo dell’adolescenza è strettamente legato allo sviluppo del pensiero astratto, della capacità

di pensae in termini di possibilità anziché di semplice realtà concreta. Si tratta di un pensiero:

ipotetico – deduttivo: capacità di formulare ipotesi e di effettuare deduzioni.

analisi combinatoria: capacità di comprendere le diverse possibilità, le diverse combinazioni.

pensiero proposizionale: capacità di usare la logica delle proposizioni.

Inhelder e Piaget hanno studiato i meccanismi di ragionamento logico utilizzati dai giovani con

l’ausilio di esperimentio di scienze naturali quali il pendolo, le ombre, le reazioni chimiche ecc…

Le capacità di astrazione fanno percepire all’adolescente il senso del potere del pensiero.

L’adolescente scopre il piacere della discussione e dell’esercizio delle capacità critiche. L’esercizio

del pensiero si esplica anche nella propensione a sottoporre ad una critica serrata alle proprie e altrui

opinioni, elementi che favoriscono l’introspezione e la coscienza di sé. Capacità di adottare la

prospettiva altrui. Bruner, parla di pensiero narrativo insieme a quello astratto, pensiero che si


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AUTORE

Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Psicologia dell'adolescenzaAdolescenza. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: La transizione adolescenziale: aspetti generali, Differenza tra pubertà e adolescenza, Differenza tra preadolescenza e adolescenza, Carattere relativo e non universale dell’adolescenza, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'adolescenza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Larcan Rosalba.

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