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soglie biologicamente determinate; attualmente gli adolescenti sono maturi

fisicamente prima che socialmente.

L'evoluzione sessuale nei M:

* Testicoli

* Pene

* Altre modificazioni sessuali: scroto, ghiandole, prime eiaculazioni;

* Pelosità pubica, pelosità ascellare, barba e baffi;

* Voce

* Seno

L'evoluzione sessuale nelle F:

* Seno

* Bacino

* Apparato genitale

* Pelosità pubica ed ascellare

* Menarca, cioè la prima mestruazione, fra i 10 ed i 16 anni.

Pur variando in intensità, durata e comparsa assistiamo ad un aumento del ritmo

di sviluppo di peso ed altezza pari a quello che avviene nei primi 2 anni di

vita (spurt of growth). Questa accelerazione non si manifesta simultaneamente

per i diversi segmenti corporei il che può dar luogo a dismorfobia:

* Viso, mai e piedi

* Muscoli e scheletro

* Tessuto adiposo

* Cuore

* Apparato respiratorio

* Ormoni

* Pelle

* Tessuto nervoso e cervello che non mostrano particolare evoluzione

Anticipi e ritardi puberali semplici devono essere distinti dalle vere

patologie; per i M la precocità di sviluppo costituisce essenzialmente un

vantaggio, per le F uno svantaggio, per lo più per fattori sociali. Timing

puberale=misura dello sviluppo relativo di un individuo a confronto con la

maturazione puberale attesa.

Lo sviluppo puberale ha un costo energetico molto forte per cui si assiste

spesso ad in decremento del rendimento scolastico soprattutto nel picco dello

scatto di crescita. È altresì concepibile un decremento delle motivazioni

scolastiche seguendo la teoria dell'accumulo di eventi stressanti.

Caratteristica della prima adolescenza è la distanza genitori-figli; un moderato

conflitto ha però valore adattivo; tale processo è più netto nei M.

Le differenze sessuali e aggressive tra M e F possono avere poi un origine

ormonale.

L'immagine corporea (attrattiva + efficacia fisica) ha senza dubbio un'influenza

pos o neg forte sul concetto di sé e sull'autostima. Per le ragazze vi è un

aumento di consapevolezza e riconoscimento del sé fisico con la comparsa del

menarca, che è un evento preciso e databile; gli atteggiamenti verso le

mestruazioni sono tendenzialmente negativi, per un retaggio culturale, perché

porta spesso disturbi fisici e richiede un certo livello di adattamento data la

loro periodicità.

L'identità di genere compare molto presto nell'infanzia;

l'identità sessuale cioè il grado in cui una persona giudica il proprio comp

conforme ai modelli generali avviene nell'adolescenza; oggi risente

dell'ampliamento dei concetti di maschile e femminile; inoltre esistono

differenti stereotipi.

Alcuni studiosi ritengono che uno dei primi compiti dis viluppo sia

l'elaborazione di una nuova immagine del proprio corpo. Nel corso

dell'adolescenza si assiste ad un prevalere del sé psico!

Per gli etologi il significato primo dell'adolescenza è la maturazione

riproduttiva. In termini cronologici gli esseri umani raggiungono la maturità

più tardi rispetto a tutti i primati; inoltre il periodo preadulto copre una

percentuale di tempo maggiore: il prolungamento delle cure è dispendioso, ma

assicura maggiori sviluppi e probabilità di successo.

L'effettiva possibilità di generare non è concomitante allo sviluppo dei

caratteri secondari; il menarca è costituito da un periodo di subfertilità;

anche per i M la capacità riproduttiva è tenuta in sospeso.

Leggiamo un testo che lo stesso Piaget ha scritto nel 1972: fra i 7 e i 12 anni

si costituisce una logica delle azioni reversibili grazie alla costruzioni di

strutture stabili e coerenti quali le operazioni concrete. Queste hanno due

proprietà:

* Reversibilità per negazione o inversione

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* Reversibilità per reciprocità

Si passa poi al pensiero formale grazie alla capacità di utilizzare il pensiero

ipotetico, deducendo conseguenze derivante dalle ipotesi al di là della falsità

o verità delle premesse. Piaget con i suoi famosi esp utilizza proprio il

linguaggio della logica formale. Due sono i requisiti dell'inizio della logica

formale:

* Si devono dissociare i fattori di un problema escludendo l'effetto di ciascuno

di essi, sia neutralizzandone gli effetti

* Si deve mettere in evidenza l'azione dell'altro fattore

Le proprietà del pensiero formale sono:

* 16 operazioni di proposizioni binarie: questa combinatoria esprime le

proprietà del pensiero ipotetico-deduttivo

* gruppo di trasformazioni INRC: identica, negativa, reciproca, correlativa.

Piaget ipotizza differenze nella velocità di acquisizione senza modifiche nella

successione degli stadi; importanti sono fattori endogeni, ma anche un ambiente

stimolante. La diversificazione delle attitudini avviene con l'età. Tutti i

soggetti possono costruire il pensiero formale, ma ciò avviene in diversi ambiti

di conoscenze. Si potrebbe ipotizzare che la maturazione delle strutture nervose

determini lo sviluppo delle strutture formali.

Tutto lo sviluppo è messo in relazione ad un tale livello terminale, che per

Piaget era quello dello scienziato occidentale moderno.

Questo modello inoltre è difficile da tradurre in ricerche empiriche oltre a

contenere secondo alcuni errori matematici e logici. Ecco allora i neopiagetiani

che si ispirano all'HIP, con Pascual-Leone.

Anche Case ipotizza 4 stadi nel corso dei quali sono attivi diverse strutture di

controllo esecutivo del comp di soluzione di problemi. Egli postula capacità

innate di elaborazione dell'inf e di memoria a breve termine che raggiungerebbe

il suo max a 5 anni. Egli fa assunti interessanti:

* l'esecuzione di qualsiasi strategia richiede una mem di lavoro

* quanto maggiore è la familiarità tanto minore sarà l'attenzione

* le strutture di controllo si sviluppano come abilità specifiche all'interno di

campi di conoscenza definiti.

I processi attivi sono: problem solving, esplorazione, imitazione, regolazione

reciproca.

Due sogg sono del medesimo livello operatorio quando forniscono una medesima

prestazione prove relative ad una medesima operazione. Un'interazione è da

considerare conflittuale quando i sogg hanno punti di vista differenti, ma anche

ritengono incompatibili; un'interazione è cooperativa quando i partner riescono

a riflettere e discutere sul loro disaccordo con lo scopo di risolverlo. Non

basta osservare l'attività di un compagno per avere un effetto positivo sulla

prestazione ma occorre che lavorino insieme. I disaccordi attiverebbero un

funzionamento dialettico del pensiero individuale; il conflitto potrebbe

generare un maggiore attività esploratoria.

Una difficoltà nello studio del pensiero è quella di separare la forma logica

dal contenuto concreto di un compito. Una soluzione è quella di introdurre il

concetto di schemi pragmatici di ragionamento: si elaborano forme organizzate di

conoscenza ad un certo livello di astrazione, ma prodotte a partire dalla vita

quotidiana. Nel caso per esempio di regole di obbligo, se non familiari, si

ottiene risposte corrette se si offre una spiegazione razionale della regola

stessa. Possiamo chiamarle regole sensibili al contesto e collegate a scopi ed

emozioni.

1. TEMPO:

L'adolescente si collega con il suo ambiente in modo da definire un progetto di

realizzazione di sé, il che implica una serie di obbiettivi interdipendenti, per

raggiungere le quali elabora motivazioni. Il sé è il nucleo attorno al quale si

organizzano scopi e piani d'azione; sé ® obbiettivi ® progetti, quindi

dimensione temporale del futuro! La ragione della preminenza della dimensione

futura risiede anche nello sviluppo di nuove abilità intellettive che permettono

la rappresentazione basata sull'anticipazione; serve inoltre a tollerare la

frustrazione di un presente spesso complesso. L'estensione della prospettiva

futura assume forme e modalità storicamente e culturalmente relative.

La psico si è occupata essenzialmente di 3 aree:

* Ricerche sull'adattamento biologico dell'organismo ai cambiamenti periodici

dell'ambiente;

* Considerazioni sui contenuti fenomenici dell'esp temporale

* Riguarda anche gli aspetti più comuni.

Il tempo non va considerato una struttura monodimensionale ed omogenea. Janet

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identifica la base del sentimento del tempo nella consapevolezza del ritmo

dell'azione. La ricerca si articola sull'adattamento dell'uomo al tempo e sulla

produzione del tempo da parte dell'uomo. Fraisse parla di condotte temporali,

cioè le diverse maniere in cui l'uomo si adatta e crea le condizioni temporali

della sua esistenza; l'adattamento avviene anche a livello di vissuto, si parla

di orizzonte temporale come insieme dei punti di vista che l'individuo ha sulle

varie fasi della sua esistenza. Si impone per importanza il concetto di

prospettiva temporale, come dimensione temporale vissuta.

Nell'adolescenza avviene un ampliamento della prospettiva temp; Lewin india

nella prospettiva temp totale una dimensiona base dello spazio di vita del sogg;

nella costruzione della stessa interviene anche l'ambiente sociale; l'ampiezza

di tale prospettiva temp incide sulla capacità di fare progetti, anticipare

eventi e valutare conseguenza non immediate di comp. Nella sua formazione si

combinano elementi di ordine cognitivo ed affettivo all'interno di riferimenti

socioculturali. La temporalità viene ad essere una proprietà interna

dell'individuo. Aspetti o componenti della prospettiva temp:

* Atteggiamento verso il tempo e le fasi temporali dell'esp: può avere polarità

pos o neg, ottimistiche o pessimistiche;

* La direzione o centraggio; l'orientamento futuro può astenersi in maniera

diversa rispetto ai diversi ambiti

* La densità che corrisponde alla quantità di contenuti cognitivi

* L'estensione

* La coerenza che si riferisce al grado di organizzazione e articolazione degli

eventi

* Il grado di probabilità di attuazione o realizzabilità di un evento

* Il gradi di importanza, preferenza, desiderabilità

Nuttin propone una spiegazione alternativa del tempo psicologico:

* Prospettiva temp

* Orientamento temp = direzione temp dominante

* Atteggiamento temp = atteggiamento affettivo verso il proprio passato,

presente e futuro.

Il tempo personale rappresenta una declinazione dell'identità personale e si

concretizza in un'agenda individuale che fa da guida per strutturare

l'esperienza; mentre il tempo sociale è scandito da prescrizioni, richieste,

norme, aspettative. Nell'adolescenza ci si muove verso un autoregolazione del

tempo. Due sono le variabili in gioco nel creare i vissuti temp: quanto

l'individuo risulta autonomo (o dipendente) nella costruzione di sé e quanto il

suo tempo di vita sia strutturato o meno.

Gli adolescenti oggi risultano sovraccarichi di esperienze e attività: ne

risulta un sentimento di scarsità di tempo disponibile e guidati dal flusso

degli eventi; un sentimento di inadeguatezza a regolare la propria vita;

l'incertezza è la paradossale conseguenza della ricchezza di opportunità.

In certi casi il bisogno di attivazione emozionale conduce ad una scissione del

tempo fra giorno e notte per due facce dell'identità. Sprecare il tempo

significa fermarsi di fronte a troppe esigenze esterne.

Il modo di rapportarsi al presente identifica almeno due tipologie:

* Presentificazione: il futuro diventa irrilevante al punto da scomparire

* Rivalutazione del presente: c'è più semplicemente il tentativo di arricchire

il presente di significatività per sé; il futuro resta sullo sfondo senza

attenzione.

Il fenomeno della futurizzazione del presente trasforma l'attuale in un futuro

anticipato, come se si facesse troppa attenzione a quello che si sta facendo

vivendo in differita. Il fenomeno della perdita del futuro invece dà luogo ad

incertezza biografica, mancanza di progetti.

* Nelle F la visione del futuro appare meno realistica e a più breve termine;

* inoltre i ragazzi di famiglie operaie elaborano progetti più a breve scadenza;

* per gli studenti si è rilevata maggiore continuità tra passato, presente e

futuro

* ci sono poi le variazioni in relazione a mutamenti più vasti sociali e

culturali

2. SESSUALITA':

Oggi il contesto culturale è assai diverso sul modo di concepire affettività e

relazioni interpersonali:

* La concezione del doppio standard secondo cui il rapporto prematrimoniale è

giusto per gli uomini e non per le donne si è indebolita; prevale la convinzione

che l'attività sessuale sia più pienamente vissuta se riempita di significato

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affettivo;

* Si è verificato n mutamento negli atteggiamenti verso la sessualità: il punto

di vista morale è più relativistico; l'aspetto procreativo del matrimonio è meno

rilevante;

* Si assiste ad una maggior precocità dei rapporti sessuali; è d'obbligo oggi

confrontarsi con più problemi come l'AIDS;

Attenzione merita il tema della masturbazione: si tratta di un'esperienza

generale durante tutta l'adolescenza, esperienza preparatoria che può aiutare a

scaricare tensioni o ridurre la noia; per il movimento femminista è anche un

fatto di autonomia; le ragazze usano più fantasia.

Permangono invece numerose le differenze tra i sessi nel concepire le relazioni

sia affettive sia sessuali, il che rimanda al fatto che lo sviluppo

psicosessuale assume due percorsi differenziate; nei M è forte la presenza di

stereotipi legati al ruolo e grande è il timore di essere diversi dagli altri;

la precocità maschile consiste nell'anticipazione dell'esperienza sessuale

rispetto al rapporto relazionale pieno; per le F la scoperta della pubertà è un

fatto preciso; qui le relazioni sono strettamente dipendenti dal tipo di

informazione ricevuta.

Molti indirizzi diversi hanno messo in evidenza l'importanza del rapporto

d'amore per le funzioni che assolve:

* Aiuta a divenire autonomi

* Facilita la consapevolezza dell'identità sessuale

* Aiuta a creare una sintesi tra tenerezza e sensualità; le prime esperienze

invece sono caratterizzate dalla ricerca della soddisfazione del bisogno

personale; vengono evidenziati i bisogni d'appoggio; poi i bisogni maturativi,

cioè il partner come colui che permette la propria realizzazione; i bisogni

sessuali sono secondari; si avverte anche il bisogno di proiettarsi nel futuro,

facendo progetto insieme.

Avere il ragazzo/a e far parte di un gruppo non è conflittuale, ma i maschi

sentono più il peso di conciliare i due impegni.

Anche gli equilibri con la famiglia mutano: i genitori devono accettare una

minor vicinanza emotiva da parte dei figli. Le madri si sentono più coinvolte

con la figlia F; i padri sono invece più colti alla sprovvista con le F.

Vi sono prove considerevoli che uno sviluppo precoce si associato ad un inizio

dei rapporti precoce. Un ruolo rilevante sono le pressioni sociali ed i fattori

psicosociali; sull'inizio dell'attività sessuale incide molto la famiglia e le

sue norme e valori; avere fratelli o sorelle sessualmente attivi facilita, cosi

come un minore controllo come nel caso di famigli monoparenatli; infine il

gruppo dei pario cosi come è percepito più che per quanto effettivamente mette

in atto. La religione sembra influenzare poco il fenomeno e l'età media del

primo rapporto si sta abbassando a circa 15-16 anni con maggior precocità

maschile. Sul contesto si conosce ancora poco.

L'uso dei contraccettivi è un comp importante, ma complesso: le conoscenze

aumentano con l'età e sono spesso più accurate nelle F, ma spesso la conoscenza

è superficiale. Numerosi sono gli stereotipi ancora attivi:

* La paura che certi contraccettivi interferiscano con il naturale funzionamento

del corpo

* L'impossibilità di accettare la programmazione del rapporto

* La convinzione che "a me non succede"

Esistono poi barriere a farne oggetto di conversazione col partner: in caso di

gravidanza però non esiste una soluzione adeguata! Le ricerche hanno rilevato

come l'età della madre non influisca negativamente di per sé, ma per le

condizioni di stress, di disagio sociale, di condizione economica.

Per quanto riguarda l'educazione intervengono le agenzie istituzionali, ma è

essenziale la ricerca attiva di inf; i M, specie i più giovani sono più a

rischio per la scarsa inf. I media bombardano di msg di ogni genere senza

fornire strumenti interpretativi adeguati.

3. FAMIGLIA

La famiglia viene considerata una piccolo gruppo caratterizzato da una specifica

storia passata e da aspettative di vita futura. L'adolescenza scatena una sorta

di crisi familiare: il compito di sviluppo della famiglia consiste

nell'instaurare relazioni adeguate a ciascuna fase del ciclo di vita che si

attraversa. Inoltre la qualità delle relazioni familiari è cruciale nel

determinare la competenza e la fiducia negli adolescenti. La fam dovrebbe

fornire livelli moderati di coesione e di flessibilità permettendo il

progressivo svincolamento dei figli con forme chiare di comunicazione.

Per l'adolescente il compito di sviluppo principale è invece l'emancipazione

dalle figure parentali ed il raggiungimento dell'indipendenza. Emancipazione non

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significa sempre rottura, ma trasformazione dei rapporti per renderli più

paritari. L'autonomia deve essere anche interna, cioè la possibilità di prendere

decisioni circa la propria vita senza sentirsi in colpa e senza dipendere dal

super-io introiettato dai genitori.

Nei genitori si attivano resistenze:

* Per il senso di inutilità

* Per la lunga abitudine al controllo

* Per le difficoltà legate all'avanzare della loro età e gelosie più o meno

consapevoli.

Essere M comporta godere più precocemente e con meno fatica l'indipendenza.

Gli adolescenti fanno chiare differenze rispetto ai genitori nella

comunicazione:

la comunicazione madre-figlia è considerata la più aperta alla discussione; i M

fanno meno differenze perché in generale sono meno aperti; i padri si occupano

più di attività pratiche.

Alcuni autori hanno sviluppato un modello che identifichi il processo di

identificazione, che è una proprietà delle relazioni intrafamliari

caratterizzato dal rapporto tra individualità e coesione dei membri. Sono in

gioco 4 fattori:

* Asserzione di sé, capacità di esprimere con chiarezza il proprio punto di

vista

* Separatezza, esprimere le proprie differenze

* Permeabilità, l'apertura alle idee degli altri

* Mutualità, la sensibilità nelle relazioni con altri.

I conflitti esistono, ma spesso vertono su problemi di minore entità; sorgono

spesso a causa delle diverse interpretazioni degli eventi. Inoltre il divario

generazionale è diminuito negli anni '80, forse per il desiderio dei giovani di

mettere in luce le somiglianze più che le differenze: è importante tenere conto

del cotesto storico e culturale. Una relazione senza conflitto può essere il

risultato di strategie di evitamento che nascondono conflitti più forti. Possono

avere una funzione costruttiva se risolti adeguatamente; le strategie di

risoluzione possono essere unilaterali (passive), o bilaterali (compromesso o

persistenza del conflitto). È importante tenere conto allora degli stili con cui

il conflitto viene espresso: esiste uno strumento apposito elaborato per

saggiare il disaccordo tra genitori e figli di 15 anni (WWDS).

Le F pongono dei limiti all'intimità con la madre salvo poi recuperarla nelle

fase successiva.

Nella nostra società il divorzio è aumentato di molto, ma i dati delle ricerche

sono contrastanti. Si assiste ad un livello basso di comunicazione

genitori-figli prima del divorzio che è un processo non un semplice evento.

Studi longitudinali mostrano che il contatto genitore non affidatario e figlio

favoriscono l'adattamento al dopo divorzio, sebbene intervengano variabili come

il grado di conflittualità. Alcuni studiosi suggeriscono di affidare i figli al

genitore dello stesso sesso o di operare un affidamento congiunto.

4. COETANEI

Il gruppo dei pari è come un laboratorio sociale, un riferimento normativo e

comparativo importante, vissuto come un sostegno strumentale ed emotivo.

Nella prima adolescenza il rapporto preferito è una relazione diadica, dove si

cercano le caratteristiche positive attribuite ai genitori; fin verso i 14 anni

si sta insieme agli amici per fare delle cose. Nella fascia dai 15 ai 17 anni

la modalità aggregativa più rispondente alle esigenze è il gruppo informale o

compagnia. Non è rara la frequentazione parallela di gruppi diversi per scopi e

stili relazionali. Distinguiamo per esempio tra gruppi informali e formali;

inoltre circa un 10% dei giovani non intrattiene rapporti continuativi con altri

coetanei.

Nei gruppi informali la composizione è omogenea, per cui pensiamo che gli

adolescenti si cerchino sulla base di caratteristiche precise; si stabiliscono

poi differenti ruoli e si assiste alla costruzione di regole normative e stili

di comp, ma traspare un rifiuto generalizzato verso al figura del capo. Il

semplice stare insieme e il parlare rappresentano le attività più importanti. La

minore visibilità delle F non deve far pensare che l'esperienza sia per loro

meno importante.

I gruppi formali si costituiscono come emanazione più o meno diretta di

istituzioni e movimenti: il 15% aderisce a gruppi sportivi, il 10% a gruppi

religiosi, il 3% a gruppi di impostazione politica. I

Il desiderio di una propria autonomia, una progressiva caduta d'interessi nei

confronti degli obbiettivi del gruppo e la mancanza di spazi autonomi, e un non

sempre facile rapporto con gli educatori favorisce il distacco da tali gruppi.

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Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'adolescenza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Larcan Rosalba.

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