Analisi e terapia del comportamento
Nell'infanzia e nell'adolescenza
La psicologia scientifica pone il suo oggetto di studio sul piano osservativo: inizia come raccolta di osservazioni sistematiche in condizioni note e accuratamente descritte e fonda spiegazione e previsione sull'interazione tra variabili dipendenti e variabili indipendenti.
Formismi nel comportamento
- Formismo: Schema di raccolta e classificazione dei dati.
- Meccanicismo: Sviluppo come apprendimento di nuove risposte; è ambientalista.
- Organicism: Sviluppo come maturazione attraverso stadi predeterminati; è innatista.
- Contestualismo:
- Watson: 1913, obiettivo della psicologia è prevedere e controllare l'attività umana.
- Skinner e l'analisi del comportamento: relazione biunivoca organismo-ambiente.
- Kantor e l'intercomportamentismo: adattamento - funzione - contesto.
- Bijou e Baer negli anni '60 e l'analisi comportamentale dello sviluppo infantile.
- Oggi: teoria dello sviluppo antiriduzionista, contestualista e interazionista.
Punti di vista sul comportamento
Punto di vista nomotetico: Ricerca la presenza di leggi generali in grado di spiegare perché individui diversi presentino le stesse difficoltà; la forma nomotetica è quella dei paradigmi di apprendimento, cioè interamente formale o modale, cioè il modo in cui il soggetto è giunto ad una certa esperienza.
Punto di vista ideografico: È centrato sull'individuo singolo.
Il termine personalità definisce delle caratteristiche piuttosto che delle cause del comportamento: considerata come stile di comportamento, l'espressione più frequente è repertorio di personalità ad indicare tre forme di risposta: cognitiva, emozionale e motoria. Qui se ne sottolinea la plasticità e la flessibilità.
- Personologismo: Il comportamento è un epifenomeno della personalità.
- Situazionalismo: Influenza di fattori esterni.
- Interazionismo: Influenza biunivoca.
Assessment e diagnosi
L'assessment deve considerare ciò che un bambino fa, non ciò che è; inoltre non può prescindere dal coinvolgimento dell'ambiente. La diagnosi è sempre una diagnosi-campione: in un dato campione di circostanze il bambino si comporta così e così. Non si parla di sintomo quanto piuttosto di comportamento indice di difficoltà. Si cercano così procedure multi-metodo sensibili ai rapidi cambiamenti evolutivi e che possano essere validati empiricamente tenendo presente che i bambini costituiscono una popolazione speciale.
La terapia del comportamento opta per la soppressione dei sintomi-bersaglio analizzando le cause profonde in un secondo tempo: è dimostrato che la soppressione di un sintomo non provoca la comparsa di un altro sostitutivo. Il termine sintomo indica che qualcosa è sintomatico di qualcos'altro mentre la diagnostica comportamentale pone tale comportamento di disagio in un tutto disfunzionale.
Modelli di comportamento
Descrizione ed interpretazione della realtà comportano l'uso di modelli per evidenziare le variabili in esame e i meccanismi attraverso i quali queste interagiscono. A volte tuttavia il processo in studio viene ad identificarsi con la metafora. Lo stesso concetto di stimolo e di risposta è metaforico comprendendo in sé aspetti fisici, chimici, sociali, di un evento in una data situazione. Il modello in esame è:
- Funzionale: Comportamento funzione di variabili indipendenti e del contesto.
- Interazionale: Relazione soggetto-ambiente.
- Gerarchico-cumulativo: Progressione nell'apprendimento.
- Antiriduzionista: Si cercano le spiegazioni allo stesso livello degli eventi.
Paradigma: Schema di riferimento formale, programmato che viene utilizzato nelle scienze per evidenziare certe caratteristiche di un processo. Dei modelli in questione, i paradigmi sono quelli dell'apprendimento rispondente, dell'apprendimento operante e dell'apprendimento imitativo; i processi di apprendimento in esame sono discriminazione, generalizzazione e transfert.
È soprattutto nella storia di ogni individuo che si trova la spiegazione del comportamento normale e patologico; se non ci fosse memoria nulla potrebbe esistere. Nella realtà la personalità è il risultato degli stimoli precedenti da una parte e degli stimoli futuri dall'altra. Quello di personalità è un concetto evolutivo in quanto il repertorio di esperienze del soggetto è dinamico. Il comportamento è la continua interazione fra ciò che è proposto dall'ambiente e il lavoro di filtro nei confronti dello stesso. La terapia del comportamento fa riferimento ad un modello esplicativo di carattere funzionalistico che chiamiamo psicologico e non medico.
Il disagio psichico è concettualizzato in termini storici, ma sebbene la conoscenza sul piano storico sia importante per la comprensione, risulta inefficiente sul piano operativo. Risulta essenziale la collaborazione del paziente.
-
Psicologia dell'adolescenza – Comportamento disadattivo
-
Psicologia dell'adolescenza – Ricerca
-
Psicologia dell'adolescenza
-
Psicologia dell'adolescenza – Fattori di rischio