Psicologia dello sport
Psicologia dello sport: branca della psicologia che si focalizza su tutti gli aspetti relativi alla pratica sportiva a tutti i livelli e a tutte le età. È una disciplina scientifica multidisciplinare che tiene conto non solo dei meccanismi emozionali e motivazionali di chi pratica sport, ma anche dei processi cognitivi e psicofisiologici relativi al gesto motorio.
Attività fisica
Ogni movimento del corpo prodotto dai muscoli scheletrici che comporta un dispendio energetico al di sopra del livello basale. L’attività fisica adattata è quando viene praticata da persone svantaggiate sia fisiche che mentali (disabili, anziani e malati).
Esercizio fisico
Attività fisica di tipo strutturato e ripetitivo, finalizzata al mantenimento o al miglioramento di una o più componenti della forma fisica o stato di fitness. La forma fisica comprende diverse caratteristiche fisiche e motorie della persona. L’esercizio fisico è indirizzato a salvaguardare e migliorare la salute e il benessere delle persone per qualsiasi fascia di età. Ha come obiettivo l’apprendimento di abilità generali e specifiche, il recupero delle funzioni corporee ed infine il benessere psicofisico.
Attività sportiva o sport
Attività fisica caratterizzata da uno specifico gesto tecnico per il quale l’individuo si allena sotto la supervisione di un esperto. Può essere agonistica se l’atleta partecipa a gare o non agonistica se viene svolta in maniera amatoriale. Ha come obiettivo l’apprendimento di abilità motorie specifiche, il miglioramento della prestazione e la salvaguardia della salute dell’atleta.
Mente o processi mentali
Sono l’oggetto della ricerca psicologica, i processi mentali sono processi neuronali che mediano le funzioni cognitive, cioè tutte quelle abilità mentali che consentono di interagire gli uni con gli altri e di relazionarsi con l’ambiente circostante. Alla base di ogni comportamento umano ci sono sempre almeno 2 neuroni che comunicano tra loro.
Psicobiologia
Disciplina che studia i correlati biologici dei fenomeni psichici e delle conseguenti manifestazioni comportamentali sottolineandone la forte interazione tra individuo e ambiente. Permette di comprendere i processi mentali sottostanti la pratica sportiva.
Origine della psicologia
Il termine psicologia deriva dal greco psyche (anima) e logos (discorso). È stato Ippocrate (medico) a gettare le basi della psicologia come scienza, affermando che il cervello è l’organo più importante del corpo. Ippocrate teorizzò anche che esistessero anche 4 tipi di umori, ponendo le basi anche della psicologia della personalità (sanguigno, melanconico, collerico e flemmatico).
Durante l’epoca medievale si assiste a un rovesciamento di prospettiva, infatti non è più l’uomo a essere studiato, ma Dio (gerarca). Solo con l’era rinascimentale la psicologia riprenderà a essere la scienza dell’uomo. Il filosofo francese Cartesio fu il primo a distinguere la mente dal corpo (dualismo cartesiano); secondo Cartesio, la mente era una peculiarità esclusivamente umana ed era la dimora del pensiero e della coscienza, mentre il corpo interagisce con la mente tramite la ghiandola pineale. In risposta a Cartesio, in Inghilterra nasce l’empirismo, cioè una corrente di pensiero che non credeva nell’esistenza di idee innate, ma che l’uomo fosse una tabula rasa e che l’intelletto umano sarebbe determinato solo con l’esperienza. La mente si forma a seconda del contesto in cui si vive.
Successivamente si inizia a formare la psicofisica, cioè una branca della psicologia che studia le relazioni tra fenomeni fisiologici e fenomeni psichici. La psicofisica nasce con la legge di Weber e Fechner (S=K*logR+C). La sensazione (S) è proporzionale al logaritmo dello stimolo, cioè la sensazione aumenta con l’intensità dello stimolo. Dopodiché fu introdotto il tempo di reazione, cioè il tempo che intercorre tra la percezione dello stimolo e la comparsa della risposta (comportamento) e quindi corrisponderebbe al tempo di elaborazione mentale dello stimolo stesso.
Nello stesso periodo fu dimostrato che dalla radice posteriore del midollo spinale entrano le afferenze sensitive, mentre dalla radice anteriore escono le efferenze motorie (sistema nervoso organizzato in maniera gerarchica e ordinata). Successivamente fu introdotto il termine Frenologia, cioè una disciplina secondo la quale le singole funzioni psichiche dipenderebbero da particolari aree cerebrali. Successivamente Paul Broca (neurologo francese) dimostrò che una lesione in un’area specifica del lobo frontale sinistro detta poi area di Broca, determinava certi deficit nella produzione del linguaggio parlato. Successivamente nacque il concetto di rappresentazione topografica, secondo cui ogni parte del corpo è rappresentata in maniera ordinata in alcune aree del cervello, infatti furono identificate nell’uomo una vera e propria mappa topografica delle aree motorie (homunculus motorio) e dell’area somato sensitiva primaria (homunculus sensitivo). La corteccia cerebrale fu divisa in 52 aree basandosi su osservazioni anatomiche come la quantità e la distribuzione dei neuroni che vi sono contenuti e ogni area svolge una funzione specifica.
Metodo scientifico
Indagine sistematica e non casuale atta ad osservare, replicare, misurare e validare un fenomeno. Inizialmente è necessario:
- Ideare un disegno di ricerca che tenga conto delle conoscenze già acquisite
- Valutare l’originalità e l’utilità di ciò che si vuole studiare
- Identificare gli obiettivi da raggiungere
Le fasi sono:
- Formulazione di una ipotesi di ricerca.
- Verifica delle ipotesi tramite un protocollo sperimentale che tenga conto di tutte le variabili indipendenti (es: età degli individui) e variabili dipendenti (variano a seconda delle variazioni delle variabili indipendenti).
- Scelta del campione: deve essere numeroso e formato da almeno due gruppi, un gruppo sperimentale (quello che si intende studiare) e un gruppo di controllo (per valutare gli effetti di un trattamento).
- I dati ottenuti devono essere analizzati con tecniche statistiche (es: analisi della varianza).
- Pubblicazione dello studio effettuato.
Psicologia scientifica
Nel 1879 Maximilian Wundt fondò a Lipsia il primo laboratorio di psicologia scientifica. La sua ricerca era focalizzata sullo studio della psicofisiologia dei sensi, soprattutto della vista e dell’udito. Secondo Wundt i processi mentali passavano attraverso 4 fasi:
- Stimolazione
- Percezione: rende cosciente l’esperienza psichica
- Appercezione: interpretazione della percezione
- Atto di volontà
Wundt è stato il primo a descrivere i processi neuronali sottostanti l’elaborazione dello stimolo sensoriale. Da Wundt partirono due correnti di pensiero, lo strutturalismo e il funzionalismo, parallelamente al funzionalismo emersero in diverse parti del mondo importanti correnti di pensiero che diedero vita a diversi filoni di ricerca in psicologia (riflessologia, psicologia storico-culturale russa, la psicologia tedesca della Gestalt, il comportamentismo, psicoanalisi austriaca e il cognitivismo americano).
Strutturalismo
(1879 in Germania): si focalizzò principalmente sull’analisi dei contenuti mentali che possono essere divisi in elementi costituenti. All’interno dello strutturalismo fu introdotto il metodo dell’introspezione che veniva applicata con due regole basilari: la prima regola riguardava l’adozione di un criterio elementistico, ossia scomporre i contenuti della coscienza in più elementi semplici; mentre la seconda regola consisteva nel salvaguardarsi dal cosiddetto errore dello stimolo. In pratica era necessaria una descrizione analitica degli elementi dell’ambiente in cui l’individuo viveva.
Funzionalismo
(1890 in USA di Darwin): i processi mentali (funzioni psichiche, cognitive, superiori…) sono adattativi e servono per realizzare ognuno uno scopo differente. L’apprendimento ha la funzione di permettere l’acquisizione di nuove informazioni per sopravvivere e adattarsi all’ambiente.
Scuola sovietica
(1900 in Russia):
- Riflessologia: afferma che i processi psichici sono riconducibili ai riflessi, cioè a processi fisiologici che possono essere incondizionati (innati come per esempio l’istinto) o condizionati dalla esperienza. Pavlov (ideatore della riflessologia) delineò il paradigma del riflesso condizionato o condizionamento classico. Il condizionamento classico è una forma di apprendimento associativo che consiste nell’associazione di due stimoli (uno condizionato e uno incondizionato); lo stimolo incondizionato si chiama così perché normalmente evoca una specifica risposta riflessa, mentre lo stimolo condizionato di per sé non evoca la risposta riflessa ma necessita di un certo allenamento (condizionamento) per causare quella specifica risposta. Pavlov effettuò un esperimento su un cane:
- Viene dato del cibo al cane che inizia a salivare, il cibo rappresenta lo stimolo naturale che suscita la salivazione, una risposta naturale riflessa.
- La prestazione del cibo viene fatta precedere dal suono di un campanello che è uno stimolo neutro, il suono da solo non è in grado di provocare la salivazione, ma solo se viene associato al cibo. Infatti dopo un certo numero di ripetizioni, il cane inizia a salivare prima che gli venga dato il cibo al solo suono del campanello (apprendimento associativo). Il suono è diventato uno stimolo condizionato che provoca una risposta condizionata.
- Psicologia storico-culturale: evidenzia l’importanza dell’educazione sull’evoluzione della mente. Le funzioni psichiche superiori sono determinate da fattori biologici e culturali. Osservò lo sviluppo del bambino ed evidenziò l’alternanza di periodi stabili e critici durante la crescita anticipando i modelli moderni di psicologia dell’età evolutiva.
- Neuropsicologia: le funzioni cerebrali che mediano i processi psichici più complessi sono il risultato dell’interazione di più sistemi cerebrali la cui organizzazione si sviluppa in relazione all’ambiente (linguaggio, pensiero e memoria).
Psicologia della Gestalt
(1912 in Germania): in contrapposizione allo strutturalismo, infatti si basava su un radicale antielementismo. L’esperienza soggettiva può differire dalla realtà oggettiva poiché il tutto è più della somma delle parti (ciò che viene percepito non è esattamente ciò che avviene). Questa corrente mise in crisi la corrispondenza tra realtà fisica e realtà fenomenica (piano materiale e piano percettivo). Un oggetto può essere percepito con significati diversi anche in relazione ai bisogni dell’individuo in quel preciso momento. La Gestalt non si occupò solo di percezione, ma si soffermò anche sullo studio dei processi di pensiero. La risoluzione di un problema avviene attraverso l’apprendimento di una strategia risolutiva.
Comportamentismo
(1913 in USA): rivoluzionò l’oggetto di studio della psicologia, si passò dalla psiche intesa come coscienza allo studio delle sue funzioni. L’ambiente esercita una forte influenza sull’individuo, infatti è in grado di condizionare il comportamento e la personalità. Ad ogni stimolo presente nell’ambiente, l’individuo risponde con un determinato comportamento, ad ogni comportamento corrisponde uno specifico scopo. L’apprendimento avviene sulla base dell’esperienza e di un modello per prove ed errori, secondo cui si giungerebbe alla soluzione di un problema sulla base di tentativi casuali. Furono introdotti:
- La mappa cognitiva spaziale, ossia la rappresentazione mentale dell’ambiente circostante
- La variabile interveniente, una sorta di elaborazione dello stimolo che si verifica nel cervello prima di emettere la risposta comportamentale
- Il condizionamento operante, cioè una forma di apprendimento associativo dove il soggetto apprende ad associare una risposta motoria ad uno stimolo per lui molto significativo (un’azione sarebbe prodotta o rinforzata in virtù del suo effetto).
Cognitivismo
(1967 in USA): inizia l’era delle scienze cognitive, in cui si privilegia lo studio dei processi mentali. Quando si compie un’azione si mettono in atto una serie di processi sequenziali. All’interno del cognitivismo si possono distinguere 3 paradigmi rilevanti:
- Paradigma computazionale simbolico: definisce il sistema cognitivo come una serie di regole per la trasformazione di simboli, considera l’uomo come elaboratore passivo delle informazioni che gli arrivano dall’ambiente.
- Paradigma costruttivista: identifica il soggetto come un costruttore attivo della realtà percepita e conosciuta, infatti il soggetto filtra il materiale di elaborazione, decide come elaborarlo e come trasformarlo.
- Paradigma connessionista: considera il sistema cognitivo come una rete di interconnessioni molto somigliante al funzionamento del SNC.
Psicoanalisi
(1896 in Austria di Freud): enfatizza l’importanza dei processi mentali inconsci nel modulare l’attività conscia. L’oggetto della psicoanalisi è lo studio dei fenomeni psichici al di fuori della sfera di coscienza e le loro relazioni dinamiche.
Psicologia oggi
La psicologia oggi è inserita nelle Neuroscienze, cioè un gruppo di discipline che studiano l’organizzazione e il funzionamento del SN cercando di comprendere i processi neuronali alla base del comportamento e della coscienza. La psicologia di oggi studia una mente radicata nel corpo e fondata sull’esperienza, il corpo si muove, percepisce e riveste importanza nello sviluppo dei processi cognitivi. La comprensione del comportamento motorio inteso come prodotto di una pianificazione cognitiva che si esplica a livello neuronale.
La personalità umana
Si fonda su 5 tratti di base:
- Estroversione-introversione
- Gradevolezza-sgradevolezza
- Nevroticismo-stabilità emotiva
- Coscienziosità-negligenza
- Apertura mentale-chiusura mentale
L’interazione tra le esperienze di vita e i fattori genetici possono influire sull’organizzazione del nostro cervello.
La psicologia dello sport
Alla base di ogni comportamento ci sono sempre due neuroni che comunicano tra loro. La psicologia dello sport si occupa di tutti gli aspetti relativi alla pratica sportiva. Quando ne promuove la salute e il benessere in contesti amatoriali e nelle attività fisiche strutturate e finalizzate al mantenimento di una o più componenti della forma fisica, si parla di psicologia dello sport e dell’esercizio fisico.
Sport agonistico
Gli psicologi studiano soprattutto come ottimizzare la prestazione dell’atleta tenendo conto dell’influenza di vari fattori come lo stato emotivo.
Sport amatoriale
Gli psicologi studiano la promozione di modelli di integrazione sociale e al delineamento di strumenti educativi per la salute dell’individuo e per il suo benessere psicofisico. Lo sport amatoriale può essere svolto praticamente da chiunque e a qualsiasi età, lo psicologo deve unire alle conoscenze sulle caratteristiche delle varie fasi di vita degli individui anche le conoscenze sulle varie patologie che si possono incontrare. Sia nello sport agonistico che nello sport amatoriale lo psicologo deve avere conoscenze di carattere sociale, soprattutto sulle dinamiche relazionali per migliorare i rapporti tra atleta/sportivo e allenatore e tra i compagni.
Storia della psicologia dello sport
Le radici dell’agonismo si collocano nella Grecia antica, il termine agonismo deriva proprio dal greco (agon) che significa gara. I 6 periodi che hanno delineato l’affermarsi della psicologia dello sport:
- (Dall’antichità fino al 900’), nel 1898 fu pubblicato un esperimento scientifico di psicologia dello sport che evidenziava quanto i fattori sociali fossero importanti ai fini della prestazione sportiva (lo stare in gara con l’altro migliora la prestazione), in questo modo nasce la psicologia sociale che studia l’interazione tra persone e gruppi. Successivamente De Coubertin propose l’istituzione dei giochi olimpici moderni. Le prime olimpiadi si svolsero ad Atene nel 1896.
- (Anni’ 20-30), Griffith (psicologo americano) fondò il primo vero laboratorio di psicologia dello sport, nel1930 De Coubertin stilò la Carta della riforma sportiva ponendo attenzione sugli aspetti pedagogici e sul valore dello sport che doveva essere svolto nella maniera più corretta possibile.
- (Anni’ 40-60), Henry (padre della ricerca sul comportamento motorio) gettò le fondamenta della moderna chinesiologia. Nel 1965, Ferruccio Antonelli (psichiatra italiano) riunì a Roma i migliori esperti delle scienze applicate allo sport svolgendo il primo Congresso di psicologia dello sport, egli divenne il presidente della società scientifica internazionale di psicologia dello sport.
- (Anni’ 70-90), è la fase di consolidamento, Antonelli diventò editore della prima rivista scientifica internazionale in psicologia dello sport.
- (Fino all’inizio degli anni 2000), aumenta il numero delle riviste e delle associazioni scientifiche correlate allo sport.
- (Contemporaneo), nel 2012 nasce il Mind in Sport Team, cioè il primo centro interuniversitario di ricerca e formazione nell’ambito della psicologia dello sport.
Società Italiana delle Scienze Motorie e Sportive
Fondata nel 2007, ha come obiettivi la promozione e la diffusione della conoscenza e della didattica nel campo delle scienze motorie e sportive al fine di incentivare lo sviluppo dell’innovazione tecnologica per la tutela della salute e per il miglioramento della qualità della vita.
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